venerdì 19 marzo 2010

La mamma è sempre la mamma

Un paio di settimane fa è venuto un tizio sui 40 anni che aveva un problema con un orologio a cui aveva cambiato la pila pochi giorni prima. Semplicemente, ancora l'orologio ogni tanto perdeva il tempo, segno che c'è qualcosa che non va nel movimento, non è il caso di far tante storie.



Ma come sempre, la prima cosa da fare in questi casi, per i clienti, è dire che probabilmente la pila che abbiamo messo era già scarica, che forse l'abbiamo messa male, e in generale "che diavolo avete fatto al mio orologio, che prima andava benissimo". Il tizio in questione ha passato tutte e tre le fasi dell'offesa alla mia professione, ma ormai ci sono abituato, e di solito riesco a far intuire che l'orologio ha problemi di movimento, e che se vogliono va revisionato. Mi incazzo internamente, ma per ste cose, queste tre accuse, non mi scaldo più, le ignoro totalmente davanti al cliente.
Quindi, in un clima disteso, alla fine il tizio ha lasciato l'orologio per farlo revisionare, con una raccomandazione/supplica/minaccia:



"Mi raccomando, dovete metterlo a posto perchè a questo orologio ci tengo più che a mia madre"



Mi sono chiesto che mentecatto debba essere sto tizio, se tiene più ad un orologio da 280 euro, ancora regolamente in commercio e quindi non "rarissimo", che non a sua madre. Sta roba mi aveva colpito.



Beh, oggi indovinate chi è venuta a ritirare l'orologio riparato?
SUA MAMMA!
Avrei proprio voluto vendicarmi delle accuse rivolte al lavoro sulla pila, dicendo qualcosa su quanto il tizio tenesse a lei meno che sull'orologio. Sottolineando poi l'ironia di mandare mammina a pagare il conto.
Ma ok, sono un professionista, ho tenuto la bocca cucita. Le mie dita però han digitato sta storia. Il mondo doveva sapere :)

mercoledì 17 marzo 2010

Si stava meglio quando si stava peggio

La natura umana prevede la ricerca continua della lamentela continua. Lo so, lo so, nel post precedente lamentavo la rottura del campanello, oggi sono qui a lamentarmi perchè il campanello funziona troppo bene.

Nel senso, ieri l'hanno premuto in troppi. Maledetti Martedì, la gente passa il weekend a frugare nei cassetti e trova orologi fermi da decenni, e me li porta, ovviamente pretendendo la pila subito. Alla fine della giornata di ieri, ho ritirato 29 orologi per cambiare la pila. Altri 5 sono andati via indignati perchè la pila non la cambiavo subito. Poi altri che venivano a ritirare, altri a perder tempo... età media 80 anni, quindi la maggior parte dà una doppia scampanellata "perchè da fuori non si sente".

Il risultato è che ieri il campanello l'ho sentito suonare tranquillamente un'ottantina di volte. Snervante.


Ps: grazie comunque a tutti per i consigli su come ovviare al problema dell'assenza di campanello - in effetti la porta deve stare chiusa per motivi di sicurezza, non posso usare le campanelle dei negozi di souvenir o le onde booleane. La soluzione campanello wi-fi non era male, ma alla fin fine si era solo dissaldato un pezzo del contatto, non è stato niente di grave nè costoso da riparare. 
Il problema è che adesso sto meditando di romperlo di nuovo. 
DRIIIN! DRIIIN! DRIIIN! DRIIIN! DRIN DRIN (doppia scampanellata da vecchio sordo) DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN (scampanellata del deficiente che tiene premuto finchè non arrivo, tipo 5 secondi) DRIIIN! DRIIIN! DRIIIN! DRIIIN!

venerdì 12 marzo 2010

Mobbing!

Lavoro da solo, quindi penserete che io sia esente dal triste fenomeno del mobbing. Beh, è da ieri che il campanello della porta ha deciso di farmi mobbing. Non funziona, ci sarà qualche contatto andato, o le troppe pressioni quotidiane lo hanno rotto. Ho chiamato il tecnico e dovrebbe venire questa sera. Speriamo.

Ma nel frattempo sono totalmente mobbizzato da sto stronzo di campanello: devo stare dietro al bancone fermo immobile con la testa alzata per vedere se arriva qualcuno.

Non posso più usare il pc (e vabbè), non posso andare a bere, non posso andare in bagno, non posso in realtà nemmeno mettermi a sistemare le vetrine esterne, perchè puntualmente appena ne apro una e perdo di vista la porta... arriva qualcuno che preme il campanello muto e poi si pianta lì, in attesa che qualcuno lo noti.

Non posso mettermi dietro al bancone a leggere perchè appena abbasso la testa, mi perdo uno che compare davanti alla porta, e faccio la figura del deficiente se non gli apro e continuo a leggere.

