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martedì 14 maggio 2024

Pazza o maleducata?

Sto servendo un signore che deve ritirare un orologio.

Subito dopo entra una signora. Ignora totalmente il fatto che io stessi parlando con l'uomo.

Signora: "Buongiorno devo ritirare questo orologio"

Io: "Sì, un attimo che sto servendo il signore"

La signora mi porge la ricevuta per ritirare un orologio. NON la prendo, perché mi sto già voltando per prendere l'orologio del signore. Prendo l'orologio. Purtroppo non funziona. Lo porgo in mano al signore.

Io: "Mi spiace, purtroppo non funziona."

Signora: "Oh che peccato, ci tenevo tanto."

Io: "Sto parlando al signore, non a lei"

Signora: "Il mio allora funziona?"

Io: "Signora, non vede che sto parlando con il cliente che era qui prima di lei?"

Signora: (sta zitta)

Poi ok, finisco con l'uomo e servo la donna - mi rammarica il fatto che il suo orologio funzionasse.

Ma io mi chiedo: la tizia era pazza, o maleducata? Come cazzo si fa a non vedere che c'è fisicamente un'altra persona che sta parlando con me, che io sto chiaramente interagendo con un'altra persona, che sto parlando di cose diverse rivolgendomi ad un'altra persona?

Sì, c'è la terza opzione comica: il signore era un fantasma.

Magari un giorno ci riderò su, adesso mi girano le palle a pensare alle due opzioni più probabili: la tizia era pazza, o maleducata? Scene assurde.


martedì 24 ottobre 2023

La prova schiacciante

 Tizia sui 50 anni. 

"Buongiorno, vorrei sapere se per caso avete in deposito un orologio che ha lasciato mia madre qualche tempo fa"

"Possiamo vedere, ha per caso la ricevuta?"

"No, ma probabilmente il nome sarà Mattarella o Scalfaro" (nomi inventati da me per proteggere la privacy)

"Mmm, ok. Da quanto tempo potrebbe essere qui?"

"Credo una decina di anni"

...respira forte, p.

"E' un bel po' di tempo, ma abbiamo due scatole di orologi non ritirati, in cassaforte, quindi darò un'occhiata, provi a passare fra un paio di giorni."

Controllo, non c'è niente di niente a quel nome. La tizia torna.

"Buongiorno, purtroppo non ho trovato niente"

La tizia si fa sospettosa e inizia con uno spettacolo che ho visto mille volte: quelli che credono che ho rubato l'orologio, senza che loro abbiano nemmeno in mano una ricevuta.

"Ha guardato bene?"

"Sì signora, ho guardato oltre 100 buste e quei due nomi non compaiono, si vede che sua mamma l'aveva ritirato, è anche passato un bel po' di tempo, ha provato a chiedere a lei?"

"No, glielo sto chiedendo perché mia mamma è morta qualche mese fa, e adesso sto sfogliando i suoi diari e le sue agende e ho trovato una annotazione del Febbraio 2014, in cui diceva che doveva venire a ritirare un orologio da voi. Poi però non ho visto che ha cancellato questa attività, quindi magari non lo ha fatto."

Ora, io non vorrei infangare la madre morta della signora, ma una maledizione a lei e alla sua intera stirpe l'ho mandata. Mi ha fatto perdere tempo per una stronzata di questo calibro?

La gente sta male, ma male male male, non ha niente a cui pensare evidentemente, o ha problemi talmente grossi che si focalizza su queste cose assurde.




martedì 21 marzo 2023

L'affronto personale

Avevo già discusso di quanto sia inutile arrabbiarsi per cose stupide come il volere tutto e subito. I clienti, però, continuano a incazzarsi da zero a mille in 0,5 secondi, per cose veramente stupide. Carissimi, questo fa male al cuore. Evitate di farlo. Oppure fatelo sempre e di continuo, anzi in effetti ve lo auguro.

Ecco il caso del giorno.

(premessa: come forse saprete, dal 2020 ho FINALMENTE messo un cartello sulla porta in cui avviso che per cambiare la pila bisogna lasciare l'orologio, e che sarà pronto il giorno dopo. in molti lo leggono, in pochi lo comprendono, ma comunque c'è questo cartello ben leggibile)

Signora di circa 60 anni. Suona alla porta, mentre le apro vedo che sta leggendo il cartello.

Entra con l'orologio in mano, mi dice che ha letto il cartello, ma vorrebbe sapere se magari posso occuparmi subito io della pila. Le dico di no, come c'è scritto sul cartello me lo deve lasciare e sarà pronto domani.

La tizia cambia espressione, è evidentemente seccata dalla mia risposta, dice che non se ne parla. Le dico che va bene, se non puà lasciarlo.

Va via lamentandosi, evidentemente incazzata.

Io penso, sconsolato: ma il cartello non ti aveva preparata per la drammatica notizia? Cioè, evidentemente avevi letto e compreso, speravi che per te, totale sconosciuta, io facessi una eccezione, e nonostante tutto ti incazzi per la risposta?

Ma come stai messa?

17 anni dopo aver iniziato a lavorare in questo negozio, ste cose capitano ancora. E' stata una storiella veloce e senza conseguenze, ma è scoraggiante vedere come si sia incazzata questa tipa, dal nulla. Non riesco a trasmettere a parole come abbia cambiato espressione e tono di voce, quando le ho semplicemente confermato quello che ha letto.

Posso solo trasmettere il riassunto dei miei pensieri: ma vaffanculo, va.

venerdì 13 gennaio 2023

2023, benvenuto

Giovedì 12 Gennaio, terzo giorno di apertura del negozio. Ho fatto una cosa di cui non vado fiero - non tanto per quel che ho fatto, ma perché poi son rimasto nervoso tutto il giorno.

Ho urlato forte contro una cliente, e per evitare di bestemmiarle molto forte in faccia, ho dato un pugno molto pesante al bancone. Il tutto per una cosa che normalmente non mi tocca nemmeno più di tanto.

Tizia, 80 e passa anni. Deve cambiare la pila all'orologio. 

"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare e viene pronto domani mattina"

"Domani? No..."

"E' una cosa che fa il tecnico la sera, ci vuole sempre una sera di mezzo"

"Faccia il bravo, che l'altra volta me l'ha cambiata subito"

"Non mi occupo di cambiare le pile, a meno che non fosse uno Swatch l'orologio, solo in quel caso la pila si può fare subito"

"No, era questo esatto orologio"

"E allora le assicuro che io non ho mai cambiato una pila a questo orologio, perché non me ne occupo io"

"Non dica bugie, l'ha fatta lei subito"

"Signora, saprò bene di cosa mi occupo nel mio negozio. Non è il mio mestiere, cambiare le pile"

"Mi pare una cosa incredibile, che mi dica le bugie"

Ecco, qui perdo la testa. Non so perché - le discussioni su "la pila subito" sono la base su cui si fonda questo blog, non ne parlo nemmeno più perché ho discussioni su questo argomento.

