Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
giovedì 7 agosto 2014
Il Tormentone dell'Estate (bonus: il quiz dell'Estate!)
Giovedì 7 Agosto, fra due giorni vado in ferie.
E' da Martedì della scorsa settimana (29 Luglio) che a chiunque mi lascia una pila dico: "Può venire a prenderla da domani, poi venga quando è comodo, ma faccia attenzione che il 9 Agosto chiudo".
Comunicazione secca, efficace, che volutamente omette "chiudo per ferie" per evitare i fenomeni del cabaret che devono sempre dire "ahh, ha fatto i soldi, eh, si va in vacanza!".
Eppure, questa comunicazione secca, porta ad un enorme malinteso e al tormentone dell'estate 2014 (non mi era MAI successo prima che mi facessero una domanda del genere).
"Può venire a prenderla da domani, poi venga quando è comodo, ma faccia attenzione che il 9 Agosto chiudo".
Risposte ottenute da clienti diversi:
"Per sempre?"
"Ma poi non riapre più?"
"Mi spiace... ma riapre in una zona meno costosa?"
"Chiude completamente?"
E via così, per un totale di otto volte, a cui sono seguite otto toccate di palle scaramantiche.
Ma io dico, cazzo santo, è il 5 Agosto, ti dico "chiudo sabato", possibile che tu, testa vuota, non vada a pensare al contesto, al fatto che in Agosto i piccoli commercianti chiudono (soprattutto in cittadine non turistiche), al fatto che posso andare in ferie anche io, e vai subito a pensare al peggio, alla tragedia, alla chiusura totale...
Bah, oh, si saranno cotti il cervello.
E ORA, IL QUIZ DELL'ESTATE
Cari lettori, provate a indovinare il numero di pile che Sabato sera mi saranno rimaste nel cassetto, non consegnate a gente che non ha ascoltato il mio avviso di chiusura, o che le ha lasciate qui da così tanto tempo che di chiusura ancora nemmeno parlavo.
Vi dico che al momento, Giovedì pomeriggio, ce n'è una quantità preoccupante, ad occhio direi 40.
Provate a immedesimarvi nella clientela, e ditemi in quanti andranno in vacanza senza orologio! :)
Intanto, io auguro Buona Estate a tutti, che per ora qui ho finito. CHIUDO! ;)
giovedì 31 luglio 2014
31 Luglio 2013
E' passato un anno esatto, volevo scrivere questa cosa lo scorso Settembre ma non ero dell'umore giusto e non volevo sbagliare le parole, fra il troppo incazzato e il patetico.
Il 31 Luglio dell'anno scorso è venuta a mancare una persona a me molto vicina. Non è stata una cosa inaspettata, ero pronto a rimandare le mie vacanze nell'attesa del triste evento, che però è avvenuto Giovedì 31 Luglio 2013. Avevo trascorso le ultime pause pranzo vicino a lei, cercando di dare conforto, e poi alle 15.30 via a farmi rompere il cazzo da gente che era interessata subito alla pila subito che dovevano partire. Non è colpa loro, ovviamente, anche se magari un po' di gentilezza, in generale, nella vita non guasta mai. Ma c'è proprio esigenza di tutto e subito, per le pile e le vacanze. Anche se hai il doppio degli anni della persona che per me stava scomparendo, e quindi sei tecnicamente "un vecchio", l'importante è che tu vada in vacanza sereno e con la pila cambiata subito.
Comunque, il 31 Luglio è successo l'inevitabile, di pomeriggio. Ho subito chiuso il negozio. E la cosa che ancora oggi mi sconvolge è che insieme alla tristezza per l'evento, il mio pensiero era "cazzo adesso mi inculeranno perchè devono tutti andare in vacanza e io gli sto sequestrando l'orologio".
Quindi, il giorno dopo sono stato costretto ad aprire, di Venerdì. E il Sabato ho aperto prima del funerale un'ora, e poi tutto il pomeriggio.
