mercoledì 29 maggio 2024

Campionessa di Maleducazione e Faccia Tosta

Suonano alla porta. C'è una tizia, 60 anni circa, che sta parlando al telefono. Odio chi suona mentre parla al telefono. Non puoi aspettare 30 secondi/ 3 minuti/ 3 ore e finire la conversazione? Vabbè, tanto sono qui esattamente per farmi mettere i piedi in testa, apro la porta e la tizia entra.

La tizia parla, parla, parla anche di cose vagamente private ("Sì tu continua a fargli dispetti di questo tipo, fagliela pagare piano piano"), e mentre l'interlocutrice sta parlando, lei si toglie l'orologio e sottovoce mi dice "cinturino, bianco". Io rispondo come se non stesse parlando al telefono, dico "Sì certo", tiro fuori il contenitore dei cinturini di quella misura, dico "Ecco qui, tutti questi sono quelli della misura giusta, veda lei se c'è qualcosa che le piace". Solo che mentre io parlo, lei sta parlando al telefono.

Per smuoverla un po', dico "Ecco, i bianchi sono qui e qui".

Lei indica uno, dico "Glielo monto?", fa cenno di sì.

Monto il cinturino, lo porgo alla cliente che poco prima ha smesso di telefonare e le dico una frase di circostanza che dico a tutti: "Mi sembra che stia proprio bene, così".

"Sì, mi piace, però avrebbe potuto aspettare che finissi la telefonata per farmeli vedere, facevo fatica a sentire quello che mi diceva"

Ho fatto l'unica cosa consentita dalla legge in quel momento:

"Perfetto, allora sono 23 euro, grazie"

Meglio stare zitto, o sarei finito in cronaca nera per una maleducata del cazzo - ed ennesima persona per la quale il mondo gira intorno alla propria figura, gli altri sono comparse inutili nella sua importantissima vita.

martedì 14 maggio 2024

Pazza o maleducata?

Sto servendo un signore che deve ritirare un orologio.

Subito dopo entra una signora. Ignora totalmente il fatto che io stessi parlando con l'uomo.

Signora: "Buongiorno devo ritirare questo orologio"

Io: "Sì, un attimo che sto servendo il signore"

La signora mi porge la ricevuta per ritirare un orologio. NON la prendo, perché mi sto già voltando per prendere l'orologio del signore. Prendo l'orologio. Purtroppo non funziona. Lo porgo in mano al signore.

Io: "Mi spiace, purtroppo non funziona."

Signora: "Oh che peccato, ci tenevo tanto."

Io: "Sto parlando al signore, non a lei"

Signora: "Il mio allora funziona?"

Io: "Signora, non vede che sto parlando con il cliente che era qui prima di lei?"

Signora: (sta zitta)

Poi ok, finisco con l'uomo e servo la donna - mi rammarica il fatto che il suo orologio funzionasse.

Ma io mi chiedo: la tizia era pazza, o maleducata? Come cazzo si fa a non vedere che c'è fisicamente un'altra persona che sta parlando con me, che io sto chiaramente interagendo con un'altra persona, che sto parlando di cose diverse rivolgendomi ad un'altra persona?

Sì, c'è la terza opzione comica: il signore era un fantasma.

Magari un giorno ci riderò su, adesso mi girano le palle a pensare alle due opzioni più probabili: la tizia era pazza, o maleducata? Scene assurde.


martedì 30 aprile 2024

Vecchio di merda

Di persone sgradevoli ne sono passate in negozio, ma questo tizio entra velocemente ai primi posti dei più stronzi degli stronzi.

Tizio, vecchio, ben oltre gli ottanta. Purtroppo per lui, ha la schiena un po' piegata in avanti, si muove con il bastone. Tizio mai visto prima.

Viene in negozio il 15 Aprile, in un momento in cui il clima è freddissimo MA bisognerebbe tenere spenti i caloriferi, in attesa di una deroga del sindaco (deroga poi arrivata il 17 Aprile). Nella pratica, chi ha il riscaldamento condominiale (come io a casa) congela, chi ce l'ha autonomo tiene accesso. In negozio ho un calorifero acceso e uno no.

In ogni caso, il tizio entra e:

"Buongiorno. Mi deve mettere la sedia qui."

