mercoledì 13 dicembre 2023

La fretta di McGyver

 Tizio con un Rolex falso, consapevole che sia falso.

"Devo avvitare la ghiera girevole, è diventata molle, credo serva smontarla per poi tendere le molle sottostanti."

"Mi spiace, non è un lavoro che facciamo, non mettiamo mano sui Rolex falsi"

"Ma cosa ci vuole?"

"Se si rompe una delle molle o altre cose è un problema sostituirla"

"Bah, è una cosa che so fare anche io a casa, non so perché non la facciate voi."

"Ma se sa farla, perché lo chiede a me?"

"E' che ero in giro, volevo sistemarla subito, non ho voglia di aspettare stasera."

"Pazienza, mi spiace."

Boh.
(Ah sì, si deduce anche che volesse il lavoro fatto subito.)


martedì 21 novembre 2023

Telepatia tramite telefono

Suona il telefono. 

"Buongiorno, settimana scorsa ho visto in vetrina degli orologi scontati, mi può confermare che ci sono ancora?"

"Sì, c'è lo sconto sulla marca xxx (tutti orologi in plastica)"

"Ne ho visto uno con il cinturino in acciaio nero"

"Se era in acciaio sarà stato su un altro ripiano, quelli scontati sono solo quelli sul ripiano segnalato, e sono tutti in plastica"

"Non tutta la vetrina?"

"No, è solo sul ripiano dove c'è il cartello, come segnalato."

"Però credo fosse scontato quello che ho visto, me lo può confermare?"

"Se era in plastica è probabile, se è in acciaio sicuramente no."

"Mi può descrivere quello che ho visto?"

La risposta giusta che avrei dovuto dare sarebbe stata: MA IO CHE CAZZO NE SO?!?!

Ho ricevuto molte richieste assurde nella mia carriera, ma questa entra subito nella Top 5. Ha proprio usato queste parole: posso descrivere io quello che lei, con i suoi occhi, ha visto? 

Ma ok, l'ipotetica cliente ha poi fatto altre 3-4 domande totalmente scollegate dalla realtà e ha chiuso. Boh.


giovedì 9 novembre 2023

Blog roll!

Sì, torniamo a inizio millennio, quando i blog spadroneggiavano e i blog roll erano un momento di grande socializzazione e dimostrazione di rispetto.

Purtroppo la chiusura di splinder e poi la diffusione dei social network ha portato all'abbandono dei blog - quasi tutti quelli segnati nella colonna qui a destra come "Altri blog lavorativi che seguo", purtroppo non sono aggiornati da 5 e più anni. Mi mancano le avventure del portiere di notte, del controllore di bus di Bologna, gli utonti, l'idraulico tuttofare. Resisto solo io, e ringrazio voi 25 lettori.

QUESTA PREMESSA, per dire che Domenica scorsa sono stato a Lucca Comics e ho salutato di persona il signor "prontiallerese", ovvero il proprietario del blog omonimo e soprattutto boss di Antani Comics, fumetteria a Terni.

Mi ha fatto piacere scambiare due parole, gli ho anche scattato una foto! (No, niente selfie con lui perché rimarrò anonimo, qui su internet)


Aveva trovato un bell'angolo di "fuori Lucca", in una zona centralissima ma senza bisogno di braccialetti per entrare, e con la presentazione di Comics&Science. In un contesto di una bella chiesetta (sconsacrata? ) mi sono visto una conferenza sulla scienza nei fumetti, e i gentilissimi curatori mi hanno anche offerto una bottiglia d'acqua e dei fumetti. Una bella situazione, bentornato a Lucca Fuori, caro Antani!



Tutto qui. E' un post che non parla di orologi, scusate. Spero che Francesco non ne abbia a male di questa "pubblicità", sicuramente ha un altro approccio ai clienti rispetto al mio, ma devo dire che mi manca la sua rubrica sulle richieste più folli ricevute in negozio o in fiera - ho iniziato a seguirlo proprio per quello, per gli ironici "sfoghi", ma ora che non li scrive più ritengo il suo blog il più interessante riguardo le iniziative editoriali "dietro le quinte". Gli auguro di riuscire ad avere i resi, prima o poi.

