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martedì 22 ottobre 2024

Il complotto dei Potery Forty e delle Multinazionali

Ad alcune persone viene naturale passare dalla parte del torto anche quando inizialmente si ha ragione: basta solo essere maleducati e molto nervosi.

Premessa lunghissima per capire la scena - è lunga, ma poi ne varrà la pena per la seconda parte della storia. 

Una signora nel Luglio 2022 comprò nel mio negozio un orologio da 89 euro come regalo alla figlia. 1 anno e 10 mesi dopo, l'orologio smise di funzionare: me lo porta a inizio Settembre 2024. Garanzia ancora valida, lo invio alla ditta per riparazione.

La ditta ci impiega molto tempo (molto tempo per un cliente=1 mese), la cliente viene due volte, sento la ditta. Alla fine il 10 Ottobre mi mandano un orologio nuovo, identico in tutto tranne che ha il quadrante nero anziché blu scuro. Blu è esaurito.

Chiamo la signora, viene a prenderlo con la figlia (25enne), entrambe molto eleganti e ben vestite. Le spiego che miracolosamente anziché ripararlo e farle attendere più tempo per i pezzi di ricambio, lo hanno dato nuovo. La figlia non dice nulla, la madre perde la testa dal primo minuto.

Vorrei sottolineare come posso comprendere e condividere una certa seccatura nel trovare un modello lievemente diverso, la signora aveva ragione: ha dato un oggetto (MOLTO USURATO), l'ha ritrovato completamente nuovo ma con una lieve differenza, è una cosa che può non far piacere.

"Non è l'orologio che le abbiamo portato"

"Sì, come le stavo dicendo, visto che avete fretta la ditta ha pensato di mandarle un modello nuovo, identico ma con il quadrante nero anziché blu"

"A me piaceva blu, l'ho regalato a mia figlia blu e lo voglio blu"

"Ha ragione, è solo che me lo hanno mandato così"

"Non lo trovo un atteggiamento serio"

"Per me non è una cosa sbagliata, visto che aveva fretta le hanno dato un orologio nuovo al posto di quello vecchio rotto, stanno attendendo il movimento e ci vuole del tempo, ma se questo non le piace allora attenderemo"

"Ho fretta perché è l'unico orologio di mia figlia"

"Proprio perché ha fretta, hanno trovato questa soluzione"

"Avrebbero potuto avvisarmi, avremmo risparmiato tempo"

"Guardi, purtroppo anche a me non hanno detto nulla: mi è arrivato questo orologio sostitutivo, senza avvisarmi prima"

"Se me lo avesse detto, non sarei nemmeno venuta qui"

"Allora che faccio, sento la ditta e mi faccio dire quanto tempo ci vuole per il pezzo di ricambio del suo orologio?"

"Non può chiedere di prendere il movimento di questo nero e metterlo nel mio?"

"Non credo si possa fare, rimarrebbe a loro un orologio smontato e non nuovo di fabbrica, anche quando arrivasse il movimento sostitutivo"

"Mi sembra una ditta poco seria"

"Ci sono delle regole sugli oggetti in garanzia, siccome non è l'unica cliente in Italia non possono mettersi a scambiare movimenti e farsi appunti su cosa sostituire"

"Sono molto delusa dalla ditta"

"Non so che farci, ripeto che allora tengo l'orologio e li sento domani per sapere i tempi della sostituzione"

La tizia va avanti ancora un po' con le lamentele, la figlia 25enne rimane muta tutto il tempo, boh.

Ora. Tutta questa rottura di palle è avvenuta settimana scorsa, non avevo intenzione di scriverne perché alla fin fine per me è una rottura di palle base, e ripeto per l'ennesima volta che la cliente all'inizio aveva anche ragione, non mi sembrava materiale da blog, voi non avete idea di quante rotture di palle "di base" non riporto su queste pagine e si perderanno nella mia memoria come lacrime nella pioggia. Cioè, magari vi siete innervositi a leggere questo scambio di opinioni, ma pensate che per me è una lamentala standard che non mi fa nemmeno accelerare il battito cardiaco.

IN OGNI CASO. Ecco il seguito. 

Nota bene: la ditta di cui parliamo è una multinazionale, leader di vendite in Italia, l'orologio è della linea di primo prezzo, ma la garanzia è comunque della ditta madre.

La ditta mi dice che il ricambio arriverà a inizio Dicembre, lo comunico alla cliente alla fine di settimana scorsa, la prende incredibilmente bene. Tutto ok.

Stamattina la tizia torna con una sua amica altrettanto ingioiellata.

"Senta, sono venuta per un dubbio sull'orologio. Visto che la garanzia era in scadenza, non è che la ditta sta facendo passare il tempo per poi dirmi che non è più in garanzia, o per farmelo pagare come nuovo se me lo sostituiscono?"

(mi cadono le palle: era la prima volta che sentivo una accusa del genere, e continuo a sperare di averle ormai sentite tutte, le possibili cazzate dei clienti)

"No, le ricordo che settimana scorsa le hanno mandato un orologio nuovo in sostituzione, non credo stessero cercando di fare giochetti. Poi capisco che il colore fosse diverso, e allora l'ho rimandato indietro, e mi hanno detto quanto tempo bisogna aspettare."

"E' che ho capito che è una ditta poco seria, quindi non mi stupirei di questi giochetti."

"Signora, la ditta è una multinazionale con sedi in tutto il mondo, non credo che stia cercando di fare trucchi per evitare di ripararle un orologio da 89 euro."

"Magari si comportano così con tutti, i soldi si risparmiano anche così."

"Le ripeto che sta parlando di una multinazionale, hanno un po' più soldi di quelli necessari a sostituirle un orologio da 89 euro in garanzia."

"Mi rimane qualche dubbio, vedendo in che modo scorretto si sono comportati con la sostituzione."

