venerdì 23 ottobre 2009

Prison Break

Una nota per capire il post. Quando lavoravo per la Croce Rossa (anni fa, ora sono solo un volontario), ero a contatto con gente che lavora nel carcere della città qui vicino, e quando poi ho iniziato a lavorare in questo negozio, abbiamo stretto un accordo per il quale, sostanzialmente, cambio le pile degli orologi dei carcerati, ad un prezzo praticamente di costo. E' una sorta di servizio sociale, diciamo.



(Nel caso foste curiosi, in carcere sono ammessi solo orologi con fondello trasparente, quindi sostanzialmente gli Swatch di un certo tipo, e alcuni di quei modelli con anche il cinturino trasparente. E' per evitare che dietro la cassa in acciaio venga tolto il movimento, per metterci dentro droga)



A volte, assieme ai 4-5 orologi che mi portano al mese tutti insieme, c'è la richiesta di un paio di batterie "sfuse".

Oggi mi è arrivata una richiesta molto gentile. Sul foglietto c'era scritto:



1 PILA CR 2430



E' MOLTO IMPORTANTE!





Ahahah, non so perchè mi è venuto in mente Michael Scofield di Prison Break, pronto al piano di evasione dettagliatissimo ma che si rende conto che tutto si basa su una pila... che ha trovato scarica! Piano di evasione rimandato, T-Bag continuerà a tormentarlo e Abruzzi sarà incazzatissimo ;)

Insomma, quel "è molto importante" mi ha fatto ridere! QUel tipo di pila principalmente va nei Suunto, e in qualche bilancia elettronica. Forse qualche altro elettrodomestico, boh. Buona fortuna, Michael!



ps: ho finito proprio nel weekend di vedere la stagione 4, quella finale, di Prison Break. Strazianteeee!!! Gli autori sono stati dei gran bastardi! Per non parlare del "fanservice" chiamato "The Final Break", con una rivelazione ancora più deprimente sugli anni post-fuga di Michael!!! Che bastardata!!!!

martedì 20 ottobre 2009

Buona Settimana a tutti!!!

Sigh, ore 9.15.15 di Martedì (15 secondi dopo l'apertura, io il Lunedì son chiuso). Uno sta cercando di iniziare una settimana positivo, col sorriso, e arriva sta tizia cinquantenne, lascia la bici davanti alla porta "perchè non la lego ma la tengo sott'occhio", suona due volte e poi una terza a raffica "perchè non ero sicura di aver suonato bene", mi porta un orologio per la pila, la vuole subito, perchè dice che domani non può passare (il concetto di "è pronto DA domani", è sempre di difficile intendimento, molti capiscono che se non vengono domani, io l'orologio lo butto via), poi fa storie sull'onestissimo prezzo per il cambio della pila, ma alla fine (quando io lo rimetto sul tavolo dicendo "boh allora veda lei se vuole farlo"), me lo lascia.


"Che nome segno?"

"VECCHI"


Ahahah... ecco, a sta storia piena di clichè della mia rottura di balle, mancava solo un ingrediente, i vecchi... ma alla fine ci sono rientrati lo stesso.

Mi ha fatto ridere!


Ciò non toglie che gli auspici, vedendo il primo cliente della settimana, non sono ottimi, ma cercherò di rimanere positivo! Buona settimana a tutti!!!!!!!!

martedì 13 ottobre 2009

Maglia sparita, o donna ingrassata?


Ora, ditemi voi come fa uno a non scoraggiarsi col proprio lavoro a contatto col pubblico, quando ormai il pubblico dà segni di cedimento di testa.

Sono cinque giorni esatti che sono assediato, ma proprio sottolineo assediato, da colossali rompipalle, una quantità enorme, molto più della norma, che rompono su tutto, molto più della norma. Sabato ero depresso, oggi vabbè, son stato due giorni a riposo e sono un po' più ottimista, ma ormai la gente è fuori di testa...

Ecco un bellissimo esempio di stamattina.


