Questa storia distruggerà il mio karma, e se ne riderete distruggerà anche il vostro. Ma dio, quanta soddisfazione a sentirla e a raccontarla a voi...
Entra un tizio/cliente, è un rompicoglioni patentato, ha sempre da dire su tutto e tempo fa aveva avuto un problema con un orologio da donna comprato da me, e ancora un po' non si finiva in tribunale per una cazzata (sì vabbè, le solite minacce senza gambe, ovviamente). E' proprio uno di quelli che finisci a trattare con sufficienza perchè speri non torni più, eppure torna sempre.
Ha un taglio in faccia, un occhio nero e l'orologio da donna in mano. Rido mentalmente per le condizioni della sua faccia, ma mi preoccupo per il fatto che abbia in mano questo benedetto orologio.
"Oh, salve! Le ho portato questo orologio perchè è successa una cosa assurda!
Anni fa ho fatto installare una ventola a pale sul soffitto, una cosa di design in ghisa pesantissima, ma ben fissata con tasselli. L'altro giorno mentre eravamo a tavola io e mia moglie si è staccata. Ha rotto il polso a mia moglie e mi ha tagliato la faccia. E ha pure rotto l'orologio!"
Bwahahahahaha.
Non vi dico altro della storia, bastano le mie risate sataniche (alla fine ci ho pure guadagnato perchè l'orologio era irreparabile e ne ha preso uno uguale), non è finita in cronaca nazionale perchè si son solo feriti e presi un enorme spavento.
Grazie karma per aver accolto le mie maledizioni, anche se ci sono voluti un paio d'anni. Ho molto apprezzato il tocco di classe di rompere anche l'orologio tanto contestato.
Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
mercoledì 15 luglio 2015
sabato 13 giugno 2015
De Gustibus...
Mentre servo un cliente per un cinturino, entra un altro cliente, inizia a guardarsi in giro per passare il tempo.
Finito con il cinturino, passo al nuovo cliente. Lui mi dice, guardando i Citizen:
"Certo che escono orologi sempre più brutti, eh! Mamma mia..."
Boh, che gli devo dire... rispondo con un generico (visto che guarda i Citizen)
"Più che altro magari son sempre più grandi, gli orologi della Citizen, chi cerca una mezza misura non la trova più..."
(è una frase assolutamente a caso che mi è venuta in mente)
"No no, anche guardando gli altri che ha qui, tutti questi nuovi... son proprio brutti."
"Eh..."
"Senza offesa, ma non me ne piace neanche uno, ma chi li fa questi orologi?"
"..."
"Beh buona sera, grazie."
Ma perchè la gente si sente in dovere di parlare solo perchè ha un buco sulla faccia? Ma cosa si poteva sperare di ottenere, da un "dialogo" di questo tipo?
E in parole povere, ma che minchia voleva il tizio?
venerdì 15 maggio 2015
il Cretino (cecato)
Come FORSE potete immaginare dalla lettura anche casuale di questo blog, di cretini ne vedo tanti. Ma proprio tanti. Eppure qualcuno mi stupisce ancora.
Tizio sui 60 anni a cui la moglie ha regalato un orologio con cronografo.
Torna per cambiarlo, perchè "non vedo bene le ore quando sono senza occhiali". Ok, legittimo - a parte che se indossi normalmente gli occhiali come faccio io, non capisco in quale momento della giornata tu debba leggere le ore senza occhiali. Comunque ok, lo cambiamo non ho problemi, lui ha lo scontrino ed è tutto in regola.
Gli mostro gli orologi in quella fascia di prezzo, visto che era un regalo e comunque era già piuttosto costoso. Li guarda tutti SENZA occhiali, mettendosi a 2 centimetri dalla vetrinetta e fermandosi una ventina di secondi davanti ad ogni modello. I modelli sono una trentina.
Arrivato a metà delle sue analisi, io lo mollo per servire altra gente che c'è in negozio, perchè inizio ad intuire quanto tempo impiegherà il soggetto a scegliere.
Dopo 6-7 minuti, finalmente mette gli occhiali, e si riguarda tutti i modelli.
