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giovedì 31 luglio 2025

L'ultimo cliente?

Sono passati 7 mesi dalla chiusura del negozio, e devo dire che non ho ricevuto nessun contatto via email per il ritiro di oggetti che sono rimasti qui (li ho ancora qui tutti, fortunatamente quelli relativi agli ultimi 12 mesi di apertura sono una dozzina, di cui quasi tutti orologi non riparabili).

C'è un'eccezione, accaduta a inizio mese. Mi manda un'email un tizio, dice che aveva lasciato l'orologio "un po' di tempo fa" ma passando davanti al negozio ha scoperto che abbiamo chiuso e vorrebbe sapere se abbiamo ancora l'orologio, che sarebbe una questione affettiva più che di valore. Mi allega la ricevuta, quindi almeno ho qualcosa su cui lavorare - in realtà impiego 10 secondi a trovarlo, perché appunto gli orologi recenti (questo era stato lasciato a inizio Ottobre) sono una dozzina.

Gli rispondo che sì, è ancora qui e sta ancora funzionando, anzi gli cambierò nuovamente la pila visto che sono passati DIECI MESI. Ci mettiamo d'accordo per la consegna, nessun problema, e gli segnalo che purtroppo i 5 euro per la pila deve portarli in contanti perché ovviamente non ho più pagamenti elettronici.

Ammetto: ho dibattuto con me stesso se chiedergli i soldi i no, però alla fine il lavoro lo avevo fatto (pure due volte, abbiamo appunto cambiato nuovamente la pila), ho osato chiederglieli e lui non ha risposto in maniera seccata.

Quindi: il giorno stabilito, all'ora stabilita, mi chiama e mi faccio trovare fuori dall'ex negozio. Dice che è contento di riavere il suo orologio, che è una fortuna averlo ritrovato, etc etc, e poi passa al pagamento senza che nemmeno io debba chiederlo.

La cosa bizzarra è che mi paga tutto con monete da 10, 20 e pure alcune 5 centesimi.

Si mette lì, le conta, sono una quarantina di monete, versate una a una nel palmo della mia mano.

Niente, l'ho trovata solo una cosa bizzarra, un buon modo assurdo di chiudere tutto se questo fosse (e spero che lo sia) l'ultimo cliente.

PS: se penso realmente a chi sia stato l'ultimo cliente in negozio, me lo sono purtroppo già dimenticato. Probabilmente fu un tizio che acquistò qualcosa all'ultimo secondo, una vendita scontata e piacevole che mi fece dire "ok, è stato un buon cliente, mancano 15 minuti all'orario di chiusura ma voglio tirare giù adesso la saracinesca prima che entri qualche persona spiacevole".

martedì 24 dicembre 2024

Hey Fratello!

Una bella storia di salvezza natalizia.

Tizio sui 35-40 anni (NON 18-20: 35-40). Deve cambiare cinturino. Ha un cinturino stile NATO in pelle - sono cinturini che sono un pezzo unico, che passano sotto alla cassa.

Vuole cambiarlo, dice che in pelle non gli piace più e gli dà fastidio che passi sotto la cassa, alzando lo spessore dell'orologio, devo assolutamente aiutarlo a cambiare cinturino.

Nessun problema, sinceramente: è un cinturino 18millimetri, ansa normalissima, se vuole passare al cinturino classico ho ancora un'ampia scelta di modelli.

Rimane senza fiato quando estraggo il contenitore con tutti i cinturini che vanno bene, inizia a dire WOW, guarda i vari modelli.

Poi ne sceglie uno che è praticamente uguale a quello che sta indossando, ma diviso in due parti anziché essere un pezzo unico. 

"Wow davvero posso mettere questo? Fratello questo va bene? Saresti un grande se potessi montarmelo."

Glielo monto: è identico a prima, esteticamente.

Lui è a dir poco contento:

"Mi hai salvato la vita fratello. Non pensavo ce l'avrei fatta, invece mi hai proprio salvato. Sei un grande."

Beh, è bello ricevere complimenti per il proprio lavoro, a volte.

Buon Natale, fratelli e sorelle!

PS: non so se riesco a farmi capire, ma questo tizio mi ha trasmesso delle vibrazioni da "Bella Zio", che è il miglior regalo di Natale che si possa immaginare!


sabato 21 dicembre 2024

Lo Stalker, Il Collezionista e... Gino Pilotino!

Riassumo in un post unico il ritorno di tre personaggi super-storici, meriterebbero ognuno un post di commiato ma in realtà 2 su 3 non hanno fatto niente di memorabile. Sono passati tutti nell'arco di una settimana, sembra proprio una di quelle cose da cameo finale di una serie tv che sta chiudendo.

Cliccate sul nome per leggere le origini dei personaggi.

Il Collezionista.

Non ho idea del perché sia venuto con 40 giorni di ritardo rispetto al cambio dell'ora legale. Ha tirato fuori come sempre con tutta la calma del mondo i suoi orologi, ho dovuto metterglieli a posto sulla nuova ora e MI RACCOMANDO sistemare anche la data.

Mi ha detto "ci vediamo l'anno prossimo", dando dimostrazione che non aveva letto gli enormi cartelli posti sulle vetrine, e gli ho detto che no, non ci sarà una prossima volta perché chiudo.

"Poi riapre a Gennaio?"

"No, intendo che chiudo per sempre"

"Mi spiace"

Mettiamola così: ha avuto la decenza di non iniziare a dirmi cosa avrebbe dovuto fare con i suoi orologi, non ha detto niente. Secondo me era sotto shock.

Questo soggetto veniva nel mio negozio solo per cambiare l'ora da DIECI ANNI. Forse ha cambiato 3-4 pile in questo lasso di tempo. Alcune delle buste in cui tiene gli orologi sono di altri negozi nella città.

Non mi mancherà. Ciao.

Lo Stalker. (bonus: aggiornamento del 2018)

Incredibilmente, mi rendo conto che dello stalker ho parlato solo due volte, sul blog. Ma ancora più incredibilmente, la prima volta che ne parlai fu nel 2009, con un aggiornamento nel 2018 e, beh, nel 2024 siamo ancora qui. 2-3 visite all'anno da parte dello stalker, che sparisce per qualche mese e poi torna e viene quasi tutti i giorni per una settimana, permanendo in negozio un'ora alla volta. Non aggiorno dal 2018, ma lui sempre ha continuato ad agire così, non aggiornavo perché il comportamento era sempre uguale, e un orologio all'anno se lo comprava dopo 4-5 ore di riflessione stando IN NEGOZIO (voi ricordate di essere mai stati per un totale di 5 ore in un negozio? 5 ore in una settimana?).

