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mercoledì 11 febbraio 2026

20 anni

In questo giorno, 20 anni, diventavo "ufficialmente" il gestore dell'orologeria.

Di tutto quello che mi portò in quella posizione ho già parlato dieci anni fa.

In effetti non ho molto da dire o da aggiungere, volevo solo sfruttare l'anniversario (triste non tanto per l'eredità dell'attività, ma perché in effetti la data segna la scomparsa di mio padre) per fare un saluto ai lettori casuali ed eventuali del blog.

Non ho grandi storie per voi, al massimo una riflessione che mi è girata in testa da tempo, soprattutto da Dicembre.

A Dicembre ha piovuto molto, dalle mie parti. Spesso uscivo alle 17 per qualche commissione e la città era completamente deserta. Mi sono ricordato spesso di quando dovevo preoccuparmi che in Dicembre (ma poi anche nel resto dell'anno) ci dovesse essere un costante flusso di gente in negozio, nella speranza di fare soldi, e quando pioveva uscivano SOLO i rompipalle e l'incasso si avvicinava allo zero. Mi son sentito sereno, ad essermi lasciato alle spalle questa mentalità, il bisogno di maledire la pioggia perché portava pochi clienti.

In generale, in 14 mesi che il negozio è chiuso, non c'è mai stato un giorno in cui mi sia mancato qualcosa della mia vita lavorativa precedente. Quindi va bene così.

Nota comica: ogni tanto, per ricevere qualche amico o conoscente quando sono in centro, tiro su la saracinesca del negozio anziché aprire il portone posteriore. Tiro su la saracinesca del negozio, l'amico entra, chiudo immediatamente la saracinesca.

Le poche volte che non ho chiuso subito, qualcuno è venuto a bussare alla porta. Lo so che sembra improbabile e grottesco, ma è successo ogni-singola-volta: dover discutere e spiegare che il negozio è chiuso. La cosa assurda appunto è che quando lasciavo su la saracinesca, era questione veramente di 2-3 minuti. Ma evidentemente esiste ancora la setta segreta di persone che girano con l'orologio in tasca per cambiare la pila solo da me. 

Anche quando si tratta dei 40 secondi per tirare su, far entrare l'amico, tirare giù, noto qualcuno con faccia shockata che guarda dall'altra parte della strada. 

Per tutti quelli che stanno gestendo un negozio: tenete duro. O abbandonate al momento giusto, non c'è niente di male se ci riuscite e avete un Piano B. In entrambe le opzioni, ci vuole coraggio e determinazione, quindi tenete duro.

Io ho saltato il fosso, e sto ancora molto bene.


giovedì 19 giugno 2025

Dove sono finito?

Eccomi qui.

Dove sono?

Qui.

(questa è una citazione molto profonda, mi levo il cappello per chi la coglierà - era contenuta in un video diventato MOLTO virale per un'altra citazione ormai entrata nel linguaggio comune)

Avevo promesso aggiornamenti, qualche foto inedita di mostruosità orologistiche, qualche riflessione... e invece sono 3 mesi che non mi collego proprio al sito (leggo i commenti, ma non faccio il passo successivo di loggarmi per rispondere e poi me ne spiace).

Come dicevo nel post precedente, "lontano dal negozio, lontano dal cuore". Non mi penso più come orologiaio ("commesso di negozio di orologi", per carità) e non sono più frustrato. Non mi aspettavo che la transizione fosse così netta, ma si vede che la testa era pronta a lasciarsi tutto alle spalle.

Come sta andando?

Bene, devo dire, anche se non secondo i piani.

I piani personali erano: 1 libro a settimana, 1 film al giorno, 1 disco al giorno, tornare a scrivere tanto.

In realtà al momento non ho tutto questo tempo libero, quindi diciamo che sono a 1 libro e mezzo al mese, 1 film a settimana, e talmente tanti podcast che la musica è in secondo piano. Scrivere, qui su questo blog e di cose mie di musica, lo sto facendo un po' meno. Una cosa che non avevo calcolato è che quando stavo al lavoro, avevo tanto tempo libero che riempivo stando davanti al pc. Adesso stare al computer è una attività che "devo mettermi a fare", quindi ci sono giorni in cui ci sto 15 minuti perché ho altro da fare, però questo poi va a discapito di quel che scrivo o che in generale faccio online.

Non ho il tempo libero che prevedevo, per ora, perché sono ancora impegnato con lo sgombero delle cose rimaste in negozio (NON orologi, ringrazio ancora i miei avi per avermi fatto vendere tutto entro dicembre) e soprattutto la sistemazione dei locali adiacenti, veri e propri magazzini di oggetti anche privati accumulati lì da anni.

Vinted è mio amico, e non avevo idea che le scatole di orologi vendessero così tanto (e dovrei chiedere a mio padre come mai avevamo circa 180 scatole Citizen avanzate e altrettante Casio, io ho sempre dato la scatola per ogni vendita... ne avevamo una scorta abnorme e per fortuna non le ho buttate in discarica).



Che altro faccio? Lo vedete nella foto qui sopra, sono quello in basso a destra con la macchina fotografica in una mano, il petto schiacciato contro il palco e l'altra mano impegnata ad aiutare il cantante/stagediver, in un festival punk/OI in un centro sociale (per la cronaca sono gli Uguaglianza, al Quale Destino Per N'OI presso il CSA Baraonda). Ecco, anche lì: speravo di arrivare meno stanco ai concerti che finiscono alle 2 di notte, ma in sostanza sono impegnato durante il giorno e mi stanco comunque.

Sono contento e soddisfatto? Dannazione, sì. Mi devo dare ancora un po' da fare perché non ho i fondi per far durare per sempre l'anno sabbatico (biennio sabbatico), e poi spero di potermi rilassare ancora di più e attuare al piano "1 libro / 1 film / 1 album / scrivere" senza dover fare traslochi e tirando la cinghia il giusto per farmi bastare i soldi che dovrei percepire affittando i locali.

Le cose vanno bene, anche se diversamente da come previsto. 

Spero di essere più presente da queste parti, se qualcuno vorrà continuare a leggere. O rileggere le vecchie avventure!

martedì 7 gennaio 2025

Notizie sull'autore

Mi chiamo Paolo Bianco, oggi ho 48 anni, per 19 anni ho gestito una orologeria (e questo blog).

Fa impressione che la prima mini-biografia del blog recitava "Mi chiamo p., ho 29 anni, gestisco un negozio di orologi in una cittadina del Nord". E' passata veramente una marea di tempo, ma io di fondo sono rimasto lo stesso.

