mercoledì 6 aprile 2011

Problemi di apprendimento


Sulla saracinesca del negozio ci sono scritti belli in grande gli orari di apertura.

9.30-12.30 - 15.30-19.30 LUNEDI' CHIUSO.

E' proprio una cosa che uno non può ignorare, se ci passa davanti e il negozio è chiuso.

Oggi (Mercoledì) viene un tizio sui 65 anni, primissimo cliente alle ore 9.30 e 3 secondi.

"Finalmente vi trovo aperti!"
"Beh siamo aperti tutti i giorni come da orario..."
"Eh no! Il Lunedì sono passato ed eravate chiusi, c'era qualche problema?"
"E' il giorno di chiusura!"
"Poi sono venuto ieri alle 15, ed eravate chiusi!"
"Eh, apriamo alle 15.30!"
"Per fortuna stamattina vi ho trovati aperti!"

Quindi pure questa mattina il tizio rischiava di trovare chiuso, se fosse arrivato alle 9.00?

Quanta pazienza. Sia io (che devo confrontarmi con questa gente), sia lui, che poi doveva solo cambiare una pila e dovrà aspettare fino a domani - almeno su quello non ha fatto storie. Speriamo abbia capito gli orari...

mercoledì 30 marzo 2011

Blogroll


Erano MESI che volevo aggiornare l'elenco dei blog lavorativi che seguo. Eccoli qui... è tra l'altro l'ennesima riprova che non importa quale lavoro tu faccia: la gggente è sempre deficiente, e mira alle palle per romperle con professionalità.

Commessa Psicologa



http://commessapsicologa.splinder.com/


Sostanzialmente fa il mio stesso lavoro, in un centro commerciale. I clienti sono gli stessi...


Idraulico in Delirio



http://deliridraulicotuttofare.splinder.com/


E' nuovo del mestiere di blogger, ma conto molto sulle sue storie... ne avevo letta una in un forum e voglio saperne di più! :)


Lui e gli Utonti



http://ioegliutonti.blogspot.com/


Ha provato a spegnere e riaccendere?


Cartolaio Matto



http://ilcartolaiomatto.blogspot.com/


Vita vissuta di un cartolaio sull'orlo di una crisi di nervi


Hotel Bizarre



http://newhotelbizarre.blogspot.com/


sperando che il blogger non si offenda, ma NIENTE sarà mai come il mio amato Portiere di Notte - però le situazioni alberghiere sono cariche di roba da clerks...


Elettrodomestici :)



http://pensavofosseamore.blogspot.com


Non è aggiornato da qualche mese, ma le storie vecchie sono ottime. Sperando che torni a postare! :)


Un saluto al bigliettaio di NoTicketOnTheBus, che ha cambiato mestiere, devastato dalle rotture di palle senza fine delle persone che non timbrano il biglietto sul bus e pretendono di avere ragione.

Saluto anche I Coinquilini, che è tornato a postare qualche storia. Avanti, avanti, continua, adesso!

martedì 22 marzo 2011

La festa della donna

Il negozio apre alle 9.30, e saprete ormai tutti che odio arrivare alle 9.20 e trovare già gente fuori che mi chiede "se apro" o "a che ora apro". Sì, apro, altrimenti andrei in spiaggia anzichè aggirarmi dalle parti del negozio, e gli orari sono scritti belli grandi sulla saracinesca.
Quindi, non ero felicissimissimo di trovarmi alle 9.20 un vecchio che mi blocca chiedendomi a che ora apro. Gli dico 9.30, e risponde "No, perchè devo prendere un orologio". Mi addolcisco un attimo, di solito chi mi aspetta fuori è per una URGENTISSIMA pila.

Apro alle 9.28, e lui non entra. Boh. Arriva alle 9.35. Puzza di vino, mi sa che è andato al bar di fronte ad aspettare l'ora...

Tira fuori un orologio da 60 euro con il vetro rotto, e un po' smadonno perchè penso che in realtà voglia solo far riparare questo. E invece, apre la bocca e partono una serie di genialate...

