Finalmente sono potuto uscire di casa per un giro nel quartiere.
Prequel: il mio condominio ha un giardino grosso (ma veramente grosso!), quindi spesso in queste settimane sono sceso per un giro da semi-recluso, o per leggere sdraiato sull'erba. Settimana scorsa, una condomina mi chiede quando riapro il negozio, che deve cambiare il cinturino e i due orologi di sua mamma sono scarichi.
Sempre settimana scorsa, di ritorno dal supermercato, nel garage una condomina mi racconta che deve cambiare la pila.
BENE.
Torniamo a ieri. Vado dal panettiere, uno sconosciuto mi blocca:
"Scusa! Scusa! Sei aperto?"
"Se sono qui alle 11.40 del mattino, no, purtroppo non sono aperto."
"Devo portare delle pile"
"Riapro il 19, grazie"
Volevo scrivere questo post ieri. Poi mi sono attardato, e stamattina, mentre facevo quattro passi, ore 10.15.
"Buongiorno, signor xxx! Ho in borsa un orologio di mia mamma per cambiare la pila, glielo posso lasciare?"
"Mi spiace, il negozio è chiuso, non posso lavorarci su"
"Ah, pensavo che apriste a orari strani diversi dal solito"
"Riapro il 19, ci vedremo quel giorno"
Ora, lo so che in molti non capiranno o non empatizzeranno con il senso di questo post.
La recessione è alle porte. In molti hanno perso il lavoro. Io per ora in questi mesi, oltre ai mancati incassi e a non avere ricevuto nessuno stipendio, ci ho perso circa 5.000 euro che non torneranno mai nelle mie tasche, ma il lavoro rimane mio, sì posso riaprire e tornare al lavoro. In tanti penseranno "beato chi ha lavoro". Sì, dei soldi entreranno nelle mie tasche, sono grato che ci siano delle persone che vogliono venire da me per un servizio che offro. Ma la mia vita sta per diventare un inferno. Se la giudicavo un inferno lavorativo prima, ora sta per diventare peggio.
Non sono per niente sereno, sulla riapertura con regole ancora per nulla chiare, con il virus ancora in giro, con la voglia di spendere probabilmente azzerata, con la necessità di far capire alla gggente che dovrà rispettare le regole nel mio negozio.
Se leggete questo blog da tempo, avrete ben presente del tipo di umanità che c'è in giro.
Se non lo leggete da tempo (o se non lavorate a contatto con il pubblico), "non potete capire" e lascerete un commento caustico. Perché sognare una vita migliore è un delitto, chiaramente, per uno che "almeno sta facendo dei soldi".
PS: MA POI, COME FANNO A RICONOSCERMI MENTRE HO SU LA MASCHERINA CHE MI COPRE META' FACCIA? Io non riconosco nessuno già normalmente, figuriamoci ora con le mascherine!
Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
giovedì 7 maggio 2020
martedì 14 aprile 2020
Scrivere qualcosa da casa
Scusatemi l'assenza - come sempre, il tempo vola, e la voglia di scrivere è molto calata, di questi tempi. Principalmente non so di cosa scrivere. Ma mi rendo conto di avere un "impegno" con chi passa da questa pagina, soprattutto se nel mio ultimo post si semi-scherzava sul coronavirus e indicava un mio possibile contagio di tubercolosi...
No, non ho la tubercolosi, e non ho flirtato in nessun modo con il Covid-19. Va detto che se il vecchio tubercolotico che mi tossì in faccia a Dicembre, l'avesse fatto a inizio Marzo, probabilmente per lui sarebbe finita molto male, ma non è tempo per i rancori.
Che tempo è, in effetti? Non so, lo vedo come tempo sospeso e sprecato. Sono a casa da oltre un mese, non sto combinando niente. Ho perso un mese di stipendio e ho dovuto pagare con i miei soldi (che, sì, sono diversi da quelli "del negozio", che stanno a zero) i fornitori, cosa che dovrò fare anche in Aprile. Che divertimento - anche se riaprissi a Maggio/Giugno, penso che qualsiasi mio stipendio fino alla fine dell'anno sarà azzerato dai soldi che ci ho rimesso in questo periodo.