Se ne fa tirare fuori 4-5. Li prende in mano, li apprezza, continua a guardare. Io gli mostro i due che secondo me si vedono meglio, come lettura, con lancette bianche che svettano sul fondo scuro. Però non hanno gli indici visibili bene, e a quanto pare a 60 anni ha ancora bisogno dei riferimenti sul quadrante per capire che ore sono.
Opta per un modello a fondo bianco con lancette bianche. Gli sottolineo che boh, secondo me non è che si veda bene-bene.
Va nel panico, e inizia a ripetermi una domanda impossibile:
"Ma tu cosa mi consigli?"
Io continuo a ripetergli che al di là del gusto personale, non gli posso consigliae una cosa "che lui veda bene". Che ne so io di come ci vede? Glielo dico proprio così, eh, senza mezzi termini, in modo che sia comprensibile: non-posso-consigliare-come-vedere-bene.
Niente, dice che allora tornerà domani con la moglie.
Sapendo che domani mattina ho un impegno con un rappresentante di orologi, gli dico di non venire assolutamente la mattina, perchè non potrei seguirlo.
Chiama la moglie e le chiede se nel pomeriggio possono venire. Io gli dico che possono venire anche fra due giorni, tre, non c'è fretta.
Ma ok, "nessun problema, veniamo domani pomeriggio!".
Infatti si presentano la mattina alle 11, mentre c'è gente e mentre c'è il rappresentante. Non me li filo molto, li lascio lì a discutere dei vari modelli. Decido di non intervenire affatto, che ho altre robe da fare e visto che mi son reso conto che pure la moglie non è tanto a posto (non me ne ero accorto quando avevo venduto l'orologio, perchè aveva scelto in 3 secondi netti, ora mi rendo conto che aveva scelto in base al prezzo "mediamente costoso", e non in base al gusto).
Alla fine gli tiro fuori 3-4 modelli (nessuno di quelli che si era fatto vedere ieri), la moglie sceglie i peggiori, li guardano, e lui continua "ma tu cosa mi consigli amore? tu cosa mi consigli?".
Lei gli consiglia quelli che si leggono di meno.
Lui è ancora indeciso, alla fine lei decide per lui: praticamente il più brutto e meno leggibile. Io son felicissimo, perchè era quello meno vendibile di tutti.
Lui lo mette al polso, e dice "che bello, non lo vedo benissimo ma è proprio bello".
Oh, contenti loro.
Tizio sui 60 anni a cui la moglie ha regalato un orologio con cronografo.
Torna per cambiarlo, perchè "non vedo bene le ore quando sono senza occhiali". Ok, legittimo - a parte che se indossi normalmente gli occhiali come faccio io, non capisco in quale momento della giornata tu debba leggere le ore senza occhiali. Comunque ok, lo cambiamo non ho problemi, lui ha lo scontrino ed è tutto in regola.
Gli mostro gli orologi in quella fascia di prezzo, visto che era un regalo e comunque era già piuttosto costoso. Li guarda tutti SENZA occhiali, mettendosi a 2 centimetri dalla vetrinetta e fermandosi una ventina di secondi davanti ad ogni modello. I modelli sono una trentina.
Arrivato a metà delle sue analisi, io lo mollo per servire altra gente che c'è in negozio, perchè inizio ad intuire quanto tempo impiegherà il soggetto a scegliere.
Dopo 6-7 minuti, finalmente mette gli occhiali, e si riguarda tutti i modelli.
Se ne fa tirare fuori 4-5. Li prende in mano, li apprezza, continua a guardare. Io gli mostro i due che secondo me si vedono meglio, come lettura, con lancette bianche che svettano sul fondo scuro. Però non hanno gli indici visibili bene, e a quanto pare a 60 anni ha ancora bisogno dei riferimenti sul quadrante per capire che ore sono.
Opta per un modello a fondo bianco con lancette bianche. Gli sottolineo che boh, secondo me non è che si veda bene-bene.
Va nel panico, e inizia a ripetermi una domanda impossibile:
"Ma tu cosa mi consigli?"
Io continuo a ripetergli che al di là del gusto personale, non gli posso consigliae una cosa "che lui veda bene". Che ne so io di come ci vede? Glielo dico proprio così, eh, senza mezzi termini, in modo che sia comprensibile: non-posso-consigliare-come-vedere-bene.
