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lunedì 9 dicembre 2024

Intervento Divino

8 Dicembre, giorno importante per le divinità. Io ovviamente sto lavorando, durante la mattina abbastanza tranquilla suona alla porta una signora che ha un colossale passeggino doppio, larghissimo, con su due bambini addormentati. Non passa dalla porta. Spinge fino a quando inizio a temere che mi rompa lo stipite, poi le dico che no, non ci passa, mi spiace. Mi chiede se posso servirla in strada. E ok, facciamo gli umili e andiamo a servire in strada, tanto non è che questo sia un negozio che vende cose preziose.

Vuole vedere due orologi, mi chiede se li prendo e glieli porto. No, le dico che non posso fare avanti e indietro con orologi in mezzo alla strada, passi un altro momento.

Lei mi dice che ok, uno in particolare lo vuole di sicuro, ripasserà, vuole lasciarmi un acconto di 50 euro. Allora entro in negozio, prendo una busta per la ricevuta, le chiedo il nome, lo scrivo, scrivo che mi lascia 50 euro di acconto, esco per consegnarle la ricevuta... e uno dei due bambini nel passeggino sta vomitando come una fontana. La tizia non si è nemmeno accorta, glielo dice una passante "Guardi che il bambino sta vomitando tantissimo".

Lei corre con salviettine, il bambino non si ferma, continua con il suo geyser di vomito. Però la tizia mentre lo pulisce, si prende la ricevuta e va via ringraziando.

Lascia sotto al passeggino, davanti alla vetrina, una notevole pozza di vomito. Smadonno un po', dovrò pulire velocemente con una canna dell'acqua - una impresa non facile, con il negozio aperto.

Ma poi comprendo che in realtà si è compiuto un intervento divino: tutta sta scena avrebbe potuto svolgersi dentro al negozio, se il passeggino fosse stato più stretto di 5 centimetri e fossero entrati. E allora preferisco la pozza di vomito in strada da lavare con la canna, che non dover tirar su e pulire il vomito dal pavimento del negozio mentre la gente continua a entrare e calpestarlo.

Quindi ok, oggi sono grato.

Doppiamente grato, in realtà, perché la cosa è successa la mattina, e il pomeriggio la signora è venuta senza bambini e ha completato l'acquisto.

mercoledì 4 dicembre 2024

'Come si permette di chiudere?' - e altre stronzate che mi tocca sentire in questi giorni

Scrivo questo post per chi si troverà ad affrontare la chiusura di un punto vendita: sia chi purtroppo lo chiuderà, sia chi un giorno da cliente arriverà nel negozio e scoprirà che sta per chiudere.

Tendenzialmente la chiusura di un negozio non è una gran festa, ci sono poche persone che prendono la decisione e ne sono contente. Io sì, non ho nessun rimpianto e ho scelto il momento giusto per chiudere: ho scelto io, non ci sono costretto e non ci sono motivi gravi che mi hanno portato a questa decisione. Ma quasi sempre un negozio chiude perché il titolare è costretto a farlo. Per motivi di salute, spessissimo per motivi di soldi, a volte per fortuna perché è arrivata la pensione e non hanno a chi lasciare l'attività (e per questo sono tristi di chiudere, ma chiudono).

Premesso questo, a me pare una cosa ovvia e di decenza minima evitare di chiedere a chi sta per chiudere "Perché sta chiudendo". Perché ci sono una marea di motivi dietro, e quasi mai sono motivi allegri. Pensate che bello potrebbe essere, trovarsi sommersi dai debiti ed essere costretti a chiudere e sentirsi dire continuamente "Perché stai chiudendo?" da perfetti sconosciuti.

Non mi aspettavo di essere così bombardato da queste domande sempre più invadenti, poste di continuo, sempre uguali, da gente con la quale non ho nessuna confidenza. 

Perché chiude? 

Ma poi cosa va a fare? 

Va in pensione? 

Dai non chiuda! 

Dove andrò adesso per le pile? 

Ma davvero chiude? 

Ho letto che chiude, ma è vero? 

Ma non è che poi se ne pente, dopo? 

Sposta il punto vendita o chiude per sempre? 

Questo è un negozio storico, non può chiudere! 

Ci sarà un'orologeria qui, dopo che avrà chiuso? 

Secondo me poi rimpiangerà questa scelta. 

Non le mancherà la vita del negozio? 

E mi dà questa notizia così, sorridendo?

Il Comune le dà un sostegno economico per la chiusura?

Come farà a campare? 

Avrà la disoccupazione? 

No dai, non chiuda.

Ma lei cosa farà dopo la chiusura?

(aggiunte il 6 Dicembre)

Ma ho visto l'altro giorno sua mamma al supermercato e mi sembrava allegra, non pensavo che lei avesse da dirmi notizie così gravi sulla chiusura.