Non è che ci sia molto da fare. Ho pensato a servizi come "lascia nella cassetta della posta l'orologio per cambiare la pila, te la portiamo a casa", ma innanzi tutto non sarei autorizzato a circolare, e poi viviamo in un mondo in cui ci vorrebbe niente ad aprire contestazioni: gente che lascia l'orologio con vetro scheggiato che poi ti dice che il vetro era perfetto, gente che dice di aver consegnato un Cartier anzichè un Lorenz, Rolex falsi... è impossibile un servizio del genere, senza vedere cosa mi viene consegnato. Non crediate che ora sono tutti più buoni e comprensivi.
Poi, pensiamo al futuro. Al futuro delle pile, principalmente. Non credo che si venderanno orologi per un bel po' di tempo (e purtroppo per le ditte, non ne potrò nemmeno comprare di nuovi, almeno fino a Settembre), mentre è probabile che "camperò" di pile. Ma come cambiarle? Con i guanti in lattice è spesso un casino (ci abbiamo provato varie volte, io e il tecnico delle pile). Spesso l'orologio viene tolto bello fragrante da un polso sudato e consegnato. Tossire nell'incavo del gomito, vuol dire tossire vicinissimo all'orologio. Come posso proteggermi? Tra l'altro il tecnico ha 63 anni - categoria abbastanza a rischio. Forse il suo posto di lavoro principale (per me lavora -a cottimo- la sera) è in pericolo, visto che il negozio per cui lavora potrebbe non riaprire. Ma il tecnico tutto il giorno presente nel mio negozio, lo dico sempre, non potevo permettermelo prima, figuriamoci ora.
Quando riaprirò, prevedo che il primo giorno, diciamo la prima settimana, vedrò almeno 50 orologi per pile al giorno. Ma anche di più. La fila fuori dal negozio, per consentire l'ingresso ad una persona per volta, dove arriverà? Sarò il negozio più invidiato della città?
E i miei clienti vecchi avranno imparato qualcosa da questa vicenda? Tipo l'educazione? L'avere meno fretta?
Insomma, io vorrei riaprire, perchè vorrei fare soldi. Ma so che quando riaprirò, sarà un nuovo inferno.
Non è che io sia esattamente serenissimo, cerco di non pensarci, in queste giornate che scorrono tutte uguali.
No, non ho la tubercolosi, e non ho flirtato in nessun modo con il Covid-19. Va detto che se il vecchio tubercolotico che mi tossì in faccia a Dicembre, l'avesse fatto a inizio Marzo, probabilmente per lui sarebbe finita molto male, ma non è tempo per i rancori.
Che tempo è, in effetti? Non so, lo vedo come tempo sospeso e sprecato. Sono a casa da oltre un mese, non sto combinando niente. Ho perso un mese di stipendio e ho dovuto pagare con i miei soldi (che, sì, sono diversi da quelli "del negozio", che stanno a zero) i fornitori, cosa che dovrò fare anche in Aprile. Che divertimento - anche se riaprissi a Maggio/Giugno, penso che qualsiasi mio stipendio fino alla fine dell'anno sarà azzerato dai soldi che ci ho rimesso in questo periodo.
Non è che ci sia molto da fare. Ho pensato a servizi come "lascia nella cassetta della posta l'orologio per cambiare la pila, te la portiamo a casa", ma innanzi tutto non sarei autorizzato a circolare, e poi viviamo in un mondo in cui ci vorrebbe niente ad aprire contestazioni: gente che lascia l'orologio con vetro scheggiato che poi ti dice che il vetro era perfetto, gente che dice di aver consegnato un Cartier anzichè un Lorenz, Rolex falsi... è impossibile un servizio del genere, senza vedere cosa mi viene consegnato. Non crediate che ora sono tutti più buoni e comprensivi.
Poi, pensiamo al futuro. Al futuro delle pile, principalmente. Non credo che si venderanno orologi per un bel po' di tempo (e purtroppo per le ditte, non ne potrò nemmeno comprare di nuovi, almeno fino a Settembre), mentre è probabile che "camperò" di pile. Ma come cambiarle? Con i guanti in lattice è spesso un casino (ci abbiamo provato varie volte, io e il tecnico delle pile). Spesso l'orologio viene tolto bello fragrante da un polso sudato e consegnato. Tossire nell'incavo del gomito, vuol dire tossire vicinissimo all'orologio. Come posso proteggermi? Tra l'altro il tecnico ha 63 anni - categoria abbastanza a rischio. Forse il suo posto di lavoro principale (per me lavora -a cottimo- la sera) è in pericolo, visto che il negozio per cui lavora potrebbe non riaprire. Ma il tecnico tutto il giorno presente nel mio negozio, lo dico sempre, non potevo permettermelo prima, figuriamoci ora.
