Martedì 28 aprile: ragazzi, quanta merda sto mangiando oggi da parte di alcuni clienti, che Sabato scorso, 25 Aprile, sono venuti in negozio e l'hanno trovato chiuso.
Come mai l'han trovato chiuso?
PERCHE' IL 25 APRILE E' FESTA NAZIONALE.
E durante le feste nazionali non lavoro, soprattutto una festa come il 25 Aprile.
Non mi interessa se i centri commerciali e i supermercati sono aperti (chiedete alle cassiere quanto sono felici!), non mi interessa se oltre metà dei negozi della mia via sono aperti.
Personalmente, non sono andato a far la spesa, a fare un giro per i centri commerciali, a "spendere soldi". Perchè è un giorno che fino a pochi anni fa era "sacro", si stava chiusi e se proprio non si voleva riflettere sulla libertà conquistata nel 1945, si stava in famiglia a riposarsi un po'.
Io al 25 Aprile tengo ancora, mi spiace solo che si sia combattuto (anche) per permettere al mondo di diventare così consumistico, in cui il diritto fondamentale della persona è quello di uscire e spendere soldi, ed il diritto accessorio è quello di scrivere su facebook "liberati da chi?" "siamo schiavi dell'America" e l'immortale "era meglio quando si stava BENISSIMO con Lui" (scritto possibilmente da qualcuno di 23 anni).
Di sicuro ci ho rimesso più io a tenere chiuso il negozio un sabato (in periodo di comunioni, poi) che non il cliente che stamattina si lamentava che "era venuto apposta" per cambiare una pila. Fosse stato uno, ok. Ma pare che tutti Sabato siano passati con la pila in tasca e abbiano vissuto il dramma di una saracinesca abbassata.
Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
martedì 28 aprile 2015
martedì 21 aprile 2015
Deviazione Professionale - Man finds Food
Ieri è cominciato il nuovo programma di Adam Richman, "Man finds food". Onestamente non è interessantissimo, e l'editing va troppo veloce... troppe immagini e troppe parole in pochi secondi, e poco tempo dedicato all'arte del mangiarsi un bel panino.
Ma in ogni caso, la mia attenzione è stata distratta dopo pochi secondi, quando ho visto che Adam aveva al polso un orologio che ho in vendita anche io. E' sempre un'emozione riconoscere i "miei" orologi :)
Suunto Core All Black.
Scusatemi la deviazione professionale. Scatta sempre, in questi casi. Su DMAX è la fiera del Casio G-Shock, fra "affari in vendita" e "rimozione forzata". In America amano il digitale indistruttibile :)
mercoledì 15 aprile 2015
La voglia... (che torna!)
(mi pare ci sia già un post con lo stesso titolo e gli stessi contenuti, scritto anni fa, comunque ripartiamo da zero!)
Mi spiace per l'assenza dal blog - semplicemente, negli ultimi mesi il tempo è letteralmente volato (ironico, ahah) e la voglia di scrivere è diminuita, insieme al tempo libero a disposizione.
Non è successo niente di grave qui, il lavoro è sempre uguale, la gente sempre uguale (almeno non è "sempre peggio"), me la cavo sempre uguale... ho avuto vagamente meno stimoli a scrivere, sia perchè non ci sono stati casi eclatanti che dovevo raccontare immediatamente, sia perchè le cose "minori" non mi stimolano più. Le lamentele sulle pile subito devono essere epiche, per farmi aumentare le pulsazioni cardiache - di solito me ne frego senza nemmeno alzare un sopracciglio.
Quando succede qualcosa di interessante me lo appunto in testa - in testa mi scrivo l'intero post qui per Clerks, magari butto giù due righe per ricordarmelo, ma poi non concludo il post.
Sono diventato assolutamente un ingranaggio del sistema: mi sveglio, lavoro, poco tempo libero, la sera telefilm di altissima qualità o concerti. Mi si dice che alla fin fine ok, in realtà è questa "la vita", se non hai i soldi per trasferirti su un'isola deserta, se non sei un fricchettone (possibilmente coi soldi di famiglia), e in generale se hai bisogno di soldi per tirare avanti.