(PS: a lucca sono andato "a fare un giro" perché mi piace l'ambientazione, la frequento da oltre 25 anni, ma non ho comprato fumetti perché delle variant non mi importa più niente, e per tutto il resto ho la mia fumetteria di fiducia a circa 100 metri dal mio negozio) 

martedì 24 ottobre 2023

La prova schiacciante

 Tizia sui 50 anni. 

"Buongiorno, vorrei sapere se per caso avete in deposito un orologio che ha lasciato mia madre qualche tempo fa"

"Possiamo vedere, ha per caso la ricevuta?"

"No, ma probabilmente il nome sarà Mattarella o Scalfaro" (nomi inventati da me per proteggere la privacy)

"Mmm, ok. Da quanto tempo potrebbe essere qui?"

"Credo una decina di anni"

...respira forte, p.

"E' un bel po' di tempo, ma abbiamo due scatole di orologi non ritirati, in cassaforte, quindi darò un'occhiata, provi a passare fra un paio di giorni."

Controllo, non c'è niente di niente a quel nome. La tizia torna.

"Buongiorno, purtroppo non ho trovato niente"

La tizia si fa sospettosa e inizia con uno spettacolo che ho visto mille volte: quelli che credono che ho rubato l'orologio, senza che loro abbiano nemmeno in mano una ricevuta.

"Ha guardato bene?"

"Sì signora, ho guardato oltre 100 buste e quei due nomi non compaiono, si vede che sua mamma l'aveva ritirato, è anche passato un bel po' di tempo, ha provato a chiedere a lei?"

"No, glielo sto chiedendo perché mia mamma è morta qualche mese fa, e adesso sto sfogliando i suoi diari e le sue agende e ho trovato una annotazione del Febbraio 2014, in cui diceva che doveva venire a ritirare un orologio da voi. Poi però non ho visto che ha cancellato questa attività, quindi magari non lo ha fatto."

Ora, io non vorrei infangare la madre morta della signora, ma una maledizione a lei e alla sua intera stirpe l'ho mandata. Mi ha fatto perdere tempo per una stronzata di questo calibro?

La gente sta male, ma male male male, non ha niente a cui pensare evidentemente, o ha problemi talmente grossi che si focalizza su queste cose assurde.




giovedì 12 ottobre 2023

Alla fiera dell'Est

Viene un signore straniero, parla poco l'italiano ma si fa intendere bene, ripete di continuo le stesse cose. Vuole comprare un orologio.

Dopo un paio di minuti ne vede uno che gli piace.

"Quanto costa?"

"59 euro, è un buon prezzo per un orologio impermeabile 100 metri come lo cerca lei"

"Quale è l'ultimo prezzo?"

"Guardi, posso fare 54, ma è un orologio arrivato un paio di settimane fa, non è che si possa fare un grande sconto."

"30"

"Ahaha. No, 54."

"30"

"Guardi, non l'ho pagato nemmeno io 30. 54 e basta."

"35"

"54, o niente"

Guarda altro. Tutto più costoso. Di altri 3-4 mi chiede "quale è ultimo prezzo", gli dico cifre più alte di 54, perché sono orologi che costano di più.

"Mi piace quello di prima, dai facciamo 35."

"Ho detto di no, posso fare 54 ed è già un favore"

"Ultimo prezzo?"

"54"

"Non lo compro."

"Mi spiace"

"35?"

"54, e basta."

"Perdi una vendita."

"A meno di 54 perdo soldi."

Fa ancora qualche approccio, e se ne va.


Torna il giorno dopo, CON UN OROLOGIO DI MERDA, analogico-digitale in acciaio, roba da 10 euro, tra l'altro evidentemente usato. 

"Hai visto? Hai perso una vendita, ho comprato da un altro posto."

"Eh, bene, che bello."

"Però devi mettere la pila."

"Ah non funziona?"