Quando riaprirò, prevedo che il primo giorno, diciamo la prima settimana, vedrò almeno 50 orologi per pile al giorno. Ma anche di più. La fila fuori dal negozio, per consentire l'ingresso ad una persona per volta, dove arriverà? Sarò il negozio più invidiato della città?
E i miei clienti vecchi avranno imparato qualcosa da questa vicenda? Tipo l'educazione? L'avere meno fretta?
Insomma, io vorrei riaprire, perchè vorrei fare soldi. Ma so che quando riaprirò, sarà un nuovo inferno.
Non è che io sia esattamente serenissimo, cerco di non pensarci, in queste giornate che scorrono tutte uguali.
venerdì 31 gennaio 2020
Coronavirus in salsa nostrana
Questa storia è accaduta a Dicembre. Non ne avevo scritto perchè ero impegnato, e perchè mi vergognavo delle bestemmie che avevo tirato all'epoca, e di quelle che mi venivano in mente solo a pensarci. Visti gli accadimenti di questi giorni, penso che sia "perfetta". E almeno ho avuto il tempo di confermare di non essere morto.
Tizio sui 70 anni, gli sto chiedendo il nome per scriverlo sulla ricevuta. Apre la bocca per dirmelo, ma prima mi tossisce in faccia, ci divide solo il bancone di vendita, cadono gocce di saliva ovunque sul bancone e sulle mie mani (in faccia non so, non le sento).
Mentre il cervello elabora la frase "Puttana eva che maleducato", lui pronuncia la frase: "Mi scusi, avviso che ho avuto la tubercolosi ma ormai dovrebbe essere in recesso."
MA.
CHE.
CAZZO.
Io non so veramente cosa dire, oltre a questo. A scrivere queste righe, se qualcuno si sente offeso dalle invocazioni sacre, sappia che mi sono auto censurato, e poi mi sono censurato ancora un po'.
Diciamo che mi sono giocato tutte le mie carte e non posso nemmeno pregare il Signore per evitare l'eventuale contagio.
Al cliente non ho detto niente, che cazzo gli vuoi dire ad un idiota così.
Nota: a scrivere la storia, esattamente com'è avvenuta, sembra una storia falsa. Sembra ancora incredibile anche a me. Eppure è successa. E se non ci credete, vuol dire che non lavorate a contatto con il pubblico.
Tizio sui 70 anni, gli sto chiedendo il nome per scriverlo sulla ricevuta. Apre la bocca per dirmelo, ma prima mi tossisce in faccia, ci divide solo il bancone di vendita, cadono gocce di saliva ovunque sul bancone e sulle mie mani (in faccia non so, non le sento).
Mentre il cervello elabora la frase "Puttana eva che maleducato", lui pronuncia la frase: "Mi scusi, avviso che ho avuto la tubercolosi ma ormai dovrebbe essere in recesso."
MA.
CHE.
CAZZO.
Io non so veramente cosa dire, oltre a questo. A scrivere queste righe, se qualcuno si sente offeso dalle invocazioni sacre, sappia che mi sono auto censurato, e poi mi sono censurato ancora un po'.
Diciamo che mi sono giocato tutte le mie carte e non posso nemmeno pregare il Signore per evitare l'eventuale contagio.
Al cliente non ho detto niente, che cazzo gli vuoi dire ad un idiota così.
Nota: a scrivere la storia, esattamente com'è avvenuta, sembra una storia falsa. Sembra ancora incredibile anche a me. Eppure è successa. E se non ci credete, vuol dire che non lavorate a contatto con il pubblico.
martedì 21 gennaio 2020
La perquisizione
Tizio, sui 70 anni, viene a ritirare un orologio a cui ho cambiato la pila.
Lo tira fuori dalla busta, lo appoggia sul bancone, poi mi paga. Mentre faccio lo scontrino, immagino che indossi l'orologio, lasciando la busta vuota sul bancone.
