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martedì 30 aprile 2024

Vecchio di merda

Di persone sgradevoli ne sono passate in negozio, ma questo tizio entra velocemente ai primi posti dei più stronzi degli stronzi.

Tizio, vecchio, ben oltre gli ottanta. Purtroppo per lui, ha la schiena un po' piegata in avanti, si muove con il bastone. Tizio mai visto prima.

Viene in negozio il 15 Aprile, in un momento in cui il clima è freddissimo MA bisognerebbe tenere spenti i caloriferi, in attesa di una deroga del sindaco (deroga poi arrivata il 17 Aprile). Nella pratica, chi ha il riscaldamento condominiale (come io a casa) congela, chi ce l'ha autonomo tiene accesso. In negozio ho un calorifero acceso e uno no.

In ogni caso, il tizio entra e:

"Buongiorno. Mi deve mettere la sedia qui."

(gentilezza, parola magica "per favore" e tutto il resto non pervenuto: ordini diretti, bene così)

*metto la sedia dove richiesto*

Estrae un orologio.

"Per questo orologio deve mettermi una pila buona, la migliore che ha"

"Sì, non c'è problema, le pile che usiamo sono sempre tutte freschissime e di buona marca"

"Che marca?"

"Energizer"

"Non la conosco, ne ha altre?"

"No, ho solo Energizer."

"Pazienza, mettiamo questa che dice lei"

"Mi deve lasciare l'orologio, viene pronto domattina"

"Ma io faccio fatica a camminare, me lo deve fare subito"

(ancora una volta, nemmeno la parola magica "per favore", il suo è un ordine)

"Mi dispiace ma non mi occupo io di queste cose, lo fa il tecnico la sera e quindi è pronto da un giorno per l'altro."

"Non posso tornare"

"Mi dispiace allora, veda lei se è comodo a trovare in altri negozi, anche più vicini a casa"

"Me lo deve fare subito"

"Le ho spiegato perché purtroppo non posso, non è il mio lavoro, c'è una persona apposita"

***Nel frattempo sono entrate altre due persone***

"Mi lasci tempo per pensare, mi sposto dal bancone così si occupa delle altre persone"

***Il vecchio si alza dalla sedia e si sposta vicino al termosifone. Le altre persone devono una cambiare la pila, l'altra ritirarla. Non fanno storie. Mentre sto restituendo l'orologio al secondo cliente, il vecchio interviene.***

"Senta scusi?"

"Sì, un attimo"

"No, lei mi deve dire subito perché il calorifero è acceso"

"Un attimo che finisco con questo signore, arrivo"

"NO ME LO DEVE DIRE SUBITO"

"Un attimo."

**Finisco con il cliente**

"Ecco, dica"

Mi aggredisce verbalmente, urlando come un matto.

"LEI MI DEVE DIRE PERCHE' TIENE I CALORIFERI ACCESI, QUANDO NON E' PERMESSO"

"In negozio fa freddo, ho il riscaldamento autonomo e preferisco non congelare"

"LEI DOVREBBE ESSERE MULTATO"

"E' un rischio che corro, sì"

"LO SPENGA SUBITO O CHIAMO LA POLIZIA"

"Non lo spengo, e le dico che forse è ora di andare"

"IO VADO ALLA POLIZIA"

"D'accordo, ci vada pure, basta che esca dal negozio subito."

"E' VIETATO TENERE I CALORIFERI ACCESI"

"Sì, ne sono consapevole."

"PERCHE' LI TIENE ACCESI?"

"Perché fa freddo."

"LI SPENGA SUBITO"

"Senta, vada alla polizia ma si sbrighi a uscire."

Sta roba, detta a uno che ha il bastone, non è che sia molto applicabile. Io lo avrei volentieri aiutato con calci nel culo, ma alla fine, sbraitando, è andato via.

Dio santo che persona sgradevole. Io posso capire uno che ha problemi fisici ed è nervoso, ma niente può dare l'autorizzazione a sbroccare e trattar male la gente a caso. Non gli ho nemmeno potuto dire che chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni, perché in realtà a 100 anni ci era già vicino.

In ogni caso, ho chiuso il termosifone per il pomeriggio e il giorno dopo - poi è arrivata la deroga e ho riacceso. Sì, ero nel torto. No, nessun vecchio è autorizzato comunque a dirmi cosa fare.

giovedì 26 gennaio 2023

Insolente

 Tizia, oltre 80 anni.

"Devo cambiare la pila"

"Non c'è problema, me lo deve lasciare ed è pronto per domani mattina"

"Quanto costa?"

"5 euro"

"Ma è troppo, i ragazzi per strada la fanno pagare 3 euro"

"Non so che farci, questo è un negozio e la pila costa 5 euro, mi sembra anche un prezzo onesto, ma se vuole andare dai ragazzi in strada non c'è problema"

"Ma tanto poi l'altra volta che mi ha messo la pila poi l'orologio non ha funzionato"

"Ma allora cosa è tornata a fare?"

"Arrivederci"


Bah. Livello conversazione: asilo.

Chi saranno mai questi "ragazzi per strada"?

Mi sembra poi che l'accusa dell'orologio non funzionante fosse un dispetto, un tentativo di sminuire il mio lavoro dopo che le avevo comunicato l'esosa cifra richiesta per la pila. Credo di aver dato, di istinto, l'unica risposta possibile: ma perché diavolo è tornata, se è scontenta del mio lavoro e dei costi? 

Bah. Io di questa gente non ho bisogno.

venerdì 13 gennaio 2023

2023, benvenuto

Giovedì 12 Gennaio, terzo giorno di apertura del negozio. Ho fatto una cosa di cui non vado fiero - non tanto per quel che ho fatto, ma perché poi son rimasto nervoso tutto il giorno.

Ho urlato forte contro una cliente, e per evitare di bestemmiarle molto forte in faccia, ho dato un pugno molto pesante al bancone. Il tutto per una cosa che normalmente non mi tocca nemmeno più di tanto.

Tizia, 80 e passa anni. Deve cambiare la pila all'orologio. 

"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare e viene pronto domani mattina"

"Domani? No..."

"E' una cosa che fa il tecnico la sera, ci vuole sempre una sera di mezzo"

"Faccia il bravo, che l'altra volta me l'ha cambiata subito"

"Non mi occupo di cambiare le pile, a meno che non fosse uno Swatch l'orologio, solo in quel caso la pila si può fare subito"

"No, era questo esatto orologio"

"E allora le assicuro che io non ho mai cambiato una pila a questo orologio, perché non me ne occupo io"

"Non dica bugie, l'ha fatta lei subito"

"Signora, saprò bene di cosa mi occupo nel mio negozio. Non è il mio mestiere, cambiare le pile"

"Mi pare una cosa incredibile, che mi dica le bugie"

Ecco, qui perdo la testa. Non so perché - le discussioni su "la pila subito" sono la base su cui si fonda questo blog, non ne parlo nemmeno più perché ho discussioni su questo argomento.

