Premessa: non credo al 99% delle storie che mi raccontano i clienti, quando si tratta di chiedere per il cambio-pila immediato. Certe son patetiche, certe son fantasiose, certe sono puttanate inverosimili.
Ma, per puro divertimento, supponiamo che quella che mi è stata raccontata ieri sia vera.
Signora, boh, sui 60 anni.
"Buongiorno devo cambiare la pila a questo orologio."
"Sì, nessun problema, me lo deve lasciare ed è pronto domattina."
"Ahhh, non subito?"
"No, mi spiace."
"E' che domani devo andare in ospedale per un ricovero per angioplastica, e devo star dentro una decina di giorni."
"Ahhh... però purtroppo proprio non posso farglilea subito."
"Mmm va bene, la lascio, magari prima di entrare in ospedale riesco a passare."
E la lascia.
Perchè far cambiare la pila all'orologio è proprio la priorità numero uno, quando ci si sta per fare inserire un palloncino nelle vene e si finirà nel dolore in ospedale...
Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
mercoledì 30 aprile 2014
martedì 15 aprile 2014
114
C'era una volta, un orologiaio con tantissimo lavoro relativo alle pile. Si faceva lasciare gli orologi bisognosi di cambio-pila, la gente li ritirava il giorno dopo o al massimo poco dopo. In attesa di essere ritirate, le buste degli orologi stavano in un cassetto, in ordine alfabetico.
Un giorno, l'orologiaio scoprì che il cassetto non bastava più a contenerle: per sette lunghi anni il giro di pile era stato alto, ma fra ritirare e lasciare il cassetto era riuscito a contenerle tutte. Un anno fa, l'orologiaio si ritrovò a dover sgombrare un altro cassetto sotto al precedente, per far posto agli orologi "dalla P alla Z". E ok, fu un vago segno di sconfitta, tutti questi orologi a cui cambiare le pile, tutto sto casino per una manciata di euro.
Oggi, il secondo cassetto non si chiude più, e il primo sta esplodendo.
L'orologiaio pazientissimo decide di contare gli orologi non ritirati. Non le buste, ma il totale di orologi.
Beh, sono 114.
Centoquattordici fottutissime pile cambiate e non ritirate, alcune sono qui da settimane, altre da boh. Altre sono semplicemente in buste di 5-6 orologi per volta, che il proprietario ha deciso di cambiarle tutte insieme intasando il lavoro di chi cambia le pile e lo spazio nel cassetto, e si può sperare che le ritiri oggi o domani.
114, per un totale di 85 buste per la precisione. Di questi 85, quanti saranno quelli che "ah no mi serve subito", "ah senza orologio muoio", "vi prego mi faccia un'eccezione"?
E poi bon, si dimenticano dell'esistenza del loro orologio, che piange al buio in un cassetto, insieme a 113 altri suoi simili.
Che triste storia, il cui unico lieto fine sarebbe quello finanziario, quando i clienti verranno a ritirare le pile. Ma quando?
ps ed nb: ai furbi che suggeriscono "ma facendole subito non ti risparmieresti tutto sto casino?" rispondo cordialmente "NO", e sorrido dall'altra parte della canna del fucile che punto virtualmente....
Prego astenersi nei commenti buonisti e/o invidiosi del lavoro dato dalle pile e dai lautissimi guadagni collegati. Grazie.
Un giorno, l'orologiaio scoprì che il cassetto non bastava più a contenerle: per sette lunghi anni il giro di pile era stato alto, ma fra ritirare e lasciare il cassetto era riuscito a contenerle tutte. Un anno fa, l'orologiaio si ritrovò a dover sgombrare un altro cassetto sotto al precedente, per far posto agli orologi "dalla P alla Z". E ok, fu un vago segno di sconfitta, tutti questi orologi a cui cambiare le pile, tutto sto casino per una manciata di euro.
Oggi, il secondo cassetto non si chiude più, e il primo sta esplodendo.