Però ecco - ora che ho scritto, che mi sono scusato (era subentrata anche una certa vergogna nel ritornare come se niente fosse), che ho riaperto la diga... diciamo che domani magari un post lo scrivo, e cerco di riprendere il ritmo. Perchè comunque a me fa piacere scrivere!
giovedì 19 febbraio 2015
Perseveranza
In tanti anni di lavoro, non mi era mai capitata una cosa del genere, relativamente al cambio-pila.
Viene una badante con un Cartier d'oro. La persona che cura deve cambiare la pila.
Nessun problema, me lo deve lasciare, è pronto per domani.
"Uh, allora devo chiedere alla signora, torno domani casomai."
Torna il giorno dopo. Ok, deve cambiare la pila.
Sì, deve lasciarlo, è pronto domani.
"Ma avevo capito che oggi si faceva subito, che ieri non poteva."
"Purtroppo no, lo deve lasciare da un giorno all'altro."
"Allora devo chiedere alla signora."
Torna il giorno dopo, aspetta un po' perchè c'è un po' di gente in negozio, vede bene che sono impegnatissimo. Estrae il Cartier.
"Ahh, allora lo può lasciare?"
"No, proprio non può farmelo subito?"
"Non so come dirglielo: lo fa il tecnico la sera. E' un orologio prezioso, pieno di viti, va fatto con calma."
"No, la signora lo vuole subito."
"Non so che dire."
Esce.
Torna il giorno dopo, per dirmi che la signora non vuole proprio lasciare un orologio di così alto valore. MI CHIEDE SE POSSO FARE SUBITO LA PILA.
No, cazzo, NO!
E niente, non lo lascia. Adesso è una settimana che non le vedo... spero sia andata alla Cartier, dove te lo tengono un mese almeno "per motivi tecnici". Oppure spero abbia trovato un cinese che le abbia massacrato le viti, rovinato la cassa e insomma fatto il classico lavoro fatto male PURCHE' FATTO SUBITO.
Venire quattro volte, quattro giorni di seguito, chiedendo sempre la stessa cosa, senza che cambi mai niente. Pensava di prendermi per sfinimento?
martedì 20 gennaio 2015
L'uomo bionico
Questo è un vero caso da Clerks, ma proprio una cosa che sarebbe stata perfetta nel film di Kevin Smith!
Sarebbe potuto finire MALISSIMO, per caso, e nel film l'avrebbero fatta finire MALISSIMO apposta.
Viene un signore con una pila in mano (una CR1632 per chi vuole i dettagli) mi chiede se ce l'ho, gli dico che non ci sono problemi e lui è visibilmente felice, mi dice che ha avuto problemi a trovarla.
La vado a prendere, quando torno lui mi chiede se gentilmente posso inserirgliela nel telecomando che ha tirato fuori dalla tasca. Allora torno di là, smonto le viti, inserisco la pila, e come sempre appena inserita la pila in un telecomando, schiaccio un bottone per vedere se si accende la lucetta. Non si accende nessuna lucetta.
Apro di nuovo il telecomando, smonto il meccanismo, e scopro che in realtà non è prevista nessuna lucetta. E' raro, ma succede. Di solito è carino, se schiacci un bottone e si accende una lucetta, ma non tutti lo fanno. Comunque allora ok, dò per scontato che il telecomando funziona, richiudo il tutto e consegno al cliente.
Mentre gli dò il telecomando, lui mi dice: "Non schiacci nessun pulsante!"
Io sudo un po' freddo ma sorrido e dico "nono, nessun problema" (in realtà so benissimo, che l'ho schiacciato, due volte pure...)
Rassicurato, lui mi dice: "Se lo schiaccia io finisco a terra, è il telecomando della mia gamba artificiale... non va schiacciato il tasto."
Continuo a sudare freddo ma dico "Ma no, non lo schiaccio. Ecco, sono tot euro".
Paga, se ne va. Non sa del rischio che ha corso: evidentemente, dei tre pulsanti sul telecomando, ho schiacciato quello della "accensione", e insomma non quello dello spegnimento/espulsione della gamba/avvio reattori per jetpack/mitragliatrice incorporata.