"Allora. Mia moglie, meglio perderla che trovarla, fa sempre cadere gli orologi, io glieli regalo sempre e lei li rompe, vorrà dire qualcosa? Allora, non sto qui a riparare questo, ne prendo un altro da poco... tanto è mia moglie, non sto a spenderci troppi soldi!"

Gli mostro qualcosa di semplice sui 50-60 euro, adocchia subito un modello con cinturino in acciaio. Nel frattempo entra una donna sui 40 anni, si mette ad aspettare ma sente quel che dice il tizio.

"Massì può andare bene questo, non cerchiamo troppe pretese perchè sennò poi le donne si abituano bene! Ah, per la misura le faccio fare la strada a lei, non sistemiamolo adesso, tanto lei il pullman lo prende volentieri. Massì, poi va bene che ci siano le ore scritte belle grandi, 'sta donna è ormai mezza cecata, si sa mai che un giorno andiamo al mercato e mi scambia per qualcun altro e va a casa con un altro così me ne libero."

Io sono abbastanza indifferente a queste battutacce, e quindi forse per mostrare le sue doti di comico, va a cercare solidarietà con la donna, dicendole:

"E' vero o no, che non bisogna abituarvi bene signorine, sennò volete sempre di più da noi poveri uomini?"

La tizia ci va giù pesante:

"Quando sua moglie non ci sarà più, vedrà come le mancherà!"

Erm, cala il silenzio, io finisco di timbrare la garanzia e il tizio paga in silenzio e si allontana completamente sbiancato... io me la rido sotto i baffi, anche se devo dire che questa volta non so proprio da che parte stavo, lo spiritosone offensivo o la tizia che si è offesa ed è andata giù pesante?

In ogni caso, adoro i litigi fra clienti!
E la tizia, aveva bisogno di una pila, ca-va-sans-dire.

mercoledì 2 marzo 2011

Risvegli

Se non fosse che ho un cuore di pietra e una pietra nel cervello, forse questa storia dovrebbe commuovermi, o farmi capire qualcosa.

Entra una signora, sui 65 anni. Ha in mano un orologio digitale.

(-In grassetto c'è la sua frase, pronunciata tutta intera e tutto di seguito. Fra parentesi i miei pensieri 'in tempo reale', mentre il discorso si dipanava. Potete prima leggere la frase intera per capire dove va a parare il discorso, e poi i miei pensieri!-)

"Buongiorno, mi scusi avrei bisogno di un favore..."
(ommadonna, chi esordisce così di solito vuole la Luna)

"...mio marito è andato in coma qualche tempo fa..."
(eh?!?!? poverino!)

"...adesso si è svegliato, ma non si ricorda più niente..."
(ottimo per il marito, ma io cosa c'entro?)

"...non si ricorda nemmeno come si mette a posto l'ora di questo orologio..."
(ah, ok. spesso non se lo ricorda nemmeno la gente che l'ha appena comprato)

"...però si ricorda che veniva sempre da lei per cambiare le pile, mi ha detto di provare a venire qui a chiederle se mi può spiegare come si mette a posto!"
(ok, è una domanda semplicissima, pensavo peggio).

Insomma, passo 3-4 minuti a cercare di spiegare a questa tizia quali sono i tre tasti da schiacciare per cambiare l'ora all'orologio digitale. Quando esce, ho l'impressione che a metà strada avrà dimenticato tutto.
Gli orologi digitali, o li 'vivi' o 'non li vivi'. Se non ne capisci niente, è impossibile imparare a memoria la semplice sequenza "tasto in alto a sinistra schiacciato per 5 secondi, quando lampeggiano le cifre schiacciare il tasto in basso a sinistra per selezionare cosa cambiare, e poi il tasto in basso a destra per cambiare".
Comunque, la tizia mi ha ringraziato alla quarta volta che le mostravo la sequenza e, poveretta, ha ribadito che il marito ha ormai pochissima memoria di come funzionavano le cose prima dell'incidente.