Guardi che rimpiangerà tutto questo. Mio padre dopo una settimana di pensione ha chiesto al suo lavoro se poteva tornare a fare qualcosa, ha lavorato ancora una decina d'anni.

Ma non può contattare una scuola di orologiai, magari prendere un tirocinante a basso prezzo per farlo lavorare qui e tenere aperto il negozio? (questo è il culmine di almeno 12 domande poste da una tizia mai vista che stava comprando un orologio da 40 euro "per sostenere la chiusura", domande che spaziavano sull'intera storia del negozio ma soprattutto sulle cause della chiusura)

Se alcune vi sembrano eccessive o invadenti, calcolate che sono state tutte poste almeno due volte, e le più comuni saranno già sulla cinquantina, mentre "Perché chiude" è fuori scala.

La versione per persone decenti di voler esprimere interesse e dispiacere è una sola, dal mio punto di vista: "Mi dispiace che stiate chiudendo, ho dei bei ricordi legati a questo negozio / mi sono sempre trovato bene qui."

E invece no. Ogni giorno "Perché state chiudendo?" mi viene posto credo 20 volte, io spesso cambio anche versione nella risposta, tanto per divertirmi un po'. Anche perché qualsiasi risposta io darò, sarà sempre controbattuta da altre richieste, tutte prettamente egoistiche.

"E io dove andrò a cambiare la pila?"

"Come farò per farmi accorciare i cinturini?"

In pochi, ma direi veramente 1 su 100, mi hanno chiesto malinconicamente "Dove comprerò nuovi orologi?". Mi ha anche fatto piacere che qualcuno abbia detto (esagerando) "Siete gli unici onesti in città". E sì, in molti manifestano solidarietà o si dimostrano dispiaciuti in maniera sincera. Questo mi fa piacere. Un paio di persone erano veramente commosse e colpite, ha commosso anche me.

Comunque, il picco negativo l'ho ottenuto nemmeno in negozio, ma mentre ero in edicola per comprare il giornale. Mi sento picchiare sulla spalla, mi volto e c'è una tizia sui 75 anni che non riconosco.

"Ma lei come si permette di chiudere il negozio?"

Le ho risposto che vado a godermi la vita. Così, la prima cosa che mi è venuta in mente. Una risposta del cazzo a una domanda del cazzo. Ma come ti permetti tu, a volermi dare il permesso di chiudere? Capisco che in realtà voleva fare la brillante con una battuta simpaticissima, ma dire che è stata accolta con gelo è ancora poco. Era una stronzata, non una battuta.

Per i negozianti che prenderanno la dura decisione di chiudere il proprio negozio: ecco, questa è un'ennesima dura prova che forse non vi aspettavate, in mezzo alla marea di burocrazia e problemi che vi troverete ad affrontare. Fatevi forza, ancora più forza.

Per le persone che scopriranno che un negozio dove si servono sta per chiudere: usate il cervello, prima di aprire la bocca. Cercate di essere persone decenti. Dall'altra parte del banco c'è qualcuno che è sicuramente più in difficoltà di voi, in quel momento.


mercoledì 4 settembre 2024

Odore sopra la superficie

Riprendo a lavorare, e riprendo il tema del post precedente con un evento accaduto il secondo giorno di riapertura post-vacanze, un ottimo bentornato al lavoro.

Entra tizio, 45 anni*, orologio al polso con cinturino "NATO" (sono i cinturini tutti in Nylon che passano sotto la cassa). Fuori fa caldissimo, si suda a mille, il sudore impregna i cinturini, ovviamente.

"Buongiorno, vorrei cambiare questo cinturino perché puzza."

Toglie dal polso l'orologio, porta l'orologio vicino al naso, annusa.

"Mmm, puzza proprio tanto."

Ma che animale devi essere per comportarti così in pubblico, in un negozio? Pensi di essere spiritoso? Pensi di voler essere onesto e quindi vuoi dire la verità sempre? Devi esternare tutto quello che ti passa per la testa?

Sei solo un maleducato di merda, oltre che uno schifoso.

Gli ho mentito dicendo che al momento non vendo cinturini di quel tipo, gli ho detto che basta lavarlo essendo tutto in nylon. Non ho nemmeno sfiorato quella merda ambulante che portava al polso.

Bentornati al lavoro, che tanto fa ancora caldo e di queste scene ne vedrò ancora per 2-3 settimane come minimo.

Ma tanto poi le vedo anche tutto il resto dell'anno.

Rieccomi carico di disprezzo per tutti.

*  ahimè, dobbiamo renderci conto che 45 anni adesso è PIU' GIOVANE di me, seppur di poco.

PS: so che è quasi la stessa identica esperienza vissuta l'anno scorso con La Puzzona, ma questa volta mi sono innervosito ancora di più per l'idiozia, e infatti il cinturino non l'ho cambiato né tantomeno toccato.

giovedì 1 agosto 2024

Orrore sotto la superficie (attenzione: potreste vomitare)

Ultimo post prima delle vacanze. Pensatevi al mare, una distesa placida, blu, piatta. Bellissimo e invitante. Ma cosa si cela sotto la superficie? Sabbia e pesciolini tranquilli o qualcosa di terribile, pronto a rovinarvi le vacanze?


