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martedì 18 aprile 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 2

 "Buongiorno, vorrei un cinturino originale per questo orologio"

"Mi spiace: se lo cerca originale non posso aiutarla, perché non tengo questa marca di orologi da 7 anni"

"Ma allora hanno chiuso tutti i negozi che tenevano questa marca?"


***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

venerdì 30 dicembre 2022

Thriller

 Alle 12.26 entra una signora che, come i tradizionali maleducati, entra in negozio mentre ancora sta parlando al telefono. Sta dicendo a qualcuno che sta entrando da me, e poi si vedranno in una piazza qui vicino.

La signora deve ritirare una pila, alle 12.29 esce, alle 12.30 chiudo per la pausa pranzo.

Alle 12.33 suona il telefono: spesso non rispondo negli orari di chiusura, ma avevo appena chiuso e ho tirato su la cornetta.

"Pronto, sono il marito della signora xxx, sono fuori dal vostro negozio, per caso è ancora lì dentro?"

"No, abbiamo chiuso qualche minuto fa, dopo che la signora era uscita"

"E' che mi ha detto di incontrarla nel negozio, ma sono arrivato e il negozio è chiuso, e lei non risponde al telefono"

"Provi a chiamarla ancora, di sicuro non è qui"

"E' sicuro?"

"Sì, sono sicuro di non aver chiuso dentro nessuno"


E per i dialoghi assurdi del 2022, è tutto.

Spero che il tizio abbia poi trovato la moglie, perché non era ancora convinto quando ha messo giù il telefono, e rischio una denuncia per rapimento e sequestro di persona...


giovedì 29 novembre 2018

Satispay in negozio

Da inizio Settembre, sono un negozio affiliato a Satispay - mi sono iscritto (completamente gratis) per provare ad acchiappare clientela giovane, e per vedere di abbattere i costi dei tizi che vogliono pagare la pila con la carta di credito.

Se, leggendo il blog, avete un'idea chiara di come sia la mia clientela, la cosa fa già ridere così. E in effetti non ho molto altro da dire: in tre mesi netti, non ho fatto UNA transazione con Satispay, nonostante abbia la invitante vetrofania sulla porta, sia indicizzato e geotaggato nella app, e tutto.
Niente, nessuna richiesta. Lavoro in un paese di vecchi, non c'è niente da fare.
Fortunatamente non ho costi, l'app è sempre pronta ad essere avviata, in attesa di provarci, a caricare addirittura 5 euro sul conto...

Sconfortante. Tutto qui - e non è colpa nè mia, nè di Satispay, ma della gente che gira nella mia zona.
Oggi parte una promozione interessantissima, per la quale se si usa questo metodo di pagamento di Venerdì, il cliente otterrà indietro il 20% della spesa. Si chiama "cashback", è tutto a spese di Satispay, per me sarebbe una cosa fantastica, un bel modo di incrementare le vendita da chi ne sa. Devo esporre un cartello con su tutti questi termini, "cashback satispay" e la scritta "ricevi un rimborso immediato", io temo già le orde di vecchi che pretenderanno il 20% di soldi indietro pagandomi in contanti o con la postepay, e le infinite discussioni con gente che non ha idea di cosa sia "una app".

(Riassumendo per chi non conoscesse Satispay, è un sistema di pagamento via app -di una azienda italiana-, per chi paga non ci sono costi, per chi riceve un pagamento è gratis entro i 10 euro, e con una tariffa fissa di 20 centesimi per qualsiasi importo sopra i 10 euro. Lo vedo come una alternativa molto più interessante alle carte di credito, sia per chi paga che per chi riceve, io credo in una tecnologia del genere... ma la mia clientela a quanto pare no)

mercoledì 31 ottobre 2018

Coincidenza astrale

Ieri, 30 Ottobre, giusto in tempo per Halloween, si è realizzata una congiuntura astrale divertentissima - ma al contempo sfigatissima.
Ad un certo punto nella oziosa mattinata, si è palesato un REDIVIVO GINO PILOTINO (scrivevo solo 3 mesi fa: "penso siano un 4-5 anni che non lo vedo. Era tornato in negozio qualche volta, per cambiare dei cinturini, ma non dava più i segni di squilibrio denotati nelle sue prime apparizioni. E' un altro per il quale mi piace pensare che abbiano trovato il dosaggio giusto per le medicine"). Non lo vedevo veramente da un 4 anni, è tornato chiamandomi per nome (mannaggia a lui, odio chi mi chiama per nome, e mannaggia a me che gliel'ho detto, ma purtroppo di solito "a domanda rispondo" - anche se come regola di base, chi in negozio mi chiede il nome si qualifica già come caso clinico, a livello più o meno patologico). Doveva accorciare un cinturino, di un orologio comprato da un'altra parte. Che gran bell'affare, avere di nuovo a che fare con Gino Pilotino.
Insomma, gli accorcio l'orologio, lui inizia a farmi una marea di domande su alcuni orologi nuovi che ho in negozio - diciamo che mi è sembrato un po' migliorato rispetto ai suoi comportamenti di anni fa, ma rimane una persona veramente pesante con la quale interagire.
Arriviamo al momento del pagamento, e alla porta, dietro di lui... SI PALESA RAMBO! Di quest'altro rincoglionito, personaggio storico, dicevo sempre tre mesi fa: "[mesi fa] ho ricominciato a vederlo spessissimo in giro per la città, ma proprio ovunque, a passeggiare con l'aria di chi deve tirar sera. Poi ha iniziato a passare due volte al giorno a vedere la vetrina della Casio, il suo vecchio amore di quando entrava in negozio".
Ovviamente si piazza davanti alla vetrina Casio a vedere gli orologi.

Io un team-up del genere non l'avevo visto nemmeno negli Avengers, due rompicoglioni storici contemporaneamente - temevo che anche Rambo entrasse in negozio, per mandarmi in corto-circuito il cervello, ma invece ha fatto la sua solita routine di guardare e andare via. Ma mentre lui guardava, e mentre Gino Pilotino cercava i soldi... ho estratto il telefono e scattato una foto.

Mentre scattavo, pensavo ai lettori affezionati, ma al contempo sapevo che non avrei potuto condividerla. Però la voglia era troppa... beh, ecco qui, pesantemente censurata, praticamente non vuol dire niente a nessuno, ma la versione originale me la metterò come sfondo al desktop qui al lavoro.


Ho anche un gustoso (ovvero TRAGICO) bonus, in realtà: Rambo è poi tornato alle 15.30 (primo cliente del pomeriggio, appena aperta la saracinesca), ed è entrato! Con il cambio dell'ora solare, l'orologio digitale era a posto, ma era misteriosamente passato dalla visualizzazione a 24 ore, a quella a 12. Insomma, aveva toccato tasti a caso, sballando questa opzione. Mezzo secondo e ho risolto, e lui è uscito. Per fortuna.

mercoledì 28 settembre 2016

Ai confini della Realtà


Sicuramente molti dei miei clienti arrivano da "una regione tra la luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le luminose vette del sapere", ma oggi sento io di essere finito in una zona ai Confini Della Realtà, con questa sveglia digitale (vecchissima) a cui stavo cambiando la pila:


La cosa pazzesca?
Il fatto che anche dopo aver tolto la pila, ha continuato a segnare le 18:62 per qualche minuto, totalmente privo di alimentazione...

mercoledì 22 giugno 2016

(Semi)Addio ad alcuni profondimetri antichi


Possessori di profondimetri Citizen antichi, aprite bene le orecchie.
Non-possessori, leggete comunque, che il finale è "da blog" - le prime righe invece potete saltarle...