E' anche difficoltoso cambiare i cinturini alla gente, perchè appena abbasso la testa per lavorare sul cinturino, puntualmente si presenta qualcuno alla porta. Vi ricordate, vero, che ho una media di 50 persone al giorno che varcano la mia soglia?

E' una roba a cui non avevo mai pensato, ma invece quante cose mi impedisce di fare, sto cazzo di campanello. Sono arrivati due scatoloni con orologi nuovi, e per aprirli devo stare in negozio anzichè nel retro... alla faccia della sicurezza... ma appena abbasso la testa o il mio campo visivo perde di vista la porta, arriva qualcuno che aspetta silenziosamente di fuori.

Sì, lo ammetto. Prima ero nevrotico, adesso sto impazzendo. Spero che l'elettricista venga presto e soprattutto sistemi il guasto! Non ce la faccio, giorni e giorni immobile a far niente in attesa di un cliente!

venerdì 5 marzo 2010

A volte ritornano. E a volte no.

Mi dite tutti che in queste settimane sto scrivendo poco. Probablmente è perchè ho alzato la mia tolleranza per chi mi fa le storie per le pile: ho raggiunto un livello in cui ho sentito qualsiasi tipo di scusa, e non sono più toccato, angosciato, turbato oi divertito da qualsiasi palla mi raccontino. Quindi quelle storie al momento, non le ho da raccontare, sono più sereno nella mia quotidiana lotta contro le "pile subito" - ma sappiate che la lotta continua!



Allora oggi vi racconto un aggiornamento su due personaggi che vi stanno nel cuore. In attesa che trovi il tempo di parlare approfonditamente di un nuovo personaggione... che chiamerei Rambo. Ma ok, parliamo di due vecchie glorie del blog e del mio negozio.



1 - FBI. Non lo vedo da inizio Novembre. Forse me ne sono liberato? Mai cantare vittoria, lo so, e son sicuro che a voi mancherà, ma come avevo scritto nel mio ultimo post a lui dedicato, mi ero francamente rotto le balle di lui, che in tre anni mi ha fatto perdere taaaaanto tempo e non ha mai nemmeno speso un euro. Forse l'FBI l'ha ingabbiato... o forse gli è arrivato veramente il bonifico da 600.000 euro che aspettava per le sue ricerche sponsorizzate dall'America per conto del Cile, per nuove modifiche sui motori a scoppio... ;)
Che poi, dei cinque altimetri che voleva comprare nel 2006, ormai di modello me n'è rimasto uno solo. Nel frattempo aveva aggiunto nuovi modelli alla sua wishlist, ma non era la stessa cosa!



2 - GINO PILOTINO. Se non vi ricordate di lui, ne parlavo qui. Dopo quella volta (nel 2007!), l'ho visto in giro ma non è tornato nel mio negozio. Beh, l'altro giorno è spuntato di nuovo. Temevo avesse qualche nuovo "problema" con il suo orologio radiocontrollato da piloti d'aereo, invece era bello calmo, e si è comprato un nuovo orologio (non radiocontrollato e non da pilota!). La cosa che ho notato è che quasi non aveva memoria dell'orologio che gli avevo venduto (che portava al polso!), e presentava molti tic nervosi. Suppongo che la ASL gli abbia prescritto qualche psicofarmaco, non so. Comunque è stato educatissimo, deciso nella scelta, e cordiale. Qualcosa in lui è cambiato... e a me piace così! Grande Gino!



Ok. La prossima volta vi racconto di Rambo, è una cosa che vi devo da Dicembre!

mercoledì 24 febbraio 2010

Fidelizzazione

Gli esperti di marketing dicono sempre che c'è bisogno di fidelizzare il cliente, insomma dargli stimolo a tornare sempre da noi.
Io ci riesco benissimo, a quanto pare.



Viene un tizio a ritirare un orologio lasciato per la pila. Controlliamo l'ora, perfetto, tutto a posto, paga, e mi saluta con una frase commovente:



"Bene, allora ci vediamo fra un anno a mezzo, magari anche due anni, la prossima volta che si scarica la batteria!"



No beh, grazie... i tuoi 5 euro ogni due anni mi aiuteranno a far andare avanti l'economia del negozio! Ti aspetto eh, non tradirmi portando la pila in altri negozi!