Ora, prendete questo orologio, consegnatomi da una cliente di 60/65 anni settimana scorsa. Tolto dalla borsetta e non dal polso (lo sottolineo perché è quasi un miracolo - la maggior parte delle persone pensa sia un'ottima idea darmi il loro orologio tutto sudato tolto dal polso in quel momento, indossato anche se non stava funzionando). Guardatelo in questa prima foto, è un orologio comune, come tanti (ho "censurato" la marca per paranoie mie, ma diciamo che è di una nota ditta giapponese). Un orologio che ad essere generosi ha 25 anni, ma sembra proprio ben tenuto.

La signora deve cambiare la pila, mi appoggia l'orologio sul banco. Prendo il nome, torni domani, grazie arrivederci.

La mattina dopo, una nota del tecnico: "questo devi vederlo bene, toccalo con cautela, non l'ho aperto". Lo guardo bene.



Mmm, che schifo.



Oh, cazzo.



OCCAZZO.



Lo sporco viene fuori dalle fottute pareti. Questo orologio, che in superficie era un semplice cambio-pila di routine, si aggiudica il PRIMO PREMIO DI OROLOGIO PIU' FOTTUTAMENTE SPORCO CHE IO ABBIA MAI VISTO IN 18 ANNI CHE SONO QUI. 

Ingrandite le foto, le ho scattate per permettervi di entrare nell'ecosistema di merda che questa tizia si porta al polso. Ho scattato le foto con cura, eppure a riguardarle non rendono bene la sfumatura di marrone scuro e malsano dello sporco. Era qualcosa che... beh, la si può paragonare alla merda, merda spalmata su tutto il cinturino.

Brava, complimenti alla signora, che come super ciliegina sulla torta quando le ho detto che "non siamo riusciti ad aprirlo", se l'è messo sul polso ed è andata via. Con questo caldo, lo sporco si sarà nuovamente sciolto e le avrà lasciato un bel segno sul braccio. Il segno delle vergogna.

Mi sento ancora sporco solo a postare le foto, ho sbagliato a non mettere i guanti quando l'ho preso nonostante l'avvertimento, ma non mi aspettavo una cosa del genere. 

Buona estate a tutti, buon caldo, buone sudate.


mercoledì 6 marzo 2024

Sporco

Per amanti dello sporco, dei dettagli più zozzi, dello schifo che trasuda dallo schermo: cliccate sulla foto e zoomate all'infinito. Buona visione.



Non c'è molto da dire. Il cliente ha tolto dal polso questo orologio (prezzo da cartellino: 498 euro) per farmi controllare una cosa (una cretinata sistemata subito - giusto il tempo di portarlo nel retro e fare questa foto).

Cioè, lo stava indossando. E poi lo ha rimesso al polso, così com'è.

In effetti, immagino che lo avrà al polso tutto il giorno tutti i giorni da un decennio. Senza. Mai. Toglierlo.

mercoledì 14 febbraio 2024

Esempi di Spazzatura

Il mio post precedente sugli orologi-spazzatura ha scatenato un interessante dibattito, che mi ha anche fatto sentire un po' meglio grazie al motto "mal comune, mezzo gaudio" perché allora non sta succedendo solo a me: la quantità di orologi senza valore che stanno venendo ritrovati in antichi cassetti o nei garage si sta moltiplicando a vista d'occhio. Che fenomeno strano e triste.

Alcuni (non orologiai) forse non hanno compreso lo stato di alcuni di questi orologi portati "per una valutazione" "per metterli a posto ma solo se costa poco", e quindi una foto vale mille parole, mille spiegazioni per far capire che sì, forse in teoria l'orologio sarebbe aggiustabile, ma esteriormente non sarà mai come prima e in ogni caso "non costa poco".

Ecco degli esempi a caso, fotografati nel mio laboratorio nelle ultime settimane. Sì, gli "orrori" tendo a fotografarli tutti, poi finisce che me ne dimentico e non uso le foto qui sul blog - di solito posto solo le cose schifose, non le cose irreparabili.