Non mi sono mai identificato con il mio lavoro come "commesso/gestore di un negozio di orologi": quando in giro conoscevo nuove persone e dopo poco veniva posta la classica domanda "che lavoro fai", ho quasi sempre risposto "lavoro in un negozio" senza approfondire il mio ruolo o che negozio fosse. Quando volevo sentirmi più a mio agio, in effetti, dicevo che il mio lavoro "preferito" era quello che in realtà era il secondo lavoro: scrivere di musica

Dal 1998 scrivo recensioni, faccio interviste, scrivo live report dai concerti, faccio foto ai concerti. Era il lavoro che stavo facendo prima che mio padre morisse all'improvviso, prima di "ereditare" il lavoro nell'orologeria partendo da zero. Nel 2006 avevo già un bel curriculum con decine di storie di copertina per Metal Shock, e scrivevo di rock (quasi in incognito) su riviste molto più mainstream come All Music Magazine. Nel 2005 venni convocato da quello che oggi è uno dei più famosi "imprenditori di sé stesso" (Marco Montemagno) per far parte del team iniziale di Blogosfere, una piattaforma di blog specializzati che crebbe in maniera enorme, fino ad essere venduta al Sole 24 Ore. Io ero l'unico gestore del glorioso blog MusicaMetal (la pagina su Facebook è ancora bella grossa, e vorrei riprenderla in mano in questi giorni), poi venni accorpato al più grosso Soundsblog, e insomma nel frattempo scrissi per Metal Shock, Rocksound, Metal Hammer.

E' questa la mia passione, che non ho mai abbandonato: ancora oggi scrivo per Soundsblog e per Punkadeka, l'ho sempre fatto anche fra un cliente e l'altro in negozio. A volte chiudevo il negozio mezz'ora prima per andare a vedere un concerto (fortunatamente abitando vicino a Milano, i tempi per raggiungere i concerti erano brevi).

Se vi piace come ho scritto su questo blog e avete curiosità di leggere qualcos'altro di mio, posso segnalare che fra Maggio e Giugno ho scritto tre articoli molto personali, li ho chiamati "la trilogia dell'invecchiamento" perché nel live report parlo della presa di coscienza di non essere più dei ragazzini (grazie a Gli impossibili che compivano 30 anni di attività), di nostalgia dei tempi che non torneranno (grazie ai NOFX, che hanno suonato l'ultimo tour prima della pensione), e anche una riflessione sul fatto che troppi amici hanno già lasciato questo mondo (un saluto a WaterTower / Izzy Day).

Se avete un po' di tempo e avete da tempo passato i 35/40 anni, magari vi potrete immedesimare nei sentimenti espressi, anche se non conoscete le band nello specifico. Mi farebbe piacere se qualcuno lo leggesse, fatemi sapere se sono riuscito a colpire i vostri sentimenti.

Gli articoli sono qui:

Gli Impossibili e l'ineluttabilità dell'invecchiare

NOFX Final Tour: quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia

Izzy Day 2024: continuare a suonare, anche per chi non c'è più

Poi un progetto a cui ero molto affezionato durante la pandemia (e che ogni tanto vorrei riprendere) fu quello dell' Almanacco Concertistico Nostalgico, definito come "Una foto per (quasi) ogni giorno dell'anno, scattata ad un concerto tenutosi in Italia negli ultimi 25 anni." Sì, vado a concerti da tanti anni (in effetti nel 2024 ho festeggiato 30 anni dal mio primo concerto metal), e faccio sempre foto. Se vi piace la musica pesante, ci troverete delle belle chicche, tutte scattate da me e commentate con la dovuta nostalgia.

Insomma, la mia vita è questa, è sempre stata questa. La mia passione, che mi ha permesso di prendermi tutte le soddisfazioni che dal negozio arrivavano molto a singhiozzo. Il lavoro in negozio era semplicemente un lavoro che mi dava i soldi per proseguire con il resto della mia vita (purtroppo nel giornalismo musicale i soldi sono finiti da anni, si va avanti solo per passione - ma a inizio millennio ero decentemente retribuito, e dopo un anno da quando iniziai a lavorare in negozio un caporedattore mi spinse a entrare nella redazione di una rivista musicale pop-rock - declinai l'invito a malincuore, ma a conti fatti feci bene perché avrei dovuto chiudere il negozio e dopo un paio d'anni la rivista chiuse...).

A proposito di soddisfazioni, ecco la foto che in molti attendevano: io con John Cena, incontrato quando uscì il suo cd rap.


Se amate il wrestling, aggiungo uno scatto con Chris Jericho (intervistato con i suoi Fozzy). Intervistai al telefono anche Rey Mysterio, purtroppo non ho foto e ho anche perso la registrazione.


Poi ecco, metto delle foto senza commenti: se riconoscete i musicisti, capirete che era più soddisfacente un giorno da giornalista musicale che cento da negoziante.






Poi beh, se non ne avete abbastanza di link e volete sentirmi e vedermi intervistato dal fantastico podcast Si Stava Meglio Quando Si Stava Metal, ecco il video in cui parlo di un argomento sul quale sono molto ferrato: le magliette dei concerti. Mi vedrete in ambiente totalmente rilassato, lontano dalle rabbie del negozio e dei clienti.


Questo sono io. Se avete altre domande, sono felice di rispondere. Mi farebbe molto piacere se qualcuno leggesse gli articoli che ho linkato e mi dicesse che ne pensa.

In generale: questo sono sempre stato io, non posso nemmeno dire che "adesso tornerò ad essere me stesso". Sono sempre stato così, ora avrò più tempo per esserlo.

Se andate a concerti metal in zona Milano (o, per dire, al Punk Rock Raduno o al Distruggi La Bassa), contattatemi e ci faremo una bevuta. Senza parlare del lavoro: in effetti so troppe cose su troppi argomenti specifici come wrestling, retrogaming, metal, punk, viaggi, come gestire il budget di un negozio. Ne so molto meno sulle tecniche orologiarie.

lunedì 30 dicembre 2024

Orologeria di Clerks, 1998-2024: chiusura di un negozio

 "Questo sarebbe anche un gran lavoro, se non fosse per i clienti di merda." 

("This job would be great if it weren't for the fucking customers." - Randal Graves, Clerks by Kevin Smith, 1994)



Sì, il 28 Dicembre ho chiuso il negozio. Il nome del negozio lo vedete nelle foto, si trovava a Monza. E' stato il mio posto di lavoro per 18 anni (più tutti gli anni dal 1998, in cui ci lavoravo in Dicembre aiutando mio padre). 

Le persone descritte in questo blog entravano da quella porta, e appoggiavano le loro cose preziose e le loro cose sporchissime su quel bancone. 

La foto l'ho scattata poco prima dell'inizio della vendita per liquidazione, quando stavo già spostando alcune cose dall'interno alla vetrina esterna. Oggi tutte le vetrine interne sono vuote, ho praticamente finito tutto.

