Parlavo nel post precedente di problemi organizzativi nel gestire orde di clienti
(e ancora una volta lo ripeto: prima di dire "eh ma te sei fortunato, nel mio negozio entra poca gente", ricordatevi che esistono le vie di mezzo, e che io mi trovo ogni giorno da solo a servire almeno 60 clienti, con il problema che tratto tutti troppo velocemente e con superficialità, anche chi magari sta lasciandomi 300 euro per comprare un orologio).
Beh, in Agosto ho fatto un giro a Expo e ora rifletto che potrebbe essere questo il mio futuro:
Carrellino di orologi da spacciare direttamente per strada, oppure carrellino per cambiare le pile direttamente a domicilio: d'altronde con i numeri di pile che cambio, immagino che se andassi a suonare casa per casa, qualcuno che deve cambiare la pila lo troverei sempre.
"SIGNORA E' ARRIVATO IL CAMBIAPILE! SIGNORA SCENDA SUBITO E SI AVVICINI AL CARRELLINO! CAMBIO PILA IMMEDIATO, PILE CINTURINI LUCIDA VETRO! PREZZI ABBORDABILI SIGNORA! SIGNORAAAAAA APPROFITTI!"
Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
venerdì 18 settembre 2015
sabato 12 settembre 2015
System Fail
Dopo le vacanze, il tecnico delle pile mi ha proposto ("supplicato" rende meglio) una cosa: mettere un "tappo" alle pile per ogni giorno - al massimo 30, poi si prendono per il giorno successivo ancora.
E' un metodo che in linea teorica approvo e da anni già volevo implementare, ma non avevo mai proposto per un motivo.
Il motivo è spiegato nei numeri della prima settimana di apertura.
Sabato: 49 pile
Martedì: 35
Mercoledì: 37
Giovedì: 34
Venerdì: 24
Sabato: 28
quindi i numeri reali del cambio pila sono stati:
sabato 30
martedì 30 (19 di arretrato + 11 nuove, rimangono 24)
mercoledì 30 (24 di arretrato + 6, rimangono 31)
giovedì 30 (30 di arretrato e ne avanzano ancora 1 e tutti quelli di giovedì, 34)
venerdì 30 (30 arretrati, e ne avanzano 5 da mercoledì, e tutti quelli di venerdì, 24)
Sabato: 57 (ci ha lavorato Lunedì tutto il pomeriggio)
Se fossi un ristorante chiamerei Gordon Ramsay. O Joe Bastianich. Mi serve un'idea geniale per svoltare, per mettere un tappo ai 114 "clienti" entrati il primo giorno, i 74 del secondo, i 69 del terzo, e la stabilizzazione sui 65 al giorno.
Non sono numeri fisiologicamente sostenibili da una sola persona in un negozio, se non ti fanno incassare abbastanza. Fanno solo incazzare abbastanza, casomai.
****
Che poi, a me scoccia fare quello che "si lamenta", e so che sono problemi da primo mondo (o da terziario avanzato, per chi amava Cuore), ci ho pensato un po' prima di pubblicare questo post, ma alla fin fine questo blog nasce come sfogo lavorativo, e questa situazione sta iniziando a pesarmi, preferisco scriverne che urlarne.
Lo rileggerò fra 5 anni e ne riderò, dall'alto delle mie ricchezze accumulate. In realtà il negozio lo sto facendo filare dritto, è solo che non posso permettermi, a causa delle tasse aggiuntive, di assumere nessun altro. Al contempo, smettere tout-court di cambiare le pile mi pare irragionevole, anche se a conti fatti secondo me tutte le altre orologerie in città hanno smesso di farle, visto che continuo ad avere "clienti" nuovi che arrivano per le pile, non sono sempre gli stessi.
E' un metodo che in linea teorica approvo e da anni già volevo implementare, ma non avevo mai proposto per un motivo.
Il motivo è spiegato nei numeri della prima settimana di apertura.