Tizia sui 50 anni, Sabato ha portato un orologio per cambiare la pila, lo lascia fino ad oggi, no problem.

Non ha problemi ad aspettare perchè mi dice che non lo indossava da quattro anni, l'ha trovato in un cassetto e voleva tornare a metterlo. Orologio: "da battaglia" Citizen, casa e cinturino acciaio dorato, valore sui 75 euro.


Oggi viene a ritirarlo. E' già a posto sull'ora, perfetto, lo indossa. Ahia. Le va stretto. Mentre io mi accingo a chiederle se per caso ha a casa delle maglie, che lo allarghiamo, scatta l'infamata, quell'accusa che fa tanto "fan di striscia la notizia, che sa benissimo che tutti i negozianti sono lì per fregarti":


"Ma mi avete tolto delle maglie?"

"Proprio no... c'era solo da cambiare la pila e abbiamo fatto solo quello."

"No, perchè prima mi andava"

"Non so, non ha detto che non lo metteva da anni?" (spinoso far capire a una donna che magari ha messo su peso)

"No, no, l'ho provato prima di venire qui ed era giusto"

"Mi sa che si è sbagliata..."

"Mi avete tolto almeno due maglie!"

"Togliere le maglie è un lavoro in più per me, non è che lo faccio a caso, mi scusi!"

"C'è qualcosa che non quadra"

"Signora, ma cosa me ne dovrei fare delle sue maglie?"

"Non so, magari le servivano, ma a me ora è stretto, me le deve rimettere!"

"Le dico che le sue maglie non le ho tolte... non sono d'oro, cosa me ne farei di due maglie d'acciaio dorato di un orologio usato? E anche se fossero d'oro, non le avrei tolte... figuriamoci."

"Ma io sono sempre venuta da voi per cambiare le pile e non mi era mai successo!"

"Sì ma infatti non è successo niente!"

"Non sono convinta!"

"Sinceramente sto iniziando un po' ad offendermi, se non si fida dell'operazione che abbiamo fatto!"

"Oh ma no, tanto continuerò lo stesso a venire da voi per le pile!"

"Guardi, se non si fida del mio lavoro, per me può anche non venire più! Non è bello sapee di lavorare per persone che non si fidano."

"No, no, tornerò, non si preoccupi!"


E così, è finita così, non ha parlato più di maglie. Boh. E' bastato mostrarmi un po' seccato?

E comunque, anche se non fosse mai più venuta per le pile, non è che a me sarebbe dispiaciuto... E poi, si torna sempre sul punto: ma se a voi dicessero, con garbo ma comunque chiaramente, che sarebbe meglio che non andaste più in quel negozio, voi non direste "Uh ok, che offesa, ora non vado più?". Sta gente non la si riesce nemmeno ad allontare... boh. Sigh.


Tutti gli altri "casi" di sti giorni sono piccole cose di piccole persone, ma sul serio nell'ultima settimana hanno veramente esagerato con le richieste assurde, le fisime, e cose simili. Aiuto!!!


ps: un saluto al forum "orologi.forumfree.net" - oggi sono arrivati una marea di visitatori da un loro topic (io non c'entro niente!), e devo dire che fino ad ora sembra che i commenti al blog siano positivi, al contrario di altre volte in cui siti di orologeria mi massacravano. Ricordo sempre con affetto un forum dove mi definivano "minus habens" perchè non cambiavo le pile subito... LOL!

Bravi, avete capito lo spirito del blog... che parla del declino della civiltà, più che di orologi in senso stretto. Che il Baume et Merdier sia con voi! ;)

sabato 10 ottobre 2009

FBI: tre rivelazioni

FBI: tre rivelazioni


Sigh, mi tocca ammetterlo, ma FBI mi ha rotto le palle. So che vi fa ridere, so che è un personaggione, ma se togliamo la patina di divertimento che creano le sue cazzate, rimane il fatto che sono tre anni e dieci mesi che viene da me, non ha mai speso un euro, prima veniva ogni 6-7 settimane, ora viene ogni 3 circa... sto mese è venuto due volte in 10 giorni. E sempre con la menata di farmi tirar fuori gli orologi, sentirmi dire che il bonifico arriverà, e bla bla bla. Penso che con sto pazzo ci ho speso un 4 ore della mia vita in totale, magari di più. Che rottura.

