giovedì 2 febbraio 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 1

Inauguro una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.

"Buongiorno, devo portare a cambiare una pila, sono entrata a dirglielo solo perché non sapevo nemmeno se foste ancora aperti come negozio."

1 - toccarsi le palle per scaramanzia

2 - pensare "ma che cazzo?"

3 - riflettere sul perché sia entrata, dopo aver visto che effettivamente il negozio esiste ancora, e poi si sia sentita in dovere di sottolineare come pensava che avessi chiuso per sempre.



giovedì 26 gennaio 2023

Insolente

 Tizia, oltre 80 anni.

"Devo cambiare la pila"

"Non c'è problema, me lo deve lasciare ed è pronto per domani mattina"

"Quanto costa?"

"5 euro"

"Ma è troppo, i ragazzi per strada la fanno pagare 3 euro"

"Non so che farci, questo è un negozio e la pila costa 5 euro, mi sembra anche un prezzo onesto, ma se vuole andare dai ragazzi in strada non c'è problema"

"Ma tanto poi l'altra volta che mi ha messo la pila poi l'orologio non ha funzionato"

"Ma allora cosa è tornata a fare?"

"Arrivederci"


Bah. Livello conversazione: asilo.

Chi saranno mai questi "ragazzi per strada"?

Mi sembra poi che l'accusa dell'orologio non funzionante fosse un dispetto, un tentativo di sminuire il mio lavoro dopo che le avevo comunicato l'esosa cifra richiesta per la pila. Credo di aver dato, di istinto, l'unica risposta possibile: ma perché diavolo è tornata, se è scontenta del mio lavoro e dei costi? 

Bah. Io di questa gente non ho bisogno.

venerdì 13 gennaio 2023

2023, benvenuto

Giovedì 12 Gennaio, terzo giorno di apertura del negozio. Ho fatto una cosa di cui non vado fiero - non tanto per quel che ho fatto, ma perché poi son rimasto nervoso tutto il giorno.

Ho urlato forte contro una cliente, e per evitare di bestemmiarle molto forte in faccia, ho dato un pugno molto pesante al bancone. Il tutto per una cosa che normalmente non mi tocca nemmeno più di tanto.

Tizia, 80 e passa anni. Deve cambiare la pila all'orologio.

"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare e viene pronto domani mattina"

"Domani? No..."

"E' una cosa che fa il tecnico la sera, ci vuole sempre una sera di mezzo"

"Faccia il bravo, che l'altra volta me l'ha cambiata subito"

"Non mi occupo di cambiare le pile, a meno che non fosse uno Swatch l'orologio, solo in quel caso la pila si può fare subito"

"No, era questo esatto orologio"

"E allora le assicuro che io non ho mai cambiato una pila a questo orologio, perché non me ne occupo io"

"Non dica bugie, l'ha fatta lei subito"

"Signora, saprò bene di cosa mi occupo nel mio negozio. Non è il mio mestiere, cambiare le pile"

"Mi pare una cosa incredibile, che mi dica le bugie"

Ecco, qui perdo la testa. Non so perché - le discussioni su "la pila subito" sono la base su cui si fonda questo blog, non ne parlo nemmeno più perché ho discussioni su questo argomento.

Ma che una stronza venga prima a trattarmi con toni paternalistici ("faccia il bravo"), poi mi dica che sto dicendo bugie, dopo che già in due occasioni le avevo spiegato in termini molto chiari che QUELLO NON E' IL MIO LAVORO, mi ha fatto scattare.

"Signora, le ripeto che saprò bene cosa faccio e cosa non faccio nel mio negozio, spero che almeno questo mi sia concesso. Se vuole lasciare l'orologio lo lasci, altrimenti lo porti via, non ci sono problemi"

"E' che l'altra volta..."

"L'ALTRA VOLTA NIENTE! IO NON LE CAMBIO LE PILE! MI DICA SOLO SE LA VUOLE LASCIARE O NO!"

"La lascio, anche se potrebbe farla subito"

"SIGNORA, CAZZO! NON LE CAMBIO IO! Mi dica che nome devo segnare, se lo lascia"

E niente oh, sta rincoglionita l'ha lasciato, non si è scomposta. Davvero vedevo rosso per le stronzate che stavo sentendo, ho detto una parolaccia ma stavo per bestemmiare per frustrazione e per sottolineare meglio il concetto.

Incredibile che l'abbia lasciato, dopo la mia reazione.

Quando è uscita, ho dato un gran pugno al bancone, mi ha fatto male la mano per mezz'ora.

