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mercoledì 18 dicembre 2024

Un Matto

Ore 18.55, prima di chiudere la saracinesca esco per guardare la vetrina: ogni giorno sposto qualcosa perché si creano degli spazi vuoti sui ripiani (per dire: mi rimangono CINQUE orologi da donna in tutto il negozio. Non ne ho più.)

Sono fuori da 20 secondi, sto calcolando se si vede bene il colore verde di un quadrante quando mi si avvicina un tizio: ragazzo sui 30 anni, bella presenza. Quello che segue è il dialogo riportato fedelmente, scritto appena ho tirato giù la saracinesca. Premetto che io pensavo fosse l'ennesimo cliente di cui non ricordo la faccia e che se mi vede in giro si sente obbligato a parlarmi, che insomma sapesse chi sono, che lavoro nel negozio di cui stavo guardando la vetrina. 

"Allora, si vendono questi orologi?"

"Eh, per fortuna sì, la vetrina si sta sempre più svuotando"

"Qual è un orologio bello qui?"

"Stavo proprio guardando quello con il quadrante verde, è molto particolare ma serve la persona che apprezzi il colore diverso dal solito"

(l'orologio costava 169 euro, scontato sono 111, c'è il cartellino con il prezzo originale e un adesivo scritto in rosso che riporta il prezzo scontato del 30%, tutto bello chiaro)

"Ma questi sono sconti reali, o hanno gonfiato i prezzi per far finta che sono scontati?"

"Guardi, si vede chiaramente il cartellino con su il prezzo stampato dalla ditta, e in rosso c'è il prezzo scontato"

"Ma quindi 111 è da scontare?"

(mi altero)

"No, 111 è scritto in rosso, è il prezzo già scontato"

"Ma secondo te me lo dà a 90?"

"No, direi di no: era 169, 58 euro di sconto non sono pochi, non credo ne posso togliere altri 21"

"A quella cifra glielo lascio, non li spendo 111 euro"

"Eh pazienza, sono sicuro che entro il weekend non solo quell'orologio, ma la metà di quelli su questo ripiano saranno tutti venduti"

"Ah ma tu sei il venditore?"

"Sì"

"Ah non lo sapevo. Allora ciao."

Allora, in poche parole: ma che cazzo voleva questo? 

E' partito come se appunto conoscesse me e il mio ruolo nel negozio, alla fine c'è il colpo di scena che invece non lo sapeva, e questo ribalta tutto. Cioè, si era fermato a chiedere a un tizio sconosciuto che sta guardando una vetrina, consigli sugli orologi e teorie complottistiche sui prezzi?

Ma chi fa queste cose? Va oltre l'essere estroversi, secondo me serve avere qualche rotella in meno, o perlomeno essere dei perditempo socievoli a livello colossale.

O forse mi voleva rimorchiare, boh.

In ogni caso: un matto.

venerdì 4 ottobre 2024

Persone che aprono la bocca #6: un'altra domanda rassicurante

Tizio totalmente sconosciuto sui 70 anni deve cambiare cinturino. Lo sceglie, vado a montarglielo. Mentre glielo monto, una domanda dal nulla - ripeto che il tizio è uno sconosciuto totale, zero confidenza:

"Ma lei ha già subìto un bel furto qui?"

"Scusi non ho ben capito"

"Dico, i ladri sono mai passati da qui?"

Perdo subito la pazienza e uso una parolaccia rafforzativa.

"Ma che cazzo di domanda sarebbe?"

"No niente, ero solo curioso"

"Comunque no, per fortuna no"

"Da me in casa sono venuti il mese scorso, per questo ho recuperato questo orologio vecchio a cui sto cambiando cinturino"

"Mi spiace"

Prima che pensiate che fosse un emissario per fare minacce velate, smonto le fantasie: era solo un ennesimo coglione che ha trovato delle parole a caso (e sbagliate) solo per cercare di contestualizzare un eventuale discorso sul fatto che purtroppo a casa sua fossero passati i ladri.

Come sempre nel caso di "persone che aprono la bocca": ma che cazzo aveva in testa? Bah.
*EDIT: poi il tizio si è scusato, dicendo che "non voleva portare sfortuna", ma ormai la cretinata l'aveva detta*

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

mercoledì 13 dicembre 2023

La fretta di McGyver

 Tizio con un Rolex falso, consapevole che sia falso.