Primo esempio. Orologio che se è stato pagato 6 euro da nuovo, è già stato un furto. L'orologio però non è nuovo, la cassa si è scolorita mostrando il colore dell'ottone, la ghiera è graffiata e bloccata in posizione sbagliata. Vuole cambiare la pila e il cinturino. Gli dico che non ne vale la pena, a essere sinceri. La pila ok, ma il cinturino costerà il triplo del valore dell'orologio, diciamo che se ne compra due di questi orologi con il valore del cinturino. Niente, il cliente non accetta il consiglio dell'orologiaio truffaldino che fa di tutto per NON cambiare il cinturino e NON guadagnare soldi. Cambio la pila (sperando che non funzionasse, ma funziona), cambio il cinturino. Il cliente torna dopo una settimana dicendo che l'orologio ritarda. Gli dico che ci sarà un problema con il movimento, io gliel'ho consegnato funzionante con la pila nuova, se poi sorgono altri problemi non posso saperlo, mi offro di togliere la pila e magari la potrà usare in un altro orologio. Ma il cliente si lamenta perché ha anche cambiato il cinturino e l'ha usato poco. Usato poco non vuol dire "nuovo", non posso ritirare il cinturino, io glielo avevo detto di non cambiarlo. Alla fine, stizzito, lascia qui da buttare orologio e cinturino. Contento lui.


Secondo esempio. "L'ho trovato nel cassetto dei miei genitori, non so da quanti anni fosse lì, mi piacerebbe usarlo".

Orologio senza valore particolare, diciamo sui 120 euro. Lo prendo in mano, la cassa è smangiata dall'ossido, ci sono proprio dei buchi verdi. Lo faccio notare, aggiungendo che se quello è l'esterno, chissà com'è l'interno, probabilmente non funzionerà. Ma niente, il cliente insiste.

Lo apro, il movimento è in buone condizioni esteriori, la pila non ha rilasciato acido, ma comunque l'orologio non funziona. Che sorpresa. Il problema è che poi il fondello non tornava più a bloccarsi sulla cassa, visto che la cassa era tutta ossidata. E' stato un problema farlo capire al cliente che se mi porta un oggetto mezzo disastrato, può anche darsi che non si riesca a ripristinarlo nelle stesse pessime condizioni. Polemiche, litigate, solito sangue marcio per nulla.

A posteriori, mi dò la colpa per aver accettato anche solo di farmelo lasciare per controllarlo, ma spesso finisce che accetto di dare un'occhiata per farli smettere di piangere e lamentarsi che non possono più indossare un orologio che non sapevano nemmeno esistesse. Se accettassero la mia prima valutazione da esperto senza dover piangere e far polemiche, si vivrebbe meglio.

Terzo esempio. Orologio ritrovato insieme ad altri 5-6 che mi ha portato tutti insieme. L'orologio funziona e lo trova bellissimo, vorrebbe mettere a posto il cinturino. Le consiglio di andare da chi si occupa di pelle e pelletteria per farlo incollare. In pratica la parte a ore 6 del cinturino si è tutta scollata, si è rotta l'anima in plastica all'interno, e sulla parte a ore 12 il cinturino è tutto graffiato/usurato. Però vuole metterlo a posto, non vuole comprare un nuovo cinturino.
Spoiler: no, non troverà un negozio di pelletteria per aggiustarlo. E se lo trovasse, spenderebbe il triplo del valore dell'orologio.
Gli altri 5-6 orologi che aveva portato insieme a questo? Un paio di orologi a carica manuale "ma basta cambiare la pila", e altre stupidate. Che bel ritrovamento, la signora.

Quarto esempio. Questo in realtà non è un orologio da pochi soldi, MA mi è stato portato con il quadrante con evidenti segni di umidità residua e le lancette arrugginite. Ho detto subito che l'orologio era chiaro che avesse preso acqua, ma la risposta è stata una cosa tipo "ma no, l'ultima volta l'ha usato mio padre 10 anni fa e poi l'ha messo via, impossibile che si sia bagnato, sarà solo da far ripartire".

Certo, impossibile che si sia bagnato. Al punto che l'intero movimento è arrugginito. Il colore arancione non è un vezzo del produttore, ma il risultato di un decennio di acqua lasciata nell'orologio.
Referto: immondizia (costosa). Avrei potuto arrivare alla conclusione anche senza aprire l'orologio.

****
Potrei andare avanti per giorni, con questi esempi. Riempire questo blog di foto di orologi ridotti malissimo ma che il cliente reputa di enorme valore, senza ascoltare i miei consigli. Stamattina la mamma di un mio ex compagno di scuola mi ha portato 6 Swatch "che ha trovato in garage". Alcuni senza tappini per la pila, uno con il cinturino in plastica cotto e disintegrato. Su 6 orologi, uno solo andava. Ma io ho lavorato su 6, e sono stato pagato per 1.

E' un continuo, un flusso che è diventato assurdo, che compromette tutto il resto del tempo che dovrei dedicare a seguire il negozio. Che situazione di merda.

Ringrazio il commentatore anonimo che ha coniato il termine "accanimento terapeutico orologiero". Un termine perfetto, poetico, un'ottima descrizione della realtà. Anzi, chiudo con la sua frase intera:
"L'accanimento terapeutico orologiero sta peggiorando, lasciateli riposare in pace e compratevi un cazzo di orologio decente."