Ovviamente c'è un epilogo assurdo: stamattina la tizia è venuta, ha ritirato, pagato, non ha fatto cenni a quel che è avvenuto ieri. Bah.

Buon 2023. Io cerco di non essere scaramantico, ma al netto di questa scema, l'anno non è comunque iniziato sotto i migliori auspici, fra vendite zero e una marea di cagate dei clienti.


venerdì 30 dicembre 2022

Thriller

 Alle 12.26 entra una signora che, come i tradizionali maleducati, entra in negozio mentre ancora sta parlando al telefono. Sta dicendo a qualcuno che sta entrando da me, e poi si vedranno in una piazza qui vicino.

La signora deve ritirare una pila, alle 12.29 esce, alle 12.30 chiudo per la pausa pranzo.

Alle 12.33 suona il telefono: spesso non rispondo negli orari di chiusura, ma avevo appena chiuso e ho tirato su la cornetta.

"Pronto, sono il marito della signora xxx, sono fuori dal vostro negozio, per caso è ancora lì dentro?"

"No, abbiamo chiuso qualche minuto fa, dopo che la signora era uscita"

"E' che mi ha detto di incontrarla nel negozio, ma sono arrivato e il negozio è chiuso, e lei non risponde al telefono"

"Provi a chiamarla ancora, di sicuro non è qui"

"E' sicuro?"

"Sì, sono sicuro di non aver chiuso dentro nessuno"


E per i dialoghi assurdi del 2022, è tutto.

Spero che il tizio abbia poi trovato la moglie, perché non era ancora convinto quando ha messo giù il telefono, e rischio una denuncia per rapimento e sequestro di persona...


mercoledì 21 settembre 2022

Buon appetito a tutti

 Spero abbiate mangiato bene, amici, perché ho qui un bel dessert per voi.



Vorrei solo dire "no comment", perché alla fin fine non c'è molto da commentare, riguardo la cosa più vomitevole che sia mai passata dal mio negozio. OVVIAMENTE, tolto dal polso ancora bello caldo e appoggiato sul bancone per un cambio-pila.

Per quella che, a memoria, è stata la prima volta, mi sono rifiutato di metterlo in busta e passarlo al tecnico: ho direttamente rifiutato l'intervento. L'ho preso con un guanto solo per portarlo sul banco nel retro del negozio e scattare questa foto, poi sono tornato inventandomi una cazzatona: "Ho provato ad aprirlo, ma lo sporco blocca tutto, è come incollato, non si riesce ad aprire".

Il cliente (3 bracciali d'oro al polso, camicia rosa, non un aspetto totalmente trasandato a parte una lunga barba brizzolata) ha protestato, io ho ribadito che l'orologio era troppo sporco per poterci lavorare su, mi spiace, non posso farci nulla, magari provare da qualcuno che "abbia uno strumento adatto per pulire e aprire", perché per me era tutto incollato.

Se l'è rimesso al polso ed è uscito molto risentito. Io ho quasi rimesso.

giovedì 15 settembre 2022

La bambina (del villaggio dei dannati)

Entra un tizio sui 40 anni, ha in braccio una bambina piccolissima. Tiene a malapena su il collo, secondo me ha sui 5 mesi, una età in cui ovviamente si guarda il mondo con stupore, è tutto nuovo, figuriamoci entrare in un posto pieno di lancette e cose che girano, è tutta felice di essere nel mio negozio.

Il padre ha entrambe le mani occupate per tenerla bene in braccio, mi dice proprio "Vorrei comprare un orologio, anche se non posso provarlo perché devo tenere in braccio la bambina"

Mi chiedo perché non abbia scelto un qualsiasi altro momento per venire a vedere gli orologi, ma ok, è il mio lavoro, mostriamogli gli orologi e speriamo in bene.

Ne segnala un paio in vetrina, poi gli mostro la vetrina interna con quella stessa marca. Orologi impermeabili, sui 60-70 euro, ci sono tanti colori e modelli diversi. Lui ha sempre la bambina in braccio, non può usare le mani, però è una persona gentile, fa le domande giuste.

Mette la bambina con la faccia a 1 centimetro dalla vetrina interna degli orologi, le chiede se le piacciono, lei fa "Gu Gu", lui risponde che piacciono anche a lui, e deve solo decidere il colore.

Metto sul bancone i due modelli che preferisce: sono uguali, uno con quadrante verde e uno con quadrante grigio. Lui mette la bambina seduta sul bancone, la tiene con un braccio, solleva gli orologi, li porta davanti agli occhi della bambina e le chiede quale è il suo preferito. 