"Devo avvitare la ghiera girevole, è diventata molle, credo serva smontarla per poi tendere le molle sottostanti."

"Mi spiace, non è un lavoro che facciamo, non mettiamo mano sui Rolex falsi"

"Ma cosa ci vuole?"

"Se si rompe una delle molle o altre cose è un problema sostituirla"

"Bah, è una cosa che so fare anche io a casa, non so perché non la facciate voi."

"Ma se sa farla, perché lo chiede a me?"

"E' che ero in giro, volevo sistemarla subito, non ho voglia di aspettare stasera."

"Pazienza, mi spiace."

Boh.
(Ah sì, si deduce anche che volesse il lavoro fatto subito.)


venerdì 30 dicembre 2022

Thriller

 Alle 12.26 entra una signora che, come i tradizionali maleducati, entra in negozio mentre ancora sta parlando al telefono. Sta dicendo a qualcuno che sta entrando da me, e poi si vedranno in una piazza qui vicino.

La signora deve ritirare una pila, alle 12.29 esce, alle 12.30 chiudo per la pausa pranzo.

Alle 12.33 suona il telefono: spesso non rispondo negli orari di chiusura, ma avevo appena chiuso e ho tirato su la cornetta.

"Pronto, sono il marito della signora xxx, sono fuori dal vostro negozio, per caso è ancora lì dentro?"

"No, abbiamo chiuso qualche minuto fa, dopo che la signora era uscita"

"E' che mi ha detto di incontrarla nel negozio, ma sono arrivato e il negozio è chiuso, e lei non risponde al telefono"

"Provi a chiamarla ancora, di sicuro non è qui"

"E' sicuro?"

"Sì, sono sicuro di non aver chiuso dentro nessuno"


E per i dialoghi assurdi del 2022, è tutto.

Spero che il tizio abbia poi trovato la moglie, perché non era ancora convinto quando ha messo giù il telefono, e rischio una denuncia per rapimento e sequestro di persona...


venerdì 18 ottobre 2019

Andare di Fretta

Come sempre, uno pensa di aver catalogato tutta la stupidità umana, e invece arriva la domanda più idiota ed inutile del decennio.

Negozio vuoto, entra un tizio sui 50.

"Buongiorno, visto che c'è il negozio vuoto, avrei una domanda da fare."
"Dica!"
"Io passo qui davanti sempre di fretta, sono una persona che ha sempre i minuti contati. A breve dovrò sostituire la pila del mio orologio e so che bisogna lasciarvelo, volevo chiederle se quando verrò a lasciarlo, posso passare davanti a tutti per evitare di perdere tempo solo per una ricevuta."

La mia temperatura corporea è salita di 12 gradi, per evitare di urlargli in faccia cosa volesse da me e dalla mia vita.

"Guardi, il negozio è spesso pieno, dovrebbe chiedere agli eventuali clienti, se può passare avanti, io non posso abbandonare un cliente, non posso prevedere quanta gente ci sarà quando lei passerà."
"Ah, non fate questo tipo di servizio?"
"Temo di no"
"Mi spiace, arrivederci"

Più ci penso, più mi sento trascinare nel baratro dell'imbecillità.

mercoledì 9 ottobre 2019

Lamentela Sudata

Tizio sui 35 anni, mi ha portato da cambiare una pila, nessun problema.
Mentre gli dò la ricevuta, aggiunge:

"Senta, prima dell'Estate avevo comprato qui un cinturino di pelle, ma puzza tantissimo"
"Mmm, se è di pelle, è possibile che se ha sudato molto abbia assorbito il sudore, e un po' di cattivo odore ci può essere"
"Ma cosa si può fare?"
"Se è di pelle c'è poco da fare, non si può lavare come quelli in nylon..."
"Ma io l'ho preso qui"
"Capisco, ma purtroppo a cambiare i cinturini prima dell'Estate, c'è il rischio che il sudore li rovini"
"Avrebbe potuto dirmelo, che poi puzza di sudore"
"Purtroppo non posso sapere la quantità e qualità della sudorazione di tutti i clienti, non è che tutti i cinturini si rovinano"
"Quindi non è in garanzia?"
"No, purtroppo no"

La garanzia, voleva. Contro gli odori emessi dal suo corpo. Mi devo sempre trattenere dall'urlare in faccia alla gente quel che penso veramente di loro.