Ma che una stronza venga prima a trattarmi con toni paternalistici ("faccia il bravo"), poi mi dica che sto dicendo bugie, dopo che già in due occasioni le avevo spiegato in termini molto chiari che QUELLO NON E' IL MIO LAVORO, mi ha fatto scattare.

"Signora, le ripeto che saprò bene cosa faccio e cosa non faccio nel mio negozio, spero che almeno questo mi sia concesso. Se vuole lasciare l'orologio lo lasci, altrimenti lo porti via, non ci sono problemi"

"E' che l'altra volta..."

"L'ALTRA VOLTA NIENTE! IO NON LE CAMBIO LE PILE! MI DICA SOLO SE LA VUOLE LASCIARE O NO!"

"La lascio, anche se potrebbe farla subito"

"SIGNORA, CAZZO! NON LE CAMBIO IO! Mi dica che nome devo segnare, se lo lascia"

E niente oh, sta rincoglionita l'ha lasciato, non si è scomposta. Davvero vedevo rosso per le stronzate che stavo sentendo, ho detto una parolaccia ma stavo per bestemmiare per frustrazione e per sottolineare meglio il concetto.

Incredibile che l'abbia lasciato, dopo la mia reazione.

Quando è uscita, ho dato un gran pugno al bancone, mi ha fatto male la mano per mezz'ora.

Ovviamente c'è un epilogo assurdo: stamattina la tizia è venuta, ha ritirato, pagato, non ha fatto cenni a quel che è avvenuto ieri. Bah.

Buon 2023. Io cerco di non essere scaramantico, ma al netto di questa scema, l'anno non è comunque iniziato sotto i migliori auspici, fra vendite zero e una marea di cagate dei clienti.


giovedì 26 maggio 2022

A cosa serve arrabbiarsi?

 Tizio di circa 80-85 anni, con moglie.

Orologio di una marca che vendo io, cinturino in acciaio.

"Buongiorno, devo aggiustare il cinturino di questo orologio, continua a uscire la stanghetta"

La "stanghetta" in questione è il perno di una maglia fissa, insomma solitamente non è previsto che esca o che si possa far uscire, ma ok, se per qualche motivo esce, vuol dire che la sistemeremo.

"Niente di grave, me lo deve lasciare, domattina è pronto"

"Non me lo può fare subito?"

"No, mi spiace, non mi occupo io di queste riparazioni, lo deve fare il tecnico la sera, domattina sarà pronto"

"Ma l'altra volta me l'ha fatto subito"

"Probabilmente si trattava di qualcos'altro, magari dovevo cambiare l'ansa della chiusura, ma di perni non mi sono mai occupato"

"Ma cosa ci vuole?"

"Ci vuole la capacità e la competenza per un lavoro simile - io sono addetto alle vendite, non mi occupo di queste cose"

"L'altra volta però me l'aveva fatto subito"

"Senta, non so 'l'altra volta' cosa ho fatto subito, ma in ogni caso questa riparazione è pronta domani"

"No"

"Pazienza, allora... io le chiedo meno di 24 ore, ma veda lei"

"Me lo faccia subito, da bravo"

"Non so che dirle, me lo dovrebbe lasciare"

"MA L'ALTRA VOLTA CI AVEVA MESSO 2 SECONDI"

La moglie inizia a strattonarlo.

"Le ripeto che sarà stato un altro tipo di lavoro. Adesso veda lei"

"Non lo voglio lasciare"

"Non lo lasci, che devo dire"

"MA LEI LO DEVE FARE!"

"Sì, lo devo fare, per domani. Non dico che non lo faccio, lo faccio per domani."

"ME NE VADO"

"D'accordo, arrivederci"

"NON TORNERO'"

"..."

(dice altre cose che non ricordo bene, insulti generici di basso livello)

Mi lascio sfuggire, dal cuore, un commento che inizia con una parola romanesca:

"Ammazza, che permaloso però"

"NO, TI AMMAZZI TU, BRUTTO STRONZO, E PURE TUA SORELLA"


*viene trascinato via dalla moglie, che non ha aperto bocca*

Io vorrei sapere cosa crede di ottenere la gente incazzandosi per questioni banali. A prescindere dal fatto che in ogni caso non avrei sistemato il perno immediatamente, mettersi a urlare fa passare qualsiasi voglia di dare aiuto o comprensione. Poi già da quel "non me lo può fare subito?", mancava la parolina magica "per favore". A volte (non in questo caso, ripeto), la gentilezza apre più porte rispetto ad una incazzatura random.

Ma poi a 85 anni, ti devi ridurre così, a farti dare del vecchio coglione sul blog di uno stronzo... ci perdi tu, credo. Anche in salute.

mercoledì 2 marzo 2022

Un coglioncello che non sa lavorare

Entra un tizio di 79 anni (con il green pass, adesso posso conoscere l'età esatta dei clienti - ed è un'età media ancora più alta di quanto pensassi...), con in mano uno Swatch.

"Buongiorno, io settimana scorsa ho ritirato questo orologio, ma mi ha dato l'orologio sbagliato."

Allora. Con la premessa che un errore colossale di scambio-orologio potrebbe in rarissimi casi avvenire (ma onestamente non mi è mai successo), per prevenire questi casi io agisco così, con ogni singolo cliente: controllo che sulla ricevuta coincida il numero della ricevuta e la marca dell'orologio, che riposto su ricevuta e sulla busta. POI, davanti al cliente, tiro fuori l'orologio, glielo mostro, non tanto per mostrargli che l'orologio sia il suo, ma per controllare insieme che l'orario sia corretto e che quindi cambiando la pila l'orologio sia tornato a funzionare. Ma intanto, sì, vedono l'orologio e se non è il loro, credo se ne accorgano subito.

Quindi, detto questo:

"Mi spiace dell'inconveniente signore, ma che orologio pensa di aver lasciato?"

Non riesco a riportare l'intero dialogo, siamo andati avanti oltre 10 minuti abbondanti, ma il succo della questione è che il signore:

- non si sarebbe accorto subito che non era il suo orologio

- non si ricorda che orologio aveva lasciato

- aveva buttato via la busta, su cui era scritto il modello dell'orologio

- forse erano passati 15 giorni da quando aveva ritirato l'orologio

- lo Swatch che aveva in mano non stava funzionando

Io ho ribattuto (inizialmente con calma e gentilezza) punto per punto, cercando di spiegare in vari modi che probabilmente si stava confondendo, che avrà trovato in casa lo Swatch e avrà creduto di averlo appena ritirato, e che insomma senza sapere la data, il modello dell'orologio e altri dettagli, era un po' difficile provare a cercare un orologio scambiato.

