mercoledì 1 giugno 2011

Accumulazione Garantita

Una delle tecniche della comicità è quella dell'accumulazione: si mettono una in fila all'altra delle situazioni sempre più grottesche, fino ad arrivare alla battuta.

Ecco, ho appena vissuto uno di questi esempi di comicità, solo che non ho riso per niente, e pure la cliente non è che abbia capito di avermi fatto una battutona ad accumulazione...

Tizia sulla cinquantina, entra per una richiesta riguardante un orologio di una marca che tengo anche io. Orologio che costa 45 euro, ma che come tutti ha una garanzia di 2 anni.

"Salve, vorrei chiedere un'informazione. A mia figlia hanno regalato questo orologio non acquistato da voi, ma appena tirato fuori dalla scatola abbiamo visto che non funzionava. Però non c'era la garanzia, quindi lei può fare qualcosa?"

"Ehm, no, senza garanzia proprio no - guardi, la garanzia è fatta così (gliela mostro), proprio non ce l'ha?"

"Mi sembra di no, ma se ce l'avessimo sarebbe senza timbro nè data, sarebbe valida lo stesso? Non abbiamo neanche lo scontrino! Che faccio, provo comunque a portarlo a lei e prova a vedere se riesce a farci qualcosa?"

"Mmm, proverei a portarlo dove l'hanno comprato, magari si ricordano del modello venduto e anche senza garanzia lo sistemano" (come no!!!!)

La tizia era molto perplessa, aveva proprio l'aria di diffidenza di una che sa che contro ogni suo diritto costituzionale, non la vuoi aiutare. C'è addirittura odore di Striscia La Notizia ;)

In effetti non capisco perchè non le ho voluto dare una mano: un orologio non preso da noi, senza garanzia, senza scontrino fiscale, se la garanzia ci fosse sarebbe non timbrata e senza data...

Premettendo che le mie risposte sono state cortesi e sorridenti, dentro di me mi chiedevo: ma voi lettori, aspiranti comici Zelig, come avreste risposto sarcasticamente alla sua richiesta? Su, lasciatemi una battuta fulminante!

A me è venuto in mente che se le avessi chiesto l'indirizzo, forse mi avrebbe detto che abita in una casetta molto carina, senza soffitto, senza cucina, ma era bella, bella davvero, in via dei matti, numero zero. (canzoncina popolare, allo zelig tirerebbe forte l'effetto nostalgia!)

giovedì 26 maggio 2011

Perchè non me lo hai detto?

Ricordo che fra i commenti di un post recente, un lettore esprimeva la sua avversione per chi deve raccontarti 200 fatti della sua vita privata, per chiederti una cosa semplice e banale e che non richiede nessuna conoscenza pregressa.

Tipo, il cambio di un cinturino. Non è che ci sia bisogno di molte informazioni: basta sapere di che colore si vuole il nuovo cinturino. Non serve la storia del cinturino vecchio o dell'orologio.

Comunque vabbè, tanto questi parlano, parlano, ci ho fatto l'abitudine, io guardo i cinturini e non ascolto se quel cinturino vecchio lo hanno rovinato facendo il bagno in Sardegna, lavorando nell'orto o praticando il fisting.

Una signora però ha passato un limite, dicendo troppo ma non dicendo tutto...
Tizia sui 60 anni, orologio da uomo, deve cambiare il cinturino. Il cinturino è sporco lercio, ma anche a questo ho fatto l'abitudine, vedo delle cose seriamente disgustose, e mi fa ribrezzo pensare che quelle persone le indossano sul polso ogni giorno, e io le devo sfiorare in punta di dita per prendere la misura del cinturino e poi per cambiarlo.

Ok, cerchiamo un cinturino. Economico mi sottolinea, perchè l'orologio è solo un ricordo.

Spero che non mi voglia dire che ricordo è, a me basta che scelga un cinturino fra quelli da 10 euro, poi lo monto e siamo a posto.

Ma la signora il pezzo da novanta lo deve proprio calare. Alla mia indifferenza quando ha detto che era un ricordo, ha aggiunto dopo poco che era l'orologio che indossava suo figlio.
Io ancora non reagisco, però non è che io sia scemo, capisco che purtroppo il figlio è scomparso. Me ne dispiaccio, ma non so come reagire ad una notizia del genere, e intanto scegliamo il cinturino e vado a montarlo. E' tutto sporco da far schifo, puzza, ma va bene va, è un ricordo.

Torno dalla signora, le riconsegno l'orologio, lei è tutta felice e mi dice "Sì, ora potrò indossarlo come ricordo di mio figlio, lo indossava proprio durante l'incidente di moto in cui è morto".

