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mercoledì 18 dicembre 2024

Un Matto

Ore 18.55, prima di chiudere la saracinesca esco per guardare la vetrina: ogni giorno sposto qualcosa perché si creano degli spazi vuoti sui ripiani (per dire: mi rimangono CINQUE orologi da donna in tutto il negozio. Non ne ho più.)

Sono fuori da 20 secondi, sto calcolando se si vede bene il colore verde di un quadrante quando mi si avvicina un tizio: ragazzo sui 30 anni, bella presenza. Quello che segue è il dialogo riportato fedelmente, scritto appena ho tirato giù la saracinesca. Premetto che io pensavo fosse l'ennesimo cliente di cui non ricordo la faccia e che se mi vede in giro si sente obbligato a parlarmi, che insomma sapesse chi sono, che lavoro nel negozio di cui stavo guardando la vetrina. 

"Allora, si vendono questi orologi?"

"Eh, per fortuna sì, la vetrina si sta sempre più svuotando"

"Qual è un orologio bello qui?"

"Stavo proprio guardando quello con il quadrante verde, è molto particolare ma serve la persona che apprezzi il colore diverso dal solito"

(l'orologio costava 169 euro, scontato sono 111, c'è il cartellino con il prezzo originale e un adesivo scritto in rosso che riporta il prezzo scontato del 30%, tutto bello chiaro)

"Ma questi sono sconti reali, o hanno gonfiato i prezzi per far finta che sono scontati?"

"Guardi, si vede chiaramente il cartellino con su il prezzo stampato dalla ditta, e in rosso c'è il prezzo scontato"

"Ma quindi 111 è da scontare?"

(mi altero)

"No, 111 è scritto in rosso, è il prezzo già scontato"

"Ma secondo te me lo dà a 90?"

"No, direi di no: era 169, 58 euro di sconto non sono pochi, non credo ne posso togliere altri 21"

"A quella cifra glielo lascio, non li spendo 111 euro"

"Eh pazienza, sono sicuro che entro il weekend non solo quell'orologio, ma la metà di quelli su questo ripiano saranno tutti venduti"

"Ah ma tu sei il venditore?"

"Sì"

"Ah non lo sapevo. Allora ciao."

Allora, in poche parole: ma che cazzo voleva questo? 

E' partito come se appunto conoscesse me e il mio ruolo nel negozio, alla fine c'è il colpo di scena che invece non lo sapeva, e questo ribalta tutto. Cioè, si era fermato a chiedere a un tizio sconosciuto che sta guardando una vetrina, consigli sugli orologi e teorie complottistiche sui prezzi?

Ma chi fa queste cose? Va oltre l'essere estroversi, secondo me serve avere qualche rotella in meno, o perlomeno essere dei perditempo socievoli a livello colossale.

O forse mi voleva rimorchiare, boh.

In ogni caso: un matto.

mercoledì 4 dicembre 2024

'Come si permette di chiudere?' - e altre stronzate che mi tocca sentire in questi giorni

Scrivo questo post per chi si troverà ad affrontare la chiusura di un punto vendita: sia chi purtroppo lo chiuderà, sia chi un giorno da cliente arriverà nel negozio e scoprirà che sta per chiudere.

Tendenzialmente la chiusura di un negozio non è una gran festa, ci sono poche persone che prendono la decisione e ne sono contente. Io sì, non ho nessun rimpianto e ho scelto il momento giusto per chiudere: ho scelto io, non ci sono costretto e non ci sono motivi gravi che mi hanno portato a questa decisione. Ma quasi sempre un negozio chiude perché il titolare è costretto a farlo. Per motivi di salute, spessissimo per motivi di soldi, a volte per fortuna perché è arrivata la pensione e non hanno a chi lasciare l'attività (e per questo sono tristi di chiudere, ma chiudono).

Premesso questo, a me pare una cosa ovvia e di decenza minima evitare di chiedere a chi sta per chiudere "Perché sta chiudendo". Perché ci sono una marea di motivi dietro, e quasi mai sono motivi allegri. Pensate che bello potrebbe essere, trovarsi sommersi dai debiti ed essere costretti a chiudere e sentirsi dire continuamente "Perché stai chiudendo?" da perfetti sconosciuti.

Non mi aspettavo di essere così bombardato da queste domande sempre più invadenti, poste di continuo, sempre uguali, da gente con la quale non ho nessuna confidenza. 

Perché chiude? 

Ma poi cosa va a fare? 

Va in pensione? 

Dai non chiuda! 

Dove andrò adesso per le pile? 

Ma davvero chiude? 

Ho letto che chiude, ma è vero? 

Ma non è che poi se ne pente, dopo? 

Sposta il punto vendita o chiude per sempre? 

Questo è un negozio storico, non può chiudere! 

Ci sarà un'orologeria qui, dopo che avrà chiuso? 

Secondo me poi rimpiangerà questa scelta. 

Non le mancherà la vita del negozio? 

E mi dà questa notizia così, sorridendo?

Il Comune le dà un sostegno economico per la chiusura?

Come farà a campare? 

Avrà la disoccupazione? 

No dai, non chiuda.

Ma lei cosa farà dopo la chiusura?

(aggiunte il 6 Dicembre)

Ma ho visto l'altro giorno sua mamma al supermercato e mi sembrava allegra, non pensavo che lei avesse da dirmi notizie così gravi sulla chiusura.

Guardi che rimpiangerà tutto questo. Mio padre dopo una settimana di pensione ha chiesto al suo lavoro se poteva tornare a fare qualcosa, ha lavorato ancora una decina d'anni.