Va anche detto che in 15 giorni, nessuna persona che ha ritirato l'orologio si era lamentata di uno scambio di orologio, un altro punto a favore dell'ipotesi che il vecchio fosse semplicemente rincoglionito.

Infine, la prova-regina: come forse saprete anche voi cari lettori, gli Swatch sono gli unici orologi ai quali cambio la pila immediatamente, quindi è impossibile che me lo abbia lasciato.

Dopo 10 minuti abbondanti, si scade nella frustrazione da entrambe le parti.

"Le ripeto, signore, che probabilmente si sta sbagliando."

"Ma come si permette? Io sono un chirurgo, tutti i giorni ho la vita delle persone sotto le mie mani, e lei invece non sa nemmeno dare gli orologi giusti."

"Se non si ricorda neanche di che marca è e com'è fatto l'orologio che avrebbe scambiato, io non so come aiutarla"

"Dovrebbe guardare tutti gli orologi che ha qui, per vedere se sono quelli giusti."

"Seguendo il suo ragionamento, io potrei andare ad accusare qualsiasi negozio di avermi rubato qualcosa, senza avere in mano scontrini, ricevute, foto, e senza nemmeno descrivere l'oggetto rubato."

"Lo scontrino fiscale non ce l'ho, ma ricordo di aver pagato 15 euro"

"Ecco, le dico che la pila costa 5 euro, se si ricorda di aver pagato 15, si ricorda male, e credo che si ricordi male tutta la situazione"

"Mi sta dando del cretino?"

"Questo lo dice lei, però non posso smentirlo"

"Ma come si permette?"

"Senta, siamo arrivati al limite. Vada a casa, rifletta sulla situazione, guardi se magari trova l'orologio..."

"Non vado da nessuna parte"

"Guardi, le apro la porta, è proprio ora di andare"

"LEI E' UN COGLIONCELLO CHE NON SA FARE IL PROPRIO LAVORO!"

"Esatto, è proprio così, hai ragione. Adesso vai, ciao."

Ed esce. Esce urlando, dicendo alle 3 persone che erano fuori ad attendere di poter entrare (per le leggi sul Covid, al momento ancora può entrare in negozio una persona per volta), di stare attente perché io scambio gli orologi e non so fare il mio lavoro.

Le persone in coda se ne fregano, e una deve ritirare il suo orologio (quello giusto!), e le altre due mi lasciano i loro orologi, fidandosi di me.

Ecco, la storia finisce qui. Anni fa, nei primi anni di questo blog, mi sarei molto arrabbiato per uno che perde la testa e arriva a insultarmi. Oggi, gli stavo per ridere in faccia, quando mi ha dato del coglioncello. Delle offese dei pazzi non me ne frega niente, è stato un piacere sentirmi dare del coglioncello. Ne rido ancora adesso, mentre scrivo.

Al simpaticissimo vecchietto posso solo augurare una delle due cose: 

- un problema al cuore, se si scalda così tanto per delle cazzate combinate da lui

- trovare qualcuno che prende molto meno a ridere gli insulti casuali e immeritati. Perché in effetti non bisognerebbe pensare che si possano usare parole pesanti senza nessuna conseguenza, e uno schiaffo educativo a 79 anni può ancora fare bene, forse.


giovedì 22 ottobre 2020

Le feci nel cervello

Tizio, circa 65 anni, al polso orologio automatico piuttosto vecchio. Era già venuto a fine lockdown (fine Maggio), dicendomi che voleva far controllare l'orologio, dicendo che perde un minuto al giorno. Gli dico che, per gli automatici, è un ritardo ancora tollerabile, per quanto fastidioso. Rischierebbe di spendere dei bei soldi per poi magari averlo che ritarda 35 secondi al giorno. Accetta dubbioso, se ne va.

Torna oggi, dopo 5 mesi. 
Mi dice che in questi mesi ha sempre usato l'orologio, e perde mezz'ora. Mezz'ora al mese.
Istintivamente rimango colpito, mezz'ora è tanto. Ma poi subentra il lato razionale... mezz'ora al mese è un fottutissimo minuto al giorno. Ovvero, un ritardo tollerabile.

Il punto è che il tizio non ne vuole sapere, e mi dice:
"Avevo capito la sua spiegazione sul minuto di ritardo al giorno, ma io in questi mesi ho sincronizzato l'ora con il segnale orario il primo giorno del mese, e l'orologio continua ad accumulare ritardi, arriva a mezz'ora al mese, e mi causa problemi, perché non riesco a tenere il tempo giusto e perdo l'autobus, non riesco a capire bene l'ora..."
"Ma perché non regola l'orologio non dico ogni giorno, ma almeno una volta a settimana senza arrivare a mezz'ora in un mese?"
"Perché devo controllare di quanto ritarda. Solo che poi mi confondo e mi crea disagio."
"Sì, ma come le avevo detto mesi fa, un ritardo di un minuto al giorno è tollerabile, anche i Rolex accettano molto più ritardo. Sta a lei regolare l'ora, un paio di volte a settimana."
"Vorrei comunque metterlo a posto, visto che ritarda."

Riparazione rifiutata. Sforzandomi di trovare le parole più gentili per tagliare corto la conversazione e spedirlo fuori. 
Una riparazione del genere avrebbe solo voluto dire "mettersi nei guai con un cliente rompiscatole che preferisce perdere il bus e arrivare in ritardo, piuttosto che sistemare l'orario una fottutissima volta alla settimana". 

giovedì 14 febbraio 2019

Vecchio Pazzo

Tizio sui 75 anni, ha in mano un orologio a carica solare di una dozzina d'anni fa. Non sta andando.
(Ovviamente il maiuscolo è per indicare che sto cretino STAVA URLANDO)

"Ha provato a metterlo al sole?"
"SENTA, CHIARIAMOCI, IO NON DEVO FARE NIENTE, L'OROLOGIO E' STATO COMPRATO QUI"
"Ehm, sì, le ho solo chiesto se, visto che è un orologio che funziona con la luce, se ha preso la luce o no"
"E' COSTATO 500 EURO, DEVE ANDARE SEMPRE!"
"Guardi, è un modello vecchio che conosco, e le posso assicurare che non è costato 500 euro, ma al di là di quello, le chiedevo solo se sa che è un orologio che funziona con la luce."
"E' SEMPRE ANDATO, SONO COSE CHE DOVETE SAPERE VOI, SE HA LA PILA SCARICA O MENO!"
"Ecco, intendevo dire che non è un orologio a pila, non è che in queste ultime settimane non l'ha indossato?"
"DEVE ANDARE!"
"Senta, ho fatto una domanda semplice, se si calma magari ci pensa su e mi può rispondere con un sì o un no, non è una cosa difficile."
"IO SO SOLO CHE L'OROLOGIO PRIMA ANDAVA"
"Ok, capito, me lo lasci che controllo io."
"No, non lo lascio"
"Ehhh..."
"Perchè lo devo lasciare?"
"Vorrei provare a caricarlo io e vedere se tiene la carica, o se ha qualche altro problema."
"No, provo io a caricarlo da solo, allora, se è così facile."
"Ok, nessun problema, arrivederci"