Parole sante.

martedì 19 dicembre 2023

Zozzone Permaloso

 Un signore sui 60 anni, ben vestito, mi porta un orologio "di marca" con un fondello particolare: l'orologio ha il cinturino integrato, fondello rettangolare con 4 viti e fra fondello e cinturino c'è uno spazio di circa 5 millimetri.

Per rendere l'idea ho trovato questa foto di un orologio che non c'entra niente - e in realtà lo spazio in foto è comunque minore rispetto a quello dell'orologio che ho avuto in mano (non ho trovato foto di quel modello di orologio esatto).



Potete ben immaginare che chi ha creato questa strana cassa integrata con il cinturino credesse che la gente si lava tutti i giorni.

Quello che mi viene posto in mano è un orologio così pieno di sporco che le viti si possono solo intuire (non si capisce ad esempio se siano viti a stella o a taglio), e soprattutto -lo avrete già capito- lo spazio fra fondello e cinturino, quel buco largo 5 millimetri e profondo 5 millimetri, è pieno, PIENO, di sporco umano. E' proprio la classica cosa che avrei fotografato per farvi vomitare, questo sporco che trabocca dai buchi con un colore nero/marrone e una consistenza molliccia.

Decido che il 19 Dicembre non ho voglia di far cambiare al tecnico questo ammasso di sporcizia. O il tizio me lo porta pulito, o niente. Quindi, riavvolgiamo il dialogo:

"Buongiorno, devo cambiare la pila"

(dopo averlo guardato e fatto le valutazione di cui sopra)

"Vediamo se si riesce, le viti sono bloccate da un po' di sporco"

"Quanto costa?"

"9 euro"

"NOVE EURO? Ma io vengo sempre qui e costano 4-5" (gioca al ribasso, tra l'altro... ma vabbè)

"Questo ha una pila speciale, e appunto bisogna vedere se si riesce ad aprirlo perché le viti sono chiaramente bloccate, è un bel lavoro"

"Ah"

"Veda lei, se me lo lascia viene pronto fra due giorni, e ripeto che bisogna vedere se riusciamo ad aprirlo, a me pare tutto bloccato"

"Eh"

"Vede qui? E' pieno di sporco"

Mi strappa l'orologio di mano e dice che lo farà da qualche altra parte perché sto facendo il difficile.

Siccome esce velocemente, non faccio in tempo a dirgli di pulirlo, prima di farlo vedere a un altro negozio.

Comunque aveva ragione, sì, facevo il difficile. Trovo tenera la sua reazione alla scoperta che non stavo stendendogli il tappeto rosso per un orologio sporco da morire, e comprensibile che lui anziché chiedere scusa alla terza volta che gli dicevo che "era un po' sporco", si sia offeso. 

Felice Natale, zozzone di merda.

giovedì 14 settembre 2023

Il Puzzone

Un signore mi porta tre orologi per cambiare la pila. Li lascia, nessun problema.

Torna a ritirarli: due sono pronti ma il terzo no, perché il tecnico ha segnalato che è troppo sporco, troppo incrostato per aprirlo. Ci ha provato, ma alla fine ha desistito, il tappo di sporco è troppo. Infatti lo guardo e il fondello è vomitevole, una palla di pelle morta e sudore blocca il fondello e si estende alle anse e al cinturino in pelle. Davanti a certe cose, è consentito arrendersi e dire al cliente di arrangiarsi. Non succede spesso, ma è una cosa giustificata.

(Panoramica dell'orologio: vecchio, di nessuna marca particolare, cinturino in pelle molto usurato.)

Tenendo conto che cerco sempre (ovviamente) di non offendere o disgustare i clienti parlando in maniera diretta, relativamente all'orologio gli dico:

"Ecco, questi due sono pronti, questo invece ha il fondello bloccato, non si riesce ad aprire, ci abbiamo provato con tutti gli strumenti ma non si muove, non siamo riusciti a farlo."

"Ma come?"

"Non si apre, purtroppo."

"Perché?"

Insomma, devo dirglielo.

"Il tecnico ha segnalato che è bloccato da un tappo di incrostazioni, si vede che con il sudore i residui di pelle con il tempo si sono fusi alla cassa."

"Peccato, perché è l'orologio di mio padre."

"A volte proprio non riusciamo ad aprirli, se son bloccati così."

Il cliente accetta la cosa. Paga le pile degli altri due, e qui il momento disgustorama (o semplicemente, il "momento deficienza"). Mette i due orologi funzionanti nella busta, e al polso si mette l'orologio non funzionante. Quello che ho appena descritto come troppo sporco e incrostato per poterlo aprire.

Anni di sporco accumulati sul fondello, pronti a essere rigenerati con il calore e il sudore del polso in Estate. Pronti a puzzare di nuovo, come una volta. Con il bonus di avere al polso un orologio nemmeno funzionante.

Valli a capire, sti puzzoni.


martedì 12 settembre 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 4: La Puzzona

Signora sui 65 anni ben vestita, deve cambiare cinturino.

