Ora vi racconto di un nuovo personaggio destinato a entrare nella gallery dei freak del mio negozio, al pari di
FBI. Lo so già che tornerà, tornerà, tornerà. E le mie palle saranno sempre più frantumate da lui.
Il fatto è che, nonostante forse voi sorriderete al mio racconto, vi assicuro che avere questo cliente in negozio è pesantissimo, mi ha innervosito il primo giorno e alla fine mi ha rovinato la giornata, e oggi (terzo giorno di fila di visita), quando l'ho visto mi è venuto un principio di ulcera. Quindi, stavolta ridete di me, non con me - io suono campane a lutto, per sto cliente.
Una nota: calcolate che la dimensione del mio negozio sarà più o meno come il salotto di casa vostra. Non è uno spazio enorme, una persona in giro la si nota, dopo un po' dà fastidio e inquieta, se continua ad aggirarsi.
MARTEDI
Ore 9.25, si presenta un cliente, sui 50 anni. Lo riconosco perchè ha una faccia "di quelle che non ti scordi" (e non è esattamente un complimento), e infatti al polso ha un orologio automatico che gli ho venduto tre anni fa. Mi dice che ha iniziato a stargli un po' indietro, io gli dico che probabilmente è ancora in garanzia e quindi è fortunatissimo, visto che glielo posso far sistemare senza spendere niente. Lui è contento, tutto, andrà a casa a prendere la garanzia. Di solito questo tipo di interazione clerk/cliente finisce qui, con sorrisi e appuntamenti a domani con la garanzia.
Questo tizio chiede però se può dare un'occhiata agli orologi. Ma certo, se ha bisogno mi dica, guardi pure eh.
Dopo 10 minuti sta ancora guardando in silenzio.
Dopo 20 minuti sta ancora guardando in silenzio.
Dopo 40 minuti sta ancora guardando in silenzio.
Dopo... ecco, perdo il senso del tempo perchè nel frattempo servo una decina di clienti per pile (lasciare o ritirare), vendo pure un orologio da tasca. E lui niente, continua a mettere la faccia a 0,5 centimetri dalle vetrine e scrutare. Dopo 80 minuti è ancora dentro, e mi chiede spiegazioni su cosa siano i Citizen Eco-Drive. Rispondo cortesemente con la storia che sono orologi senza pila che vanno con la luce, bla bla bla, e lui si illumina, sclera per sta tecnologia, dice che sarebbe più comodo che non avere al polso un orologio automatico che se non lo usi per due giorni si ferma. Parla come se avesse bevuto 10 caffè, mi esalta le doti dell'Eco Drive, manco lo dovessi comprare io.
Poi entrano altri clienti, lui rimane lì davanti alla vetrina Eco-Drive.
Allo scoccare delle ore 11.00, decido che se avessi un taser, lo sparerei sul cliente che continua ad aggirarsi in silenzio nel negozio (ricordatevi: negozio piuttosto piccolo, non è che possa far finta che lui non ci sia...).
Dopo aver riflettuto sul da farsi (la mazza da baseball che ho nel retro-negozio è una tentazione), decido di sparare un puttanata diabolica. Gli dico che è venuto il momento della mia pausa caffè e ora chiudo il negozio per un po', se si vuole accomodare.
Esce, saluta come niente fosse.
Risultato della sua visita: zero euro incassati, e nuovo record di permanenza di un cliente in negozio: CENTO MINUTI. Una fottutissima ora e quaranta fottutissimi minuti.
Giusto per dire, io la mattina sto aperto 195 minuti. Metà della mattinata è trascorsa con sto pazzo in negozio. E io sono stato iper-gentile con lui.
MERCOLEDI
Apro alle 9.15.
9.20, suona il campanello. E' il pazzo.
Mi porta la garanzia. Benissimo, è ancora valida, manderò l'orologio in laboratorio e appena pronto le faccio sapere.
Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con la rassicurazione che grazie alla garanzia, sarà tutto sistemato senza dover pagare niente.