Gli dò il resto, e lui dice: "Aspetti! Ma dove ho messo l'orologio?"
Gli dico che forse l'ha messo al polso, o in tasca. Al polso non c'è.
Ha un giaccone con circa 350 tasche enormi. Inizia a frugare, ma non lo trova.
Poi: "scusi, potrebbe cercarmi lei in tasca? io ho poca sensibilità nelle dita, magari è in tasca ma non lo sento"
E fu così che mi posizionai alle spalle del soggetto, e prima di trovare l'orologio, le mie mani toccarono un po' di banconote, un fazzoletto umido, delle carte di caramella e altre cose che non voglio nemmeno immaginare cosa fossero.
Tutto, per il servizio al cliente. Ma proprio tutto.
Lo tira fuori dalla busta, lo appoggia sul bancone, poi mi paga. Mentre faccio lo scontrino, immagino che indossi l'orologio, lasciando la busta vuota sul bancone.
Gli dò il resto, e lui dice: "Aspetti! Ma dove ho messo l'orologio?"
Gli dico che forse l'ha messo al polso, o in tasca. Al polso non c'è.
Ha un giaccone con circa 350 tasche enormi. Inizia a frugare, ma non lo trova.
Poi: "scusi, potrebbe cercarmi lei in tasca? io ho poca sensibilità nelle dita, magari è in tasca ma non lo sento"
E fu così che mi posizionai alle spalle del soggetto, e prima di trovare l'orologio, le mie mani toccarono un po' di banconote, un fazzoletto umido, delle carte di caramella e altre cose che non voglio nemmeno immaginare cosa fossero.
Tutto, per il servizio al cliente. Ma proprio tutto.
sabato 21 dicembre 2019
Il mio spirito natalizio
Venerdì sera, 20 Dicembre. Arriva un tizio, sui 50 anni, cerca un orologio, mi mostra la foto sul telefono.
Sì, ce l'ho in negozio, ottimo, che bello, potrò incassare ben 45 euro.
Ecco, no, il problema è il prezzo. Mi chiede se c'è uno sconto, gli dico che su questi modelli non è che ci sia questo gran margine, posso fare 43 euro ma non molto di più.
Lui mi fa vedere che su internet l'ha trovato in vendita a 22 euro. Gli rispondo "beh, bene, sono contento".
Nota tecnica: 22 euro è meno di quello che pago io quell'orologio. Potrei prendere in considerazione di comprarlo da quel sito e venderlo al suo prezzo originale, ci guadagnerei anche rispetto al prenderlo dal distributore ufficiale. Come fanno a fare quei prezzi? E chi lo sa.
Dice che lo comprerebbe su internet ma non gli arriva entro Lunedì e a lui serve Lunedì. Penso che allora cederà e lo comprerà. E invece no: dice che farà ancora un giro per vedere se lo trova a meno, e casomai tornerà.
Saluto, arrivederci, grazie.
Uscito il tizio, tolgo quell'orologio dall'esposizione. Lo rimetterò in vendita da Gennaio. Se il tizio dovesse tornare per prenderlo, "mi spiace ma l'ho venduto proprio un'ora fa", e si fotta la sua fretta.
Le vendite natalizie stanno andando male (direi un 40% in meno rispetto all'anno scorso, che già era 30% in meno di due anni fa), ma non ho davvero bisogno di sentirmi l'ultima ruota di scorta del carro, con gente maleducata che cerca lo sconto a tutti i costi dicendoti che in realtà non vorrebbe comprare da te, nonostante sia lei in condizione di bisogno veloce di quell'oggetto.
L'orologio non è più in vendita, al massimo ci perderò circa 18 euro di guadagno. Le cose stanno andando male, ma mi posso ancora permettere di essere il Grinch, con chi non ha il pudore di pesare le parole e di tenere per sè i suoi diabolici piani di risparmio.
****AGGIORNAMENTO***
Il tizio è tornato. Non Lunedì 23 Dicembre, ma Martedì 24. All'ultimo secondo. "Peccato" che no, il modello che cercava ormai purtroppo l'ho venduto a qualcun altro. Peccato veramente. Gli ho augurato i miei più servili auguri per un distinto Natale ed uno spettabile Anno Nuovo.