Credo di aver detto quasi tutto della mia avventura in un post del Gennaio 2016, per festeggiare i 10 anni di mia gestione. Perché ho preso in mano il negozio, con che spirito l'ho fatto, come ho proseguito e come mi ci sono ritrovato incastrato: ho già parlato a fondo di tutto e non ho altro da aggiungere, fino a qui.


Mi è piaciuto stare qui? Se avete letto qualche pagina di questo blog, la risposta potete trovarla da soli. Anche se ovviamente ho parlato solo dei clienti più folli e rompipalle, che per fortuna costituivano il 10% dei clienti totali di ogni giorno. E' passata molta gente perbene e normale, per fortuna. Ma sapete quel che si dice sulle mele marce: rovinano tutto il cesto, e di persone con grossi problemi ne ho viste ogni giorno, e probabilmente solo scrivere su questo blog mi ha salvato da qualche esaurimento nervoso. Ma ho anche avuto il tempo libero fra un cliente e l'altro per scrivere questo blog, e continuare a scrivere le altre cose che non ho mai smesso di scrivere - una certa flessibilità c'era, e me la sono goduta. Come dice anche la citazione qui in alto, il lavoro sarebbe anche stato interessante, se non avessi dovuto avere a che fare con i clienti. Ho scoperto di essere molto bravo a gestire il budget, seguire gli acquisti, far quadrare i conti, avere a che fare con i rappresentanti delle ditte e mi sono anche scoperto un venditore abbastanza efficace: tutta roba che ho iniziato a fare da zero, visto che avevo studiato lingue e letterature straniere applicate alla comunicazione di massa. Un altro bonus che ho sempre gradito, è il fatto che potessi andare al lavoro vestito come mi pareva: non ho mai avuto problemi con la mia enorme collezione di magliette di gruppi metal, punk e cose nerd varie.

Insomma, i lati positivi ci sono anche stati, ma i motivi per cui chiudo il negozio sono 4, e li metto in ordine di importanza:

1 - Non voglio mai più lavorare a contatto con il pubblico. E anche qui, la lettura del blog potrebbe essere un forte indizio sul perché. Dovrebbe essere inserito nei lavori usuranti, soprattutto per la mente.

2 - Gli incassi erano drasticamente diminuiti, questo era il momento giusto per chiudere prima di finire indebitato e amareggiato. La liquidazione totale è stata miracolosa, chiudo veramente a testa alta e con i conti a posto anche per le tasse (salatissime) che mi attendono nel 2025. 

3 - Mia mamma ha deciso che vuole godersi la pensione e, incidentalmente, anche lei non vuole mai più avere a che fare con il pubblico. Cosa c'entra mia mamma? Beh, mia mamma porta il cognome del negozio, è la titolare fiscale e (COLPO DI SCENA) il tecnico delle pile. Quando mi ha comunicato l'intenzione di ritirarsi, è stato per me un piacere e un sollievo. Non ho pensato mai di sostituirla, di cercare un altro tecnico: l'ho visto come un segno che era il momento di chiudere tutto. Per sfortunata coincidenza, tra l'altro, il tecnico esterno che invece si occupava delle revisioni e di riparazioni degli orologi ci ha comunicato a Dicembre che all'improvviso dovrà smettere di lavorare per seri motivi di salute. Sarei rimasto senza più nessuno che si occupasse delle riparazioni o le pile. Meglio chiudere, augurando una buona pensione a mia mamma e una pronta guarigione al riparatore. 

Ma non so se voi starete leggendo queste righe, perché probabilmente sarete ancora sotto shock per la rivelazione parentelare con il tecnico delle pile, che in realtà era unA tecnicA delle pile e ha circa 50 anni di esperienza con gli strumenti tecnici (ma voleva cambiare le pile di sera per non venire distratta).

4 - Visto che questo blog era dedicato a Clerks, spero di non fare troppi spoiler sul bellissimo finale della trilogia di film di Kevin Smith: in Clerks 3 Dante Hicks, il titolare del Quick Stop che "non avrebbe dovuto essere qui oggi", ha un infarto in negozio. Ecco, io non voglio fare quella fine, infartare a causa dell'ennesimo cretino che pretende di avere ragione su qualche argomento assurdo. Voglio fermarmi ora, prendermi una lunga pausa e riflettere su cosa fare in futuro. Posso permettermi un anno sabbatico e me lo prenderò, e questo è quanto, riguardo il negozio.

Clerks è stato un film fondamentale, per me: lo vidi nel 1995, a 19 anni, con amici appena conosciuti all'università. Era un film divertentissimo, folle, fenomenale. Non avrei mai immaginato che, 11 anni dopo, sarebbe diventato un documentario sulla mia vita. I clienti folli, le rotture di palle, i pochi incassi, è tutto riassunto in una storica scena fra Dante (commesso del minimarket) e Randal (commesso del videonoleggio accanto).

Randal: "Questo sarebbe anche un gran lavoro, se non fosse per i clienti di merda. Perché non ti rilassi, sai quanto staresti meglio se ogni tanto ti concedessi un bel cazziatone a qualche rompipalle? [...] Vuoi dirmi che non ci sono clienti che ti frantumano i coglioni ogni santissimo giorno per niente? Sfogati, sfoga le tue frustrazioni."

Dante: "Messa così no, non c'è nessun cliente in particolare, magari giusto certe categorie di clienti - le lattaie ad esempio, quelle che si mettono a periziare ogni litro di latte per trovare quello con la scadenza più lontana nella speranza di beccarne uno capace di non andare a male di qui ai prossimi 10 anni."

Randal: "Sai, io farei proprio a meno di quelli che vengono da me a noleggiare i film, con domande cretine come 'Cosa mi consiglia per un bambino di 6 anni che fa sempre la pipì a letto? Avete per caso quello lì con quel tizio che ha fatto quel film che è uscito l'anno scorso?' Come se per farsi la tessera del videonoleggio sia obbligatorio un quoziente intellettuale a livello zero"

Dante: "Dici che a te fanno domande idiote, dovresti sentire le caterve di cazzate che mi becco io."


E con questo, vi saluto.
Il blog non chiude: a inizio 2025 ci saranno altri dettagli sulla chiusura e su di me, e qualcos'altro su cui discutere. Ma intanto, auguro a tutti un buon 2025, e tutto il meglio per il resto della vostra vita.



lunedì 2 dicembre 2024

Last Christmas

Inizia Dicembre, il mese più importante per qualsiasi negozio, il mese in cui si sta aperti anche la Domenica nella speranza che la gente voglia comprare più regali di Natale.