(gentilezza, parola magica "per favore" e tutto il resto non pervenuto: ordini diretti, bene così)

*metto la sedia dove richiesto*

Estrae un orologio.

"Per questo orologio deve mettermi una pila buona, la migliore che ha"

"Sì, non c'è problema, le pile che usiamo sono sempre tutte freschissime e di buona marca"

"Che marca?"

"Energizer"

"Non la conosco, ne ha altre?"

"No, ho solo Energizer."

"Pazienza, mettiamo questa che dice lei"

"Mi deve lasciare l'orologio, viene pronto domattina"

"Ma io faccio fatica a camminare, me lo deve fare subito"

(ancora una volta, nemmeno la parola magica "per favore", il suo è un ordine)

"Mi dispiace ma non mi occupo io di queste cose, lo fa il tecnico la sera e quindi è pronto da un giorno per l'altro."

"Non posso tornare"

"Mi dispiace allora, veda lei se è comodo a trovare in altri negozi, anche più vicini a casa"

"Me lo deve fare subito"

"Le ho spiegato perché purtroppo non posso, non è il mio lavoro, c'è una persona apposita"

***Nel frattempo sono entrate altre due persone***

"Mi lasci tempo per pensare, mi sposto dal bancone così si occupa delle altre persone"

***Il vecchio si alza dalla sedia e si sposta vicino al termosifone. Le altre persone devono una cambiare la pila, l'altra ritirarla. Non fanno storie. Mentre sto restituendo l'orologio al secondo cliente, il vecchio interviene.***

"Senta scusi?"

"Sì, un attimo"

"No, lei mi deve dire subito perché il calorifero è acceso"

"Un attimo che finisco con questo signore, arrivo"

"NO ME LO DEVE DIRE SUBITO"

"Un attimo."

**Finisco con il cliente**

"Ecco, dica"

Mi aggredisce verbalmente, urlando come un matto.

"LEI MI DEVE DIRE PERCHE' TIENE I CALORIFERI ACCESI, QUANDO NON E' PERMESSO"

"In negozio fa freddo, ho il riscaldamento autonomo e preferisco non congelare"

"LEI DOVREBBE ESSERE MULTATO"

"E' un rischio che corro, sì"

"LO SPENGA SUBITO O CHIAMO LA POLIZIA"

"Non lo spengo, e le dico che forse è ora di andare"

"IO VADO ALLA POLIZIA"

"D'accordo, ci vada pure, basta che esca dal negozio subito."

"E' VIETATO TENERE I CALORIFERI ACCESI"

"Sì, ne sono consapevole."

"PERCHE' LI TIENE ACCESI?"

"Perché fa freddo."

"LI SPENGA SUBITO"

"Senta, vada alla polizia ma si sbrighi a uscire."

Sta roba, detta a uno che ha il bastone, non è che sia molto applicabile. Io lo avrei volentieri aiutato con calci nel culo, ma alla fine, sbraitando, è andato via.

Dio santo che persona sgradevole. Io posso capire uno che ha problemi fisici ed è nervoso, ma niente può dare l'autorizzazione a sbroccare e trattar male la gente a caso. Non gli ho nemmeno potuto dire che chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni, perché in realtà a 100 anni ci era già vicino.

In ogni caso, ho chiuso il termosifone per il pomeriggio e il giorno dopo - poi è arrivata la deroga e ho riacceso. Sì, ero nel torto. No, nessun vecchio è autorizzato comunque a dirmi cosa fare.

martedì 9 aprile 2024

Non mi abituerò mai

Il negozio apre alle 9.30. Il Martedì arrivo al lavoro alle 9.05, per preparare un po' tutto all'apertura. Quindi, alle 9.05 arrivo in motorino davanti al portone, devo aprire per parcheggiare. Le saracinesche del negozio sono ovviamente chiuse, non c'è segno di vita.

Scendo dal motorino, metto le mani in tasca per prendere le chiavi e...

"Buongiorno, sono qui per ritirare l'orologio."

"Sì, ecco, apro fra mezz'ora"

"Scusi se non sono venuto subito a ritirarlo, mi hanno operato e non sono potuto venire"

"Non c'è problema, gli orologi rimangono nel cassetto, non c'è mai fretta."

"Ma alla fine l'orologio funziona?"