L'orologiaio pazientissimo decide di contare gli orologi non ritirati. Non le buste, ma il totale di orologi.
Beh, sono 114.
Centoquattordici fottutissime pile cambiate e non ritirate, alcune sono qui da settimane, altre da boh. Altre sono semplicemente in buste di 5-6 orologi per volta, che il proprietario ha deciso di cambiarle tutte insieme intasando il lavoro di chi cambia le pile e lo spazio nel cassetto, e si può sperare che le ritiri oggi o domani.
114, per un totale di 85 buste per la precisione. Di questi 85, quanti saranno quelli che "ah no mi serve subito", "ah senza orologio muoio", "vi prego mi faccia un'eccezione"?
E poi bon, si dimenticano dell'esistenza del loro orologio, che piange al buio in un cassetto, insieme a 113 altri suoi simili.
Che triste storia, il cui unico lieto fine sarebbe quello finanziario, quando i clienti verranno a ritirare le pile. Ma quando?
ps ed nb: ai furbi che suggeriscono "ma facendole subito non ti risparmieresti tutto sto casino?" rispondo cordialmente "NO", e sorrido dall'altra parte della canna del fucile che punto virtualmente....
Prego astenersi nei commenti buonisti e/o invidiosi del lavoro dato dalle pile e dai lautissimi guadagni collegati. Grazie.
mercoledì 12 marzo 2014
Riaprire è un po' morire
Il pomeriggio il negozio riapre alle 15.30. Fino a quel momento sono libero di fare i fatti miei, e ieri mi richiedevano che uscissi per una commissione alle 14.50 e rientrassi al pelo. In realtà sono rientrato alle 15.20.
Quando sono uscito alle 14.50 c'era una signora che guardava la vetrina aperta del negozio.
Quando sono tornato alle 15.20 la stessa signora era immobile dall'altra parte della strada, guardando fissa la saracinesca chiusa del negozio. Quella saracinesca su cui c'è scritto "Orario apertura: 9.30-12.30 15.30-19.30".
Apro alle 15.30 in punto, nemmeno il tempo di tirare su fino alla fine la saracinesca e la tizia suona per entrare. Sì, un attimo cazzo... ok entra.
La accolgo facendo finta di non sapere che è stata 40 minuti immobile, anzichè almeno farsi un giro nel grazioso centro del paesello.
Ma tanto ci pensa lei, con una lamentela assurda (uno pensa sempre di aver sentito tutte le lamentele assurde, ma poi si tocca sempre un nuovo fondo...).
"Certo che aprite proprio puntuali!"
"Eh, quando si può!" (pensavo fosse un complimento, di solito aprire puntuali è un pregio... ma il tono astioso con cui me l'ha detto mi faceva temere il peggio)
"Neanche due minuti prima, proprio come un orologio svizzero eh!"
"Eh sì, c'è proprio scritto, apertura 15.30!"
"Tanto io aspettavo da un'ora fuori... non poteva aprire prima?"
"Ma c'è scritto 15.30... apro alle 15.30."
"Vabbè, vabbè, devo ritirare un orologio."
Poi non ha più rotto le scatole con questa storia, ma vi pare che io debba sentirmi rimproverare il fatto che apro in orario, anzichè prevedere che fuori c'è qualcuno che non sa nemmeno leggere gli orari del negozio?
Quando sono uscito alle 14.50 c'era una signora che guardava la vetrina aperta del negozio.
Quando sono tornato alle 15.20 la stessa signora era immobile dall'altra parte della strada, guardando fissa la saracinesca chiusa del negozio. Quella saracinesca su cui c'è scritto "Orario apertura: 9.30-12.30 15.30-19.30".
Apro alle 15.30 in punto, nemmeno il tempo di tirare su fino alla fine la saracinesca e la tizia suona per entrare. Sì, un attimo cazzo... ok entra.
La accolgo facendo finta di non sapere che è stata 40 minuti immobile, anzichè almeno farsi un giro nel grazioso centro del paesello.