Il 27 Dicembre, alla riapertura del negozio, l'orologio è tornato in vetrina :)
Sì, ce l'ho in negozio, ottimo, che bello, potrò incassare ben 45 euro.
Ecco, no, il problema è il prezzo. Mi chiede se c'è uno sconto, gli dico che su questi modelli non è che ci sia questo gran margine, posso fare 43 euro ma non molto di più.
Lui mi fa vedere che su internet l'ha trovato in vendita a 22 euro. Gli rispondo "beh, bene, sono contento".
Nota tecnica: 22 euro è meno di quello che pago io quell'orologio. Potrei prendere in considerazione di comprarlo da quel sito e venderlo al suo prezzo originale, ci guadagnerei anche rispetto al prenderlo dal distributore ufficiale. Come fanno a fare quei prezzi? E chi lo sa.
Dice che lo comprerebbe su internet ma non gli arriva entro Lunedì e a lui serve Lunedì. Penso che allora cederà e lo comprerà. E invece no: dice che farà ancora un giro per vedere se lo trova a meno, e casomai tornerà.
Saluto, arrivederci, grazie.
Uscito il tizio, tolgo quell'orologio dall'esposizione. Lo rimetterò in vendita da Gennaio. Se il tizio dovesse tornare per prenderlo, "mi spiace ma l'ho venduto proprio un'ora fa", e si fotta la sua fretta.
Le vendite natalizie stanno andando male (direi un 40% in meno rispetto all'anno scorso, che già era 30% in meno di due anni fa), ma non ho davvero bisogno di sentirmi l'ultima ruota di scorta del carro, con gente maleducata che cerca lo sconto a tutti i costi dicendoti che in realtà non vorrebbe comprare da te, nonostante sia lei in condizione di bisogno veloce di quell'oggetto.
L'orologio non è più in vendita, al massimo ci perderò circa 18 euro di guadagno. Le cose stanno andando male, ma mi posso ancora permettere di essere il Grinch, con chi non ha il pudore di pesare le parole e di tenere per sè i suoi diabolici piani di risparmio.
****AGGIORNAMENTO***
Il tizio è tornato. Non Lunedì 23 Dicembre, ma Martedì 24. All'ultimo secondo. "Peccato" che no, il modello che cercava ormai purtroppo l'ho venduto a qualcun altro. Peccato veramente. Gli ho augurato i miei più servili auguri per un distinto Natale ed uno spettabile Anno Nuovo.
Il 27 Dicembre, alla riapertura del negozio, l'orologio è tornato in vetrina :)
giovedì 7 novembre 2019
Il Collezionista
C'è un cliente che ormai penso venga da almeno 4 anni - non so perchè non ne ho mai parlato, perchè è decisamente un caso clinico. Oggi è passato, ed è ora di farlo finire nel blog.
Ha circa 60 anni, arriva sempre con un sacchetto contenente tutta la sua collezione di orologi - otto, per la precisione - contenuti in bustine da riparazione che gli ho fornito negli anni, visto che ho cambiato la pila a tutti gli orologi. Nessuno degli orologi è mai stato comprato da me.
Viene ogni 2-3 mesi, e con la calma di chi non ha niente da fare per tutto il giorno, tira fuori tutti gli orologi da tutte le bustine, li mette sul bancone e mi chiede di guardare se le ore sono giuste, e di mettere a posto i datari. Io devo prendere ogni orologio, tirar fuori la corona, mettere a posto la data, e rimetterlo giù. Per. Otto. Orologi.
Un lavoro che potrebbe tranquillamente farsi a casa sua, da solo, senza rompere le palle a me.
Il tutto nel nome di "io glieli porto tutti, così se qualcuno si è fermato glielo lascio per la pila".
Avete capito, che bel guadagno ci potrei fare, se un orologio ogni due anni me lo lascia per la pila, e nel frattempo quell'orologio l'ho visto 10 volte, sistemandogli ora e data quando serve?
Questo fa sempre parte del motto implicito "in questo negozio la garanzia e l'assistenza gratuita sono OBBLIGATORIE a vita, dopo un semplice cambio pila".
Ha circa 60 anni, arriva sempre con un sacchetto contenente tutta la sua collezione di orologi - otto, per la precisione - contenuti in bustine da riparazione che gli ho fornito negli anni, visto che ho cambiato la pila a tutti gli orologi. Nessuno degli orologi è mai stato comprato da me.