"Sinceramente non ricordo che orologio sia, non mi ha nemmeno detto il suo nome, non so di cosa sta parlando."

"Ah, scusi, io sono xxxx"

"Sì, signor xxxx, in ogni caso non mi ricordo, ripassi fra mezz'ora e vediamo."

Ovviamente il signor xxxx ha atteso 25 minuti fermo immobile davanti alla vetrina, e alle 9.30 e 01 secondi è entrato ed è tornato in possesso del suo orologio (che, sì, funzionava).

Io a queste stronzate, all'essere fermato per strada per avere informazioni riguardo al proprio orologio, da parte di persone che pensano che il mio negozio ruoti intorno alla loro presenza ma delle quali non ricordo nè nome nè orologio, non mi abituerò mai.

mercoledì 6 marzo 2024

Sporco

Per amanti dello sporco, dei dettagli più zozzi, dello schifo che trasuda dallo schermo: cliccate sulla foto e zoomate all'infinito. Buona visione.



Non c'è molto da dire. Il cliente ha tolto dal polso questo orologio (prezzo da cartellino: 498 euro) per farmi controllare una cosa (una cretinata sistemata subito - giusto il tempo di portarlo nel retro e fare questa foto).

Cioè, lo stava indossando. E poi lo ha rimesso al polso, così com'è.

In effetti, immagino che lo avrà al polso tutto il giorno tutti i giorni da un decennio. Senza. Mai. Toglierlo.

mercoledì 28 febbraio 2024

Riparazioni telefoniche

Suona il telefono.

"Buongiorno, voi fate riparazioni di orologi?"

"Sì, certo, dipende da cosa c'è da fare, ma tendenzialmente sì, facciamo riparazioni"

"Chiamo per sapere se il mio orologio è pronto, sono la signora xxx"

*controllo: è pronto, c'era solo da cambiare la pila*

"Sì, è pronto, era solo la pila da cambiare, ora è a posto"

"Bene, grazie"

"Se quando viene a ritirarlo vuole portare anche l'orologio da riparare, diamo un'occhiata senza problemi"

"Nono, volevo solo sapere della pila"

Boh. Non mi pare che la sua prima frase volesse dire quello, la conversazione ha preso una piega inaspettata.

giovedì 22 febbraio 2024

Paranoia

Suonano alla porta. Apro, entrano due donne contemporaneamente, immagino siano insieme. 

La donna davanti dice a quella dietro: "Lei non può entrare se non è una persona nota in questo negozio"

Quella dietro mi guarda spaesata, le faccio cenno di entrare.

No, non erano insieme - allora ho pensato che la prima signora stesse scherzando. Ma poi risulterà che no, non stava scherzando.

"Devo far cambiare la pila a questo orologio"

"Sì, non c'è problema, me lo deve lasciare e viene pronto domattina"

"Benissimo, glielo lascio"

"Che nome segno?"

"Ah no, non le lascio nessun nome e nessun numero di telefono"

"Mi serve solo per la ricevuta"

"Non so cosa ci fate con il mio numero di telefono"

"Non le ho chiesto il numero, ho solo chiesto il nome per la ricevuta, non voglio il numero"

"Io non le dò niente"

"Eh, va bene, ma mi serve un nome per la ricevuta"

"Non mi piace dare in giro i miei dati, non le dò niente"

Prende l'orologio e se ne va via.

La seconda signora mi dà soddisfazione:

"Ma questa era pazza"

"Temo di sì"


mercoledì 14 febbraio 2024

Esempi di Spazzatura

Il mio post precedente sugli orologi-spazzatura ha scatenato un interessante dibattito, che mi ha anche fatto sentire un po' meglio grazie al motto "mal comune, mezzo gaudio" perché allora non sta succedendo solo a me: la quantità di orologi senza valore che stanno venendo ritrovati in antichi cassetti o nei garage si sta moltiplicando a vista d'occhio. Che fenomeno strano e triste.

Alcuni (non orologiai) forse non hanno compreso lo stato di alcuni di questi orologi portati "per una valutazione" "per metterli a posto ma solo se costa poco", e quindi una foto vale mille parole, mille spiegazioni per far capire che sì, forse in teoria l'orologio sarebbe aggiustabile, ma esteriormente non sarà mai come prima e in ogni caso "non costa poco".