"Le ricordo che hanno cercato di venirle incontro, se invece vuole attendere, pazienteremo. Ma non hanno cercato di fare giochetti: l'orologio è accettato in garanzia e come tale viene trattato, risolveranno la questione senza che lei paghi un euro."

"Lo spero bene, perché non mi è piaciuto come si sono comportati."

"Si sono comportati in maniera impeccabile, penso, comunque se non è contenta della ditta, le ripeto che è una multinazionale e della sua insoddisfazione se ne faranno una ragione."

E basta, che due coglioni. 

Le ho risposto male, al quel punto si è calmata (incredibile come vada trattata la gente) ed è andata via.

Da una parte sarebbe meraviglioso se il pezzo di ricambio arrivasse a Gennaio 2025 e lei dovesse andarselo a prendere direttamente al centro assistenza di un'altra città. 

Dall'altra ok, spero che il pezzo arrivi a inizio Dicembre e questa si levi dalle palle come ultima seccatura dell'anno (seeee.... ahahaha).


mercoledì 14 febbraio 2024

Esempi di Spazzatura

Il mio post precedente sugli orologi-spazzatura ha scatenato un interessante dibattito, che mi ha anche fatto sentire un po' meglio grazie al motto "mal comune, mezzo gaudio" perché allora non sta succedendo solo a me: la quantità di orologi senza valore che stanno venendo ritrovati in antichi cassetti o nei garage si sta moltiplicando a vista d'occhio. Che fenomeno strano e triste.

Alcuni (non orologiai) forse non hanno compreso lo stato di alcuni di questi orologi portati "per una valutazione" "per metterli a posto ma solo se costa poco", e quindi una foto vale mille parole, mille spiegazioni per far capire che sì, forse in teoria l'orologio sarebbe aggiustabile, ma esteriormente non sarà mai come prima e in ogni caso "non costa poco".

Ecco degli esempi a caso, fotografati nel mio laboratorio nelle ultime settimane. Sì, gli "orrori" tendo a fotografarli tutti, poi finisce che me ne dimentico e non uso le foto qui sul blog - di solito posto solo le cose schifose, non le cose irreparabili.

Primo esempio. Orologio che se è stato pagato 6 euro da nuovo, è già stato un furto. L'orologio però non è nuovo, la cassa si è scolorita mostrando il colore dell'ottone, la ghiera è graffiata e bloccata in posizione sbagliata. Vuole cambiare la pila e il cinturino. Gli dico che non ne vale la pena, a essere sinceri. La pila ok, ma il cinturino costerà il triplo del valore dell'orologio, diciamo che se ne compra due di questi orologi con il valore del cinturino. Niente, il cliente non accetta il consiglio dell'orologiaio truffaldino che fa di tutto per NON cambiare il cinturino e NON guadagnare soldi. Cambio la pila (sperando che non funzionasse, ma funziona), cambio il cinturino. Il cliente torna dopo una settimana dicendo che l'orologio ritarda. Gli dico che ci sarà un problema con il movimento, io gliel'ho consegnato funzionante con la pila nuova, se poi sorgono altri problemi non posso saperlo, mi offro di togliere la pila e magari la potrà usare in un altro orologio. Ma il cliente si lamenta perché ha anche cambiato il cinturino e l'ha usato poco. Usato poco non vuol dire "nuovo", non posso ritirare il cinturino, io glielo avevo detto di non cambiarlo. Alla fine, stizzito, lascia qui da buttare orologio e cinturino. Contento lui.


Secondo esempio. "L'ho trovato nel cassetto dei miei genitori, non so da quanti anni fosse lì, mi piacerebbe usarlo".

Orologio senza valore particolare, diciamo sui 120 euro. Lo prendo in mano, la cassa è smangiata dall'ossido, ci sono proprio dei buchi verdi. Lo faccio notare, aggiungendo che se quello è l'esterno, chissà com'è l'interno, probabilmente non funzionerà. Ma niente, il cliente insiste.

Lo apro, il movimento è in buone condizioni esteriori, la pila non ha rilasciato acido, ma comunque l'orologio non funziona. Che sorpresa. Il problema è che poi il fondello non tornava più a bloccarsi sulla cassa, visto che la cassa era tutta ossidata. E' stato un problema farlo capire al cliente che se mi porta un oggetto mezzo disastrato, può anche darsi che non si riesca a ripristinarlo nelle stesse pessime condizioni. Polemiche, litigate, solito sangue marcio per nulla.

A posteriori, mi dò la colpa per aver accettato anche solo di farmelo lasciare per controllarlo, ma spesso finisce che accetto di dare un'occhiata per farli smettere di piangere e lamentarsi che non possono più indossare un orologio che non sapevano nemmeno esistesse. Se accettassero la mia prima valutazione da esperto senza dover piangere e far polemiche, si vivrebbe meglio.

Terzo esempio. Orologio ritrovato insieme ad altri 5-6 che mi ha portato tutti insieme. L'orologio funziona e lo trova bellissimo, vorrebbe mettere a posto il cinturino. Le consiglio di andare da chi si occupa di pelle e pelletteria per farlo incollare. In pratica la parte a ore 6 del cinturino si è tutta scollata, si è rotta l'anima in plastica all'interno, e sulla parte a ore 12 il cinturino è tutto graffiato/usurato. Però vuole metterlo a posto, non vuole comprare un nuovo cinturino.
Spoiler: no, non troverà un negozio di pelletteria per aggiustarlo. E se lo trovasse, spenderebbe il triplo del valore dell'orologio.
Gli altri 5-6 orologi che aveva portato insieme a questo? Un paio di orologi a carica manuale "ma basta cambiare la pila", e altre stupidate. Che bel ritrovamento, la signora.