Ma non può contattare una scuola di orologiai, magari prendere un tirocinante a basso prezzo per farlo lavorare qui e tenere aperto il negozio? (questo è il culmine di almeno 12 domande poste da una tizia mai vista che stava comprando un orologio da 40 euro "per sostenere la chiusura", domande che spaziavano sull'intera storia del negozio ma soprattutto sulle cause della chiusura)

Se alcune vi sembrano eccessive o invadenti, calcolate che sono state tutte poste almeno due volte, e le più comuni saranno già sulla cinquantina, mentre "Perché chiude" è fuori scala.

La versione per persone decenti di voler esprimere interesse e dispiacere è una sola, dal mio punto di vista: "Mi dispiace che stiate chiudendo, ho dei bei ricordi legati a questo negozio / mi sono sempre trovato bene qui."

E invece no. Ogni giorno "Perché state chiudendo?" mi viene posto credo 20 volte, io spesso cambio anche versione nella risposta, tanto per divertirmi un po'. Anche perché qualsiasi risposta io darò, sarà sempre controbattuta da altre richieste, tutte prettamente egoistiche.

"E io dove andrò a cambiare la pila?"

"Come farò per farmi accorciare i cinturini?"

In pochi, ma direi veramente 1 su 100, mi hanno chiesto malinconicamente "Dove comprerò nuovi orologi?". Mi ha anche fatto piacere che qualcuno abbia detto (esagerando) "Siete gli unici onesti in città". E sì, in molti manifestano solidarietà o si dimostrano dispiaciuti in maniera sincera. Questo mi fa piacere. Un paio di persone erano veramente commosse e colpite, ha commosso anche me.

Comunque, il picco negativo l'ho ottenuto nemmeno in negozio, ma mentre ero in edicola per comprare il giornale. Mi sento picchiare sulla spalla, mi volto e c'è una tizia sui 75 anni che non riconosco.

"Ma lei come si permette di chiudere il negozio?"

Le ho risposto che vado a godermi la vita. Così, la prima cosa che mi è venuta in mente. Una risposta del cazzo a una domanda del cazzo. Ma come ti permetti tu, a volermi dare il permesso di chiudere? Capisco che in realtà voleva fare la brillante con una battuta simpaticissima, ma dire che è stata accolta con gelo è ancora poco. Era una stronzata, non una battuta.

Per i negozianti che prenderanno la dura decisione di chiudere il proprio negozio: ecco, questa è un'ennesima dura prova che forse non vi aspettavate, in mezzo alla marea di burocrazia e problemi che vi troverete ad affrontare. Fatevi forza, ancora più forza.

Per le persone che scopriranno che un negozio dove si servono sta per chiudere: usate il cervello, prima di aprire la bocca. Cercate di essere persone decenti. Dall'altra parte del banco c'è qualcuno che è sicuramente più in difficoltà di voi, in quel momento.


giovedì 17 ottobre 2024

Orologi un tanto al chilo

Sì, ormai sono in dirittura d'arrivo, potrei quasi dire di averle viste tutte e di aver finito... e invece no. Nel campionato dei pazzi che rompono le palle, arriverà sempre un fuoriclasse.

Prima cliente del giorno, la mattina.

"Buongiorno, ho visto in vetrina l'orologio dorato di marca xxx, posso vederlo? E poi avrei bisogno anche di un orologio da battaglia, da tenere su tutti i giorni."

Prendo dalla vetrina l'orologio e penso fra me e me: "Wow, ma allora comprerà due orologi? La signora mi sembra molto determinata!".

"Lo posso provare al polso? Devo sentire quanto pesa, odio le cose pesanti."

"Certo, lo provi pure, direi comunque che abbia il peso normale di un orologio da donna, niente di eccessivo."

Lo prova. Le piace.

"Mi fa vedere anche questi nell'altra vetrina, che sono più da tutti i giorni? Sono più piccoli ma non è che peseranno tanto?"

"Eccoli qui, credo che pesino quanto quello che ha già provato."

"Per caso ha una bilancia di precisione per valutarli?"

Ora. La bilancia di precisione ce l'ho, è una cosa che ho trovato in giro. Non ho nessuna voglia di farle pesare gli orologi, perché mi sembra una stronzata. Ma è anche vero che in questi giorni ho mille cose da fare, burocrazia che mi tiene la testa impegnata, e non ho voglia di far storie. Quindi prendo la bilancia di precisione, e pesiamo i due orologi.

Orologio dorato che le piace: 70 grammi.

Orologio da battaglia: 58 grammi.

"Caspita che differenza!"

"Sì, ehm, sono 12 grammi, non molto"

"Peccato perché l'orologio dorato mi piace, ma è molto più pesante dell'altro."

"Se lo sente pesante, capisco."

"Quell'altro non mi piace. Devo pensarci, è una bella differenza di peso."

"Capisco, ci pensi su. Arrivederci."

Ma vaffanculo.

(In generale, per prevenire chi mi potrebbe dire "ma non sei un bravo venditore, potevi convincerla, sembra che non ti vada di vendere". Di anni di esperienza ne ho, i matti perditempo posso non beccarli subito, ma dopo una manciata di frasi e atteggiamenti so quando si può provare a spingere e quando sarebbe tutto tempo perso. Quindi, la signora è mentalmente invitata ad accomodarsi affanculo, sì.)


(per chi ha visto il film Clerks: la tizia mi ha fatto pensare al cliente che cercava l' "uovo perfetto". Se sapete di cosa parlo, complimenti - questo intero blog è ispirato a quell'uomo, prima ancora che agli altri clienti del Quick Stop)



martedì 9 aprile 2024

Non mi abituerò mai

Il negozio apre alle 9.30. Il Martedì arrivo al lavoro alle 9.05, per preparare un po' tutto all'apertura. Quindi, alle 9.05 arrivo in motorino davanti al portone, devo aprire per parcheggiare. Le saracinesche del negozio sono ovviamente chiuse, non c'è segno di vita.

Scendo dal motorino, metto le mani in tasca per prendere le chiavi e... 

"Buongiorno, sono qui per ritirare l'orologio."