Nel film di Kevin Smith, si sarebbe trovato il modo accidentale di schiacciare il bottone anche dopo aver scoperto che avrebbe potuto causare una tragedia. E probabilmente a vedere una roba del genere al cinema, avrei riso di brutto.
PS: so che in tanti, visto il tenore dei mitomani che passa dal mio negozio (FBI e Rambo in primis), potrebbe pensare che la cosa della gamba fosse una invenzione tutta sua, ma in questo caso tendo a credergli, visto che poi quando se n'è andato ho notato una lievissima zoppìa, e visto che non mi ha tenuto 20 minuti a parlare della gamba e di quanto sia magnifica - l'ha trattata come una cosa della vita, un dato di fatto, senza volersi vantare o compiangere, e mi sembrava una persona a modo. Quindi penso fosse una cosa vera... e quindi ho imparato a non schiacciare tasti a caso sui telecomandi.
Sarebbe potuto finire MALISSIMO, per caso, e nel film l'avrebbero fatta finire MALISSIMO apposta.
Viene un signore con una pila in mano (una CR1632 per chi vuole i dettagli) mi chiede se ce l'ho, gli dico che non ci sono problemi e lui è visibilmente felice, mi dice che ha avuto problemi a trovarla.
La vado a prendere, quando torno lui mi chiede se gentilmente posso inserirgliela nel telecomando che ha tirato fuori dalla tasca. Allora torno di là, smonto le viti, inserisco la pila, e come sempre appena inserita la pila in un telecomando, schiaccio un bottone per vedere se si accende la lucetta. Non si accende nessuna lucetta.
Apro di nuovo il telecomando, smonto il meccanismo, e scopro che in realtà non è prevista nessuna lucetta. E' raro, ma succede. Di solito è carino, se schiacci un bottone e si accende una lucetta, ma non tutti lo fanno. Comunque allora ok, dò per scontato che il telecomando funziona, richiudo il tutto e consegno al cliente.
Mentre gli dò il telecomando, lui mi dice: "Non schiacci nessun pulsante!"
Io sudo un po' freddo ma sorrido e dico "nono, nessun problema" (in realtà so benissimo, che l'ho schiacciato, due volte pure...)
Rassicurato, lui mi dice: "Se lo schiaccia io finisco a terra, è il telecomando della mia gamba artificiale... non va schiacciato il tasto."
Continuo a sudare freddo ma dico "Ma no, non lo schiaccio. Ecco, sono tot euro".
Paga, se ne va. Non sa del rischio che ha corso: evidentemente, dei tre pulsanti sul telecomando, ho schiacciato quello della "accensione", e insomma non quello dello spegnimento/espulsione della gamba/avvio reattori per jetpack/mitragliatrice incorporata.
Nel film di Kevin Smith, si sarebbe trovato il modo accidentale di schiacciare il bottone anche dopo aver scoperto che avrebbe potuto causare una tragedia. E probabilmente a vedere una roba del genere al cinema, avrei riso di brutto.
PS: so che in tanti, visto il tenore dei mitomani che passa dal mio negozio (FBI e Rambo in primis), potrebbe pensare che la cosa della gamba fosse una invenzione tutta sua, ma in questo caso tendo a credergli, visto che poi quando se n'è andato ho notato una lievissima zoppìa, e visto che non mi ha tenuto 20 minuti a parlare della gamba e di quanto sia magnifica - l'ha trattata come una cosa della vita, un dato di fatto, senza volersi vantare o compiangere, e mi sembrava una persona a modo. Quindi penso fosse una cosa vera... e quindi ho imparato a non schiacciare tasti a caso sui telecomandi.
martedì 13 gennaio 2015
Back To The Future
Fra le (tante) cose che odio nei clienti, sono quelli che vogliono fare gli amiconi e pretendono di conoscere me e la mia famiglia da anni, dimostrandosi in enorme confidenza inventandosi storie delle quali non me ne frega niente (anche perchè spesso vengo confuso con: mio padre, mio NONNO, mio fratello che non esiste, il marito di mia zia, e qualsiasi parentela vogliate immaginare, purchè dimostri che in realtà non state nemmeno guardando in faccia la persona che avete davanti, per determinarne l'età).
Oggi, il top dei top. Tizia, direi circa 65 anni, mi deve far revisionare un orologio.