Ovviamente c'era il cartello "chiuso per lutto" e gli orari e giorni di riapertura, ma sapete come è andata a finire, quando poi ho riaperto a Settembre?
E' finita che cazzo, mi hanno inculato perchè tutti sono partiti per le vacanze e io ho chiuso per lutto due mezze giornate, e gli ho sequestrato l'orologio.
Ho avuto almeno una decina di discussioni a riguardo, muro contro muro... ma poi era quasi tutta gente anziana, a farmi le scene perchè sono andati in vacanza senza orologio. Immagino il disagio provocato.
Il senso di questo post è un grosso vaffanculo a tutti quelli che vengono qui sul blog, leggono i post, credono che io sia un insensibile, che maltratto gli anziani, che non ho passione per il lavoro...
Non arrivo a dire che "ho sacrificato tutto per il negozio", ma come commentiamo il fatto che io non possa farmi un weekend via perchè il Sabato lavoro, il fatto che per strada mi fermino chiedendomi a che ora apre il negozio perchè devono cambiare una pila (mai per comprare...), il fatto che io non possa chiudere per lutto perchè si è vicini alle vacanze e la gente ha delle esigenze di beni primari come la pila dell'orologio.
Io lavoro tutto il giorno tutti i giorni a contatto con gente priva di sensibilità, priva di cervello, a cui tutto è dovuto. Voi che criticate, che lavoro fate? Che gente vedete in giro? Quanta gente vedete in un giorno?
Beh, io intanto sono ancora qui. Vado avanti perchè sono bravo in quello che faccio, anche se lo faccio solo per lavoro e non per "passione". La passione la riservo alle persone a cui tengo, non al lavoro.
Per tutto il resto, c'è questo blog. Per sfogare me e intrattenere voi.
Il 31 Luglio dell'anno scorso è venuta a mancare una persona a me molto vicina. Non è stata una cosa inaspettata, ero pronto a rimandare le mie vacanze nell'attesa del triste evento, che però è avvenuto Giovedì 31 Luglio 2013. Avevo trascorso le ultime pause pranzo vicino a lei, cercando di dare conforto, e poi alle 15.30 via a farmi rompere il cazzo da gente che era interessata subito alla pila subito che dovevano partire. Non è colpa loro, ovviamente, anche se magari un po' di gentilezza, in generale, nella vita non guasta mai. Ma c'è proprio esigenza di tutto e subito, per le pile e le vacanze. Anche se hai il doppio degli anni della persona che per me stava scomparendo, e quindi sei tecnicamente "un vecchio", l'importante è che tu vada in vacanza sereno e con la pila cambiata subito.
Comunque, il 31 Luglio è successo l'inevitabile, di pomeriggio. Ho subito chiuso il negozio. E la cosa che ancora oggi mi sconvolge è che insieme alla tristezza per l'evento, il mio pensiero era "cazzo adesso mi inculeranno perchè devono tutti andare in vacanza e io gli sto sequestrando l'orologio".
Quindi, il giorno dopo sono stato costretto ad aprire, di Venerdì. E il Sabato ho aperto prima del funerale un'ora, e poi tutto il pomeriggio.
Ovviamente c'era il cartello "chiuso per lutto" e gli orari e giorni di riapertura, ma sapete come è andata a finire, quando poi ho riaperto a Settembre?
E' finita che cazzo, mi hanno inculato perchè tutti sono partiti per le vacanze e io ho chiuso per lutto due mezze giornate, e gli ho sequestrato l'orologio.
Ho avuto almeno una decina di discussioni a riguardo, muro contro muro... ma poi era quasi tutta gente anziana, a farmi le scene perchè sono andati in vacanza senza orologio. Immagino il disagio provocato.
Il senso di questo post è un grosso vaffanculo a tutti quelli che vengono qui sul blog, leggono i post, credono che io sia un insensibile, che maltratto gli anziani, che non ho passione per il lavoro...