Sabato: 49 pile
Martedì: 35
Mercoledì: 37
Giovedì: 34
Venerdì: 24
Sabato: 28
quindi i numeri reali del cambio pila sono stati:
sabato 30
martedì 30 (19 di arretrato + 11 nuove, rimangono 24)
mercoledì 30 (24 di arretrato + 6, rimangono 31)
giovedì 30 (30 di arretrato e ne avanzano ancora 1 e tutti quelli di giovedì, 34)
venerdì 30 (30 arretrati, e ne avanzano 5 da mercoledì, e tutti quelli di venerdì, 24)
Sabato: 57 (ci ha lavorato Lunedì tutto il pomeriggio)
Se fossi un ristorante chiamerei Gordon Ramsay. O Joe Bastianich. Mi serve un'idea geniale per svoltare, per mettere un tappo ai 114 "clienti" entrati il primo giorno, i 74 del secondo, i 69 del terzo, e la stabilizzazione sui 65 al giorno.
Non sono numeri fisiologicamente sostenibili da una sola persona in un negozio, se non ti fanno incassare abbastanza. Fanno solo incazzare abbastanza, casomai.
****
Che poi, a me scoccia fare quello che "si lamenta", e so che sono problemi da primo mondo (o da terziario avanzato, per chi amava Cuore), ci ho pensato un po' prima di pubblicare questo post, ma alla fin fine questo blog nasce come sfogo lavorativo, e questa situazione sta iniziando a pesarmi, preferisco scriverne che urlarne.
Lo rileggerò fra 5 anni e ne riderò, dall'alto delle mie ricchezze accumulate. In realtà il negozio lo sto facendo filare dritto, è solo che non posso permettermi, a causa delle tasse aggiuntive, di assumere nessun altro. Al contempo, smettere tout-court di cambiare le pile mi pare irragionevole, anche se a conti fatti secondo me tutte le altre orologerie in città hanno smesso di farle, visto che continuo ad avere "clienti" nuovi che arrivano per le pile, non sono sempre gli stessi.
venerdì 28 agosto 2015
-1 al rientro
Sì, scusate, sono andato in ferie senza salutare. Ma ora ritorno... il 29 Agosto il negozio riapre.
Quanto son stato bene in queste settimane chiuso? Benissimo, perchè quando la saracinesca è abbassato, io al lavoro non ci penso, mai.
So che domani sarà una giornata PESSIMA, ma il mio cervello blocca fuori tutto e cerca di godersi il dolce far niente fino alla fine.
Ma il destino non è d'accordo.
Oggi pomeriggio ero a far la spesa al supermercato*, con musica altissima nelle orecchie, mi stavo concentrando sul formato di pasta da comprare. Mi batte sulla spalla qualcuno.
Per me l'atto di togliere le cuffie dalle orecchie è già una bestemmia incorporata, il mio umore non è mai buono, se mi tolgo le cuffie per un imprevisto.
Figuriamoci come deve essere il mio umore, se quando le tolgo lo sconosciuto accanto a me sta già parlando, partito in quinta, mi perdo le prime parole ma poi afferro il senso del discorso:
"...sono tre in tutto, uno in particolare è un orologio trasparente che sembra un Royal Oak, aveva un cinturino di plastica giallo, se ti porto il pezzetto poi tu..."
Lo interrompo dicendo che lo devo vedere in negozio, detto così non so dare una risposta, grazie. Ma ovviamente continua.
"E' in particolare a quello che tengo, perchè me l'aveva regalato un amico che adesso non c'è più e quindi se porto la chiusura magari tu riesci a blablablablabla"
Mi concentro FORTISSIMO sulla lista della spesa, proprio mentre lui parla io rifletto sul fatto che non ho richiesto il buono sconto per la carta igienica, e rifletto anche che uno sconosciuto che mi dà del tu mi sta proprio sul cazzo, se si sta parlando di lavoro. Va avanti a parlare, alla fine cedo all'informazione di pubblico interesse: "guardi, io apro domani, casomai me lo porti".
In effetti spero non me lo porti domani, spero domani vengano 10 persone in tutto e debbano ritirare una delle 50 (CINQUANTA) pile lasciatemi in negozio prima della chiusura estiva.