martedì 8 gennaio 2019

Un nuovo pazzo all'orizzonte

29 Dicembre.
Tizio vestito bene, sui 65 anni, onestamente non ricordo di averlo mai visto prima, mi saluta tutto amichevole. E' venuto per dirmi che il 22 Dicembre, sette giorni fa, aveva trovato fuori dal mio negozio un paio di guanti e li aveva appoggiati al davanzale proprio accanto alla mia porta d'ingresso. Mi chiede se li avevo ritirati io, se era passato qualcuno a chiederli. Gli dico che sì, li avevo messi in negozio e sono ancora lì. Mi chiede se glieli posso dare, visto che passati 7 giorni se una cosa smarrita non è reclamata, diventa di chi la trova.
Io già lo bollo come mezzo matto, ma dei guanti non mi frega niente, se li prenda pure (valore commerciale circa 5 euro al mercato). Se si levasse dalle palle subito, sarebbe già degno di finire su questo blog come "curiosità", ma siamo in realtà solo all'inizio.

Inizia a dirmi che ho proprio un bel negozio, lui abita in un'altra città e non aveva mai visto questo negozio, era in zona per Natale e aveva trovato i guanti e visto la vetrina, ho delle cose interessanti. Mi chiede subito un paio di modelli in vetrina, mostrandosi anche abbastanza competente sulle loro funzioni - onestamente, pensavo uno dei due lo comprasse, ma "non ho dietro abbastanza soldi, tornerò".
Ok.

Poi inizia a guardare TUTTE le decorazioni del negozio, sia quelle natalizie che quelle normali, chiedendomi cosa sono e se sono in vendita. Pezzo-per-pezzo.
Luce con su scritto "Buon Natale"? Non è in vendita.
Movimento di orologio disassemblato e sotto resina? Non è in vendita. ("L'ha fatto lei?" No, l'ho comprato. "Non ha le competenze per farlo?" No, onestamente no.)
Mini-casco motociclistico usato come espositore nella vetrina di una marca sportiva? Non è in vendita.
Alberello di Natale in feltro? Non è in vendita.
Mini-presepio regalatomi da una associazione? Non è in vendita. ("Proviene dall'Africa?" Non ne ho idea. "Io sono stato volontario in Africa, mi pare il loro stile". Ah.)
Cartello pubblicitario della Citizen? Non è in vendita e penso proprio che tu mi stia prendendo per il culo. Ma che cazzo chiede, uno, se è in vendita un cartello con su un orologio?

Si passa poi agli orologi: di ogni marca mi chiede di vederne un paio - io tiro fuori il paio indicato, dopo che li guarda li rimetto via immediatamente, perchè comunque di un tipo così mi fido poco e non vorrei mi rubasse qualcosa. E' un atteggiamento sgarbato, metter via subito mentre ancora si sa valutando l'acquisto, ma volevo mandare proprio un messaggio negativo, per far capire che non era più molto il benvenuto.
Sta cosa va avanti per TUTTE le marche, almeno mezz'ora. Mi chiede che sconto faccio ("Posso fare un minimo arrotondamento, ma non è che ci siano sconti particolari"; "Da altre parti spesso mi fanno il 20-25% in meno" - SEE, BUONANOTTE proprio...).
Ad un certo punto si innamora di un orologio di plastica da 35 euro, tira fuori i soldi e se lo compra. Garanzia, scontrino, a posto.
Mi chiede un biglietto da visita. Poi me ne chiede un altro, perchè così uno lo tiene nel portafogli, l'altro in macchina in caso di emergenza.
(IN-CASO-DI-EMERGENZA?!?!?)

Penso che il supplizio sia finito, siamo già intorno ai 60 minuti di permanenza in negozio.
Ah, altro dettaglio: ovviamente mentre seguivo lui, in un'ora saranno venute una decina di persone, che servivo mentre lui andava in secondo piano. Quando uscivano, lui le salutava e augurava buon anno a tutti.

Dicevo: penso che, con il fondamentale acquisto di 35 euro, la cosa sia chiusa.
Invece no, dice che vorrebbe cambiare il cinturino dell'orologio che ha al polso. Tiro fuori il raccoglitore, con circa 100 modelli per la sua misura. Li guarda uno per uno. Ne tira fuori una manciata, li prova accanto al suo orologio, per ognuno fa commenti su come gli starebbero con questo o quel completo.
Alla fine ne sceglie uno (21 euro), lo monto.
Continua a far parole su parole su parole, esce all'orario di chiusura, 12.30 in punto. Totale permanenza nel negozio: un'ora e quarantacinque.