Comunicazione di servizio: è con estremo rammarico che il centro assistenza Citizen mi ha comunicato che il primissimo modello di Aqualand 1, il profondimetro classicissimo JP2004, è ormai fuori produzione da talmente tanto tempo, che non ci sono più non solo i pezzi di ricambio ma anche le guarnizioni sagomate. Ergo, quando si scaricheranno le pile, non sarà più possibile richiuderlo ermeticamente per utilizzarlo ancora come profondimetro.

OH MIO DIO, E ORA?
E ora, niente: se usavate questo modello per fare immersioni, quando si scaricherà la pila dovrete pensare di cambiare orologio. Il suo successore (identico in tutto, ma con sensore migliore e cassa in titanio) è il JP2000, è sempre in vendita e funziona benissimo e ha tutte le parti di ricambio disponibili.
Se usavate questo orologio solo come orologio perchè vi piace la forma, per voi non cambia niente. L'orologio continuerà a funzionare uguale, perchè la pila ovviamente si può cambiare.

ATTENZIONE, ripeto: da ormai 10 anni viene venduto il modello JP2000, che fisicamente è identico e funziona benissimo e ha tutte le parti di ricambio disponibili. Esternamente è praticamente uguale a quello di prima, ma dentro è diverso, a partire da circuito e guarnizioni.

COME RICONOSCERE SE IL VOSTRO PROFONDIMETRO JP E' "NUOVO" o "VECCHIO"
Si vede immediatamente dal fondello: quelli vecchi erano sagomati, tenuti fermi da sei viti. Quelli nuovi hanno un fondello a vite.
Il problema di cui sto parlando, è relativo solo ai modelli sagomati. Prendete il vostro orologio, giratelo: se ha il fondello tenuto fermo da viti, ci sono cattive notizie pr voi.
Ecco, vi ho anche fatto uno schema.



Perchè vi dico tutto questo, visto che da sempre dico che il blog non parla "di" orologi e orologeria?

Innanzi tutto perchè dai, per una volta in dieci anni cercherò di essere utile alla comunità orologiaia e di appassionati di orologi.
Ma soprattutto, perchè ovviamente questo provocherà pianti, urla, tragedie disumane, e tutta la colpa ricadrà su di me.

Anzi ne ho già avuto una riprova: mi ha chiamato l'ultima persona a cui sono riuscito a far fare la pila e la pressurizzazione, per sapere se era pronto.

"Sì, è pronto!"
"Quanto le devo portare?"
"Sono 40 euro"
"COSA?!?"
"L'avevo avvisata, che era una chiusura speciale per mantenere l'impermeabilità subacquea e che sarebbe costato questa cifra, che è più del solito."
"Ma no!"
"Sì guardi, lo dico a tutti perchè costa di più e avviso prima. Anzi, poi si consideri fortunato perchè lei è l'ultimo cliente a cui ho potuto dare questo servizio, perchè da oggi non ci sono più le guarnizioni per impermeabilizzarlo e non posso più farlo."
"EH? Ma allora a saperlo non l'avrei fatto!"
"Guardi, come l'ha messo a posto ora, dura almeno un paio d'anni, almeno se lo gode ancora anzichè dover cambiare orologio"
"Sì ma fra due anni poi cosa farò?"

FRA DUE ANNI MAGARI MUORI.
Ok?

E' questa la riconoscenza che mi merito, sempre. E questo era quello a cui davo la BUONA notizia. Pensate a cosa succederà quando dovrò dare la brutta notizia che quei modelli non posso più garantirli per sub.
Vi terrò aggiornati, se sopravviverò e non finirò in galera.

Nota Bene: se il vostro orologiaio di quartiere ha ancora in casa le guarnizioni sagomate, bene. Se le trovate importate su Ebay, bene. Se trovate chi vi sa garantire ancora la pressurizzazione per profondità, bene. Se il vostro centro assistenza regionale le ha ancora, bene (ma finiranno, fidatevi). Va TUTTO BENE, l'importante è che non scriviate nei commenti "ma che dici, stai mentendo".
Riporto le parole esatte del centro assistenza Citizen della mia regione, e non è che loro fossero contenti della cosa, mi hanno detto che questo tipo di impermeabilizzazione portava loro circa metà degli incassi per riparazioni, quindi non penso mi stiano mentendo per qualche complotto, credetemi che alla Citizen (almeno al centro assistenza ufficiale) sono meno contenti di me e dei clienti.
Io la responsabilità di mandare qualcuno a fare immersioni con un orologio che potrebbe guastarsi a 50 metri sott'acqua non la prendo. Se trovate chi ancora ve lo aggiusta, molto bene!

Al funerale di questo orologio (ripeto: QUELLO VECCHIO, se li comprate ora sono tutti con il fondello nuovo) dedico a casaccio una canzone che stavo per puro caso ascoltando l'altro giorno, e che per puro caso ho notato (con tragica deformazione professionale) che ad un certo punto un protagonista indossa proprio questo orologio.


Non è un "product placement", perchè dura circa 0.5 secondi e soprattutto il cinturino è modificato e non è quello originale... segno che era proprio l'orologio dell'attore del videoclip. Che, forse, potrebbe lanciarsi in letterali sceneggiate napoletane nello scoprire questa infausta notizia.



(Sì, vi stupirà scoprire che non ho problemi con il dialetto napoletano, anche stretto: ho guardato senza problemi Gomorra senza sottotitoli, e in effetti dopo il finale della seconda stagione, in cui si parla tanto di Secondigliano, mi è tornato in mente questo video)

giovedì 11 febbraio 2016

Leggere attentamente le avvertenze - 1

A volte (ok, sempre) mi lamento del fatto che se la gente leggesse le istruzioni degli orologi (mediamente) complicati, molte persone eviterebbero di venire in negozio con piagnistei o lamentele "perchè l'orologio non funziona". Ovviamente poi, c'è gente che esagera dall'altra parte.

La Varta è una ditta che produce batterie, ma anche cose elettroniche come torce e sveglie e cose simili. Fine della premessa.

Giorno 1.
Viene una signora, sulla sessantina d'anni. Mi dice che ha bisogno di una pila 2025 della Varta. Io le dico che non tengo quella marca di pile, ma ho le Energizer, che sono anche meglio. Lei dice che ha assolutamente bisogno delle Varta, ringrazia e se ne va.
Quell'assolutamente mi incuriosisce, ma non c'è abbastanza materiale per un post sul blog, e dimentico la questione...

Giorno 2.
Torna la tizia e mi chiede se non posso procurargliela, la pila della Varta. Le dico di no, io posso avere solo Energizer, ribadisco anche che sono migliori come qualità. Lei dice che però ha proprio bisogno della Varta, perchè deve metterla in una sveglia della Varta e nelle istruzioni ha letto che serve una pila 2025 della Varta, altrimenti si rischiano cortocircuiti e incendi.
Mmm, ok, che le devo dire, la Varta non ce l'ho comunque.