Niente, dice che allora tornerà domani con la moglie.
Sapendo che domani mattina ho un impegno con un rappresentante di orologi, gli dico di non venire assolutamente la mattina, perchè non potrei seguirlo.
Chiama la moglie e le chiede se nel pomeriggio possono venire. Io gli dico che possono venire anche fra due giorni, tre, non c'è fretta.
Ma ok, "nessun problema, veniamo domani pomeriggio!".
Infatti si presentano la mattina alle 11, mentre c'è gente e mentre c'è il rappresentante. Non me li filo molto, li lascio lì a discutere dei vari modelli. Decido di non intervenire affatto, che ho altre robe da fare e visto che mi son reso conto che pure la moglie non è tanto a posto (non me ne ero accorto quando avevo venduto l'orologio, perchè aveva scelto in 3 secondi netti, ora mi rendo conto che aveva scelto in base al prezzo "mediamente costoso", e non in base al gusto).
Alla fine gli tiro fuori 3-4 modelli (nessuno di quelli che si era fatto vedere ieri), la moglie sceglie i peggiori, li guardano, e lui continua "ma tu cosa mi consigli amore? tu cosa mi consigli?".
Lei gli consiglia quelli che si leggono di meno.
Lui è ancora indeciso, alla fine lei decide per lui: praticamente il più brutto e meno leggibile. Io son felicissimo, perchè era quello meno vendibile di tutti.
Lui lo mette al polso, e dice "che bello, non lo vedo benissimo ma è proprio bello".
Oh, contenti loro.
martedì 5 maggio 2015
Fra Moglie e Marito...
Sabato pomeriggio, c'è un gran casino in negozio. Sto mostrando ad una tizia un orologio per una vendita, ci sono 5-6 persone in attesa, alcuni guardano le vetrine, altri parlano fra di loro, c'è anche qualcuno seduto sulla sedia che c'è per i clienti.
Entra un tizio, mi interrompe mentre parlo con la cliente, mi chiede:
"Scusi, una cosa veloce, è per caso passata di qui mia moglie?"
"Ehm... non so, la conosco?"
"Non so, comunque una signora che deve cambiare una pila."
"Non so dirle, ne son passate tante di signore con la pila..."
"Ok grazie buongiorno."
Io finisco con la cliente, impacchetto, saluto, servo uno che deve cambiare il cinturino, prendo una pila, prendo un'altra pila, mostro un orologio da tasca... Ritorna il tizio di prima.
Mi si avvicina per parlarmi, ma mentre lo fa, ora che il negozio è vuoto, vede che sua moglie era seduta sulla sedia, in attesa del suo turno. Le dice "Ah, sei qui!", lei saluta, poi giusto per gradire lui se la prende con me - interrompendomi mentre sto parlando con il cliente dell'orologio da tasca:
"Ma perchè prima non mi ha detto che mia moglie era qui? Son dieci minuti che la cerco per il centro della città"
"Scusi ma io non conosco sua moglie - lei non l'aveva vista?"
"No, col casino che c'era, ho chiesto a lei."
"Guardi, in effetti c'era gente, ma comunque non avrei comunque saputo che quella era sua moglie."
"E lei nemmeno mi ha salutato!"
"Magari anche sua moglie non l'ha vista, non so."
"Certo che sto negozio è un bel casino."
"Mah, ok" - e torno a rivolgermi al cliente dell'orologio da tasca.
Il mio commento in effetti è questo:
MAH, OK.
Ma che vuole sta gente?
(ah sì, cosa voleva la moglie lo so: cambiare cinturino all'orologio. missione compiuta, quando è arrivato il suo turno) (il marito nemmeno aveva capito cosa doveva fare, la moglie - andava di pila di default...)
Entra un tizio, mi interrompe mentre parlo con la cliente, mi chiede:
"Scusi, una cosa veloce, è per caso passata di qui mia moglie?"
"Ehm... non so, la conosco?"
"Non so, comunque una signora che deve cambiare una pila."
"Non so dirle, ne son passate tante di signore con la pila..."