"Pila."

"Me lo deve lasciare, è pronto domani."

"Quanto costa?"

"5 euro, ma forse ci sono due pile, allora sarebbe 10"

"4 euro"

"Bon, inizi a lasciarmelo e vediamo."

"Lo fai adesso?"

"Domani"

"Fra un'ora?"

"Non lo faccio io, lo fa il tecnico la sera, è pronto domani."

Alla fine lo lascia.

Ovviamente non funziona. Ha comprato un bell'orologio di merda, tanto di cappello a chi glielo ha venduto.


Torna il giorno dopo. Tragedia.

"Purtroppo l'orologio non funziona"

"Come?"

"Non va, anche con la pila nuova non girano le lancette"

"Perché?"

"Perché è un orologio da poco, avrà qualche problema. Se lo porta dove l'ha comprato, si sistemi con loro."

"Non lo puoi mettere a posto?"

"No, costerebbe il triplo che comprarlo nuovo."

"Quanto mi dai se te lo lascio?"

"Niente."

"Se ne compro un altro mi fai lo sconto se lascio questo?"

"No."

"Dai, 20 euro mi dai."

"Proprio no, grazie."

"10"

"Ma non mi serve a niente un orologio rotto."

"Lo aggiusti e lo vendi."

"Forse costava 10 euro nuovo, figuriamoci usato, rotto e aggiustato. Non mi serve, grazie."

"Non compri?"

"No grazie"

"Ciao"

"Ciao"

Che fatica, dannazione. Per niente, poi. Per. Niente. Zero euro. E la bella faccia di sentire uno che mi dice che ho perso una vendita perché lui ha comprato a meno (un orologio che non funziona).

martedì 3 ottobre 2023

Hellzapoppin' (una telefonata al limite dell'assurdo e del nonsenso)

 Squilla il telefono.

"Buongiorno, ho comprato da voi un orologio con un cinturino in pelle, si ricorda? Vorrei parlare con il titolare.

"Buongiorno, sì, il titolare sono io, ma per ricordare l'orologio mi dovrebbe dare qualche altro dettaglio."

"Non sono sicura che sia lei, non ricordo bene dove ho preso l'orologio, ho trovato il suo numero su internet e ho provato a chiamare"

"Io sono dell'orologeria xxxx, in via xxx nella città di xxx"

"Ah no no, allora non è lei, arrivederci"

Io non trovo un senso, un minimo senso, in questa telefonata.

giovedì 21 settembre 2023

Psicopatologia del cinturino

"Buongiorno, devo cambiare questo cinturino"

Signora giovanile, sui 50 anni, vestita curata, la vedi per strada e puoi pensare che sia carina ma soprattutto una persona NORMALE.

Deve cambiare il cinturino dell'orologio: trattasi di un semplice cinturino marrone in vitello stampato coccodrillo. Nessun problema - anzi, il problema molto temporaneo c'è: quel modello esatto con quel colore esatto l'ho esaurito, mi arriverà a fine mese, ma precisamente in questo istante l'ho esaurito. Ci sono di altri colori, ci sono altre lavorazioni, ma quello non c'è - per capirci, di quella misura ho un album di 8 pagine, 12 cinturini per pagina. Diciamo un centinaio di modelli.

Inizia il circo, con una insalata di parole durata 13 minuti. Questo è un riassunto di quel che mi ricordo (metto fra parentesi quello che ho pensato, non quello che ho detto, perché non mi dava tempo per rispondere e comunque dopo poco avevo perso la voglia di provare a dialogare).

"Non c'è uguale, cosa devo fare, buttare via l'orologio? (no, basta mettere un cinturino simile e accontentarsi)

Lei non ha idea di come mi facciano schifo questi colori, ma detto con tutto rispetto, è una mia opinione. Ma rivediamoli tutti dall'inizio, bisogna affrontare le cose con mentalità aperta, magari ne trovo uno che va bene. Questo è verde? (è nero) è un bel verde (è nero). Questo che sto cambiando è durato poco, non c'è una garanzia sui cinturini?  (è marcio, ha i due passanti rotti e anche sotto ai buchi del cinturino è completamente marcio) Sa, me ne serve uno robusto perché io lo tengo su tutto il giorno anche a dormire, non lo tolgo mai, lo tolgo solo per fare la doccia e lavarmi i denti.