Giorno 3.
Torna la tizia con il libretto di istruzioni, perchè mi ero dimostrato scettico. Mi fa leggere il passaggio incriminato e veramente c'è scritto che si consiglia di usare pile Varta 2025 per evitare cortocircuiti e incendi.
Io spiego che probabilmente si riferiscono all'usare il voltaggio giusto ed il modello giusto di pila (2025), ma che la marca è ininfluente. Mentalmente, apprezzo il guerrilla marketing della Varta, che obbliga la gente a usare solo le sue pile, con minacce subliminali.
Eppure niente, la tizia ha paura di rimanere arsa viva e non compra la mia pila.

Io ne ho piene le palle, nel frattempo. Tre visite per due euro mettono alla prova la mia pazienza.

Giorno 4.
La tizia torna, ribadisce per l'ennesima volta che sta cercando ovunque ma nessuno tiene le pile Varta. E allora proverà a prendere una delle mie pile.
Sembra che le tremino le mani quando mi dà le monete per pagare la pila, va via timorosa.

E insomma, ora rimarrò nell'angoscia di leggere nella cronaca locale di un misterioso incendio scaturito da una radiosveglia.
In ogni caso, immagino che la prima notte della signora con la nuova batteria sia stata completamente insonne... questo mi solleva un po' il morale.

martedì 31 agosto 2010

Domenica d'Agosto

Recitavano canzoni antiche:

'Domenica d'Agosto, che caldo fa /
la spiaggia è un girarrosto, non servirà /
bere una bibita...'


e anche:

'Tutta mia la città, un deserto che conosco
Tutta mia la città, questa notte un uomo piangerà'


Sono a casa da Domenica scorsa (22 agosto), ma ho ripreso a lavorare solo stamattina. Nel frattempo, ho avuto un problema col pc di casa e son dovuto venire in negozio per usare questo 'lavorativo'. Non c'è cosa che odio di più dell'andare in negozio in giorni non lavorativi - non tanto perchè non mi piace il mio negozio, quanto perchè c'è sempre qualcuno, anche nel pieno di Agosto, che riesce a beccarmi nei tre secondi che impiego ad aprire il portone per parcheggiare il motorino.

Domenica 22 Agosto. La città è un girarrosto, alle ore 15. La città è un deserto che conosco. Nella via non c'è nessuno. Smonto dal motorino, entro nel portone per aprirlo da dietro, ri-esco su strada... UN VECCHIO!!!!!!! Ma da dove è sbucato? Non lo guardo direttamente. Metto le mani sul motorino per parcheggiarlo... 
"Scusi, apre domani?"

No, Lunedì sono chiuso sempre, comunque apro settimana prossima.

"No, perchè c'è l'orologio di mia figlia che l'ha fatta impazzire tutta l'Estate!"

See, see, ok.


Lunedì: la città è sempre un girarrosto e sempre non c'è in giro nessuno. Vado in negozio per usare il pc, e già che son lì affiggo due cartelli "Si riapre Martdì 31 Agosto". Mentre li affiggo (uno era su, l'altro no), passa un tizio: "Uhhh, aprite domani?" "No, settimana prossima!" "Peccato, perchè devo cambiare una pila che poi parto" "Eh, pazienza..."

Martedì: smadonno contro TeleTu, che mi dà problemi con internet a casa. Non ho voglia di andare in negozio, ma ci sono costretto. Mentre navigo, arriva una telefonata: "Salve, ho chiamato per sapere se siete aperti. Aprite settimana prossima? Ma nooo, è troppo tardi! Sa, avevo chiamato ai primi di Luglio per sapere se tenete i Casio, mi ha detto che li tenete e allora andavo tranquilla per il regalo... ma il 31 Agosto è il compleanno, quindi è troppo tardi! Poi magari appena aperto non c'è tutta la scelta disponibile, io volevo qualcosa da spendere poco... Non può aprire, se passo, per farmi vedere cosa avete in casa?"

Allora: negli anni passati mi è successo di essere chiuso, ma ricevere telefonate per orologi importanti, e allora ok, ho aperto, ben venga. Ma per una che vuole qualcosa di poco costoso, che però non sa cosa scegliere esattamente, e che ha avuto l'intelligenza di aspettare due mesi e tirarsi all'ultimo istante per il regalo... no, non apro. Ho detto che avevo il negozio vuoto dopo l'inventario, e se voleva passare il 31, la attendevo con felicità. Perchè io lo so cosa succede, se tiro su la saracinesca per far vedere degli orologi a una indecisa: la città deserta mi spedisce in negozio un milione di persone per cambiare la pila. 

Mercoledì: mi torna la linea, non vado in negozio.

Giovedì: vado in negozio per le pulizie pre-apertura. Mentre apro il portone, mi ferma un rumeno che entra sempre in negozio per chiedere soldi. Mi mancava, pure questo, eh. Uno che si informa su quando apro, così può passare a far l'elemosina. Tipo servizio a domicilio.

Sabato: passeggiavo per il centro e ho incontrato una tipa che abita nel mio palazzo. Mi ha chiesto quando aprivo, e mi ha raccontato della terribile storia d'orrore che le è successa: Sabato 14 Agosto in città non ha trovato nessuno che le cambiasse la pila subito! Ha girato tre posti (son pur stupito che fossero aperti!), e nessuno la faceva. Questo conferma che in città nessuno fa le pile subito. E conferma anche che agli occhi della gente, questo è un reato.


Eh beh. I segnali per una nuova stagione di vecchi, pile, elemosine ci sono tutte. 
Al momento, ho aperto da due ore, e penso di aver preso una ventina di pile da cambiare. Ed è venuto un nero a chiedere la carità. E quasi tutti i clienti avevano ben oltre 70 anni.

Bentornato al lavoro, Clerk. Fortuna che le tue vacanze sono state fighissime e ti sei rilassato un casino!

C'è anche da dire che mi sono rilassato al punto di essermi scordato totlmente tutte le cagate dei clienti di Luglio... dovrò ripartire da zero con nuove, strabiliante avventure. Devo solo dirvi com'è finita con Bella Zio. Alla prossima...


venerdì 9 aprile 2010

Stronzino

Viene una extracomunitaria (penso sia dell'Honduras), mia cliente da tanto tempo. Si porta con sè il bambino (italiano) a cui fa da babysitter, all'incirca 5 anni di età.

Entrano che sto finendo di servire un altro cliente, il bambino si guarda attorno.
Poi tocca a lei, mi saluta, mi chiama per nome, dice che mi deve lasciare un orologio per la pila.

Mentre prendo la bustina per la ricevuta, il bambino dice:
"I miei genitori qui non li porto!"

Lo ignoro.

"I miei genitori qui non li porto!"

Lei gli chiede perchè.

"Perchè NO!"

Io e lei ci facciamo due risate (io a denti stretti!), segno il nome, dò appuntamento a domani per il ritiro.

Mentre escono, ribadisce:

"I miei genitori qui non li porto!"

