venerdì 21 luglio 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 3: il caldo

Il pomeriggio, a Luglio, fa molto caldo in città. Il sole batte sulla mia vetrina, aumentando il calore.
Suona alla porta una signora sui 55 anni. Apro in circa 1.2 secondi, anche meno (stimo che il mio tempo di reazione fra il campanello che suona e io che metto mano al telecomando per aprire la porta sia fra 1 e 2 secondi).

"Se posso permettermi, dovrebbe aprire la porta più velocemente o lasciarla aperta, perché fuori fa caldissimo e il pomello della porta poi è bollente, stare ad aspettare fuori è molto pesante ed è un disagio per i clienti"

Preso nota, grazie signora. Cercherò anche di risolvere il problema del riscaldamento globale.

***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

venerdì 14 luglio 2023

Reazione spropositata

 Faccio una premessa per chi non conosce gli orologi Suunto di 20 anni fa, la scrivo adesso così poi potete gustarvi l'intera scenetta tutta di seguito, veloce e brutale com'è accaduta in negozio - mi spiace se la premessa è più lunga del racconto e se magari serve a poco!

I primissimi Suunto avevano un tappo in plastica da svitare per cambiare la batteria, tipo Swatch ma ancora più morbido, una scelta assurda (gli Swatch hanno il tappo in acciaio, e anche i modelli successivi di Suunto hanno il tappo in acciaio). Non ho idea di chi abbia progettato quella chiusura, ma era qualcuno che non sapeva che la gente non si lava e non toglie mai l'orologio dal polso: basta un po' di sporco e questi tappi di bloccano, e se devi fare forza su un tappo di plastica, finisce che lo rovini. Negli anni ho visto tantissimi tappini rovinati al punto da non poter nemmeno più aprire l'orologio, il filo completamente slabbrato. Allego una foto del "prima", e una foto del "dopo" (sono foto recuperate su internet, giusto per capire in che modo si può rovinare il tappo - ma ci sono mille altri modi per rovinarlo - anzi, quello nella foto è ancora "recuperabile", ma pensate se fosse slabbrato in ogni centimetro).




Sto dando il resto ad una signora gentilissima che aveva ritirato due orologi e ne stava lasciando un altro, per la pila.

Suona il campanello tre volte: drin - drin - driiiiiiiin. Ok, ok, apro, un secondo...

Finisco di servire l'altra signora e passo alla nuova entrata, 50 anni, in mano un Suunto Altimax (vecchio di almeno 20 anni) e una batteria ancora confezionata.

"Buongiorno, provo a chiederle se per caso lei è capace di aprire il tappo di questo orologio senza farmi andare nel negozio dove vado solito."

"Sì, vediamo" 

"Loro di solito me lo aprono con una moneta da 20 centesimi."

Prendo in mano l'orologio, e noto che il tappo è quasi completamente liscio: sarà una missione complicata. Come meraviglioso bonus, nella fessura è tutto pieno di sporco - ma lì basta una punta di cacciavite per toglierlo, per carità. E' solo un bonus. Però devo avvisare che il tappo è in pessime condizioni.

"Allora, sì, la avviso che il tappo è molto rovinato, bisogna vedere se si riesce ad aprire, ma possiamo provarci."

Mi strappa l'orologio di mano.

"Se inizia così, partiamo già male."

"Sto solo avvisando che l'orologio è un po' rovinato, lo vede anche lei."

Mi volta le spalle e se ne va. Mentre esce, le dico:

"Che nervosismo, signora."

"Queste cose mi fanno incazzare, arrivederci."

"Ciao, ciao! Ciao!"

I più attenti avranno notato inconsciamente l'ulteriore bonus: la signora aveva in mano una batteria ancora confezionata - avrebbe sicuramente voluto il lavoro gratis.

Ma vaffanculo.


martedì 13 giugno 2023

A far favori...

Questa è la versione estesa della storia della terza tizia di cui parlavo nel post precedente.

Entra, ha in mano un orologio con cinturino in pelle, di una marca che non tengo. Vuole assolutamente e categoricamente un cinturino originale di quella marca. Il cinturino è un coccodrillo marrone "gold", per la cronaca.

"Mi spiace, ma se cerca proprio il suo originale, non tengo la marca, deve andare da un rivenditore."

"E' che io cerco proprio il suo originale."

"Sì, appunto, io non avendo questa marca non posso avere i ricambi originali, quindi deve trovare un rivenditore."

"Sìsì, mi interessa l'originale"

(questo è il momento in cui i miei testicoli cadono, ma decido di mantenere il sorriso e andare avanti - credo che in molti avrebbero troncato qui la discussione)

"Guardi, quel cinturino è uno standard, io ce l'ho uguale ma di marca Morellato, un classico di ricambio, al massimo si può scambiare la fibbia e mettere la sua originale, viene praticamente identico al suo con anche la fibbia originale."

"Però non è l'originale."

"No, ovviamente non c'è scritta sulla pelle la marca."

"Me lo faccia vedere."

Lo mostro: è veramente identico.

"Non sembra male, ma preferisco l'originale."

"D'accordo, allora deve proprio cercare in un negozio che venda quella marca."