Quarto esempio. Questo in realtà non è un orologio da pochi soldi, MA mi è stato portato con il quadrante con evidenti segni di umidità residua e le lancette arrugginite. Ho detto subito che l'orologio era chiaro che avesse preso acqua, ma la risposta è stata una cosa tipo "ma no, l'ultima volta l'ha usato mio padre 10 anni fa e poi l'ha messo via, impossibile che si sia bagnato, sarà solo da far ripartire".

Certo, impossibile che si sia bagnato. Al punto che l'intero movimento è arrugginito. Il colore arancione non è un vezzo del produttore, ma il risultato di un decennio di acqua lasciata nell'orologio.
Referto: immondizia (costosa). Avrei potuto arrivare alla conclusione anche senza aprire l'orologio.

****
Potrei andare avanti per giorni, con questi esempi. Riempire questo blog di foto di orologi ridotti malissimo ma che il cliente reputa di enorme valore, senza ascoltare i miei consigli. Stamattina la mamma di un mio ex compagno di scuola mi ha portato 6 Swatch "che ha trovato in garage". Alcuni senza tappini per la pila, uno con il cinturino in plastica cotto e disintegrato. Su 6 orologi, uno solo andava. Ma io ho lavorato su 6, e sono stato pagato per 1.

E' un continuo, un flusso che è diventato assurdo, che compromette tutto il resto del tempo che dovrei dedicare a seguire il negozio. Che situazione di merda.

Ringrazio il commentatore anonimo che ha coniato il termine "accanimento terapeutico orologiero". Un termine perfetto, poetico, un'ottima descrizione della realtà. Anzi, chiudo con la sua frase intera:
"L'accanimento terapeutico orologiero sta peggiorando, lasciateli riposare in pace e compratevi un cazzo di orologio decente."

Parole sante.

mercoledì 13 dicembre 2023

La fretta di McGyver

 Tizio con un Rolex falso, consapevole che sia falso.

"Devo avvitare la ghiera girevole, è diventata molle, credo serva smontarla per poi tendere le molle sottostanti."

"Mi spiace, non è un lavoro che facciamo, non mettiamo mano sui Rolex falsi"

"Ma cosa ci vuole?"

"Se si rompe una delle molle o altre cose è un problema sostituirla"

"Bah, è una cosa che so fare anche io a casa, non so perché non la facciate voi."

"Ma se sa farla, perché lo chiede a me?"

"E' che ero in giro, volevo sistemarla subito, non ho voglia di aspettare stasera."

"Pazienza, mi spiace."

Boh.
(Ah sì, si deduce anche che volesse il lavoro fatto subito.)


martedì 24 ottobre 2023

La prova schiacciante

 Tizia sui 50 anni. 

"Buongiorno, vorrei sapere se per caso avete in deposito un orologio che ha lasciato mia madre qualche tempo fa"

"Possiamo vedere, ha per caso la ricevuta?"

"No, ma probabilmente il nome sarà Mattarella o Scalfaro" (nomi inventati da me per proteggere la privacy)

"Mmm, ok. Da quanto tempo potrebbe essere qui?"

"Credo una decina di anni"

...respira forte, p.

"E' un bel po' di tempo, ma abbiamo due scatole di orologi non ritirati, in cassaforte, quindi darò un'occhiata, provi a passare fra un paio di giorni."

Controllo, non c'è niente di niente a quel nome. La tizia torna.

"Buongiorno, purtroppo non ho trovato niente"

La tizia si fa sospettosa e inizia con uno spettacolo che ho visto mille volte: quelli che credono che ho rubato l'orologio, senza che loro abbiano nemmeno in mano una ricevuta.

"Ha guardato bene?"

"Sì signora, ho guardato oltre 100 buste e quei due nomi non compaiono, si vede che sua mamma l'aveva ritirato, è anche passato un bel po' di tempo, ha provato a chiedere a lei?"

"No, glielo sto chiedendo perché mia mamma è morta qualche mese fa, e adesso sto sfogliando i suoi diari e le sue agende e ho trovato una annotazione del Febbraio 2014, in cui diceva che doveva venire a ritirare un orologio da voi. Poi però non ho visto che ha cancellato questa attività, quindi magari non lo ha fatto."

Ora, io non vorrei infangare la madre morta della signora, ma una maledizione a lei e alla sua intera stirpe l'ho mandata. Mi ha fatto perdere tempo per una stronzata di questo calibro?

La gente sta male, ma male male male, non ha niente a cui pensare evidentemente, o ha problemi talmente grossi che si focalizza su queste cose assurde.




giovedì 12 ottobre 2023

Alla fiera dell'Est

Viene un signore straniero, parla poco l'italiano ma si fa intendere bene, ripete di continuo le stesse cose. Vuole comprare un orologio.

Dopo un paio di minuti ne vede uno che gli piace.

"Quanto costa?"

"59 euro, è un buon prezzo per un orologio impermeabile 100 metri come lo cerca lei"

"Quale è l'ultimo prezzo?"

"Guardi, posso fare 54, ma è un orologio arrivato un paio di settimane fa, non è che si possa fare un grande sconto."

"30"

"Ahaha. No, 54."

"30"

"Guardi, non l'ho pagato nemmeno io 30. 54 e basta."

"35"

"54, o niente"

Guarda altro. Tutto più costoso. Di altri 3-4 mi chiede "quale è ultimo prezzo", gli dico cifre più alte di 54, perché sono orologi che costano di più.

"Mi piace quello di prima, dai facciamo 35."

"Ho detto di no, posso fare 54 ed è già un favore"

"Ultimo prezzo?"

"54"

"Non lo compro."

"Mi spiace"

"35?"

"54, e basta."

"Perdi una vendita."

"A meno di 54 perdo soldi."

Fa ancora qualche approccio, e se ne va.