L'anno scorso, Dicembre 2023, fu un vero e proprio disastro: incassi a malapena migliori di un mese qualsiasi, mentre si avrebbe bisogno di molto di più per far fronte alle tasse di fine Dicembre e inizio anno. Fu messo il seme dell'idea che forse la mia attività avrebbe potuto e dovuto fermarsi

Arriviamo a Dicembre 2024: realisticamente e in maniera ottimista, posso più o meno puntare a fare gli stessi (bassi) incassi dell'anno scorso. Sapete perché? Perché il mio Dicembre è stato in Novembre. Il mese scorso ho iniziato la svendita di liquidazione, vendo tutto al 30% in meno rispetto al prezzo di cartellino, e le vendite sono andate oltre le mie aspettative. Ho finito i Cucù (ne vendevo uno all'anno). Ho finito gli orologi Radiocontrollati (venduti 7, di solito ne vendevo 4 in un anno). Ho finito i profondimetri (ne avevo solo 2, ma non ne vendevo da un anno). Mi sono rimasti 5 G-Shock e 6 Casio normali (in pratica li ho finiti, l'enorme vetrina è completamente vuota). Ho venduto 48 Citizen (in un anno mediamente ne vendevo 60, circa).

La seconda settimana di Novembre ho incassato quanto tutto Settembre. La terza settimana, come tutto Ottobre.

Perché pronostico che incasserò molto meno a Dicembre, quindi? Semplicemente perché mi si è presentato il problema più assurdo, più bello e devo dire inaspettato: sto finendo la merce da vendere. Certo, ho ancora una 40ina di Citizen, ci sono altre cose di altre marche, ma anche se vendessi tutto (e ok, non credo di riuscire a farlo, ma ci andrò vicino), gli oggetti che ho in negozio non sono più quelli più costosi. Dovrei vendere 7 Citizen in un giorno, per arrivare al giorno medio di Novembre.

Da metà mese smetterò anche di prendere pile da cambiare. Metterò fuori un cartello: NON SI CAMBIANO PIU' PILE. Sarebbe troppo alto il rischio che la gente non venisse a ritirarle in tempo, e io non voglio tenermi dozzine di orologi in sospeso dopo la chiusura, organizzare i ritiri e seccature varie. Anche lì prevedo un grosso circo di pianti e lamentele di persone che devono cambiare la pila il 23 Dicembre, ma sorriderò perché non sarà un problema mio e non dovrò mantenermi calmo per non scontentare potenziali clienti.

Dicembre. Benvenuto. E' l'ultimo in cui lavorerò tutti i giorni con orari massacranti. L'anno prossimo mi godrò sul serio il Natale, ma anche quest'anno avrò soddisfazioni.

martedì 1 ottobre 2024

Il dado è tratto

Comunicazione di servizio, visto che fino ad ora c'era stata una discussione nei commenti ai post e qualche indizio, ma è ora di renderlo veramente ufficiale: il giorno 28 Dicembre 2024 questo negozio chiuderà. Ho mandato la richiesta di svendita per liquidazione per cessata attività, ho avvisato fornitori e commercialista, già da Giugno praticamente non facevo acquisti, ho una strada piuttosto lineare e tracciata davanti a me.

Mi spiace? Se leggete il blog da tempo, ma anche solo da un paio di mesi, la risposta potete intuirla da soli.

Fa strano, certo, sono qui da 18 anni (più almeno 5 anni precedenti in cui in Dicembre passavo in negozio tutto il mese per aiutare mio padre), è stata la cosa che mi ha occupato più la vita in questi 18 anni, è ovviamente stata la mia fonte di reddito e sui soldi non ho mai sputato. Ma è anche stata la mia fonte di stress e disgusto per l'umanità.

Finché lo facevo per soldi sopportavo tutto, ma adesso semplicemente i soldi non entrano più, mentre le rotture di palle dai clienti si sono moltiplicate e sono incessanti (cosa di cui ho discusso ampiamente nei post Lavorare con l'immondizia e Esempi di spazzatura). Mercoledì scorso ho incassato 78 euro, a fronte di una 40ina di persone entrate. Giovedì 130. Non ha nessun senso andare avanti così, prendersi gratis le rotture di palle. E quindi, fra tre mesi la saracinesca chiuderà per l'ultima volta e sarò a posto così, non preoccupatevi per me, non chiudo con astio o amarezza, è il momento giusto per farlo e con lo spirito giusto.

Prevedo tre mesi di ferro e fuoco, comunque: la parte complicata, dopo le semplici e formali comunicazioni a fornitori, comune e commercialista, sarà dirlo ai clienti. Prevedo scene da circo, quindi restate sintonizzati.


venerdì 30 agosto 2024

Non ho ancora riaperto

Avrei dovuto riaprire oggi, ma un lieve problema di salute mi ha convinto a spostare la data di un giorno. 

Sono andato in biblioteca a restituire i libri letti in Agosto, e fuori dall'ingresso ho trovato questo, un malinconico cinturino (NON USCITO DAL MIO NEGOZIO!) perso così, per strada. Non era nemmeno messo male, quasi nuovo. 

Ho fatto una foto, nel caso fra qualche giorno arrivi un "cliente" a chiedermi di montare questo raro cinturino trovato per strada (rideteci su, ma non è una cosa così improbabile, non batterei ciglio).



Intanto, gli altri negozianti della via mi hanno ragguagliato sul fatto che io sia la persona più ricercata in zona. Ogni giorno hanno notato che qualcuno arrivava davanti alla saracinesca abbassata e si guardava in giro spaesato. Al supermercato ho incontrato DUE clienti che mi hanno guardato con occhi sgranati.

Il punto più basso l'ho effettivamente toccato ieri, il momento in cui ho deciso che mi meritavo un giorno in più di pausa.

Ero in ospedale (non per me, stavo solo accompagnando), incrocio una cliente - devo dirlo, è una che riconosco, una cliente che effettivamente compra un paio di cose all'anno. 

Non è che mi ha fatto dei convenevoli vuoti come "che strano vederla qui", "spero vada tutto bene". No, le sue esatte parole con una faccia stupitissima per la mia apparizione e toccandosi l'orologio al polso: "Ohhh, ma buongiorno! Quando apre? Ho una pila da cambiare, sono passata ieri ed era chiuso."

Le ho detto che aprirò Martedì, solo per darle fastidio - è una buona cliente, ma io sono anche una persona, e se mi vedi in ospedale non mi chiedi di quando sarò al lavoro, io non mi sono mai identificato con il mio lavoro.

Insomma, si ricomincia esattamente come si era finito.