NB: Ok, sospetto cercasse di fare una battuta. Ma la sottile arte dell'ironia è cosa che va lasciata a chi ci sa fare. La battuta è venuta fuori infelice, soprattutto perchè per molte persone io esisto solo per "la pila subito / ah sei pure stronzo che te la devo lasciare", comprano orologi da altre parti e vengono da me solo per cambiare la pila, che da altre parti non sono capaci. In questo tipo di fidelizzazione (modello "cambio tante pile e allora tanta gente poi viene a comprare"), non ci credo, ho visto negli anni che funziona pochissimo... chi compra poi torna quasi sempre da me, ma chi cambia le pile, è un forestiero che si butta nel negozio a casaccio, sono due tipi di clientela diversi. Poi ok, tanto io le pile le cambio lo stesso, e se qualcuno poi torna per comprare un orologio ne son felice. Ma diciamo che al di là di quel che dicono i libri di marketing, non c'è un vero e proprio rapporto di causa/effetto.

martedì 16 febbraio 2010

Deviazione Professionale

Stavo guardando le foto di una amica che è andata in Giappone. Arrivati a questa foto, ho pensato


"Cazzo ma in Giappone i Casio li vendono anche sulle bancarelle? Ah, guarda, ma hanno pure la serie Oceanus, chissà se tira, che qui da noi va proprio poco?"


E' grave, dottore?

martedì 9 febbraio 2010

L'Asilo

Arrivo alle 15.25: mentre parcheggio noto che fuori dal negozio ci sono già due "vedette", come le chiamo io. Gente immobile col collo teso a vedere se il negozio apre, o pronte a scovarmi da lontano, mentre mi avvicino per aprire... si sa mai che si riesca a darmi in mano una pila da cambiare mentre ancora sono fuori.

Entro, apro il negozio, non ho nemmeno finito di tirar su la saracinesca che già suona il campanello. Un attimo, per dio... ok.
Entra una tizia. Non è una delle due viste fuori.

Appena si chiude la porta dietro di lei, ri-suona il campanello ed entrano le due tizie contemporaneamente.
L'età media di tutte è attorno ai 65. Giusto per dire che non sono ragazzine.

Io nel frattempo ho salutato la prima a entrare e la sto servendo (deve cambiare un cinturino). Mentre lei guarda i cinturini, le altre due parlano fra di loro:

"Ma chi di noi due era arrivata prima?"
"Forse io, ma di sicuro non la signora qui!"

La signora continua a guardare i cinturini e le ignora.

"No, perchè noi eravamo in coda fuori, e questa qui ci è passata davanti, ahaha!"
"Ehehe!"

Io le ignoro.
La signora sceglie un cinturino da 15 euro, vado a montarlo. Mentre lo monto (tempo: 2 minuti, che devo pure sostituire la fibbia), sento che in negozio le due prima-sconosciute-ora-alleate continuano.

"No, sa, prima dicevamo per scherzo, ma lei alla fin fine ci è passata davanti!"

"Se voi state dall'altra parte della strada ad aspettare che apra un negozio, perdete il posto!"
"Sì ma non è giusto. Comunque pazienza. Non avevo altro da fare, però ero in coda da un po'."

Finisco il lavoro, incasso i soldi, e con un sorriso sardonico mi rivolgo alle due:

"E ora a chi tocca?"

Purtroppo si erano definiti i ruoli. La prima doveva lasciare una pila. La seconda ritirarla.

Dico "purtroppo" perchè mi sarebbe piaciuto gustarmi una continuazione della litigata. Soprattutto fra i bambini dell'asilo, è gustosissima.
 

giovedì 28 gennaio 2010

Mondo Naif

A volte viene gente che mi fa pensare... pensare a dove vivano, cosa facciano, che visione abbiano del mondo. O semplicemente, se sono cretini, naif, o pensano di essere furbetti ma in effetti son cretini.



Tizio sui 60 anni, entra con in mano un orologio con cassa e bracciale in oro.

"Salve, sono andato in pensione in Dicembre e mi hanno regalato questo orologio d'oro. Ho visto che voi tenete questa marca..."



(ho capito in questo istante che stavo per addentrarmi in un mondo di rotture di balle)

"...ecco, mi chiedevo se magari mi può cambiare l'orologio, io avrei preferito un Tissot automatico!"

"Ehm, mi spiace, ma semplicemente, non possiamo cambiare oggetti non comprati da noi, e inoltre non teniamo i Tissot, al di là di tutto."


"Ahhhh... no, è che vedendo che avete proprio in vetrina questa marca di orologi, pensavo li poteste cambiare!"

"Non si possono cambiare oggetti comprati da un'altra parte, senza scontrino, senza niente..."


"Ma io volevo un Tissot!"

"Non so cosa dire, provi a chiedere nel negozio dove l'hanno preso, io di certo non posso farci niente."


"Ma l'hanno preso in una città a 30 chilometri da qui! E non so l'indirizzo!"

"Eh... boh deve chiedere" (mi sono ufficialmente rotto le palle, per la mia regola del "Odio ripetere tre volte la stessa cosa, soprattutto quando la cosa si riduce a un chiaro e semplice NO, VAI VIA")

"Ma ormai sono in pensione, non posso andare in ditta a chiedere dove l'hanno preso. E sulla garanzia non c'è scritto niente."