Torna il giorno dopo, CON UN OROLOGIO DI MERDA, analogico-digitale in acciaio, roba da 10 euro, tra l'altro evidentemente usato. 

"Hai visto? Hai perso una vendita, ho comprato da un altro posto."

"Eh, bene, che bello."

"Però devi mettere la pila."

"Ah non funziona?"

"Pila."

"Me lo deve lasciare, è pronto domani."

"Quanto costa?"

"5 euro, ma forse ci sono due pile, allora sarebbe 10"

"4 euro"

"Bon, inizi a lasciarmelo e vediamo."

"Lo fai adesso?"

"Domani"

"Fra un'ora?"

"Non lo faccio io, lo fa il tecnico la sera, è pronto domani."

Alla fine lo lascia.

Ovviamente non funziona. Ha comprato un bell'orologio di merda, tanto di cappello a chi glielo ha venduto.


Torna il giorno dopo. Tragedia.

"Purtroppo l'orologio non funziona"

"Come?"

"Non va, anche con la pila nuova non girano le lancette"

"Perché?"

"Perché è un orologio da poco, avrà qualche problema. Se lo porta dove l'ha comprato, si sistemi con loro."

"Non lo puoi mettere a posto?"

"No, costerebbe il triplo che comprarlo nuovo."

"Quanto mi dai se te lo lascio?"

"Niente."

"Se ne compro un altro mi fai lo sconto se lascio questo?"

"No."

"Dai, 20 euro mi dai."

"Proprio no, grazie."

"10"

"Ma non mi serve a niente un orologio rotto."

"Lo aggiusti e lo vendi."

"Forse costava 10 euro nuovo, figuriamoci usato, rotto e aggiustato. Non mi serve, grazie."

"Non compri?"

"No grazie"

"Ciao"

"Ciao"

Che fatica, dannazione. Per niente, poi. Per. Niente. Zero euro. E la bella faccia di sentire uno che mi dice che ho perso una vendita perché lui ha comprato a meno (un orologio che non funziona).

giovedì 26 maggio 2022

A cosa serve arrabbiarsi?

 Tizio di circa 80-85 anni, con moglie.

Orologio di una marca che vendo io, cinturino in acciaio.

"Buongiorno, devo aggiustare il cinturino di questo orologio, continua a uscire la stanghetta"

La "stanghetta" in questione è il perno di una maglia fissa, insomma solitamente non è previsto che esca o che si possa far uscire, ma ok, se per qualche motivo esce, vuol dire che la sistemeremo.

"Niente di grave, me lo deve lasciare, domattina è pronto"

"Non me lo può fare subito?"

"No, mi spiace, non mi occupo io di queste riparazioni, lo deve fare il tecnico la sera, domattina sarà pronto"

"Ma l'altra volta me l'ha fatto subito"

"Probabilmente si trattava di qualcos'altro, magari dovevo cambiare l'ansa della chiusura, ma di perni non mi sono mai occupato"

"Ma cosa ci vuole?"

"Ci vuole la capacità e la competenza per un lavoro simile - io sono addetto alle vendite, non mi occupo di queste cose"

"L'altra volta però me l'aveva fatto subito"

"Senta, non so 'l'altra volta' cosa ho fatto subito, ma in ogni caso questa riparazione è pronta domani"

"No"

"Pazienza, allora... io le chiedo meno di 24 ore, ma veda lei"

"Me lo faccia subito, da bravo"

"Non so che dirle, me lo dovrebbe lasciare"

"MA L'ALTRA VOLTA CI AVEVA MESSO 2 SECONDI"

La moglie inizia a strattonarlo.

"Le ripeto che sarà stato un altro tipo di lavoro. Adesso veda lei"

"Non lo voglio lasciare"

"Non lo lasci, che devo dire"

"MA LEI LO DEVE FARE!"

"Sì, lo devo fare, per domani. Non dico che non lo faccio, lo faccio per domani."

"ME NE VADO"

"D'accordo, arrivederci"

"NON TORNERO'"

"..."

(dice altre cose che non ricordo bene, insulti generici di basso livello)

Mi lascio sfuggire, dal cuore, un commento che inizia con una parola romanesca:

"Ammazza, che permaloso però"

"NO, TI AMMAZZI TU, BRUTTO STRONZO, E PURE TUA SORELLA"


*viene trascinato via dalla moglie, che non ha aperto bocca*

Io vorrei sapere cosa crede di ottenere la gente incazzandosi per questioni banali. A prescindere dal fatto che in ogni caso non avrei sistemato il perno immediatamente, mettersi a urlare fa passare qualsiasi voglia di dare aiuto o comprensione. Poi già da quel "non me lo può fare subito?", mancava la parolina magica "per favore". A volte (non in questo caso, ripeto), la gentilezza apre più porte rispetto ad una incazzatura random.

Ma poi a 85 anni, ti devi ridurre così, a farti dare del vecchio coglione sul blog di uno stronzo... ci perdi tu, credo. Anche in salute.

giovedì 28 gennaio 2010

Mondo Naif

A volte viene gente che mi fa pensare... pensare a dove vivano, cosa facciano, che visione abbiano del mondo. O semplicemente, se sono cretini, naif, o pensano di essere furbetti ma in effetti son cretini.



Tizio sui 60 anni, entra con in mano un orologio con cassa e bracciale in oro.

"Salve, sono andato in pensione in Dicembre e mi hanno regalato questo orologio d'oro. Ho visto che voi tenete questa marca..."



(ho capito in questo istante che stavo per addentrarmi in un mondo di rotture di balle)

"...ecco, mi chiedevo se magari mi può cambiare l'orologio, io avrei preferito un Tissot automatico!"