Questo potrebbe piacermi anche se è marrone scuro, ma ha la metallurgia dorata (tradotto: fibbia dorata), non va bene (non le ho neanche spiegato che potevo cambiarla con una acciaio, ero già arrivato a un livello di bassa sopportazione).

Vediamoli ancora, prima o poi troverò qualcosa che potrebbe piacermi anche se non me ne piace nessuno."

Segnalo uno dei pochi momenti in cui ho avuto uno scambio di parole, perché verrà utile nel proseguo della storia. Un paio di minuti dopo aver iniziato a sfogliare l'album dei cinturini, ne trova due identici: uno ha la fibbia dorata, uno la fibbia acciaio. Per il resto, sono identici.

"Di questi mi piace un po' questo qui, quello invece proprio no."

"Sinceramente sono uguali, con fibbie diverse."

"Ne è sicuro?"

"Sì signora, è il mio lavoro, ne sono sicuro."

"Ma la metallurgia è diversa."

"Sono lo stesso cinturino con fibbie diverse."

"Allora non sono uguali, una differenza c'è, sarebbe corretto segnalarla e non dire che sono uguali."

Ora confesso una cosa: ultimamente va molto di moda chiedermi se per cose banalissime del mio lavoro "sono sicuro" di quello che dico. E' una cosa che mi fa imbestialire, se non ti fidi del professionista che hai davanti (e sei abbastanza maleducato da chiedergli se è sicuro su una cosa che riguarda il suo lavoro), puoi prendere e cambiare negozio.

In ogni caso, dalla risposta che mi ha dato ho appunto capito che era meglio smettere di rispondere alla sua cazzate di domande e considerazioni.

Dopo 13 minuti trova il cinturino "che le fa meno schifo". Quando prendo in mano l'orologio e le chiedo se allora quello andrà bene e se vuole che glielo monti, la pietra tombale dell'ottimismo:

"Ma quindi ha una prognosi infausta? Durerà poco come quello che sto cambiando?"

"Dipende da quanto lo indossa, dal suo sudore... ma non durerà poco. Vado a montarlo."

Mi siedo al banco di lavoro. Tolgo il primo pezzo di cinturino.

"Ci vorrà molto?"

"No, un paio di minuti, il tempo di fare il lavoro"

L'ansa del cinturino è marcia, come di consuetudine decido di cambiarla (è un servizio che faccio gratis e spesso non lo dico al cliente, perché ho imparato che se lo dici, il cliente è capace di dirti che era affezionato a quell'ansa e che la vuole indietro e non dovevo permettermi di sostituire un pezzo invisibile e completamente marcio).

Mentre cerco l'ansa giusta:

"Ci vuole ancora tanto?"

"Signora mi sarò seduto da 40 secondi, un attimo di pazienza e ce la facciamo"

"No, perché ho fretta"

Onestamente, sbotto. Forse non dovrei, ma penso mi possa anche essere consentito.

"Signora, ha impiegato 13 minuti a scegliere il cinturino, mi concede di concentrarmi sul mio lavoro 2 minuti?"

"Ma scusi, ma lei ce l'ha con me?"

"No, vorrei solo finire il lavoro"

"E' da prima che sento un clima di ostilità"

(sto zitto e lavoro)

"Io devo andare via entro un minuto."

(sto zitto e lavoro)

"Voglio andare via presto da qui, non voglio più stare in questo negozio dove lei è veramente scortese."

(finisco, credo di averci impiegato 100 secondi, compreso il cambio delle anse)

"Ecco fatto, sono 22 euro"

"Ma la pagavo anche il doppio se avesse fatto ancora prima, perché me ne voglio andare da qui."