Non arrivo a dire che "ho sacrificato tutto per il negozio", ma come commentiamo il fatto che io non possa farmi un weekend via perchè il Sabato lavoro, il fatto che per strada mi fermino chiedendomi a che ora apre il negozio perchè devono cambiare una pila (mai per comprare...), il fatto che io non possa chiudere per lutto perchè si è vicini alle vacanze e la gente ha delle esigenze di beni primari come la pila dell'orologio.
Io lavoro tutto il giorno tutti i giorni a contatto con gente priva di sensibilità, priva di cervello, a cui tutto è dovuto. Voi che criticate, che lavoro fate? Che gente vedete in giro? Quanta gente vedete in un giorno?
Beh, io intanto sono ancora qui. Vado avanti perchè sono bravo in quello che faccio, anche se lo faccio solo per lavoro e non per "passione". La passione la riservo alle persone a cui tengo, non al lavoro.
Per tutto il resto, c'è questo blog. Per sfogare me e intrattenere voi.
giovedì 17 luglio 2014
Maglia Rosa
Arriva un ragazzo in bici.
Suona alla porta stando seduto sulla bici. Iniziamo bene...
Apro. Si sporge dentro stando sulla bici.
"Salve, posso entrare con la bici?"
"Mmm, come?"
"Posso entrare in bici?"
"No, temo di no, non ci stiamo io lei e la bici..."
"E' che ha un certo valore e non mi piace lasciarla in giro."
"Non ha la catena?"
"No, non giro con la catena, negli altri negozi mi fanno entrare in bici."
(come no!)
"Eh... mi spiace, ma anche per motivi di sicurezza mi sa che la bici deve lasciarla fuori."
"Allora niente, arrivederci."
Arrivederci, campione. La maglia rosa delle assurdità è tutta tua.
Suona alla porta stando seduto sulla bici. Iniziamo bene...
Apro. Si sporge dentro stando sulla bici.
"Salve, posso entrare con la bici?"
"Mmm, come?"
"Posso entrare in bici?"
"No, temo di no, non ci stiamo io lei e la bici..."
"E' che ha un certo valore e non mi piace lasciarla in giro."
"Non ha la catena?"
"No, non giro con la catena, negli altri negozi mi fanno entrare in bici."
(come no!)
"Eh... mi spiace, ma anche per motivi di sicurezza mi sa che la bici deve lasciarla fuori."
"Allora niente, arrivederci."
Arrivederci, campione. La maglia rosa delle assurdità è tutta tua.
martedì 8 luglio 2014
Faccia = chiappe
Tizia, mi porta un orologio di marca che vendo io, fra i modelli più costosi tra l'altro. Impermeabile, resistentissimo, bello solido.
"Sono cadute le lancette" - ovviamente da sole, eh. Che il padreterno si diverte, a fare questi scherzi.
Insomma mi dice che sono cadute le lancette ma che per fortuna è ancora in garanzia. Io, preparando il foglio di accettazione dell'orologio, inizio a premettere che bisogna sentire cosa dice il centro assistenza, riguardo la garanzia: coprono difetti di fabbrica, ma le lancette probabilmente si saranno staccate per un colpo che ha preso.
Inizia la classica manfrina (che non sto nemmeno a riportarvi, tanto è banale e noiosa) del "ma no cosa dice / guardi che sono attentissima / non ha preso nessun colpo / è difettoso l'orologio e insomma".
Io replico con frasi generiche, tanto in caso non sia una cosa in garanzia se la vede direttamente il centro assistenza, con casi del genere. Ripeto solo che mi diranno loro.
Poi tira fuori la garanzia. Scade fra 5 giorni. Due anni di garanzia, e l'orologio "difettoso" si difetta "da solo" a 5 giorni dalla scadenza. Curioso, ma non mi interessa molto: la mia attenzione è attirata dal timbro sulla garanzia.
Non è il mio, ma di un punto vendita orologi in franchising a circa 100 metri dal mio negozio.