Ma che una stronza venga prima a trattarmi con toni paternalistici ("faccia il bravo"), poi mi dica che sto dicendo bugie, dopo che già in due occasioni le avevo spiegato in termini molto chiari che QUELLO NON E' IL MIO LAVORO, mi ha fatto scattare.

"Signora, le ripeto che saprò bene cosa faccio e cosa non faccio nel mio negozio, spero che almeno questo mi sia concesso. Se vuole lasciare l'orologio lo lasci, altrimenti lo porti via, non ci sono problemi"

"E' che l'altra volta..."

"L'ALTRA VOLTA NIENTE! IO NON LE CAMBIO LE PILE! MI DICA SOLO SE LA VUOLE LASCIARE O NO!"

"La lascio, anche se potrebbe farla subito"

"SIGNORA, CAZZO! NON LE CAMBIO IO! Mi dica che nome devo segnare, se lo lascia"

E niente oh, sta rincoglionita l'ha lasciato, non si è scomposta. Davvero vedevo rosso per le stronzate che stavo sentendo, ho detto una parolaccia ma stavo per bestemmiare per frustrazione e per sottolineare meglio il concetto.

Incredibile che l'abbia lasciato, dopo la mia reazione.

Quando è uscita, ho dato un gran pugno al bancone, mi ha fatto male la mano per mezz'ora.

Ovviamente c'è un epilogo assurdo: stamattina la tizia è venuta, ha ritirato, pagato, non ha fatto cenni a quel che è avvenuto ieri. Bah.

Buon 2023. Io cerco di non essere scaramantico, ma al netto di questa scema, l'anno non è comunque iniziato sotto i migliori auspici, fra vendite zero e una marea di cagate dei clienti.


giovedì 26 maggio 2022

A cosa serve arrabbiarsi?

 Tizio di circa 80-85 anni, con moglie.

Orologio di una marca che vendo io, cinturino in acciaio.

"Buongiorno, devo aggiustare il cinturino di questo orologio, continua a uscire la stanghetta"

La "stanghetta" in questione è il perno di una maglia fissa, insomma solitamente non è previsto che esca o che si possa far uscire, ma ok, se per qualche motivo esce, vuol dire che la sistemeremo.

"Niente di grave, me lo deve lasciare, domattina è pronto"

"Non me lo può fare subito?"

"No, mi spiace, non mi occupo io di queste riparazioni, lo deve fare il tecnico la sera, domattina sarà pronto"

"Ma l'altra volta me l'ha fatto subito"

"Probabilmente si trattava di qualcos'altro, magari dovevo cambiare l'ansa della chiusura, ma di perni non mi sono mai occupato"

"Ma cosa ci vuole?"

"Ci vuole la capacità e la competenza per un lavoro simile - io sono addetto alle vendite, non mi occupo di queste cose"

"L'altra volta però me l'aveva fatto subito"

"Senta, non so 'l'altra volta' cosa ho fatto subito, ma in ogni caso questa riparazione è pronta domani"

"No"

"Pazienza, allora... io le chiedo meno di 24 ore, ma veda lei"

"Me lo faccia subito, da bravo"

"Non so che dirle, me lo dovrebbe lasciare"

"MA L'ALTRA VOLTA CI AVEVA MESSO 2 SECONDI"

La moglie inizia a strattonarlo.

"Le ripeto che sarà stato un altro tipo di lavoro. Adesso veda lei"

"Non lo voglio lasciare"

"Non lo lasci, che devo dire"

"MA LEI LO DEVE FARE!"

"Sì, lo devo fare, per domani. Non dico che non lo faccio, lo faccio per domani."

"ME NE VADO"

"D'accordo, arrivederci"

"NON TORNERO'"

"..."

(dice altre cose che non ricordo bene, insulti generici di basso livello)

Mi lascio sfuggire, dal cuore, un commento che inizia con una parola romanesca:

"Ammazza, che permaloso però"

"NO, TI AMMAZZI TU, BRUTTO STRONZO, E PURE TUA SORELLA"


*viene trascinato via dalla moglie, che non ha aperto bocca*

Io vorrei sapere cosa crede di ottenere la gente incazzandosi per questioni banali. A prescindere dal fatto che in ogni caso non avrei sistemato il perno immediatamente, mettersi a urlare fa passare qualsiasi voglia di dare aiuto o comprensione. Poi già da quel "non me lo può fare subito?", mancava la parolina magica "per favore". A volte (non in questo caso, ripeto), la gentilezza apre più porte rispetto ad una incazzatura random.

Ma poi a 85 anni, ti devi ridurre così, a farti dare del vecchio coglione sul blog di uno stronzo... ci perdi tu, credo. Anche in salute.

mercoledì 2 marzo 2022

Un coglioncello che non sa lavorare

Entra un tizio di 79 anni (con il green pass, adesso posso conoscere l'età esatta dei clienti - ed è un'età media ancora più alta di quanto pensassi...), con in mano uno Swatch.

"Buongiorno, io settimana scorsa ho ritirato questo orologio, ma mi ha dato l'orologio sbagliato."

Allora. Con la premessa che un errore colossale di scambio-orologio potrebbe in rarissimi casi avvenire (ma onestamente non mi è mai successo), per prevenire questi casi io agisco così, con ogni singolo cliente: controllo che sulla ricevuta coincida il numero della ricevuta e la marca dell'orologio, che riposto su ricevuta e sulla busta. POI, davanti al cliente, tiro fuori l'orologio, glielo mostro, non tanto per mostrargli che l'orologio sia il suo, ma per controllare insieme che l'orario sia corretto e che quindi cambiando la pila l'orologio sia tornato a funzionare. Ma intanto, sì, vedono l'orologio e se non è il loro, credo se ne accorgano subito.

Quindi, detto questo:

"Mi spiace dell'inconveniente signore, ma che orologio pensa di aver lasciato?"

Non riesco a riportare l'intero dialogo, siamo andati avanti oltre 10 minuti abbondanti, ma il succo della questione è che il signore:

- non si sarebbe accorto subito che non era il suo orologio

- non si ricorda che orologio aveva lasciato

- aveva buttato via la busta, su cui era scritto il modello dell'orologio

- forse erano passati 15 giorni da quando aveva ritirato l'orologio

- lo Swatch che aveva in mano non stava funzionando

Io ho ribattuto (inizialmente con calma e gentilezza) punto per punto, cercando di spiegare in vari modi che probabilmente si stava confondendo, che avrà trovato in casa lo Swatch e avrà creduto di averlo appena ritirato, e che insomma senza sapere la data, il modello dell'orologio e altri dettagli, era un po' difficile provare a cercare un orologio scambiato.