La bambina indica il verde (ovviamente totalmente a caso), e allora verde sia: l'acquisto è effettuato!

Cioè... tutto è bene quel che finisce bene, ma l'intera esperienza è stata surreale, forse non sono riuscito bene a renderla a parole, ma questo continuava a chiamare in causa la bambina per tutto, e seguiva tutte le sue indicazioni.
Il pensiero ovviamente corre a Il Villaggio dei Dannati, aggiornato al 2022 con i bambini con un orologio al polso, però. Meglio sapere a che ora scatenare la fine del mondo.

giovedì 1 settembre 2022

La Riapertura post-estiva

Per me la riapertura dopo la pausa estiva è come l'inizio dell'anno. Faccio buoni propositi, immagino piani per migliorare qualcosa, e soprattutto, prima della prima apertura, il mio mantra è: "spero che vengano poche persone oggi, e persone normali. Non dico di vendere, ma almeno evitare rotture di palle. Non voglio vedere orologi allagati, oggi. Non chiedo di vendere, ma almeno non rotture di palle".

Immaginate quindi la mia anima che abbandona il mio corpo, quando circa 45 secondi dopo l'apertura entra un ragazzo con un orologio allagato. Orologio a cui avevamo cambiato pila e guarnizioni a Luglio, ma il test impermeabilità dava esito negativo. Era segnato ancora sulla busta che ha portato: "attenzione all'acqua, non tiene l'impermeabilità". Ovviamente il ragazzo l'ha portato in piscina, perché è la cosa giusta da fare.

L'ho servito come un automa, la mia anima ha veramente già abbandonato il mio corpo in questi pochi giorni di apertura, visto che almeno una parte del mio desiderio si è avverata: non ho venduto niente.

Non ho venduto niente, ma in compenso rotture di palle ne ho avuto da riempirne un mese.

Un altro con orologio con sottolineato NON IMPERMEABILE che l'ha bagnato in mare e l'ha completamente arrugginito. Uno che ha perso un pezzo di cassa. Uno che qui,uno che là, uno che 10 anni fa aveva pagato meno un cinturino che adesso stava cambiando, uno che mi chiede questo, uno che mi chiede quello. Uno che ha perso l'ansa, uno che critica quanti giorni sono stato chiuso per ferie, uno che mi racconta degli orologi che gli ha comprato il figlio mentre era in Giappone, in pratica adesso i clienti vogliono farmi sapere tutta la storia personale che sta dietro ad un orologio al quale devo cambiare pila o cinturino.

Parto sempre con le migliori intenzioni, anche giorno per giorno non mi sveglio mai con spirito negativo verso il lavoro. Ma basta alzare la saracinesca, per farmi cambiare l'umore.

E dire che ero "ottimista": dall'inizio dell'anno nella mia città un concorrente direttissimo (con quasi le mie stesse marche e lo stesso tipo di clientela)  è andato in pensione, un altro è morto, e un altro ha chiuso il negozio all'improvviso. Sono tre negozi in una zona molto vicina alla mia e molto simili al mio (insomma, non orologeria di alta classe) - mors tua vita mea, speravo di guadagnarci un po' di clientela.

E invece niente, ho guadagnato solo qualche pila e tante, tante, tante rotture di palle in più. Clienti veri, niente.

Sono stanco, ed è il primo settembre, primo giorno di rientro "vero" verso un autunno/inverno durissimi.

L'ottimismo è il sale della vita. Mi rendo conto che il sottotitolo di questo blog è "divertitevi alle mie spalle", ma le cose iniziano a non essere più tanto divertenti, a raccontarle.
Ma ok, una cosa folle in canna da scrivere ce l'ho, una scenetta assurda. A breve la racconterò.

giovedì 26 maggio 2022

A cosa serve arrabbiarsi?

 Tizio di circa 80-85 anni, con moglie.

Orologio di una marca che vendo io, cinturino in acciaio.

"Buongiorno, devo aggiustare il cinturino di questo orologio, continua a uscire la stanghetta"

La "stanghetta" in questione è il perno di una maglia fissa, insomma solitamente non è previsto che esca o che si possa far uscire, ma ok, se per qualche motivo esce, vuol dire che la sistemeremo.

"Niente di grave, me lo deve lasciare, domattina è pronto"

"Non me lo può fare subito?"