Non temo la concorrenza, quel punto vendita avrà un/decimo della mia scelta sugli orologi di quella marca, e comunque so di stare in un libero mercato, la gente faccia quel che vuole. Basta che non rompa le palle a me. E portarmi un orologio preso a 100 metri da me, con potenziali rotture di palle, è appunto una cosa che non deve accadere.
Le faccio notare che sarebbe meglio portarlo al punto vendita dove l'ha comprato, visto che è a 100 metri da me.
"Eh ma loro non sono una orologeria, magari ci vuole più tempo per mandare in assistenza una cosa, io so che voi siete molto veloci..."
Faccia = chiappe.
E comunque l'ho convinta ad andare dove l'ha comprato, resistendo all'impulso di esplicarle la somiglianza appunto fra un culo ed un volto, il suo.
Dai i soldi agli altri e vuoi assistenza gratuita (potenzialmente con contorno di rottura di scatole) da me. No, no e no.
giovedì 19 giugno 2014
La Corona
Mentre in Spagna si festeggia il nuovo re, anche io ho una storia fresca fresca legata ad una corona. La corona del re del cazzo e della merda (cit. per soli veri appassionati di cinema).
Allora.
C'è un cliente a cui ho cambiato la corona dell'orologio. Il laboratorio ovviamente restituisce sempre la parte sostituita, sia perchè tanto non se ne fa niente, sia perchè è corretto restituire tutto, sia per evitare storie con i clienti che pensano che gli stai rubando una corona rotta (storie di vita vissuta, sì).
Comunque, questo cliente è super-ok, mi dice di buttar via tutto che tanto non se ne fa niente, paga e se ne va, indossando direttamente l'orologio e lasciando sul bancone la busta della riparazione e la corona vagante.
Arriva immediatamente dopo (entra mentre esce l'altro) un altro cliente, che deve ritirare un orologio per la pila. Mi dà la ricevuta, nessun problema, orologio funziona, appoggio sul bancone la busta, gli faccio vedere che l'orologio è sull'ora giusta, tutti felici.
Mentre tira fuori i soldi, nota sul bancone la corona dell'orologio precedente, abbandonata lì pronta da buttare.
"Ma è mia quella?"
"Cos... ah, la corona! No, è dell'orologio del signore precedente"
"A me sembra la mia!"
"No guardi, se vede il suo orologio, la corona è perfettamente al suo posto."
"Non è che me l'ha cambiata?"
"No, e perchè dovrei?"
"Non so, è la mia originale sull'orologio?"
(orologio da circa 90 euro, roba proprio che la corona vale miliardi e vale la pena di rubargli la corona originale...)
"Sì, sull'orologio c'è la sua corona, visto che non l'abbiamo nemmeno toccata. La corona qui l'ha lasciata da buttar via il signore che è uscito prima di lei, che aveva rotto la corona."
"Ma perchè l'ha lasciata?"
"Perchè è rotta e gliela abbiamo cambiata."
"Ma casomai posso prenderla io?"
"Lei o il cestino, a me cambia poco, prenda pure."
Niente, ha pagato ed è andato via convinto che gli avessi complottato alle spalle, per sostituirgli e poi regalargli la corona.
Allora.
C'è un cliente a cui ho cambiato la corona dell'orologio. Il laboratorio ovviamente restituisce sempre la parte sostituita, sia perchè tanto non se ne fa niente, sia perchè è corretto restituire tutto, sia per evitare storie con i clienti che pensano che gli stai rubando una corona rotta (storie di vita vissuta, sì).
Comunque, questo cliente è super-ok, mi dice di buttar via tutto che tanto non se ne fa niente, paga e se ne va, indossando direttamente l'orologio e lasciando sul bancone la busta della riparazione e la corona vagante.
Arriva immediatamente dopo (entra mentre esce l'altro) un altro cliente, che deve ritirare un orologio per la pila. Mi dà la ricevuta, nessun problema, orologio funziona, appoggio sul bancone la busta, gli faccio vedere che l'orologio è sull'ora giusta, tutti felici.