Figuriamoci se lo caricherà bene. Figuriamoci.

martedì 3 ottobre 2017

La solita storia dei falsi rolecs


Sono sicuro di aver narrato un evento simile già una volta, tempo e tempo fa, perchè è un grande classico. Succede un paio di volte a settimana, che qualcuno porti un Rolex falso e chieda riparazioni - cosa che mi rifiuto di fare. Questo però, dopo tanto tempo, mi ha dato fastidio sul serio ed è quasi finita a male parole.

Signore elegantissimo, pure ben profumato. Si toglie dal polso un Rolex decisamente falso. Non sfacciatamente falso, ma un occhio che ne vede parecchi (o un appassionato di Rolex), lo nota subito.

"Buongiorno, mio figlio mi ha regalato questo Rolex, ovviamente non è originale, ma ora non si avvita più la corona e vorrei ripararlo."
"Mi spiace, ma non possiamo eseguire riparazioni su questo tipo di orologi"
(per una questione di tatto, non dico mai a nessuno le parole "rolex falso" oppure "orologio falso", perchè a volte non si rendono conto che il regalo ricevuto è un falso, altre volte si offendono se glielo si fa notare, quindi per abitudine uso sempre il termine "questo tipo di orologi")
"Ma questa non è una orologeria?"
"Sì, ma non possiamo tenere in casa nè dare in laboratorio questo tipo di orologi"
"Ma allora è solo un rivenditore di orologi, non una orologeria."
"Siamo un negozio di orologi, e non possiamo tenere in casa orologi falsi."
"Devo andare da qualcuno che sia capace di fare questa riparazione."
"Deve andare da qualcuno che abbia piacere a tenere in casa un orologio falso, che è una cosa illegale."
"Un orologiaio vero ripara tutto quel che gli si porta."
"Deve innanzi tutto essere un orologiaio che non ha problemi a tenersi in casa un prodotto falso, che gli potrebbe procurare problemi in caso di controlli."
"E deve essere capace, lei probabilmente vende solo orologi."
"Io le sto dicendo che possedere materiale falso è un reato, e per un negoziante è un reato doppio. Di certo non mi faccio chiudere il negozio per riparare un rolex falso, che poi si inizia a riparare una cosa e se ne rompe un'altra. Non creda di avere in mano un movimento Rolex."
"Cercherò una vera orologeria."
"E allora arrivederci, benissimo."

Coglione, ma vieni a fare l'intenditore con me, quando sei tu che hai al polso un Rolex falso e che dovresti vergognarti?
Fai tutto il sofisticato, e hai un prodotto contraffatto e illegale al polso? Vai, vai, sono sicuro che troverai tantissimi "veri orologiaio" che non vedranno l'ora di sistemarti il tuo pregiato prodotto. Forse ti pagheranno pure, per l'onore di tenere in caso un Rolex così bello e poterci mettere su le mani.

Per la memoria storica, ecco una casistica di persone estremamente sgradevoli con al polso un rolecs.

Capire Quel Che Si Vuole (Aprile 2010)

La Replica (Febbraio 2014)

Il Dramma Del Tecnico (Aprile 2009)

Tutto Sbagliato (Giugno 2017)

giovedì 10 agosto 2017

Analfabetismo Funzionale, sempre


Se mi leggete da un po', saprete quanto mi dia sui nervi l'analfabetismo funzionale. O la semplice deficienza delle persone.
Quando devo scrivere un cartello, cerco di usare meno parole possibili e le più semplici possibili, perchè già dopo la terza immagino che il cretino medio vada in confusione.

Quest'anno chiuderò per ferie il negozio la sera di Venerdì 11. In tanti arrivano a Sabato, è naturale, e capisco la mia sia una scelta inconsueta, ma Sabato pomeriggio io parto per luoghi sconosciuti, e quindi chiudo il Venerdì. Data questa scelta, per evitare ai clienti di venire il Sabato e cadere dal pero e piangere per l'orologio sequestrato, è dal 25 Luglio (!!!) che ho affisso in vetrina (anzi, sulla vetrina e sulla porta) un semplice cartello:

CHIUSO PER FERIE
da
SABATO 12 (compreso)

Poi a tutti i clienti ho ribadito che Venerdì sera chiudo, eppure a un giorno dalla chiusura ho almeno una quarantina di orologi che mi rimarranno qui tutta l'Estate.

Ma ciò di cui voglio parlare è un commento sentito un pomeriggio mentre tornavo al lavoro, con la saracinesca della vetrina alzata. Era il 26 Luglio. Passano due tizie, mentre io armeggio con il portone per parcheggiare il motorino:

"Oh, ma hai visto? E' già chiuso per ferie!"
"Ehhh, e chissà quando poi torna al lavoro! Le fa belle lunghe"

E con il sonoro vaffanculo (interno) a ste tizie che non riuscivano a comprendere il significato di 7 parole, di cui due preposizioni e un numero, auguro una buona pausa a tutti.

A presto (purtroppo...).

sabato 17 dicembre 2016

Il sole che sorge per i miei clienti

Lo sapete tutti, il sole sorge solamente PER VOI. Non esiste nessun altro, fosse per gli altri il sole non sorgerebbe, siete voi il centro dell'universo. Nient'altro conta, tutti sono al vostro servizio, soprattutto in un affollatissimo Sabato 17 Dicembre, penultimo weekend prima di Natale (giorno in cui, sì, ho un aiuto in negozio altrimenti non ce la farei proprio).
Alcuni casi della giornata.

1 - Negozio pieno, veramente pieno. Tanto tanto. Tizio deve ritirare un orologio (della suocera) a cui ha fatto cambiare la pila. Cosa velocissima, perfetto, l'orologio funziona, tutto ok. MA - deve cambiare il cinturino. E' un cinturino di dimensione lunga, mi dice che lo vuole ancora più lungo. Io guardo il cinturino, e vedo che è allacciato al buco più stretto. Gli dico che forse lo vuole più CORTO, perchè quello già lungo lo stringe al massimo, e forse le dà fastidio che rimanga tutto un pezzo in più. No, lui dice che lo vuole ancora più lungo. Chiedo se la suocera ha un polso enorme, perchè ancora più lungo dell'XL è una cosa da lottatori di wrestling.
Va in panico, chiama la moglie. La moglie lo tiene al telefono per tutte le questioni relative al resto dello shopping natalizio, non gli fa mettere giù il telefono, io sono mooolto spazientito. E alla fine conferma che lo vuole più lungo.
Ok, fate come volete. Scemo io a cercare di vendere la cosa giusta, non una cazzata sbagliata.