Beh, comunque. Viene, dice che ha notato che c'è tutto in sconto, ma non vede più i suoi orologi preferiti, i radiocontrollati. Gli dico che li ho venduti tutti, "perché con questi sconti tutti hanno approfittato", lui mi chiede perché faccio questi sconti e gli dico che sto per chiudere il negozio. Anche lui sembra sotto shock, anche perché mette in fila una serie di mezze bugie che mi lasciano molto perplesso. La più clamorosa è "ma allora io dove andrò a cambiare le pile?". E' una bugia molto grossa e sorprendente, perché lui non mi ha MAI portato a cambiare una pila, ma proprio mai mai mai, e da me ha sempre e solo comprato orologi a carica di luce. Quindi non comprendo la sua domanda, gli dico che purtroppo dovrà trovare qualcun altro.

Poi mi dice che non si era accorto della imminente chiusura perché non passava da tempo da questa via: che non si fosse accorto dei cartelli va bene, ma dalla via l'ho visto passare almeno 3 volte da quando sto facendo la svendita, lo noto perché si fissa a guardare la vetrina per 10-20 minuti e io prego che non entri in negozio. Quindi perché mentirmi sul fatto che non fosse passato?

Boh.

Alla fine sembra dispiaciuto per la chiusura, forse è dispiaciuto perché dopo anni di pianificazione stava finalmente per portare a termine il suo piano di stalking e omicidio di un orologiaio, non so.

GINO PILOTINO! (con aggiornamento 2007 e clamoroso aggiornamento con foto del 2018)

Gino Pilotino non lo vedevo da almeno 3 anni - non ne avevo effettivamente parlato più sul blog, ma so che è rimasto nei cuori di tanti di voi. Ogni 3-4 anni passava, comprava un cinturino o qualcosa, e devo dire che con il passare del tempo mi sembrava diventasse sempre più sano di mente, al contrario delle altre persone che diventavano sempre più pazze.

Infatti lui, di questi 3 personaggi storici, è anche l'unico che ha compreso che il negozio chiuderà, ed è venuto per salutarmi.

La cosa terrificante è che si ricordava ancora il mio nome, dopo tutti questi anni, mentre io invece faccio fatica a ricordarlo, mi ci sono concentrato a lungo, mi pare inizi con la F, ma le lettere non si compongono nella mia memoria, non ricordo come si chiama, per me è solo Gino Pilotino. E invece lui se ne esce con un

"Allora P., è tanto che non ci vediamo, ed è da tanto che ci conosciamo. Ti ricordi eh, quante volte sono venuto."

Ora, non voglio sembrare stronzo: decontestualizzata, questa è una frase molto carina e gentile, a chi non fa piacere avere un rapporto con il cliente di lunga data? Però, presa nel contesto, è una frase sballata: il "cliente" lo conosco sì da 17 anni, ma in tutto questo tempo ha comprato un paio di cinturini, un orologio da 30 euro, e mi ha sottoposto a 800 domande. Diciamo che lui ha un ricordo migliore della nostra relazione lavorativa, rispetto a quella che sia la realtà e la mia interpretazione. Buon per lui, e buon per voi che ora sapete che sì, Gino Pilotino è ancora vivo e lotta insieme a noi per rendere vivace il blog.


mercoledì 18 dicembre 2024

Un Matto

Ore 18.55, prima di chiudere la saracinesca esco per guardare la vetrina: ogni giorno sposto qualcosa perché si creano degli spazi vuoti sui ripiani (per dire: mi rimangono CINQUE orologi da donna in tutto il negozio. Non ne ho più.)

Sono fuori da 20 secondi, sto calcolando se si vede bene il colore verde di un quadrante quando mi si avvicina un tizio: ragazzo sui 30 anni, bella presenza. Quello che segue è il dialogo riportato fedelmente, scritto appena ho tirato giù la saracinesca. Premetto che io pensavo fosse l'ennesimo cliente di cui non ricordo la faccia e che se mi vede in giro si sente obbligato a parlarmi, che insomma sapesse chi sono, che lavoro nel negozio di cui stavo guardando la vetrina. 

"Allora, si vendono questi orologi?"

"Eh, per fortuna sì, la vetrina si sta sempre più svuotando"

"Qual è un orologio bello qui?"

"Stavo proprio guardando quello con il quadrante verde, è molto particolare ma serve la persona che apprezzi il colore diverso dal solito"

(l'orologio costava 169 euro, scontato sono 111, c'è il cartellino con il prezzo originale e un adesivo scritto in rosso che riporta il prezzo scontato del 30%, tutto bello chiaro)

"Ma questi sono sconti reali, o hanno gonfiato i prezzi per far finta che sono scontati?"

"Guardi, si vede chiaramente il cartellino con su il prezzo stampato dalla ditta, e in rosso c'è il prezzo scontato"

"Ma quindi 111 è da scontare?"

(mi altero)

"No, 111 è scritto in rosso, è il prezzo già scontato"

"Ma secondo te me lo dà a 90?"

"No, direi di no: era 169, 58 euro di sconto non sono pochi, non credo ne posso togliere altri 21"

"A quella cifra glielo lascio, non li spendo 111 euro"

"Eh pazienza, sono sicuro che entro il weekend non solo quell'orologio, ma la metà di quelli su questo ripiano saranno tutti venduti"

"Ah ma tu sei il venditore?"

"Sì"

"Ah non lo sapevo. Allora ciao."

Allora, in poche parole: ma che cazzo voleva questo? 

E' partito come se appunto conoscesse me e il mio ruolo nel negozio, alla fine c'è il colpo di scena che invece non lo sapeva, e questo ribalta tutto. Cioè, si era fermato a chiedere a un tizio sconosciuto che sta guardando una vetrina, consigli sugli orologi e teorie complottistiche sui prezzi?

Ma chi fa queste cose? Va oltre l'essere estroversi, secondo me serve avere qualche rotella in meno, o perlomeno essere dei perditempo socievoli a livello colossale.