Mentre tira fuori i soldi, nota sul bancone la corona dell'orologio precedente, abbandonata lì pronta da buttare.
"Ma è mia quella?"
"Cos... ah, la corona! No, è dell'orologio del signore precedente"
"A me sembra la mia!"
"No guardi, se vede il suo orologio, la corona è perfettamente al suo posto."
"Non è che me l'ha cambiata?"
"No, e perchè dovrei?"
"Non so, è la mia originale sull'orologio?"
(orologio da circa 90 euro, roba proprio che la corona vale miliardi e vale la pena di rubargli la corona originale...)
"Sì, sull'orologio c'è la sua corona, visto che non l'abbiamo nemmeno toccata. La corona qui l'ha lasciata da buttar via il signore che è uscito prima di lei, che aveva rotto la corona."
"Ma perchè l'ha lasciata?"
"Perchè è rotta e gliela abbiamo cambiata."
"Ma casomai posso prenderla io?"
"Lei o il cestino, a me cambia poco, prenda pure."
Niente, ha pagato ed è andato via convinto che gli avessi complottato alle spalle, per sostituirgli e poi regalargli la corona.
martedì 10 giugno 2014
Benvenuta, Estate!
Ovvero, il momento dell'anno in cui è semplicemente meraviglioso vedere un vecchio che arriva in bici tutto sudato, ci mette tre ore a chiudere il lucchetto, poi entra ancora tutto sudato, si toglie l'orologio al polso e mi dice che deve cambiare il cinturino.
Ed eccomi qui, alle prese con il suddetto orologio e il suddetto cinturino freschissimo. Ho messo i guanti in lattice perchè la cosa è invivibile (e io la vivo 3-4 volte al giorno).
Guardate, non vedo l'ora che sto internet attivi la funzione in odorama, perchè sono veramente delle fragranze che vorrei condividere con voi tutti. Possibilmente da abbinare alla puzza di sudore che rimane in negozio dopo un cliente su due.
giovedì 29 maggio 2014
Critico criticatrutto
(avevo cercato titoli alternativi per questo post, alla fine sono andato sul "troppo simpatico del Drive In", più che altro perchè se intitolassi tutti i post "solito coglione" non si capirebbe più niente, sul blog...)
Il mio negozio è una orologeria "pura". Non c'è altro, soprattutto non è una 'oreficeria' - le due cose sono spesso collegate, ma non qui.
Però il mio tecnico di laboratorio ha un orafo molto molto fidato e veramente bravo, e ogni tanto (raramente) mi rivolgo a lui per problemi legati a casse o bracciali di orologi d'oro. Lo faccio solo in quei casi, e comunque a discrezione - per saldare una catenina o un braccialetto, mando da altre parti, perchè di gioielli e preziosi non me ne voglio occupare.
Quindi. Un giorno viene un tizio, diciamo sui 65 anni, con un orologio cassa oro e con bracciale oro. E' un bracciale particolare, sembra una catena, è ad anelloni, tutto d'oro. Una tamarrata incredibile dal valore di tipo 5000 euro, a cui una nipotina si è aggrappata e col suo dolce peso ha strappato ben due degli anelloni.
Ok, decido di accettare il lavoro per la saldatura.
E' pronto la settimana, il tizio torna.
Sono 18 euro, per un lavoro meraviglioso.
"18 euro per una saldatura?"
"Sì... è per due saldature, però - gli anelli rotti erano due."
"Ma cosa ci vuole?"
"Ci vuole il cannello, il gas, ci vuole perizia nel raddrizzare i monconi, ci vuole l'occhio per un buon lavoro."
"Mi faccia vedere."
Ora, se in un lavoro di saldatura NON si vede la saldatura, vuol dire che è stato fatto un lavoro della madonna.
"Ma non si vede neanche la saldatura!"