So che non sarà così. Ci risentiremo con le cronache da una riapertura. L'inverno sta arrivando.
* non so da voi, ma nel mio supermercato c'è uno scanner dei prodotti che ti permette di fare la lettura da solo, poi vai in una cassa speciale automatizzata, passi lo scanner e paghi, senza nessun contatto umano o perdita di tempo. quindi immaginate quanto mi faccia piacere avere un qualsiasi contatto umano mentre sto facendo la spesa, in generale...
Quanto son stato bene in queste settimane chiuso? Benissimo, perchè quando la saracinesca è abbassato, io al lavoro non ci penso, mai.
So che domani sarà una giornata PESSIMA, ma il mio cervello blocca fuori tutto e cerca di godersi il dolce far niente fino alla fine.
Ma il destino non è d'accordo.
Oggi pomeriggio ero a far la spesa al supermercato*, con musica altissima nelle orecchie, mi stavo concentrando sul formato di pasta da comprare. Mi batte sulla spalla qualcuno.
Per me l'atto di togliere le cuffie dalle orecchie è già una bestemmia incorporata, il mio umore non è mai buono, se mi tolgo le cuffie per un imprevisto.
Figuriamoci come deve essere il mio umore, se quando le tolgo lo sconosciuto accanto a me sta già parlando, partito in quinta, mi perdo le prime parole ma poi afferro il senso del discorso:
"...sono tre in tutto, uno in particolare è un orologio trasparente che sembra un Royal Oak, aveva un cinturino di plastica giallo, se ti porto il pezzetto poi tu..."
Lo interrompo dicendo che lo devo vedere in negozio, detto così non so dare una risposta, grazie. Ma ovviamente continua.
"E' in particolare a quello che tengo, perchè me l'aveva regalato un amico che adesso non c'è più e quindi se porto la chiusura magari tu riesci a blablablablabla"
Mi concentro FORTISSIMO sulla lista della spesa, proprio mentre lui parla io rifletto sul fatto che non ho richiesto il buono sconto per la carta igienica, e rifletto anche che uno sconosciuto che mi dà del tu mi sta proprio sul cazzo, se si sta parlando di lavoro. Va avanti a parlare, alla fine cedo all'informazione di pubblico interesse: "guardi, io apro domani, casomai me lo porti".
In effetti spero non me lo porti domani, spero domani vengano 10 persone in tutto e debbano ritirare una delle 50 (CINQUANTA) pile lasciatemi in negozio prima della chiusura estiva.
So che non sarà così. Ci risentiremo con le cronache da una riapertura. L'inverno sta arrivando.
* non so da voi, ma nel mio supermercato c'è uno scanner dei prodotti che ti permette di fare la lettura da solo, poi vai in una cassa speciale automatizzata, passi lo scanner e paghi, senza nessun contatto umano o perdita di tempo. quindi immaginate quanto mi faccia piacere avere un qualsiasi contatto umano mentre sto facendo la spesa, in generale...
mercoledì 15 luglio 2015
Bad Karma
Questa storia distruggerà il mio karma, e se ne riderete distruggerà anche il vostro. Ma dio, quanta soddisfazione a sentirla e a raccontarla a voi...
Entra un tizio/cliente, è un rompicoglioni patentato, ha sempre da dire su tutto e tempo fa aveva avuto un problema con un orologio da donna comprato da me, e ancora un po' non si finiva in tribunale per una cazzata (sì vabbè, le solite minacce senza gambe, ovviamente). E' proprio uno di quelli che finisci a trattare con sufficienza perchè speri non torni più, eppure torna sempre.
Ha un taglio in faccia, un occhio nero e l'orologio da donna in mano. Rido mentalmente per le condizioni della sua faccia, ma mi preoccupo per il fatto che abbia in mano questo benedetto orologio.
"Oh, salve! Le ho portato questo orologio perchè è successa una cosa assurda!
Anni fa ho fatto installare una ventola a pale sul soffitto, una cosa di design in ghisa pesantissima, ma ben fissata con tasselli. L'altro giorno mentre eravamo a tavola io e mia moglie si è staccata. Ha rotto il polso a mia moglie e mi ha tagliato la faccia. E ha pure rotto l'orologio!"