"No, mi spiace, non mi occupo io di queste riparazioni, lo deve fare il tecnico la sera, domattina sarà pronto"

"Ma l'altra volta me l'ha fatto subito"

"Probabilmente si trattava di qualcos'altro, magari dovevo cambiare l'ansa della chiusura, ma di perni non mi sono mai occupato"

"Ma cosa ci vuole?"

"Ci vuole la capacità e la competenza per un lavoro simile - io sono addetto alle vendite, non mi occupo di queste cose"

"L'altra volta però me l'aveva fatto subito"

"Senta, non so 'l'altra volta' cosa ho fatto subito, ma in ogni caso questa riparazione è pronta domani"

"No"

"Pazienza, allora... io le chiedo meno di 24 ore, ma veda lei"

"Me lo faccia subito, da bravo"

"Non so che dirle, me lo dovrebbe lasciare"

"MA L'ALTRA VOLTA CI AVEVA MESSO 2 SECONDI"

La moglie inizia a strattonarlo.

"Le ripeto che sarà stato un altro tipo di lavoro. Adesso veda lei"

"Non lo voglio lasciare"

"Non lo lasci, che devo dire"

"MA LEI LO DEVE FARE!"

"Sì, lo devo fare, per domani. Non dico che non lo faccio, lo faccio per domani."

"ME NE VADO"

"D'accordo, arrivederci"

"NON TORNERO'"

"..."

(dice altre cose che non ricordo bene, insulti generici di basso livello)

Mi lascio sfuggire, dal cuore, un commento che inizia con una parola romanesca:

"Ammazza, che permaloso però"

"NO, TI AMMAZZI TU, BRUTTO STRONZO, E PURE TUA SORELLA"


*viene trascinato via dalla moglie, che non ha aperto bocca*

Io vorrei sapere cosa crede di ottenere la gente incazzandosi per questioni banali. A prescindere dal fatto che in ogni caso non avrei sistemato il perno immediatamente, mettersi a urlare fa passare qualsiasi voglia di dare aiuto o comprensione. Poi già da quel "non me lo può fare subito?", mancava la parolina magica "per favore". A volte (non in questo caso, ripeto), la gentilezza apre più porte rispetto ad una incazzatura random.

Ma poi a 85 anni, ti devi ridurre così, a farti dare del vecchio coglione sul blog di uno stronzo... ci perdi tu, credo. Anche in salute.

mercoledì 2 marzo 2022

Un coglioncello che non sa lavorare

Entra un tizio di 79 anni (con il green pass, adesso posso conoscere l'età esatta dei clienti - ed è un'età media ancora più alta di quanto pensassi...), con in mano uno Swatch.

"Buongiorno, io settimana scorsa ho ritirato questo orologio, ma mi ha dato l'orologio sbagliato."

Allora. Con la premessa che un errore colossale di scambio-orologio potrebbe in rarissimi casi avvenire (ma onestamente non mi è mai successo), per prevenire questi casi io agisco così, con ogni singolo cliente: controllo che sulla ricevuta coincida il numero della ricevuta e la marca dell'orologio, che riposto su ricevuta e sulla busta. POI, davanti al cliente, tiro fuori l'orologio, glielo mostro, non tanto per mostrargli che l'orologio sia il suo, ma per controllare insieme che l'orario sia corretto e che quindi cambiando la pila l'orologio sia tornato a funzionare. Ma intanto, sì, vedono l'orologio e se non è il loro, credo se ne accorgano subito.

Quindi, detto questo:

"Mi spiace dell'inconveniente signore, ma che orologio pensa di aver lasciato?"

Non riesco a riportare l'intero dialogo, siamo andati avanti oltre 10 minuti abbondanti, ma il succo della questione è che il signore:

- non si sarebbe accorto subito che non era il suo orologio

- non si ricorda che orologio aveva lasciato

- aveva buttato via la busta, su cui era scritto il modello dell'orologio

- forse erano passati 15 giorni da quando aveva ritirato l'orologio

- lo Swatch che aveva in mano non stava funzionando

Io ho ribattuto (inizialmente con calma e gentilezza) punto per punto, cercando di spiegare in vari modi che probabilmente si stava confondendo, che avrà trovato in casa lo Swatch e avrà creduto di averlo appena ritirato, e che insomma senza sapere la data, il modello dell'orologio e altri dettagli, era un po' difficile provare a cercare un orologio scambiato.

Va anche detto che in 15 giorni, nessuna persona che ha ritirato l'orologio si era lamentata di uno scambio di orologio, un altro punto a favore dell'ipotesi che il vecchio fosse semplicemente rincoglionito.