O forse mi voleva rimorchiare, boh.

In ogni caso: un matto.

sabato 14 dicembre 2024

Dedizione totale alle mie pile

Due storie strappalacrime per festeggiare l'ultimo giorno in cui questo negozio cambierà pile agli orologi.

Ragazza (signora?) sui 40 anni, porta 7 orologi per cambiare le pile.

"Ho portato tutti i miei orologi per far cambiare le pile prima che chiudiate, ma poi dove andrò per cambiarle?"

"Non so, purtroppo dovrà trovare qualcun altro, qui in centro non credo ci siano altri che cambiano pile, ma altri negozio più fuori ci sono"

"Ma no, vuol dire che quando si scaricheranno le pile agli orologi smetterò di indossarli, userò solo il telefono"

Ringrazio mentalmente la signora per la fedeltà assoluta per le pile (solo quelle: nessun orologio portato era di marca che vendo anche io - non ha mai comprato niente da me), ma credo sia un filo esagerata, come risoluzione.

***

Tizio, sui 60 anni.

"Visto che chiudete ho portato l'orologio per cambiare la pila anche se sta ancora andando, così almeno andrà avanti ancora un po' anche dopo che sarete chiusi."

Colpo di scena inaspettato: la pila l'aveva cambiata il mese scorso (lo scriviamo all'interno del fondello). Alla faccia del portarsi avanti... la pila non gliel'ho cambiata, non era assolutamente necessario.



giovedì 14 novembre 2024

Il tempo che non scorre

 Entrano due ragazzi, sui vent'anni. Li ho visti che guardavano da un po' di tempo la vetrina.

"Buongiorno, circa un anno e mezzo / due anni fa abbiamo visto in vetrina un orologio dorato, per caso ce l'ha ancora?"

"Di che marca era?"

"Non lo so"

"Provi a guardare se lo riconosce, onestamente faccio girare molto gli orologi in vetrina e li vendo anche, quindi dubito che ci sia."

SPOILER: non c'era. Hanno guardato ogni singolo orologio che ho in negozio, per assicurarsi che non c'era.

Ma che pretese sono? Che richieste fa la gente? DUE ANNI FA.

martedì 22 ottobre 2024

Il complotto dei Potery Forty e delle Multinazionali

Ad alcune persone viene naturale passare dalla parte del torto anche quando inizialmente si ha ragione: basta solo essere maleducati e molto nervosi.

Premessa lunghissima per capire la scena - è lunga, ma poi ne varrà la pena per la seconda parte della storia. 

Una signora nel Luglio 2022 comprò nel mio negozio un orologio da 89 euro come regalo alla figlia. 1 anno e 10 mesi dopo, l'orologio smise di funzionare: me lo porta a inizio Settembre 2024. Garanzia ancora valida, lo invio alla ditta per riparazione.

La ditta ci impiega molto tempo (molto tempo per un cliente=1 mese), la cliente viene due volte, sento la ditta. Alla fine il 10 Ottobre mi mandano un orologio nuovo, identico in tutto tranne che ha il quadrante nero anziché blu scuro. Blu è esaurito.

Chiamo la signora, viene a prenderlo con la figlia (25enne), entrambe molto eleganti e ben vestite. Le spiego che miracolosamente anziché ripararlo e farle attendere più tempo per i pezzi di ricambio, lo hanno dato nuovo. La figlia non dice nulla, la madre perde la testa dal primo minuto.

Vorrei sottolineare come posso comprendere e condividere una certa seccatura nel trovare un modello lievemente diverso, la signora aveva ragione: ha dato un oggetto (MOLTO USURATO), l'ha ritrovato completamente nuovo ma con una lieve differenza, è una cosa che può non far piacere.

"Non è l'orologio che le abbiamo portato"

"Sì, come le stavo dicendo, visto che avete fretta la ditta ha pensato di mandarle un modello nuovo, identico ma con il quadrante nero anziché blu"

"A me piaceva blu, l'ho regalato a mia figlia blu e lo voglio blu"

"Ha ragione, è solo che me lo hanno mandato così"

"Non lo trovo un atteggiamento serio"

"Per me non è una cosa sbagliata, visto che aveva fretta le hanno dato un orologio nuovo al posto di quello vecchio rotto, stanno attendendo il movimento e ci vuole del tempo, ma se questo non le piace allora attenderemo"

"Ho fretta perché è l'unico orologio di mia figlia"

"Proprio perché ha fretta, hanno trovato questa soluzione"

"Avrebbero potuto avvisarmi, avremmo risparmiato tempo"

"Guardi, purtroppo anche a me non hanno detto nulla: mi è arrivato questo orologio sostitutivo, senza avvisarmi prima"

"Se me lo avesse detto, non sarei nemmeno venuta qui"

"Allora che faccio, sento la ditta e mi faccio dire quanto tempo ci vuole per il pezzo di ricambio del suo orologio?"

"Non può chiedere di prendere il movimento di questo nero e metterlo nel mio?"

"Non credo si possa fare, rimarrebbe a loro un orologio smontato e non nuovo di fabbrica, anche quando arrivasse il movimento sostitutivo"

"Mi sembra una ditta poco seria"

"Ci sono delle regole sugli oggetti in garanzia, siccome non è l'unica cliente in Italia non possono mettersi a scambiare movimenti e farsi appunti su cosa sostituire"

"Sono molto delusa dalla ditta"

"Non so che farci, ripeto che allora tengo l'orologio e li sento domani per sapere i tempi della sostituzione"

La tizia va avanti ancora un po' con le lamentele, la figlia 25enne rimane muta tutto il tempo, boh.

Ora. Tutta questa rottura di palle è avvenuta settimana scorsa, non avevo intenzione di scriverne perché alla fin fine per me è una rottura di palle base, e ripeto per l'ennesima volta che la cliente all'inizio aveva anche ragione, non mi sembrava materiale da blog, voi non avete idea di quante rotture di palle "di base" non riporto su queste pagine e si perderanno nella mia memoria come lacrime nella pioggia. Cioè, magari vi siete innervositi a leggere questo scambio di opinioni, ma pensate che per me è una lamentala standard che non mi fa nemmeno accelerare il battito cardiaco.

IN OGNI CASO. Ecco il seguito. 

Nota bene: la ditta di cui parliamo è una multinazionale, leader di vendite in Italia, l'orologio è della linea di primo prezzo, ma la garanzia è comunque della ditta madre.