Ancora non reagisco, ma al dolore della signora si unisce il mio ribrezzo per la situazione. Ma cazzo, mi vuoi avvisare che quella roba schifosa che sporcava il cinturino era sangue?

Forse la mia totale mancanza di reazione l'avrà schiaffeggiata moralmente abbastanza. Meglio non reagire e abbozzare un triste sorriso, che dirle esattamente quel che pensavo.
Hai detto fin troppo, signora, ma hai tralasciato la cosa fondamentale, che mi ha costretto a dovermi sterilizzare le mani con amuchina e altro, e ho dovuto fare lo stesso con il mio banchetto di lavoro.

Se mi ritenete un insensibile, pazienza. Ma io stavo lavorando, e non è previsto venire a contatto con sangue umano, mentre sono in un fottutissimo negozio di orologi.

giovedì 19 maggio 2011

Teniamolo d'occhio

Questo tecnicamente non è neanche un cliente, in tre volte che l'ho visto, non ha mai varcato la soglia del negozio. Ma capisco che è un pazzo con alte potenzialità di rompermi le scatole (e di procurare storie divertenti per voi lettori).
Uomo, sui 40 anni, look 'a posto' con giacca blu e camicia bianca, sono tre giorni che ad orari diversi (stamattina alle 9.30 appena aperto) arriva in bici, e si piazza (senza smontare dalla bici) davanti alla vetrina della Casio. E' una vetrina rotante, gira per esporre i tantissimi modelli.

Questo a quanto pare lo irrita molto, visto che la prima volta che l'ho notato, stava imprecando contro la vetrina urlando "FERMATI CAZZO!", e anche le successive volte si lamentava se si poteva fermanre "questa cazzo di rotazione". Una volta calmatosi, va in fissa davanti alla vetrina, e ad altissima voce commenta modelli e prezzi dei vari orologi. Poi se ne va via, cantando ad alto volume.

Ecco, io temo fortemente il momento in questo tizio entrerà in negozio. Quanto tempo sarà capace di farmi perdere? Quali commenti sugli orologi mi proporrà? E soprattutto, come reagirà quando gli fermerò finalmente la rotazione della vetrina?

Senza contare che, secondo le illuminate teorie del professor Lombroso, chi possiede una bicicletta è fortemente incline ad atti criminosi. La prossima volta magari da lontano cercherò di prendergli le misure del cranio e le proporzioni con la fronte. Meglio fermarli prima, questi individui ;)

martedì 26 aprile 2011

Mc 'Però me lo fai tu'

Ovvero, la storia di un tirchio che ha trovato un'idea interessante, ma che poi il lavoro dovrei farlo tutto io.

Sabato di Pasqua, tardo pomeriggio, tizio sui 70, orologio oro cinturino oro. A occhio, facciamo 3.500 euro di roba, ma direi anche di più. E' scarica la pila.

Mentre ancora attacco con il "Sì benissimo me lo deve..."

Non faccio in tempo a dire la parola maledetta, 'lasciare', che subito il tizio mi espone un ulteriore problema: si è rotta la corona, quindi è impossibile sistemare l'orario.

Mentre sto dicendo "Niente di grave, allora me lo deve..."

Non faccio in tempo a dire ancora che me lo deve lasciare, stavolta più a lungo perchè la corona la deve mettere il laboratorio, che vengo interrotto ancora.

Prosegue dicendomi che la cosa è comunque semplice, bisogna fare così: sono le 17.02, l'orologio è fermo alle ore 17.15, quindi se è possibile cambiare subito la pila e inserirla alle 17.15, il gioco è fatto.


Ecco. La voglia di ridergli in faccia era forte...

Perchè il piano era proprio diabolico.
Perchè il piano richiedeva innanzi tutto la 'pila subito'.
Perchè su un orologio da 3.500 euro la corona rotta va cambiata, punto e basta.
Perchè avrei pure dovuto lavorare cronometrato, e poi essere disponibile alle ore 17.15 a mettergli dentro la pila e richiuderlo (nel mio negozio a quell'ora di Sabato entrano in media una persona ogni 5 minuti, fare un lavoro che mi richieda anche solo 10 minuti di concentrazione è impossibile, è per questo che non eseguo nessun lavoro di riparazione / cambio pila).

Quindi bah, gli dico semplicemente che in ogni caso per la pila me lo avrebbe dovuto lasciare, e che magari se il tecnico si portava a casa l'orologio, domani alle 17.15 lo avrebbe sistemato, SE SI FOSSE RICORDATO (e magari il tecnico alle 17.15 del giorno di Pasqua ha altro da fare, e pure a Pasquetta...).