Tira fuori la garanzia e ancora una volta mi stupisco dell'incompetenza di colleghi. Sulla garanzia c'è scritto: "Nomedellacitta - data di acquisto".
Non c'è un timbro, una referenza dell'orologio, il nome del posto dove è stato preso... questa garanzia a tutti gli effetti è carta straccia, ma figuriamoci se lo vado a dire a un tizio così. Fatti suoi.



"Eh, non è che la garanzia aiuti molto in effetti. Boh, deve chiedere..."


"Ma lei non può fare un'eccezione?"

"Francamente no. E poi non vendo i Tissot"


"Ma almeno mi sa dire quanto può costare?"

"Non ne ho idea, non vendo quel modello"
In realtà lo so benissimo, 3.200 euro. Ma non lo dico al primo passante che viene... soprattutto se mi sta rompendo le scatole.

"..."

"...bene dai, provi a cercare in quella città i rivenditori. La saluto!"




Mamma mia che peso. Sette volte gli ho dovuto dire che non potevo aiutarlo. Poi, una volta quando ti regalava l'orologio la ditta, ne eri felicissimo, era un ricordo... no, ora lo devi cambiare con qualcos'altro.
Non scrivete, nei commenti, che magari era un ladro che doveva ricettare una cosa rubata... perchè sarebbe sinceramente ancora più patetico di quanto già non fosse al naturale, la storia. Non cercate dietrologie nella storia, racconti di povertà, o cose simili: era solo un baby-pensionato cretino.

lunedì 25 gennaio 2010

Sandra e Raimondo

Sabato è venuta una fenomenale coppia comica... direi un Sandra e Raimondo Vianello dei poveri! :)



Coppia sui 50 anni, cercano un orologio con numeri belli grossi per la mamma di lei. Troviamo in circa 90 secondi quello che fa al caso loro, perfetto.
Mentre timbro la garanzia dico: "Ecco, questa è la garanzia che vale due anni", e la donna dice, con tono piatto: "Due anni? Uff, non so se ci arriverà mia mamma, alla fine dei due anni".



E già lì... boh, la mamma è sua, le può augurare quel che vuole, abbozzo un "Ma no dai", ma sono bello imbarazzato!



Dopo mi assicuro che l'ora sull'orologio sia giusta, e poi dico "Benissimo, ho sistemato anche l'ora" e l'uomo commenta: "L'ora del decesso!"
La moglie si prende male, gli dà di gomito e dice "Guarda che stai parlando di tua suocera!", e lui si giustifica: "Ma anche tu hai fatto una battuta sulla morte!" "No, stai zitto!".



Ok, passiamo al pagamento. Il tizio tira fuori il portafoglio e inizia:
"Oh cazzo! Ma porca puttana dov'è la carta di credito? Cazzo ma dove l'ho messa, no porca puttana non l'avrò lasciata dal benzinaio!"
La moglie commenta: "Non trovi la carta?!?!? Ok che tu non perdi le balle solo perchè le hai attaccate."




LOL... che coppia fantastica! Gente ben strana, eh! All'ultima battuta facevo fatica a non scoppiare a ridere, mentre passavo la carta di credito DI LEI nel pos per il pagamento! ;)

giovedì 21 gennaio 2010

Stupido ma sincero

Arriva un tizio con un Casio digitale impermeabile 200 metri, deve cambiare la pila, lo avviso che quando si apre un orologio del genere, va poi richiuso cambiando le guarnizioni e facendo il test dll'impermeabilità con la apposita macchina. Questo in pratica vuol dire che l'orologio deve lasciarmelo 5 giorni, e costa un po' di più della pila pila normale. (sono cinque giorni perchè la costosa macchina dell'impermeabilità io non ce l'ho, quindi lo devo far fare in laboratorio)



Cinque giorni per l'arzillo settantenne sono troppi, io faccio spallucce e dico che è così, poi si lamenta pure sul prezzo, gli dico di nuovo che è così e non ci posso far molto, però se decide di andare da altre parti dove la pila gliela fanno subito, gli consiglio di controllare che gli facciano l'impermeabilità (visto che poi gli orologi chiusi male e allagati me li vedo portare QUI, non so perchè non vanno a lamentarsi con chi ha commesso l'errore). Chiudo con un "io lavoro così, le chiedo un giorno in più ma son sicuro che il lavoro è fatto bene, ma se vuole andare da altre parti dove rischia che le facciano un lavoro subito ma fatto male, vada pure"



E lui bello bello:
"Sìsì, preferisco fatto male ma subito, che ho fretta!"



Oh, contento lui...
Non si può nemmeno dire "sti giovani d'oggi vogliono tutto e subito", visto che la sua gioventù è stata nell'anteguerra...