"Sì, ecco, apro fra mezz'ora"

"Scusi se non sono venuto subito a ritirarlo, mi hanno operato e non sono potuto venire"

"Non c'è problema, gli orologi rimangono nel cassetto, non c'è mai fretta."

"Ma alla fine l'orologio funziona?"

"Sinceramente non ricordo che orologio sia, non mi ha nemmeno detto il suo nome, non so di cosa sta parlando."

"Ah, scusi, io sono xxxx"

"Sì, signor xxxx, in ogni caso non mi ricordo, ripassi fra mezz'ora e vediamo."

Ovviamente il signor xxxx ha atteso 25 minuti fermo immobile davanti alla vetrina, e alle 9.30 e 01 secondi è entrato ed è tornato in possesso del suo orologio (che, sì, funzionava).

Io a queste stronzate, all'essere fermato per strada per avere informazioni riguardo al proprio orologio, da parte di persone che pensano che il mio negozio ruoti intorno alla loro presenza ma delle quali non ricordo nè nome nè orologio, non mi abituerò mai.

martedì 24 ottobre 2023

La prova schiacciante

 Tizia sui 50 anni. 

"Buongiorno, vorrei sapere se per caso avete in deposito un orologio che ha lasciato mia madre qualche tempo fa"

"Possiamo vedere, ha per caso la ricevuta?"

"No, ma probabilmente il nome sarà Mattarella o Scalfaro" (nomi inventati da me per proteggere la privacy)

"Mmm, ok. Da quanto tempo potrebbe essere qui?"

"Credo una decina di anni"

...respira forte, p.

"E' un bel po' di tempo, ma abbiamo due scatole di orologi non ritirati, in cassaforte, quindi darò un'occhiata, provi a passare fra un paio di giorni."

Controllo, non c'è niente di niente a quel nome. La tizia torna.

"Buongiorno, purtroppo non ho trovato niente"

La tizia si fa sospettosa e inizia con uno spettacolo che ho visto mille volte: quelli che credono che ho rubato l'orologio, senza che loro abbiano nemmeno in mano una ricevuta.

"Ha guardato bene?"

"Sì signora, ho guardato oltre 100 buste e quei due nomi non compaiono, si vede che sua mamma l'aveva ritirato, è anche passato un bel po' di tempo, ha provato a chiedere a lei?"

"No, glielo sto chiedendo perché mia mamma è morta qualche mese fa, e adesso sto sfogliando i suoi diari e le sue agende e ho trovato una annotazione del Febbraio 2014, in cui diceva che doveva venire a ritirare un orologio da voi. Poi però non ho visto che ha cancellato questa attività, quindi magari non lo ha fatto."

Ora, io non vorrei infangare la madre morta della signora, ma una maledizione a lei e alla sua intera stirpe l'ho mandata. Mi ha fatto perdere tempo per una stronzata di questo calibro?

La gente sta male, ma male male male, non ha niente a cui pensare evidentemente, o ha problemi talmente grossi che si focalizza su queste cose assurde.




venerdì 21 luglio 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 3: il caldo

Il pomeriggio, a Luglio, fa molto caldo in città. Il sole batte sulla mia vetrina, aumentando il calore.
Suona alla porta una signora sui 55 anni. Apro in circa 1.2 secondi, anche meno (stimo che il mio tempo di reazione fra il campanello che suona e io che metto mano al telecomando per aprire la porta sia fra 1 e 2 secondi).

"Se posso permettermi, dovrebbe aprire la porta più velocemente o lasciarla aperta, perché fuori fa caldissimo e il pomello della porta poi è bollente, stare ad aspettare fuori è molto pesante ed è un disagio per i clienti"

Preso nota, grazie signora. Cercherò anche di risolvere il problema del riscaldamento globale.

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

venerdì 30 dicembre 2022

Thriller

 Alle 12.26 entra una signora che, come i tradizionali maleducati, entra in negozio mentre ancora sta parlando al telefono. Sta dicendo a qualcuno che sta entrando da me, e poi si vedranno in una piazza qui vicino.

La signora deve ritirare una pila, alle 12.29 esce, alle 12.30 chiudo per la pausa pranzo.

Alle 12.33 suona il telefono: spesso non rispondo negli orari di chiusura, ma avevo appena chiuso e ho tirato su la cornetta.

"Pronto, sono il marito della signora xxx, sono fuori dal vostro negozio, per caso è ancora lì dentro?"

"No, abbiamo chiuso qualche minuto fa, dopo che la signora era uscita"

"E' che mi ha detto di incontrarla nel negozio, ma sono arrivato e il negozio è chiuso, e lei non risponde al telefono"

"Provi a chiamarla ancora, di sicuro non è qui"

"E' sicuro?"

"Sì, sono sicuro di non aver chiuso dentro nessuno"


E per i dialoghi assurdi del 2022, è tutto.

Spero che il tizio abbia poi trovato la moglie, perché non era ancora convinto quando ha messo giù il telefono, e rischio una denuncia per rapimento e sequestro di persona...


venerdì 18 ottobre 2019

Andare di Fretta

Come sempre, uno pensa di aver catalogato tutta la stupidità umana, e invece arriva la domanda più idiota ed inutile del decennio.

Negozio vuoto, entra un tizio sui 50.

"Buongiorno, visto che c'è il negozio vuoto, avrei una domanda da fare."
"Dica!"
"Io passo qui davanti sempre di fretta, sono una persona che ha sempre i minuti contati. A breve dovrò sostituire la pila del mio orologio e so che bisogna lasciarvelo, volevo chiederle se quando verrò a lasciarlo, posso passare davanti a tutti per evitare di perdere tempo solo per una ricevuta."

La mia temperatura corporea è salita di 12 gradi, per evitare di urlargli in faccia cosa volesse da me e dalla mia vita.