Ma tanto ci pensa lei, con una lamentela assurda (uno pensa sempre di aver sentito tutte le lamentele assurde, ma poi si tocca sempre un nuovo fondo...).
"Certo che aprite proprio puntuali!"
"Eh, quando si può!" (pensavo fosse un complimento, di solito aprire puntuali è un pregio... ma il tono astioso con cui me l'ha detto mi faceva temere il peggio)
"Neanche due minuti prima, proprio come un orologio svizzero eh!"
"Eh sì, c'è proprio scritto, apertura 15.30!"
"Tanto io aspettavo da un'ora fuori... non poteva aprire prima?"
"Ma c'è scritto 15.30... apro alle 15.30."
"Vabbè, vabbè, devo ritirare un orologio."
Poi non ha più rotto le scatole con questa storia, ma vi pare che io debba sentirmi rimproverare il fatto che apro in orario, anzichè prevedere che fuori c'è qualcuno che non sa nemmeno leggere gli orari del negozio?
martedì 4 marzo 2014
Spiderman
L'orologio morso da un ragno radioattivo ha subìto una mutazione e produce ragnatele.
...oppure il nostro spiderman è solo l'ennesimo zozzone. Bleah.
...oppure il nostro spiderman è solo l'ennesimo zozzone. Bleah.
giovedì 20 febbraio 2014
La Replica
Tizio mai visto, sui 45 anni, ha un Rolex falso, di quelli che si vede da distanza che è un falso. Gli si è staccato il rotore del movimento automatico da quattro soldi.
Me lo piazza in mano, ma gli dico:
"Mi spiace, ma non possiamo fare assistenza su orologi falsi."
"Ma come? Perchè?"
"Perchè legalmente non possiamo tenere orologi falsi in negozio, e poi in casi come questo in cui si è rotto il movimento, mi sa che costa più sistemarlo che comprarne uno nuovo. Con gli orologi falsi è così... vanno finchè vanno, poi non si aggiustano..."
"Ma questo non è un falso, è una REPLICA!"
"Una replica è sempre un falso, putroppo..."
"Ma le pare che se avessi un Rolex vero, lo porterei da lei?"
"Ecco, allora non mi porti niente e siamo a posto, no?"
Andato via tutto indignato per il nostro servizio assistenza che non si occupa di orologi falsi.
La domanda è sempre la stessa: ma che bisogno c'è di diventare aggressivi e offendere? Dimostri ancor di più di essere un pezzente morale: non solo hai un Rolex finto al polso, ma pure ti offendi se te lo fanno notare.
Me lo piazza in mano, ma gli dico:
"Mi spiace, ma non possiamo fare assistenza su orologi falsi."
"Ma come? Perchè?"
"Perchè legalmente non possiamo tenere orologi falsi in negozio, e poi in casi come questo in cui si è rotto il movimento, mi sa che costa più sistemarlo che comprarne uno nuovo. Con gli orologi falsi è così... vanno finchè vanno, poi non si aggiustano..."
"Ma questo non è un falso, è una REPLICA!"
"Una replica è sempre un falso, putroppo..."
"Ma le pare che se avessi un Rolex vero, lo porterei da lei?"
"Ecco, allora non mi porti niente e siamo a posto, no?"
Andato via tutto indignato per il nostro servizio assistenza che non si occupa di orologi falsi.
La domanda è sempre la stessa: ma che bisogno c'è di diventare aggressivi e offendere? Dimostri ancor di più di essere un pezzente morale: non solo hai un Rolex finto al polso, ma pure ti offendi se te lo fanno notare.
martedì 11 febbraio 2014
Orologi a carica di luce
Visti le mie mille seccature legate al cambio pila nel mio negozio, in molti qui nei commenti mi dicono "ma ora esistono gli orologi a carica di luce, sei salvo!".
See... salvo un cazzo.