Comunque, ormai so che ci tenete alle sue avventure, e ho tre rivelazioni succose (di cui due sono belle cazzatone "old schooL") che son saltate fuori nelle sue ultime due visite, la più recente stamattina.


1 - Il bonifico che aspetta dall'America (e tranquilli, DI SICURO questa volta arriva, il 10 novembre! Son tre anni che lo aspetta ma ormai ha messo le firme, il 10 novembre arriva sul conto corrnente!), ha un importo totale di... siete pronti... seicentomila euro. Quando me l'ha detto, ho trattenuto uno scoppio di risate... LOOOOL. Seicentomila euro... LOL... continuo a ridere quando ci penso.


2 - Ultimamente è in fissa con gli orologi radiocontrollati. Anzi per essere precisi, altimetri radiocontrollati (ricordiamoci che lui vuole comprare 5 altimetri, modelli diversi della Casio, ma sempre altimetri). Ecco, oggi se n'è uscito con una frase che avrei voluto approfondire. "Ormai la tecnologia del radiocontrollo è molto diffusa, ma io uso la tecnologia del controllo via satellite per altre cose, per scopi di sicurezza". Niente niente ha un bracciale alla caviglia come i carcerati? Indagherò.


3 - (questa vi stenderà) HO SCOPERTO IL SUO NOME!!! La prima volta che venne, gli avevo scritto tutti i modelli Casio che voleva e lo sconto che gli avrei fatto, e mi aveva chiesto di firmare per mostrare che era uno sconto offerto da me. Beh ogni volta tira fuori sto foglio (lo tiene nel portafoglio da quasi quattro anni!), stavolta ho notato che... aveva firmato pure lui, sotto alla mia firma! E ha firmato con calligrafia leggibilissima!!!!

Per motivi di privacy non sto a dirvi il cognome, ma il nome è tutto un programma: Ubaldo!!!!!!

Ho cercato sulle pagine bianche e in internet, ma di persone col suo cognome in zona non ce ne sono, il più vicino abita a circa 50 km da qui. Il che sarebbe ammirevole, se venisse giù apposta per vedere 5 orologi e poi tornarsene a casa.

Vabbè. Le indagini continuano. Accetto vostre ipotesi ;)

giovedì 8 ottobre 2009

Le solite stronzate

Ore 09:15:02


(due secondi dopo che la saracinesca ha finito di alzarsi)


Entra un tizio, settantina d'anni.

Mi chiede se posso cambiargli la pila di un cronometro che ha comprato da me. Vediamo, gli dico io. Lo tira fuori, eccolo:






Ohibò. Non sapevo che la mia atività fosse stata rilevata dalla nota catena di negozi sportivi Decathlon.

Bonus, come vedete nella foto: il tizio aveva già cercato di aprire il fondello, sminchiandolo un po' (ma fermandosi prima di far casino).


Io la pila gliel'ho cambiata lo stesso, e pure al momento, visto che era solo una questione di svitare il tappino.

Ma, come sempre, mi chiedo: perchè mentire? Soprattutto con una cosa che ti auto-sputtana immediatamente. Avesse tirato fuori un Casio, forse (forse) ci sarei pure cascato, ma con un orologio brandizzato di una catena di negozi, cosa mi vieni a dire che l'hai preso da me?

Ti credi più furbo? Credi che io sia scemo? Credi che te lo farò gratis?

Mah. Contenti loro...

martedì 6 ottobre 2009

Bormio, ridente cittadina


Viene un vecchio, ha il vetro dell'orologio incrinato (una bella riga netta che va da una parte all'altra), e rompendosi ha pure sfasato un po' le lancette, che ora prendono dentro l'una con l'altra. Inoltre, ai lati del vetro ci sono misteriose macchie verdi. A sua detta, il vetro si è incrinato da solo, e le macchie verdi sono residui di colla del vetro che si sono ossidati - il vetro lo aveva cambiato un paio di anni fa a Bormio.