2 - Tizia, oltre gli 80 anni, che deve ritirare un orologio da parete a cui ha fatto cambiare il movimento. Tizia: cammeo ENORME, roba da migliaia di euro. Quattro bracciali d'oro al polso. Pelliccia nera. Quando mi aveva lasciato l'orologio da parete (stima costo orologio: 35 euro), aveva insistito per lasciare la sua pila, così non cambiavo la pila (del Carrefour) e non gliela facevo pagare.
Lo ritira, ci sono altri due clienti in negozio. Mi chiede di darle prova che abbiamo cambiato il movimento. Le dico che prima l'orologio non funzionava, ora funziona, direi che sia una prova lampante. Mi dice che secondo lei lo abbiamo solo aggiustato e non sostituito, il movimento. Le dico che quei movimenti si sostituiscono e non si riparano. E se anche fosse, anche la riparazione costa.
Non ci crederete, ma la tipa prende l'orologio ed esce. La inseguo, le chiedo (visto che la via è vuota) cosa cazzo crede di fare. Lei dice che chiamerà la polizia, le dico di fare pure ma deve venire dentro nel negozio, o se vuole uscire deve pagare. La trascino dentro... i due clienti dentro sono un po' turbati. Devo dire che se non ci fossero stati loro, sarebbe finita proprio in altro modo.
Dopo 3 minuti che mentre servo gli altri clienti questa rincoglionita CERCA di chiamare la polizia (le dico anche di fare il 113, per il pronto intervento, che usciranno subito, ma lei non ci riesce) decido che ne ho abbastanza e la sbatto fuori. Mentre la caccio fuori, le dico che i 15 euro che mi sta rubando, li spenderà prestissimo in medicine, e se ripassa le dò anche una mano, ad aver bisogno di medicine. E che si vergogni, stronza.
Cristo che soddisfazione dare della stronza ad una vecchia stronza. Terrò d'occhio gli avvisi mortuari.

3 - Ore 18.10, sono veramente ma veramente stanco. Una tizia (60 anni) mi porta l'orologio casio di suo padre. Che già suo padre con un casio... io vieterei agli over-80 di avere casio radiocontrollati, carica solare, altimetro e bussola.
Comunque, ha rotto un pulsante. Devo farle fare un preventivo.
Dice che nell'attesa vuole prendere un orologio di scorta uguale. Le dico che quell'orologio è uno dei più costosi, circa 350 euro. Lei non vuole spendere così tanto, e allora inizia a guardare tutti gli altri - nessuno ha le STESSE caratteristiche.
O è radiocontrollato. O a carica solare. O ha l'altimetro, semplice da 90 euro, senza radiocontrollo nè carica solare. Non capisce il cristo di concetto che se lo vuoi radiocontrollato, carica solare, altimetro, barometro, alla fine costa esattamente come l'altro.
Si incanta su 4 modelli.
"Questo è a carica solare?"
"No, questo è radiocontrollato."
"Ma questo radiocontrollato ha l'altimetro?"
"No, è solo radiocontrollato."
"Con l'altimetro ha solo altimetro?"
"Sì."
"Niente radiocontrollo?"
"Signora, io direi di aspettare il preventivo per sapere cosa viene a costare sistemare l'altro, che è più bello."
"Sì ma intanto prendo un altro"
"Ma a suo padre serve ancora l'altimetro?"
"Non so, magari la carica solare. E' questo quello a carica solare?"
"No, è questo."

*** ***** la tizia non aveva idea di che cazzo stesse parlando, mi faceva un loop di domande, io continuavo a dire di aspettare sto stracazzo di preventivo. Alla fine (12 minuti delle stesse 7 domande), la convinco a levarsi dai coglioni.

Buono spirito natalizio a tutti.


giovedì 3 novembre 2016

Testa dura, Testa di...

Viene un tizio (sui 50 anni, aspetto normale) con un orologio a cui manca il fondello. Nel movimento c'è ancora la pila.

"Salve, ho perso la pila, devo cambiarla."
"No, ha perso il fondello, non la pila, ed è un po' un problema se non ha il fondello."
"No, ho solo bisogno della pila."
"Guardi, la pila è all'interno del movimento, non ne ha bisogno. A me pare che qui manchi il fondello, ed è un problema perchè io non ce l'ho di ricambio."
"Io parlo della pila, quella grande che copre tutto."
"Non c'è nessuna pila, la parte che copre tutto è un pezzo d'acciaio e si chiama fondello. Le manca quello. Guardi, la pila c'è, è lì."
"Ma a me serve la pila grande, quella che è tenuta su con un magnete!"

(digressione: un magnete su un movimento di orologio è una PESSIMA IDEA)

"Guardi, non so cosa dirle, io le ripeto che a questo orologio manca un fondello, non la pila."
"Ma l'orologio non funziona, perchè manca la pila."

(a questo punto, vi assicuro, ho dovuto trattenermi dal bestemmiare. ma proprio una bestemmia dura da frustrazione assoluta, eh)

"No. La pila c'è. Se l'orologio non funziona, sarà anche che se lo indossa senza fondello, è bastato che sudasse un po' e magari l'umidità ha rovinato il movimento, oppure ha direttamente perso qualche pezzo del movimento..."
"Ma qui manca solo la pila grande!"
"Senta. Basta. Vada in un altro negozio a cercare questa supposta pila. Io non ce l'ho."
"Ma scusi, io volevo portare soldi, volevo comprare una pila."
"Cerchi da altre parti, senza problemi."

Ancora adesso, scrivendo, la voglia di bestemmiare davanti a tanta ottusità permane.
Ma perchè stracazzo devi pretendere di avere ragione, davanti ad uno che quelle cose le tratta di professione e ti dice che stai sbagliando?
E' uscito ancora pensando di avere ragione e di avere perso la pila, *#@ ##@]%&

***Nota 1*** Ogni orologio ha il suo fondello, non c'è un "fondello di ricambio universale". Sono cose che stanno su a pressione, quindi deve essere del diametro giusto, dello spessore giusto... O vai da un rivenditore di quella marca di orologio (e spesso ti cambiano tutta la cassa, non solo il fondello), o non hai scelta. Perdere il fondello è una delle cose peggiori che può capitare, a chi ha un orologio. Una corona si cambia, un vetro anche, sui cinturini si può lavorare, ma il fondello devi trovarlo uguale. Il fondello tendenzialmente non è un pezzo di ricambio facile da trovare.