Va anche detto che in 15 giorni, nessuna persona che ha ritirato l'orologio si era lamentata di uno scambio di orologio, un altro punto a favore dell'ipotesi che il vecchio fosse semplicemente rincoglionito.

Infine, la prova-regina: come forse saprete anche voi cari lettori, gli Swatch sono gli unici orologi ai quali cambio la pila immediatamente, quindi è impossibile che me lo abbia lasciato.

Dopo 10 minuti abbondanti, si scade nella frustrazione da entrambe le parti.

"Le ripeto, signore, che probabilmente si sta sbagliando."

"Ma come si permette? Io sono un chirurgo, tutti i giorni ho la vita delle persone sotto le mie mani, e lei invece non sa nemmeno dare gli orologi giusti."

"Se non si ricorda neanche di che marca è e com'è fatto l'orologio che avrebbe scambiato, io non so come aiutarla"

"Dovrebbe guardare tutti gli orologi che ha qui, per vedere se sono quelli giusti."

"Seguendo il suo ragionamento, io potrei andare ad accusare qualsiasi negozio di avermi rubato qualcosa, senza avere in mano scontrini, ricevute, foto, e senza nemmeno descrivere l'oggetto rubato."

"Lo scontrino fiscale non ce l'ho, ma ricordo di aver pagato 15 euro"

"Ecco, le dico che la pila costa 5 euro, se si ricorda di aver pagato 15, si ricorda male, e credo che si ricordi male tutta la situazione"

"Mi sta dando del cretino?"

"Questo lo dice lei, però non posso smentirlo"

"Ma come si permette?"

"Senta, siamo arrivati al limite. Vada a casa, rifletta sulla situazione, guardi se magari trova l'orologio..."

"Non vado da nessuna parte"

"Guardi, le apro la porta, è proprio ora di andare"

"LEI E' UN COGLIONCELLO CHE NON SA FARE IL PROPRIO LAVORO!"

"Esatto, è proprio così, hai ragione. Adesso vai, ciao."

Ed esce. Esce urlando, dicendo alle 3 persone che erano fuori ad attendere di poter entrare (per le leggi sul Covid, al momento ancora può entrare in negozio una persona per volta), di stare attente perché io scambio gli orologi e non so fare il mio lavoro.

Le persone in coda se ne fregano, e una deve ritirare il suo orologio (quello giusto!), e le altre due mi lasciano i loro orologi, fidandosi di me.

Ecco, la storia finisce qui. Anni fa, nei primi anni di questo blog, mi sarei molto arrabbiato per uno che perde la testa e arriva a insultarmi. Oggi, gli stavo per ridere in faccia, quando mi ha dato del coglioncello. Delle offese dei pazzi non me ne frega niente, è stato un piacere sentirmi dare del coglioncello. Ne rido ancora adesso, mentre scrivo.

Al simpaticissimo vecchietto posso solo augurare una delle due cose: 

- un problema al cuore, se si scalda così tanto per delle cazzate combinate da lui

- trovare qualcuno che prende molto meno a ridere gli insulti casuali e immeritati. Perché in effetti non bisognerebbe pensare che si possano usare parole pesanti senza nessuna conseguenza, e uno schiaffo educativo a 79 anni può ancora fare bene, forse.


sabato 5 settembre 2020

Quando apre?

In Agosto, sono stato chiuso per ferie per 18 giorni. Sì, so che sono stato forzatamente chiuso per oltre due mesi, ma comunque 14 giorni lontano dalla mia casa, lontano da tutti e in riva al mare a basso costo, me li meritavo.
Per 4 giorni, dopo il mio ritorno, sono stato in città. In questi 4 giorni, mi hanno chiesto 7 volte "Quando apre?". Non potevo avvicinarmi al negozio per sistemare le vetrine, non potevo prendere un gelato in centro, non potevo andare al supermercato: l'intera città si aspettava la mia apertura, segnalata chiaramente sulla saracinesca.
Il top è stato mentre mi mangiavo un gelato in un giardino pubblico, seduto a pensare ai fatti miei: un anziano si avvicina, mi chiede quando apro, rispondo senza dare corda per conversazione, lui se ne va, ma non si allontana troppo. Poco dopo scopro che sta accompagnando la nipote al parco, e al momento di andar via mi indica e dice alla nipote, di circa 10 anni: "Vedi, fra due giorni andrò da quel signore, è il signore che si occupa delle pile".
Come se non fosse già deprimente, pochi minuti dopo arriva una anziana in bicicletta. Si ferma a distanza, mi guarda come se nel parchetto della sperduta cittadina ci fosse George Clooney a mangiare un gelato. Incontra delle amiche al parchetto (non scende mai dalla bici), parla con loro, SENZA MAI STACCARE GLI OCCHI DA ME. Nonostante la mascherina, io in realtà la riconosco: è una rompicoglioni di livelli stellari, una delle poche persone che tratto piuttosto male nella speranza che non torni più a tormentarmi con le sue sveglie con le pile scariche e lacrime e lagne quando dico che non funzionano più.

Vabbè, riassumendo: HO RIAPERTO MARTEDI' 1. Va bene?
La vecchia in bici è venuta mercoledì. Con una sveglia, ovviamente. Per fortuna funzionava, cambiando la pila.
Il vecchio è venuto Venerdì, io ovviamente non lo avevo riconosciuto, ma ci ha pensato lui, lanciandomi battute "se sono sempre al parchetto", se abito nella zona, e tante altre cose amichevoli. Contento lui...
Per il resto, per gli amanti dei numeri:

ho servito circa 60 persone al giorno.
abbiamo cambiato circa 35 pile al giorno.
ho venduto un paio di orologi al giorno.
In questa prima settimana di riapertura, ho fatto il 30% di incasso in più rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso.

Avanti così, ora ho riaperto.
Cercherò anche di tenere più aggiornato il blog. Promesso?

giovedì 19 settembre 2019

La situazione di Rambo

Con il casino pre-e-post vacanze estive, non ho avuto molto tempo e/o voglia di scrivere. Ora la voglia mi tornerà, perchè non scrivere mi fa male (non parlo solo di scrivere su questo blog), ma prima che torni a esporre le miserie umane che passano dal mio negozio (che sarebbe un negozio di orologi, non un consultorio/nosocomio/manicomio/prontosoccorso), voglio dare un aggiornamento su Rambo. Avviso che non è un aggiornamento particolarmente piacevole, non sapevo se scriverne o no, ma alla fin fine è un personaggio storico del negozio (che ok, se non fosse mai entrato sarebbe stato meglio, al di là delle risate a mie spese), e vi "devo" questo aggiornamento.