La ditta mi dice che il ricambio arriverà a inizio Dicembre, lo comunico alla cliente alla fine di settimana scorsa, la prende incredibilmente bene. Tutto ok.

Stamattina la tizia torna con una sua amica altrettanto ingioiellata.

"Senta, sono venuta per un dubbio sull'orologio. Visto che la garanzia era in scadenza, non è che la ditta sta facendo passare il tempo per poi dirmi che non è più in garanzia, o per farmelo pagare come nuovo se me lo sostituiscono?"

(mi cadono le palle: era la prima volta che sentivo una accusa del genere, e continuo a sperare di averle ormai sentite tutte, le possibili cazzate dei clienti)

"No, le ricordo che settimana scorsa le hanno mandato un orologio nuovo in sostituzione, non credo stessero cercando di fare giochetti. Poi capisco che il colore fosse diverso, e allora l'ho rimandato indietro, e mi hanno detto quanto tempo bisogna aspettare."

"E' che ho capito che è una ditta poco seria, quindi non mi stupirei di questi giochetti."

"Signora, la ditta è una multinazionale con sedi in tutto il mondo, non credo che stia cercando di fare trucchi per evitare di ripararle un orologio da 89 euro."

"Magari si comportano così con tutti, i soldi si risparmiano anche così."

"Le ripeto che sta parlando di una multinazionale, hanno un po' più soldi di quelli necessari a sostituirle un orologio da 89 euro in garanzia."

"Mi rimane qualche dubbio, vedendo in che modo scorretto si sono comportati con la sostituzione."

"Le ricordo che hanno cercato di venirle incontro, se invece vuole attendere, pazienteremo. Ma non hanno cercato di fare giochetti: l'orologio è accettato in garanzia e come tale viene trattato, risolveranno la questione senza che lei paghi un euro."

"Lo spero bene, perché non mi è piaciuto come si sono comportati."

"Si sono comportati in maniera impeccabile, penso, comunque se non è contenta della ditta, le ripeto che è una multinazionale e della sua insoddisfazione se ne faranno una ragione."

E basta, che due coglioni. 

Le ho risposto male, al quel punto si è calmata (incredibile come vada trattata la gente) ed è andata via.

Da una parte sarebbe meraviglioso se il pezzo di ricambio arrivasse a Gennaio 2025 e lei dovesse andarselo a prendere direttamente al centro assistenza di un'altra città. 

Dall'altra ok, spero che il pezzo arrivi a inizio Dicembre e questa si levi dalle palle come ultima seccatura dell'anno (seeee.... ahahaha).


giovedì 17 ottobre 2024

Orologi un tanto al chilo

Sì, ormai sono in dirittura d'arrivo, potrei quasi dire di averle viste tutte e di aver finito... e invece no. Nel campionato dei pazzi che rompono le palle, arriverà sempre un fuoriclasse.

Prima cliente del giorno, la mattina.

"Buongiorno, ho visto in vetrina l'orologio dorato di marca xxx, posso vederlo? E poi avrei bisogno anche di un orologio da battaglia, da tenere su tutti i giorni."

Prendo dalla vetrina l'orologio e penso fra me e me: "Wow, ma allora comprerà due orologi? La signora mi sembra molto determinata!".

"Lo posso provare al polso? Devo sentire quanto pesa, odio le cose pesanti."

"Certo, lo provi pure, direi comunque che abbia il peso normale di un orologio da donna, niente di eccessivo."

Lo prova. Le piace.

"Mi fa vedere anche questi nell'altra vetrina, che sono più da tutti i giorni? Sono più piccoli ma non è che peseranno tanto?"

"Eccoli qui, credo che pesino quanto quello che ha già provato."

"Per caso ha una bilancia di precisione per valutarli?"

Ora. La bilancia di precisione ce l'ho, è una cosa che ho trovato in giro. Non ho nessuna voglia di farle pesare gli orologi, perché mi sembra una stronzata. Ma è anche vero che in questi giorni ho mille cose da fare, burocrazia che mi tiene la testa impegnata, e non ho voglia di far storie. Quindi prendo la bilancia di precisione, e pesiamo i due orologi.

Orologio dorato che le piace: 70 grammi.

Orologio da battaglia: 58 grammi.

"Caspita che differenza!"

"Sì, ehm, sono 12 grammi, non molto"

"Peccato perché l'orologio dorato mi piace, ma è molto più pesante dell'altro."

"Se lo sente pesante, capisco."

"Quell'altro non mi piace. Devo pensarci, è una bella differenza di peso."

"Capisco, ci pensi su. Arrivederci."

Ma vaffanculo.

(In generale, per prevenire chi mi potrebbe dire "ma non sei un bravo venditore, potevi convincerla, sembra che non ti vada di vendere". Di anni di esperienza ne ho, i matti perditempo posso non beccarli subito, ma dopo una manciata di frasi e atteggiamenti so quando si può provare a spingere e quando sarebbe tutto tempo perso. Quindi, la signora è mentalmente invitata ad accomodarsi affanculo, sì.)


(per chi ha visto il film Clerks: la tizia mi ha fatto pensare al cliente che cercava l' "uovo perfetto". Se sapete di cosa parlo, complimenti - questo intero blog è ispirato a quell'uomo, prima ancora che agli altri clienti del Quick Stop)



mercoledì 9 ottobre 2024

Mania di Persecuzione

Tizio, deve cambiare la pila a un orologio con profondimetro, probabilmente il modello di profondimetro più famoso al mondo.

"Mi raccomando lo tratti bene perché questo sembra un modello normale, ma è un prototipo assemblato con due modelli diversi di profondimetro, come nota dalla forma e dal colore del coprisensore. Infatti lo porto a lei perché lo avevo portato al centro assistenza ufficiale e mi dissero che questo orologio era un prototipo che non avrebbe mai dovuto essere distribuito, e che avrebbero potuto e forse dovuto chiamare la polizia per farmi confermare in che modo io ne fossi entrato in possesso."

L'orologio in questione:


(foto presa da internet, basta cercare il modello e se ne trovano in tutte le pose)

Si tratta, sì, di un orologio "raro", una variante di una trentina d'anni fa del profondimetro base. Ma è solo una variante di colore normalmente distribuita anni fa, forse un po' ricercato da collezionisti ma sicuramente non un prototipo trafugato per il quale fosse necessario finire in prigione.