"Guardi, il negozio è spesso pieno, dovrebbe chiedere agli eventuali clienti, se può passare avanti, io non posso abbandonare un cliente, non posso prevedere quanta gente ci sarà quando lei passerà."
"Ah, non fate questo tipo di servizio?"
"Temo di no"
"Mi spiace, arrivederci"

Più ci penso, più mi sento trascinare nel baratro dell'imbecillità.

martedì 8 gennaio 2019

Un nuovo pazzo all'orizzonte

29 Dicembre.
Tizio vestito bene, sui 65 anni, onestamente non ricordo di averlo mai visto prima, mi saluta tutto amichevole. E' venuto per dirmi che il 22 Dicembre, sette giorni fa, aveva trovato fuori dal mio negozio un paio di guanti e li aveva appoggiati al davanzale proprio accanto alla mia porta d'ingresso. Mi chiede se li avevo ritirati io, se era passato qualcuno a chiederli. Gli dico che sì, li avevo messi in negozio e sono ancora lì. Mi chiede se glieli posso dare, visto che passati 7 giorni se una cosa smarrita non è reclamata, diventa di chi la trova.
Io già lo bollo come mezzo matto, ma dei guanti non mi frega niente, se li prenda pure (valore commerciale circa 5 euro al mercato). Se si levasse dalle palle subito, sarebbe già degno di finire su questo blog come "curiosità", ma siamo in realtà solo all'inizio.

Inizia a dirmi che ho proprio un bel negozio, lui abita in un'altra città e non aveva mai visto questo negozio, era in zona per Natale e aveva trovato i guanti e visto la vetrina, ho delle cose interessanti. Mi chiede subito un paio di modelli in vetrina, mostrandosi anche abbastanza competente sulle loro funzioni - onestamente, pensavo uno dei due lo comprasse, ma "non ho dietro abbastanza soldi, tornerò".
Ok.

Poi inizia a guardare TUTTE le decorazioni del negozio, sia quelle natalizie che quelle normali, chiedendomi cosa sono e se sono in vendita. Pezzo-per-pezzo.
Luce con su scritto "Buon Natale"? Non è in vendita.
Movimento di orologio disassemblato e sotto resina? Non è in vendita. ("L'ha fatto lei?" No, l'ho comprato. "Non ha le competenze per farlo?" No, onestamente no.)
Mini-casco motociclistico usato come espositore nella vetrina di una marca sportiva? Non è in vendita.
Alberello di Natale in feltro? Non è in vendita.
Mini-presepio regalatomi da una associazione? Non è in vendita. ("Proviene dall'Africa?" Non ne ho idea. "Io sono stato volontario in Africa, mi pare il loro stile". Ah.)
Cartello pubblicitario della Citizen? Non è in vendita e penso proprio che tu mi stia prendendo per il culo. Ma che cazzo chiede, uno, se è in vendita un cartello con su un orologio?

Si passa poi agli orologi: di ogni marca mi chiede di vederne un paio - io tiro fuori il paio indicato, dopo che li guarda li rimetto via immediatamente, perchè comunque di un tipo così mi fido poco e non vorrei mi rubasse qualcosa. E' un atteggiamento sgarbato, metter via subito mentre ancora si sa valutando l'acquisto, ma volevo mandare proprio un messaggio negativo, per far capire che non era più molto il benvenuto.
Sta cosa va avanti per TUTTE le marche, almeno mezz'ora. Mi chiede che sconto faccio ("Posso fare un minimo arrotondamento, ma non è che ci siano sconti particolari"; "Da altre parti spesso mi fanno il 20-25% in meno" - SEE, BUONANOTTE proprio...).
Ad un certo punto si innamora di un orologio di plastica da 35 euro, tira fuori i soldi e se lo compra. Garanzia, scontrino, a posto.
Mi chiede un biglietto da visita. Poi me ne chiede un altro, perchè così uno lo tiene nel portafogli, l'altro in macchina in caso di emergenza.
(IN-CASO-DI-EMERGENZA?!?!?)

Penso che il supplizio sia finito, siamo già intorno ai 60 minuti di permanenza in negozio.
Ah, altro dettaglio: ovviamente mentre seguivo lui, in un'ora saranno venute una decina di persone, che servivo mentre lui andava in secondo piano. Quando uscivano, lui le salutava e augurava buon anno a tutti.

Dicevo: penso che, con il fondamentale acquisto di 35 euro, la cosa sia chiusa.
Invece no, dice che vorrebbe cambiare il cinturino dell'orologio che ha al polso. Tiro fuori il raccoglitore, con circa 100 modelli per la sua misura. Li guarda uno per uno. Ne tira fuori una manciata, li prova accanto al suo orologio, per ognuno fa commenti su come gli starebbero con questo o quel completo.
Alla fine ne sceglie uno (21 euro), lo monto.
Continua a far parole su parole su parole, esce all'orario di chiusura, 12.30 in punto. Totale permanenza nel negozio: un'ora e quarantacinque.

Io in casi come questi mi chiedo se non può essere un lettore di questo blog, che sia venuto per prendermi segretamente per il culo. Dopo tutti questi anni, ancora non mi abituo al pensiero che ci sia in giro gente di questo tipo, per la quale è normale stare in un negozio quasi due ore e pensare di essere "un buon cliente" perchè hai speso 55 euro per due oggetti.
Quindi, se tu leggi questo blog e sei questo tizio, ciao. E vattene affanculo, grazie.

martedì 8 luglio 2014

Faccia = chiappe


Tizia, mi porta un orologio di marca che vendo io, fra i modelli più costosi tra l'altro. Impermeabile, resistentissimo, bello solido.
"Sono cadute le lancette" - ovviamente da sole, eh. Che il padreterno si diverte, a fare questi scherzi.