Ma no, l'orologio non me lo lascia, vuole che sia fatto subito, 'tanto è facile'. La voglia di mandarlo a cagare a quel punto è stata proprio forte... ma ho solo ribadito che me lo avrebbe dovuto lasciare.

Lui ha detto che allora se faceva in tempo (erano ormai le 17.06), magari trovava vicino un altro orologiaio che glielo avrebbe fatto entro le 17.15.

A quel punto ho capito che era un deficiente totale, gli ho caldamente consigliato di affrettarsi a trovare un altro orologiaio, e l'ho salutato.

E per inciso, alle 17.15 stavo servendo un altro cliente, quindi in ogni caso non avrei potuto compiere la missione impossibile.

martedì 19 aprile 2011

Mc Swatch-yver

Suppongo che tutti sappiate com'è fatto un orologio Swatch, il cui cambio-pila rappresenta il livello-base per tutti gli aspiranti McGyver. C'è un coperchietto con un incavo in mezzo. Basta svitare il coperchietto, e dietro si trova la pila. Si compra la pila, si richiude tutto, e ci si crede orologiai e si passa a smontare Rolex.

Viene spesso da me gente con la pila scarica in mano, e mi chiede una nuova per lo Swatch.

Oggi viene McSwatch, che mi mette sul bancone questo, e mi chiede una pila uguale a questa:


 Questo, come potrete notare dalla foto, E' UN PEZZO DI PLASTICA.
Non è una pila. E' un pezzo di plastica blu - segnatamente, è la guarnizione che alcuni modelli Swatch hanno fra il coperchietto e la pila. Non ce l'hanno tutti, quindi non affannatevi se aprite il vostro Swatch e non la trovate.

Comunque, non è una pila.

Faccio notare al cliente che quella non è la pila.

"Ma no, impossibile, era dentro all'orologio, ho svitato il coperchietto e ho portato a lei per averla nuova!"

NON-E'-UNA-PILA. Non si è accorto che c'era un ulteriore cilindretto piccolo, di colore acciaio, tendenzialmente dall'aspetto di UNA PILA?

"Ah sì, ma era sotto, pensavo fosse per il contatto. Non è questa la pila?"

Rispedito a casa, con il compito di portarmi la pila, così vediamo che numero è, e gliela dò.

Per riferimento vostro, ecco come si presenta uno Swatch aperto.


Ah sì, manca la pila :P
E la guarnizione blu è opzionale.

mercoledì 13 aprile 2011

Pinocchio

Suona il telefono.

"Buongiorno, sono un suo cliente di lunga data, ho preso da voi qualche orologio. Ecco, vorrei dirle che mi si è rotto ilpassante del cinturino di plastica del [marca di orologio che vendo], voi per caso potete sostituirlo?"

Allora, i passanti che tengono fermo il cinturino non esistono come pezzi di ricambio. Generalmente si deve cambiare il cinturino. Sì, è uno spreco uno scandalo un sopruso un abuso, ma tendenzialmente il passante si rompe dopo 2-3 anni se l'orologio è trattato bene, e ogni 2-3 anni si potrà pure investire un 15 euro di cinturino nuovo (anche perchè se si rompe il passante, vorrà anche dire che l'intero cinturino non sarà proprio nuovo...).
Detto questo, io di passanti ne ho parecchi 'di scorta', riciclati da cinturini vecchi che i clienti hanno cambiato. Se il passante era in condizioni buone, lo metto lì come scorta. Non li faccio nemmeno pagare, sono robe riciclate, ma se uno è un buon cliente, o se uno mi è simpatico, o se uno non rompe, allora posso anche mettermi a cercare il passante giusto per evitare di cambiare il cinturino. Quindi rispondo al 'cliente di lunga data che ha preso da me qualche orologio':

"Mah sì, dovrei vedere il cinturino com'è, di passanti ne abbiamo parecchi, non proprio tutti, ma di solito qualcosa si rimedia"

"Ah benissimo! Perchè avevo già chiesto in giro e mi hanno detto che i passanti non si trovano"

"Bah io qualcuno ce l'ho, provi a passare e vediamo"

"Benissimo... mi può dire dove si trova il negozio?"

"Vicino al supermercato xxx"

"Eh? E dov'é?"

"Vicino al centro... il supermercato xxx!"

"Ah sìsì, allora passerò, grazie, buongiorno."

Ho un lieve presentimento che non troverò il passante che verrà a cercare questo ottimo cliente, che non sa dove si trova il negozio.

mercoledì 6 aprile 2011

Problemi di apprendimento


Sulla saracinesca del negozio ci sono scritti belli in grande gli orari di apertura.