***Nota 2*** Non gli ho proposto di cambiare la pila e vedere se almeno l'orologio avrebbe funzionato, perchè in ogni caso un orologio senza fondello ha vita breve - sempre che non fosse GIA' rotto, visto che evidentemente lo portava senza fondello da qualche giorno. Insomma avrei solo perso tempo, e tanto non lo avrei fatto felice perchè anche se l'orologio fosse ripartito, per lui non avrei cambiato comunque "la pila grande che chiude tutto".

giovedì 24 marzo 2016

Leggere attentamente le avvertenze - 2


Fra la Top 3 delle cose che odio, è l'analfabetismo funzionale legato all'arroganza. Se la vita non ti ha dato opportunità di studiare non è un problema, se l'ultimo libro che hai letto è stato il primo di Fabio Volo 10 anni fa son problemi tuoi, se hai problemi a comprendere semplici testi scritti forse è un problema quando scegli chi vai a votare... ma in ogni caso, la cosa fondamentale (come sempre) è non rompere le palle A ME. A me proprio no, grazie.

Eppure, c'è una correlazione diretta fra analfabetismo di ritorno e arroganza. E' anche il motivo per cui odio Facebook e l'internet intero, più o meno ;)

Caso in questione:

Sto facendo vedere dei cinturini ad una signora, sta scegliendo il colore quando entra un'altra signora. Entra, saluta e subito si avvicina per parlarmi (quando è evidente che sto servendo un'altra persona). Insomma passa davanti alla tizia che stava scegliendo...

"Buongiorno senta, io ho preso questo orologio a carica solare tre anni fa, ma spesso non funziona, è difettoso, la lancetta dei secondi va a scatti e poi si ferma, poi riparte"

"Guardi, è proprio una caratteristica di questi orologi, un buon modo per segnalare che c'è poca carica solare rimasta: la lancetta scatta ogni tre secondi, per dire che va messo sotto la luce"

"Ma mi sembra una cosa impossibile che funzioni in questo modo, secondo me è difettoso"

"Che devo dirle, è fatto così, c'è anche scritto nelle istruzioni, non è un difetto"

"Assolutamente NO! Guardi, ho letto tutte le istruzioni per capire se questo difetto è una cosa che può succedere, ma non c'è scritto niente"

"Cosa le devo dire, saprò bene come son fatti questi orologi, e poi di sicuro nelle istruzioni c'è scritto"

"Le assicuro di no, le ho lette della prima all'ultima pagina e non si parla di questo difetto delle lancette, si vede che è rotto"

"Va bene, comunque: se mi lascia l'orologio un paio di giorni li controllo e le dico"

Alla fine lo ha lasciato, io l'ho messo sotto il sole per due giorni e filava tutto liscio. Quando è venuta a prenderlo, mentre le dicevo che appunto c'era solo bisogno di mettere l'orologio sotto al sole per dargli carica, le ho aperto il libretto delle istruzioni.


E niente, non è nemmeno incapacità di leggere, ma anche incapacità di guardare le figure, siamo scesi anche un gradino più in basso. L'importante è rimanere belli arroganti, però!

venerdì 15 maggio 2015

il Cretino (cecato)

Come FORSE potete immaginare dalla lettura anche casuale di questo blog, di cretini ne vedo tanti. Ma proprio tanti. Eppure qualcuno mi stupisce ancora.

Tizio sui 60 anni a cui la moglie ha regalato un orologio con cronografo.
Torna per cambiarlo, perchè "non vedo bene le ore quando sono senza occhiali". Ok, legittimo - a parte che se indossi normalmente gli occhiali come faccio io, non capisco in quale momento della giornata tu debba leggere le ore senza occhiali. Comunque ok, lo cambiamo non ho problemi, lui ha lo scontrino ed è tutto in regola.

Gli mostro gli orologi in quella fascia di prezzo, visto che era un regalo e comunque era già piuttosto costoso. Li guarda tutti SENZA occhiali, mettendosi a 2 centimetri dalla vetrinetta e fermandosi una ventina di secondi davanti ad ogni modello. I modelli sono una trentina.
Arrivato a metà delle sue analisi, io lo mollo per servire altra gente che c'è in negozio, perchè inizio ad intuire quanto tempo impiegherà il soggetto a scegliere.

Dopo 6-7 minuti, finalmente mette gli occhiali, e si riguarda tutti i modelli.
Se ne fa tirare fuori 4-5. Li prende in mano, li apprezza, continua a guardare. Io gli mostro i due che secondo me si vedono meglio, come lettura, con lancette bianche che svettano sul fondo scuro. Però non hanno gli indici visibili bene, e a quanto pare a 60 anni ha ancora bisogno dei riferimenti sul quadrante per capire che ore sono.
Opta per un modello a fondo bianco con lancette bianche. Gli sottolineo che boh, secondo me non è che si veda bene-bene.

Va nel panico, e inizia a ripetermi una domanda impossibile:
"Ma tu cosa mi consigli?"
Io continuo a ripetergli che al di là del gusto personale, non gli posso consigliae una cosa "che lui veda bene". Che ne so io di come ci vede? Glielo dico proprio così, eh, senza mezzi termini, in modo che sia comprensibile: non-posso-consigliare-come-vedere-bene.

Niente, dice che allora tornerà domani con la moglie.
Sapendo che domani mattina ho un impegno con un rappresentante di orologi, gli dico di non venire assolutamente la mattina, perchè non potrei seguirlo.
Chiama la moglie e le chiede se nel pomeriggio possono venire. Io gli dico che possono venire anche fra due giorni, tre, non c'è fretta.
Ma ok, "nessun problema, veniamo domani pomeriggio!".

Infatti si presentano la mattina alle 11, mentre c'è gente e mentre c'è il rappresentante. Non me li filo molto, li lascio lì a discutere dei vari modelli. Decido di non intervenire affatto, che ho altre robe da fare e visto che mi son reso conto che pure la moglie non è tanto a posto (non me ne ero accorto quando avevo venduto l'orologio, perchè aveva scelto in 3 secondi netti, ora mi rendo conto che aveva scelto in base al prezzo "mediamente costoso", e non in base al gusto).

Alla fine gli tiro fuori 3-4 modelli (nessuno di quelli che si era fatto vedere ieri), la moglie sceglie i peggiori, li guardano, e lui continua "ma tu cosa mi consigli amore? tu cosa mi consigli?".
Lei gli consiglia quelli che si leggono di meno.

Lui è ancora indeciso, alla fine lei decide per lui: praticamente il più brutto e meno leggibile. Io son felicissimo, perchè era quello meno vendibile di tutti.
Lui lo mette al polso, e dice "che bello, non lo vedo benissimo ma è proprio bello".