Dicevo: se non fosse che ho un cuore di pietra e una pietra nel cervello, forse questa storia dovrebbe commuovermi, o farmi capire qualcosa.
E invece la mia riflessione è: passerò alla storia come "quello che cambiava le pile?". Bell'apporto, all'umanità. Bel modo di ricordarsi di me. Quello che cambiava le pile. Fortuna che ci sono io - come recita lo slogan qui accanto, odio gli stupidi, aiuto i deboli, e dagli invasori forse vi difenderò.

(che, tra l'altro, io li PRENDO e li RESTITUISCO gli orologi per le pile, chi le cambia rimane pure nell'ombra, se mai il mio tecnico leggerà questo blog, sarà più amareggiato di me!!!)

Ma in realtà portiamoci avanti con la tristezza: mi spiace se uno dei neuroni rimasti sani di quell'uomo, è sprecato per ricordarsi di me che cambio le pile, anzichè ricordarsi di qualcosa di più interessante. Sarà stato uno di quelli che era sempre fuori dal negozio ad aspettarmi venti minuti prima dell'apertura, pur di essere il primo a farsi cambiare la pila.
E l'orologio digitale non era di una delle marche che vendo io. Chi ha orecchie per intendere...

mercoledì 23 febbraio 2011

Amplifon

Se si lavora a stretto contatto con dei vecchi, una delle cose da mettere in conto è che ci sono una marea di sordi. Questo a volte genera complicazioni, che si traducono in ampie rotture di scatole - semplicemente perchè le mie semplici parole, scandite ad alta voce e lentamente, non arrivano al mittente.

Un vecchio mi porta da far aggiustare un orologio. E' un orologio costoso e complicato, devo fargli il preventivo, quindi mi faccio lasciare il numero di telefono.
Dopo qualche giorno lo chiamo. Il preventivo è di 120 euro.

- Come?!?!?!
- Sì, centoventi euro, è un orologio molto costoso e molto complicato, sistemarlo viene a costare quella cifra
- Impossibile!
- Eh, è un po' di più del normale orologio a pila, ma ha un movimento molto complicato
- Ma... seicentoventi è un furto!
- Ma che seicento venti... CENTO-VENTI!
- No, impossibile.
- Centoventi?
- E' un furto!
- Boh, la pensi come vuole, ma l'orologio costerà tipo 7.000 euro... non è che comumque centoventi sia una cifra spropositata!
- Ma come?!?!? Sono SEICENTOVENTI euro, come può dire che non è spropositata?
- Signore... CENTO venti. Uno-due-zero. CENTO venti.
- No, no, è un furto, io a questi ricatti non ci sto, mi rimandi indietro l'orologio senza sistemarlo, non voglio pagare queste cifre assurde.
- Ok, passi fra due giorni a ritirarlo.

Passa dopo due giorni. Io gelido, gli dò la busta con l'orologio, c'è su scritto il preventivo.

- Ma come centoventi?
- Eh sì, centoventi.
- Io avevo capito seicentoventi!
- L'avevo capito, che aveva capito. Io l'ho ripetuto almeno dieci volte, che era CENTO venti.
- Ah no, allora a questa cifra lo faccio sistemare. Grazie.

Gli insulti vari come ladro, disonesto, farabutto evidentemente sono gratis. Mi fa sempre piacere sentirmeli dire, grazie mille, non chiedere nemmeno scusa, mi raccomando.

mercoledì 2 febbraio 2011

Madonna della Pazienza

Era da almeno due anni che volevo postare questa foto!




Chi mi conosce lo sa, non è che io sia un tipo esattamente religioso. Ma come dire di no ad un frate che è passato in negozio (ormai anni fa!), proponendo immaginette sacre... della Madonna Della Pazienza!
Non sapevo nemmeno della sua esistenza, ma appena ho visto questo santino, ho subito sborsato una offerta libera al frate, e ho messo il foglietto prima in cassa, e poi SULLA cassa, in modo da vederlo costantemente mentre sono al lavoro.
Oddio, non so se la mia pazienza sia aumentata, ho la miccia cortissima e sono sempre pronto ad esplodere, ma diciamo che, per superstizione, mi piace pensare che senza questa Madonna, probabilmente avrei già aggredito qualche caso umano particolarmente recidivo!