9.30-12.30 - 15.30-19.30 LUNEDI' CHIUSO.

E' proprio una cosa che uno non può ignorare, se ci passa davanti e il negozio è chiuso.

Oggi (Mercoledì) viene un tizio sui 65 anni, primissimo cliente alle ore 9.30 e 3 secondi.

"Finalmente vi trovo aperti!"
"Beh siamo aperti tutti i giorni come da orario..."
"Eh no! Il Lunedì sono passato ed eravate chiusi, c'era qualche problema?"
"E' il giorno di chiusura!"
"Poi sono venuto ieri alle 15, ed eravate chiusi!"
"Eh, apriamo alle 15.30!"
"Per fortuna stamattina vi ho trovati aperti!"

Quindi pure questa mattina il tizio rischiava di trovare chiuso, se fosse arrivato alle 9.00?

Quanta pazienza. Sia io (che devo confrontarmi con questa gente), sia lui, che poi doveva solo cambiare una pila e dovrà aspettare fino a domani - almeno su quello non ha fatto storie. Speriamo abbia capito gli orari...

mercoledì 30 marzo 2011

Blogroll


Erano MESI che volevo aggiornare l'elenco dei blog lavorativi che seguo. Eccoli qui... è tra l'altro l'ennesima riprova che non importa quale lavoro tu faccia: la gggente è sempre deficiente, e mira alle palle per romperle con professionalità.

Commessa Psicologa



http://commessapsicologa.splinder.com/


Sostanzialmente fa il mio stesso lavoro, in un centro commerciale. I clienti sono gli stessi...


Idraulico in Delirio



http://deliridraulicotuttofare.splinder.com/


E' nuovo del mestiere di blogger, ma conto molto sulle sue storie... ne avevo letta una in un forum e voglio saperne di più! :)


Lui e gli Utonti



http://ioegliutonti.blogspot.com/


Ha provato a spegnere e riaccendere?


Cartolaio Matto



http://ilcartolaiomatto.blogspot.com/


Vita vissuta di un cartolaio sull'orlo di una crisi di nervi


Hotel Bizarre



http://newhotelbizarre.blogspot.com/


sperando che il blogger non si offenda, ma NIENTE sarà mai come il mio amato Portiere di Notte - però le situazioni alberghiere sono cariche di roba da clerks...


Elettrodomestici :)



http://pensavofosseamore.blogspot.com


Non è aggiornato da qualche mese, ma le storie vecchie sono ottime. Sperando che torni a postare! :)


Un saluto al bigliettaio di NoTicketOnTheBus, che ha cambiato mestiere, devastato dalle rotture di palle senza fine delle persone che non timbrano il biglietto sul bus e pretendono di avere ragione.

Saluto anche I Coinquilini, che è tornato a postare qualche storia. Avanti, avanti, continua, adesso!

martedì 22 marzo 2011

La festa della donna

Il negozio apre alle 9.30, e saprete ormai tutti che odio arrivare alle 9.20 e trovare già gente fuori che mi chiede "se apro" o "a che ora apro". Sì, apro, altrimenti andrei in spiaggia anzichè aggirarmi dalle parti del negozio, e gli orari sono scritti belli grandi sulla saracinesca.
Quindi, non ero felicissimissimo di trovarmi alle 9.20 un vecchio che mi blocca chiedendomi a che ora apro. Gli dico 9.30, e risponde "No, perchè devo prendere un orologio". Mi addolcisco un attimo, di solito chi mi aspetta fuori è per una URGENTISSIMA pila.

Apro alle 9.28, e lui non entra. Boh. Arriva alle 9.35. Puzza di vino, mi sa che è andato al bar di fronte ad aspettare l'ora...

Tira fuori un orologio da 60 euro con il vetro rotto, e un po' smadonno perchè penso che in realtà voglia solo far riparare questo. E invece, apre la bocca e partono una serie di genialate...

"Allora. Mia moglie, meglio perderla che trovarla, fa sempre cadere gli orologi, io glieli regalo sempre e lei li rompe, vorrà dire qualcosa? Allora, non sto qui a riparare questo, ne prendo un altro da poco... tanto è mia moglie, non sto a spenderci troppi soldi!"

Gli mostro qualcosa di semplice sui 50-60 euro, adocchia subito un modello con cinturino in acciaio. Nel frattempo entra una donna sui 40 anni, si mette ad aspettare ma sente quel che dice il tizio.