Riassunti su Rambo: è apparso per la prima volta nel Dicembre 2009, tornato poi a Settembre 2010, poi ogni tanto passava in negozio, nel 2015 è arrivato con un orologio non comprato da me (lo trovate nei commenti), e nel 2018 si era meritato un aggiornamento

Vi consiglio di leggere (o ripassare) la sua storia nei link qui sopra, riporto un passaggio dall'ultimo aggiornamento del 2018:

[ogni giorno passa davanti alla vetrina almeno due volte, ma spesso anche quattro. la guarda, poi prosegue nei suoi giri] Ogni tanto, entra per farsi sistemare l'orologio [...] per farsi sistemare l'orario sulle 24 ore. Io lo sistemo (perchè ricordiamoci che nel mio negozio, l'assistenza al cliente è obbligatoria per l'intera vita del cliente, anche su orologi da 30 euro), lui si lamenta che così legge che sono le 16, gli dico qual è il problema, e dice che preferisce vedere che sono le 4pm. E allora ok, riportiamolo sulle 12 ore. Ma quindi, cosa è entrato a fare?

Ecco. Questa situazione è ricominciata e intensificata verso Giugno, ogni 2-3 giorni Rambo entrava a fare questa scenetta.
Solo che ad un certo punto, diciamo a Luglio, ha iniziato a sfasare con le parole, aveva l'orologio al polso e per farmi cambiare l'ora tirava fuori il portafoglio e non sapeva più cosa voleva, ma alla fine l'obiettivo era sempre raggiunto: un giorno cambiavo le ore digitali in 24 ore, il giorno dopo in 12 ore am/pm.

Quindi, la verità ora temo sia evidente: Rambo OGGI (non dieci anni fa, che era solamente un folle perditempo) soffre di qualche tipo di demenza.
Quindi ok, ho smesso di arrabbiarmi quando arriva, e di certo non lo posso trattare male. Ha un male serio, non posso parlarne più nè prenderlo in giro.

Fine della sua storia.

A corollario, per chi magari volesse mettersi nei miei panni, potreste immaginare un negoziante che ha i suoi problemi e i suoi pensieri, oltre ad un casino di clienti da servire, e che da 10 anni viene perseguitato da un tizio che ha comprato UNA volta un orologio da 60 euro, e che ora viene un paio di volte a settimana per farselo regolare.
Porto pazienza, anche se la pazienza, proprio grazie al negozio, penso di averla esaurita circa nel 2012. Si spera nel karma.

venerdì 17 maggio 2019

Malattie Misteriose

Vengono madre e figlia, direi rispettivamente di 65 e 85 anni. La madre deve cambiare cinturino, lo vuole "morbido e di colore chiaro".
Impiega MOLTI minuti a scegliere, ma proprio MOLTI. Alla fine seleziona uno giallo fosforescente, un pugno nell'occhio esteticamente, mentre la figlia continuava a consigliarle cose più classiche come cinturini marrone scuro.
Ma la madre è risoluta:

"Non posso mettere i cinturini scuri perché mi fanno male agli occhi e non ci vedo per allacciarli bene"

Ok. Non indago oltre, vada per il cinturino giallo fosforescente.

giovedì 14 febbraio 2019

Vecchio Pazzo

Tizio sui 75 anni, ha in mano un orologio a carica solare di una dozzina d'anni fa. Non sta andando.
(Ovviamente il maiuscolo è per indicare che sto cretino STAVA URLANDO)

"Ha provato a metterlo al sole?"
"SENTA, CHIARIAMOCI, IO NON DEVO FARE NIENTE, L'OROLOGIO E' STATO COMPRATO QUI"
"Ehm, sì, le ho solo chiesto se, visto che è un orologio che funziona con la luce, se ha preso la luce o no"
"E' COSTATO 500 EURO, DEVE ANDARE SEMPRE!"
"Guardi, è un modello vecchio che conosco, e le posso assicurare che non è costato 500 euro, ma al di là di quello, le chiedevo solo se sa che è un orologio che funziona con la luce."
"E' SEMPRE ANDATO, SONO COSE CHE DOVETE SAPERE VOI, SE HA LA PILA SCARICA O MENO!"
"Ecco, intendevo dire che non è un orologio a pila, non è che in queste ultime settimane non l'ha indossato?"
"DEVE ANDARE!"
"Senta, ho fatto una domanda semplice, se si calma magari ci pensa su e mi può rispondere con un sì o un no, non è una cosa difficile."
"IO SO SOLO CHE L'OROLOGIO PRIMA ANDAVA"
"Ok, capito, me lo lasci che controllo io."
"No, non lo lascio"
"Ehhh..."
"Perchè lo devo lasciare?"
"Vorrei provare a caricarlo io e vedere se tiene la carica, o se ha qualche altro problema."
"No, provo io a caricarlo da solo, allora, se è così facile."
"Ok, nessun problema, arrivederci"

Figuriamoci se lo caricherà bene. Figuriamoci.

mercoledì 23 gennaio 2019

Aggiornamento su una Vecchia Stronza

Ore 19.40, sto uscendo con la macchina dal parcheggio del negozio. Scendo dalla macchina per chiudere il cancello, fa freddissimo ed è buio. Mentre rientro in macchina, sento una voce dell'oltretomba che dice:

"Guarda che ti vedo, che sei uno stronzo"

Mi guardo in giro, più che altro per capire con chi stesse parlando, non pensavo ce l'avesse con me. L'unica persona in giro è una vecchia impellicciata.
La guardo bene e mi ricordo della voce. Rispondo: "Ma se ne vada via, va!" e me ne vado in macchina.

La tizia è stata descritta in un post del Dicembre 2016: è il secondo caso umano del quale potete leggere cliccando qui.
Non l'avevo più vista, sta stronza ultraottantenne, da quell'episodio.
Mi duole che il mio augurio ("Terrò d'occhio gli avvisi mortuari") non abbia fatto effetto, a oltre due anni di distanza (a proposito: vola il tempo! Pensavo fosse una storiaccia molto più recente, quando mi son messo a cercarla). 