Non riesco a sentire il resto del discorso, forse stava per spiegare perchè non li avrebbe mai portati qui.

Oh, però, bambinello: ma fanculizzati un po', eh! ;)

(Lo dico con ironia ovviamente! però io che gli avevo fatto? Forse è rimasto turbato pure lui per la mancanza di servizio 'pila subito'? O non gli piaceva la disposizione dei mobili che non segue il Feng-Shui?)

venerdì 12 marzo 2010

Mobbing!

Lavoro da solo, quindi penserete che io sia esente dal triste fenomeno del mobbing. Beh, è da ieri che il campanello della porta ha deciso di farmi mobbing. Non funziona, ci sarà qualche contatto andato, o le troppe pressioni quotidiane lo hanno rotto. Ho chiamato il tecnico e dovrebbe venire questa sera. Speriamo.

Ma nel frattempo sono totalmente mobbizzato da sto stronzo di campanello: devo stare dietro al bancone fermo immobile con la testa alzata per vedere se arriva qualcuno.

Non posso più usare il pc (e vabbè), non posso andare a bere, non posso andare in bagno, non posso in realtà nemmeno mettermi a sistemare le vetrine esterne, perchè puntualmente appena ne apro una e perdo di vista la porta... arriva qualcuno che preme il campanello muto e poi si pianta lì, in attesa che qualcuno lo noti.

Non posso mettermi dietro al bancone a leggere perchè appena abbasso la testa, mi perdo uno che compare davanti alla porta, e faccio la figura del deficiente se non gli apro e continuo a leggere.

E' anche difficoltoso cambiare i cinturini alla gente, perchè appena abbasso la testa per lavorare sul cinturino, puntualmente si presenta qualcuno alla porta. Vi ricordate, vero, che ho una media di 50 persone al giorno che varcano la mia soglia?

E' una roba a cui non avevo mai pensato, ma invece quante cose mi impedisce di fare, sto cazzo di campanello. Sono arrivati due scatoloni con orologi nuovi, e per aprirli devo stare in negozio anzichè nel retro... alla faccia della sicurezza... ma appena abbasso la testa o il mio campo visivo perde di vista la porta, arriva qualcuno che aspetta silenziosamente di fuori.

Sì, lo ammetto. Prima ero nevrotico, adesso sto impazzendo. Spero che l'elettricista venga presto e soprattutto sistemi il guasto! Non ce la faccio, giorni e giorni immobile a far niente in attesa di un cliente!

martedì 21 aprile 2009

Xenofobia

In negozio c'è una tizia sui 55 che deve cambiare cinturino. Dopo 3 milioni di parole fatte, ne sceglie uno da 10 euro, e glielo vado a montare. Appena mi siedo per montarlo, suonano alla porta, mi alzo, apro, saluto la coppia che entra e che mi dice che vuole dare un'occhiata agli orologi, e torno di là a montare il cinturino (ovviamente dal retro-negozio vedo tutto il negozio).


Ci metto tipo 2 minuti a cambiare cinturino e a mettere la fibbia del colore giusto, quando torno di là la tipa del cinturino è in sbattimento, e nel frattempo la coppia è davanti alla porta e mi dice che han guardato, arrivederci, gli apro la porta ed escono.


La tipa:


"Ma non poteva farli uscire prima?"

"Ops... non mi hanno chiesto di uscire, io ero di là a montarle il cinturino e non mi sono accorto che avevano già finito di guardare, dice che si sono seccati perchè li ho tenuti dentro?"

"No, è che io avevo paura!"

"Eh? Ma di cosa?"

"Erano due tipo albanesi, secondo me volevano fare una rapina."

"A me sembrava una coppia normale, che ci devo fare?"

"Io cercavo di farle l'occhiolino e di attirare la sua attenziona ma lei non tornava di qui, io avevo paura."

"Guardi che io ci vedo dal mio posto di lavoro nel retro, ci fosse stato bisogno sarei arrivato subito. Ma a me pare che non le hanno neanche rivolto la parola."

"Ma io li conosco, sono sempre al mercato a chiedere la carità"

"Bah... io non li ho mai visti e qui oggi non han chiesto niente, meglio così no?"

"Lei non doveva lasciarmi da sola con loro"

"Boh... dice? E il cinturino come lo cambiavo?"

"E non deve aprire la porta a chiunque suoni"

"Mi sembra esagerata"

"E' una questione di sicurezza, io avevo paura"

"Ma paura di cosa?"

"Erano albanesi, o forse croazi"

"E quindi?"

"Lei deve tenere la porta chiusa"

"Era chiusa, infatti!" (la prendo in giro con sta frase)

"No, chiusa per chi entra"

"E per chi esce?"

"Aperta come uscita di sicurezza"

"Signora... ma che sta dicendo?"

"..."

"Vabbè sono dieci euro."

"La porta la chiuda!"

"Signora, al mio negozio ci penso io, grazie, lei non si preoccupi"

"Non è un negozio sicuro"


Mano destra sulle palle vistosamente, e saluti con la sinistra mentre spedisco fuori sta paranoica senza nemmeno salutare.

Pesante...!


Questo è anche, per l'ennesima volta, per cercare di far capire ai lettori "astiosi" verso il fatto che non cambio le pile subito: mi è impossibile cambiare una pila subito, essendo io da solo in negozio e dovendo controllare tutto quel che succede anche nei due minuti che ci metto a cambiare una pila o un cinturino. Poi succedono ste scene da asilo... meglio le cose farle con calma la sera.

giovedì 19 febbraio 2009

Lo Stalker


Ora vi racconto di un nuovo personaggio destinato a entrare nella gallery dei freak del mio negozio, al pari di FBI. Lo so già che tornerà, tornerà, tornerà. E le mie palle saranno sempre più frantumate da lui.

Il fatto è che, nonostante forse voi sorriderete al mio racconto, vi assicuro che avere questo cliente in negozio è pesantissimo, mi ha innervosito il primo giorno e alla fine mi ha rovinato la giornata, e oggi (terzo giorno di fila di visita), quando l'ho visto mi è venuto un principio di ulcera. Quindi, stavolta ridete di me, non con me - io suono campane a lutto, per sto cliente.

Una nota: calcolate che la dimensione del mio negozio sarà più o meno come il salotto di casa vostra. Non è uno spazio enorme, una persona in giro la si nota, dopo un po' dà fastidio e inquieta, se continua ad aggirarsi.


MARTEDI


Ore 9.25, si presenta un cliente, sui 50 anni. Lo riconosco perchè ha una faccia "di quelle che non ti scordi" (e non è esattamente un complimento), e infatti al polso ha un orologio automatico che gli ho venduto tre anni fa. Mi dice che ha iniziato a stargli un po' indietro, io gli dico che probabilmente è ancora in garanzia e quindi è fortunatissimo, visto che glielo posso far sistemare senza spendere niente. Lui è contento, tutto, andrà a casa a prendere la garanzia. Di solito questo tipo di interazione clerk/cliente finisce qui, con sorrisi e appuntamenti a domani con la garanzia.

Questo tizio chiede però se può dare un'occhiata agli orologi. Ma certo, se ha bisogno mi dica, guardi pure eh.