"Ehm, mi spiace, ma semplicemente, non possiamo cambiare oggetti non comprati da noi, e inoltre non teniamo i Tissot, al di là di tutto."


"Ahhhh... no, è che vedendo che avete proprio in vetrina questa marca di orologi, pensavo li poteste cambiare!"

"Non si possono cambiare oggetti comprati da un'altra parte, senza scontrino, senza niente..."


"Ma io volevo un Tissot!"

"Non so cosa dire, provi a chiedere nel negozio dove l'hanno preso, io di certo non posso farci niente."


"Ma l'hanno preso in una città a 30 chilometri da qui! E non so l'indirizzo!"

"Eh... boh deve chiedere" (mi sono ufficialmente rotto le palle, per la mia regola del "Odio ripetere tre volte la stessa cosa, soprattutto quando la cosa si riduce a un chiaro e semplice NO, VAI VIA")

"Ma ormai sono in pensione, non posso andare in ditta a chiedere dove l'hanno preso. E sulla garanzia non c'è scritto niente."



Tira fuori la garanzia e ancora una volta mi stupisco dell'incompetenza di colleghi. Sulla garanzia c'è scritto: "Nomedellacitta - data di acquisto".
Non c'è un timbro, una referenza dell'orologio, il nome del posto dove è stato preso... questa garanzia a tutti gli effetti è carta straccia, ma figuriamoci se lo vado a dire a un tizio così. Fatti suoi.



"Eh, non è che la garanzia aiuti molto in effetti. Boh, deve chiedere..."


"Ma lei non può fare un'eccezione?"

"Francamente no. E poi non vendo i Tissot"


"Ma almeno mi sa dire quanto può costare?"

"Non ne ho idea, non vendo quel modello"
In realtà lo so benissimo, 3.200 euro. Ma non lo dico al primo passante che viene... soprattutto se mi sta rompendo le scatole.

"..."

"...bene dai, provi a cercare in quella città i rivenditori. La saluto!"




Mamma mia che peso. Sette volte gli ho dovuto dire che non potevo aiutarlo. Poi, una volta quando ti regalava l'orologio la ditta, ne eri felicissimo, era un ricordo... no, ora lo devi cambiare con qualcos'altro.
Non scrivete, nei commenti, che magari era un ladro che doveva ricettare una cosa rubata... perchè sarebbe sinceramente ancora più patetico di quanto già non fosse al naturale, la storia. Non cercate dietrologie nella storia, racconti di povertà, o cose simili: era solo un baby-pensionato cretino.

mercoledì 29 ottobre 2008

Tutto E Subito!

Mi sono arrivati i cinturini che aspettavo da due settimane. Sono arrivati in tre enormi scatoloni che il corriere mi ha depositato in negozio, ma c'è un continuo flusso di gente e non riesco nemmeno a portarli nel retro per poi iniziare a sistemarli.

Arriva una cliente a cui avevo detto di passare questa settimana, perchè sicuramente mi sarebbero arrivati. Le dò la buona notizia: "Guardi, sono proprio lì i cinturini, mi sono appena arrivati, passi nel pomeriggio o domani, e troverà il cinturino che cercava".

Siccome la signora è beneducata e caritatevole verso i lavoratori impegnati, mi dice seccata:

"Ma non può darmelo subito?"

"Erm... sono ancora negli scatoloni, la buona notizia è che finalmente sono arrivati, però!"

"Ma non può darmelo ora quindi?"

"Erm... no, dovrei aprire gli scatoloni, e cercare il suo cinturino fra circa 400 altri modelli che mi sono arrivati."

"Ma non ho fretta"

"Eh, ma io sarei un po' impegnato, vede che c'è gente... son da solo in negozio, questi lavori li faccio la sera infatti, se vuol venire oggi pomeriggio già le faccio il favore di cercarlo e prepararlo, ma domani sarebbe pure meglio"

"Ma son venuta apposta"

"Beh ripassi quando è comoda"

"Che peccato"

"Eh... però almeno i cinturini sono arrivati, sa che son qui!"


E' andata via bella incazzata... mi aspetto una visita da parte del Gabibbo per risolvere questa difficile controversia che ha distrutto i diritti di un cliente :)


Tenete conto che poi, per sistemare i cinturini nei loro appositi raccoglitori divisi per larghezza, costo, modello, ci ho impiegato circa due ore e mezzo. La signora evidentemente non sa bene cosa vuol dire "lavorare".

martedì 7 ottobre 2008

Il classico scemo

"Buongiorno devo cambiare la pila!

"Sì, me lo deve lasciare, viene pronto per domani mattina"

(gli crolla il mondo addosso)

"Ma come?"

"Eh sì è così purtroppo, me la cambia il tecnico la sera e viene pronto per domani mattina, se può lasciarmelo"

"Ma in un posto qui vicino me la cambiano subito"

"Eh, vada pure lì, per me non c'è problema"

"Ahhhh... e quanto viene a costare la pila?"

"Cinque euro"

"Ma in un altro posto costa quattro"

"Beh ottimo, allora vada pure lì, non c'è problema per me"

"E' quattro"

"E da me cinque... è così, mi spiace"

"Massì dai, per un euro in più, me la cambi"

"Allora me lo lascia?"

"Ah, non me lo fa subito?"