"Ok grazie buongiorno."
Io finisco con la cliente, impacchetto, saluto, servo uno che deve cambiare il cinturino, prendo una pila, prendo un'altra pila, mostro un orologio da tasca... Ritorna il tizio di prima.
Mi si avvicina per parlarmi, ma mentre lo fa, ora che il negozio è vuoto, vede che sua moglie era seduta sulla sedia, in attesa del suo turno. Le dice "Ah, sei qui!", lei saluta, poi giusto per gradire lui se la prende con me - interrompendomi mentre sto parlando con il cliente dell'orologio da tasca:
"Ma perchè prima non mi ha detto che mia moglie era qui? Son dieci minuti che la cerco per il centro della città"
"Scusi ma io non conosco sua moglie - lei non l'aveva vista?"
"No, col casino che c'era, ho chiesto a lei."
"Guardi, in effetti c'era gente, ma comunque non avrei comunque saputo che quella era sua moglie."
"E lei nemmeno mi ha salutato!"
"Magari anche sua moglie non l'ha vista, non so."
"Certo che sto negozio è un bel casino."
"Mah, ok" - e torno a rivolgermi al cliente dell'orologio da tasca.
Il mio commento in effetti è questo:
MAH, OK.
Ma che vuole sta gente?
(ah sì, cosa voleva la moglie lo so: cambiare cinturino all'orologio. missione compiuta, quando è arrivato il suo turno) (il marito nemmeno aveva capito cosa doveva fare, la moglie - andava di pila di default...)
martedì 28 aprile 2015
25 Aprile: negozio CHIUSO
Martedì 28 aprile: ragazzi, quanta merda sto mangiando oggi da parte di alcuni clienti, che Sabato scorso, 25 Aprile, sono venuti in negozio e l'hanno trovato chiuso.
Come mai l'han trovato chiuso?
PERCHE' IL 25 APRILE E' FESTA NAZIONALE.
E durante le feste nazionali non lavoro, soprattutto una festa come il 25 Aprile.
Non mi interessa se i centri commerciali e i supermercati sono aperti (chiedete alle cassiere quanto sono felici!), non mi interessa se oltre metà dei negozi della mia via sono aperti.
Personalmente, non sono andato a far la spesa, a fare un giro per i centri commerciali, a "spendere soldi". Perchè è un giorno che fino a pochi anni fa era "sacro", si stava chiusi e se proprio non si voleva riflettere sulla libertà conquistata nel 1945, si stava in famiglia a riposarsi un po'.
Io al 25 Aprile tengo ancora, mi spiace solo che si sia combattuto (anche) per permettere al mondo di diventare così consumistico, in cui il diritto fondamentale della persona è quello di uscire e spendere soldi, ed il diritto accessorio è quello di scrivere su facebook "liberati da chi?" "siamo schiavi dell'America" e l'immortale "era meglio quando si stava BENISSIMO con Lui" (scritto possibilmente da qualcuno di 23 anni).
Di sicuro ci ho rimesso più io a tenere chiuso il negozio un sabato (in periodo di comunioni, poi) che non il cliente che stamattina si lamentava che "era venuto apposta" per cambiare una pila. Fosse stato uno, ok. Ma pare che tutti Sabato siano passati con la pila in tasca e abbiano vissuto il dramma di una saracinesca abbassata.
Come mai l'han trovato chiuso?
PERCHE' IL 25 APRILE E' FESTA NAZIONALE.
E durante le feste nazionali non lavoro, soprattutto una festa come il 25 Aprile.
Non mi interessa se i centri commerciali e i supermercati sono aperti (chiedete alle cassiere quanto sono felici!), non mi interessa se oltre metà dei negozi della mia via sono aperti.
Personalmente, non sono andato a far la spesa, a fare un giro per i centri commerciali, a "spendere soldi". Perchè è un giorno che fino a pochi anni fa era "sacro", si stava chiusi e se proprio non si voleva riflettere sulla libertà conquistata nel 1945, si stava in famiglia a riposarsi un po'.