Io in casi come questi mi chiedo se non può essere un lettore di questo blog, che sia venuto per prendermi segretamente per il culo. Dopo tutti questi anni, ancora non mi abituo al pensiero che ci sia in giro gente di questo tipo, per la quale è normale stare in un negozio quasi due ore e pensare di essere "un buon cliente" perchè hai speso 55 euro per due oggetti.
Quindi, se tu leggi questo blog e sei questo tizio, ciao. E vattene affanculo, grazie.

giovedì 2 novembre 2017

Diagnosi Solare

"Buongiorno, il mio orologio a carica solare non funziona bene. Ogni tanto va, poi si ferma, a volte la lancetta va a scatti, ma spesso si ferma."

Lascio a voi, colleghi ma anche completi neofiti del mondo dell'orologeria e dei modelli a carica di luce, una diagnosi.



A volte mi chiedo se mi prendano semplicemente per il culo.
Poi, ancora più spesso, mi chiedo cosa stracazzo facciano con i loro orologi.

sabato 13 giugno 2015

De Gustibus...


Mentre servo un cliente per un cinturino, entra un altro cliente, inizia a guardarsi in giro per passare il tempo.
Finito con il cinturino, passo al nuovo cliente. Lui mi dice, guardando i Citizen:

"Certo che escono orologi sempre più brutti, eh! Mamma mia..."

Boh, che gli devo dire... rispondo con un generico (visto che guarda i Citizen)
"Più che altro magari son sempre più grandi, gli orologi della Citizen, chi cerca una mezza misura non la trova più..."
(è una frase assolutamente a caso che mi è venuta in mente)

"No no, anche guardando gli altri che ha qui, tutti questi nuovi... son proprio brutti."
"Eh..."
"Senza offesa, ma non me ne piace neanche uno, ma chi li fa questi orologi?"
"..."
"Beh buona sera, grazie."

Ma perchè la gente si sente in dovere di parlare solo perchè ha un buco sulla faccia? Ma cosa si poteva sperare di ottenere, da un "dialogo" di questo tipo?
E in parole povere, ma che minchia voleva il tizio?

venerdì 19 aprile 2013

Che gente.

Ma che gente c'è in giro?
Me lo chiedo ogni giorno, e ogni giorno vedo di peggio.

Tizio, circa 40 anni, parcheggia la sua bella bicicletta davanti alla porta del negozio (impedendo così l'ingresso a chiunque altro), ed entra con un orologio in mano: automatico da quattro soldi, piuttosto vecchio, roba da bancarelle dell'usato.

"Salve, ho comprato questo orologio per venti euro, vorrei sapere se vale di più."

In testa la mia risposta, l'unica possibile, è: "Ma a me cosa me ne frega?". Comunque, rispondo. All'inizio cerco sempre di essere gentile con tutti.

"Mah, non so, non è un orologio di marca, non ne vendo di questo tipo, non so cosa possa valere.
"No ma io non lo voglio vendere, voglio sapere quanto vale.
"Se l'ha pagato venti euro, varrà venti euro, non so."
"Non è costoso?"
"No, di sicuro non è un modello costoso o di marca, ma non poteva chiedere quando l'ha comprato? Ma dove l'ha comprato?"
"Mah, no, l'ho preso da un barbone, vorrei sapere quanto vale."
"Senta, non lo so. Se lei l'ha pagato 20 euro, calcoli che vale 20 euro."
"Ma non voglio venderlo, non deve trattare sul prezzo."
"Senta, NON-LO-SO. Non tratto questi orologi, non so il prezzo, le posso dire che non è di marca e non è un grande orologio, ecco."
"Ma è a pila?"
"No, è automatico, funziona col movimento."
"Ah, allora un bell'orologio. Arrivederci, grazie."

Bah.
Che gente.

(ps: l'ha preso da un barbone?!?!?!?!?!?!?)

mercoledì 20 febbraio 2013

Domanda intelligente

Vecchio, smanetta con la catena della bici per almeno due minuti. Attendo con noia il suo ingresso in negozio, vista l'abilità nel chiudere il proprio mezzo di locomozione (utilizzato nonostante gli zero gradi centigradi esterni). Poi, il guizzo di genio.
Mentre è ancora sulla porta, nemmeno un passo nel negozio, mi chiede con fortissimo accento siciliano:

"Shcuss ma lei è masculo o femmena?"