Insomma mi dice che sono cadute le lancette ma che per fortuna è ancora in garanzia. Io, preparando il foglio di accettazione dell'orologio, inizio a premettere che bisogna sentire cosa dice il centro assistenza, riguardo la garanzia: coprono difetti di fabbrica, ma le lancette probabilmente si saranno staccate per un colpo che ha preso.
Inizia la classica manfrina (che non sto nemmeno a riportarvi, tanto è banale e noiosa) del "ma no cosa dice / guardi che sono attentissima / non ha preso nessun colpo / è difettoso l'orologio e insomma".
Io replico con frasi generiche, tanto in caso non sia una cosa in garanzia se la vede direttamente il centro assistenza, con casi del genere. Ripeto solo che mi diranno loro.

Poi tira fuori la garanzia. Scade fra 5 giorni. Due anni di garanzia, e l'orologio "difettoso" si difetta "da solo" a 5 giorni dalla scadenza. Curioso, ma non mi interessa molto: la mia attenzione è attirata dal timbro sulla garanzia.
Non è il mio, ma di un punto vendita orologi in franchising a circa 100 metri dal mio negozio.

Non temo la concorrenza, quel punto vendita avrà un/decimo della mia scelta sugli orologi di quella marca, e comunque so di stare in un libero mercato, la gente faccia quel che vuole. Basta che non rompa le palle a me. E portarmi un orologio preso a 100 metri da me, con potenziali rotture di palle, è appunto una cosa che non deve accadere.
Le faccio notare che sarebbe meglio portarlo al punto vendita dove l'ha comprato, visto che è a 100 metri da me.

"Eh ma loro non sono una orologeria, magari ci vuole più tempo per mandare in assistenza una cosa, io so che voi siete molto veloci..."


Faccia = chiappe.

E comunque l'ho convinta ad andare dove l'ha comprato, resistendo all'impulso di esplicarle la somiglianza appunto fra un culo ed un volto, il suo.

Dai i soldi agli altri e vuoi assistenza gratuita (potenzialmente con contorno di rottura di scatole) da me. No, no e no.

martedì 30 marzo 2010

Totalmente Fuso

Ottimo, ottimo. Secondo cliente della giornata (entrato dopo 1,5 secondi dall'apertura della saracinesca), un pazzo totale, old-school, come non ne avevo da tempo.



Cinquant'anni, entra con un orologio a lancette impermeabile, di una marca che tengo anche io (costo 90 euro), con il vetro rotto.




"Oh, ma buongiorno signor?"

"p."

"Signor p, che piacere conoscerla, è la prima volta che vengo qui e spero che mi troverò bene!"

"Speriamo!"

"Ho questo profondimetro..."

"Erm, questo è solo impermeabile."

"Sì, ma io ci vado in profondità quindi è un profondimetro"

"Vada avanti, ok ok"

"Lo uso tanto in piscina, senza divento una furia, adesso è fermo, va cambiato l'accumulatore"

"La pila?"

"Ma no, è a carica solare"

"No, mi scusi... questo è a pila"

"Ma no, non l'ho mai cambiata, è a carica solare!"

"Si fidi, questi orologi li vendo: è a pila."

"Ma una pila può durare 4 anni?"

"Se è fortunato!"

"Sarà una pila atomica! Allora se è solo la pila, me la cambi!"

"Sì allora, me lo deve lasciare..."

"NO!"

"Mmm, sì, me lo deve lasciare, ma in ogni caso però deve anche sistemare il vetro, altrimenti si allaga se lo usa ancora in piscina."

"Ma io l'ho sempre usato in piscina ed è impermeabile!"

"Sì, ma non col vetro rotto! Sì può sistemare anche quello, lo mandiamo all'assistenza e via"

"Ah non me lo fà subito?"

"E' un lavoro complesso, e poi ci vuole il suo vetro..."

"Nono, io senza questo orologio non posso andare in piscina, mi tiene compagnia mentre nuoto!"

"Eh..."

"Ne ha uno uguale?"

"Aspetti che guardo."



Vado nel retro a cercarlo, forse ce l'ho, è un modello di 4 anni fa, ma fino a poco tempo fa ce lo avevo, stesso colore e tutto. Mentre frugo nelle scatole, lui si materializza accanto a me. Nel retro nel negozio, un posto inviolabile. Smadonno, smetto di cercare e lo allontano, tornando in negozio dicendo che non ce l'ho uguale.
Si deprime.



Vedo allora in vetrina lo stesso modello, ma con quadrante di un colore diverso. Gli va bene lo stesso, perchè la forma è uguale a quella del suo, che è un portafortuna. Ok se lo compra: botta di culo mia. Ma le perle non sono finite.



Mentre gli accorcio il cinturino, chiama qualcuno, e gli dice di richiamarlo. Suona il telefono: "Va pensiero". Risponde e chiede alla donna dall'altra parte, se è sicura che quello non è un orologio a carica solare. Si incazza pure, dicendo che il regalo l'ha comprato lei e queste cose le dovrebbe sapere. Chiede a lei se è normale che una pila duri quattro anni. Conclude che allora usa una pila atomica. Dice che comunque ha trovato il suo fratello gemello, per fortuna perchè lui in piscina senza quell'orologio si sente perso, non riesce a nuotare senza il suo compagno di mille nuotate. Non sto scherzando, ha detto tutte ste minchiate al telefono!



Porto l'orologio a misura, lo prova, paga, e mi lascia quello vecchio comunque da mettere a posto. Mi chiede anche di fargli vedere dov'è la pila. Gli indico il fondello: 'è qui dietro'. Lui vorrebbe che lo aprissi per fargli vedere che c'è la pila, ma niente, c'è altra gente in negozio, non mi metto ad aprire casse a vite.