Allora, qui il mio "rilevatore di cagate" si mette in funzione, tendenzialmente un vetro non si rompe da solo, e a me le macchie verdi non convincono, ma vabbè. Come dice il Dr.House, "tutti mentono", anche se non si sa il perchè.

Gli dico che per la riparazione me lo deve lasciare 3-4 giorni che gli procuro il vetro, e viene a costare sui 22 euro.

Dice che è troppo. Gli dico che quello è il prezzo per la sostituzione del vetro, la pulizia del quadrante e il riallineamento delle lancette.

Dice che è troppo.

Gli dico che quello è il prezzo.


Lui gioca il jolly. Mi dice che a Bormio il vetro lo avevano cambiato subito e gratis.

Anche io gioco il jolly: dico che mi sta prendendo in giro e se non gli stanno bene i prezzi può andare da un'altra parte.


Lui insiste, mi racconta la commovente storia dell'artigiano di Bormio che in 10 minuti ha cambiato il vetro e non si è fatto dire niente.

Io gli dico che se torna a Bormio deve stringere la mano a quell'artigiano, perchè lavora gratis, anzi non solo lavora gratis, ci mette anche di suo dei soldi, visto che un vetro non è gratis. Ma qui non siamo a Bormio (ad occhio siamo a 300 km, e son pure strade in salita!), e il mio prezzo è quello.


Non gli sta bene. Gli dico che allora ok, non c'è problema, vada a cercare prezzi più convenienti.

Inizia a dire che non si lavora così. Gli dico che se deve criticare tutto, può andarsene, anzi deve andarsene, ora. Arrivederci.


Insiste, mi parla ancora di Bormio gli dico che non mi interessa come lavora uno a 300 km da me, e per favore se può andar via.


Niente, alla fine lascia, fra mille lamentele. Si fa pure segnare sulla ricevuta il numero di matricola dell'orologio (valore stimato dell'orologio: 70 euro). Gli dico che se ha paura che glielo perdiamo, può prenderselo ora e andare via. Lascia.


Qualcuno ha idea di come si faccia a far capire a qualcuno che DEVE USCIRE, andare via, LEVARSI DALLE PALLE? E' una situazione disperata, scoraggiante, avere a che fare persone del genere, che non hanno idea di quanto siano rompipalle. Gli ho detto quattro volte di andarsene, ma nulla. Che tristezza.

mercoledì 30 settembre 2009

Non sei più furba di me

Une delle cose che il blog del controllore d'autobus sottolinea sempre, è che la gente ci prova sempre. Ha sempre qualche scusa per non ammettere i propri errori, preferisce far la figura da cogliona piuttosto che dire "ok cavolo, eccoti i soldi e mi serva da lezione".

Mi succede ogni tanto in negozio, ci provano a dirmi che il vetro dell'orologio si è rotto da solo, che l'acqua di mare che ha allagato l'orologio non impermeabile "è solo sudore, non l'ho mai bagnato", e spesso cercano di convincermi che il preventivo per una riparazione era molto più basso, e che quindi devono pagare di meno.


Ecco, soffermiamoci su questo ultimo punto. Quando ero fresco fresco di negozio, un paio di volte mi hanno trascinato in discussioni fastidiose, dandomi implicitamente del ladro, solo perchè volevano pagare meno di quanto pattuito. La soluzione è semplice, semplicissima: sulla ricevuta dell'orologio ora scrivo sempre il preventivo. Poi mi lasciano il numero di telefono, se quando apriamo l'orologio vediamo che c'è un disastro e il preventivo sale, chiamo. Altrimenti, ci sentiamo quando l'orologio è pronto, e si paga la cifra pattuita (o, spesso, qualcosa di meno, il preventivo è qualcosa di massima).