"Che poi, non so se si ricorda, ma questo bellissimo cinturino d'acciaio lo avevo preso qui, nel 1969. Guardi, mi ricordo anche che l'avevo pagato precisamente 2.500 lire."
Cioè io cosa devo rispondere ad una cosa del genere?
2.500 lire? Nel 1969?!?!?! Ma non ero nemmeno nato!
(il negozio però c'era, sì, tre gestioni fa)
Oggi, il top dei top. Tizia, direi circa 65 anni, mi deve far revisionare un orologio.
"Che poi, non so se si ricorda, ma questo bellissimo cinturino d'acciaio lo avevo preso qui, nel 1969. Guardi, mi ricordo anche che l'avevo pagato precisamente 2.500 lire."
Cioè io cosa devo rispondere ad una cosa del genere?
2.500 lire? Nel 1969?!?!?! Ma non ero nemmeno nato!
(il negozio però c'era, sì, tre gestioni fa)
lunedì 29 dicembre 2014
La magia di Natale.
Scusatemi, non scrivo da un po', immagino di dover scrivere due righe prima che qualcuno mandi i coccodrilli e gli avvoltoi.
Semplicemente, sono stato come sempre preso dal lavoro dicembrino, che porta due conseguenze: zero tempo per stare online (l'ultima settimana non accendevo nemmeno più il computer), e al contempo un drastico calo dei casi umani.
Mi stupisco ogni anno: gli ultimi 10 giorni chi entra nel negozio si trasforma quasi sempre in "cliente", e non in generico "perditempo", è una magia di Natale fantastica.
Come scrive Antani Comics, "Di solito, questo, oltre ad essere un ottimo momento per stare con la famiglia, è anche una stupenda occasione di riflessione: l'anno sta per finire, e si avvicina il momento di bilanci e scelte per il futuro. Per chi ha una attività, questo è un momento particolarmente delicato."
Com'è stato per me, Dicembre?
Non mi posso lamentare, tutto qui. Partito lentissimo, forse addirittura inferiore ad un mese "normale", ma poi è cresciuto dopo il 15, quando sono arrivate le tredicesime. Mi lamenterei molto meno se la maggior parte dell'incasso non fosse stata devoluta ad Equitalia proprio oggi, ma vabbè.
Guardo al 2015 con nuove sfide da vincere. Auguri a tutti!
Semplicemente, sono stato come sempre preso dal lavoro dicembrino, che porta due conseguenze: zero tempo per stare online (l'ultima settimana non accendevo nemmeno più il computer), e al contempo un drastico calo dei casi umani.
Mi stupisco ogni anno: gli ultimi 10 giorni chi entra nel negozio si trasforma quasi sempre in "cliente", e non in generico "perditempo", è una magia di Natale fantastica.
Come scrive Antani Comics, "Di solito, questo, oltre ad essere un ottimo momento per stare con la famiglia, è anche una stupenda occasione di riflessione: l'anno sta per finire, e si avvicina il momento di bilanci e scelte per il futuro. Per chi ha una attività, questo è un momento particolarmente delicato."
Com'è stato per me, Dicembre?
Non mi posso lamentare, tutto qui. Partito lentissimo, forse addirittura inferiore ad un mese "normale", ma poi è cresciuto dopo il 15, quando sono arrivate le tredicesime. Mi lamenterei molto meno se la maggior parte dell'incasso non fosse stata devoluta ad Equitalia proprio oggi, ma vabbè.
Guardo al 2015 con nuove sfide da vincere. Auguri a tutti!
giovedì 13 novembre 2014
Trappola per Umarèll
(Per chi non fosse aggiornato sul gergo di Bologna e Internet, l'Umarèll è un anziano, preferibilmente quello che con le mani dietro la schiena guarda i lavori in corso. La parola è dialetto bolognese, ma ormai è "copyright" del blog di Danilo Masotti, da cui è anche stato tratto un libro che ho qui in negozio, con dedica a tener duro con umarèll e orologi.)
Ieri mattina nel cancello di fronte al mio negozio hanno iniziato dei piccoli lavori per rifare l'impianto elettrico della casa. In pratica, tre operai hanno aperto un buco di 2 metri per 2.