Quindi, è lì sulla cassa, accanto ai maialini porta-soldi austriaci, al soldo cubano, ad una ricevuta vincente del lotto, ad un quadrifoglio irlandese...



Voi nel vostro lavoro avete portafortuna? O avete bisogno di madonne della pazienza? Posso mettervi in contatto col frate giusto, se serve... ;)

venerdì 28 gennaio 2011

Rieccomi nel 2011

Wow. Sono veramente passati due mesi dall'ultimo post?

In Dicembre sono stato impegnatissimo col lavoro (risultato: circa -25% degli incassi rispetto a dicembre 2009, in linea con tutti gli altri negozi della zona/provincia, e con il buon cuore di chi dall'alto ci dice che la crisi è finita o che non era nemmeno mai iniziata - fortuna che ho diminuito i costi e tengo ancora la testa sopra l'acqua), e non riuscivo mai a scrivere.

In Gennaio, dopo 5 giorni di pausa a cavallo di capodanno, mi sono ritrovato nella solita routine che mi ha reso apatico. Sì, portano più pile da cambiare di quante non ne ritirino. Sì, la clientela ha età media sui 75 anni. No, orologi "moderni" non se ne vendono, ormai inutile provarci a mettere in negozio roba da ggiovani.
Mi è passata un po' la voglia di far qualsiasi cosa, più che altro perchè vengo costantemente interrotto, la gente continua a entrare, io continuo ad essere da solo ad affrontare una sessantina di persone (non 'clienti') al giorno. Per dirla con una similitudine azzeccata, è da qualche mese che mi sento come uno di quei soggetti usati per gli esperimenti sulla privazione del sonno, che hanno paura ad addormentarsi perchè sanno che verranno svegliati.
Io ho paura a sedermi a scrivere qualcosa, perchè dopo 30 secondi ormai so che arriverà il DRIIIIIN del campanello ad interrompermi - e non sarà un driiiin che porta soldi, ma solo qualche caso umano o qualcuno che deve lamentarsi della 'pila subito'...

COMUNQUE, fine dello sfogo/confessione. Tendenzialmente sono una persona ottimista e non mi piace parlare di cose spiacevoli. Qualche orologio lo vendo sempre, e come ho detto, il negozio sta ancora a galla, anche se non posso permettermi nessun commesso che mi aiuti.

Sono tornato, sono pronto, c'è qui qualche post carino da scrivere. Ci sentiamo settimana prossima, e non vi preoccupate per me: tengo duro, e mi tengo stretta la mia vita FUORI dal lavoro...

mercoledì 1 dicembre 2010

Klaatu, Barada, Nikto!‎

Domenica era la prima Domenica in cui sono costretto a stare aperto in vista delle vendite di Natale. Peccato piovesse a dirotto, e la gente non avesse molta voglia di uscire per fare spese. E' stata una giornata totalmente moscia, a livello di clienti e vendite. Però ovviamente conta più la qualità che la quantità... e quindi devo stendere un tappeto rosso misto a petali di rosa per il tizio dall'accento vagamente straniero che ha comprato un orologio con cassa d'oro.


Non lo ringrazio solo per la spesa effettuata (purtroppo di orologi del genere ne vendo 6-7 all'anno, per me è sempre un evento!), ma soprattutto perchè era un genio.



Mi ha chiesto se si poteva incidere qualcosa sul fondello e quanto costava, ho risposto che non c'erano problemi, e che il costo era compreso nel prezzo dell'acquisto, omaggio della casa. Lui era felicissimo della risposta, e ha estratto il biglietto con su scritta la cosa da incidere:



T'HYLA



Erm... lui aveva un accento non italiano, ma probabilmente ho fatto una faccia perplessa mentre cercavo di capire che lingua fosse, pensando che fosse islandese o qualcosa del genere - e senza bisogno di chiedere spiegazioni, mi ha detto lui di non preoccuparmi, perchè che era... VULCANIANO!