Comunque, che persona di merda devi essere, per portare rancore per una cosa in cui tu avevi torto, e insultarmi a casaccio se mi vedi per strada. Se fosse stata un giovane di 40 anni mi sarei forse preoccupato, ma visto che è lei, mi preoccuperò solo di continuare a controllare gli avvisi mortuari.

mercoledì 3 ottobre 2018

L'orologio da 16 euro

In negozio, ho una linea di orologi da 16 euro. Sono orologi carini, digitali, tutti in gomma. "Fanno vetrina", ma in linea teorica potrei anche farne a meno: quando vennero lanciati, 5 anni fa, in Luglio ne vendetti 120, e in tutto l'anno i numeri furono importanti al punto da fare una differenza. Ora ne vendo 7-8 al mese, niente di che. E ovviamente, il target dell'azienda produttrice è fra i 7 e i 30 anni, l'età media di chi li acquista qui è intorno ai 50, con picchi sui 70 e addirittura il vecchio fascista.

In ogni caso, non perdiamo di vista il fatto fondamentale: sono orologi da 16 euro. Sono fatti bene, resistenti, e hanno garanzia di due anni. Se c'è un problema, vieni qui e cambio direttamente l'orologio.

Detto questo, l'1 Settembre suona il telefono. Voce di vecchia.

"Pronto? Finalmente siete aperti!"

"Sì, abbiamo aperto 4 giorni fa!"
"E' tutto Agosto che vi chiamo!"
"Sì, siamo stati chiusi per ferie, adesso abbiamo riaperto."
"Per fortuna, vi ho cercato a lungo!"
"Sì, ha bisogno?"
"Guardi, a fine Luglio mi hanno regalato un orologio XXX, ma dopo pochi giorni non funzionava."
"Non c'è problema, lo porti pure con la garanzia e lo sostituiamo"
"Abito un po' lontano per portarlo, sono di [paese a 15 km da me]"
"Non so, veda lei, la garanzia è di due anni, anche se me lo porta fra un mese va bene lo stesso."
"E' che è un regalo e mi spiace non metterlo"
"Sì, me lo porti quando è comoda e lo sostituiamo subito"
"E' stato un peccato, perchè l'ho portato al mare e si è rotto subito e sono rimasta senza orologio."
"Capisco il disagio, venga qui e lo cambiamo."
"Verrò fra qualche giorno, perchè abito lontano e devo venire in treno e ecc ecc ecc ecc [una barcata di cazzi suoi dei quali non mi frega niente]"
"D'accordo, l'aspetto!"
(In realtà spero che il treno deragli facendo una sola vittima e zero feriti, ho seguito le notizie di cronaca locale, ma niente)

Dopo una decina di giorni, arriva. Circa 70 anni.
"Buongiorno, sono la signora che ha chiamato che ha problemi con questo orologio, ecco la garanzia"
"Benissimo, sostituiamo subito il movimento!"
"Sa che disagio mi ha provocato, la rottura di questo orologio proprio in Agosto, mentre eravate chiusi?"
"Comprendo signora, fortunatamente ora mettiamo tutto a posto."
"Siete stati chiusi a lungo! Chiamavo tutti i giorni!"
"E' Agosto, la città era letterlmente vuota, non siamo località turistica..."
"Poi son dovuta venire qui in treno!"
"Ehhh..."
"Quasi dovrebbe pagarmi il biglietto del treno, per venire qui!"
"Mi spiace che la sua amica le abbia fatto questo regalo venendo così lontano, ma almeno adesso le cose ono sistemate, guardi, mentre parlava ho già messo il movimento nuovo e funziona perfettamente."
"Spero non sia difettoso, come orologio!"
"Ne vendo a dozzine, e raramente ci sono problemi, purtroppo è successo a lei, ma abbiamo risolto senza costi"
"A parte il costo del treno ed il tempo che ci ho messo."

Ora, ricordatevi:
TUTTO-QUESTO-TUTTE-QUESTE-PAROLE-PER-UN-FOTTUTO-OROLOGIO-DA-16-FOTTUTISSIMI-EURO.

Se sei un adulto, puoi anche fare un calcolo costi/benefici, se devi spendere soldi per prendere un treno e farti aggiustare un orologio da 16 euro. Se decidi legittimamente di farlo, almeno non rompere le palle al prossimo.

venerdì 9 marzo 2018

Esagerare

Tizio, 75-80 anni, in mano la ricevuta per ritirare un orologio.
"Buongiorno, devo ritirare questo orologio di mia moglie"
"Perfetto, ecco qui, è già a posto sull'ora, era proprio solo la pila da cambiare, sono cinque euro"
"Come cinque?"
"Sì, cinque euro, è la pila, grazie"
"Ma stiamo scherzando?"
"No, è il costo del cambio della pila, probabilmente poi sua moglie già lo sapeva"
"Siete degli approfittatori!"
"Bah, la pensi come vuole, sono sempre cinque euro" (mi son messo subito sulla difensiva, perchè tanto lo sapevo che ragionare non sarebbe servito a niente)
"Vi approfittate che sapete fare questa cosa, e chiedete prezzi assurdi"
"Sarebbero le basi del commercio, far pagare per una cosa che io so fare e lei no"
"Ma io conosco i prezzi delle pile, siete dei ladri"
"La pensi come vuole, adesso mi dia i cinque euro e siamo a posto"
Mi dà una banconota da 20 euro.
"Le posso dare in moneta tre euro, che mi pare il prezzo giusto"
"No, le dò il resto di 15 euro e siamo a posto così, non mi serve la moneta, grazie"
"Non voglio pagare 5 euro, faccia 4"
"Non vedo perchè dovrei farlo. Soprattutto se intanto mi sta insultando."
"Approfittatori maledetti!"
"Ok, ecco il resto"
"Non tornerò più in questo negozio"
"L'avevo intuito. Magari sua moglie vuole tornare?"
"Poi non lamentatevi se i marocchini vi rubano il lavoro!"
"MA VAFFANCULO"

Ecco, sì, quello che ha esagerato, in questa storia, sono io. Non avrei dovuto mandarlo esplicitamente affanculo, è una cosa di cui mi sono pentito perchè raramente perdo così le staffe. Lui si è preso male, mi ha detto "Eh no, aspetti, io non ho usato parolacce", gli ho risposto che me l'ha tirta fuori lui di bocca, e che era meglio se se ne fosse andato, grazie mille e cordiali saluti.

A ripensarci però: ma vaffanculo. Ma come si ragiona con uno che dalla seconda frase ti insulta, che continua a insultarti, e che tira fuori argomenti totalmente a caso?
Era praticamente la personificazione del troll di internet, quello che sbraita insulti a caso perchè tanto è internet. Solo che era qui, davanti a me, e secondo me il semplice rispondergli con un vaffanculo l'ha steso. Che godimento, vedere la sua faccia stupita.
E spero che, come bonus, la moglie a casa si sia incazzata con lui, scoprendo della scenata. (E' già successo qualche volta, che venisse un coniuge a far polemiche su cose che non lo riguardavano e che mettevano in imbarazzo l'altro)

venerdì 4 agosto 2017

Change Battery (or die tryin')

Come FORSE avrete sentito, stiamo vivendo giorni più caldi dell'Estate. Oggi arrivo sul posto di lavoro alle 9.22. Sì, noto che c'è una vecchia seduta su una sedia in mezzo alla strada, ma me ne disinteresso.
Solo che mentre apro il portone, il barista di fronte a me dice "Ciao P, ti sto intrattenendo una cliente, che in attesa della tua apertura ha avuto un calo di pressione."
Il mio "Davvero, grazie, che bello" probabilmente gela l'intera via.