Si avvicina alla porta, e mi lascia un ultimo monologo: (NB: l'orologio che ha preso è identico a quello vecchio, solo che ha il fondo nero anzichè azzurro)

"Speriamo di farcela con questo al polso, mi mancherà quello che le ho lasciato, la prego lo metta a posto. Sa io faccio fatica ad abituarmi alle novità, infatti non mi sono ancora abituato ai negri perchè sono una cosa nuova, diversa. Ma io sono xenofobo, ho paura del diverso, non sono razzista, razzista è anche offensivo, xenofobo è la parola giusta, e va bene"



Uhm, ok, va bene, ciaociao.



Allora, nel soggetto noto: xenofobia, suoneria del cellulare di giuseppe verdi, difficoltà di apprendere nozioni semplici ("col vetro rotto si allaga", "è a pila"), e sospetto una propensione ad assumere sostanze in polvere. Una conclusione la lascio ai più politicizzati fra voi.




ps: c'è anche da notare che questo era il secondo cliente della settimana. il primo, entrato insieme a lui circa 0,5 secondi da quando ho tirato su la saracinesca, una coppia di quasi novantenni che si lamenta che non sentono più la suoneria dell'orologio digitale - e la colpa è sicuramente mia, visto che ho cambiato la pila settimana scorsa, e prima sicuramente il suono era in stile campana del duomo. Liquidati.



ps2: e nel frattempo, in 20 minuti di apertura, ho servito questi casi umani, e preso 4 pile da cambiare e un perno da fare.
Buongiorno, Martedì. Ti odio.

giovedì 23 ottobre 2008

LA Domanda

LA Domanda, con l'articolo maiuscolo e la prima lettera maiuscola.


Viene un tizio sui 45 anni a ritirare l'orologio lasciato ieri per cambiare una pila. Lo ritira, tutto ok. Poi.


"Mi tolga una curiosità, come mai si è obbligati a venire da voi per cambiare la pila?"

"Mmm, in che senso?"

"Perchè devo venire da voi per la pila?"

"Ma nessuno la obbliga a venire! Ma intende dire da noi in questo negozio, o in orologeria in generale?"

"No, è che non capisco come mai bisogna andare in orologeria per cambiare la pila all'orologio, è un servizio che dovrebbe essere elementare e facile"

"Non sono sicuro di afferrare il concetto, comunque l'orologeria è qui per cambiare la pila agli orologi di chi non se la sa cambiare da solo."

"Quindi è possibile cambiarla da solo?"

"Con attrezzi giusti e conoscenza, sì"

"Ahhh... e io invece pensavo si fosse obbligati ad andare in orologeria."

"Ma lei la pila all'orologio la sa cambiare da solo?"

"No, però vedo che al rasoio elettrico e al telecomando ci riesco, a cambiarla da solo, quindi mi pare così strano dover andare in un posto per cambiare una pila diversa"

"Ehhhhhh..." (ok ho capito che è pazzo)

"E' una tale complicazione!"

"La vita intera è complicata"

"Se ci pensa è una cosa strana, la prossima volta magari provo da solo a cambiare la pila. Ma le pile sfuse, dove si comprano?"

"Qui da me, ad esempio."

"Quindi dovrei comunque venire da lei!"

"A meno che le pile non le abbia in casa"

"Che complicazione!"

"Beh nessun problema dai... arrivederci"


Apro la porta. Il cliente capisce l'invito.


Che poesia, a metà fra Aspettando Godot e la supercazzola, due individui, in commerciante e un cliente pazzo, che dialogano di cose incomprensibili, mentre io butto via altri due preziosi minuti della mia vita.


Ma in sostanza... cosa avrà voluto dire????

martedì 3 giugno 2008

Mrs Magoo

Al via una nuova settimana di assurdità! :)


Ore 9.15, viene una signora sui 65 anni che deve ritirare un orologio.

Purtroppo però non era una questione di pila scarica, e il costo della riparazione sarebbe superiore all'acquisto di un modello nuovo simile.


La signora quindi decide di comprarsi un orologio nuovo (miracolo! senza lamentarsi!), ma c'è un inghippo: sta tizia è mezza cecata e non può scegliere il nuovo orologio senza vederlo bene. Al che scatta la richiesta:


"Scusi non ci vedo molto e ho lasciato a casa gli occhiali, lei non è che ha qui qualche occhiale, qualche lente che posso mettere davanti agli occhi così almeno vedo un po' i vari modelli di orologi?"


Beh, no, ovviamente non ho nessuna lente da prestarle, visto che vendo orologi e non occhiali. Alla fine la signora è tenace e l'orologio se lo prende lo stesso seguendo i miei consigli, per fortuna. Ma secondo me lei non ha ancora bene idea di che cosa abbia comprato, se le ore sono romane o arabe. Io ne ho consigliato uno con dei numeri scritti enormi, così anche senza occhiali FORSE li vede...

martedì 6 maggio 2008

Relativismo monetario


"Buongiorno, vorrei un orologio, ma che costi un po' di meno"


DI MENO RISPETTO A COSA???

Ma come è formulata sta frase?!?!?


Ok, alla fine non ha trovato nessun orologio subacqueo a meno di 20 euro, ma lo stesso si è sentita in dovere di farsene mostrare qualcuno (tipo una mezza dozzina), anche se le avevo detto che il minimo dei subacquei da donna era 55 euro.

martedì 29 aprile 2008

Fuso Leghista



Ho cambiato la pila ad un tizio, oggi torna a prendersi l'orologio. L'orologio è di questo tipo:





E' un modello "world time", basta la pressione di un tasto e nel riquadro digitale in basso cambia la città di riferimento del fuso orario, così è semplice cambiare l'ora se si viaggia. Nella foto, leggete NYC che sta per "New York City", ci sono tutti i codici delle città principali: MOS (mosca), HKG (Hong Kong), MEL (Melbourne), e così via fino a ROM (Roma).