Viene ogni 2-3 mesi, e con la calma di chi non ha niente da fare per tutto il giorno, tira fuori tutti gli orologi da tutte le bustine, li mette sul bancone e mi chiede di guardare se le ore sono giuste, e di mettere a posto i datari. Io devo prendere ogni orologio, tirar fuori la corona, mettere a posto la data, e rimetterlo giù. Per. Otto. Orologi.
Un lavoro che potrebbe tranquillamente farsi a casa sua, da solo, senza rompere le palle a me.
Il tutto nel nome di "io glieli porto tutti, così se qualcuno si è fermato glielo lascio per la pila".
Avete capito, che bel guadagno ci potrei fare, se un orologio ogni due anni me lo lascia per la pila, e nel frattempo quell'orologio l'ho visto 10 volte, sistemandogli ora e data quando serve?
Questo fa sempre parte del motto implicito "in questo negozio la garanzia e l'assistenza gratuita sono OBBLIGATORIE a vita, dopo un semplice cambio pila".
venerdì 18 ottobre 2019
Andare di Fretta
Come sempre, uno pensa di aver catalogato tutta la stupidità umana, e invece arriva la domanda più idiota ed inutile del decennio.
Negozio vuoto, entra un tizio sui 50.
"Buongiorno, visto che c'è il negozio vuoto, avrei una domanda da fare."
"Dica!"
"Io passo qui davanti sempre di fretta, sono una persona che ha sempre i minuti contati. A breve dovrò sostituire la pila del mio orologio e so che bisogna lasciarvelo, volevo chiederle se quando verrò a lasciarlo, posso passare davanti a tutti per evitare di perdere tempo solo per una ricevuta."
La mia temperatura corporea è salita di 12 gradi, per evitare di urlargli in faccia cosa volesse da me e dalla mia vita.
"Guardi, il negozio è spesso pieno, dovrebbe chiedere agli eventuali clienti, se può passare avanti, io non posso abbandonare un cliente, non posso prevedere quanta gente ci sarà quando lei passerà."
"Ah, non fate questo tipo di servizio?"
"Temo di no"
"Mi spiace, arrivederci"
Più ci penso, più mi sento trascinare nel baratro dell'imbecillità.
Negozio vuoto, entra un tizio sui 50.
"Buongiorno, visto che c'è il negozio vuoto, avrei una domanda da fare."
"Dica!"
"Io passo qui davanti sempre di fretta, sono una persona che ha sempre i minuti contati. A breve dovrò sostituire la pila del mio orologio e so che bisogna lasciarvelo, volevo chiederle se quando verrò a lasciarlo, posso passare davanti a tutti per evitare di perdere tempo solo per una ricevuta."
La mia temperatura corporea è salita di 12 gradi, per evitare di urlargli in faccia cosa volesse da me e dalla mia vita.
"Guardi, il negozio è spesso pieno, dovrebbe chiedere agli eventuali clienti, se può passare avanti, io non posso abbandonare un cliente, non posso prevedere quanta gente ci sarà quando lei passerà."
"Ah, non fate questo tipo di servizio?"
"Temo di no"
"Mi spiace, arrivederci"
Più ci penso, più mi sento trascinare nel baratro dell'imbecillità.
mercoledì 9 ottobre 2019
Lamentela Sudata
Tizio sui 35 anni, mi ha portato da cambiare una pila, nessun problema.
Mentre gli dò la ricevuta, aggiunge:
"Senta, prima dell'Estate avevo comprato qui un cinturino di pelle, ma puzza tantissimo"
"Mmm, se è di pelle, è possibile che se ha sudato molto abbia assorbito il sudore, e un po' di cattivo odore ci può essere"
"Ma cosa si può fare?"
"Se è di pelle c'è poco da fare, non si può lavare come quelli in nylon..."
"Ma io l'ho preso qui"
"Capisco, ma purtroppo a cambiare i cinturini prima dell'Estate, c'è il rischio che il sudore li rovini"
"Avrebbe potuto dirmelo, che poi puzza di sudore"
"Purtroppo non posso sapere la quantità e qualità della sudorazione di tutti i clienti, non è che tutti i cinturini si rovinano"
"Quindi non è in garanzia?"