E infatti, alle 9.30 e 2 secondi entra la vecchiarda. Chiede una sedia, gliela porgo. Respira a fatica, ma riesce a dirmi cosa succede: deve cambiare una pila.

Ovviamente.

Ma vale la pena rischiare la vita per una pila del cazzo? In generale, vale la pena uscire in questi giorni, se hai 90 anni? Non ascolti i consigli di Studio Aperto?

Eppure, pensate. Non ditelo a nessuno. Visto che tanto doveva stare seduta per riprendersi, e siccome non c'era nessuno, le ho cambiato la pila subito. Non la volevo davvero sulla coscienza. Questo probabilmente salverà la mia anima immortale per la buona azione, ma condannerà il mio corpo ad atroce fatiche quando la vecchia andrà in giro a raccontare che, sì, faccio le pile subito. Non ditelo a nessuno.

mercoledì 21 giugno 2017

Tutto Sbagliato

Cliente sui 70 anni, è un cliente che viene spesso, non ha grossi problemi di soldi. Sta ritirando un orologio revisionato, e mi racconta una cosa.

"Adesso le devo dire una cosa che la farà ridere. L'altro giorno al bar in via Dante, ho incontrato un negro che abita proprio sopra al bar, che ha scoperto che mi piacciono gli orologi, e lui li vende, ovviamente falsi. Mi ha invitato su da lui a vedere tutto quello che ha, devo dire che sono fatti molto molto bene, ha dei Rolex con movimento automatico veramente impressionanti. Gli ho chiesto un Daytona, ma mi ha detto che costa un po' di più degli altri, però me lo procura, se voglio, che tanto ci vediamo tutti i giorni al bar."

Al di là che a me della storia non interessava niente (non so cosa avrei dovuto rispondergli, ho commentato che "adesso nei falsi stanno mettendo dei bei movimenti"... boh), ci sono così tante cose sbagliate in questo racconto, che ho fatto una top 5 delle cose sbagliate!

- 70enne che usa la parola negro
- 70enne che va in casa di un negro per attività illegali
- 70enne stupito dalla qualità di orologi falsi
- 70enne che ordina al negro una commissione di una cosa illegale
- mia personale attesa che questo diventi un fatto che finisce in cronaca locale

sabato 17 dicembre 2016

Il sole che sorge per i miei clienti

Lo sapete tutti, il sole sorge solamente PER VOI. Non esiste nessun altro, fosse per gli altri il sole non sorgerebbe, siete voi il centro dell'universo. Nient'altro conta, tutti sono al vostro servizio, soprattutto in un affollatissimo Sabato 17 Dicembre, penultimo weekend prima di Natale (giorno in cui, sì, ho un aiuto in negozio altrimenti non ce la farei proprio).
Alcuni casi della giornata.

1 - Negozio pieno, veramente pieno. Tanto tanto. Tizio deve ritirare un orologio (della suocera) a cui ha fatto cambiare la pila. Cosa velocissima, perfetto, l'orologio funziona, tutto ok. MA - deve cambiare il cinturino. E' un cinturino di dimensione lunga, mi dice che lo vuole ancora più lungo. Io guardo il cinturino, e vedo che è allacciato al buco più stretto. Gli dico che forse lo vuole più CORTO, perchè quello già lungo lo stringe al massimo, e forse le dà fastidio che rimanga tutto un pezzo in più. No, lui dice che lo vuole ancora più lungo. Chiedo se la suocera ha un polso enorme, perchè ancora più lungo dell'XL è una cosa da lottatori di wrestling.
Va in panico, chiama la moglie. La moglie lo tiene al telefono per tutte le questioni relative al resto dello shopping natalizio, non gli fa mettere giù il telefono, io sono mooolto spazientito. E alla fine conferma che lo vuole più lungo.
Ok, fate come volete. Scemo io a cercare di vendere la cosa giusta, non una cazzata sbagliata.

2 - Tizia, oltre gli 80 anni, che deve ritirare un orologio da parete a cui ha fatto cambiare il movimento. Tizia: cammeo ENORME, roba da migliaia di euro. Quattro bracciali d'oro al polso. Pelliccia nera. Quando mi aveva lasciato l'orologio da parete (stima costo orologio: 35 euro), aveva insistito per lasciare la sua pila, così non cambiavo la pila (del Carrefour) e non gliela facevo pagare.
Lo ritira, ci sono altri due clienti in negozio. Mi chiede di darle prova che abbiamo cambiato il movimento. Le dico che prima l'orologio non funzionava, ora funziona, direi che sia una prova lampante. Mi dice che secondo lei lo abbiamo solo aggiustato e non sostituito, il movimento. Le dico che quei movimenti si sostituiscono e non si riparano. E se anche fosse, anche la riparazione costa.
Non ci crederete, ma la tipa prende l'orologio ed esce. La inseguo, le chiedo (visto che la via è vuota) cosa cazzo crede di fare. Lei dice che chiamerà la polizia, le dico di fare pure ma deve venire dentro nel negozio, o se vuole uscire deve pagare. La trascino dentro... i due clienti dentro sono un po' turbati. Devo dire che se non ci fossero stati loro, sarebbe finita proprio in altro modo.
Dopo 3 minuti che mentre servo gli altri clienti questa rincoglionita CERCA di chiamare la polizia (le dico anche di fare il 113, per il pronto intervento, che usciranno subito, ma lei non ci riesce) decido che ne ho abbastanza e la sbatto fuori. Mentre la caccio fuori, le dico che i 15 euro che mi sta rubando, li spenderà prestissimo in medicine, e se ripassa le dò anche una mano, ad aver bisogno di medicine. E che si vergogni, stronza.
Cristo che soddisfazione dare della stronza ad una vecchia stronza. Terrò d'occhio gli avvisi mortuari.