Oh, contenti loro.

giovedì 7 agosto 2014

Il Tormentone dell'Estate (bonus: il quiz dell'Estate!)


Giovedì 7 Agosto, fra due giorni vado in ferie.
E' da Martedì della scorsa settimana (29 Luglio) che a chiunque mi lascia una pila dico: "Può venire a prenderla da domani, poi venga quando è comodo, ma faccia attenzione che il 9 Agosto chiudo".

Comunicazione secca, efficace, che volutamente omette "chiudo per ferie" per evitare i fenomeni del cabaret che devono sempre dire "ahh, ha fatto i soldi, eh, si va in vacanza!".

Eppure, questa comunicazione secca, porta ad un enorme malinteso e al tormentone dell'estate 2014 (non mi era MAI successo prima che mi facessero una domanda del genere).

"Può venire a prenderla da domani, poi venga quando è comodo, ma faccia attenzione che il 9 Agosto chiudo".

Risposte ottenute da clienti diversi:
"Per sempre?"
"Ma poi non riapre più?"
"Mi spiace... ma riapre in una zona meno costosa?"
"Chiude completamente?"

E via così, per un totale di otto volte, a cui sono seguite otto toccate di palle scaramantiche.

Ma io dico, cazzo santo, è il 5 Agosto, ti dico "chiudo sabato", possibile che tu, testa vuota, non vada a pensare al contesto, al fatto che in Agosto i piccoli commercianti chiudono (soprattutto in cittadine non turistiche), al fatto che posso andare in ferie anche io, e vai subito a pensare al peggio, alla tragedia, alla chiusura totale...
Bah, oh, si saranno cotti il cervello.

E ORA, IL QUIZ DELL'ESTATE

Cari lettori, provate a indovinare il numero di pile che Sabato sera mi saranno rimaste nel cassetto, non consegnate a gente che non ha ascoltato il mio avviso di chiusura, o che le ha lasciate qui da così tanto tempo che di chiusura ancora nemmeno parlavo.
Vi dico che al momento, Giovedì pomeriggio, ce n'è una quantità preoccupante, ad occhio direi 40.
Provate a immedesimarvi nella clientela, e ditemi in quanti andranno in vacanza senza orologio! :)

Intanto, io auguro Buona Estate a tutti, che per ora qui ho finito. CHIUDO! ;)

giovedì 17 luglio 2014

Maglia Rosa

Arriva un ragazzo in bici.
Suona alla porta stando seduto sulla bici. Iniziamo bene...

Apro. Si sporge dentro stando sulla bici.

"Salve, posso entrare con la bici?"
"Mmm, come?"
"Posso entrare in bici?"
"No, temo di no, non ci stiamo io lei e la bici..."
"E' che ha un certo valore e non mi piace lasciarla in giro."
"Non ha la catena?"
"No, non giro con la catena, negli altri negozi mi fanno entrare in bici."

(come no!)

"Eh... mi spiace, ma anche per motivi di sicurezza mi sa che la bici deve lasciarla fuori."
"Allora niente, arrivederci."

Arrivederci, campione. La maglia rosa delle assurdità è tutta tua.

martedì 11 febbraio 2014

Orologi a carica di luce

Visti le mie mille seccature legate al cambio pila nel mio negozio, in molti qui nei commenti mi dicono "ma ora esistono gli orologi a carica di luce, sei salvo!".

See... salvo un cazzo.

Voglio innanzi tutto chiarire che i Citizen Eco-Drive (che appunto funzionano con la luce, sia artificiale che solare) sono fra gli orologi che più vendo nel mio negozio. Hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, fanno tanta pubblicità quindi spesso il potenziale cliente entra in negozio con già una conoscenza su quel che cerca.
E poi sì, funzionano senza pila e questo attira in molti, è una cosa che funziona veramente bene, io stesso ne porto uno al polso e in 3 anni non ha mai avuto problemi, anche quando lo sostituisco con il mio orologio automatico. Sono felice al 100% di vendere Citizen, è un'ottima marca e lavorativamente mi dà soddisfazioni.

Detto questo, mi preme assicurare che quando vendo un orologio del genere spiego sempre, sempre, sempre, che funziona con la luce "se si indossa ogni giorno è sempre al massimo della carica, ma anche se non lo mette per due mesi l'orologio va avanti uguale". Poi sottolineo che "la riserva di carica è di 5 mesi: se lo si mette via carico al massimo, può stare 5 mesi al buio e continua ad andare". Poi c'è sempre il genio che chiede "ma allora di notte continua a funzionare?", o lo spiritoso che mi chiede se si ferma quando il cielo è nuvoloso e piove. Ma tralasciamo...

Quindi, il cliente è totalmente informato del funzionamento, di solito escono belli felici di questa tecnologia.

Il problema è che poi queste persone o si dimenticano di quel che gli dico, o si rincoglioniscono semplicemente, o che ne so.

Il fatto è che ogni settimana che il Signore ha creato, almeno due persone mi portano un eco-drive chiedendo di cambiare la pila. Quando pazientemente faccio notare che sono orologi a carica di luce, ergo non hanno la pila, i clienti cascano dalle nuvole, è un fioccare di facce stupite, di "eh? ma come? ma io...! ah!" seguiti da varie storie di come dovrebbero funzionare orologi solari in condizioni critiche, tipo 2 anni in cassetta di sicurezza, 15 anni dalla comunione in un cassetto, oppure "in una vetrinetta che ogni tanto la luce la prende" (non avete idea di quante persone, a quanto pare, tengono i loro orologi "in vetrinette che ogni tanto prendono la luce", boh, è una casistica elevata!).

Ormai ho l'abitudine in questi casi di farmi lasciare l'orologio e di metterlo io sotto carica (ovvero: alla luce, dietro le finestre), perchè le facce stupite e gli "eh? ma come?" proseguono anche mentre dico che appunto basta metterli bene sul balcone o dietro la finestra e in mezza giornata ripartiranno. Non capiscono proprio il concetto di "carica solare", nei rari casi in cui si portano via l'orologio per caricarlo loro, dopo 3 ore me lo riportano lamentandosi che ancora non funziona.

Morale della favola, parte 1: per me, la perdita di tempo a servire il cliente è uguale a quella impiegata per farmi lasciare e poi restituire un orologio per la pila, solo che in questo caso non ci guadagno mezzo euro.

Morale della favola, parte 2: tenendo conto che in media vendo una dozzina di eco-drive al mese, e che ogni settimana mi arrivano 2-3 di questi furboni (di mezza età, anziani, ma pure giovani - non ci sono differenze) che non hanno idea di come funziona l'orologio, io mi chiedo: ma quanto sono rincoglioniti, nel mio paese?