Ecco degli esempi a caso, fotografati nel mio laboratorio nelle ultime settimane. Sì, gli "orrori" tendo a fotografarli tutti, poi finisce che me ne dimentico e non uso le foto qui sul blog - di solito posto solo le cose schifose, non le cose irreparabili.

Primo esempio. Orologio che se è stato pagato 6 euro da nuovo, è già stato un furto. L'orologio però non è nuovo, la cassa si è scolorita mostrando il colore dell'ottone, la ghiera è graffiata e bloccata in posizione sbagliata. Vuole cambiare la pila e il cinturino. Gli dico che non ne vale la pena, a essere sinceri. La pila ok, ma il cinturino costerà il triplo del valore dell'orologio, diciamo che se ne compra due di questi orologi con il valore del cinturino. Niente, il cliente non accetta il consiglio dell'orologiaio truffaldino che fa di tutto per NON cambiare il cinturino e NON guadagnare soldi. Cambio la pila (sperando che non funzionasse, ma funziona), cambio il cinturino. Il cliente torna dopo una settimana dicendo che l'orologio ritarda. Gli dico che ci sarà un problema con il movimento, io gliel'ho consegnato funzionante con la pila nuova, se poi sorgono altri problemi non posso saperlo, mi offro di togliere la pila e magari la potrà usare in un altro orologio. Ma il cliente si lamenta perché ha anche cambiato il cinturino e l'ha usato poco. Usato poco non vuol dire "nuovo", non posso ritirare il cinturino, io glielo avevo detto di non cambiarlo. Alla fine, stizzito, lascia qui da buttare orologio e cinturino. Contento lui.


Secondo esempio. "L'ho trovato nel cassetto dei miei genitori, non so da quanti anni fosse lì, mi piacerebbe usarlo".

Orologio senza valore particolare, diciamo sui 120 euro. Lo prendo in mano, la cassa è smangiata dall'ossido, ci sono proprio dei buchi verdi. Lo faccio notare, aggiungendo che se quello è l'esterno, chissà com'è l'interno, probabilmente non funzionerà. Ma niente, il cliente insiste.

Lo apro, il movimento è in buone condizioni esteriori, la pila non ha rilasciato acido, ma comunque l'orologio non funziona. Che sorpresa. Il problema è che poi il fondello non tornava più a bloccarsi sulla cassa, visto che la cassa era tutta ossidata. E' stato un problema farlo capire al cliente che se mi porta un oggetto mezzo disastrato, può anche darsi che non si riesca a ripristinarlo nelle stesse pessime condizioni. Polemiche, litigate, solito sangue marcio per nulla.

A posteriori, mi dò la colpa per aver accettato anche solo di farmelo lasciare per controllarlo, ma spesso finisce che accetto di dare un'occhiata per farli smettere di piangere e lamentarsi che non possono più indossare un orologio che non sapevano nemmeno esistesse. Se accettassero la mia prima valutazione da esperto senza dover piangere e far polemiche, si vivrebbe meglio.

Terzo esempio. Orologio ritrovato insieme ad altri 5-6 che mi ha portato tutti insieme. L'orologio funziona e lo trova bellissimo, vorrebbe mettere a posto il cinturino. Le consiglio di andare da chi si occupa di pelle e pelletteria per farlo incollare. In pratica la parte a ore 6 del cinturino si è tutta scollata, si è rotta l'anima in plastica all'interno, e sulla parte a ore 12 il cinturino è tutto graffiato/usurato. Però vuole metterlo a posto, non vuole comprare un nuovo cinturino.
Spoiler: no, non troverà un negozio di pelletteria per aggiustarlo. E se lo trovasse, spenderebbe il triplo del valore dell'orologio.
Gli altri 5-6 orologi che aveva portato insieme a questo? Un paio di orologi a carica manuale "ma basta cambiare la pila", e altre stupidate. Che bel ritrovamento, la signora.

Quarto esempio. Questo in realtà non è un orologio da pochi soldi, MA mi è stato portato con il quadrante con evidenti segni di umidità residua e le lancette arrugginite. Ho detto subito che l'orologio era chiaro che avesse preso acqua, ma la risposta è stata una cosa tipo "ma no, l'ultima volta l'ha usato mio padre 10 anni fa e poi l'ha messo via, impossibile che si sia bagnato, sarà solo da far ripartire".