"Le ho detto di no all'inizio della conversazione"

"Allora niente"

"ARRIVEDERCI"


Certi tizi le bestemmie me le porgono sulla punta della lingua. Questo al trito e ritrito discorso sulla pila subito, ha aggiunto la tattica della finta confusione per poi farsi servire subito. Io ho buttato via due minuti della mia vita, spiegando concetti che probabilmente un bambino avrebbe compreso al volo: no vuol dire no!

sabato 21 giugno 2008

Fai-Da-Te Suunto

Partiamo dal presupposto che io sono a favore, anzi incoraggio, il fai-da-te per il cambio pila, perchè in 8 casi su 10 porta a risultati esilaranti, tipo rotture di vetri, casse, anse, circuiti interni dell'orologio, quindi per me sono risate e soldi incassati per la riparazione, e a volte anche la soddisfazione di metter lì un sorriso del tipo "te l'avevo detto, se me l'avessi lasciato per il giorno dopo, sarebbe costato 5 euro e via, ma per te era tutto facile, e adesso guardati qui cosa hai fatto!". Se il fai da te va a buon fine, per me sono 5 euro di guadagno in meno, ma un cliente in meno che mi fa menate per la pila subito, il conteggio è in pari, fidatevi.


Ci sono anche ditte che incitano al fai da te, ad esempio l'ottima Suunto finlandese, fra le caratteristiche di ogni orologio, indica (lo prendo dal sito ufficiale)


- Batteria sostituibile dall'utente


E in effetti, sul retro il vano-batteria ha una chiusura come uno Swatch, si svita facilmente. Però è tutto di plastica, quindi devi stare accorto nell'inserire la monetina per far leva e girare. Poi bisogna avere a portata di mano la pila giusta, che è un po' particolare, e insomma molto spesso comunque l'utente viene a farmela cambiare qui, anzichè arrischiarsi lui, e io ai Suunto, come agli Swatch, la pila la cambio subito. Ma se lui è convinto di riuscirci da solo, benvenga! Ecco come si presenta una chiusura nuova della Suunto.





Ok, ecco il genio di turno che oggi viene con un orologio (neanche comprato da me, tra l'altro) in queste condizioni:





SPANATO è dir poco. Non c'è spazio per far leva per aprire il vano batteria, il genio ha insistito nel voler forzare e ha rovinato tutto. Glielo faccio notare, che è uno dei Suunto messi peggio che io abbia mai visto, che farò il possibile per aprirlo ma non garantisco nulla, che avrebbe dovuto fermarsi prima, quando vedeva che la cassa non gli si apriva. Insomma gli tendo una mano, gli dico che la situazione è grave ma io la posso recuperare. E lui anzichè ringraziare che fa? Si incazza perchè il lavoro non glielo faccio subito.


Gli spiego che innanzi tutto proverò ad aprire la cassa sfruttando il poco di plastica che ha lasciato intatta, ma vengo interrotto dal genio che mi fa notare che "probabilmente basta fare due buchini con un trapanino e poi far leva con quelli". Lo guardo con una faccia del tipo "cazzo dici?", ma dalla mia bocca esce solo la frase "E le sembra una cosa semplice?", secondo lui sì, è solo che lui non ha "il trapanino" sennò l'avrebbe fatto lui.


Gli dico che probabilmente alla fine andrà così, farò i buchi, ma è un processo di precisione e lungo, non lo posso fare col negozio aperto e la gente che entra. Lui si inquieta, tra l'altro tira anche fuori dalla tasca l'asso nella manica, un copribatteria di ricambio che si è fatto mandare dalla Suunto, e dice che lui il pezzo di ricambio ce l'ha già, io devo solo aprire l'orologio. Questo implica anche, sicuramente, che lui non vorrebbe pagare niente, visto che il pezzo di ricambio ce l'ha. E' come andare dal meccanico con una marmitta nuova nel baule e dirgli "Uè ciccio, smontami la marmitta, io quella nuova ce l'ho già, tanto ci metti niente, ti offro un caffè casomai".


Io dopo quattro minuti di ste menate inizio a trattarlo male sul serio, lui si incaponisce, alla fine cede e mi lascia l'orologio, perchè tanto non aveva scelta. Se avesse evitato di fare tutte ste parole e avesse ceduto subito, saremmo stati tutti più felici. Ma ammettere i propri errori con serenità + una cosa dura, per i cretini.


E tanto il lavoro me lo paga 5 euro: 0,01 euro per il lavoro, 4,99 euro per il supplemento rottura di palle. E sto pure facendo sconti.


LA MORALE DI QUESTA STORIA E': quando hai fatto una cazzata e sei con l'acqua alla gola, cerca di non fare lo stronzo, perchè il negoziante è il tuo ultimo amico, e non è saggio farlo incazzare.

giovedì 8 maggio 2008

Due al prezzo di uno

Apro alle 9.00. Ore 9.03, contemporaneamente suona il telefono e suonano alla porta. Entra una tizia, e al telefono ho un uomo (particolarmente logorroico). Ovviamente mi occupo del telefono per primo , mentre la tizia ascolta (quindi può solo sentire quel che dico io).


"Bla bla bla, ho preso un orologio da voi l'anno scorso, bla bla bla, pila scarica, se ve la porto me la cambiate subito?"

"Mi spiace ma purtroppo me lo deve lasciare e viene pronto il giorno dopo."

"Ma io il giorno dopo devo partire bla bla bla pila subito"

"Mi spiace ma è una cosa che fa il tecnico la sera, non lo facciamo subito."

"A che ora arriva il tecnico?"

"Dopo l'ora di chiusura, quindi me lo deve lasciare l'orologio"

"Quindi non è una cosa che fa lei?"

"NO. Lo fa il tecnico"

"Ma è così difficile cambiare una pila, perchè non lofa lei?"

"Mi spiace signore ma L'UNICA OPZIONE PER FARSI CAMBIARE UNA PILA E' LASCIARLA QUI E VENIRE A PRENDERLA IL GIORNO DOPO O QUANDO E' COMODO"


Al che la signora in attesa in negozio alza la testa come se le avessero dato uno schiaffo.


Mentre il tizio al telefono mi dice

"Ma una volta le cambiavate bla bla bla bla"

La tizia mi dice:

"Ma allora non le cambiate subito le pile?"