"Massì può andare bene questo, non cerchiamo troppe pretese perchè sennò poi le donne si abituano bene! Ah, per la misura le faccio fare la strada a lei, non sistemiamolo adesso, tanto lei il pullman lo prende volentieri. Massì, poi va bene che ci siano le ore scritte belle grandi, 'sta donna è ormai mezza cecata, si sa mai che un giorno andiamo al mercato e mi scambia per qualcun altro e va a casa con un altro così me ne libero."

Io sono abbastanza indifferente a queste battutacce, e quindi forse per mostrare le sue doti di comico, va a cercare solidarietà con la donna, dicendole:

"E' vero o no, che non bisogna abituarvi bene signorine, sennò volete sempre di più da noi poveri uomini?"

La tizia ci va giù pesante:

"Quando sua moglie non ci sarà più, vedrà come le mancherà!"

Erm, cala il silenzio, io finisco di timbrare la garanzia e il tizio paga in silenzio e si allontana completamente sbiancato... io me la rido sotto i baffi, anche se devo dire che questa volta non so proprio da che parte stavo, lo spiritosone offensivo o la tizia che si è offesa ed è andata giù pesante?

In ogni caso, adoro i litigi fra clienti!
E la tizia, aveva bisogno di una pila, ca-va-sans-dire.

mercoledì 2 marzo 2011

Risvegli

Se non fosse che ho un cuore di pietra e una pietra nel cervello, forse questa storia dovrebbe commuovermi, o farmi capire qualcosa.

Entra una signora, sui 65 anni. Ha in mano un orologio digitale.

(-In grassetto c'è la sua frase, pronunciata tutta intera e tutto di seguito. Fra parentesi i miei pensieri 'in tempo reale', mentre il discorso si dipanava. Potete prima leggere la frase intera per capire dove va a parare il discorso, e poi i miei pensieri!-)

"Buongiorno, mi scusi avrei bisogno di un favore..."
(ommadonna, chi esordisce così di solito vuole la Luna)

"...mio marito è andato in coma qualche tempo fa..."
(eh?!?!? poverino!)

"...adesso si è svegliato, ma non si ricorda più niente..."
(ottimo per il marito, ma io cosa c'entro?)

"...non si ricorda nemmeno come si mette a posto l'ora di questo orologio..."
(ah, ok. spesso non se lo ricorda nemmeno la gente che l'ha appena comprato)

"...però si ricorda che veniva sempre da lei per cambiare le pile, mi ha detto di provare a venire qui a chiederle se mi può spiegare come si mette a posto!"
(ok, è una domanda semplicissima, pensavo peggio).

Insomma, passo 3-4 minuti a cercare di spiegare a questa tizia quali sono i tre tasti da schiacciare per cambiare l'ora all'orologio digitale. Quando esce, ho l'impressione che a metà strada avrà dimenticato tutto.
Gli orologi digitali, o li 'vivi' o 'non li vivi'. Se non ne capisci niente, è impossibile imparare a memoria la semplice sequenza "tasto in alto a sinistra schiacciato per 5 secondi, quando lampeggiano le cifre schiacciare il tasto in basso a sinistra per selezionare cosa cambiare, e poi il tasto in basso a destra per cambiare".
Comunque, la tizia mi ha ringraziato alla quarta volta che le mostravo la sequenza e, poveretta, ha ribadito che il marito ha ormai pochissima memoria di come funzionavano le cose prima dell'incidente.

Dicevo: se non fosse che ho un cuore di pietra e una pietra nel cervello, forse questa storia dovrebbe commuovermi, o farmi capire qualcosa.
E invece la mia riflessione è: passerò alla storia come "quello che cambiava le pile?". Bell'apporto, all'umanità. Bel modo di ricordarsi di me. Quello che cambiava le pile. Fortuna che ci sono io - come recita lo slogan qui accanto, odio gli stupidi, aiuto i deboli, e dagli invasori forse vi difenderò.

(che, tra l'altro, io li PRENDO e li RESTITUISCO gli orologi per le pile, chi le cambia rimane pure nell'ombra, se mai il mio tecnico leggerà questo blog, sarà più amareggiato di me!!!)

Ma in realtà portiamoci avanti con la tristezza: mi spiace se uno dei neuroni rimasti sani di quell'uomo, è sprecato per ricordarsi di me che cambio le pile, anzichè ricordarsi di qualcosa di più interessante. Sarà stato uno di quelli che era sempre fuori dal negozio ad aspettarmi venti minuti prima dell'apertura, pur di essere il primo a farsi cambiare la pila.
E l'orologio digitale non era di una delle marche che vendo io. Chi ha orecchie per intendere...