Io al 25 Aprile tengo ancora, mi spiace solo che si sia combattuto (anche) per permettere al mondo di diventare così consumistico, in cui il diritto fondamentale della persona è quello di uscire e spendere soldi, ed il diritto accessorio è quello di scrivere su facebook "liberati da chi?" "siamo schiavi dell'America" e l'immortale "era meglio quando si stava BENISSIMO con Lui" (scritto possibilmente da qualcuno di 23 anni).
Di sicuro ci ho rimesso più io a tenere chiuso il negozio un sabato (in periodo di comunioni, poi) che non il cliente che stamattina si lamentava che "era venuto apposta" per cambiare una pila. Fosse stato uno, ok. Ma pare che tutti Sabato siano passati con la pila in tasca e abbiano vissuto il dramma di una saracinesca abbassata.
martedì 21 aprile 2015
Deviazione Professionale - Man finds Food
Ieri è cominciato il nuovo programma di Adam Richman, "Man finds food". Onestamente non è interessantissimo, e l'editing va troppo veloce... troppe immagini e troppe parole in pochi secondi, e poco tempo dedicato all'arte del mangiarsi un bel panino.
Ma in ogni caso, la mia attenzione è stata distratta dopo pochi secondi, quando ho visto che Adam aveva al polso un orologio che ho in vendita anche io. E' sempre un'emozione riconoscere i "miei" orologi :)
Suunto Core All Black.
Scusatemi la deviazione professionale. Scatta sempre, in questi casi. Su DMAX è la fiera del Casio G-Shock, fra "affari in vendita" e "rimozione forzata". In America amano il digitale indistruttibile :)
mercoledì 15 aprile 2015
La voglia... (che torna!)
(mi pare ci sia già un post con lo stesso titolo e gli stessi contenuti, scritto anni fa, comunque ripartiamo da zero!)
Mi spiace per l'assenza dal blog - semplicemente, negli ultimi mesi il tempo è letteralmente volato (ironico, ahah) e la voglia di scrivere è diminuita, insieme al tempo libero a disposizione.
Non è successo niente di grave qui, il lavoro è sempre uguale, la gente sempre uguale (almeno non è "sempre peggio"), me la cavo sempre uguale... ho avuto vagamente meno stimoli a scrivere, sia perchè non ci sono stati casi eclatanti che dovevo raccontare immediatamente, sia perchè le cose "minori" non mi stimolano più. Le lamentele sulle pile subito devono essere epiche, per farmi aumentare le pulsazioni cardiache - di solito me ne frego senza nemmeno alzare un sopracciglio.
Quando succede qualcosa di interessante me lo appunto in testa - in testa mi scrivo l'intero post qui per Clerks, magari butto giù due righe per ricordarmelo, ma poi non concludo il post.
Sono diventato assolutamente un ingranaggio del sistema: mi sveglio, lavoro, poco tempo libero, la sera telefilm di altissima qualità o concerti. Mi si dice che alla fin fine ok, in realtà è questa "la vita", se non hai i soldi per trasferirti su un'isola deserta, se non sei un fricchettone (possibilmente coi soldi di famiglia), e in generale se hai bisogno di soldi per tirare avanti.
Però ecco - ora che ho scritto, che mi sono scusato (era subentrata anche una certa vergogna nel ritornare come se niente fosse), che ho riaperto la diga... diciamo che domani magari un post lo scrivo, e cerco di riprendere il ritmo. Perchè comunque a me fa piacere scrivere!
giovedì 19 febbraio 2015
Perseveranza
In tanti anni di lavoro, non mi era mai capitata una cosa del genere, relativamente al cambio-pila.
Viene una badante con un Cartier d'oro. La persona che cura deve cambiare la pila.
Nessun problema, me lo deve lasciare, è pronto per domani.
"Uh, allora devo chiedere alla signora, torno domani casomai."
Torna il giorno dopo. Ok, deve cambiare la pila.
Sì, deve lasciarlo, è pronto domani.
"Ma avevo capito che oggi si faceva subito, che ieri non poteva."
"Purtroppo no, lo deve lasciare da un giorno all'altro."
"Allora devo chiedere alla signora."
Torna il giorno dopo, aspetta un po' perchè c'è un po' di gente in negozio, vede bene che sono impegnatissimo. Estrae il Cartier.