Scusate il lungo preambolo, ma serve per capire due cose riguardo alla storia che vado a raccontare. 1 - non sei più furbo di me. 2 - carta canta e tu stai zitto.

Ora, immaginatevi se questo preambolo serve per raccontare la storia di una negoziante e il suo orologio, e non una qualsiasi negoziante, ma una che fino a 3 anni fa stava nella strada accanto alla mia, una tipa che conosco (di vista) insomma, che ora si è trasferita in una città vicina.

Una tipa che conosco e di cui mi ricordo, non una delle tante facce anonime che vedo ogni giorno.


Entra, da sola, alle 19.25 di qualche tempo fa. Mi porta un orologio di suo padre, pagato a detta sua (ma è verosimile) circa 100.000 lire. E' caduto e si è rotto, ci sono un bel po' di cose da riparare, quindi decide di comprarne uno nuovo, che con 60 euro ne trova di simili e carini. Glieli mostro, ma alla fin fine cerca esattamente lo stesso orologio uguale, e inizia a pensare di riparare quello che ha già. Io le dico che avrebbe lo stesso costo che comprarselo nuovo, lei allora guarda di nuovo gli orologi, ma alla fin fine boh, meglio riparare il suo per 50 euro. Io ancora le dico che con 60 euro ne compra uno simile, quasi uguale, nuovo, con 2 anni di garanzia e tutto, secondo me conviene prenderlo nuovo, piuttosto che riparare una cosa rotta (è il mio solito discorsetto che faccio sempre in questi casi, che se c'è un lato affettivo è una cosa, ma se riparare e comprare costa uguale, di solito comprare è meglio, ma poi la scelta è del cliente, il cliente ha sempre ragione dopotutto!). Ma ok, ormai si è messa in mente che a suo padre piace solo quello, quindi per carità, mettiamolo a posto. Mi dice proprio che fa niente se costa quasi come comprarlo nuovo, a suo padre piace quello.

Tanti saluti e baci, tutti soddisfatti.


Lunedì vien pronto l'orologio, la chiamo. Mi chiede quanto le devo. 50 euro. Mi dice se sono impazzito, che è troppo. Le dico che quello era il preventivo, e ci siamo stati dentro. Dice che avrei dovuto avvisarla che costava così tanto. Le sottolineo che gliel'ho detto almeno tre volte, quanto costava. Ma lei non aveva capito, non lo sapeva. Con quel prezzo lo comprava nuovo (dove ho già sentito queste parole?). Le riporto il discorso che avevo fatto IO, quando le dissi che non conveniva metterlo a posto, però se ci teneva tanto per suo papà, allora l'avremmo fatto su sua insistenza. Lei dice di non aver mai sentito quel discorso, che che avrei dovuto avvisarla del costo. Poi ho gente in negozio, taglio corto e le dico di venire in negozio a discuterne.


Mi richiama dopo dieci minuti. Esordisce dicendo che ha chiamato l'amica con cui era quella sera, e nemmeno lei si ricorda che le avessi detto che costava 50 euro.

Ora, quando uno mi racconta palle, perde qualsiasi diritto, nel mio negozio. La discussione per me finisce lì, perchè tu non sei più furbo di me. Se inizi a mentirmi, mi confermi che la ragione ce l'ho io, e faccio di tutto per metterti in imbarazzo. Quindi, le sottolineo che è entrata da sola. E ho le registrazioni della telecamera di sicurezza a confermarlo, se serve. Calco la mano perchè lei mi sta iniziando a dare del ladro, e mi dà molto fastidio. Quindi tiro in ballo la telecamera, e lei cade dalle nuvole con un "Oh! Davvero? Non è entrata? Mi aspettava fuori? ahahaha ecco perchè non si ricordava?" - eh sì grande stronza, ci hai provato a tirar fuori un falso testimone, ma ti ho sbiancata, e ora fai la risatina, brava. Comunque riprende la litania che dovevo avvisarla, poi dice che le spiace arrabbiarsi con me perchè mi conosce e mi vuole bene (?!?!?!?!?!), però dovevo avvisarla, e anche lei è negoziante e non fa riparazioni che costano quanto l'oggetto nuovo, e bla e bla. Arrivo anche a sentire che dopotutto suo padre è anziano e malato, magari non se lo gode nemmeno l'orologio per cui dovrebbe spendere 50 euro. Alla fine pianto lì il telefono, le dico di venire in negozio.