IMMEDIATAMENTE il cancello è stato presidiato da umarèll, che nonostante la pioggia hanno iniziato ad affluire, con ombrello e UNA mano dietro la schiena. Ma seriamente, questi spuntano come funghi? Si è sparsa la voce che nella mia via c'è un buco e ci sono operai?
E la cosa bella? L'ho vista alle 15.30, quando ho riaperto il negozio. Me la ridevo perchè c'erano tre umarèll che guardavano il buco. Tirata su la saracinesca del negozio, due dei tre sono entrati in negozio (per cambiare un cinturino). In pratica, i lavori in corso erano intrattenimento per vecchi.
E stamattina uguale: anzi, uno stando impalato davanti alla buca mi impediva il parcheggio nel mio cancello, gli ho fin dovuto suonare perchè proprio non si accorgeva, che una macchina stava facendo manovra e rischiava di investirlo.
E poi, appena aperto il negozio, voilà: era un mio cliente, in attesa di entrare.
Inoltre, è da ieri che ne vedo che escono dal negozio e prima di andar via buttano un occhio.
Quanto mi piacerebbe mettermi accanto alla buca, e al primo anziano che in negozio mi fa girare le palle, dare un calcio sul petto urlando
QUESTA. E'. OROLOGERIAAAAAAAAAAAAAAAAA
e vederlo finire nel buco tanto bramato, per controllare meglio se gli operai han fatto bene il proprio lavoro.
Quindi secondo voi cosa sarebbe meglio per il mio lavoro, sperare che ci siano sempre lavori in corso nella via, così i vecchi arrivano, guardano il loro spettacolo gratis, e poi decidono per la botta di vita di cambiare cinturino o pila?
Ieri mattina nel cancello di fronte al mio negozio hanno iniziato dei piccoli lavori per rifare l'impianto elettrico della casa. In pratica, tre operai hanno aperto un buco di 2 metri per 2.
IMMEDIATAMENTE il cancello è stato presidiato da umarèll, che nonostante la pioggia hanno iniziato ad affluire, con ombrello e UNA mano dietro la schiena. Ma seriamente, questi spuntano come funghi? Si è sparsa la voce che nella mia via c'è un buco e ci sono operai?
E la cosa bella? L'ho vista alle 15.30, quando ho riaperto il negozio. Me la ridevo perchè c'erano tre umarèll che guardavano il buco. Tirata su la saracinesca del negozio, due dei tre sono entrati in negozio (per cambiare un cinturino). In pratica, i lavori in corso erano intrattenimento per vecchi.
E stamattina uguale: anzi, uno stando impalato davanti alla buca mi impediva il parcheggio nel mio cancello, gli ho fin dovuto suonare perchè proprio non si accorgeva, che una macchina stava facendo manovra e rischiava di investirlo.
E poi, appena aperto il negozio, voilà: era un mio cliente, in attesa di entrare.
Inoltre, è da ieri che ne vedo che escono dal negozio e prima di andar via buttano un occhio.
Quanto mi piacerebbe mettermi accanto alla buca, e al primo anziano che in negozio mi fa girare le palle, dare un calcio sul petto urlando
QUESTA. E'. OROLOGERIAAAAAAAAAAAAAAAAA
e vederlo finire nel buco tanto bramato, per controllare meglio se gli operai han fatto bene il proprio lavoro.
Quindi secondo voi cosa sarebbe meglio per il mio lavoro, sperare che ci siano sempre lavori in corso nella via, così i vecchi arrivano, guardano il loro spettacolo gratis, e poi decidono per la botta di vita di cambiare cinturino o pila?
mercoledì 29 ottobre 2014
Livello Zero
In pausa pranzo sono andato a fare delle commissioni, rientro in negozio alle 15.20. Mentre parcheggio il motorino, noto che un uomo sta pisciando sulle piante accanto alla porta del negozio. Ma proprio a 5 centimetri dalla porta del negozio chiuso.
Prima di proseguire, rileggete la frase qui e provate a immaginare i miei pensieri nel vedere una scena così edificante.
"Scusi ma cosa fa?"