Ovviamente vivendo in Italia col fuso orario italiano, l'orologio a sto tizio l'ho settato in modo che la scritta visualizzasse ROM (Roma).


Il tizio lo guarda e fa:

"Ma che cos'è questa scritta?"

"E' il fuso orario, segna che noi siamo in Italia, fuso orario di Roma."

"ROMA??? Nono per piacere me lo cambi, non posso portare al polso qualcosa con su scritto Roma!"

"...?"

"C'è qualche altro codice per questo fuso orario?"

"Mmm sì c'è BERlino e PARigi"

"Sì per favore me lo metta su BERlino, perchè proprio io a Roma non ci voglio pensare che mi sale la pressione... e poi come ulteriore beffa, la parola ROM ricorda anche gli zingari, ma chi ha inventato questa abbreviazione? E non si poteva mettere un fuso orario a Milano?"

"... - Ecco fatto, son tot euro, grazie."


Secondo voi per chi avrà votato il tizio, alle elezioni?

martedì 1 aprile 2008

Pila e caffè

Manco a dirlo, cliente bella anzianotta. Deve lasciare la pila, ok, accetta di passare domani, ok, poi ci ripensa e chiede se la posso fare subito, non ok, alla fine la lascia lo stesso, ok.


Alla fine di questa banalissima transazione, la chicca.


"Ma a che ora aprite la mattina?"

"Alle 9.00, ma domattina passi alle 9.15 per ritirare la pila, non alle 9.00"

"Eh certo che vi piace dormire eh?"

"Non sa quanto, signora"

"Io son passata prima delle 9.00 ed eravate chiusi!"

"Appunto, apriamo alle 9.00. A che ora le piacerebbe che aprissimo?"

"Io esco di casa alle 7.30 la mattina di solito"

"Quindi le piacerebbe che aprissimo alle 8.00 per farle lasciare la pila? Mi pare ragionevole, ci penseremo."

"No è che a voi giovani piace dormire."

"Sìsì. Arrivederci."


Tre considerazioni:

1 - cosa me ne frega di aprire alle 8.00 per consentire a più vecchi di portare più pile???

2 - sei anziana, non hai NIENTE da fare nella vita, perchè non ti svegli alle 10 di mattina e ti godi una vita tranquilla?

3 - ho ancora sangue dal naso, ho servito (con un certo imbarazzo) la cliente con pollice e indice della mano destra con qualche macchia che mi era sfuggita lavando le mani. non poteva, la signora, notarlo, spaventarsi e stare zitta???

lunedì 24 dicembre 2007

Lite fra clienti


STUPENDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Un cliente insulta un altro cliente!!!


24 Dicembre, negozio strapieno, c'erano almeno 5 persone in attesa di essere servite, tra l'altro in media ognuna di ste persone aveva altre due persone appresso per un consiglio. Ga si stava occupando di una famiglia di quattro persone che non si decideva a scegliere (e mi riempiva il locale), io ero con un vecchio che voleva un orologio che unisse una marea di caratteristiche: in acciaio (ma non troppo pesante), quadrante scuro, lancette chiare, data BELLA GROSSA che lui è orbo, e automatico. Uno così ce l'ho, ma fa parte di una collezione limitata della Lorenz e costa 1.500 euro, non era il caso. Dopo un sacco di riflessioni (il problema principale era il datario enorme, di solito la misura è standard, non importa quanto sia grande poi l'orologio), mi viene una illuminazione e, semplicemente, gli trovo l'orologio dei suoi sogni. Solo che era a pila, non automatico. Da qui il problema più grande del mondo: pila = una volta ogni anno e mezzo va sostituita. Si ferma il mondo, in occasione della sostituzione di una pila, lo sapete benissimo. Sto vecchio sclera con la moglie, tira fuori frasi del tipo "Ma io non posso tradire i miei princìpi, io amo gli orologi senza pila!" "Franca aiutami tu, cosa devo fare, questo orologio è perfetto ma è con la pila, come faccio?" "E' la fine" (vi giuro, sono parole riportate pari pari). Tutto questo mentre la gente dietro di lui iniziava a diventare insofferente. Dopo 4-5 minuti di ste cazzate, decide a comprarlo, ma inizia con una nuova solfa:


"Ma eventualmente la pila me la posso cambiare da solo?"

(Ero insofferente pure io a quel punto, e molto sbrigativo)"Mah, sarebbe meglio se lo portasse da noi a cambiare"

"Ma perchè, è difficile?"

"No, è che c'è da svitare e riavvitare la cassa in maniera particolare"

"Finchè si tratta di svitare e riavvitare, me la cavo"


A quel punto un tizio dietro al signore sbotta:

"Ma insomma sono lavori da orologiaio, non si può improvvisare sto lavoro, devi capirlo!"


Il vecchio penso non abbia nemmeno sentito, visto che va avanti:

"Ma allora mi può dare la pila fin da adesso, così quando serve la cambio?"

A me cascano le braccia, gli dico di no, no, no e no. Cotinua a pressarmi con ste richieste, non capisce che NO VUOL DIRE NO.


All'ennesima domanda:

"Ma quindi lo dovrei lasciare per un giorno, per cambiare la pila?"

Da dietro di lui si alza il borbottio fortissimo:

"Ma piantala, rincoglionito! Eccavolo, non si può fare tutte ste domande!".


Wow, era la voce della mia coscienza repressa? Ha detto esattamente quello che volevo dire io, con la stessa dose di volgarità. Wow.


Il vecchio si gira e spero scatti la rissa fra i due clienti, poi vabbè, si compra l'orologio in quattro e quattr'otto. Finalmente.


Tocca poi al cliente innervosito dopo di lui... e mi chiede se gli posso mettere della colla sul cinturino, perchè si è rotto. LOL. Tutto sto casino, sta fretta, per una richiesta impossibile? Stupendo, ho dovuto mandar via anche sto tizio scornato.