Gli rispondo nel suo dialetto: "Masculo sugno"

La sua risposta "Ah, allora tutto bene! - Devo riterare un orologio che ha lasciato qui mia moglie bla bla bla", è andato tutto bene per il resto.

Due le domande: ma perchè mi ha chiesto se ero maschio o femmina? Sinceramente non ci si può confondere molto. E poi: perchè ha risposto "allora tutto bene"?

Una la risposta: una volta uscito, prima di mettersi a smanettare con la catena della bici, si è messo a guardare la vetrina parlando da solo ad altissima voce. Non commentava gli orologi, ma tipo ripassava le cose che doveva ancora fare in mattinata. Poi ha continuato a parlare da solo mentre slegava la bici.

Questa è gente che ha facoltà di voto.


martedì 22 marzo 2011

La festa della donna

Il negozio apre alle 9.30, e saprete ormai tutti che odio arrivare alle 9.20 e trovare già gente fuori che mi chiede "se apro" o "a che ora apro". Sì, apro, altrimenti andrei in spiaggia anzichè aggirarmi dalle parti del negozio, e gli orari sono scritti belli grandi sulla saracinesca.
Quindi, non ero felicissimissimo di trovarmi alle 9.20 un vecchio che mi blocca chiedendomi a che ora apro. Gli dico 9.30, e risponde "No, perchè devo prendere un orologio". Mi addolcisco un attimo, di solito chi mi aspetta fuori è per una URGENTISSIMA pila.

Apro alle 9.28, e lui non entra. Boh. Arriva alle 9.35. Puzza di vino, mi sa che è andato al bar di fronte ad aspettare l'ora...

Tira fuori un orologio da 60 euro con il vetro rotto, e un po' smadonno perchè penso che in realtà voglia solo far riparare questo. E invece, apre la bocca e partono una serie di genialate...

"Allora. Mia moglie, meglio perderla che trovarla, fa sempre cadere gli orologi, io glieli regalo sempre e lei li rompe, vorrà dire qualcosa? Allora, non sto qui a riparare questo, ne prendo un altro da poco... tanto è mia moglie, non sto a spenderci troppi soldi!"

Gli mostro qualcosa di semplice sui 50-60 euro, adocchia subito un modello con cinturino in acciaio. Nel frattempo entra una donna sui 40 anni, si mette ad aspettare ma sente quel che dice il tizio.

"Massì può andare bene questo, non cerchiamo troppe pretese perchè sennò poi le donne si abituano bene! Ah, per la misura le faccio fare la strada a lei, non sistemiamolo adesso, tanto lei il pullman lo prende volentieri. Massì, poi va bene che ci siano le ore scritte belle grandi, 'sta donna è ormai mezza cecata, si sa mai che un giorno andiamo al mercato e mi scambia per qualcun altro e va a casa con un altro così me ne libero."

Io sono abbastanza indifferente a queste battutacce, e quindi forse per mostrare le sue doti di comico, va a cercare solidarietà con la donna, dicendole:

"E' vero o no, che non bisogna abituarvi bene signorine, sennò volete sempre di più da noi poveri uomini?"

La tizia ci va giù pesante:

"Quando sua moglie non ci sarà più, vedrà come le mancherà!"

Erm, cala il silenzio, io finisco di timbrare la garanzia e il tizio paga in silenzio e si allontana completamente sbiancato... io me la rido sotto i baffi, anche se devo dire che questa volta non so proprio da che parte stavo, lo spiritosone offensivo o la tizia che si è offesa ed è andata giù pesante?

In ogni caso, adoro i litigi fra clienti!
E la tizia, aveva bisogno di una pila, ca-va-sans-dire.

sabato 9 ottobre 2010

Approfondimento politico

C'è in negozio un tizio sui 45 anni con la figlia sulla decina. Descriviamo un attimo il personaggio, giusto per inquadrarlo, anche se il fulcro della storia non è la rottura di balle che mi stava provocando. Aveva portato un orologio perchè gli era stato regalato, e non gli piaceva. Ok. Gli era stato regalato in Marzo (sette mesi fa!!!). E non aveva lo scontrino.
E' che, sapete, è difficile passare in centro alla città, c'è poco parcheggio.

Poco parcheggio per sette mesi.