Insomma, se proprio avessi voluto comporre un numero di telefono d'urgenza, sarebbe stato per un TSO, non la polizia.

Per i curiosi: ovviamente poi il tizio si è sentito in dovere di spiegarmi come fosse entrato in possesso di questo modello così raro - lavorava come tecnico informatico presso la ditta che li produce.

Ecco, non ha aggiunto altro, e quindi in effetti la spiegazione è peggio del mistero: ok, era un tecnico informatico, e quindi glielo avrebbero regalato? Solo a lui? O l'avrebbe realmente trafugato?

A volte è meglio una parola in meno che dieci in più.


martedì 24 settembre 2024

Persone che aprono la bocca #5: la domanda rassicurante

Sto servendo un tizio che cerca un cinturino. Nel negozio c'è un'altra signora, entrata dopo di lui.

Tizio, 50enne, dice che vuole un bel cinturino perché ha una collezione di orologi e gli piace cambiare spesso cinturini. Impiega un po' di tempo per sceglierlo, ma non è un problema.

La tizia, 75enne, si intromette di continuo nei discorsi di tizio facendo delle domande assurde.

"E' un vero peccato avere solo due polsi, lei indossa solo un orologio, o ne mette due, o riesce anche a indossarne tre?"

Fa un altro paio di domande (onestamente non le ricordo), ma poi si carica per La Domanda, quella sparata a bruciapelo.

"Ma lei mi saprebbe dire che orologio usano i terroristi?"

(silenzio atterrito da parte mia e del tizio)

"Credo che abbiano orologi belli precisi per sganciare la bomba al momento giusto, sarebbe interessante sapere quali sono così precisi"

Io: "Mah, non credo ci sia un modello unico, non è che poi si vedano spesso foto di terroristi in cui noto che orologio indossano"

Tizio: "Ma che domanda è, poi?"

"Mah, è una curiosità che mi è venuta adesso"

Certo signora, certo. Per curiosità.

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

martedì 17 settembre 2024

Il calendario

 Oggi ho avuto una discussione che mi capita 3-4-5 volte alla settimana, ma con una svolta imprevista.

La discussione inizia sempre con "provi a vedere se c'è la pila scarica, perché l'ho cambiata da poco, è impossibile sia già scarica, o magari ne avete messa una difettosa".

Da ormai 9 anni scriviamo all'interno del fondello la data del cambio della pila. Quindi, quando ci sono queste discussioni, il giorno dopo segnalo che la pila è durata 2-3 anni, non esattamente "poco", non è stata cambiata "da qualche mese", non l'ha messa "lo scorso Maggio" né balle simili.

Chiaro che, anche quando vado a segnalare la data, la reazione malamente nascosta è quella di non credermi, perché il negoziante furbetto e ladro avrà scritto la data a suo piacimento. Ad alcuni si legge in faccia che non mi credono, altri balbettano qualche scusa sul fatto che si sono sbagliati ma che, in qualche modo, è più colpa mia che loro.

In ogni caso, oggi: restituisco la pila ad una signora che settimana scorsa aveva pianto per quanto poco fosse durata la pila. Le dico che non l'aveva cambiata nel Maggio 2024, ma nel Gennaio 2023 - sostanzialmente 20 mesi fa.

Lei sgrana gli occhi, dice che non è possibile - le dico che se l'ultima volta l'aveva cambiata da noi, la data che abbiamo segnato è Gennaio 2023, poi se l'aveva cambiata da altre parti non posso dirlo, anche se la pila era della stessa marca di quelle che usiamo noi.

Niente, non cede, e mi espone la prova: dice che è sicura che aveva cambiato a Maggio la pila perché l'aveva scritto sul calendario, lei si annota sul calendario sempre quando cambia la pila dell'orologio.

I casi sono due:

1 - è una ossessivo-compulsiva

2 - stava dicendo una cazzata immane

Le ho detto che comunque la pila era scarica e sono 5 euro, grazie. Non ho più ascoltato oltre, perché la mia mente vagava su una tizia che scrive sul calendario l'avvenimento importante del cambio di una pila ad un orologio, un evento memorabile. 

Che poi in generale, tiene i calendari degli anni passati per controllare gli avvenimenti importanti come un cambio-pila?

venerdì 12 luglio 2024

Infantile

 Signora sui 65/70 anni. Ha due orologi in mano.

"Buongiorno, ho trovato questi due orologi, vorrei mettere la pila a uno solo. Li ho portati tutti e due, provi a mettere la pila a uno, se quello non funziona, allora metta la pila nell'altro"

(e questo ovviamente si riallaccia, ancora una volta, al discorso degli orologi-spazzatura)

*respiro a fondo per il compito ingrato che mi si prospetta, ma d'altronde son qui per questo*

"D'accordo, ho capito. A quale devo provare la pila per primo?"

"Ah non ci avevo pensato!"

"Non so, quale le piace di più?"

Li posiziona sul banco

"Ambarabà ciccì coccò

tre civette sul comò

che facevano l’amore

con la figlia del dottore.

Il dottore si ammalò

ambarabà ciccì coccò.

QUESTO QUI."

Così, spostando il dito da uno all'altro mentre contava. E nemmeno solo la prima strofa tanto per ridere, nono, mi son sentito tutta la filastrocca.


martedì 14 maggio 2024

Pazza o maleducata?

Sto servendo un signore che deve ritirare un orologio.

Subito dopo entra una signora. Ignora totalmente il fatto che io stessi parlando con l'uomo.

Signora: "Buongiorno devo ritirare questo orologio"

Io: "Sì, un attimo che sto servendo il signore"

La signora mi porge la ricevuta per ritirare un orologio. NON la prendo, perché mi sto già voltando per prendere l'orologio del signore. Prendo l'orologio. Purtroppo non funziona. Lo porgo in mano al signore.

Io: "Mi spiace, purtroppo non funziona."

Signora: "Oh che peccato, ci tenevo tanto."

Io: "Sto parlando al signore, non a lei"

Signora: "Il mio allora funziona?"

Io: "Signora, non vede che sto parlando con il cliente che era qui prima di lei?"

Signora: (sta zitta)

Poi ok, finisco con l'uomo e servo la donna - mi rammarica il fatto che il suo orologio funzionasse.