Bwahahahahaha.
Non vi dico altro della storia, bastano le mie risate sataniche (alla fine ci ho pure guadagnato perchè l'orologio era irreparabile e ne ha preso uno uguale), non è finita in cronaca nazionale perchè si son solo feriti e presi un enorme spavento.
Grazie karma per aver accolto le mie maledizioni, anche se ci sono voluti un paio d'anni. Ho molto apprezzato il tocco di classe di rompere anche l'orologio tanto contestato.
Entra un tizio/cliente, è un rompicoglioni patentato, ha sempre da dire su tutto e tempo fa aveva avuto un problema con un orologio da donna comprato da me, e ancora un po' non si finiva in tribunale per una cazzata (sì vabbè, le solite minacce senza gambe, ovviamente). E' proprio uno di quelli che finisci a trattare con sufficienza perchè speri non torni più, eppure torna sempre.
Ha un taglio in faccia, un occhio nero e l'orologio da donna in mano. Rido mentalmente per le condizioni della sua faccia, ma mi preoccupo per il fatto che abbia in mano questo benedetto orologio.
"Oh, salve! Le ho portato questo orologio perchè è successa una cosa assurda!
Anni fa ho fatto installare una ventola a pale sul soffitto, una cosa di design in ghisa pesantissima, ma ben fissata con tasselli. L'altro giorno mentre eravamo a tavola io e mia moglie si è staccata. Ha rotto il polso a mia moglie e mi ha tagliato la faccia. E ha pure rotto l'orologio!"
Bwahahahahaha.
Non vi dico altro della storia, bastano le mie risate sataniche (alla fine ci ho pure guadagnato perchè l'orologio era irreparabile e ne ha preso uno uguale), non è finita in cronaca nazionale perchè si son solo feriti e presi un enorme spavento.
Grazie karma per aver accolto le mie maledizioni, anche se ci sono voluti un paio d'anni. Ho molto apprezzato il tocco di classe di rompere anche l'orologio tanto contestato.
sabato 13 giugno 2015
De Gustibus...
Mentre servo un cliente per un cinturino, entra un altro cliente, inizia a guardarsi in giro per passare il tempo.
Finito con il cinturino, passo al nuovo cliente. Lui mi dice, guardando i Citizen:
"Certo che escono orologi sempre più brutti, eh! Mamma mia..."
Boh, che gli devo dire... rispondo con un generico (visto che guarda i Citizen)
"Più che altro magari son sempre più grandi, gli orologi della Citizen, chi cerca una mezza misura non la trova più..."
(è una frase assolutamente a caso che mi è venuta in mente)
"No no, anche guardando gli altri che ha qui, tutti questi nuovi... son proprio brutti."
"Eh..."
"Senza offesa, ma non me ne piace neanche uno, ma chi li fa questi orologi?"
"..."
"Beh buona sera, grazie."
Ma perchè la gente si sente in dovere di parlare solo perchè ha un buco sulla faccia? Ma cosa si poteva sperare di ottenere, da un "dialogo" di questo tipo?
E in parole povere, ma che minchia voleva il tizio?
venerdì 15 maggio 2015
il Cretino (cecato)
Come FORSE potete immaginare dalla lettura anche casuale di questo blog, di cretini ne vedo tanti. Ma proprio tanti. Eppure qualcuno mi stupisce ancora.
Tizio sui 60 anni a cui la moglie ha regalato un orologio con cronografo.
Torna per cambiarlo, perchè "non vedo bene le ore quando sono senza occhiali". Ok, legittimo - a parte che se indossi normalmente gli occhiali come faccio io, non capisco in quale momento della giornata tu debba leggere le ore senza occhiali. Comunque ok, lo cambiamo non ho problemi, lui ha lo scontrino ed è tutto in regola.
Gli mostro gli orologi in quella fascia di prezzo, visto che era un regalo e comunque era già piuttosto costoso. Li guarda tutti SENZA occhiali, mettendosi a 2 centimetri dalla vetrinetta e fermandosi una ventina di secondi davanti ad ogni modello. I modelli sono una trentina.