Ma da un certo punto di vista si ricomincia un po' più leggeri, perché io so una cosa che i clienti ancora non sanno.


martedì 1 agosto 2023

Per un Agosto sereno e laborioso

Stimatissimi lettori del blog, quest'anno ho abbastanza tempo per annunciare che sto per chiudere per ferie - solitamente arrivavo così fiacco all'inizio di Agosto, da abbandonare il blog senza saluti.

Ho già scritto appunti per 3-4 avvenimenti ridicoli (uno si intitolerà "i due puzzoni" e sarà un vero disgusto estivo), ma non ho tempo per scriverli bene adesso.

QUINDI, per augurare un sereno Agosto a tutti, penso di farvi gradita nel riesumare il link di wikihow alla guida per cambiarsi le pile da soli. Così, il lettore casuale troverà esattamente quello che cercava, ovvero il modo di non dovermi lasciare l'orologio per far cambiare la pila (con questa guida sarà ancora più evidente che "è facile, lo possono fare tutti"), mentre gli addetti ai lavori potranno ancora una volta ridere a crepapelle soprattutto per le SEMPLICISSIME istruzioni su come aprire un fondello a vite senza l'apposito attrezzo ma con un oggetto colloso che possa aderire al fondello per riuscire a ruotarlo; puoi acquistare questi prodotti in qualsiasi cartoleria oppure online (suggeriamo colla patafix e due puntine).

https://www.wikihow.it/Cambiare-la-Batteria-dell%27Orologio

Per i più arditi, c'è tutta una serie di articoli correlati veramente utili per passare un'Estate spassosa. Io continuo a pensare che wikihow sia in realtà un sito satirico, soprattutto quando utilizza l'immagine di uno Swatch per mostrare come si cambiano le anse a molla.

https://www.wikihow.it/Rimuovere-le-Maglie-dal-Cinturino-dell%27Orologio

https://www.wikihow.it/Cambiare-il-Cinturino-di-un-Orologio

A presto... purtroppo.

sabato 5 settembre 2020

Quando apre?

In Agosto, sono stato chiuso per ferie per 18 giorni. Sì, so che sono stato forzatamente chiuso per oltre due mesi, ma comunque 14 giorni lontano dalla mia casa, lontano da tutti e in riva al mare a basso costo, me li meritavo.
Per 4 giorni, dopo il mio ritorno, sono stato in città. In questi 4 giorni, mi hanno chiesto 7 volte "Quando apre?". Non potevo avvicinarmi al negozio per sistemare le vetrine, non potevo prendere un gelato in centro, non potevo andare al supermercato: l'intera città si aspettava la mia apertura, segnalata chiaramente sulla saracinesca.
Il top è stato mentre mi mangiavo un gelato in un giardino pubblico, seduto a pensare ai fatti miei: un anziano si avvicina, mi chiede quando apro, rispondo senza dare corda per conversazione, lui se ne va, ma non si allontana troppo. Poco dopo scopro che sta accompagnando la nipote al parco, e al momento di andar via mi indica e dice alla nipote, di circa 10 anni: "Vedi, fra due giorni andrò da quel signore, è il signore che si occupa delle pile".
Come se non fosse già deprimente, pochi minuti dopo arriva una anziana in bicicletta. Si ferma a distanza, mi guarda come se nel parchetto della sperduta cittadina ci fosse George Clooney a mangiare un gelato. Incontra delle amiche al parchetto (non scende mai dalla bici), parla con loro, SENZA MAI STACCARE GLI OCCHI DA ME. Nonostante la mascherina, io in realtà la riconosco: è una rompicoglioni di livelli stellari, una delle poche persone che tratto piuttosto male nella speranza che non torni più a tormentarmi con le sue sveglie con le pile scariche e lacrime e lagne quando dico che non funzionano più.

Vabbè, riassumendo: HO RIAPERTO MARTEDI' 1. Va bene?
La vecchia in bici è venuta mercoledì. Con una sveglia, ovviamente. Per fortuna funzionava, cambiando la pila.
Il vecchio è venuto Venerdì, io ovviamente non lo avevo riconosciuto, ma ci ha pensato lui, lanciandomi battute "se sono sempre al parchetto", se abito nella zona, e tante altre cose amichevoli. Contento lui...
Per il resto, per gli amanti dei numeri:

ho servito circa 60 persone al giorno.
abbiamo cambiato circa 35 pile al giorno.
ho venduto un paio di orologi al giorno.
In questa prima settimana di riapertura, ho fatto il 30% di incasso in più rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso.

Avanti così, ora ho riaperto.
Cercherò anche di tenere più aggiornato il blog. Promesso?

mercoledì 29 agosto 2018

Gesù sul petto


Son tornato ieri al lavoro. In realtà non so se è stata una scelta saggia - un po' a sorpresa, la metà della città è ancora chiusa, e le strade deserte. Molti riapriranno il 4 Settembre, a me pare un po' tardi, ma probabilmente son scemo io a tornare al lavoro troppo presto.

In ogni caso, devo riferire di una cosa avvenuta in vacanza. Sono andato in campeggio al mare, a circa 400 km dal negozio, senza mai pensare nemmeno un giorno al lavoro - vero relax.
L'ultimissimo giorno, esco dalle docce comuni (ognuno ha il suo box ovviamente, non sono COSI' comuni), in ciabatte e a petto nudo, e quasi mi scontro con un tizio sudamericano in attesa del suo turno per la doccia.

"Ciao!"
(mmm... boh ok, in tanti in campeggio si danno del tu) "Ciao!"
"Sei di xxx?"
(aiuto come fa a saperlo?) "Sì..."
"Vendi orologi?"
(occazz0)"Sì..."
"Ciao, sono un cliente, ti ho riconosciuto subito!"
"Ahhh, sì, scusa così a petto nudo non è che ci si riconosce subito!"

Descrizione cliente sudamericano di cui non ricordo la presenza in negozio (ma la mia politica aziendale, lo sapete, è quella di non riconoscere mai nessuno): alto quanto me, capelli rasati, muscolosissimo, CON UN GESU' ENORME CROCEFISSO TATUATO SUL PETTO, altri simboli religiosi sui bicipiti.

"Che strano vedersi qui!"
"Ehhh, a volte le coincidenze, veramente divertente!"
"Dai, ci vediamo quando torniamo in città"
"Purtroppo io sto tornando proprio a casa oggi pomeriggio!"
"Io sono arrivato tre giorni fa, ti avevo visto in spiaggia ma non ero sicuro che eri tu, buon rientro allora, io sto qui ancora dieci giorni."
"Buona vacanza, ci vediamo in città!"

Il dramma è che ovviamente mi sono già scordato la sua faccia, ho questo tipo di problema. Lo riconoscerei soltanto se si presentasse in negozio a petto nudo, temo.