Fattostà, che ad un certo punto ci siamo accordati per cambiargli solamente il cinturino, mettendo un colore diverso che rendeva più moderno l'orologio. Non se lo meritava, ma vabbè, io mi tenevo il marrone classico e lui si portava via un cinturno color osceno.

Comunque, sono al banchetto per cambiare il cinturino, e suonano alla porta. Nel mentre (5 secondi) che arrivo ad aprire al cliente, il tizio pronuncia:

"Ehhh... se ci fosse ancora il duce queste cose non succederebbero!"

Lo ignoro...

"Ha capito no? Lei deve stare chiuso qui dentro per paura delle rapine, quando c'era il duce queste cose non succedevano, la porta delle oreficerie era sempre aperta!"

Sì.Sì.

Ignorato, contento del cinturino, e arrivederci. Grazie per l'approfondimento politico assolutamente realistico e non banale!
Mi spiace per la figlia.

mercoledì 9 giugno 2010

Zelig Off

Un commento veloce veloce, che in sti giorni sono pieno di cose da fare.

Cari clienti, soprattutto anziani. Vi prego, vi prego VI PREGO di smettere di fare questa battuta:

"Salve, mi cambia la pil..lola?"

Alcuni si fermani lì.
Altri vanno avanti:

- Ahaha, pillola! Una pila piccola!
- Pila, pillola, ahaha!
- Pillola perchè dà energia all'orologio!

Mio dio... basta, basta! Certo, fate più ridere di Zelig Off, ma non è che sia una grande impresa!

Io rispondo o con un ghigno, o con una faccia di pietra. Perchè in effetti ormai, dopo 100 volte che ho sentito sta cosa, rimango impietrito.
Non.Fa.Ridere! ;)

giovedì 3 dicembre 2009

Funereo

Ieri sono purtroppo andato al funerale della mamma di una mia collega di croce rossa (aveva 87 anni). Quando arrivo nel cortile della casa da cui parte il corteo funebre, mi pare di avere addosso tutti gli occhi delle coetanee della povera defunta. Ma ormai sono paranoico verso gli anziani, sono seriamente convinto che, al ritmo di minimo 30 al giorno, ormai io abbia incontrato sul lavoro tutta la popolazione over-70 del mio paese.



O magari non è che io sia paranoico. E' la verità. Infatti, mentre firmo il registro delle condoglianze, si avvicina una ottuagenaria.



"Ma lei è l'orologiaio del centro?"

"Sì..."

"Ah! Ma dopo apre?"



La bara stava per contenere due salme.

Ma cazzo!!! Che domande cretine sono? E fuori luogo!!!! Non sai nemmeno perchè sono al funerale, la mia relazione con la defunta... e mi vieni a rompere per il negozio (che poi ho puntualmente aperto alle 15.30, manco un minuto di ritardo). Che schifo.

martedì 1 settembre 2009

Che Imbarazzo!

E' raro che io mi senta in imbarazzo in negozio, e solitamente mi succede quando mi imbarazzo PER il cliente, per la sua ignoranza... Ma oggi è successa una cosa che mi ha fatto diventare viola!


Entrano due bambine, 10 e 7 anni direi, per vedere i portafogli della TooLate. Sono un accessorio complementare all'orologio TooLate, fatti dello stesso materiale... ho deciso di tenerne qualcuno per qualche "Vendita abbinata", in vetrina stanno benissimo.

Orbene, i portafogli sono fatti così:





e hanno una tasca fatta così:





Sì, proprio così, hanno una taschina con su scritto "condom" - poi sull'opportunità di mettere un profilattico in un portafoglio di gomma ci sarebbe da discutere, ma non sono io il designer dell'oggetto...

Fatto sta che la bambina si fissa sulla scritta condom, guarda prima le tasche per le carte di credito, e poi chiede "ma questa a cosa serve?", io abbozzo un "mmm, non sono sicuro, forse le monete?" "ma no, non c'è la bustina, è solo un buco" "allora forse... per le foto?" "ma cos'è il condom?" "mah, non so, forse per le monete"... Ero viola. LOL.


Non è che io sia puritano (anzi!), però di fare la lezione di educazione sessuale ad una di dieci anni proprio non mi andava. Mi ricordo io, a dieci anni, a chiedere agli adulti "Hey, ma che cos'è Control? La ragazza nella pubblicità dice che ha fatto l'amore con Control, ma chi è control?".