Dopo 10 minuti sta ancora guardando in silenzio.

Dopo 20 minuti sta ancora guardando in silenzio.

Dopo 40 minuti sta ancora guardando in silenzio.

Dopo... ecco, perdo il senso del tempo perchè nel frattempo servo una decina di clienti per pile (lasciare o ritirare), vendo pure un orologio da tasca. E lui niente, continua a mettere la faccia a 0,5 centimetri dalle vetrine e scrutare. Dopo 80 minuti è ancora dentro, e mi chiede spiegazioni su cosa siano i Citizen Eco-Drive. Rispondo cortesemente con la storia che sono orologi senza pila che vanno con la luce, bla bla bla, e lui si illumina, sclera per sta tecnologia, dice che sarebbe più comodo che non avere al polso un orologio automatico che se non lo usi per due giorni si ferma. Parla come se avesse bevuto 10 caffè, mi esalta le doti dell'Eco Drive, manco lo dovessi comprare io.

Poi entrano altri clienti, lui rimane lì davanti alla vetrina Eco-Drive.

Allo scoccare delle ore 11.00, decido che se avessi un taser, lo sparerei sul cliente che continua ad aggirarsi in silenzio nel negozio (ricordatevi: negozio piuttosto piccolo, non è che possa far finta che lui non ci sia...).

Dopo aver riflettuto sul da farsi (la mazza da baseball che ho nel retro-negozio è una tentazione), decido di sparare un puttanata diabolica. Gli dico che è venuto il momento della mia pausa caffè e ora chiudo il negozio per un po', se si vuole accomodare.

Esce, saluta come niente fosse.


Risultato della sua visita: zero euro incassati, e nuovo record di permanenza di un cliente in negozio: CENTO MINUTI. Una fottutissima ora e quaranta fottutissimi minuti.

Giusto per dire, io la mattina sto aperto 195 minuti. Metà della mattinata è trascorsa con sto pazzo in negozio. E io sono stato iper-gentile con lui.


MERCOLEDI


Apro alle 9.15.

9.20, suona il campanello. E' il pazzo.

Mi porta la garanzia. Benissimo, è ancora valida, manderò l'orologio in laboratorio e appena pronto le faccio sapere.

Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con la rassicurazione che grazie alla garanzia, sarà tutto sistemato senza dover pagare niente.


Il pazzo no. Chiede se può dare un'altra occhiata. Sarei tentato dal dirgli di no, ma va bene, vediamo che succede.

Passano 10 minuti di silenzio, con lui incollato alle vetrine e io imbarazzatissimo, che non so che fare.

Dopo 15 minuti, mi chiede se può vedere un Eco-Drive, un modello molto bello tra l'altro. Gli piace, me ne decanta LUI le qualità, chiede se glielo posso mettere da parte e me lo paga a rate.

La tentazione è dirgli di no, perchè pagare a rate vuol dire vederselo _almeno_ una volta al mese per i prossimi 5-6 mesi. Ovviamente mi chiede pure lo sconto, e scontato gli faccio 350 euro, cifra tonda va. Ma vabbè, son qui per vendere, vendiamo, ma vi assicuro che concordando questa vendita, sento che sto vendendo la mia dignità.


Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con il cliente che lascia un acconto e se ne va.


No. Un'altra occhiata non farà male.


Alla fine il tizio esce dopo 35 minuti dall'entrata.


GIOVEDI


Mentre imbocco la via del mio negozio, all'angolo vedo una giacca a vento familiare. Non può essere. Mi viene mal di stomaco.

E invece...

9.15.10 (dieci secondi dopo aver tirato su la saracinesca). L'inquietante figura mi si presenta alla porta. Ridacchia.

Entra, e io gli dico "Buongiorno. Cosa c'è oggi?", con un tono abbastanza aggressivo.


La sua risposta mi fa capire che è uno stalker, e che probabilmente è innamorato di me, o chissàcazzo cosa. Ma sa di scusa implausibile, quello che mi dice. Mi dice:


"Sì buongiorno, mi è venuto un dubbio ieri sera: ma ieri quando le ho portato la garanzia, le ho lasciato qui anche la custodia di cartoncino della garanzia? No perchè non la trovo più a casa, ed è una cosa che non vorrei perdere!"


Notare che la "custodia di cartoncino" è un pezzo di cartoncino verde, dentro al quale sta il libretto della garanzia. Una cosa fondamentale nella vita di una persona.

Comunque sì, me l'ha lasciata, io ritiro tutto e dò indietro tutto, può stare tranquillo.


Di solito le transazioni clerk/cliente finiscono qui, con il cliente che è contento di non aver smarrito un elemento fondamentale della sua vita, e quindi se ne va.


No. Senza neanche chiedermi niente, inizia ad aggirarsi per il negozio. Io non gli parlo più, inizio a leggere il giornale, poi sistemo degli orologi, il silenzio è pesante e inquietante. Mi chiede una cosa (non ricordo cosa, ma una cazzata), gli rispondo a denti stretti.

Dopo 30 minuti dall'ingresso, se ne va. A me rimane un senso di inquietudine che mi porterà dritto dagli psicofarmaci.

Domani tornerà? Dio ti prego no. No. Speriamo.



***CONSIDERAZIONI***


Ora, non so come interpreterete questo mio resoconto. Alcuni di voi colti da pietismo, mi diranno che devo capire, che sarà un poveraccio, che sarà solo al mondo. Sì, io posso anche capirla sta cosa. Ma un negozio non è un ricovero per malati mentali, per persone sole. Se uno vuole fare quattro chiacchiere ben venga.

Ma stare in silenzio per un'ora e quaranta, aggirarsi in uno spazio molto ristretto, ridacchiare come un pazzo, venire ogni giorno, è fuori da qualsiasi mia tolleranza. Sono cattivo? Se lo pensate, è perchè non lavorate a contatto con il pubblico. Sì, il tizio si è fatto mettere da parte un orologio che mi pagherà nell'arco di sette mesi. Ma questo non è un cliente normale. E non so come finirà la storia.

Se pensate che io sia sgarbato, cinico, cattivo... non potete capire cosa vuol dire lavorare a contatto con dei pazienti, e non dei clienti.

Scusatemi il post extra-extra large. Io spero di essere riuscito a comunicare la follia che ha attanagliato me e il negozio grazie a sto tipo.

giovedì 6 novembre 2008

Svegliaaaaaa! (digitale!)

Una mia regola aurea è di evitare come la peste di dare sveglie digitali a vecchi e/o persone con evidenti problemi con la tecnologia. Non capiscono un cazzo, mi chiedono quale fra i pulsanti è la levetta per girare le ore, dicono di aver capito le mie esaurienti spiegazioni sui tre tasti tre da schiacciare, e il giorno dopo tornano in negozio dicendo "che non funziona". Mi batto fino alla morte per non dare a queste persone orologi digitali, inventandomi perfino scuse, preferisco perdere una vendita (da 13-15 euro), perchè lo so che poi non le sapranno usare e le rotture di palle ricadranno su di me.