In realtà è stato un incontro pure simpatico e inaspettato - ha parlato della mia professione solo per riconoscermi, ma non ha iniziato a dire come fanno tutti che ha una pila da portarmi, ha un braccialetto rotto, ha questo e quello. Quindi, è una persona che conosco dal lavoro, che non si è sentito in dovere di parlarmi del lavoro. Così ci si comporta. Se torna e lo riconosco, uno sconto è garantito.

E questo è tutto il tempo che ho dedicato a pensare al negozio, durante le vacanze.

martedì 12 gennaio 2016

2016, finalmente (AKA Orologiaio Origins AKA Finalmente Libero)

Esattamente dieci anni fa, esattamente questo giorno, ereditai questo negozio (attività e muri), a causa dell'improvvisa morte di mio padre.
La sua scomparsa non fu immediata, ma nei pochissimi giorni di malattia non mi disse MAI una parola relativa al negozio. Cosa avrebbe voluto che io ne facessi, cosa avrei dovuto fare se avessi preso il suo posto, quanti soldi doveva alle banche. Io all'epoca avevo tutt'altro lavoro, avevo fatto tutt'altri studi e non mi interessava minimamente lavorare in negozio, se non i 20 giorni all'anno in cui a Dicembre aiutavo con le vendite. Ma anche lì, io ero presente principalmente per prendere e ridare pile e riparazioni, in attesa che mio padre finisse una vendita e arrivasse dal cliente. Non mi interessava altro, e non imparavo un granchè - anzi in Dicembre spesso andavo a letto più tardi del solito perchè potevo permettermi di stare in negozio con metà cervello acceso, per quel che dovevo fare.

In ogni caso, nel Gennaio 2006 sono stato obbligato a questa "scelta" di lavorare in negozio "per un po'", perchè ho scoperto quasi subito che negli otto anni di attività con questo negozio, mio padre aveva accumulato oltre 80,000 euro di debiti con lo Stato e le banche. Mi spiace se qualche mio parente mai leggerà questo blog, ma questi sono i dati di fatto: mio padre di questi affari non se ne intendeva (prima si occupava, con enorme successo, di altro), ma non aveva mai detto niente che facesse intuire un problema. Soldi ne faceva abbastanza, ma ne spendeva altrettanti e poi anche di più. Era il sogno dei teorici delle finanze, però: "in caso di crisi, investi ancora più soldi! Vedrai che funziona far girare i soldi!"

80,000 euro non li avevo, da dare alle banche e allo Stato, e rischiavo che mi portassero via tutto. Dovevo lavorare in negozio per dimostrare che l'attività proseguiva, dare fiducia alle banche (che in tre mesi hanno preteso 25,000 euro, per iniziare) e poter ottenere le dilazioni delle tasse arretrate.
Con l'aiuto solo del commercialista e di mia mamma (ex commerciante), ho almeno capito che cazzo dovevo fare, nella quotidianità di un negozio. Davvero, non ne avevo idea e non so ancora adesso come ho fatto a partire e poi ingranare.

I primi due anni ho lavorato gratis, potevo permettermelo in quanto vivevo con mia madre e avevo messo via abbastanza soldi con i lavori precedenti, compreso quello che svolgevo fino al Dicembre 2005 e che ho trasformato in part-time free-lance. In quei due anni ho capito come giravano le cose, ho capito come e dove tagliare i costi, ho abbandonato alcune marche e ho cambiato un po' di cose.
Dal 2009 in poi, circa, ho messo mano alle cartelle esattoriali, ho fatto i conti. Avevo visto che nel 2016, con le dilazioni giuste, avrei finito di pagare il debito con lo Stato. Sembravano infiniti, sette anni, eppure eccomi qui.
Nel 2009, fatti bene tutti i conti (perchè quella è una cosa che so fare molto bene), mi ero detto: "Sarò legato a questo posto fino al 2016, poi avrò finito di pagare tutti i debiti con tutti e potrò decidere se vendere tutto o cosa farmene di questo lavoro".

Ebbene, il 2016 è arrivato. Con mia enorme soddisfazione, l'ho messa nel culo a tutti quelli che avevo contro. Perdonatemi l'espressione, ma è esattamente come mi sento, e come mi sono sentito in questi anni: solo contro tutti.
Contro le banche, in particolare il figlio di puttana che si era "scordato" che per sottoscrivere un mutuo con la loro banca (Cariplo, per la cronaca) era obbligatorio sottoscrivere una polizza sulla vita - quindi automaticamente con la morte di mio padre, l'assicurazione che lui aveva pagato avrebbe dovuto coprire i 25,000 euro del mutuo, ma siccome io non avevo idea di questa cosa e siccome non sapevo dove mio padre tenesse i documenti, ho dovuto pagare tutti i 25,000 euro in tre mesi, subendo anche le sue pressioni telefoniche. La banca, quando qualche mese dopo ho scoperto di questa "svista" e l'ho denunciata, ha fatto spallucce. Il figlio di puttana è morto due anni fa, per la cronaca. La filiale della sua banca ha chiuso. Cristo quanto ci godo, quando ci penso. Piccola vendetta, ma è un inizio.
Contro lo Stato, che non vorrei fare populismo ma veramente si succhia il sangue, dai negozianti. Chi non la vive questa cosa non la può comprendere, tanto "tutti i negozianti sono ladri".
Contro i clienti, che mi hanno stressato dal giorno uno - ma questo già lo sapete ;)
Contro alcuni commessi viaggiatori, che all'inizio hanno approfittato della mia scarsa preparazione e hanno contribuito a farmi spendere ancora più soldi.
Contro alcuni lettori di un blog chiamato "Clerks", aperto solamente per sfogarmi della immondizia umana con cui ho quotidianamente a che fare. Un ringraziamento invece a chi ha compreso lo spirito del blog (tendenzialmente chi ha capito è un commesso o unmisantropo, a volte un collega dalla mentalità aperta).
E via così. Al di là del commercialista e di mia mamma, non ho avuto aiuti da nessuno, in campo lavorativo. Mai. Solo il mio spirito di metterla nel culo al mondo mi ha sostenuto, e ora sono ad un passo dal raggiungere il mio obiettivo di pareggiare i conti con il passato.

Quindi, 2016, eccomi qua. I conti son quasi saldati.

Nel 2009 pensavo di pareggiare i conti e vendere tutto. Nel frattempo non ho imparato ad amare questo lavoro, come vorrebbero i film più banali. Anzi, probabilmente la mia "passione" si è ancora più spenta. Eufemisticamente, posso dire che non mi interessa granchè degli orologi, e non mi interessa il lavoro a contatto con la gente (sto usando EUFEMISMI ENORMI).