Alla fine, forse perchè non avevano scoperto l'utilizzo, le bambine non hanno comprato.


Come bonus, la sorellina continuava a chiedere se i cinque euro che avevo inserito nel portafoglio in vetrina, venivano regalati all'acquisto del portafoglio (beh certo, il portafoglio costa 19 euro, è molto conveniente per me regalare pure 5 euro!). Questo mi servirà da lezione nell'evitare di usare soldi veri per l'esposizione, che i clienti subito si fanno illusioni. Cercherò soldi facsimile...


Come bonus ulteriore, comunque, un excursus su ste due sorelline: questa era la terza volta che venivano a informarsi sui TooLate, senza però poi comprare nulla. Anzi, la prima volta quella di 10 anni aveva pure detto che le facevano schifo... tanto piacere, allora cosa continui a tornare? Boh. Crescono male, come clienti...

martedì 5 maggio 2009

L'ottimista

Suona alla porta del negozio un tizio sulla settantina, bello vispo arzillo e che sorride alla vita.

Apre la porta, non entra neanche completamente, e mi dice:


"Salve, lei pratica uno sconto del 20% sugli orologi Citizen?"


con il massimo tatto e la massima gentilezza possibile, gli rispondo:


"Mmm, no, non vedo perchè dovrei sinceramente"


"Ah no, allora niente, arrivederci"


Sì, ok, arrivederci, anche addio, non c'è problema!


Non sapevo se chiamare il post "l'ottimista", "l'illuso" o "bello fresco". Ma proprio non capisco perchè avrei dovuto rispondere "sì" alla sua domanda...

venerdì 24 aprile 2009

Amici Miei?!?!?

Io non capisco il bisogno della gente, di MOLTA gente, di fingere di conoscermi, di dire cazzate per riempire il vuoto mentre, tipo, stacco la ricevuta per far ritirare l'orologio. Penso che spesso vogliano fare gli amiconi perchè sperano in uno sconto (sul cambio-pila), ma probabilmente alla gente piace parlare a vanvera, ecco.

Prendiamo un esempio di stamattina. Pila da cambiare, no problem per domani, mentre gli dò la ricevuta il tizio, parecchio più vecchio di me, mi dice:


"Ma sai che mi hanno detto che tu venivi all'oratorio con me?"

"Mmm sì?"

"Sì ai tempi di Don xxx"

"Erm, quando ho iniziato io ad andare all'oratorio, c'era già Don YYY. Ma lei faceva l'animatore?"

"Ma no, mi han detto che proprio giocavamo insieme, adesso a vederti bene mi sembra anche di ricordarti."

"Scusi ma lei di che anno è?"

"1955"

"Erm, io sono del 1976..."


Segue silenzio imbarazzato.

Ma cazzo, non ti accorgi che ho venti anni meno di te???? Sono nato mentre tu probabilmente stavi lasciando la vita da oratorio, forse mi avrai visto giocare all'oratorio mentre tu andavi a messa, che ne so, ma è assurdo che uno possa venirmi a dire che giocavamo insieme, non tenendo conto della abissale differenza d'età.


Mah.


Poi ci sono quelli che mi chiedono come sta mia moglie (ovvero mia madre), come sta mio padre (ovvero mio nonno), come sta mia sorella (ovvero mia zia). Non hanno idea di chi ci sia davanti a loro, devono chiedere della mia genealogia così, per perdere tempo, sbagliandosi sempre - io a volte mi fingo chi loro credono che io sia, parlo di mio nonno come se fosse mio padre, parlo delle "mie sorelle" dicendo che stan bene, giusto perchè non ho voglia di stare a spiegare concetti che loro non possono capire: che sono figlio unico, che mio nonno ha 97 anni (dovrebbe avermi avuto a 65 anni, per poter essere suo figlio), e cose simili.



PS1: Ieri sera al programma Victor Victoria, Dj Francesco indossava un orologio Too Late rosso! Che figata... sti Too Late son veramente ovunque, e si vendono benissimo! Mi ha fatto molto piacere beccarlo sul polso del Facchinetti, anche se questo indica una seria deviazione professionale...


PS2: Diamo il benvenuto fra i link a due nuove personcine vessate dai clienti: Orologiaio Frustrato 2 (sto diventando un franchising? LOL), e Turisti Storditi, una manica di rompicoglioni in vacanza!

giovedì 13 novembre 2008

Italia, 2008

Tizia sui sessant'anni si sta facendo vedere degli orologi.