Morale della favola, parte 3: see, salvo un cazzo. Datemi le pile da cambiare, a sto punto...

venerdì 19 aprile 2013

Che gente.

Ma che gente c'è in giro?
Me lo chiedo ogni giorno, e ogni giorno vedo di peggio.

Tizio, circa 40 anni, parcheggia la sua bella bicicletta davanti alla porta del negozio (impedendo così l'ingresso a chiunque altro), ed entra con un orologio in mano: automatico da quattro soldi, piuttosto vecchio, roba da bancarelle dell'usato.

"Salve, ho comprato questo orologio per venti euro, vorrei sapere se vale di più."

In testa la mia risposta, l'unica possibile, è: "Ma a me cosa me ne frega?". Comunque, rispondo. All'inizio cerco sempre di essere gentile con tutti.

"Mah, non so, non è un orologio di marca, non ne vendo di questo tipo, non so cosa possa valere.
"No ma io non lo voglio vendere, voglio sapere quanto vale.
"Se l'ha pagato venti euro, varrà venti euro, non so."
"Non è costoso?"
"No, di sicuro non è un modello costoso o di marca, ma non poteva chiedere quando l'ha comprato? Ma dove l'ha comprato?"
"Mah, no, l'ho preso da un barbone, vorrei sapere quanto vale."
"Senta, non lo so. Se lei l'ha pagato 20 euro, calcoli che vale 20 euro."
"Ma non voglio venderlo, non deve trattare sul prezzo."
"Senta, NON-LO-SO. Non tratto questi orologi, non so il prezzo, le posso dire che non è di marca e non è un grande orologio, ecco."
"Ma è a pila?"
"No, è automatico, funziona col movimento."
"Ah, allora un bell'orologio. Arrivederci, grazie."

Bah.
Che gente.

(ps: l'ha preso da un barbone?!?!?!?!?!?!?)

mercoledì 24 ottobre 2012

Durata Eterna

(Se non scrivo per oltre un mese, è perchè sono preso. I casi umani sono sempre sempre sempre presenti. Prima o poi parlerò di tutti, ma devo avere tempo. Cosa che non ho, purtroppo.)

Un episodio veloce veloce sulle pile. Perchè ok, è da mesi che non parlo di cambio-pila, ma voi ovviamente potete tener conto che ormai sono dalle 30 alle 40 che cambio ogni giorno, e di questi 3-4-5 sono clienti che si lamentano che vogliono la pila subito, o hanno lamentele varie che ormai non registro nemmeno più. Alla fine, lasciano tutti comunque.

Arriva un tizio, sulla cinquantina, orologio senza arte nè parte. Fermo.

"Salve, ho cambiato questa pila due anni fa, forse poco di più, ma adesso non funziona più. Può controllare se è rotto?"
"Non penso che sia rotto, sarà la pila scarica. Già due anni, come durata, sono buoni, direi!"
"Così poco? E come mai dura così poco una pila?"
"Due anni non è proprio pochissimo... comunque in media una batteria dura un anno e mezzo, se ne ha fatti due direi che va bene!"
"No, secondo me l'orologio è rotto, provi a controllare."
"Sì, me lo deve lasciare, vediamo se è la pila."
"Comunque sarà qualcosa che non va, la pila ha solo due anni."
"Se, vabbè. Proviamo a cambiarla lo stesso?"
"Ma mi mette una pila che dura due anni?"
"Ripeto: in media una pila in un orologio a lancette dura un anno e mezzo. Se dura due anni è tanto di guadagnato, ma poi con il tempo e l'usura, gli orologi iniziano a consumare un po' di più, io posso garantirle che almeno un anno e mezzo lo farà, poi vedremo."
"Ma non ci sono pile migliori?"
"Uso la marca migliore... comunque veda lei eh."
"Ok."

Sì, ok, che bello, guadagnerò 5 euro per la pila. Ma quanta fatica, a parlare con un muro.
Che poi, due anni per voi sono pochi? Proprio all'interno di una vita, due anni sono pochi? Io non mi ricordo cosa ho fatto due anni fa, figuriamoci quando ho cambiato l'ultima volta una pila al mio orologio.
Due anni e tre mesi fa ho comprato la macchina, ecco. Poi, il buio. E la macchina va bene, anche se addirittura devo fare il pieno ogni 360 chilometri. Forse è rotta, non capisco perchè il pieno non mi duri due anni.

mercoledì 1 giugno 2011

Accumulazione Garantita

Una delle tecniche della comicità è quella dell'accumulazione: si mettono una in fila all'altra delle situazioni sempre più grottesche, fino ad arrivare alla battuta.

Ecco, ho appena vissuto uno di questi esempi di comicità, solo che non ho riso per niente, e pure la cliente non è che abbia capito di avermi fatto una battutona ad accumulazione...

Tizia sulla cinquantina, entra per una richiesta riguardante un orologio di una marca che tengo anche io. Orologio che costa 45 euro, ma che come tutti ha una garanzia di 2 anni.

"Salve, vorrei chiedere un'informazione. A mia figlia hanno regalato questo orologio non acquistato da voi, ma appena tirato fuori dalla scatola abbiamo visto che non funzionava. Però non c'era la garanzia, quindi lei può fare qualcosa?"

"Ehm, no, senza garanzia proprio no - guardi, la garanzia è fatta così (gliela mostro), proprio non ce l'ha?"

"Mi sembra di no, ma se ce l'avessimo sarebbe senza timbro nè data, sarebbe valida lo stesso? Non abbiamo neanche lo scontrino! Che faccio, provo comunque a portarlo a lei e prova a vedere se riesce a farci qualcosa?"

"Mmm, proverei a portarlo dove l'hanno comprato, magari si ricordano del modello venduto e anche senza garanzia lo sistemano" (come no!!!!)

La tizia era molto perplessa, aveva proprio l'aria di diffidenza di una che sa che contro ogni suo diritto costituzionale, non la vuoi aiutare. C'è addirittura odore di Striscia La Notizia ;)

In effetti non capisco perchè non le ho voluto dare una mano: un orologio non preso da noi, senza garanzia, senza scontrino fiscale, se la garanzia ci fosse sarebbe non timbrata e senza data...

Premettendo che le mie risposte sono state cortesi e sorridenti, dentro di me mi chiedevo: ma voi lettori, aspiranti comici Zelig, come avreste risposto sarcasticamente alla sua richiesta? Su, lasciatemi una battuta fulminante!

A me è venuto in mente che se le avessi chiesto l'indirizzo, forse mi avrebbe detto che abita in una casetta molto carina, senza soffitto, senza cucina, ma era bella, bella davvero, in via dei matti, numero zero. (canzoncina popolare, allo zelig tirerebbe forte l'effetto nostalgia!)