Viene ieri. Le chiedo la ricevuta per ritirare l'orologio. Fruga in borsetta ma non la trova. Le dico che mi serve la ricevuta. Fruga nel portafoglio, non la trova, non la trova... ah no eccola!

Prendo la ricevuta e sono pronto a ficcargliela dove non batte il sole. Ci sono scritte tre cose sulla ricevuta: il suo nome, il modello dell'orologio, e "PREV.: 50 euro".


Fine della storia.

pwned.

smerdata.

dammi i 50 euro in silenzio, e poi vattene e non tornare più.

potrei coprirti di insulti da qui fino a fine Ottobre, ma mi limito a farti salutare da Pino Scotto.


mercoledì 23 settembre 2009

Rette Parallele

Entra una tizia sui cinquant'anni.

Mi dice che sta cercando un orologio Citizen da donna bicolore perchè glielo hanno rubato e voleva ricomprarlo uguale perchè è un ricordo di laurea, e allora voleva riaverlo a tutti i costi.

Che culo, la signora: io ce l'ho, proprio l'orologio che cerca!

E' quasi commossa, dice che ok, forse ha la ghiera un po' più sporgente del suo (che ad occhio, doveva essere stato prodotto 25 anni fa, auguri a trovarlo identico), ma è proprio lui! E costa pure poco, 70 euro, meno di quanto pensasse di spendere la signora!


Affare fatto? La signora era pronta a entrare nel tag "clienti stupendi" di questo blog?

Troppo facile. Era chiaro che doveva finire sotto "assurdità" e "rompipalle".


La signora si rimira e rigira fra le mani l'orologio, quando...

"OH NO! Ma c'è un difetto di fabbricazione!"

"Mi dica!"

"La scritta Citizen Quartz non è su due righe esattamente parallele, la seconda riga tende verso l'alto!"


Guardo.

Guardate anche voi.

Tenete conto che la scritta è lunga 4 millimetri e alta 1.5 millimetri.





"Erm, secondo me è un effetto ottico!"

"Eh no maledizione, è proprio un difetto di fabbricazione, non ha un altro orologio come questo? Questo sarà uscito male!"

"Sì ora vado a vedere se ne ho un altro, ma calcoli che son cose stampate, non è che sia fatto a mano... sono tutti uguali..."


Vado a vedere. Ce n'è un altro. La signora lo guarda. Ancora con sta cazzata delle rette non parallele. Io mi smarono, è chiaro che l'acquisto non andrà in porto a causa di questo gravissimo difetto di fabbricazione inventato. Quindi non le rispondo più quando mi dice che dovrei avvisare la citizen per questo errore di produzione, chissà quanti modelli sono in giro difettati così, e che è un peccato, e che comunque ci penserà e magari lo comprerà lo stesso nonostante il difetto, e che però quando l'occhio ti va su un difetto, non te lo togli più di mente, sà come la lingua che batte dove il dente duole...


Il difetto di fabbricazione alla fine l'ho notato anche io. Nel cervello della signora.

lunedì 21 settembre 2009

Baume et Merdier

Ricordo che un paio di anni fa ero a Innsbruck e spiando nella vetrina di una orologeria, vidi che un cliente che stava porgendo al commesso un suo orologio, togliendolo dal polso, era invitato ad appoggiarlo su una sorta di cuscino di seta. Mi sembra che anche la Rolex a Milano abbia un simile trattamento per i clienti, per dare importanza al "segnatempo" che viene lasciato in custodia al negozio per qualche riparazione (o cambio pila!!!).

Una persona pensa a "Baume Et Mercier", e giustamente si immagina un mondo di agio, di belle persone che indossa un orologio di marca e di classe.