"Ahh, allora lo può lasciare?"
"No, proprio non può farmelo subito?"
"Non so come dirglielo: lo fa il tecnico la sera. E' un orologio prezioso, pieno di viti, va fatto con calma."
"No, la signora lo vuole subito."
"Non so che dire."
Esce.
Torna il giorno dopo, per dirmi che la signora non vuole proprio lasciare un orologio di così alto valore. MI CHIEDE SE POSSO FARE SUBITO LA PILA.
No, cazzo, NO!
E niente, non lo lascia. Adesso è una settimana che non le vedo... spero sia andata alla Cartier, dove te lo tengono un mese almeno "per motivi tecnici". Oppure spero abbia trovato un cinese che le abbia massacrato le viti, rovinato la cassa e insomma fatto il classico lavoro fatto male PURCHE' FATTO SUBITO.
Venire quattro volte, quattro giorni di seguito, chiedendo sempre la stessa cosa, senza che cambi mai niente. Pensava di prendermi per sfinimento?
martedì 20 gennaio 2015
L'uomo bionico
Questo è un vero caso da Clerks, ma proprio una cosa che sarebbe stata perfetta nel film di Kevin Smith!
Sarebbe potuto finire MALISSIMO, per caso, e nel film l'avrebbero fatta finire MALISSIMO apposta.
Viene un signore con una pila in mano (una CR1632 per chi vuole i dettagli) mi chiede se ce l'ho, gli dico che non ci sono problemi e lui è visibilmente felice, mi dice che ha avuto problemi a trovarla.
La vado a prendere, quando torno lui mi chiede se gentilmente posso inserirgliela nel telecomando che ha tirato fuori dalla tasca. Allora torno di là, smonto le viti, inserisco la pila, e come sempre appena inserita la pila in un telecomando, schiaccio un bottone per vedere se si accende la lucetta. Non si accende nessuna lucetta.
Apro di nuovo il telecomando, smonto il meccanismo, e scopro che in realtà non è prevista nessuna lucetta. E' raro, ma succede. Di solito è carino, se schiacci un bottone e si accende una lucetta, ma non tutti lo fanno. Comunque allora ok, dò per scontato che il telecomando funziona, richiudo il tutto e consegno al cliente.
Mentre gli dò il telecomando, lui mi dice: "Non schiacci nessun pulsante!"
Io sudo un po' freddo ma sorrido e dico "nono, nessun problema" (in realtà so benissimo, che l'ho schiacciato, due volte pure...)
Rassicurato, lui mi dice: "Se lo schiaccia io finisco a terra, è il telecomando della mia gamba artificiale... non va schiacciato il tasto."
Continuo a sudare freddo ma dico "Ma no, non lo schiaccio. Ecco, sono tot euro".
Paga, se ne va. Non sa del rischio che ha corso: evidentemente, dei tre pulsanti sul telecomando, ho schiacciato quello della "accensione", e insomma non quello dello spegnimento/espulsione della gamba/avvio reattori per jetpack/mitragliatrice incorporata.
Nel film di Kevin Smith, si sarebbe trovato il modo accidentale di schiacciare il bottone anche dopo aver scoperto che avrebbe potuto causare una tragedia. E probabilmente a vedere una roba del genere al cinema, avrei riso di brutto.
PS: so che in tanti, visto il tenore dei mitomani che passa dal mio negozio (FBI e Rambo in primis), potrebbe pensare che la cosa della gamba fosse una invenzione tutta sua, ma in questo caso tendo a credergli, visto che poi quando se n'è andato ho notato una lievissima zoppìa, e visto che non mi ha tenuto 20 minuti a parlare della gamba e di quanto sia magnifica - l'ha trattata come una cosa della vita, un dato di fatto, senza volersi vantare o compiangere, e mi sembrava una persona a modo. Quindi penso fosse una cosa vera... e quindi ho imparato a non schiacciare tasti a caso sui telecomandi.
Sarebbe potuto finire MALISSIMO, per caso, e nel film l'avrebbero fatta finire MALISSIMO apposta.