Certo, impossibile che si sia bagnato. Al punto che l'intero movimento è arrugginito. Il colore arancione non è un vezzo del produttore, ma il risultato di un decennio di acqua lasciata nell'orologio.
Referto: immondizia (costosa). Avrei potuto arrivare alla conclusione anche senza aprire l'orologio.

****
Potrei andare avanti per giorni, con questi esempi. Riempire questo blog di foto di orologi ridotti malissimo ma che il cliente reputa di enorme valore, senza ascoltare i miei consigli. Stamattina la mamma di un mio ex compagno di scuola mi ha portato 6 Swatch "che ha trovato in garage". Alcuni senza tappini per la pila, uno con il cinturino in plastica cotto e disintegrato. Su 6 orologi, uno solo andava. Ma io ho lavorato su 6, e sono stato pagato per 1.

E' un continuo, un flusso che è diventato assurdo, che compromette tutto il resto del tempo che dovrei dedicare a seguire il negozio. Che situazione di merda.

Ringrazio il commentatore anonimo che ha coniato il termine "accanimento terapeutico orologiero". Un termine perfetto, poetico, un'ottima descrizione della realtà. Anzi, chiudo con la sua frase intera:
"L'accanimento terapeutico orologiero sta peggiorando, lasciateli riposare in pace e compratevi un cazzo di orologio decente."

Parole sante.

mercoledì 7 febbraio 2024

Follia telefonica

 Suona il telefono. Sto cambiando un cinturino, ma rispondo in vivavoce.

"Pronto, buongiorno, lei è la persona che solitamente risponde al telefono?"

"Ci sono solo io, confermo"

"Buongiorno, non so se si ricorda, ma qualche tempo fa ho portato a cambiare la pila ad un orologio Casio, adesso mio marito ne vorrebbe un altro uguale."

"Onestamente cambio tante pile a tanti orologi, anche Casio, non so quale orologio fosse"

"Parliamo di circa 2 mesi fa"

(mi viene da vomitare dalle risate e dallo sconforto)

"Sì, d'accordo, ma mi dovrebbe dire che orologio cerca suo marito"

"Uguale a quello a cui ha cambiato la pila"

"Sì, ma se ce l'ha sottomano, mi può dire la referenza? Sui Casio è scritta bella chiaramente sul fondello, sul retro."

"No, ce l'ha mio marito, al momento è in ospedale e non posso andare a visitarlo perché non sono vaccinata"

"Non so se riusciremo a capire che orologio sia..."

"E' un Casio"

"Sì, di Casio ne avrò in negozio un centinaio"

"Digitale con le lancette belle chiare, sui 30 euro."

Ora: escludendo per un momento che gli orologi spesso (ma non sempre) sono o digitale o con le lancette, anche perché proprio Casio a volte ha orologi a doppia lettura, io di orologi così e quel prezzo preciso non ne ho mai avuti.

"Ma non è che intende il Casio in plastica nera con le lancette, da 20 euro?"

"No, era 30 euro con le lancette"

"Al momento non mi viene in mente niente, con le lancette e a quel prezzo"

"Ma non se lo ricorda, quello a cui ha cambiato la pila?"

"No, mi spiace ma proprio mi è impossibile"

"Manderò un mio uomo di fiducia a comprarlo domani."

"Sì ma non so cosa darle, se non mi dice che modello è."

"Lo fa vedere alla persona che mando."

"Non so cosa fargli vedere."

"Vedrà che lo riconosce lui."

"Se ci pensa lui, va benissimo. Guardi, adesso starei servendo, la devo salutare."

Dopo un paio di giorni è venuto un tizio. Aveva 40 euro in mano e non aveva la minima idea nemmeno di cosa dovesse fare, non dico di cosa dovesse comprare, ma proprio sembrava uno a cui avessero messo i soldi in mano dicendo "Vai in orologeria e ti daranno l'orologio giusto".

Non aveva idee, nessuna opinione su cosa servisse comprare.

Alla fine, gli ho dato il Casio nero tutto in plastica, con lancette belle grosse, da 20 euro.

Spero che non si sia intascato gli altri 20 euro.