"Signora, il tempo di passare il bancomat e può andare, non la sto certo trattenendo e non c'è bisogno di pagare di più."

"Ancora questo clima aggressivo, già dall'inizio quando mi ha contraddetto e ha detto che questo è il suo lavoro, io stavo solo facendo domande perché non ne so niente di questo lavoro, e lei è stato molto ostile."

"D'accordo, passi qui il bancomat."

"MA HA SENTITO QUELLO CHE HO DETTO?"

"Sì, non so cosa rispondere."

"Io avrei chiesto scusa."

"Non so di cosa dovrei scusarmi, ma d'accordo."

"LO DICE SOLO PER ACCONTENTARMI."

"Signora, direi che siamo a posto così, il cinturino è montato, pagare ha pagato, possiamo salutarci."

"GUARDI CHE L'HO SENTITA, CHE DICEVA CHE HO IMPIEGATO TROPPO TEMPO A SCEGLIERE IL CINTURINO, NON E' IL MIO LAVORO GUARDARE I CINTURINI, LI HO GUARDATI CON CALMA PER SCEGLIERE QUELLO MIGLIORE, CHE POI NON MI PIACE NEMMENO TROPPO."

(sto zitto)

"E POI C'ERA CHE XXXYYYXYXYXYXYXYXYXYXYXYBLABLABLABLABLA"

"Signora, le ho detto che siamo a posto, ora la devo salutare. Se non si è trovata bene mi dispiace, vuol dire che non ci rivedremo."

"GUARDI CHE LEI FORSE NON SI RICORDA, MA IO VENIVO IN QUESTO NEGOZIO FIN DA BAMBINA, MIO PADRE E' XXX, E' UNA DELUSIONE CHE QUESTO NEGOZIO SIA FINITO COSI'"

"Signora, se prima aveva fretta di andare, non so perché ora si trattiene."

"MA INSOMMA XXXYXYXYXYXYXXXXXBLABLABLABLABLA"

"Signora... a posto così."

Esce, sbattendo la porta.

Ora. Io posso anche avere compassione di una persona del genere. Ritengo che abbia qualche sorta di disturbo mentale, a me dispiace che lo abbia. Ma la sostanza è che mi ha tenuto impegnato quasi 20 minuti e alla fine mi ha anche trattato di merda e si è messa a urlare contro di me. Io non mi occupo di disagio mentale, ho un semplice negozio di orologi. Cerco di avere molto (MOLTA) pazienza, vedo persone con vari disagi tutti i giorni. Ma ad una certa, oh, finisce che ti mando mentalmente affanculo e finisci come personaggio memorabile in questo blog, cosa devo dirti.

(In tutto questo delirio, un avvenimento quasi paranormale: non è entrato nessuno mentre la servivo e mentre ci litigavo. Il destino mi ha lasciato da solo a seguirla, senza interruzioni e/o intromissioni di estranei)



giovedì 14 settembre 2023

Il Puzzone

Un signore mi porta tre orologi per cambiare la pila. Li lascia, nessun problema.

Torna a ritirarli: due sono pronti ma il terzo no, perché il tecnico ha segnalato che è troppo sporco, troppo incrostato per aprirlo. Ci ha provato, ma alla fine ha desistito, il tappo di sporco è troppo. Infatti lo guardo e il fondello è vomitevole, una palla di pelle morta e sudore blocca il fondello e si estende alle anse e al cinturino in pelle. Davanti a certe cose, è consentito arrendersi e dire al cliente di arrangiarsi. Non succede spesso, ma è una cosa giustificata.

(Panoramica dell'orologio: vecchio, di nessuna marca particolare, cinturino in pelle molto usurato.)

Tenendo conto che cerco sempre (ovviamente) di non offendere o disgustare i clienti parlando in maniera diretta, relativamente all'orologio gli dico:

"Ecco, questi due sono pronti, questo invece ha il fondello bloccato, non si riesce ad aprire, ci abbiamo provato con tutti gli strumenti ma non si muove, non siamo riusciti a farlo."

"Ma come?"

"Non si apre, purtroppo."