Prendiamo sta cliente. Sui 55 anni, vestita tutta di viola, capelli rosso rame, che entra con sei borse della spesa in mano chiedendomi una sveglia silenziosa. Pronti, ce le ho delle belle sveglie che non fan rumore, ma proprio zero. Già mentre apro la vetrina delle sveglie, entra un'altra cliente e lei si gira allarmata continuando a dire "Chi è? Chi è che è entrato???", e io capisco che il cervello se l'è giocato in Xanax tempo fa.


Ci metto circa tre minuti a farle comprendere il semplice concetto che LE SVEGLIE SILENZIOSE SONO QUESTA, QUESTA E QUESTA. Sono tre modelli, uno accanto all'altro. Gli altri modelli "fanno rumore". Non un gran casino, ma fanno tic tac e per la signora è troppo, la sua testa "con emicrania a grappolo" (parole sue) rischia di esplodere. Quindi, le sveglie silenziose sono QUESTA, QUESTA, e QUESTA. Lei continua a indicarle tutte tranne quelle. "E questa fa rumore?" "sì" "Oh che bello questo colore" "Signora non è fra quelle silenziose" e via così, per tre fottutissimi minuti. Decido di lasciarla nel suo brodo e di servire l'altra cliente, che deve ritirare una pila e merita più la mia attenzione. Finito con lei, torno dalla mia pazza. Si fa tirar fuori una sveglia silenziosa e una rumorosa. Io le dico che è inutile farle sentire quella rumorosa, si deve fidare di me, ma perchè fidarsi di uno che fa il suo mestiere, meglio metterci l'orecchio e sentire di persona. Risultato: la sveglia rumorosa fa rumore. Oh che novità. Passiamo alla silenziosa, con movimento continuo e quindi senza tic tac della lancetta. La mette all'orecchio e urla "AHHH! Ma questa fa un casino pazzesco!".

E' in questo punto, e non in precedenza come avreste potuto pensare, che i miei testicoli toccano il pavimento e decido che la signora deve uscire dal negozio al più presto.


Ma lei no. Lei ha visto una sveglia digitale. Io le dico che sono complicate, che non hanno le due rotelline, che son più particolari, ma niente, lei vuole che le mostri come funziona e imparerà.

Glielo mostro, ed è evidente che non capisce un cazzo. Io cerco ancora di non vendergliela, preferisco smenarci 15 euro (ah sì, la sveglia era da 16, ma "e il prezzo finale che mi fa qual è?" - ma vaffanculo va), piuttosto che avere altri 15 minuti domani di rotture di palle. Ma niente, la compra.

Però, però, però... quando sono andato a prendere la pila, ho portato il registratore. Eccovi delle estenuanti scenette, per chi ancora non ha ben compreso cosa vuol dire avere a che fare con il pubblico, e soprattutto con il pubblico esasperante.






Notate anche la finezza alla fine della transazione: pensava che le regalassi la penna con cui ha firmato per la carta di credito, ci rimane male che non gliela dò. Gliel'avrei data solo tramite sistemazione nel bulbo oculare, ma non ho avuto coraggio di chiedere.

Notate anche la finezza nel dirmi come deve funzionare una sveglia digitale, dicendo che i due puntini fra ore e minuti se lampeggiano vuol dire che la sveglia non funziona. Notate come mi sforzo per non mandarla a cagare (la mia voce quasi si rompe però, eh, nella risposta "Le dico che non è così!").

Totale permanenza nel mio negozio: DICIANNOVE MINUTI.


Scommetto che domani torna dicendo che la sveglia non funziona.

martedì 9 settembre 2008

Materiale da Barzelletta

Aiuto!

Il clero mi insidia!

Che succede!?!?!


Stamattina, in tre momenti diversi, son passati nel mio negozio:


- Una suora tutta vestita di bianco

- Un tizio "aiutante dei Padri Carmelitani" vestito normale

- Un padre carmelitano con tanto di saio tutto nero


Mai avuto tanto clero nel mio negozio, avran capito che c'è bisogno di esorcismo, vorranno aiutarmi a ritrovare la fede?


Mmm, no, avevano tutti e tre bisogno della pila. E la suora e il frate si sono pure lamentati che non la facevo subito.

Non ho corsie preferenziali, per le loro rimostranze devono purtroppo andare dove mando tutti quelli che si lamentano.


Concorso: inventate la vostra barzelletta blasfema con protagonisti i tre tizi passati da me oggi, la migliore barzelletta sarà loro raccontata quando verranno a ritirare gli orologi! (Li hanno lasciati tutti e tre)

Solomacello ho bisogno di te!!!!

sabato 21 giugno 2008

Fai-Da-Te Suunto

Partiamo dal presupposto che io sono a favore, anzi incoraggio, il fai-da-te per il cambio pila, perchè in 8 casi su 10 porta a risultati esilaranti, tipo rotture di vetri, casse, anse, circuiti interni dell'orologio, quindi per me sono risate e soldi incassati per la riparazione, e a volte anche la soddisfazione di metter lì un sorriso del tipo "te l'avevo detto, se me l'avessi lasciato per il giorno dopo, sarebbe costato 5 euro e via, ma per te era tutto facile, e adesso guardati qui cosa hai fatto!". Se il fai da te va a buon fine, per me sono 5 euro di guadagno in meno, ma un cliente in meno che mi fa menate per la pila subito, il conteggio è in pari, fidatevi.


Ci sono anche ditte che incitano al fai da te, ad esempio l'ottima Suunto finlandese, fra le caratteristiche di ogni orologio, indica (lo prendo dal sito ufficiale)


- Batteria sostituibile dall'utente


E in effetti, sul retro il vano-batteria ha una chiusura come uno Swatch, si svita facilmente. Però è tutto di plastica, quindi devi stare accorto nell'inserire la monetina per far leva e girare. Poi bisogna avere a portata di mano la pila giusta, che è un po' particolare, e insomma molto spesso comunque l'utente viene a farmela cambiare qui, anzichè arrischiarsi lui, e io ai Suunto, come agli Swatch, la pila la cambio subito. Ma se lui è convinto di riuscirci da solo, benvenga! Ecco come si presenta una chiusura nuova della Suunto.





Ok, ecco il genio di turno che oggi viene con un orologio (neanche comprato da me, tra l'altro) in queste condizioni:





SPANATO è dir poco. Non c'è spazio per far leva per aprire il vano batteria, il genio ha insistito nel voler forzare e ha rovinato tutto. Glielo faccio notare, che è uno dei Suunto messi peggio che io abbia mai visto, che farò il possibile per aprirlo ma non garantisco nulla, che avrebbe dovuto fermarsi prima, quando vedeva che la cassa non gli si apriva. Insomma gli tendo una mano, gli dico che la situazione è grave ma io la posso recuperare. E lui anzichè ringraziare che fa? Si incazza perchè il lavoro non glielo faccio subito.


Gli spiego che innanzi tutto proverò ad aprire la cassa sfruttando il poco di plastica che ha lasciato intatta, ma vengo interrotto dal genio che mi fa notare che "probabilmente basta fare due buchini con un trapanino e poi far leva con quelli". Lo guardo con una faccia del tipo "cazzo dici?", ma dalla mia bocca esce solo la frase "E le sembra una cosa semplice?", secondo lui sì, è solo che lui non ha "il trapanino" sennò l'avrebbe fatto lui.