Ma io mi chiedo: la tizia era pazza, o maleducata? Come cazzo si fa a non vedere che c'è fisicamente un'altra persona che sta parlando con me, che io sto chiaramente interagendo con un'altra persona, che sto parlando di cose diverse rivolgendomi ad un'altra persona?

Sì, c'è la terza opzione comica: il signore era un fantasma.

Magari un giorno ci riderò su, adesso mi girano le palle a pensare alle due opzioni più probabili: la tizia era pazza, o maleducata? Scene assurde.


giovedì 22 febbraio 2024

Paranoia

Suonano alla porta. Apro, entrano due donne contemporaneamente, immagino siano insieme. 

La donna davanti dice a quella dietro: "Lei non può entrare se non è una persona nota in questo negozio"

Quella dietro mi guarda spaesata, le faccio cenno di entrare.

No, non erano insieme - allora ho pensato che la prima signora stesse scherzando. Ma poi risulterà che no, non stava scherzando.

"Devo far cambiare la pila a questo orologio"

"Sì, non c'è problema, me lo deve lasciare e viene pronto domattina"

"Benissimo, glielo lascio"

"Che nome segno?"

"Ah no, non le lascio nessun nome e nessun numero di telefono"

"Mi serve solo per la ricevuta"

"Non so cosa ci fate con il mio numero di telefono"

"Non le ho chiesto il numero, ho solo chiesto il nome per la ricevuta, non voglio il numero"

"Io non le dò niente"

"Eh, va bene, ma mi serve un nome per la ricevuta"

"Non mi piace dare in giro i miei dati, non le dò niente"

Prende l'orologio e se ne va via.

La seconda signora mi dà soddisfazione:

"Ma questa era pazza"

"Temo di sì"


mercoledì 7 febbraio 2024

Follia telefonica

 Suona il telefono. Sto cambiando un cinturino, ma rispondo in vivavoce.

"Pronto, buongiorno, lei è la persona che solitamente risponde al telefono?"

"Ci sono solo io, confermo"

"Buongiorno, non so se si ricorda, ma qualche tempo fa ho portato a cambiare la pila ad un orologio Casio, adesso mio marito ne vorrebbe un altro uguale."

"Onestamente cambio tante pile a tanti orologi, anche Casio, non so quale orologio fosse"

"Parliamo di circa 2 mesi fa"

(mi viene da vomitare dalle risate e dallo sconforto)

"Sì, d'accordo, ma mi dovrebbe dire che orologio cerca suo marito"

"Uguale a quello a cui ha cambiato la pila"

"Sì, ma se ce l'ha sottomano, mi può dire la referenza? Sui Casio è scritta bella chiaramente sul fondello, sul retro."

"No, ce l'ha mio marito, al momento è in ospedale e non posso andare a visitarlo perché non sono vaccinata"

"Non so se riusciremo a capire che orologio sia..."

"E' un Casio"

"Sì, di Casio ne avrò in negozio un centinaio"

"Digitale con le lancette belle chiare, sui 30 euro."

Ora: escludendo per un momento che gli orologi spesso (ma non sempre) sono o digitale o con le lancette, anche perché proprio Casio a volte ha orologi a doppia lettura, io di orologi così e quel prezzo preciso non ne ho mai avuti.

"Ma non è che intende il Casio in plastica nera con le lancette, da 20 euro?"

"No, era 30 euro con le lancette"

"Al momento non mi viene in mente niente, con le lancette e a quel prezzo"

"Ma non se lo ricorda, quello a cui ha cambiato la pila?"

"No, mi spiace ma proprio mi è impossibile"

"Manderò un mio uomo di fiducia a comprarlo domani."

"Sì ma non so cosa darle, se non mi dice che modello è."

"Lo fa vedere alla persona che mando."

"Non so cosa fargli vedere."

"Vedrà che lo riconosce lui."

"Se ci pensa lui, va benissimo. Guardi, adesso starei servendo, la devo salutare."

Dopo un paio di giorni è venuto un tizio. Aveva 40 euro in mano e non aveva la minima idea nemmeno di cosa dovesse fare, non dico di cosa dovesse comprare, ma proprio sembrava uno a cui avessero messo i soldi in mano dicendo "Vai in orologeria e ti daranno l'orologio giusto".

Non aveva idee, nessuna opinione su cosa servisse comprare.

Alla fine, gli ho dato il Casio nero tutto in plastica, con lancette belle grosse, da 20 euro.

Spero che non si sia intascato gli altri 20 euro.

Che fatica, ragazzi. Che fatica.

martedì 21 novembre 2023

Telepatia tramite telefono

Suona il telefono. 

"Buongiorno, settimana scorsa ho visto in vetrina degli orologi scontati, mi può confermare che ci sono ancora?"

"Sì, c'è lo sconto sulla marca xxx (tutti orologi in plastica)"

"Ne ho visto uno con il cinturino in acciaio nero"

"Se era in acciaio sarà stato su un altro ripiano, quelli scontati sono solo quelli sul ripiano segnalato, e sono tutti in plastica"

"Non tutta la vetrina?"

"No, è solo sul ripiano dove c'è il cartello, come segnalato."

"Però credo fosse scontato quello che ho visto, me lo può confermare?"

"Se era in plastica è probabile, se è in acciaio sicuramente no."

"Mi può descrivere quello che ho visto?"

La risposta giusta che avrei dovuto dare sarebbe stata: MA IO CHE CAZZO NE SO?!?!

Ho ricevuto molte richieste assurde nella mia carriera, ma questa entra subito nella Top 5. Ha proprio usato queste parole: posso descrivere io quello che lei, con i suoi occhi, ha visto? 

Ma ok, l'ipotetica cliente ha poi fatto altre 3-4 domande totalmente scollegate dalla realtà e ha chiuso. Boh.


martedì 24 ottobre 2023

La prova schiacciante

 Tizia sui 50 anni. 

"Buongiorno, vorrei sapere se per caso avete in deposito un orologio che ha lasciato mia madre qualche tempo fa"

"Possiamo vedere, ha per caso la ricevuta?"

"No, ma probabilmente il nome sarà Mattarella o Scalfaro" (nomi inventati da me per proteggere la privacy)

"Mmm, ok. Da quanto tempo potrebbe essere qui?"

"Credo una decina di anni"

...respira forte, p.