Voglio innanzi tutto chiarire che i Citizen Eco-Drive (che appunto funzionano con la luce, sia artificiale che solare) sono fra gli orologi che più vendo nel mio negozio. Hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, fanno tanta pubblicità quindi spesso il potenziale cliente entra in negozio con già una conoscenza su quel che cerca.
E poi sì, funzionano senza pila e questo attira in molti, è una cosa che funziona veramente bene, io stesso ne porto uno al polso e in 3 anni non ha mai avuto problemi, anche quando lo sostituisco con il mio orologio automatico. Sono felice al 100% di vendere Citizen, è un'ottima marca e lavorativamente mi dà soddisfazioni.
Detto questo, mi preme assicurare che quando vendo un orologio del genere spiego sempre, sempre, sempre, che funziona con la luce "se si indossa ogni giorno è sempre al massimo della carica, ma anche se non lo mette per due mesi l'orologio va avanti uguale". Poi sottolineo che "la riserva di carica è di 5 mesi: se lo si mette via carico al massimo, può stare 5 mesi al buio e continua ad andare". Poi c'è sempre il genio che chiede "ma allora di notte continua a funzionare?", o lo spiritoso che mi chiede se si ferma quando il cielo è nuvoloso e piove. Ma tralasciamo...
Quindi, il cliente è totalmente informato del funzionamento, di solito escono belli felici di questa tecnologia.
Il problema è che poi queste persone o si dimenticano di quel che gli dico, o si rincoglioniscono semplicemente, o che ne so.
Il fatto è che ogni settimana che il Signore ha creato, almeno due persone mi portano un eco-drive chiedendo di cambiare la pila. Quando pazientemente faccio notare che sono orologi a carica di luce, ergo non hanno la pila, i clienti cascano dalle nuvole, è un fioccare di facce stupite, di "eh? ma come? ma io...! ah!" seguiti da varie storie di come dovrebbero funzionare orologi solari in condizioni critiche, tipo 2 anni in cassetta di sicurezza, 15 anni dalla comunione in un cassetto, oppure "in una vetrinetta che ogni tanto la luce la prende" (non avete idea di quante persone, a quanto pare, tengono i loro orologi "in vetrinette che ogni tanto prendono la luce", boh, è una casistica elevata!).
Ormai ho l'abitudine in questi casi di farmi lasciare l'orologio e di metterlo io sotto carica (ovvero: alla luce, dietro le finestre), perchè le facce stupite e gli "eh? ma come?" proseguono anche mentre dico che appunto basta metterli bene sul balcone o dietro la finestra e in mezza giornata ripartiranno. Non capiscono proprio il concetto di "carica solare", nei rari casi in cui si portano via l'orologio per caricarlo loro, dopo 3 ore me lo riportano lamentandosi che ancora non funziona.
Morale della favola, parte 1: per me, la perdita di tempo a servire il cliente è uguale a quella impiegata per farmi lasciare e poi restituire un orologio per la pila, solo che in questo caso non ci guadagno mezzo euro.
Morale della favola, parte 2: tenendo conto che in media vendo una dozzina di eco-drive al mese, e che ogni settimana mi arrivano 2-3 di questi furboni (di mezza età, anziani, ma pure giovani - non ci sono differenze) che non hanno idea di come funziona l'orologio, io mi chiedo: ma quanto sono rincoglioniti, nel mio paese?
Morale della favola, parte 3: see, salvo un cazzo. Datemi le pile da cambiare, a sto punto...
See... salvo un cazzo.
Voglio innanzi tutto chiarire che i Citizen Eco-Drive (che appunto funzionano con la luce, sia artificiale che solare) sono fra gli orologi che più vendo nel mio negozio. Hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, fanno tanta pubblicità quindi spesso il potenziale cliente entra in negozio con già una conoscenza su quel che cerca.
E poi sì, funzionano senza pila e questo attira in molti, è una cosa che funziona veramente bene, io stesso ne porto uno al polso e in 3 anni non ha mai avuto problemi, anche quando lo sostituisco con il mio orologio automatico. Sono felice al 100% di vendere Citizen, è un'ottima marca e lavorativamente mi dà soddisfazioni.