"No, purtroppo no"
La garanzia, voleva. Contro gli odori emessi dal suo corpo. Mi devo sempre trattenere dall'urlare in faccia alla gente quel che penso veramente di loro.
Mentre gli dò la ricevuta, aggiunge:
"Senta, prima dell'Estate avevo comprato qui un cinturino di pelle, ma puzza tantissimo"
"Mmm, se è di pelle, è possibile che se ha sudato molto abbia assorbito il sudore, e un po' di cattivo odore ci può essere"
"Ma cosa si può fare?"
"Se è di pelle c'è poco da fare, non si può lavare come quelli in nylon..."
"Ma io l'ho preso qui"
"Capisco, ma purtroppo a cambiare i cinturini prima dell'Estate, c'è il rischio che il sudore li rovini"
"Avrebbe potuto dirmelo, che poi puzza di sudore"
"Purtroppo non posso sapere la quantità e qualità della sudorazione di tutti i clienti, non è che tutti i cinturini si rovinano"
"Quindi non è in garanzia?"
"No, purtroppo no"
La garanzia, voleva. Contro gli odori emessi dal suo corpo. Mi devo sempre trattenere dall'urlare in faccia alla gente quel che penso veramente di loro.
venerdì 27 settembre 2019
Il colpo di scena
Suonano alla porta, entra una coppia - lui saluta, lei fa solo un sorriso. L'uomo dice che deve cambiare cinturino, la donna gli si mette accanto mentre lui guarda i vari modelli. Non lo aiuta a scegliere, ma si guarda tutti i modelli e sembra approvare la scelta finale.
Io vado di là per montare il cinturino, mentre lo sto montando suonano alla porta, apro ed entra una signora che si mette a guardare le vetrine.
Finisco il lavoro, dò l'orologio all'uomo, che per sbaglio dà una gomitata alla moglie mentre estrae il portafoglio (la moglie gli era incollata addosso, praticamente). Faccio lo scontrino, gli dò il resto, guardo lui e la moglie, li saluto e rivolgo il mio sguardo verso la signora entrata, le dico "Buongiorno!", pronto a servirla.
Al quel punto, la tizia accanto all'uomo dice, seccatissima:
"Scusi, ma tocca a me!"
"Ah... scusi, ma non siete insieme?"
"No, no, non conosco questo signore."
GLI SEI STATA INCOLLATA DAL MOMENTO IN CUI SIETE ENTRATI, ALLORA SEI UNA STALKER PSICOPATICA, PERO'!
Io vado di là per montare il cinturino, mentre lo sto montando suonano alla porta, apro ed entra una signora che si mette a guardare le vetrine.
Finisco il lavoro, dò l'orologio all'uomo, che per sbaglio dà una gomitata alla moglie mentre estrae il portafoglio (la moglie gli era incollata addosso, praticamente). Faccio lo scontrino, gli dò il resto, guardo lui e la moglie, li saluto e rivolgo il mio sguardo verso la signora entrata, le dico "Buongiorno!", pronto a servirla.
Al quel punto, la tizia accanto all'uomo dice, seccatissima:
"Scusi, ma tocca a me!"
"Ah... scusi, ma non siete insieme?"
"No, no, non conosco questo signore."
GLI SEI STATA INCOLLATA DAL MOMENTO IN CUI SIETE ENTRATI, ALLORA SEI UNA STALKER PSICOPATICA, PERO'!
giovedì 19 settembre 2019
La situazione di Rambo
Con il casino pre-e-post vacanze estive, non ho avuto molto tempo e/o voglia di scrivere. Ora la voglia mi tornerà, perchè non scrivere mi fa male (non parlo solo di scrivere su questo blog), ma prima che torni a esporre le miserie umane che passano dal mio negozio (che sarebbe un negozio di orologi, non un consultorio/nosocomio/manicomio/prontosoccorso), voglio dare un aggiornamento su Rambo. Avviso che non è un aggiornamento particolarmente piacevole, non sapevo se scriverne o no, ma alla fin fine è un personaggio storico del negozio (che ok, se non fosse mai entrato sarebbe stato meglio, al di là delle risate a mie spese), e vi "devo" questo aggiornamento.