"E' un bel po' di tempo, ma abbiamo due scatole di orologi non ritirati, in cassaforte, quindi darò un'occhiata, provi a passare fra un paio di giorni."

Controllo, non c'è niente di niente a quel nome. La tizia torna.

"Buongiorno, purtroppo non ho trovato niente"

La tizia si fa sospettosa e inizia con uno spettacolo che ho visto mille volte: quelli che credono che ho rubato l'orologio, senza che loro abbiano nemmeno in mano una ricevuta.

"Ha guardato bene?"

"Sì signora, ho guardato oltre 100 buste e quei due nomi non compaiono, si vede che sua mamma l'aveva ritirato, è anche passato un bel po' di tempo, ha provato a chiedere a lei?"

"No, glielo sto chiedendo perché mia mamma è morta qualche mese fa, e adesso sto sfogliando i suoi diari e le sue agende e ho trovato una annotazione del Febbraio 2014, in cui diceva che doveva venire a ritirare un orologio da voi. Poi però non ho visto che ha cancellato questa attività, quindi magari non lo ha fatto."

Ora, io non vorrei infangare la madre morta della signora, ma una maledizione a lei e alla sua intera stirpe l'ho mandata. Mi ha fatto perdere tempo per una stronzata di questo calibro?

La gente sta male, ma male male male, non ha niente a cui pensare evidentemente, o ha problemi talmente grossi che si focalizza su queste cose assurde.




martedì 3 ottobre 2023

Hellzapoppin' (una telefonata al limite dell'assurdo e del nonsenso)

 Squilla il telefono.

"Buongiorno, ho comprato da voi un orologio con un cinturino in pelle, si ricorda? Vorrei parlare con il titolare.

"Buongiorno, sì, il titolare sono io, ma per ricordare l'orologio mi dovrebbe dare qualche altro dettaglio."

"Non sono sicura che sia lei, non ricordo bene dove ho preso l'orologio, ho trovato il suo numero su internet e ho provato a chiamare"

"Io sono dell'orologeria xxxx, in via xxx nella città di xxx"

"Ah no no, allora non è lei, arrivederci"

Io non trovo un senso, un minimo senso, in questa telefonata.

giovedì 21 settembre 2023

Psicopatologia del cinturino

"Buongiorno, devo cambiare questo cinturino"

Signora giovanile, sui 50 anni, vestita curata, la vedi per strada e puoi pensare che sia carina ma soprattutto una persona NORMALE.

Deve cambiare il cinturino dell'orologio: trattasi di un semplice cinturino marrone in vitello stampato coccodrillo. Nessun problema - anzi, il problema molto temporaneo c'è: quel modello esatto con quel colore esatto l'ho esaurito, mi arriverà a fine mese, ma precisamente in questo istante l'ho esaurito. Ci sono di altri colori, ci sono altre lavorazioni, ma quello non c'è - per capirci, di quella misura ho un album di 8 pagine, 12 cinturini per pagina. Diciamo un centinaio di modelli.

Inizia il circo, con una insalata di parole durata 13 minuti. Questo è un riassunto di quel che mi ricordo (metto fra parentesi quello che ho pensato, non quello che ho detto, perché non mi dava tempo per rispondere e comunque dopo poco avevo perso la voglia di provare a dialogare).

"Non c'è uguale, cosa devo fare, buttare via l'orologio? (no, basta mettere un cinturino simile e accontentarsi)

Lei non ha idea di come mi facciano schifo questi colori, ma detto con tutto rispetto, è una mia opinione. Ma rivediamoli tutti dall'inizio, bisogna affrontare le cose con mentalità aperta, magari ne trovo uno che va bene. Questo è verde? (è nero) è un bel verde (è nero). Questo che sto cambiando è durato poco, non c'è una garanzia sui cinturini?  (è marcio, ha i due passanti rotti e anche sotto ai buchi del cinturino è completamente marcio) Sa, me ne serve uno robusto perché io lo tengo su tutto il giorno anche a dormire, non lo tolgo mai, lo tolgo solo per fare la doccia e lavarmi i denti.

Questo potrebbe piacermi anche se è marrone scuro, ma ha la metallurgia dorata (tradotto: fibbia dorata), non va bene (non le ho neanche spiegato che potevo cambiarla con una acciaio, ero già arrivato a un livello di bassa sopportazione).

Vediamoli ancora, prima o poi troverò qualcosa che potrebbe piacermi anche se non me ne piace nessuno."

Segnalo uno dei pochi momenti in cui ho avuto uno scambio di parole, perché verrà utile nel proseguo della storia. Un paio di minuti dopo aver iniziato a sfogliare l'album dei cinturini, ne trova due identici: uno ha la fibbia dorata, uno la fibbia acciaio. Per il resto, sono identici.

"Di questi mi piace un po' questo qui, quello invece proprio no."

"Sinceramente sono uguali, con fibbie diverse."

"Ne è sicuro?"

"Sì signora, è il mio lavoro, ne sono sicuro."

"Ma la metallurgia è diversa."

"Sono lo stesso cinturino con fibbie diverse."

"Allora non sono uguali, una differenza c'è, sarebbe corretto segnalarla e non dire che sono uguali."

Ora confesso una cosa: ultimamente va molto di moda chiedermi se per cose banalissime del mio lavoro "sono sicuro" di quello che dico. E' una cosa che mi fa imbestialire, se non ti fidi del professionista che hai davanti (e sei abbastanza maleducato da chiedergli se è sicuro su una cosa che riguarda il suo lavoro), puoi prendere e cambiare negozio.

In ogni caso, dalla risposta che mi ha dato ho appunto capito che era meglio smettere di rispondere alla sua cazzate di domande e considerazioni.

Dopo 13 minuti trova il cinturino "che le fa meno schifo". Quando prendo in mano l'orologio e le chiedo se allora quello andrà bene e se vuole che glielo monti, la pietra tombale dell'ottimismo:

"Ma quindi ha una prognosi infausta? Durerà poco come quello che sto cambiando?"

"Dipende da quanto lo indossa, dal suo sudore... ma non durerà poco. Vado a montarlo."

Mi siedo al banco di lavoro. Tolgo il primo pezzo di cinturino.

"Ci vorrà molto?"