Che fatica, ragazzi. Che fatica.

sabato 27 gennaio 2024

Lavorare con l'immondizia

Con il primo post dell'anno voglio parlare di un fenomeno che si è decuplicato negli ultimi 4-6 mesi, diciamo da poco prima le ferie estive, e che sta peggiorando ogni mese, avvicinandosi a un punto in cui sto iniziando ad avere problemi con il lavoro: la gente che fa ritrovamenti di orologi nei cassetti nei quali non guardava da anni, e crede di aver trovato incredibili tesori OPPURE reperti che ricordano loro i tempi della cresima quando ricevettero l'orologio (mai più indossato in 60 anni).

Il problema è che il 90% di questi orologi sono paragonabili a immondizia: marche già economiche 60 anni fa, casse in oro sottili come un foglio e che sarà impossibile da richiudere, movimenti ossidati, orologi evidentemente messi in un cassetto 30 anni fa perché rotti (lancette staccate, ruggine sul quadrante, etc), e via così. A tutto questo si aggiunge la richiesta tradizionale "lo metto a posto solo se costa poco". No, sistemare un orologio del genere non costerebbe poco, ma ultimamente mi sto comunque trovando a rifiutare molte riparazioni a priori. Perché è veramente spazzatura quel che mi portano, non ci può essere garanzia sulla riparazione e non c'è nessuna convenienza nel farlo.

C'è anche un bonus ulteriore: gli orologi a batteria vecchi, vecchissimi, che gli metti la batteria e sembra andare, e poi quando vai a consegnarli il giorno dopo si sono fermati. Perché il movimento ha girato tutto il giorno tutti i giorni per 45 anni, e ha deciso che è ora di fermarsi per sempre. Ma ovviamente è un ricordo del giorno in cui una ragazza ha baciato il proprietario sull'angolo esterno della bocca, quindi è una tragedia immane se non funziona più. Così ci ho rimesso il tempo della sostituzione della batteria, la batteria (che gli lascio dentro perché non voglio perdere altro tempo), e il tempo perso a sentire i lamenti della persona orfana del segnatempo (che non indossavano da 18 anni, però ora che l'hanno trovato dovevano assolutamente usarlo).

Ho impiegato molto tempo per scrivere questo post, perché non è facile far capire con poche righe quanto questo sia un problema: chi non lavora in un campo in cui si fanno riparazioni, e in generale che non lavora in un negozio, avrà problemi a capire perché io rifiuto del lavoro. Sono pazzo? Non voglio i soldi?

No, come da anni dico, l'obiettivo principale di questo negozio è (purtroppo) evitare le rotture di coglioni. E lavorare sull'immondizia porta solo rotture di coglioni, dovete fidarvi della mia parola.

Il problema è che il secondo obiettivo nel negozio sarebbe quello di fare soldi. Sì, incredibile ma vero. E il trovarmi immondizia sul bancone in quantità notevoli sta incidendo sul bilancio. Perché non è che questa gente poi si compra un altro orologio. Voleva assolutamente riparare quello irreparabile, e se ne va anche seccata se dico che non è un lavoro sensato da fare.

Una volta avevo un orologio-immondizia ogni due giorni. Rifiutavo un lavoro ogni due giorni. Ora ne ho 6-7 al giorno. Una quantità spaventosa. Ripeto, non sono orologi su cui abbia senso metter mano, e comunque il cliente non vorrebbe mai spendere la cifra richiesta per una revisione. 

Tempo fa riflettevo sul fatto che avrei voluto provare a portare avanti l'orologeria solo come laboratorio di servizio - riparazioni, pile, cinturini. Tagliando le spese degli orologi (che son tutti da acquistare dal produttore, niente conto vendita). Adesso un'idea del genere sarebbe impossibile da concepire - ripariamo ogni settimana un/quarto degli orologi che riparavamo 5 anni fa, e con le pile e i cinturini si arrotonda ma non si campa, mentre le vendite di orologi sono calate drasticamente.

Ho scritto tanto, troppo, non so a chi possa interessare questo post. L'ho scritto per "rompere il ghiaccio" nel 2024 e fare il punto della situazione, e per ricordare a me stesso il momento in cui ho iniziato a prendere in considerazione il giorno (al momento lontano) in cui pubblicherò indirizzo e foto del negozio per annunciare che non ho più nessuna "identità segreta da orologiaio frustrato" da nascondere, perché non sarò più un gestore di orologeria.