Detto questo, mi preme assicurare che quando vendo un orologio del genere spiego sempre, sempre, sempre, che funziona con la luce "se si indossa ogni giorno è sempre al massimo della carica, ma anche se non lo mette per due mesi l'orologio va avanti uguale". Poi sottolineo che "la riserva di carica è di 5 mesi: se lo si mette via carico al massimo, può stare 5 mesi al buio e continua ad andare". Poi c'è sempre il genio che chiede "ma allora di notte continua a funzionare?", o lo spiritoso che mi chiede se si ferma quando il cielo è nuvoloso e piove. Ma tralasciamo...
Quindi, il cliente è totalmente informato del funzionamento, di solito escono belli felici di questa tecnologia.
Il problema è che poi queste persone o si dimenticano di quel che gli dico, o si rincoglioniscono semplicemente, o che ne so.
Il fatto è che ogni settimana che il Signore ha creato, almeno due persone mi portano un eco-drive chiedendo di cambiare la pila. Quando pazientemente faccio notare che sono orologi a carica di luce, ergo non hanno la pila, i clienti cascano dalle nuvole, è un fioccare di facce stupite, di "eh? ma come? ma io...! ah!" seguiti da varie storie di come dovrebbero funzionare orologi solari in condizioni critiche, tipo 2 anni in cassetta di sicurezza, 15 anni dalla comunione in un cassetto, oppure "in una vetrinetta che ogni tanto la luce la prende" (non avete idea di quante persone, a quanto pare, tengono i loro orologi "in vetrinette che ogni tanto prendono la luce", boh, è una casistica elevata!).
Ormai ho l'abitudine in questi casi di farmi lasciare l'orologio e di metterlo io sotto carica (ovvero: alla luce, dietro le finestre), perchè le facce stupite e gli "eh? ma come?" proseguono anche mentre dico che appunto basta metterli bene sul balcone o dietro la finestra e in mezza giornata ripartiranno. Non capiscono proprio il concetto di "carica solare", nei rari casi in cui si portano via l'orologio per caricarlo loro, dopo 3 ore me lo riportano lamentandosi che ancora non funziona.
Morale della favola, parte 1: per me, la perdita di tempo a servire il cliente è uguale a quella impiegata per farmi lasciare e poi restituire un orologio per la pila, solo che in questo caso non ci guadagno mezzo euro.
Morale della favola, parte 2: tenendo conto che in media vendo una dozzina di eco-drive al mese, e che ogni settimana mi arrivano 2-3 di questi furboni (di mezza età, anziani, ma pure giovani - non ci sono differenze) che non hanno idea di come funziona l'orologio, io mi chiedo: ma quanto sono rincoglioniti, nel mio paese?
Morale della favola, parte 3: see, salvo un cazzo. Datemi le pile da cambiare, a sto punto...
giovedì 6 febbraio 2014
The watch of the beast
In quanto metallaro, sono molto sensibile ai 'problemi del 666'.
No, niente di satanico... ma nel mondo del metal la cifra 666 rappresenta uno stile di vita - se non capite quel che dico, vuol dire che non ascoltate la musica giusta, potete anche passare oltre.
Quindi, mi fa molto piacere scoprire che qualche designer di orologi ha nascosto in un orologio 'normale e coloratissimo' il marchio della bestia...
Niente, questo non è un post di rabbia o lamentele, ne siete stupiti?
E' solo un saluto a chi ascolta "la musica giusta". Con tanto di playlist per rilassarvi.
No, niente di satanico... ma nel mondo del metal la cifra 666 rappresenta uno stile di vita - se non capite quel che dico, vuol dire che non ascoltate la musica giusta, potete anche passare oltre.
Quindi, mi fa molto piacere scoprire che qualche designer di orologi ha nascosto in un orologio 'normale e coloratissimo' il marchio della bestia...