Nel 2009 la famosa "crisi economica" stava solo iniziando, o non se ne conosceva la portata. La gente poteva avere un lavoro, cambiare lavoro, pensare a fare soldi facendo un lavoro. Ora chi ha un lavoro se lo tiene, anche se lo odia.

Quindi che dobbiamo fare. E' un lavoro. Me lo tengo. Se questo fosse un film, sarebbe un film di rivincita sul mondo ma con finale agrodolce, l'eroe che si incammina al tramonto verso un domani che sarà uguale a ieri.
Me lo tengo, ma almeno l'ho messa nel culo a tutti gli altri. Nessuno ci avrebbe scommesso, ma ce l'ho fatta.

Fanculo, me lo tengo. In attesa del famoso "cinese con la valigetta con un milione in contanti per rilevare l'attività". Io ci spero sempre, e non avrei tante remore. Vi posterei la mia foto da un paradiso tropicale, posterei anche l'indirizzo del negozio per far pubblicità a chi l'ha acquistato per un milione di euro.
Brindiamo ad un 2016 di sogni da realizzare, quindi!

NB: nel primo commento qui sotto, un paio di considerazioni ulteriori, ma mi sentivo che il post doveva chiudersi qui

venerdì 18 settembre 2015

Nuovi sbocchi lavorativi

Parlavo nel post precedente di problemi organizzativi nel gestire orde di clienti
(e ancora una volta lo ripeto: prima di dire "eh ma te sei fortunato, nel mio negozio entra poca gente", ricordatevi che esistono le vie di mezzo, e che io mi trovo ogni giorno da solo a servire almeno 60 clienti, con il problema che tratto tutti troppo velocemente e con superficialità, anche chi magari sta lasciandomi 300 euro per comprare un orologio).

Beh, in Agosto ho fatto un giro a Expo e ora rifletto che potrebbe essere questo il mio futuro:


Carrellino di orologi da spacciare direttamente per strada, oppure carrellino per cambiare le pile direttamente a domicilio: d'altronde con i numeri di pile che cambio, immagino che se andassi a suonare casa per casa, qualcuno che deve cambiare la pila lo troverei sempre.

"SIGNORA E' ARRIVATO IL CAMBIAPILE! SIGNORA SCENDA SUBITO E SI AVVICINI AL CARRELLINO! CAMBIO PILA IMMEDIATO, PILE CINTURINI LUCIDA VETRO! PREZZI ABBORDABILI SIGNORA! SIGNORAAAAAA APPROFITTI!"

martedì 21 aprile 2015

Deviazione Professionale - Man finds Food


Ieri è cominciato il nuovo programma di Adam Richman, "Man finds food". Onestamente non è interessantissimo, e l'editing va troppo veloce... troppe immagini e troppe parole in pochi secondi, e poco tempo dedicato all'arte del mangiarsi un bel panino.

Ma in ogni caso, la mia attenzione è stata distratta dopo pochi secondi, quando ho visto che Adam aveva al polso un orologio che ho in vendita anche io. E' sempre un'emozione riconoscere i "miei" orologi :)


Suunto Core All Black.

Scusatemi la deviazione professionale. Scatta sempre, in questi casi. Su DMAX è la fiera del Casio G-Shock, fra "affari in vendita" e "rimozione forzata". In America amano il digitale indistruttibile :)

lunedì 29 dicembre 2014

La magia di Natale.

Scusatemi, non scrivo da un po', immagino di dover scrivere due righe prima che qualcuno mandi i coccodrilli e gli avvoltoi.
Semplicemente, sono stato come sempre preso dal lavoro dicembrino, che porta due conseguenze: zero tempo per stare online (l'ultima settimana non accendevo nemmeno più il computer), e al contempo un drastico calo dei casi umani.
Mi stupisco ogni anno: gli ultimi 10 giorni chi entra nel negozio si trasforma quasi sempre in "cliente", e non in generico "perditempo", è una magia di Natale fantastica.

Come scrive Antani Comics, "Di solito, questo, oltre ad essere un ottimo momento per stare con la famiglia, è anche una stupenda occasione di riflessione: l'anno sta per finire, e si avvicina il momento di bilanci e scelte per il futuro. Per chi ha una attività, questo è un momento particolarmente delicato."

Com'è stato per me, Dicembre?
Non mi posso lamentare, tutto qui. Partito lentissimo, forse addirittura inferiore ad un mese "normale", ma poi è cresciuto dopo il 15, quando sono arrivate le tredicesime. Mi lamenterei molto meno se la maggior parte dell'incasso non fosse stata devoluta ad Equitalia proprio oggi, ma vabbè.

Guardo al 2015 con nuove sfide da vincere. Auguri a tutti!

martedì 2 settembre 2014

Soluzione quiz e nuovo quiz-riapertura


Ok, oggi ho ripreso con il lavoro. Ho deciso di riaprire per la prima volta in Settembre, non mi era mai successo di tornare al lavoro in questo mese! Poi, di solito apro il Sabato ma quest'anno cadeva nel giorno del mio compleanno e come maxi-regalo ho deciso di non avere a che fare con orde di assatanati che attendevano da 3 settimane di portarmi la loro pila. E' stato un regalo piacevolissimo.

Che qualcuno me la mandi buona.

Rispondiamo al quiz lasciato prima delle vacanze: quanti orologi mi sono rimasti non ritirati nel cassetto prima della pausa estiva?

Contati stamattina in presenza del notaio: sono "solo" 46, divisi in 33 "normali" e ben 13 "pila e impermeabilità", che magari servivano per l'estate, boh.

Ma ripartiamo con un nuovo quiz: quanti clienti avrò in questo primo giorno di riapertura? Ma soprattutto, quante pile mi porteranno?
Riuscirò (SPERO DI NO) a battere il record dell'anno scorso di 68 orologi?
(bonus: se volete azzardare anche una stima sulle vendite di questo primo giorno... diciamo che la stima di "zero" di solito è appropriata)

Sono anche così buono e ottimista da darvi un indizio appena raccolto:

8 orologi nei primi 15 minuti
7 clienti primi 15 minuti

Ne ho fino alle 19.30... vediamo un po'.

giovedì 6 febbraio 2014

The watch of the beast

In quanto metallaro, sono molto sensibile ai 'problemi del 666'.
No, niente di satanico... ma nel mondo del metal la cifra 666 rappresenta uno stile di vita - se non capite quel che dico, vuol dire che non ascoltate la musica giusta, potete anche passare oltre.

Quindi, mi fa molto piacere scoprire che qualche designer di orologi ha nascosto in un orologio 'normale e coloratissimo' il marchio della bestia...