Ho le palle che girano vorticosamente e faccio alla tizia segno di no con il dito. E' solo per un caso che il dito usato non sia il medio.


Lei sclera, inizia a parlare ma per me è un bla bla bla che si mischia a quel che sento nel telefono

"Mi sa consigliare altri posti lì vicino che cambiano la pila subito?"

"NO"

"In effetti io l'ho sempre portata da voi e aspettato un giorno, speravo che stavolta..."

"Ma se le regole le conosce, non c'è molto da chiedere, è proprio una regola così, la pila la cambia il tecnico e viene pronta il giorno dopo. D'accordo? Ora la devo salutare."


In quel momento la signora esce dal negozio.

In quel momento metto giù la cornetta del telefono e mando ad alta voce affanculo entrambi. Poi gli tiro dietro qualche saracca in modo che la loro sia una giornata di merda, che a me l'han già fatta iniziare col piede sbagliato.


NO VUOL DIRE NO! Capish?

e PER IL GIORNO DOPO vuol dire PER IL GIORNO DOPO. Comprende?


No, è una cosa troppo difficile probabilmente.

lunedì 24 dicembre 2007

Lite fra clienti


STUPENDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Un cliente insulta un altro cliente!!!


24 Dicembre, negozio strapieno, c'erano almeno 5 persone in attesa di essere servite, tra l'altro in media ognuna di ste persone aveva altre due persone appresso per un consiglio. Ga si stava occupando di una famiglia di quattro persone che non si decideva a scegliere (e mi riempiva il locale), io ero con un vecchio che voleva un orologio che unisse una marea di caratteristiche: in acciaio (ma non troppo pesante), quadrante scuro, lancette chiare, data BELLA GROSSA che lui è orbo, e automatico. Uno così ce l'ho, ma fa parte di una collezione limitata della Lorenz e costa 1.500 euro, non era il caso. Dopo un sacco di riflessioni (il problema principale era il datario enorme, di solito la misura è standard, non importa quanto sia grande poi l'orologio), mi viene una illuminazione e, semplicemente, gli trovo l'orologio dei suoi sogni. Solo che era a pila, non automatico. Da qui il problema più grande del mondo: pila = una volta ogni anno e mezzo va sostituita. Si ferma il mondo, in occasione della sostituzione di una pila, lo sapete benissimo. Sto vecchio sclera con la moglie, tira fuori frasi del tipo "Ma io non posso tradire i miei princìpi, io amo gli orologi senza pila!" "Franca aiutami tu, cosa devo fare, questo orologio è perfetto ma è con la pila, come faccio?" "E' la fine" (vi giuro, sono parole riportate pari pari). Tutto questo mentre la gente dietro di lui iniziava a diventare insofferente. Dopo 4-5 minuti di ste cazzate, decide a comprarlo, ma inizia con una nuova solfa:


"Ma eventualmente la pila me la posso cambiare da solo?"

(Ero insofferente pure io a quel punto, e molto sbrigativo)"Mah, sarebbe meglio se lo portasse da noi a cambiare"

"Ma perchè, è difficile?"

"No, è che c'è da svitare e riavvitare la cassa in maniera particolare"

"Finchè si tratta di svitare e riavvitare, me la cavo"


A quel punto un tizio dietro al signore sbotta:

"Ma insomma sono lavori da orologiaio, non si può improvvisare sto lavoro, devi capirlo!"


Il vecchio penso non abbia nemmeno sentito, visto che va avanti:

"Ma allora mi può dare la pila fin da adesso, così quando serve la cambio?"

A me cascano le braccia, gli dico di no, no, no e no. Cotinua a pressarmi con ste richieste, non capisce che NO VUOL DIRE NO.


All'ennesima domanda:

"Ma quindi lo dovrei lasciare per un giorno, per cambiare la pila?"

Da dietro di lui si alza il borbottio fortissimo:

"Ma piantala, rincoglionito! Eccavolo, non si può fare tutte ste domande!".


Wow, era la voce della mia coscienza repressa? Ha detto esattamente quello che volevo dire io, con la stessa dose di volgarità. Wow.


Il vecchio si gira e spero scatti la rissa fra i due clienti, poi vabbè, si compra l'orologio in quattro e quattr'otto. Finalmente.


Tocca poi al cliente innervosito dopo di lui... e mi chiede se gli posso mettere della colla sul cinturino, perchè si è rotto. LOL. Tutto sto casino, sta fretta, per una richiesta impossibile? Stupendo, ho dovuto mandar via anche sto tizio scornato.


Che giornatona piena di soddisfazioni!!! :)

giovedì 22 novembre 2007

A volte ritornano

Oddio che giornatina. Per me un po' stressante, per voi lettori buona, perchè vi riporto in vita ben TRE personaggi di post passati. Son venuti tutti e tre oggi... aiuto.

In ordine cronologico (cliccate sul nome per vedere l'avventura precedente!)


1. La tizia della questione di vita o di morte

E' tornata la tizia che ha bisogno delle sveglie rumorosissime per essere sicura di svegliarsi in tempo per portare la madre in dialisi. Di sveglie rumorosissime con campana ne ha già comprate due, ma evidentemente ne ha bisogno una terza. Peccato che io oggi non ne avessi, le ho finite e sto aspettando che arrivino. Lo sguardo nei suoi era del tipo "ma tu così uccidi mia madre". Lo sguardo nei miei occhi era "ommadonna ancora sta qui, speriamo vada via al più presto". Purtroppo, invece, la rivedrò presto, quando mi arriveranno le sveglie.