"Che bello questo, quando costa?"

"Aspetti che guardo... sì, sono 135"

"E quest'altro?"

"Questo è lo stesso modello, cambia solo il colore del quadrante, son sempre 135"

(pausa della signora)

"Sì ma... stiamo sempre parlando di euro, giusto?"


La mia faccia in queste occasioni:






Siamo in Italia, nel 2008. Sei anni (quasi sette) dopo l'entrata in vigore dell'Euro.

martedì 14 ottobre 2008

Ok, il prezzo è giusto

Sabato, ore 19.25. Penso già alla chiusura, anzi se non mi fossi attardato a vedere un videoclip su YouTube, avrei anche già chiuso, tanto la giornata era finita (fortunatamente con un buon incasso).

Suona una coppia: a quel punto spero che sia per un cambio pila e non per farsi vedere orologi, perchè non ho voglia di star lì fino a tardi.

QUINDI, ovviamente, la coppia è qui per farsi vedere un orologio da regalare alla sorella di lei. Sorella che compie cinquanta anni, una tipa sportiva ma a cui piace il classico ma non quello troppo classico, insomma potrei mostrar loro di tutto, ma fortunatamente mi danno un indizio: vogliono spendere sui 600 euro, perchè sono quattro fratelli e per il 50esimo compleanno volevano mettere sui 150 euro l'uno.

D'accordo, almeno salto tutti i modelli sui 350 euro che mi apprestavo a mostrare.


Alla fine, entrambi iniziano ad adorare un orologio molto bello, ha addirittura vinto dei premi di design, concordo anche io che possa essere il giusto anello fra sportivo e classico. Tutto perfetto, lo adorano, sono pronti a comprarlo, MA... MAAAAAA...

ma costa troppo poco!

Costa solo 470 euro e questo è inaccettabile, il mio negozio si è trasformato in "OK, il prezzo è giusto" e il marito pretendeva di trovare un orologio da 600 euro esatti, altrimenti niente. Mostro altri orologi, ma quelli più belli passano a 700 euro perchè hanno i brillantini dentro, e per carità con 700 euro la cassa va in bancarotta, devono essere 600 precisi!


Notare che sono le ore 19.45, loro due avevano debuttato dicendo che avevano fretta di comprare, perchè il regalo è per martedì e non hanno molto tempo per scegliere. Insomma sono con l'acqua alla gola, hanno trovato un orologio che piace a entrambi, ma il prezzo è troppo BASSO. Io dico che beh, possono aggiungere un mazzo di fiori, se tutti devono scucire 150 euro netti, altrimenti qualche altro regalino, qualcosa, ma no, devono spendere 600 euro di orologio. La moglie inizia a tagliar corto, dice che vuole prendere quell'orologio, il marito caga dubbi e capisco che li ho persi, dopo un po'. Inizio a tagliar corto anche io, loro mi chiedono se Domenica e Lunedì sono aperto, che ci devono pensare su, io NO che non sono aperto solo per i loro porci comodi.


Mi rassicurano allora che Martedì torneranno, perchè alla fin fine prenderanno quell'orologio (ci crederò solo quando avrò in mano i soldi), ma ecco il tocco di genio finale, quello che separa i cretini dai mentecatti, gli scemi dai decerebrati. Il marito apre bocca e...

"Sì, ok, 470 è il prezzo di cartellino, ma poi a noi cosa ci fa di sconto?"


Io penso che alla moglie venga un infarto, diventa viola dalla vergogna perchè, si vede, è lei la mente dei due, il marito è un pupazzo senza cervello ma che compensa questa sua mancanza, fingendo di essere esperto di vita e risoluto nelle decisioni (è grazie a lui se la vendita è saltata!).

Se passi venti minuti a lamentarti che l'orologio che stai guardando costa troppo POCO, che cavolo vieni a chiedermi lo sconto?


Le parole uscite dalla mia bocca son state tutte un girare intorno al concetto di dovere andare affanculo, probabilmente, (e di sconti manco a parlarne), la moglie non ha più parlato, è uscita che ancora era imbarazzata, lui è ucito promettendo che sarebbe passato Martedì. Martedì è oggi, vediamo se torna, il deficiente. Io ho chiuso il negozio con 25 minuti di ritardo, grazie a lui.