Che giornatona piena di soddisfazioni!!! :)

giovedì 29 novembre 2007

Orologi da donna per uomo.

Mi sa che i gusti della gente stanno deteriorando sempre più. Dopo il caso della signora che voleva comprare un orologio da donna per il figlioletto di 40 anni, oggi ci sono stati due casi di persone che hanno comprato orologi smaccatamente da donna, come regali da uomo!


CASO 1. Orologio Morellato con brillantini Swarowsky.





Cliente: ragazzo di etnia direi marocchina.

Entra e mi indica direttamente quello. Lo tiro fuori, se lo rigira, sembra piacergli, la fatidica domanda: "Ma questo è da uomo, vero?"

"Erm... beh sì la misura è un po' grande, ma ha tutti i brillantini, sarebbe un po' particolare da uomo..."

"A me piace moltissimo, prendo questo. E' per mio padre, ha un polso un po' grande, casomai posso portarlo per allargarlo?"

(io impallidito) "Non c'è problema"

Pagato cash e via tutto contento, gli ho fatto pure lo sconto, va.


CASO 2. Orologio Lacoste, quadrante di madreperla, ghiera rosa, cinturino bianco con cuciture rosa, 6 brillatini sulla ghiera.




Cliente: donna sui cinquant'anni.

Entra, mi indica l'orologio in vetrina, glielo mostro, se lo rigira, le piace, mi chiede: "ma questo è da uomo o da donna?"

A me pare sia evidentemente da donna, ma è un cronografo un po' grosso, pensavo fosse per lei e rispondo innocentemente "E' un unisex, come misura va anche bene da uomo, ma con i colori e tutto, è un po' più da donna forse."

"No, perchè è per mio marito che ha un braccio piuttosto magro, i cronografi grandi non li porta, questa è di misura perfetta ed è veramente bello"

L'orologio _E'_ bello, sì, ma è tutto rosa... porca miseria!

Passa qualche minuto in cui faccio di tutto per farle capire che l'orologio non me lo vedo al polso di un uomo, contro il mio interesse le mostro anche un orologio di dimensioni simili della Vagary che costa un/terzo del Lacoste, ma niente da fare.

La mia ultima domanda: "Ma suo marito è una persona molto sportiva?"

Nel senso, questa estate ho visto un sacco di gente al mare che si aggirava con Lacoste Rosa, golfini color pesca sulle spalle... magari il tizio frequenta uno Yacht club e per l'alta società è normale indossare cose del genere.

Comunque, pagato con carta di credito e via contenta.


Io sono allucinato!!! :)

sabato 10 novembre 2007

Orologeria di Quartiere

Ecco cosa succede a cercare di simpatizzare col cliente e dargli corda un minimo. Dialogo riportato pari pari. Riporto anche i convenevoli perchè ovviamente non va mai bene che la pila sia pronta il giorno dopo, ma il punto è un altro...


"Allora, sì, per la pila mi deve lasciare l'orologio fino a domani mattina."

"Ah, non me lo fa subito?"

"No mi spiace, è una cosa che fa il tecnico la sera, e vuole me lo deve lasciare e viene pronto per domattina"

"Ma io abito nel quartiere xxx, mi è scomodo venire in centro tutti i giorni"

"Beh ma può anche passare dopodomani, non deve venire per forza domattina"

"Sì ma dal quartiere xxx servono due pullman per venire in centro"

"Eh, lo so, anche io sono del quartiere xxx, anche se di solito vengo al lavoro in moto"

"Ah, è di xxx? Ma allora non potrebbe portarmi l'orologio domani sera? Magari ci troviamo al McDonald's, così non deve stare a cercare la via, mi farebbe un gran favore."

"No mi spiace, non facciamo consegne a domicilio, e poi domani sera vado a un concerto."

"Vabbè ok, allora passerò fra tre-quattro giorni a ritirarlo."


E finalmente! Figuriamoci se incontro una cliente dopo il lavoro, per ricevere un pagamento di 5 euro. Alle 19.30 io stacco, e fanculo tutti!

martedì 30 ottobre 2007

Saldi: ma cosa c'è sotto?


Oggi inizia la vendita promozionale su una marea di orologi. Quando sono subentrato nel negozio, l'anno scorso, ho trovato un magazzino veramente troppo pieno, sono tutti soldi immobili, su orologi che rischiano di diventare vecchi, ma anche su orologi sempre belli che non mi va che prendano polvere. Ci sono sconti dal 20 al 50%, c'è la possibilità di fare ottimi affari su ottimi orologi, oltre alla fuffa.

Oggi entra una cliente presa bene dalla vendita promozionale. Inizia subito:


"Ma come fate la vendita?"

(non le ho dato risposta, cosa dovevo dirle?)

"Ma lo sconto è sul prezzo di listino?"

(ho capito così che era malfidente, pensava avessimo gonfiato i prezzi per poi scontarli. ma vaffanculo.)

"Ma cosa c'è sotto?"

(ahaha nemmeno a questa ho dato risposta, io sorridevo e faceo dei rumori, ma non erano risposte a ste domande... che razza di domanda è "cosa c'è sotto?")


Ha adocchiato un orologio di quelli che fai un affare, un citizen da immersione che costava 222 euro, a 111. Dopo mezz'ora torna col marito, a entrambe piace l'orologio, concordano che è un affare, e riprende la litania:


"Ma come mai sono così scontati?

Ma funzionano?

Ma lo sconto è sul prezzo di listino?"


OH CAZZO! COMPRA O VATTENE!


E infatti alla fine, nonostante fossero d'accordo che era un affare su un bell'orologio... erano diffidenti e non hanno comprato. Ma guarda un po' le teste di cocco che ci sono in giro. Che stress!


PS: però un orologio bruttino al 30% di sconto l'ho già venduto. E' un inizio... uno in meno!