Il pazzo no. Chiede se può dare un'altra occhiata. Sarei tentato dal dirgli di no, ma va bene, vediamo che succede.
Passano 10 minuti di silenzio, con lui incollato alle vetrine e io imbarazzatissimo, che non so che fare.
Dopo 15 minuti, mi chiede se può vedere un Eco-Drive, un modello molto bello tra l'altro. Gli piace, me ne decanta LUI le qualità, chiede se glielo posso mettere da parte e me lo paga a rate.
La tentazione è dirgli di no, perchè pagare a rate vuol dire vederselo _almeno_ una volta al mese per i prossimi 5-6 mesi. Ovviamente mi chiede pure lo sconto, e scontato gli faccio 350 euro, cifra tonda va. Ma vabbè, son qui per vendere, vendiamo, ma vi assicuro che concordando questa vendita, sento che sto vendendo la mia dignità.
Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con il cliente che lascia un acconto e se ne va.
No. Un'altra occhiata non farà male.
Alla fine il tizio esce dopo 35 minuti dall'entrata.
GIOVEDI
Mentre imbocco la via del mio negozio, all'angolo vedo una giacca a vento familiare. Non può essere. Mi viene mal di stomaco.
E invece...
9.15.10 (dieci secondi dopo aver tirato su la saracinesca). L'inquietante figura mi si presenta alla porta. Ridacchia.
Entra, e io gli dico "Buongiorno. Cosa c'è oggi?", con un tono abbastanza aggressivo.
La sua risposta mi fa capire che è uno stalker, e che probabilmente è innamorato di me, o chissàcazzo cosa. Ma sa di scusa implausibile, quello che mi dice. Mi dice:
"Sì buongiorno, mi è venuto un dubbio ieri sera: ma ieri quando le ho portato la garanzia, le ho lasciato qui anche la custodia di cartoncino della garanzia? No perchè non la trovo più a casa, ed è una cosa che non vorrei perdere!"
Notare che la "custodia di cartoncino" è un pezzo di cartoncino verde, dentro al quale sta il libretto della garanzia. Una cosa fondamentale nella vita di una persona.
Comunque sì, me l'ha lasciata, io ritiro tutto e dò indietro tutto, può stare tranquillo.
Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con il cliente che è contento di non aver smarrito un elemento fondamentale della sua vita, e quindi se ne va.
No. Senza neanche chiedermi niente, inizia ad aggirarsi per il negozio. Io non gli parlo più, inizio a leggere il giornale, poi sistemo degli orologi, il silenzio è pesante e inquietante. Mi chiede una cosa (non ricordo cosa, ma una cazzata), gli rispondo a denti stretti.
Dopo 30 minuti dall'ingresso, se ne va. A me rimane un senso di inquietudine che mi porterà dritto dagli psicofarmaci.
Domani tornerà? Dio ti prego no. No. Speriamo.
***CONSIDERAZIONI***
Ora, non so come interpreterete questo mio resoconto. Alcuni di voi colti da pietismo, mi diranno che devo capire, che sarà un poveraccio, che sarà solo al mondo. Sì, io posso anche capirla sta cosa. Ma un negozio non è un ricovero per malati mentali, per persone sole. Se uno vuole fare quattro chiacchiere ben venga.
Ma stare in silenzio per un'ora e quaranta, aggirarsi in uno spazio molto ristretto, ridacchiare come un pazzo, venire ogni giorno, è fuori da qualsiasi mia tolleranza. Sono cattivo? Se lo pensate, è perchè non lavorate a contatto con il pubblico. Sì, il tizio si è fatto mettere da parte un orologio che mi pagherà nell'arco di sette mesi. Ma questo non è un cliente normale. E non so come finirà la storia.
Se pensate che io sia sgarbato, cinico, cattivo... non potete capire cosa vuol dire lavorare a contatto con dei pazienti, e non dei clienti.
Scusatemi il post extra-extra large. Io spero di essere riuscito a comunicare la follia che ha attanagliato me e il negozio grazie a sto tipo.