Arrivato a metà delle sue analisi, io lo mollo per servire altra gente che c'è in negozio, perchè inizio ad intuire quanto tempo impiegherà il soggetto a scegliere.
Dopo 6-7 minuti, finalmente mette gli occhiali, e si riguarda tutti i modelli.
Se ne fa tirare fuori 4-5. Li prende in mano, li apprezza, continua a guardare. Io gli mostro i due che secondo me si vedono meglio, come lettura, con lancette bianche che svettano sul fondo scuro. Però non hanno gli indici visibili bene, e a quanto pare a 60 anni ha ancora bisogno dei riferimenti sul quadrante per capire che ore sono.
Opta per un modello a fondo bianco con lancette bianche. Gli sottolineo che boh, secondo me non è che si veda bene-bene.
Va nel panico, e inizia a ripetermi una domanda impossibile:
"Ma tu cosa mi consigli?"
Io continuo a ripetergli che al di là del gusto personale, non gli posso consigliae una cosa "che lui veda bene". Che ne so io di come ci vede? Glielo dico proprio così, eh, senza mezzi termini, in modo che sia comprensibile: non-posso-consigliare-come-vedere-bene.
Niente, dice che allora tornerà domani con la moglie.
Sapendo che domani mattina ho un impegno con un rappresentante di orologi, gli dico di non venire assolutamente la mattina, perchè non potrei seguirlo.
Chiama la moglie e le chiede se nel pomeriggio possono venire. Io gli dico che possono venire anche fra due giorni, tre, non c'è fretta.
Ma ok, "nessun problema, veniamo domani pomeriggio!".
Infatti si presentano la mattina alle 11, mentre c'è gente e mentre c'è il rappresentante. Non me li filo molto, li lascio lì a discutere dei vari modelli. Decido di non intervenire affatto, che ho altre robe da fare e visto che mi son reso conto che pure la moglie non è tanto a posto (non me ne ero accorto quando avevo venduto l'orologio, perchè aveva scelto in 3 secondi netti, ora mi rendo conto che aveva scelto in base al prezzo "mediamente costoso", e non in base al gusto).
Alla fine gli tiro fuori 3-4 modelli (nessuno di quelli che si era fatto vedere ieri), la moglie sceglie i peggiori, li guardano, e lui continua "ma tu cosa mi consigli amore? tu cosa mi consigli?".
Lei gli consiglia quelli che si leggono di meno.
Lui è ancora indeciso, alla fine lei decide per lui: praticamente il più brutto e meno leggibile. Io son felicissimo, perchè era quello meno vendibile di tutti.
Lui lo mette al polso, e dice "che bello, non lo vedo benissimo ma è proprio bello".
Oh, contenti loro.
Tizio sui 60 anni a cui la moglie ha regalato un orologio con cronografo.
Torna per cambiarlo, perchè "non vedo bene le ore quando sono senza occhiali". Ok, legittimo - a parte che se indossi normalmente gli occhiali come faccio io, non capisco in quale momento della giornata tu debba leggere le ore senza occhiali. Comunque ok, lo cambiamo non ho problemi, lui ha lo scontrino ed è tutto in regola.
Gli mostro gli orologi in quella fascia di prezzo, visto che era un regalo e comunque era già piuttosto costoso. Li guarda tutti SENZA occhiali, mettendosi a 2 centimetri dalla vetrinetta e fermandosi una ventina di secondi davanti ad ogni modello. I modelli sono una trentina.
Arrivato a metà delle sue analisi, io lo mollo per servire altra gente che c'è in negozio, perchè inizio ad intuire quanto tempo impiegherà il soggetto a scegliere.
Dopo 6-7 minuti, finalmente mette gli occhiali, e si riguarda tutti i modelli.
Se ne fa tirare fuori 4-5. Li prende in mano, li apprezza, continua a guardare. Io gli mostro i due che secondo me si vedono meglio, come lettura, con lancette bianche che svettano sul fondo scuro. Però non hanno gli indici visibili bene, e a quanto pare a 60 anni ha ancora bisogno dei riferimenti sul quadrante per capire che ore sono.