Gli dico che probabilmente alla fine andrà così, farò i buchi, ma è un processo di precisione e lungo, non lo posso fare col negozio aperto e la gente che entra. Lui si inquieta, tra l'altro tira anche fuori dalla tasca l'asso nella manica, un copribatteria di ricambio che si è fatto mandare dalla Suunto, e dice che lui il pezzo di ricambio ce l'ha già, io devo solo aprire l'orologio. Questo implica anche, sicuramente, che lui non vorrebbe pagare niente, visto che il pezzo di ricambio ce l'ha. E' come andare dal meccanico con una marmitta nuova nel baule e dirgli "Uè ciccio, smontami la marmitta, io quella nuova ce l'ho già, tanto ci metti niente, ti offro un caffè casomai".


Io dopo quattro minuti di ste menate inizio a trattarlo male sul serio, lui si incaponisce, alla fine cede e mi lascia l'orologio, perchè tanto non aveva scelta. Se avesse evitato di fare tutte ste parole e avesse ceduto subito, saremmo stati tutti più felici. Ma ammettere i propri errori con serenità + una cosa dura, per i cretini.


E tanto il lavoro me lo paga 5 euro: 0,01 euro per il lavoro, 4,99 euro per il supplemento rottura di palle. E sto pure facendo sconti.


LA MORALE DI QUESTA STORIA E': quando hai fatto una cazzata e sei con l'acqua alla gola, cerca di non fare lo stronzo, perchè il negoziante è il tuo ultimo amico, e non è saggio farlo incazzare.

martedì 17 giugno 2008

Rain Woman

Vecchia deve cambiare il cinturino del suo orologio. Ha su un cinturino di pelle e vuole metterlo in gomma perchè lo usa per le faccende domestiche e se si bagna, la gomma non ha problemi. Ok.


Tiro fuori il raccoglitore di cinturini in gomma. Le mostro quelli adatti alla larghezza del suo orologio, li tiro fuori, lei fa una faccia schifata. Io faccio finta di niente e continuo a esporre. Mi chiede se ci sono altri modelli, ce ne sono altri, glieli mostro. Alla fine vengo messo a conoscenza del GRANDE PROBLEMA che affligge la signora.


"Ma questi cinturini hanno troppi buchi!"


La guardo allibito perchè è la prima volta che sento una "lamentela" del genere, stare a guardare e contare i buchi in cui si infila la fibbia, che poi sono cinturini di lunghezza standard, non è che cambia niente. Non so bene cosa dire ed esco con una espressione di sufficienza del tipo "Eh, ma son tutti così" (sottotesto: "Ma che razzo dici vecchia?!?!?!"). Le faccio vedere il cinturino di pelle che ha su l'orologio in questo momento, che anche quello "ha tanti buchini". Lei dice che sicuramente quello in gomma ne ha di più e stan proprio male tutti quei buchi nel cinturino.


Allora si fa vedere quelli in pelle, le piacciono, ma sono meno pratici. Però quello in gomma con tutti quei buchi non si può vedere proprio. Ma la pelle non a voleva più voleva la gomma. E poi la gomma costa 8.50 contro i 10 della pelle. E però la gomma ha troppi buchi e non le piacciono.


A' autistica! A' dustin hoffman! A' rain woman! Le smetti di contare sti ca**o di buchi e scegli?!?!!?


Alla fine tra l'altro per curiosità li ho contati: 7 la pelle, 8 la gomma. Chiaro che hanno un aspetto diverso, la gomma che sembra pelle non l'hanno ancora inventata. Quello di gomma ha i buchi che partono un po' più in alto, e conseguentemente finiscono un po' più in alto. Vi metto la foto qui sotto. Ditemi voi se è il caso di crearsi paranoie.


Lei si è presa la gomma, ma è uscita borbottando. Forse sottovoce ripeteva il mantra "4, 8, 15, 16, 23, 42. Che vada sull'isola di Lost.




Per chi ha visto il film Clerks, direi che questa si colloca perfettamente insieme al tizio che controllava la sfericità delle uova.


PS: dò il benvenuto ai nuovi "colleghi di blog", lavoratori vessati da clienti fuori di testa - Pazza Arredatrice, la Business Promoter "a disposizione 24 ore su 24", la cassiera del cinema. Uniamoci e sparliamo! ;)

giovedì 22 maggio 2008

Toccata di Palle

Una tizia Martedì mi lascia un orologio per cambiare la pila.

Torna oggi (Giovedì, due giorni dopo). Entra, saluta a mezzavoce, e con aria mesta, mentre le riconsegno l'orologio, mi chiede:


"Chi è morto?"

mi tocco immediatamente le palle in maniera abbastanza evidente, e proseguo nel dialogo


"Erm... in che senso?"

"Ieri ho mandato mio marito per riprendere la pila, ma lui ha detto che quando è arrivato, le saracinesche erano abbassate, è venuto a casa un po' sconvolto dicendo che sicuramente era morto qualcuno"


la mano si scosta lievemente dai miei testicoli, avendo intuito che avevo davanti semplicemente una ammogliata con un deficiente che non legge neanche il cartellino con su gli orari sulla saracinesca chiusa

"Ma a che ora è venuto?"

"Non lo so... primo pomeriggio"

"Guardi che il pomeriggio aprimo alle 15.30"


La signora diventa viola in faccia, capisce di aver detto una minchiata e cerca di salvarsi in corner con uno iellantissimo

"Ah... ci sarà stato un malinteso, vi auguro buona vita allora!"


Azzo, mentre usciva avevo tutte e due le mani a toccarmi i gioielli di famiglia... lo so che chi mi conosce magari se ne stupirà, ma non riesco a fare a meno di sti gesti scaramantici davanti a ste persone portasfiga!

TIE'!

venerdì 21 dicembre 2007

Bamboccione

Come ho già sottolineato molte volte, io non sono qui in negozio per fregare nessuno, mi prodigo nel dare consigli, anche se magari indico un orologio meno costoso, ma che ha le caratteristiche migliori per il cliente. E' per questo che si va in un negozio e non in un centro commerciale, dove ti pigliano a calci nel didietro e non ti fanno sconti.


Detto questo, ieri ho commesso un peccato veniale: un cliente ci ha messo 25 minuti a scegliere un orologio Casio con altimetro e mille altre opzioni, alla fine ha partorito la sua scelta e mentre gli sistemavo ora e data, mi sono accorto che la luce non si accendeva: segno che la pila era un po' scarica, andava cambiata ma avrei dovuto mandarla in laboratorio e far tornare il cliente dopo 3 giorni: avrei perso la vendita, sui 200 euro (era in offerta promozionale, sarebbe costato 250 a prezzo pieno). Allora ho taciuto (sta qui il peccato veniale), dicendo però con un bel sorriso: "Se si dovesse scaricare la pila entro un anno, porti l'orologio da noi con la garanzia e gliela cambiamo senza dover pagare niente."