La lingua del dottor Spock di Star Trek!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E mi ha spiegato che t'hyla significa "persona a cui si vuole bene".



Sì. Grande. GRANDISSIMO! Nerd coi soldi, vi amo.



Nessun problema a inciderlo, gli ho chiesto di controllare tre volte l'apostrofo e tutto, e poi ho fatto incidere. Pagato cash, confezione regalo e tutti felici.



Lunga vita e prosperità a te, carissimo cliente!



martedì 9 novembre 2010

La fortuna è cieca


Cara Dea Bendata. Di solito mi assisti abbastanza bene (dico nella vita, non nel lavoro, se fossi fortunato sul lavoro questo blog non esisterebbe). Una volta ho pure vinto un viaggio, con un concorso legato ad orologi. Però oggi mi sento di volerti mandare un po' a cagare.



La parrocchia locale passa una volta all'anno per chiedere un piccolo oggetto per la loro mega-lotteria. Ho sempre a portata di mano qualche orologio francamente invendibile. E poi mi compro un paio di biglietti, perchè i primi premi sono sempre piuttosto fighi (di solito i miei orologi sono segnati come valore entro i primi dieci premi, perchè magari sono di marca ma comunque sono esteticamente orribili, lontani dai gusti dei miei clienti, e non riesco a venderli che non riesco a vendere in negozio).



Ecco, quest'anno ho vinto qualcosa. Ho vinto il mio orologio. Me l'hanno appena comunicato via telefono - pensavo fosse uno scherzo, visto che mi parlavano come se non sapessero chi ero, ed in effetti così era, visto che avevo scritto il mio nome e il mio cellulare sulla matrice, e non quelli del negozio. Forse ci sono rimasti male per il poco entusiasmo.



Sei proprio cieca, fortuna.

giovedì 4 novembre 2010

Brutus

Premetto che questo cliente è stato un grande, questo post non è assolutamente per prenderlo in giro o per lamentarmi (lo dico con sincerità, non solo perchè se mai leggesse queste righe mi farebbe le chiappe a strisce!), è solo l'ennesimo post per far sapere che razza di cose strane possono succere in una orologeria. Roba che non vi immaginereste mai...



Allora, sto guardando fuori dalla vetrina e noto per stada un tizio ENORME, alto tipo 1.90 e muscolosissimo. Sì, indossa la giacca, ma ha un petto e dei bicipiti enormi, si vede anche se è completamente coperto. Penso 'ammazza quanto è grosso', e finisce lì la storia.



Senonchè, dopo una ventina di minuti mi si presenta in negozio. Ha una semplice richiesta per l'altimetro del suo orologio che si è sballato, ma purtroppo non posso aiutarlo perchè non è di una marca che tengo io, quindi non posso fare assistenza, gli dico che deve trovare un rivenditore e chiedere lì. Siccome è stato gentile, però, mi offro di guardare al volo se magari l'altimetro non va semplicemente ri-tarato. Di solito questi orologi hanno tutti gli stessi tasti, quindi mi ingegno un attimo e capisco come sistemarlo. Mentre traffico sui bottoni, il tizio si slaccia prima il giubbotto, poi si toglie anche la felpa che indossava, lamentandosi del caldo. Insomma... mi rimane in canottiera rossa e tatuaggi! E porca vacca se era enorme il tipo, faceva una certa soggezione averlo davanti, un buon 20 cm più alto di me e con tatuaggi su tutto il corpo. Per intenderci:





Ecco, Batista a confronto è piccolino e un po' meno tatuato.



Deglutisco vagamente intimorito, ma lui ripete che ha un gran caldo... continuo a smanettare con i pulstanti ma in effetti non riesco a sistemare l'altezza di riferimento, quindi purtroppo gli dico che deve appunto rivolgersi ad un centro assistenza per quella marca. Lui comprende, mi ringrazia per il tempo perso, si riveste e se ne va.



Insomma, tutto tranquillo ed educato... ma che bisogno c'era di mettersi mezzo nudo? LOL! Un grande, comunque!