Opta per un modello a fondo bianco con lancette bianche. Gli sottolineo che boh, secondo me non è che si veda bene-bene.
Va nel panico, e inizia a ripetermi una domanda impossibile:
"Ma tu cosa mi consigli?"
Io continuo a ripetergli che al di là del gusto personale, non gli posso consigliae una cosa "che lui veda bene". Che ne so io di come ci vede? Glielo dico proprio così, eh, senza mezzi termini, in modo che sia comprensibile: non-posso-consigliare-come-vedere-bene.
Niente, dice che allora tornerà domani con la moglie.
Sapendo che domani mattina ho un impegno con un rappresentante di orologi, gli dico di non venire assolutamente la mattina, perchè non potrei seguirlo.
Chiama la moglie e le chiede se nel pomeriggio possono venire. Io gli dico che possono venire anche fra due giorni, tre, non c'è fretta.
Ma ok, "nessun problema, veniamo domani pomeriggio!".
Infatti si presentano la mattina alle 11, mentre c'è gente e mentre c'è il rappresentante. Non me li filo molto, li lascio lì a discutere dei vari modelli. Decido di non intervenire affatto, che ho altre robe da fare e visto che mi son reso conto che pure la moglie non è tanto a posto (non me ne ero accorto quando avevo venduto l'orologio, perchè aveva scelto in 3 secondi netti, ora mi rendo conto che aveva scelto in base al prezzo "mediamente costoso", e non in base al gusto).
Alla fine gli tiro fuori 3-4 modelli (nessuno di quelli che si era fatto vedere ieri), la moglie sceglie i peggiori, li guardano, e lui continua "ma tu cosa mi consigli amore? tu cosa mi consigli?".
Lei gli consiglia quelli che si leggono di meno.
Lui è ancora indeciso, alla fine lei decide per lui: praticamente il più brutto e meno leggibile. Io son felicissimo, perchè era quello meno vendibile di tutti.
Lui lo mette al polso, e dice "che bello, non lo vedo benissimo ma è proprio bello".
Oh, contenti loro.
martedì 5 maggio 2015
Fra Moglie e Marito...
Sabato pomeriggio, c'è un gran casino in negozio. Sto mostrando ad una tizia un orologio per una vendita, ci sono 5-6 persone in attesa, alcuni guardano le vetrine, altri parlano fra di loro, c'è anche qualcuno seduto sulla sedia che c'è per i clienti.
Entra un tizio, mi interrompe mentre parlo con la cliente, mi chiede:
"Scusi, una cosa veloce, è per caso passata di qui mia moglie?"
"Ehm... non so, la conosco?"
"Non so, comunque una signora che deve cambiare una pila."
"Non so dirle, ne son passate tante di signore con la pila..."
"Ok grazie buongiorno."
Io finisco con la cliente, impacchetto, saluto, servo uno che deve cambiare il cinturino, prendo una pila, prendo un'altra pila, mostro un orologio da tasca... Ritorna il tizio di prima.
Mi si avvicina per parlarmi, ma mentre lo fa, ora che il negozio è vuoto, vede che sua moglie era seduta sulla sedia, in attesa del suo turno. Le dice "Ah, sei qui!", lei saluta, poi giusto per gradire lui se la prende con me - interrompendomi mentre sto parlando con il cliente dell'orologio da tasca:
"Ma perchè prima non mi ha detto che mia moglie era qui? Son dieci minuti che la cerco per il centro della città"
"Scusi ma io non conosco sua moglie - lei non l'aveva vista?"
"No, col casino che c'era, ho chiesto a lei."
"Guardi, in effetti c'era gente, ma comunque non avrei comunque saputo che quella era sua moglie."
"E lei nemmeno mi ha salutato!"
"Magari anche sua moglie non l'ha vista, non so."
"Certo che sto negozio è un bel casino."
"Mah, ok" - e torno a rivolgermi al cliente dell'orologio da tasca.