Ovviamente lo toglie dal polso, bello caldo e sudato in piena estate. E' tutto marcio.

"Vorrei cambiare questo cinturino perché puzza da morire, ogni volta che lo avvicino alla faccia sento una puzza tremenda, lo devo cambiare, fa schifo"

Riflessioni:

1 - non stava mentendo. Cazzo, se puzzava.

2 - perché decidere di aprire la bocca e esplicitare quanto tu stessa faccia schifo nell'indossare una cosa che puzza così tanto? Cosa pensava di ottenere?

3 - perché indossarlo, se si è consapevoli che puzza così tanto?

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

mercoledì 29 marzo 2023

Il Sottosopra

 Tizio, 70 anni, deve cambiare il cinturino di silicone all'orologio.

Lo toglie dal polso, perché ovviamente voleva assicurarsi che fosse il più caldo, umido, sudaticcio e meno igienico possibile.

Ma qui, il colpo di scena.




Il cinturino ha tutte le tradizionali incrostazioni di sporco SULLA PARTE SOPRA.

La parte a contatto con il polso era relativamente ("relativamente", eh) "pulita" (fra due virgolette, "pulita").

Mentre cambio il cinturino, mi si aprono molte domande: come ha fatto a sporcare il cinturino SOPRA? Come si sono formate palle di pelle e sporco nella parte superiore?

A memoria, non avevo mai visto un fenomeno del genere. 

Avete ipotesi?

mercoledì 1 marzo 2023

Odontoiatria Portalo Via

1 Marzo, c'è il grandissimo problema di far girare il datario dell'orologio. Tanti, TROPPI clienti vengono in negozio per questo annoso problema. E ok, tiriamo fuori la corona e sistemiamo sta data e godiamoci, al posto del pagamento, i complimenti per le mie "mani magiche mamma mia ma come fa io non riesco proprio". OK.

Ma oggi.

Corona a vite. Magia delle magie, se la svito si apre (non è di quelle incagliate dalla ruggine o dallo sporco, insomma). Quindi: il cliente mi vede che la svito e apro senza problemi, e decide di dirmi una cosa mentre io sto sistemando la data.

"Ma che bravo, come ha fatto, io la trovo sempre così dura che la svito sempre con i denti, ma questa volta neanche con i denti ci sono riuscito"

Ecco, io non ho detto niente, sono stato calmo, tanto parlare con questa gente non serve a niente. Parlare, arrabbiarsi, sbatterli fuori: non serve a niente.

Io avrei voluto, subito e fortemente, tirargli un pugno in pancia, in mondo da piegarlo in due. Poi augurargli buona giornata e vederlo uscire in lacrime dal negozio.

Una volta sta cosa mi avrebbe solo fatto schifo. Adesso, dopo 2 merdosi anni di pandemia in cui IL VEICOLO PRINCIPALE ERANO STI CAZZO DI DROPLETS DELLA SALIVA, devo prendere in mano qualcosa che poco prima è stato nella bocca del tizio.

Il bonus, ovviamente, è pensare a quanto siano sporchi da far vomitare sti orologi, e sto coglione che se lo mette in bocca.

Ti si staccasse un dente la prossima volta che lo fai, stronzo.

mercoledì 21 settembre 2022

Buon appetito a tutti

 Spero abbiate mangiato bene, amici, perché ho qui un bel dessert per voi.



Vorrei solo dire "no comment", perché alla fin fine non c'è molto da commentare, riguardo la cosa più vomitevole che sia mai passata dal mio negozio. OVVIAMENTE, tolto dal polso ancora bello caldo e appoggiato sul bancone per un cambio-pila.

Per quella che, a memoria, è stata la prima volta, mi sono rifiutato di metterlo in busta e passarlo al tecnico: ho direttamente rifiutato l'intervento. L'ho preso con un guanto solo per portarlo sul banco nel retro del negozio e scattare questa foto, poi sono tornato inventandomi una cazzatona: "Ho provato ad aprirlo, ma lo sporco blocca tutto, è come incollato, non si riesce ad aprire".

Il cliente (3 bracciali d'oro al polso, camicia rosa, non un aspetto totalmente trasandato a parte una lunga barba brizzolata) ha protestato, io ho ribadito che l'orologio era troppo sporco per poterci lavorare su, mi spiace, non posso farci nulla, magari provare da qualcuno che "abbia uno strumento adatto per pulire e aprire", perché per me era tutto incollato.

Se l'è rimesso al polso ed è uscito molto risentito. Io ho quasi rimesso.

martedì 2 marzo 2021

Dove si annida il Covid

Cliente, sui 40 anni, ha un orologio comprato nel mio negozio, al quale dice di aver cambiato anche il cinturino, sempre nel mio negozio e con ricambio originale.
Si lamenta perché "il cinturino è durato poco", e inoltre è andato in un altro negozio dove vedendo le condizioni del cinturino, gli hanno detto che non è un prodotto originale.
Accusa fastidiosa, io più che mostrargli il nome dell'azienda stampato sul cinturino e dirgli che compro ricambi solo dal distributore ufficiale, non posso fare molto.
Gli spiego che non è che il cinturino fosse scadente, ma evidentemente lo usa moltissimo e lo bagna molto, quindi è anche naturale che si rovini prima (a detta sua, "poco più di un anno"), ma lui non era convintissimo.