Niente, questo non è un post di rabbia o lamentele, ne siete stupiti?
E' solo un saluto a chi ascolta "la musica giusta". Con tanto di playlist per rilassarvi.







martedì 7 gennaio 2014

Greenwich 2014


Quello che vedete qui è il mio piede (e più sotto, la mia mano: di più non mostro!).
Sta schiacciando il meridiano zero, quello di Greenwich, dove il 2 Gennaio sono andato a sincronizzare il mio orologio con il GMT, Greenwich Mean Time. Così ora il mio orologio è a posto.


Già che ero in presenza dell'orologio-zero, ho pregato il dio degli orologi che tutti quelli venduti da me vadano bene ora e sempre nei secoli dei secoli, e che le pile messe nel mio negozio durino 7-10 anni in modo da non doverle cambiare troppo spesso.

E che nel 2014 nessuno mi rompa i c*gli*ni, lavorativamente parlando.

Amen.


giovedì 6 dicembre 2012

La mattina perfetta

5 Dicembre 2012, una mattina che entrerà nella storia del negozio.
Ho servito una ventina di clienti, alcuni hanno comprato (sì, ho pure venduto un paio di orologi per Natale), alcuni hanno ritirato orologi lasciati per le pile, alcuni mi hanno fatto perdere tempo.

MA.
MAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

Nessuno. NESSUNO. Ha portato pile da cambiare.

Per tre ore e mezza, non ho preso nessuna pila.

Mai successo prima, mai succederà di nuovo, sono sicuro.

Solo un temerario, verso le 12.00, ha provato a lasciarmi un orologio per la pila - peccato che il furbone lo avesse portato nella busta del mio stesso negozio, con su la scritta "Portare al concessionario, chiusura particolare". Insomma se settimana prima il tecnico dice di portarlo al concessionario, posso assicurare che non cambierà idea. Quindi gli ho rimbalzato l'orologio, e ho chiuso alle 12.30 senza nessuna pila da cambiare.

Mi son preso una pizza e birra per festeggiare, ero commosso.

Ovviamente nel pomeriggio mi hanno portato diciotto (18) pile da cambiare. E stamattina vi scrivo un'ora dopo l'apertura, e sono già intorno a quota 10 pile lasciate.

E' stata un'oasi nel deserto, una serie di magnifiche coincidenze. Lo rimpiangerò per sempre, quel magnifico 5 Dicembre 2012.

martedì 27 dicembre 2011

Euforia Natalizia

Sì, è finito il periodo delle vendite di Natale. E' stato veramente soddisfacente: innanzi tutto, nonostante tutto quello che leggo sui giornali, il periodo natalizio nel mio negozio si è chiuso con il segno + rispetto agli incassi 2010.
E' un + 3%, ma di fronte a perdite medie nel settore intorno al -25%, direi che è un bel risultato. Inoltre ho ridotto per Dicembre le spese del 20%, e per Gennaio del 50% rispetto al Gennaio scorso. Quindi, posso essere fottutamente soddisfatto di come ho lavorato.

E' stato molto euforizzante anche, soprattutto, avere un aiutante in negozio. In questo periodo di vendite c'era il triplo del lavoro da fare, ma con una persona che si occupava di pile/lamentele sulle pile/ritiro delle pile/menate sulle pile/cambio cinturini, io mi sono sentito come se avessi lavorato la metà, la sera non ero mai stressato come lo sono per il resto dell'anno.

Ecco, il resto dell'anno inizia oggi, 27 dicembre: non ho più la persona che mi dà una mano (il resto dell'anno non posso permettermela, per quanto i miei conti siano a posto), e infatti, dopo due minuti dall'apertura del negozio... DRIIIIN. Suonano alla porta. Una tizia vuole una pila subito. Alla fine non me lo lascia nemmeno, l'orologio. Sono bruscamente tornato alla dura realtà.
Anche perchè dopo altri 5 minuti, un'altra tipa mi ha lasciato l'orologio, per la pila per domani. E mi ha chiamato un'altra, per sapere se eravamo aperti. Sento il livello di stress che torna a salire...
(Mentre scrivevo questo pezzo, è entrato un vecchio che voleva un perno sistemato subito. Non l'ha lasciato, domattina parte. Partono tutti, tranne me!)

Tirando le somme:

Sono contento del Natale 2011? Eccavolo, sì. Sarei un ingrato a dire il contrario, mi è andata di lusso rispetto alla media della 'concorrenza'. Sono contentissimo.

Sono contento del lavoro svolto? Sì, eccome. Ci so fare, con ste cose. Merito della fortuna, ma anche del duro lavoro svolto giorno per giorno, e di una pianificazione attenta.

Sono contento del mio lavoro quotidiano? No, ancora no. Ma si tira avanti, non è che ci siano molte scelte.
Per un mese di euforia, ce ne sono 10 (Agosto lo conto poco) di battaglia campale quotidiana, di soddisfazioni scarse e di frustrazione totale ad avere a che fare con gente veramente infima. Ma è un lavoro. E un lavoro che paga. Quindi per ora, me lo tengo ancora stretto, sognando un giorno di avere abbastanza soldi per poter pagare un aiuto permanente, magari. Non sogno di smettere di lavorare (sì ok, pure quello!), ma semplicemente di avere un aiuto. Chissà.

lunedì 12 dicembre 2011

Cioccolato

Un paio di informazioni di servizio, prima di arrivare al post 'vero'!


- Grazie a tutti per l'avviso che Splinder sta per chiudere. Ho salvato tutto già da settimane, e appena mi verrà la voglia, aprirò un nuovo blog da un'altra parte (penso blogger.com, a meno che non abbiate sentito di particolari problemi legati a questa piattaforma), e vi avviserò.



- No, questo blog non ha "già chiuso". Sono stato molto molto molto impegnato, e fino a fine dicembre continuerò ad esserlo. La stagione natalizia sta andando abbastanza bene, di certo incasso meno dell'anno scorso, ma siccome ho anche speso meno rispetto all'anno scorso, il bilancio alla fine quadrerà.



Ecco, finiti i messaggi di servizio, passiamo a parlare di me.



Sono stato ad una festa e mi hanno regalato questo.





E' un fighissimo orologio di cioccolato! E' veramente perfetto!
Ad occhio, direi che è modellato su un Bulova Accutron.



Deviazione professionale: le lancette sono però sfasate, la lancetta delle ore è troppo avanti per segnare i 7 minuti primi! Bisogna mandarlo in assistenza!



Deviazione professionale da McGyver: MA LA PILA COME SI CAMBIA? Sapete, non trovavo l'apertura per la pila, quindi l'orologio me lo sono mangiato! E ancora non sono riuscito a trovare la pila! Domani vado a rigurgitarlo a qualche orologiaio e spero mi possa aiutare lui...