3 - Ore 18.10, sono veramente ma veramente stanco. Una tizia (60 anni) mi porta l'orologio casio di suo padre. Che già suo padre con un casio... io vieterei agli over-80 di avere casio radiocontrollati, carica solare, altimetro e bussola.
Comunque, ha rotto un pulsante. Devo farle fare un preventivo.
Dice che nell'attesa vuole prendere un orologio di scorta uguale. Le dico che quell'orologio è uno dei più costosi, circa 350 euro. Lei non vuole spendere così tanto, e allora inizia a guardare tutti gli altri - nessuno ha le STESSE caratteristiche.
O è radiocontrollato. O a carica solare. O ha l'altimetro, semplice da 90 euro, senza radiocontrollo nè carica solare. Non capisce il cristo di concetto che se lo vuoi radiocontrollato, carica solare, altimetro, barometro, alla fine costa esattamente come l'altro.
Si incanta su 4 modelli.
"Questo è a carica solare?"
"No, questo è radiocontrollato."
"Ma questo radiocontrollato ha l'altimetro?"
"No, è solo radiocontrollato."
"Con l'altimetro ha solo altimetro?"
"Sì."
"Niente radiocontrollo?"
"Signora, io direi di aspettare il preventivo per sapere cosa viene a costare sistemare l'altro, che è più bello."
"Sì ma intanto prendo un altro"
"Ma a suo padre serve ancora l'altimetro?"
"Non so, magari la carica solare. E' questo quello a carica solare?"
"No, è questo."

*** ***** la tizia non aveva idea di che cazzo stesse parlando, mi faceva un loop di domande, io continuavo a dire di aspettare sto stracazzo di preventivo. Alla fine (12 minuti delle stesse 7 domande), la convinco a levarsi dai coglioni.

Buono spirito natalizio a tutti.


mercoledì 16 dicembre 2015

Flash Mob

Flash Mob

Mercoledì 16 Dicembre, 8 giorni a Natale. Le vendite sono più che mai la mia priorità, non le pile. Le vendite stanno andando abbastanza bene in questo periodo.

Apro alle 9.30 di Mercoledì 16. 0,8 secondi dopo entra un vecchio, deve cambiare un cinturino. Perfetto, lo sistemiamo senza problemi.
Mentre monto il cinturino entra un altro vecchio. Quando ho finito col cinturino, passo a lui. Deve cambiare la pila.
"Nessun problema, me la deve lasciare, è pronto domattina"
NONONONONO il vecchio non può vivere senza orologio al polso. Nessuno problema, arrivederci.

Esce lui, entra una vecchia (tutti i vecchi di cui parlerò d'ora in poi sono ABBONDANTEMENTE over-80). Pila. Non la può lasciare, esce.

Tre minuti, altro vecchio. Pila. Non se ne parla di lasciarla, esce.
Subito dopo, vecchio. Pila. Non la lascia perchè "è di fuori e non può passare".

Viene una tizia a ritirare la pila lasciata ieri, a posto. Esce, entra una vecchia. Pila. Ah no no non può lasciarla. Esce lei, entra una tizia che finalmente la pila può lasciarmela. Wow, eh.

Nei minuti successivi altri due vecchi entrano e NON lasciano la pila.

Nel giro di 15 minuti dall'apertura ho già avuto a che fare con 8 persone, e ho visto le facce della morte spaventosa quando ho detto che "la pila è per il giorno dopo".

Poi servo un po' di gente, vendo un orologio, arriva una circa quarantenne, con tre pile da cambiare. Non lasciate. E si continua così... boh.

Di solito il rapporto "pila lasciata / pila NON lasciata" è di 20 a 1, almeno: in un giorno è facile che io prenda oltre una ventina di pile, e che solo uno mi dica che non può lasciarla. Ci sono giorni in cui la lasciano tutti, al massimo fanno qualche storia, ma alla fine la lasciano.

Qui il rapporto statistico è sballato, siamo 1 a 8. Quindi: o un lettore del blog mi sta mandando una carovana di vecchi per farmi un flashmob, oppure un concorrente in città ha deciso di intasarmi di non-lavoro per bloccarmi le vendite. Sono le uniche due ipotesi plausibili!

PS: Ribadisco che a me non interessa se le lasciano o no, non campo di pile e posso fare a meno del lavoro collegato alla cinquantina di euro persi con questi rifiuti. Di solito sono 50 euro in una settimana però, non 50 euro in 2 ore!

PS2: come sempre, questa è solo una descrizione di quel che è successo, una aberrazione statistica che mi ha stupito - non ho bisogno nei commenti di ricominciare il dibattito "ma allora dovresti farle subito, vedi quanti soldi perdi", anche perchè in ogni caso avrei preso ben 8 pile in 15 minuti, voi riuscireste a cambiarle così, al volo, una ogni 2 minuti, servendo anche gli altri, e soprattutto sotto Natale? Ecco, colleghi, quindi cercate di capire lo spirito del post e non ammorbatemi per l'ennesima volta con una discussione da cui non si esce: QUI LE PILE SI FANNO PER IL GIORNO DOPO. Non è un problema mio, di solito non è un problema per i clienti (tranne oggi), e quindi non deve essere un problema per nessuno.

venerdì 11 dicembre 2015

Cattiva consigliera

Donna, settant'anni.
Entra bella aggressiva e parte subito in quinta con l'orologio in mano "Senta, settimana scorsa ho messo questo cinturino, ma è difettoso, non riesco a infilare nei buchi il pernino..."

Non capisco bene il problema, magari si è rotta la fibbia, ma è improbabile che non si riesca a infilare l'ardiglione (sì, ok, "il pernino") nel buco. Mi faccio dare l'orologio, provo a far scorrere il cinturino nella fibbia ed è tutto ok. Provo ad allacciarlo (facendo passare il pernino della fibbia nei buchi). Tutto ok. Dico alla signora che non capisco il problema.

La signora lo prende nervosissima, lo mette al polso, chiude perfettamente la fibbia.

"Di solito non succede!"

Le dico di provare qualche volta, che magari devono un po' allargarsi i buchi del cinturino, così entra meglio il perno. Son cose magari da avere pazienza.

Mi dice che la mattina lei è sempre di fretta, non ha nemmeno cinque secondi per assicurarsi che il cinturino sia chiuso bene, e a volte le cade l'orologio dal polso.

Vorrei sapere cosa ha fretta di fare questa, la mattina presto, al punto che sia un delitto perdere un secondo (non cinque: UNO! Ne basta uno!) per chiudere bene il cinturino.

Comunque, in ogni caso, vige la regola del cliente santo e che ha "sempre ragione": la colpa è sempre del negoziante, che ha ovviamente cercato di vendere qualcosa di difettoso.

giovedì 13 novembre 2014

Trappola per Umarèll

(Per chi non fosse aggiornato sul gergo di Bologna e Internet, l'Umarèll è un anziano, preferibilmente quello che con le mani dietro la schiena guarda i lavori in corso. La parola è dialetto bolognese, ma ormai è "copyright" del blog di Danilo Masotti, da cui è anche stato tratto un libro che ho qui in negozio, con dedica a tener duro con umarèll e orologi.)