2. la signora-zombie di Lunedì

Incredibile ma vero, ma è tornata, alla fine! La signora impellicciata del post qui sotto, che si era attaccata al campanello! L'ho riconosciuta e ne ero intimorito. In effetti lei ha pure detto "Mi scusi per Lunedì, pensavo foste aperti". In quel momento ho avuto un attimo di imbarazzo: cosa dovevo dirle, che non avevo voglia di aprirle? Dirle la verità, che Lunedì è chiuso e che non mi si devono rompere le palle? Alla fine ho optato per un goffo "Eh, il Lunedì siamo chiusi, e se io sono a lavorare nel retro del negozio, il campanello non si sente". Ah e poi indovinate di cosa aveva urgenza urgentissima? UNA PILA. Oh yeah.


3. Il signore sordomuto che vuole la pila subito

Alle 19.23, quando già stavo pensando alla chiusura, arriva il tizio. Devo sottolineare che dalla volta precedente che avevo riportato (31 ottobre), è passato altre due volte con SEMPRE la stessa pantomima: mi chiede a gesti di cambiare la pila subito, io dico che mi deve lasciare l'orologio fino al giorno dopo, lui mi mima che non ci vuole una mazza a cambiare una pila, io gli URLO che me lo deve lasciare per il giorno dopo, lui mi fa segno di scriverglielo che non ha capito bene, io oggi non avevo voglia di scrivermi CHE ME LO DEVE LASCIARE PER IL GIORNO DOPO e questo concetto gliel'ho urlato scandendo bene le parole. Alla fine mi dice "Eh ma mi fa tornare indietro per prenderlo, così?". Oh volpe, se me lo avessi lasciato la volta precedente, stavolta te lo saresti ripreso e avresti l'orologio funzionante. Invece no, sono almeno 22 giorni che se ne va in giro con l'orologio scarico al polso, pur di non lasciarmelo per una fottutissima notte.


lunedì 19 novembre 2007

Attacco di ZOMBIE!!!!!

Avete visto il film "Zombie", quello storico di Romero? Vi ricorderete che c'era una spiegazione (e quindi un sottotesto socio-politico interessantissimo) nel fatto che gli zombie assaltassero il centro commerciale: uno dei ricordi maggiori di quando erano in vita, una abitudine radicata, era passare tutto il giorno in quei cesso di posti. Ok, premessa finita.


Oggi è Lunedì, mio giorno di chiusura. Devo sistemare una quintalata ci cinturini arrivati (prezzarli, sistemarli nei raccoglitori per misura, prezzo, colore, etc), sono venuto in negozio perchè non avevo altro da fare a casa, e mentre ascolto la musica, sistemo i cinturini. E siccome sono nel retro del negozio, tiro su le saracinesche con le sole luci della vetrina accese, così chi passa si guarda la vetrina e magari si fa un pensierino per un acquisto. Le luci interne del negozio sono irrevocabilmente spente: dentro E' BUIO. Come se non bastasse, c'è girato il cartellino chiuso, e non si muove una mosca. Ho anche tirato la porta che separa il resto dal negozio, così nessuno mi vede e si illude che qualcuno gli apra.


Orbene, ecco il risultato di 90 minuti a lavorare così: quattro persone hanno suonato, di cui una ha appiccicato le mani al vetro per vedere se davvero dentro non c'era nessuno. Ma la quinta persona mi ha traumatizzato. Donna impellicciata (io la vedo, lei no, miracoli dei sistemi di sicurezza), suona. Io non la filo nemmeno. Dopo 30 secondi suona di nuovo. Giro la testa per vedere chi è il pirla. Non mi muovo. Dopo un minuto immobile davanti alla porta, suona di nuovo, questa volta una bella scampanellata lunga. Me ne frego. 30 secondi e torna all'attacco, suonando il campanello ogni 2-3 secondi: drin drin drin driiiiiin drin drin. Ci riprova dopo un po': DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN. Poi ha uno sclero totale, passa un minuto a fare drin drin drin drin drin drin, evidentemente incazzata. Io inizio a inquietarmi, fortunatamente lei se ne va. Vi assicuro che ha passato almeno cinque minuti della sua vita a suonare un campanello di un negozio evidentemente chiuso. La cosa mi turba molto.


PS: breaking news: mentre scrivevo sto aggiornamento in diretta, uno (il sesto cretino) ha suonato due volte. Aiuto... ora chiudo e scappo, me la sto facendo sotto con sti pazzi in giro, e nella via non c'è nessuno (il Lunedì son tutti chiusi nella mia via).

mercoledì 23 maggio 2007

Swatch decorativi

Swatch

Sul bancone del negozio c'è un barattolo pieno di vecchi Swatch, abbandonati dai clienti delusi dal fatto che, se succede qualche problema all'orologio (si rompe il vetro, la corona, entra acqua, perda una lancetta, etc), lo Swatch non si può aggiustare. Li tengo come decorazione, son molto carini e li vedete in foto. Io non vendo Swatch.


Entra un cliente, gli si è rotta la corona. Gli dò la triste notizia che sullo Swatch non si può far niente, non esistono pezzi di ricambio. Adocchia gli Swatch rottamati e dice "Ma come, non può estrarre la corona da quelli da buttare? Mi pare un bello spreco!"

Gli ripeto che lo Swatch non si può aprire, quindi non posso smontare una corona da uno rotto e montarlo sul suo. Insiste, dice che magari ci prova lui (chiaramente è un orologiaio... vabbè). Ripeto cordialmente il no, ma lui insiste e insiste...

Per poco non l'ho spedito a calci in culo fuori dal negozio. Se dico No è NO. Solita regola. Controbattere con una risposta assurda mi fa girare le balle. Fingersi tecnici degli orologi non migliora la situazione.


ps: spiegazione tecnica: lo Swatch ha la cassa e il vetro fusi assieme. Ha solo il buco della pila, per il resto è impossibile accedere al movimento o al quadrante, non c'è nessuna apertura. Non si può cambiare la corona perchè è fissata all'interno della cassa, ovviamente.