Ora, il cinturino di cui si parla è questo. 



Assumersi responsabilità è una cosa che non va di moda, ormai. Perché se tu riduci un cinturino così, la colpa è evidentemente del negoziante truffaldino, e della ditta che produce cinturini scadenti.
Non sei tu che usi il cinturino come salvietta per pulirti il sedere, non sei tu che ci scatarri sopra, non sei tu che lo tieni al polso anche mentre ti fai la doccia.

E' quasi incredibile che nel 2021, dopo un anno che veniamo martellati da semplici indicazioni ("Lavati spesso le mani", "Togli di dosso tutto quando entri in casa", "STAI PULITO E DISINFETTATO PER DIO"), qualcuno possa avere al polso una cosa del genere.
Guardate i fori del cinturino, sono pieni di una lanugine bianca. Per me quelle sono sacche di coronavirus. Buchi infetti che vomitano infezioni.

E io ovviamente l'ho dovuto toccare - con i guanti e la mascherina.

mercoledì 9 ottobre 2019

Lamentela Sudata

Tizio sui 35 anni, mi ha portato da cambiare una pila, nessun problema.
Mentre gli dò la ricevuta, aggiunge:

"Senta, prima dell'Estate avevo comprato qui un cinturino di pelle, ma puzza tantissimo"
"Mmm, se è di pelle, è possibile che se ha sudato molto abbia assorbito il sudore, e un po' di cattivo odore ci può essere"
"Ma cosa si può fare?"
"Se è di pelle c'è poco da fare, non si può lavare come quelli in nylon..."
"Ma io l'ho preso qui"
"Capisco, ma purtroppo a cambiare i cinturini prima dell'Estate, c'è il rischio che il sudore li rovini"
"Avrebbe potuto dirmelo, che poi puzza di sudore"
"Purtroppo non posso sapere la quantità e qualità della sudorazione di tutti i clienti, non è che tutti i cinturini si rovinano"
"Quindi non è in garanzia?"
"No, purtroppo no"

La garanzia, voleva. Contro gli odori emessi dal suo corpo. Mi devo sempre trattenere dall'urlare in faccia alla gente quel che penso veramente di loro.

mercoledì 11 ottobre 2017

Anche i ricchi puzzano

Orologio da 498 euro.
Non penso di dover aggiungere altro.

EDIT: voglio specificare che la foto è stata scattata mentre cambiavo il cinturino. Non è che questa fibbia me l'abbia lasciata da buttare. Ho montato (con i guanti) il cinturino nuovo, e senza nessun problema il proprietario si è rimesso al polso questo oggetto.



Siccome vi voglio bene, un ingrandimento.



Delle condizioni del cinturino è superfluo parlare.
Fate le vostre congetture su COSA CAZZO E' QUELLO SCHIFO QUI SOPRA.

mercoledì 15 febbraio 2017

Presa per il fondello


Signora, 70 anni circa, orologio di marca, circa 1.500 euro di valore, se lo toglie direttamente dal polso e me lo porge.

"Buongiorno, circa 5 mesi fa ho cambiato da voi la pila, adesso ogni tanto si ferma, può darmi una controllata?"

Ok, diamo un'occhiata. Lo giro. La diagnosi è immediata ed è qualcosa che ancora non avevo mai visto.


Diagnosi: non si sa come, la signora ha perso il fondello, e per SETTIMANE (giudicando dallo schifo di sporco diffuso su tutta la cassa ed il movimento, che di solito sono coperti dal fondello e quindi non possono sporcarsi così) ha continuato a indossare l'orologio, senza porsi il problema.
Glielo faccio notare e cade dalle nuvole (meglio, perchè altrimenti avremmo rischiato esattamente il bis dello stronzo di Natale 2016), le dico che senza fondello è un bel problema. Allora ci riflette e si illumina: "Ecco cos'era quella cosa che ho trovato sotto il letto, spero di non averla buttata via!"

Torna dopo qualche giorno con la cosa che aveva trovato sotto il letto, ed in effetti era quel che serviva - così ho anche scattato la foto.
Rimane il problema che la tizia in 3-4-5 settimane non si è mai tolta l'orologio, e la cosa mi fa schifo. Ed il problema che non si era accorta che a contatto con il polso aveva direttamente la batteria, che se faceva il movimento sbagliato perdeva il contatto.

giovedì 14 aprile 2016

Pausa pranzo - buon appetito!