Il mio commento in effetti è questo:
MAH, OK.
Ma che vuole sta gente?
(ah sì, cosa voleva la moglie lo so: cambiare cinturino all'orologio. missione compiuta, quando è arrivato il suo turno) (il marito nemmeno aveva capito cosa doveva fare, la moglie - andava di pila di default...)
Entra un tizio, mi interrompe mentre parlo con la cliente, mi chiede:
"Scusi, una cosa veloce, è per caso passata di qui mia moglie?"
"Ehm... non so, la conosco?"
"Non so, comunque una signora che deve cambiare una pila."
"Non so dirle, ne son passate tante di signore con la pila..."
"Ok grazie buongiorno."
Io finisco con la cliente, impacchetto, saluto, servo uno che deve cambiare il cinturino, prendo una pila, prendo un'altra pila, mostro un orologio da tasca... Ritorna il tizio di prima.
Mi si avvicina per parlarmi, ma mentre lo fa, ora che il negozio è vuoto, vede che sua moglie era seduta sulla sedia, in attesa del suo turno. Le dice "Ah, sei qui!", lei saluta, poi giusto per gradire lui se la prende con me - interrompendomi mentre sto parlando con il cliente dell'orologio da tasca:
"Ma perchè prima non mi ha detto che mia moglie era qui? Son dieci minuti che la cerco per il centro della città"
"Scusi ma io non conosco sua moglie - lei non l'aveva vista?"
"No, col casino che c'era, ho chiesto a lei."
"Guardi, in effetti c'era gente, ma comunque non avrei comunque saputo che quella era sua moglie."
"E lei nemmeno mi ha salutato!"
"Magari anche sua moglie non l'ha vista, non so."
"Certo che sto negozio è un bel casino."
"Mah, ok" - e torno a rivolgermi al cliente dell'orologio da tasca.
Il mio commento in effetti è questo:
MAH, OK.
Ma che vuole sta gente?
(ah sì, cosa voleva la moglie lo so: cambiare cinturino all'orologio. missione compiuta, quando è arrivato il suo turno) (il marito nemmeno aveva capito cosa doveva fare, la moglie - andava di pila di default...)
martedì 28 aprile 2015
25 Aprile: negozio CHIUSO
Martedì 28 aprile: ragazzi, quanta merda sto mangiando oggi da parte di alcuni clienti, che Sabato scorso, 25 Aprile, sono venuti in negozio e l'hanno trovato chiuso.
Come mai l'han trovato chiuso?
PERCHE' IL 25 APRILE E' FESTA NAZIONALE.
E durante le feste nazionali non lavoro, soprattutto una festa come il 25 Aprile.
Non mi interessa se i centri commerciali e i supermercati sono aperti (chiedete alle cassiere quanto sono felici!), non mi interessa se oltre metà dei negozi della mia via sono aperti.
Personalmente, non sono andato a far la spesa, a fare un giro per i centri commerciali, a "spendere soldi". Perchè è un giorno che fino a pochi anni fa era "sacro", si stava chiusi e se proprio non si voleva riflettere sulla libertà conquistata nel 1945, si stava in famiglia a riposarsi un po'.
Io al 25 Aprile tengo ancora, mi spiace solo che si sia combattuto (anche) per permettere al mondo di diventare così consumistico, in cui il diritto fondamentale della persona è quello di uscire e spendere soldi, ed il diritto accessorio è quello di scrivere su facebook "liberati da chi?" "siamo schiavi dell'America" e l'immortale "era meglio quando si stava BENISSIMO con Lui" (scritto possibilmente da qualcuno di 23 anni).
Di sicuro ci ho rimesso più io a tenere chiuso il negozio un sabato (in periodo di comunioni, poi) che non il cliente che stamattina si lamentava che "era venuto apposta" per cambiare una pila. Fosse stato uno, ok. Ma pare che tutti Sabato siano passati con la pila in tasca e abbiano vissuto il dramma di una saracinesca abbassata.
Come mai l'han trovato chiuso?
PERCHE' IL 25 APRILE E' FESTA NAZIONALE.