Quale è stata la mia gioia, quindi, nel ricevere fra le mani questo classicissimo modello Baume Et Mercier, diciamo che più o meno dovrebbe valere sui mille euro. Cliente: cinquanta anni circa. Voleva farsi aggiungere una maglia, perchè l'orologio gli stava stretto, era ingrassata un po'. Mi porge il pregiato orologio. Mi viene un urto di vomito per la sporcizia che trasuda.



Capisco subito che non voglio avere a che fare con una simile schifezza, ma prima di rifiutarle l'intervento, dicendo di "andare da un rivenditore Baume Et Mercier per questo tipo di assistenza", ho pensato a voi e mi son portato l'orologio nel retro del negozio, fingendo di provare ad aprirlo per inserire la maglia. In realtà ho solo fatto ste foto.

Tenetevi lo stomaco.



Già la prima foto, con la corona verde ossidata, vi darà un'idea di quel che segue, se avete lo stomaco debole, rinunciate alla visione.





















Ora, prima che i soliti simpatici critici del blog dicano "ma è tuo dovere servire tutti, come ti permetti di rifiutare un servizio", qualche appunto:



- Se non mostri rispetto per me, portandomi un oggetto vomitevole, non sono obbligato a servirti, e con un sorriso ti mando via (la tizia non si è lamentata!)

- Non sono concessionario Baume Et Mercier, quindi non sono obbligato a fare assistenza (di solito la faccio, su cose del genere, a mia discrezione)

- Sta gente è anche capace di lamentarsi se chiedo un paio di euro per l'operazione



Quindi: perchè avrei dovuto farlo?



E così, ora mi immagino i commessi di un elegantissimo punto vendita B&M a ricevere su un cuscino di seta bianca, questo oggettino. Chissà se anche loro tengono un blog? ;)





PS: Scusatemi il titolo da scuola elementare, che certamente non vuol essere denigratorio nei confronti della pregiatissima marca Baume Et Mercier. ma questo orologio era trattato come una merda, dalla sua proprietaria. Mi sono disinfettato le mani, dopo averlo toccato.

giovedì 17 settembre 2009

Ultimo tango a Parigi

Di solito i miei McGyver son tutti uomini, belli virili che loro sì, che sanno come si aggiusta (= rompe) un orologio da soli.

Stamattina però è arrivata una... come chiamarla? MsGyver? :)


Donna, ottanta anni, aveva comprato da me un orologio dorato con chiusura "a portafoglio" (fatta così insomma, che si infila e poi si deve chiudere portando al centro le due parti dell'orologio).





E' venuta a dirmi che la chiusura era un po' dura per lei (e te credo: avete presente Mr. Burns dei Simpsons, che non ha nemmeno la forza per tener su una penna? Ecco, la signora ci andava vicino).

Io la provo: si apre come il burro, morbidissima, senza problemi. Glielo faccio notare, e mostro con quanta agilità si apre, basta un po' di forza in più.


"Ah no, ma lei ora non fa fatica ad aprirlo, perchè ci ho messo la vaselina per ammorbidirlo!"


Maledette le mie orecchie che mi fan sentire sta roba. Rispondo con un:


"Prego scusi?"


"Sì, prima ho messo l'olio, ma non era comodo, ho la vaselina in casa e la uso per ammorbidire la chiusura, però adesso vorrei che me lo sistemasse lei!"

"Signora guardi che se le si secca la vaselina, poi non lo apre proprio più l'orologio!"

"Ma è così comodo...!"

"Eh..."

"Beh continuo così allora?"

"Non so, secondo me dovrebbe pulire a fondo la chiusura, ora, e provare a fare più forza per aprire"


Se n'è andata così, con questo consiglio che non seguirà mai. Cara la signora McGyver, e il suo orologio a cui presto si incollerà definitivamente la chiusura.

Comunque prima di passare dall'olio alla vaselina, io prima avrei provato a metterci il burro, per ammorbire bene bene la chiusura...