Riassunti su Rambo: è apparso per la prima volta nel Dicembre 2009, tornato poi a Settembre 2010, poi ogni tanto passava in negozio, nel 2015 è arrivato con un orologio non comprato da me (lo trovate nei commenti), e nel 2018 si era meritato un aggiornamento
Vi consiglio di leggere (o ripassare) la sua storia nei link qui sopra, riporto un passaggio dall'ultimo aggiornamento del 2018:
Ecco. Questa situazione è ricominciata e intensificata verso Giugno, ogni 2-3 giorni Rambo entrava a fare questa scenetta.
Solo che ad un certo punto, diciamo a Luglio, ha iniziato a sfasare con le parole, aveva l'orologio al polso e per farmi cambiare l'ora tirava fuori il portafoglio e non sapeva più cosa voleva, ma alla fine l'obiettivo era sempre raggiunto: un giorno cambiavo le ore digitali in 24 ore, il giorno dopo in 12 ore am/pm.
Quindi, la verità ora temo sia evidente: Rambo OGGI (non dieci anni fa, che era solamente un folle perditempo) soffre di qualche tipo di demenza.
Quindi ok, ho smesso di arrabbiarmi quando arriva, e di certo non lo posso trattare male. Ha un male serio, non posso parlarne più nè prenderlo in giro.
Fine della sua storia.
A corollario, per chi magari volesse mettersi nei miei panni, potreste immaginare un negoziante che ha i suoi problemi e i suoi pensieri, oltre ad un casino di clienti da servire, e che da 10 anni viene perseguitato da un tizio che ha comprato UNA volta un orologio da 60 euro, e che ora viene un paio di volte a settimana per farselo regolare.
Porto pazienza, anche se la pazienza, proprio grazie al negozio, penso di averla esaurita circa nel 2012. Si spera nel karma.
Riassunti su Rambo: è apparso per la prima volta nel Dicembre 2009, tornato poi a Settembre 2010, poi ogni tanto passava in negozio, nel 2015 è arrivato con un orologio non comprato da me (lo trovate nei commenti), e nel 2018 si era meritato un aggiornamento
Vi consiglio di leggere (o ripassare) la sua storia nei link qui sopra, riporto un passaggio dall'ultimo aggiornamento del 2018:
[ogni giorno passa davanti alla vetrina almeno due volte, ma spesso anche quattro. la guarda, poi prosegue nei suoi giri] Ogni tanto, entra per farsi sistemare l'orologio [...] per farsi sistemare l'orario sulle 24 ore. Io lo sistemo (perchè ricordiamoci che nel mio negozio, l'assistenza al cliente è obbligatoria per l'intera vita del cliente, anche su orologi da 30 euro), lui si lamenta che così legge che sono le 16, gli dico qual è il problema, e dice che preferisce vedere che sono le 4pm. E allora ok, riportiamolo sulle 12 ore. Ma quindi, cosa è entrato a fare?
Ecco. Questa situazione è ricominciata e intensificata verso Giugno, ogni 2-3 giorni Rambo entrava a fare questa scenetta.
Solo che ad un certo punto, diciamo a Luglio, ha iniziato a sfasare con le parole, aveva l'orologio al polso e per farmi cambiare l'ora tirava fuori il portafoglio e non sapeva più cosa voleva, ma alla fine l'obiettivo era sempre raggiunto: un giorno cambiavo le ore digitali in 24 ore, il giorno dopo in 12 ore am/pm.
Quindi, la verità ora temo sia evidente: Rambo OGGI (non dieci anni fa, che era solamente un folle perditempo) soffre di qualche tipo di demenza.
Quindi ok, ho smesso di arrabbiarmi quando arriva, e di certo non lo posso trattare male. Ha un male serio, non posso parlarne più nè prenderlo in giro.
Fine della sua storia.
A corollario, per chi magari volesse mettersi nei miei panni, potreste immaginare un negoziante che ha i suoi problemi e i suoi pensieri, oltre ad un casino di clienti da servire, e che da 10 anni viene perseguitato da un tizio che ha comprato UNA volta un orologio da 60 euro, e che ora viene un paio di volte a settimana per farselo regolare.
Porto pazienza, anche se la pazienza, proprio grazie al negozio, penso di averla esaurita circa nel 2012. Si spera nel karma.
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