"Eh sì, mi scappava"
(nb: ha ancora il pene fuori e sta ancora pisciando mentre risponde)
"Sì ma ci sono dei bar, guardi uno è qui di fronte"
"Ma che ne so io dei bar"
"Cazzo ma è qua di fronte."
"Senta ma io ho settantasette anni, se mi scappa mi scappa"
"Ma sta scherzando? Vada subito via, cazzo"
"Se tutti in Italia fossero come lei, l'Italia sarebbe un posto migliore e tutto funzionerebbe bene"
"Ah. Adesso la smette?"
"Ma lei non sa i cani cosa ci fanno su queste piante"
"I cani sono cani, e comunque mi arrabbio anche con i padroni che fanno pisciare sulla porta del mio negozio. VADA."
Sto lì a guardarlo mentre tira su la cerniera e se ne va (e rifletto su 'sta roba sull'Italia che andrebbe meglio se la gente si incazzasse verso chi piscia... non sapeva nemmeno fare populismo).
Parcheggio il motorino nel cortile interno, mentalmente conto che si sono fatte le 15.26 e non faccio in tempo ad uscire dalla porta di servizio con l'annaffiatoio per lavar via la piscia che intanto sta colando tutta davanti all'ingresso nel negozio. Vabbè, non c'era in giro nessuno, tiro su la saracinesca e poi magari faccio in tempo a riempire l'innaffiatoio e uscire direttamente dalla port...
RIIIING.
Ecco, alle 15.30.02 secondi arriva il primo cliente.
#]@ %$**çé
Ohccazzo.
E' il cretino che stava pisciando.
Non gli apro, non ho voglia di discutere ancora sui diritti di chi può pisciare e dove.
Però suona di nuovo, vabbè, casomai il tribunale mi darà le attenuanti generiche per il delitto.
Entra, io non saluto.
"Oh, ma è lei. Non doveva arrabbiarsi così, sono un cliente. Devo cambiare la pila."
"No, la pila nn gliela cambio, non si è nemmeno lavato le mani dopo aver pisciato sulle piante davanti alla mia porta."
"Ma io devo cambiare la pila"
"E io non gliela cambio. Ora esca e attenzione alla piscia davanti alla porta."
"Ma"
"Oh. Via."
Ma vi rendete conto.
VI RENDETE CONTO.
Livello zero dell'umanità. Zero. Zero vergogna, zero... boh, zero.
venerdì 10 ottobre 2014
I nuovi 10 euro
Come sicuramente saprete, da settimana scorsa la zecca europea ha messo in circolazione le nuove banconote da 10 euro. Simili alle precedenti, poco più piccole, un po' più arancioni. Niente di strano.
Ma questo ha scatenato il panico nella popolazione, con una sequenza di casi umani passati anche dal mio negozio.
CLIENTE 1 (la collezionista)
Donna, entra così, a caso. Non è una "cliente", mette solo la testa dentro e ha solo una domanda da fare.
"Buongiorno, avete per caso nuove banconote da 10 euro? Ho sentito che sono uscite, magari voi che vi fate dare i soldi dalla banca le avete già? Vorrei vederle, vi lascio un 10 euro vecchio!"
(in realtà ne avevo una appena appena consegnata, ma le ho detto di no e se n'è andata... non diamo confidenza ai pazzi, per favore.)
CLIENTE 2 (il comico affarista)
"Quanto le devo? 12 euro? Guardi qui, ho la nuova banconota da 10 euro, mi fa uno sconto se le dò questa? E' una rarità, al momento!"
(gli mostro che ne ho già alcune nel cassetto ormai... son 12 euro, su, grazie)
CLIENTE 3 (la sospettosa)
Alla fine di una vendita.
Io: "Ecco signora, le dò come resto 10 euro nuovi, una rarità!" (sì, per un attimo ero stato colto anche io dal virus della simpatia, perdonatemi)
Signora: "Ma sono vere? Che non ne ho ancora viste, non si sa mai è il momento migliore per dare quelle false! Come mi assicura che sono vere?"
Io: "Me le ha date la banca, vorrei sperare siano vere."
Signora: "Nono, se ne ha di vecchie per favore mi dia quelle vecchie, che sono più sicura e al mercato le accettano."
Figuriamoci cosa succederà quando a breve le banconote nuove saranno le 20 e 50 euro...
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