Infine, la prova-regina: come forse saprete anche voi cari lettori, gli Swatch sono gli unici orologi ai quali cambio la pila immediatamente, quindi è impossibile che me lo abbia lasciato.

Dopo 10 minuti abbondanti, si scade nella frustrazione da entrambe le parti.

"Le ripeto, signore, che probabilmente si sta sbagliando."

"Ma come si permette? Io sono un chirurgo, tutti i giorni ho la vita delle persone sotto le mie mani, e lei invece non sa nemmeno dare gli orologi giusti."

"Se non si ricorda neanche di che marca è e com'è fatto l'orologio che avrebbe scambiato, io non so come aiutarla"

"Dovrebbe guardare tutti gli orologi che ha qui, per vedere se sono quelli giusti."

"Seguendo il suo ragionamento, io potrei andare ad accusare qualsiasi negozio di avermi rubato qualcosa, senza avere in mano scontrini, ricevute, foto, e senza nemmeno descrivere l'oggetto rubato."

"Lo scontrino fiscale non ce l'ho, ma ricordo di aver pagato 15 euro"

"Ecco, le dico che la pila costa 5 euro, se si ricorda di aver pagato 15, si ricorda male, e credo che si ricordi male tutta la situazione"

"Mi sta dando del cretino?"

"Questo lo dice lei, però non posso smentirlo"

"Ma come si permette?"

"Senta, siamo arrivati al limite. Vada a casa, rifletta sulla situazione, guardi se magari trova l'orologio..."

"Non vado da nessuna parte"

"Guardi, le apro la porta, è proprio ora di andare"

"LEI E' UN COGLIONCELLO CHE NON SA FARE IL PROPRIO LAVORO!"

"Esatto, è proprio così, hai ragione. Adesso vai, ciao."

Ed esce. Esce urlando, dicendo alle 3 persone che erano fuori ad attendere di poter entrare (per le leggi sul Covid, al momento ancora può entrare in negozio una persona per volta), di stare attente perché io scambio gli orologi e non so fare il mio lavoro.

Le persone in coda se ne fregano, e una deve ritirare il suo orologio (quello giusto!), e le altre due mi lasciano i loro orologi, fidandosi di me.

Ecco, la storia finisce qui. Anni fa, nei primi anni di questo blog, mi sarei molto arrabbiato per uno che perde la testa e arriva a insultarmi. Oggi, gli stavo per ridere in faccia, quando mi ha dato del coglioncello. Delle offese dei pazzi non me ne frega niente, è stato un piacere sentirmi dare del coglioncello. Ne rido ancora adesso, mentre scrivo.

Al simpaticissimo vecchietto posso solo augurare una delle due cose: 

- un problema al cuore, se si scalda così tanto per delle cazzate combinate da lui

- trovare qualcuno che prende molto meno a ridere gli insulti casuali e immeritati. Perché in effetti non bisognerebbe pensare che si possano usare parole pesanti senza nessuna conseguenza, e uno schiaffo educativo a 79 anni può ancora fare bene, forse.


martedì 18 gennaio 2022

Questione di Polso

Entra una signora.

"Buongiorno, ho qui un orologio di mio figlio, dovrebbe accorciarlo un po', ha calcolato che sono due maglie da togliere."

(non è un tipo di situazione che mi piace: nessun problema ad accorciare gli orologi, ma preferisco prendere io la misura, visto che i clienti fanno "a occhio" e 9 volte su 10 mi tocca fare il lavoro due volte, venendo pagato però solo per una volta)

"D'accordo, me lo deve lasciare, viene pronto domattina, casomai se può venire direttamente suo figlio per controllare che la misura sia giusta..."

***IL GIORNO DOPO***

Viene il figlio, 18 anni circa.

Prova l'orologio.

Al polso, gli sta largo in maniera spaventosa.

Mentalmente, mi dico "lo sapevo", oltre a qualche parolaccia.

Ma lui mi stupisce. Non si scompone, tira su l'orologio fino all'avambraccio, e lo posiziona lì.

"Ohh, perfetta come misura"

"Non è un po' largo, per il polso?"

"No, no, io ho il polso lungo, lo porto sempre qui, la misura è ottima"

Ribadisco: era a metà dell'avambraccio, neanche lontanamente sul polso.

Ma lui ha "il polso lungo".

Contento lui, contenti tutti, pure io che torno a scrivere sul blog sotto la voce "assurdità".