Viene un signore con una pila in mano (una CR1632 per chi vuole i dettagli) mi chiede se ce l'ho, gli dico che non ci sono problemi e lui è visibilmente felice, mi dice che ha avuto problemi a trovarla.
La vado a prendere, quando torno lui mi chiede se gentilmente posso inserirgliela nel telecomando che ha tirato fuori dalla tasca. Allora torno di là, smonto le viti, inserisco la pila, e come sempre appena inserita la pila in un telecomando, schiaccio un bottone per vedere se si accende la lucetta. Non si accende nessuna lucetta.
Apro di nuovo il telecomando, smonto il meccanismo, e scopro che in realtà non è prevista nessuna lucetta. E' raro, ma succede. Di solito è carino, se schiacci un bottone e si accende una lucetta, ma non tutti lo fanno. Comunque allora ok, dò per scontato che il telecomando funziona, richiudo il tutto e consegno al cliente.
Mentre gli dò il telecomando, lui mi dice: "Non schiacci nessun pulsante!"
Io sudo un po' freddo ma sorrido e dico "nono, nessun problema" (in realtà so benissimo, che l'ho schiacciato, due volte pure...)
Rassicurato, lui mi dice: "Se lo schiaccia io finisco a terra, è il telecomando della mia gamba artificiale... non va schiacciato il tasto."
Continuo a sudare freddo ma dico "Ma no, non lo schiaccio. Ecco, sono tot euro".
Paga, se ne va. Non sa del rischio che ha corso: evidentemente, dei tre pulsanti sul telecomando, ho schiacciato quello della "accensione", e insomma non quello dello spegnimento/espulsione della gamba/avvio reattori per jetpack/mitragliatrice incorporata.
Nel film di Kevin Smith, si sarebbe trovato il modo accidentale di schiacciare il bottone anche dopo aver scoperto che avrebbe potuto causare una tragedia. E probabilmente a vedere una roba del genere al cinema, avrei riso di brutto.
PS: so che in tanti, visto il tenore dei mitomani che passa dal mio negozio (FBI e Rambo in primis), potrebbe pensare che la cosa della gamba fosse una invenzione tutta sua, ma in questo caso tendo a credergli, visto che poi quando se n'è andato ho notato una lievissima zoppìa, e visto che non mi ha tenuto 20 minuti a parlare della gamba e di quanto sia magnifica - l'ha trattata come una cosa della vita, un dato di fatto, senza volersi vantare o compiangere, e mi sembrava una persona a modo. Quindi penso fosse una cosa vera... e quindi ho imparato a non schiacciare tasti a caso sui telecomandi.
martedì 13 gennaio 2015
Back To The Future
Fra le (tante) cose che odio nei clienti, sono quelli che vogliono fare gli amiconi e pretendono di conoscere me e la mia famiglia da anni, dimostrandosi in enorme confidenza inventandosi storie delle quali non me ne frega niente (anche perchè spesso vengo confuso con: mio padre, mio NONNO, mio fratello che non esiste, il marito di mia zia, e qualsiasi parentela vogliate immaginare, purchè dimostri che in realtà non state nemmeno guardando in faccia la persona che avete davanti, per determinarne l'età).
Oggi, il top dei top. Tizia, direi circa 65 anni, mi deve far revisionare un orologio.
"Che poi, non so se si ricorda, ma questo bellissimo cinturino d'acciaio lo avevo preso qui, nel 1969. Guardi, mi ricordo anche che l'avevo pagato precisamente 2.500 lire."
Cioè io cosa devo rispondere ad una cosa del genere?
2.500 lire? Nel 1969?!?!?! Ma non ero nemmeno nato!
(il negozio però c'era, sì, tre gestioni fa)
Oggi, il top dei top. Tizia, direi circa 65 anni, mi deve far revisionare un orologio.
"Che poi, non so se si ricorda, ma questo bellissimo cinturino d'acciaio lo avevo preso qui, nel 1969. Guardi, mi ricordo anche che l'avevo pagato precisamente 2.500 lire."
Cioè io cosa devo rispondere ad una cosa del genere?
2.500 lire? Nel 1969?!?!?! Ma non ero nemmeno nato!
(il negozio però c'era, sì, tre gestioni fa)
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