(lo prendo come un complimento?)
"Ma non sembra nemmeno che ha fatto il lavoro!"
"Scusi, ma se mi ha portato il bracciale rotto in due punti e ora è saldato e non si vede nemmeno il punto di rottura, direi che il lavoro l'han fatto."
"Mah, se lo dice lei."
"..."
Poi, continuando a far passare la mano sulle maglie, trova il punto della saldatura.
"Ah è qui!"
"Mmm, sì."
"Ma si sente!"
"Sì, è una saldatura. Alla fin fine il pezzo era rotto e l'abbiamo aggiustato proprio bene. Mi pare un buon lavoro..."
Oh, niente, con uno così non si può ragionare oltre. Ho chiesto di nuovo i soldi e arrivederci. Il tutto per 18 euro su un orologio contenente tipo un etto d'oro...
Ed ecco perchè mi tengo lontano dall'oro e dalle sue riparazioni.
Il mio negozio è una orologeria "pura". Non c'è altro, soprattutto non è una 'oreficeria' - le due cose sono spesso collegate, ma non qui.
Però il mio tecnico di laboratorio ha un orafo molto molto fidato e veramente bravo, e ogni tanto (raramente) mi rivolgo a lui per problemi legati a casse o bracciali di orologi d'oro. Lo faccio solo in quei casi, e comunque a discrezione - per saldare una catenina o un braccialetto, mando da altre parti, perchè di gioielli e preziosi non me ne voglio occupare.
Quindi. Un giorno viene un tizio, diciamo sui 65 anni, con un orologio cassa oro e con bracciale oro. E' un bracciale particolare, sembra una catena, è ad anelloni, tutto d'oro. Una tamarrata incredibile dal valore di tipo 5000 euro, a cui una nipotina si è aggrappata e col suo dolce peso ha strappato ben due degli anelloni.
Ok, decido di accettare il lavoro per la saldatura.
E' pronto la settimana, il tizio torna.
Sono 18 euro, per un lavoro meraviglioso.
"18 euro per una saldatura?"
"Sì... è per due saldature, però - gli anelli rotti erano due."
"Ma cosa ci vuole?"
"Ci vuole il cannello, il gas, ci vuole perizia nel raddrizzare i monconi, ci vuole l'occhio per un buon lavoro."
"Mi faccia vedere."
Ora, se in un lavoro di saldatura NON si vede la saldatura, vuol dire che è stato fatto un lavoro della madonna.
"Ma non si vede neanche la saldatura!"
(lo prendo come un complimento?)
"Ma non sembra nemmeno che ha fatto il lavoro!"
"Scusi, ma se mi ha portato il bracciale rotto in due punti e ora è saldato e non si vede nemmeno il punto di rottura, direi che il lavoro l'han fatto."
"Mah, se lo dice lei."
"..."
Poi, continuando a far passare la mano sulle maglie, trova il punto della saldatura.
"Ah è qui!"
"Mmm, sì."
"Ma si sente!"
"Sì, è una saldatura. Alla fin fine il pezzo era rotto e l'abbiamo aggiustato proprio bene. Mi pare un buon lavoro..."
Oh, niente, con uno così non si può ragionare oltre. Ho chiesto di nuovo i soldi e arrivederci. Il tutto per 18 euro su un orologio contenente tipo un etto d'oro...
Ed ecco perchè mi tengo lontano dall'oro e dalle sue riparazioni.
giovedì 15 maggio 2014
Falsario
Viene un tizio, 50 anni circa. Ha un Cartier falso, proprio di quelli con le viti disegnate sul fondello al posto delle viti vere, e un pezzo di plastica al posto della pietra preziosa sulla corona.
Dice che l'orologio non funziona e lo vorrebbe mettere a posto. Gli dico che purtroppo non lo posso aiutare, perchè gli orologi falsi sono fatti così, vanno finchè vanno, ma poi se hanno problemi non vale la spesa metterli a posto... e in ogni caso il mio laboratorio non tratta orologi falsi.