"Perché?"

Insomma, devo dirglielo.

"Il tecnico ha segnalato che è bloccato da un tappo di incrostazioni, si vede che con il sudore i residui di pelle con il tempo si sono fusi alla cassa."

"Peccato, perché è l'orologio di mio padre."

"A volte proprio non riusciamo ad aprirli, se son bloccati così."

Il cliente accetta la cosa. Paga le pile degli altri due, e qui il momento disgustorama (o semplicemente, il "momento deficienza"). Mette i due orologi funzionanti nella busta, e al polso si mette l'orologio non funzionante. Quello che ho appena descritto come troppo sporco e incrostato per poterlo aprire.

Anni di sporco accumulati sul fondello, pronti a essere rigenerati con il calore e il sudore del polso in Estate. Pronti a puzzare di nuovo, come una volta. Con il bonus di avere al polso un orologio nemmeno funzionante.

Valli a capire, sti puzzoni.


martedì 12 settembre 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 4: La Puzzona

Signora sui 65 anni ben vestita, deve cambiare cinturino.

Ovviamente lo toglie dal polso, bello caldo e sudato in piena estate. E' tutto marcio.

"Vorrei cambiare questo cinturino perché puzza da morire, ogni volta che lo avvicino alla faccia sento una puzza tremenda, lo devo cambiare, fa schifo"

Riflessioni:

1 - non stava mentendo. Cazzo, se puzzava.

2 - perché decidere di aprire la bocca e esplicitare quanto tu stessa faccia schifo nell'indossare una cosa che puzza così tanto? Cosa pensava di ottenere?

3 - perché indossarlo, se si è consapevoli che puzza così tanto?

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

venerdì 8 settembre 2023

Riapertura post-estiva 2023

Questa è più che altro una nota di diario per me stesso, o una nota per i curiosi.

Ho riaperto Martedì scorso, 10 giorni fa. 

Devo essere onesto con me stesso e con i miei 25 lettori, e per una volta non mi posso lamentare: i primi 7 giorni di apertura sono filati via lisci, complice forse il fatto che il 29 Agosto molta gente era ancora in vacanza. Questo non vuol dire che abbia lavorato poco: ci sono stati tranquillamente (e tenendomi basso con le stime) 50 clienti al giorno, mi sento fresco solo perché son stato fermo 3 settimane, ma è una bella mazzata di gente.

Nei 3 giorni di agosto (29-30-31) ho incassato più che nei 6 giorni di apertura (dal 24 in poi) dell'anno scorso. 

Tutto bene? Bah sì, la prima settimana me la sono goduta (per quanto, ripeto, si possa godere il relax di servire 50 persone ogni singolo giorno, ma per me è il pane quotidiano). Erano persone normali, non ci sono stati problemi particolari, niente gente che piange perché la pila è durata solo 5 anni, niente gente che piange per uno sconto... sembrava di stare in un negozio normale, seppur molto affollato. Forse per voi sarà difficile da comprendere, ma mi sembrava di stare in un posto normale.

Tutto bene? Mmm. Ora siamo alla fine della seconda settimana, e la routine è tornata uguale come sempre. Molti, troppi pazzi. Gente che veramente avrebbe bisogno di uscire accompagnata, al punto che mi spiace per loro, però mi spiace anche per me perché non è mio dovere stare dietro ai loro problemi. E' successo un caso proprio stamattina, per il quale sento di volermi sfogare scrivendo sul blog, ma al contempo rifletto se è giusto mettere in piazza (in modo anonimo per tutti) quanto mi abbia trattato male e rotto i coglioni una persona che evidentemente aveva dei disagi mentali. 

Troppa gente e, assurdamente, incassi in calo. Più viene gente, meno incasso - perché viene una marea di gente con richieste ridicole.

Quindi, rieccomi. Fine della nota, e fine del mio piacere.

Prometto che martedì prossimo arriverà la storia della prima puzzona, e giovedì il secondo (sì, li ho separati in due storie diverse).

Buon rientro a tutti.