E durante le feste nazionali non lavoro, soprattutto una festa come il 25 Aprile.
Non mi interessa se i centri commerciali e i supermercati sono aperti (chiedete alle cassiere quanto sono felici!), non mi interessa se oltre metà dei negozi della mia via sono aperti.
Personalmente, non sono andato a far la spesa, a fare un giro per i centri commerciali, a "spendere soldi". Perchè è un giorno che fino a pochi anni fa era "sacro", si stava chiusi e se proprio non si voleva riflettere sulla libertà conquistata nel 1945, si stava in famiglia a riposarsi un po'.
Io al 25 Aprile tengo ancora, mi spiace solo che si sia combattuto (anche) per permettere al mondo di diventare così consumistico, in cui il diritto fondamentale della persona è quello di uscire e spendere soldi, ed il diritto accessorio è quello di scrivere su facebook "liberati da chi?" "siamo schiavi dell'America" e l'immortale "era meglio quando si stava BENISSIMO con Lui" (scritto possibilmente da qualcuno di 23 anni).
Di sicuro ci ho rimesso più io a tenere chiuso il negozio un sabato (in periodo di comunioni, poi) che non il cliente che stamattina si lamentava che "era venuto apposta" per cambiare una pila. Fosse stato uno, ok. Ma pare che tutti Sabato siano passati con la pila in tasca e abbiano vissuto il dramma di una saracinesca abbassata.
martedì 21 aprile 2015
Deviazione Professionale - Man finds Food
Ieri è cominciato il nuovo programma di Adam Richman, "Man finds food". Onestamente non è interessantissimo, e l'editing va troppo veloce... troppe immagini e troppe parole in pochi secondi, e poco tempo dedicato all'arte del mangiarsi un bel panino.
Ma in ogni caso, la mia attenzione è stata distratta dopo pochi secondi, quando ho visto che Adam aveva al polso un orologio che ho in vendita anche io. E' sempre un'emozione riconoscere i "miei" orologi :)
Suunto Core All Black.
Scusatemi la deviazione professionale. Scatta sempre, in questi casi. Su DMAX è la fiera del Casio G-Shock, fra "affari in vendita" e "rimozione forzata". In America amano il digitale indistruttibile :)
mercoledì 15 aprile 2015
La voglia... (che torna!)
(mi pare ci sia già un post con lo stesso titolo e gli stessi contenuti, scritto anni fa, comunque ripartiamo da zero!)
Mi spiace per l'assenza dal blog - semplicemente, negli ultimi mesi il tempo è letteralmente volato (ironico, ahah) e la voglia di scrivere è diminuita, insieme al tempo libero a disposizione.
Non è successo niente di grave qui, il lavoro è sempre uguale, la gente sempre uguale (almeno non è "sempre peggio"), me la cavo sempre uguale... ho avuto vagamente meno stimoli a scrivere, sia perchè non ci sono stati casi eclatanti che dovevo raccontare immediatamente, sia perchè le cose "minori" non mi stimolano più. Le lamentele sulle pile subito devono essere epiche, per farmi aumentare le pulsazioni cardiache - di solito me ne frego senza nemmeno alzare un sopracciglio.
Quando succede qualcosa di interessante me lo appunto in testa - in testa mi scrivo l'intero post qui per Clerks, magari butto giù due righe per ricordarmelo, ma poi non concludo il post.
Sono diventato assolutamente un ingranaggio del sistema: mi sveglio, lavoro, poco tempo libero, la sera telefilm di altissima qualità o concerti. Mi si dice che alla fin fine ok, in realtà è questa "la vita", se non hai i soldi per trasferirti su un'isola deserta, se non sei un fricchettone (possibilmente coi soldi di famiglia), e in generale se hai bisogno di soldi per tirare avanti.
Però ecco - ora che ho scritto, che mi sono scusato (era subentrata anche una certa vergogna nel ritornare come se niente fosse), che ho riaperto la diga... diciamo che domani magari un post lo scrivo, e cerco di riprendere il ritmo. Perchè comunque a me fa piacere scrivere!
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