Ecco il simpatico siparietto che ne segue.
"Falso? Ma cosa vuol dire che è falso?"
"Che questo non è un Cartier vero"
"Ma perchè falso?"
"Lei ha pagato 4000 euro per questo orologio?"
"No, ma scherza?"
"Ecco, allora è un falso - un orologio del genere non costa 10 euro..."
"Però non è un falso, l'orologio funziona"
"Sì certo che funziona, ma non è un Cartier."
"Però le lancette girano... non sono false!"
In quel momento ho capito: questa anima candida non aveva mai sentito parlare di contraffazione, di tarocchi, di copie di marche famose... lui pensava che un orologio falso fosse un orologio con il quadrante disegnato, insomma finto!
Mmm... LOL.
Dice che l'orologio non funziona e lo vorrebbe mettere a posto. Gli dico che purtroppo non lo posso aiutare, perchè gli orologi falsi sono fatti così, vanno finchè vanno, ma poi se hanno problemi non vale la spesa metterli a posto... e in ogni caso il mio laboratorio non tratta orologi falsi.
Ecco il simpatico siparietto che ne segue.
"Falso? Ma cosa vuol dire che è falso?"
"Che questo non è un Cartier vero"
"Ma perchè falso?"
"Lei ha pagato 4000 euro per questo orologio?"
"No, ma scherza?"
"Ecco, allora è un falso - un orologio del genere non costa 10 euro..."
"Però non è un falso, l'orologio funziona"
"Sì certo che funziona, ma non è un Cartier."
"Però le lancette girano... non sono false!"
In quel momento ho capito: questa anima candida non aveva mai sentito parlare di contraffazione, di tarocchi, di copie di marche famose... lui pensava che un orologio falso fosse un orologio con il quadrante disegnato, insomma finto!
Mmm... LOL.
mercoledì 30 aprile 2014
Priorita' nella vita
Premessa: non credo al 99% delle storie che mi raccontano i clienti, quando si tratta di chiedere per il cambio-pila immediato. Certe son patetiche, certe son fantasiose, certe sono puttanate inverosimili.
Ma, per puro divertimento, supponiamo che quella che mi è stata raccontata ieri sia vera.
Signora, boh, sui 60 anni.
"Buongiorno devo cambiare la pila a questo orologio."
"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare ed è pronto domattina."
"Ahhh, non subito?"
"No, mi spiace."
"E' che domani devo andare in ospedale per un ricovero per angioplastica, e devo star dentro una decina di giorni."
"Ahhh... però purtroppo proprio non posso farglilea subito."
"Mmm va bene, la lascio, magari prima di entrare in ospedale riesco a passare."
E la lascia.
Perchè far cambiare la pila all'orologio è proprio la priorità numero uno, quando ci si sta per fare inserire un palloncino nelle vene e si finirà nel dolore in ospedale...
Ma, per puro divertimento, supponiamo che quella che mi è stata raccontata ieri sia vera.
Signora, boh, sui 60 anni.
"Buongiorno devo cambiare la pila a questo orologio."
"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare ed è pronto domattina."
"Ahhh, non subito?"
"No, mi spiace."
"E' che domani devo andare in ospedale per un ricovero per angioplastica, e devo star dentro una decina di giorni."
"Ahhh... però purtroppo proprio non posso farglilea subito."
"Mmm va bene, la lascio, magari prima di entrare in ospedale riesco a passare."
E la lascia.
Perchè far cambiare la pila all'orologio è proprio la priorità numero uno, quando ci si sta per fare inserire un palloncino nelle vene e si finirà nel dolore in ospedale...
martedì 15 aprile 2014
114
C'era una volta, un orologiaio con tantissimo lavoro relativo alle pile. Si faceva lasciare gli orologi bisognosi di cambio-pila, la gente li ritirava il giorno dopo o al massimo poco dopo. In attesa di essere ritirate, le buste degli orologi stavano in un cassetto, in ordine alfabetico.