Stamattina presto mi chiama:

"Sì, ho comprato l'orologio ieri, ma me lo stavo studiando e mi sono accorto che la luce non funziona"

(io fingo sorpresa) "Ah, sì... mi spiace per l'inconveniente, però non c'è problema: mi porti l'orologio e le farò cambiare la pila. Solo che il laboratorio ha chiuso, dovrebbe portarmi l'orologio il 4 Gennaio, e per il 7 sarà pronto."

"Oh cavolo"

"Sì, mi spiace, il laboratorio è già chiuso per le feste... comunque non è niente di grave, è solo un segno che la pila si sta scaricando, la cambieremo senza spendere nulla"

"Uffa però, questo era il mio autoregalo di Natale, e ora non posso usare la luce!"


Vabbè non riporto il resto della telefonata. Io lo so che avevo torto, ma ero ultraaccomodante e sul serio non c'erano problemi. Ma vi rendete conto che uno sui 35 anni, che stava parlando con uno sconosciuto, ha reagito con un "uffa però", e poi si è messo a frignare perchè il regalo di Natale che si era comprato per sè stesso, non si illuminava da subito? Che bamboccione.

E comunque se è un auto-regalo di Natale a cui tiene così tanto, allora avrebbe dovuto aprirlo il 25. Pirla!

lunedì 17 dicembre 2007

Fulminate e Folgorate

Ok, allora, stimolato dall'intervento di Ga nei commenti al precedente blog, vi racconto di quella tizia in paranoia per i radiocontrollati. Quella in paranoia per i rapimenti la rimando a domani.


Prima del raccontino, il punto della situazione Dicembrina:

1 - Il proprietario del blog caffeinebomb.splinder.com, detto anche Ga, in Dicembre mi aiuta col lavoro, che ce n'è un casino. Grazie ga e grazie Miss S. che pure lei si impegna.

2 - In realtà, al contrario di quel che dice "anonimo" nei commenti al blog precedente, in Dicembre i matti tendono un po' a sfoltirsi, perchè tutti si ha fretta, pure i matti, quindi è raro che mi tirino scemo con la stessa frequenza di quel che mi succede il resto dell'anno. Ci sono anche, magicamente, meno rompipalle. Non chiedetemi perchè, io me la godo così. Ci sono meno clienti che il resto dell'anno, a livello di ingressi nel negozio, ma la maggior parte è qui per comprare, non per dire cazzate. Bene, molto bene.

3 - Per mia fortuna, gli affari stanno andando bene. Mi serve a salvarmi le chiappe, quindi è cosa buona e giusta.


Però i pazzi ci sono. Sabato stavo vendendo un orologio Radiocontrollato ad un signore. Era eternamente indeciso su due colori, quando i clienti si imambolano così, li lascio da soli per non far sentire loro la pressione del mio sguardo severo, quindi gli lascio in mano i due orologi e faccio altro. Siccome c'era gente, ho iniziato a sentire cosa volevano due tipe, madre e figlia se non sbaglio, non ricordo più. Beh alla fine si focalizzano sui Radiocontrollati pure loro, è la cosa trendy del momento (assieme al fottuto T-Touch, che, ribadisco, costa 550 euro e non è un giocattolo per bambini, anche se nella pubblicità sembra esserlo). Ok, allora pure loro sono indecise su che tipo di radiocontrollato comprare, quando la più vecchia se ne fuori con un:

"Ma non è che gli orologi Radiocontrollati al titanio attirano i fulmini?". Io non so nemmeno cosa risponderle, abbozzo un "Ma no, cosa dice". Lei dice che le ho detto che il Radiocontrollato ha un'antennina interna all'orologio, per ricevere il segnale. E poi aggiunge che sa che le canne da pesca in titanio hanno attirato dei fulmini che hanno ucciso delle persone.

Oh mio dio, e adesso che si fa??? LOL.


Beh le ho spiegato che l'antennina è microscopica e non attira un bel niente, e che alzare al cielo una canna da pesca durante un temporale, titanio o non titanio, è roba da Darwin Awards, non da pescatori o da amanti degli orologi, quindi la signora può stare tranquilla, il marito non morirà fulminato.


Quel che mi scocciava è che la discussione la sentiva anche l'altro tipo, quello che era indeciso su due colori. E si sa che la gente E' PECORA!


Risultato finale: le signore, poco convinte, non hanno preso niente. Il signore indeciso ha detto che era troppo indeciso e non ha saputo scegliere, è uscito a mani vuote. Niente mi toglie dalla testa che se le due rimbecillite non avessero tirato fuori sta paranoia, almeno l'orologio all'uomo l'avrei piazzato.


Andassero al diavolo (tramite folgorazione da titanio, ovviamente).

lunedì 19 novembre 2007

Attacco di ZOMBIE!!!!!

Avete visto il film "Zombie", quello storico di Romero? Vi ricorderete che c'era una spiegazione (e quindi un sottotesto socio-politico interessantissimo) nel fatto che gli zombie assaltassero il centro commerciale: uno dei ricordi maggiori di quando erano in vita, una abitudine radicata, era passare tutto il giorno in quei cesso di posti. Ok, premessa finita.


Oggi è Lunedì, mio giorno di chiusura. Devo sistemare una quintalata ci cinturini arrivati (prezzarli, sistemarli nei raccoglitori per misura, prezzo, colore, etc), sono venuto in negozio perchè non avevo altro da fare a casa, e mentre ascolto la musica, sistemo i cinturini. E siccome sono nel retro del negozio, tiro su le saracinesche con le sole luci della vetrina accese, così chi passa si guarda la vetrina e magari si fa un pensierino per un acquisto. Le luci interne del negozio sono irrevocabilmente spente: dentro E' BUIO. Come se non bastasse, c'è girato il cartellino chiuso, e non si muove una mosca. Ho anche tirato la porta che separa il resto dal negozio, così nessuno mi vede e si illude che qualcuno gli apra.


Orbene, ecco il risultato di 90 minuti a lavorare così: quattro persone hanno suonato, di cui una ha appiccicato le mani al vetro per vedere se davvero dentro non c'era nessuno. Ma la quinta persona mi ha traumatizzato. Donna impellicciata (io la vedo, lei no, miracoli dei sistemi di sicurezza), suona. Io non la filo nemmeno. Dopo 30 secondi suona di nuovo. Giro la testa per vedere chi è il pirla. Non mi muovo. Dopo un minuto immobile davanti alla porta, suona di nuovo, questa volta una bella scampanellata lunga. Me ne frego. 30 secondi e torna all'attacco, suonando il campanello ogni 2-3 secondi: drin drin drin driiiiiin drin drin. Ci riprova dopo un po': DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN. Poi ha uno sclero totale, passa un minuto a fare drin drin drin drin drin drin, evidentemente incazzata. Io inizio a inquietarmi, fortunatamente lei se ne va. Vi assicuro che ha passato almeno cinque minuti della sua vita a suonare un campanello di un negozio evidentemente chiuso. La cosa mi turba molto.


PS: breaking news: mentre scrivevo sto aggiornamento in diretta, uno (il sesto cretino) ha suonato due volte. Aiuto... ora chiudo e scappo, me la sto facendo sotto con sti pazzi in giro, e nella via non c'è nessuno (il Lunedì son tutti chiusi nella mia via).