Son le 12.22 di Giovedì, vi pubblico un qualcosina per favorirvi l'appetito, perchè anche se scrivo poco ultimamente, io vi voglio bene.


Non penso ci sia altro da aggiungere, se non BUON APPETITO.
Dopotutto, il cliente non ha detto niente: una scusa, una parola di imbarazzo quando sono andato a riportargli l'orologio indossando ancora i guanti...

mercoledì 29 ottobre 2014

Livello Zero


In pausa pranzo sono andato a fare delle commissioni, rientro in negozio alle 15.20. Mentre parcheggio il motorino, noto che un uomo sta pisciando sulle piante accanto alla porta del negozio. Ma proprio a 5 centimetri dalla porta del negozio chiuso.

Prima di proseguire, rileggete la frase qui e provate a immaginare i miei pensieri nel vedere una scena così edificante.

"Scusi ma cosa fa?"
"Eh sì, mi scappava"
(nb: ha ancora il pene fuori e sta ancora pisciando mentre risponde)
"Sì ma ci sono dei bar, guardi uno è qui di fronte"
"Ma che ne so io dei bar"
"Cazzo ma è qua di fronte."
"Senta ma io ho settantasette anni, se mi scappa mi scappa"
"Ma sta scherzando? Vada subito via, cazzo"
"Se tutti in Italia fossero come lei, l'Italia sarebbe un posto migliore e tutto funzionerebbe bene"
"Ah. Adesso la smette?"
"Ma lei non sa i cani cosa ci fanno su queste piante"
"I cani sono cani, e comunque mi arrabbio anche con i padroni che fanno pisciare sulla porta del mio negozio. VADA."

Sto lì a guardarlo mentre tira su la cerniera e se ne va (e rifletto su 'sta roba sull'Italia che andrebbe meglio se la gente si incazzasse verso chi piscia... non sapeva nemmeno fare populismo).

Parcheggio il motorino nel cortile interno, mentalmente conto che si sono fatte le 15.26 e non faccio in tempo ad uscire dalla porta di servizio con l'annaffiatoio per lavar via la piscia che intanto sta colando tutta davanti all'ingresso nel negozio. Vabbè, non c'era in giro nessuno, tiro su la saracinesca e poi magari faccio in tempo a riempire l'innaffiatoio e uscire direttamente dalla port...

RIIIING.

Ecco, alle 15.30.02 secondi arriva il primo cliente.

#]@ %$**çé
Ohccazzo.

E' il cretino che stava pisciando.
Non gli apro, non ho voglia di discutere ancora sui diritti di chi può pisciare e dove.
Però suona di nuovo, vabbè, casomai il tribunale mi darà le attenuanti generiche per il delitto.

Entra, io non saluto.

"Oh, ma è lei. Non doveva arrabbiarsi così, sono un cliente. Devo cambiare la pila."
"No, la pila nn gliela cambio, non si è nemmeno lavato le mani dopo aver pisciato sulle piante davanti alla mia porta."
"Ma io devo cambiare la pila"
"E io non gliela cambio. Ora esca e attenzione alla piscia davanti alla porta."
"Ma"
"Oh. Via."

Ma vi rendete conto.
VI RENDETE CONTO.
Livello zero dell'umanità. Zero. Zero vergogna, zero... boh, zero.

martedì 9 settembre 2014

Maria Antonietta

65 anni, forse 70
Vestita rosso sgargiante, compresi capelli rossissimi.
Un paio di anelli d'oro vistosi, un anello con pietra (finta) ENORME. Borsa chic di Krizia.
Tutta chic.

Poi mi lascia questo orologio per la pila.


Complimenti alla pulizia, che segue la filosofia di Regina Maria Antonietta, che se si mette un po' di profumo si è puliti.

Per gli appassionati di cronaca, non l'ho nemmeno aperto, tanto per l'orologio che era (da 5 euro dai cinesi), 99 su 100 non era un problema di pila. Quando le ho detto che lo sporco bloccava la cassa e non si poteva aprire, manco ha battuto ciglio. Io mi vergognerei da matti, ma mi chiedo se la gente è sorda, stupida, o se capisce solo quel che vuole capire.

martedì 10 giugno 2014

Benvenuta, Estate!


Ovvero, il momento dell'anno in cui è semplicemente meraviglioso vedere un vecchio che arriva in bici tutto sudato, ci mette tre ore a chiudere il lucchetto, poi entra ancora tutto sudato, si toglie l'orologio al polso e mi dice che deve cambiare il cinturino.



Ed eccomi qui, alle prese con il suddetto orologio e il suddetto cinturino freschissimo. Ho messo i guanti in lattice perchè la cosa è invivibile (e io la vivo 3-4 volte al giorno).

Guardate, non vedo l'ora che sto internet attivi la funzione in odorama, perchè sono veramente delle fragranze che vorrei condividere con voi tutti. Possibilmente da abbinare alla puzza di sudore che rimane in negozio dopo un cliente su due.