Niente, questo non è un post di rabbia o lamentele, ne siete stupiti?
E' solo un saluto a chi ascolta "la musica giusta". Con tanto di playlist per rilassarvi.
martedì 21 gennaio 2014
Una sporca lamentela
Tizio sui 65 anni, deve cambiare una pila. Nessun problema per lasciarmela.
Il problema è subito dopo.
Mentre scrivo il suo nome sulla ricevuta, mi dice (già in tono a metà fra l'aggressivo e il saccente) che però ha una lamentela sul cinturino, che aveva preso da noi.
Non ho bisogno di vedere meglio il cinturino, lo sento dall'odore e dal malaugurato contatto che ho avuto con esso: è marcio. Ma proprio da far schifo.
La lamentela?
"Dica alla [famosa marca di cinturini] che i suoi cinturini non valgono niente."
"Sì?"
"Sì, questo cinturino è durato solo tre anni, guardi come è ridotto."
Eh già. SOLO tre anni. Per 15 euro di cinturino. Dura SOLO tre anni. E ci scommetto che non lo toglie MAI, nè per dormire nè per fare la doccia. Sono tre anni pieni.
"Mah, direi che tre anni sono piuttosto sufficienti, per un cinturino, spesso durano anche meno..." (suggerendo che le persone di solito lo cambiano quando puzza troppo o inizia a rompersi, non quando è marcio - ma tanto il suggerimento non viene colto...)
"Anche meno di tre anni?!?!? Non comprerò mai più un cinturino di questa marca, glielo dica!"
"Ma no, faccia una cosa: faccia una foto al cinturino ed esponga la sua lamentela, dicendo proprio che è durato tre anni, mandi il tutto alla ditta e vedrà che risponderanno sicuramente!"
Non penso che il tizio lo farà (mi sarebbe piaciuto lo facesse!), ma siccome comunque poi ho avuto fra le mani l'orologio, una delicata foto per stomaci forti l'ho fatta io.
Me lo immagino, l'addetto PR fighetto della ditta, a ricevere la lamentela che il cinturino dura SOLO tre anni, ed in allegato questa visione dell'orrore.
venerdì 10 gennaio 2014
Amici di amici
Tizia sui 70 anni, deve lasciare una pila, nessun problema.
"Che nome segno sulla ricevuta?"
"Segni Enza, perchè sono amica di Enza xxxx, una sua vecchia cliente"
A parte che non ho nessuna idea di chi sia Enza xxx, ma in ogni caso: perchè lasciare il nome di una tua amica, supposta mia cliente? Quali vantaggi può avere questo atto?
Se era un tentativo di avere uno sconto (su un cambio pila...), è il tentativo più goffo mai visto.
BOH.
"Che nome segno sulla ricevuta?"
"Segni Enza, perchè sono amica di Enza xxxx, una sua vecchia cliente"
A parte che non ho nessuna idea di chi sia Enza xxx, ma in ogni caso: perchè lasciare il nome di una tua amica, supposta mia cliente? Quali vantaggi può avere questo atto?
Se era un tentativo di avere uno sconto (su un cambio pila...), è il tentativo più goffo mai visto.
BOH.
martedì 7 gennaio 2014
Greenwich 2014
Quello che vedete qui è il mio piede (e più sotto, la mia mano: di più non mostro!).
Sta schiacciando il meridiano zero, quello di Greenwich, dove il 2 Gennaio sono andato a sincronizzare il mio orologio con il GMT, Greenwich Mean Time. Così ora il mio orologio è a posto.
Già che ero in presenza dell'orologio-zero, ho pregato il dio degli orologi che tutti quelli venduti da me vadano bene ora e sempre nei secoli dei secoli, e che le pile messe nel mio negozio durino 7-10 anni in modo da non doverle cambiare troppo spesso.
E che nel 2014 nessuno mi rompa i c*gli*ni, lavorativamente parlando.
Amen.
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