Un giorno, l'orologiaio scoprì che il cassetto non bastava più a contenerle: per sette lunghi anni il giro di pile era stato alto, ma fra ritirare e lasciare il cassetto era riuscito a contenerle tutte. Un anno fa, l'orologiaio si ritrovò a dover sgombrare un altro cassetto sotto al precedente, per far posto agli orologi "dalla P alla Z". E ok, fu un vago segno di sconfitta, tutti questi orologi a cui cambiare le pile, tutto sto casino per una manciata di euro.
Oggi, il secondo cassetto non si chiude più, e il primo sta esplodendo.
L'orologiaio pazientissimo decide di contare gli orologi non ritirati. Non le buste, ma il totale di orologi.
Beh, sono 114.
Centoquattordici fottutissime pile cambiate e non ritirate, alcune sono qui da settimane, altre da boh. Altre sono semplicemente in buste di 5-6 orologi per volta, che il proprietario ha deciso di cambiarle tutte insieme intasando il lavoro di chi cambia le pile e lo spazio nel cassetto, e si può sperare che le ritiri oggi o domani.
114, per un totale di 85 buste per la precisione. Di questi 85, quanti saranno quelli che "ah no mi serve subito", "ah senza orologio muoio", "vi prego mi faccia un'eccezione"?
E poi bon, si dimenticano dell'esistenza del loro orologio, che piange al buio in un cassetto, insieme a 113 altri suoi simili.
Che triste storia, il cui unico lieto fine sarebbe quello finanziario, quando i clienti verranno a ritirare le pile. Ma quando?
ps ed nb: ai furbi che suggeriscono "ma facendole subito non ti risparmieresti tutto sto casino?" rispondo cordialmente "NO", e sorrido dall'altra parte della canna del fucile che punto virtualmente....
Prego astenersi nei commenti buonisti e/o invidiosi del lavoro dato dalle pile e dai lautissimi guadagni collegati. Grazie.
Un giorno, l'orologiaio scoprì che il cassetto non bastava più a contenerle: per sette lunghi anni il giro di pile era stato alto, ma fra ritirare e lasciare il cassetto era riuscito a contenerle tutte. Un anno fa, l'orologiaio si ritrovò a dover sgombrare un altro cassetto sotto al precedente, per far posto agli orologi "dalla P alla Z". E ok, fu un vago segno di sconfitta, tutti questi orologi a cui cambiare le pile, tutto sto casino per una manciata di euro.
Oggi, il secondo cassetto non si chiude più, e il primo sta esplodendo.
L'orologiaio pazientissimo decide di contare gli orologi non ritirati. Non le buste, ma il totale di orologi.
Beh, sono 114.
Centoquattordici fottutissime pile cambiate e non ritirate, alcune sono qui da settimane, altre da boh. Altre sono semplicemente in buste di 5-6 orologi per volta, che il proprietario ha deciso di cambiarle tutte insieme intasando il lavoro di chi cambia le pile e lo spazio nel cassetto, e si può sperare che le ritiri oggi o domani.
114, per un totale di 85 buste per la precisione. Di questi 85, quanti saranno quelli che "ah no mi serve subito", "ah senza orologio muoio", "vi prego mi faccia un'eccezione"?
E poi bon, si dimenticano dell'esistenza del loro orologio, che piange al buio in un cassetto, insieme a 113 altri suoi simili.
Che triste storia, il cui unico lieto fine sarebbe quello finanziario, quando i clienti verranno a ritirare le pile. Ma quando?
ps ed nb: ai furbi che suggeriscono "ma facendole subito non ti risparmieresti tutto sto casino?" rispondo cordialmente "NO", e sorrido dall'altra parte della canna del fucile che punto virtualmente....
Prego astenersi nei commenti buonisti e/o invidiosi del lavoro dato dalle pile e dai lautissimi guadagni collegati. Grazie.
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