Ieri mattina nel cancello di fronte al mio negozio hanno iniziato dei piccoli lavori per rifare l'impianto elettrico della casa. In pratica, tre operai hanno aperto un buco di 2 metri per 2.
IMMEDIATAMENTE il cancello è stato presidiato da umarèll, che nonostante la pioggia hanno iniziato ad affluire, con ombrello e UNA mano dietro la schiena. Ma seriamente, questi spuntano come funghi? Si è sparsa la voce che nella mia via c'è un buco e ci sono operai?

E la cosa bella? L'ho vista alle 15.30, quando ho riaperto il negozio. Me la ridevo perchè c'erano tre umarèll che guardavano il buco. Tirata su la saracinesca del negozio, due dei tre sono entrati in negozio (per cambiare un cinturino). In pratica, i lavori in corso erano intrattenimento per vecchi.
E stamattina uguale: anzi, uno stando impalato davanti alla buca mi impediva il parcheggio nel mio cancello, gli ho fin dovuto suonare perchè proprio non si accorgeva, che una macchina stava facendo manovra e rischiava di investirlo.
E poi, appena aperto il negozio, voilà: era un mio cliente, in attesa di entrare.

Inoltre, è da ieri che ne vedo che escono dal negozio e prima di andar via buttano un occhio.

Quanto mi piacerebbe mettermi accanto alla buca, e al primo anziano che in negozio mi fa girare le palle, dare un calcio sul petto urlando
QUESTA. E'. OROLOGERIAAAAAAAAAAAAAAAAA
e vederlo finire nel buco tanto bramato, per controllare meglio se gli operai han fatto bene il proprio lavoro.

Quindi secondo voi cosa sarebbe meglio per il mio lavoro, sperare che ci siano sempre lavori in corso nella via, così i vecchi arrivano, guardano il loro spettacolo gratis, e poi decidono per la botta di vita di cambiare cinturino o pila?

mercoledì 29 ottobre 2014

Livello Zero


In pausa pranzo sono andato a fare delle commissioni, rientro in negozio alle 15.20. Mentre parcheggio il motorino, noto che un uomo sta pisciando sulle piante accanto alla porta del negozio. Ma proprio a 5 centimetri dalla porta del negozio chiuso.

Prima di proseguire, rileggete la frase qui e provate a immaginare i miei pensieri nel vedere una scena così edificante.

"Scusi ma cosa fa?"
"Eh sì, mi scappava"
(nb: ha ancora il pene fuori e sta ancora pisciando mentre risponde)
"Sì ma ci sono dei bar, guardi uno è qui di fronte"
"Ma che ne so io dei bar"
"Cazzo ma è qua di fronte."
"Senta ma io ho settantasette anni, se mi scappa mi scappa"
"Ma sta scherzando? Vada subito via, cazzo"
"Se tutti in Italia fossero come lei, l'Italia sarebbe un posto migliore e tutto funzionerebbe bene"
"Ah. Adesso la smette?"
"Ma lei non sa i cani cosa ci fanno su queste piante"
"I cani sono cani, e comunque mi arrabbio anche con i padroni che fanno pisciare sulla porta del mio negozio. VADA."

Sto lì a guardarlo mentre tira su la cerniera e se ne va (e rifletto su 'sta roba sull'Italia che andrebbe meglio se la gente si incazzasse verso chi piscia... non sapeva nemmeno fare populismo).

Parcheggio il motorino nel cortile interno, mentalmente conto che si sono fatte le 15.26 e non faccio in tempo ad uscire dalla porta di servizio con l'annaffiatoio per lavar via la piscia che intanto sta colando tutta davanti all'ingresso nel negozio. Vabbè, non c'era in giro nessuno, tiro su la saracinesca e poi magari faccio in tempo a riempire l'innaffiatoio e uscire direttamente dalla port...

RIIIING.

Ecco, alle 15.30.02 secondi arriva il primo cliente.

#]@ %$**çé
Ohccazzo.

E' il cretino che stava pisciando.
Non gli apro, non ho voglia di discutere ancora sui diritti di chi può pisciare e dove.
Però suona di nuovo, vabbè, casomai il tribunale mi darà le attenuanti generiche per il delitto.

Entra, io non saluto.

"Oh, ma è lei. Non doveva arrabbiarsi così, sono un cliente. Devo cambiare la pila."
"No, la pila nn gliela cambio, non si è nemmeno lavato le mani dopo aver pisciato sulle piante davanti alla mia porta."
"Ma io devo cambiare la pila"
"E io non gliela cambio. Ora esca e attenzione alla piscia davanti alla porta."
"Ma"
"Oh. Via."

Ma vi rendete conto.
VI RENDETE CONTO.
Livello zero dell'umanità. Zero. Zero vergogna, zero... boh, zero.

mercoledì 20 novembre 2013

National Security

Tizia, direi 75-80 anni. Deve cambiare una pila ad un orologio da 40 euro, accetta senza problemi che me lo deve lasciare per il giorno dopo (spiega che l'aveva già lasciato l'altra volta... adoro i clienti che finalmente capiscono e si ricordano che due anni fa avevano già lasciato l'orologio - ogni santo giorno c'è qualcuno che mi vuole convincere che "l'altra volta me l'aveva fatta subito").

Il 'problema' sorge quando le chiedo il nome da scrivere sulla ricevuta.

"E' meglio se glielo scrivo io."
"Nessun problema, ecco la penna!" (sono abituato a stranieri che preferiscono scriversi da soli il nome anzichè vederlo storpiato, anche se onestamente sono abbastanza ferrato nello scrivere Kevin, Ahmed, Javier e ricevere complimenti perchè li ho scritti giusti).

La signora prende la penna e sembra riflettere sul nome da scrivere.

"Sa, non posso rivelare la mia identità per motivi di sicurezza, devo mettere un altro nome.
"Sìsì" (inizio a prendere appunti mentali per questo aggiornamento...)
"Ho messo un nome di fantasia, va bene lo stesso?"
"Sìsì. A domani!"

Ma io dico: quale sarà questa sicurezza nazionale per cui la tizia non può rivelare il nome?
E' una cosa legittima, eh, però se non puoi rivelarlo, sarebbe buona norma non dire che non puoi rivelarlo, e poi annunciare che si sta usando un nome falso.

Tenendo conto che la tizia ha poi riso TANTISSIMO per il cartello "attenzione al gradino" messo sulla porta, mi sa che il problema non era di sicurezza nazionale, ma di sicurezza mentale...