"No, un paio di minuti, il tempo di fare il lavoro"

L'ansa del cinturino è marcia, come di consuetudine decido di cambiarla (è un servizio che faccio gratis e spesso non lo dico al cliente, perché ho imparato che se lo dici, il cliente è capace di dirti che era affezionato a quell'ansa e che la vuole indietro e non dovevo permettermi di sostituire un pezzo invisibile e completamente marcio).

Mentre cerco l'ansa giusta:

"Ci vuole ancora tanto?"

"Signora mi sarò seduto da 40 secondi, un attimo di pazienza e ce la facciamo"

"No, perché ho fretta"

Onestamente, sbotto. Forse non dovrei, ma penso mi possa anche essere consentito.

"Signora, ha impiegato 13 minuti a scegliere il cinturino, mi concede di concentrarmi sul mio lavoro 2 minuti?"

"Ma scusi, ma lei ce l'ha con me?"

"No, vorrei solo finire il lavoro"

"E' da prima che sento un clima di ostilità"

(sto zitto e lavoro)

"Io devo andare via entro un minuto."

(sto zitto e lavoro)

"Voglio andare via presto da qui, non voglio più stare in questo negozio dove lei è veramente scortese."

(finisco, credo di averci impiegato 100 secondi, compreso il cambio delle anse)

"Ecco fatto, sono 22 euro"

"Ma la pagavo anche il doppio se avesse fatto ancora prima, perché me ne voglio andare da qui."

"Signora, il tempo di passare il bancomat e può andare, non la sto certo trattenendo e non c'è bisogno di pagare di più."

"Ancora questo clima aggressivo, già dall'inizio quando mi ha contraddetto e ha detto che questo è il suo lavoro, io stavo solo facendo domande perché non ne so niente di questo lavoro, e lei è stato molto ostile."

"D'accordo, passi qui il bancomat."

"MA HA SENTITO QUELLO CHE HO DETTO?"

"Sì, non so cosa rispondere."

"Io avrei chiesto scusa."

"Non so di cosa dovrei scusarmi, ma d'accordo."

"LO DICE SOLO PER ACCONTENTARMI."

"Signora, direi che siamo a posto così, il cinturino è montato, pagare ha pagato, possiamo salutarci."

"GUARDI CHE L'HO SENTITA, CHE DICEVA CHE HO IMPIEGATO TROPPO TEMPO A SCEGLIERE IL CINTURINO, NON E' IL MIO LAVORO GUARDARE I CINTURINI, LI HO GUARDATI CON CALMA PER SCEGLIERE QUELLO MIGLIORE, CHE POI NON MI PIACE NEMMENO TROPPO."

(sto zitto)

"E POI C'ERA CHE XXXYYYXYXYXYXYXYXYXYXYXYBLABLABLABLABLA"

"Signora, le ho detto che siamo a posto, ora la devo salutare. Se non si è trovata bene mi dispiace, vuol dire che non ci rivedremo."

"GUARDI CHE LEI FORSE NON SI RICORDA, MA IO VENIVO IN QUESTO NEGOZIO FIN DA BAMBINA, MIO PADRE E' XXX, E' UNA DELUSIONE CHE QUESTO NEGOZIO SIA FINITO COSI'"

"Signora, se prima aveva fretta di andare, non so perché ora si trattiene."

"MA INSOMMA XXXYXYXYXYXYXXXXXBLABLABLABLABLA"

"Signora... a posto così."

Esce, sbattendo la porta.

Ora. Io posso anche avere compassione di una persona del genere. Ritengo che abbia qualche sorta di disturbo mentale, a me dispiace che lo abbia. Ma la sostanza è che mi ha tenuto impegnato quasi 20 minuti e alla fine mi ha anche trattato di merda e si è messa a urlare contro di me. Io non mi occupo di disagio mentale, ho un semplice negozio di orologi. Cerco di avere molto (MOLTA) pazienza, vedo persone con vari disagi tutti i giorni. Ma ad una certa, oh, finisce che ti mando mentalmente affanculo e finisci come personaggio memorabile in questo blog, cosa devo dirti.

(In tutto questo delirio, un avvenimento quasi paranormale: non è entrato nessuno mentre la servivo e mentre ci litigavo. Il destino mi ha lasciato da solo a seguirla, senza interruzioni e/o intromissioni di estranei)



giovedì 14 settembre 2023

Il Puzzone

Un signore mi porta tre orologi per cambiare la pila. Li lascia, nessun problema.

Torna a ritirarli: due sono pronti ma il terzo no, perché il tecnico ha segnalato che è troppo sporco, troppo incrostato per aprirlo. Ci ha provato, ma alla fine ha desistito, il tappo di sporco è troppo. Infatti lo guardo e il fondello è vomitevole, una palla di pelle morta e sudore blocca il fondello e si estende alle anse e al cinturino in pelle. Davanti a certe cose, è consentito arrendersi e dire al cliente di arrangiarsi. Non succede spesso, ma è una cosa giustificata.

(Panoramica dell'orologio: vecchio, di nessuna marca particolare, cinturino in pelle molto usurato.)

Tenendo conto che cerco sempre (ovviamente) di non offendere o disgustare i clienti parlando in maniera diretta, relativamente all'orologio gli dico:

"Ecco, questi due sono pronti, questo invece ha il fondello bloccato, non si riesce ad aprire, ci abbiamo provato con tutti gli strumenti ma non si muove, non siamo riusciti a farlo."

"Ma come?"

"Non si apre, purtroppo."

"Perché?"

Insomma, devo dirglielo.

"Il tecnico ha segnalato che è bloccato da un tappo di incrostazioni, si vede che con il sudore i residui di pelle con il tempo si sono fusi alla cassa."

"Peccato, perché è l'orologio di mio padre."

"A volte proprio non riusciamo ad aprirli, se son bloccati così."

Il cliente accetta la cosa. Paga le pile degli altri due, e qui il momento disgustorama (o semplicemente, il "momento deficienza"). Mette i due orologi funzionanti nella busta, e al polso si mette l'orologio non funzionante. Quello che ho appena descritto come troppo sporco e incrostato per poterlo aprire.

Anni di sporco accumulati sul fondello, pronti a essere rigenerati con il calore e il sudore del polso in Estate. Pronti a puzzare di nuovo, come una volta. Con il bonus di avere al polso un orologio nemmeno funzionante.

Valli a capire, sti puzzoni.