"Casomai tornerò, se non lo trovo."

"Benissimo."

...

"Senta, già che sono qui, potrebbe cambiarmi 50 euro? Devo pagare il parcheggio."

(decido di essere gentile: davvero non mi costa niente)

"Sì, me li dia."

Prendo, con l'unghia controllo ci sia la zigrinatura e guardo l'ologramma, mentre le dò le spalle e non mi vede - controllo non sia una truffa, insomma. Poi prendo dalla cassa 1 banconota da 20 e 3 da 10.

"Ecco qui."

"Grazie."

Ecco. Prende in mano i soldi, e li conta. Sono quattro banconote, non serve nemmeno contarle: basta il colpo d'occhio, sono 3 da 10 e 1 da 20. Mi innervosisco, ma ho deciso che voglio mandarla via mantenendo la calma. E qui... LI CONTA DI NUOVO. 

A VOCE ALTA.

"10, 20, 30, e 20 che fa 50."

Mi ringrazia e tutto, io non le rispondo più, le apro la porta e non la saluto. Ho trovato questo gesto di una maleducazione incredibile. Non si fidava del commerciante truffatore che le dava il cambio sbagliato? Voleva vedere se io le stavo dando banconote false, quando ero io ad essermi assunto il rischio di prendere un 50 euro così, solo per fare un favore.

Tutto questo, unito all'impossibilità di capire il concetto che il cinturino originale non lo potevo avere. Solo un'altra, ennesima grande mente che entra nel mio negozio, uscendone senza avermi lasciato un euro.

venerdì 9 giugno 2023

Pomeriggio luuuuuungo

Ieri pomeriggio c'è stato un vero assalto di stupidità umana e follia, mi ha molto abbattuto avere tutta questa immondizia in un solo pomeriggio, alternata a chi deve solamente e giustamente portare/ritirare pile.

Al posto di abbattermi, consegno ai posteri la galleria umana che è venuta in un singolo pomeriggio, ieri. 

- è venuto Il Collezionista, per cambiare 2 pile e farsi sistemare ora e data di tutta la sua collezione di orologi. La cosa sconfortante è che sono andato a prendere il link per spiegare chi è il collezionista, e ne avevo parlato QUATTRO anni fa, specificando che all'epoca era un "cliente" da almeno 4 anni. Dio, da quanto lo vedo questo coglione, che a occhio in 8 anni mi ha portato una trentina di euro di incasso.

- tizia che "ho trovato per terra questo orologio, quanto può valere?". L'orologio è un Nixon dorato, dico sui 100 euro per essere generoso, lei mi guarda sospettosa, capisco cosa ha in testa e le uccido subito le speranze: "ovviamente non è un orologio d'oro". Ma ovviamente lei non si fida, esce come se io l'avessi voluta fregare.

- tizia che cerca unicamente un cinturino originale di una marca che non ho, e devo dirglielo 7 volte che se non ho quella marca, non avrò mai i cinturini originali. Poi mi chiede di cambiare 50 euro. (su questa mi prendo un appunto di scrivere un breve post a parte, perché ha fatto una cosa che mi ha fatto imbestialire)

- tizia che "ho trovato in un cassetto questo Swatch che funziona ancora, però non riesco a metterlo a posto". Corona completamente arrugginita e bloccata, ha anche perso uno dei due pulsanti del cronografo, le dico che l'orologio non è recuperabile, ma niente, andrà alla Swatch a farlo vedere perché io sono chiaramente un incompetente.

- tizia che si sarebbe meritata un post a parte, diciamo che è logorroica in una cosa molto specifica: dire che io non mi fido di lei, perché un mese fa aveva portato un orologio a riparare e quando è venuta a ritirarlo non aveva dietro i soldi (25 euro) e pretendeva che io glielo consegnassi "sulla fiducia". Da quel giorno, viene una volta alla settimana con motivazioni assurde, solo per dirmi che "io sono un signore che non si fida". Questa è pazza, cazzo. Pazza. Per dire, ieri era venuta per consegnarmi la ricevuta che ovviamente non aveva quando ha finalmente ritirato l'orologio - le avevo fatto firmare che aveva ritirato e detto di buttare via la ricevuta. Ebbene, è venuta per consegnarmela, e dopo 6-7 minuti di insulti vari perché sono un signore che non si fida, ha detto che la ricevuta non l'aveva e me l'avrebbe portata il giorno dopo. 

- tizia che vorrebbe vendere il suo orologio Baume et Mercier, e nonostante io le dica che non mi occupo di orologi usati, ci tiene a raccontarmi la storia di questo orologio che ha ereditato e che poi è andato di qua di là di su di giù etc etc etcetera e via così con una storia della quale non mi frega niente. Poi le devo ripetere che non mi occupo di questi orologi, quindi non posso aiutarla.

- tizio che ha aperto da solo l'orologio, rompendo la guarnizione e il fermo-pila. Me lo lascia per provare a chiuderlo (spoiler: no, non si chiude, perché ha rovinato tutto il fondello, così non posso nemmeno chiedere un euro per la chiusura, lo devo riconsegnare aperto e rotto).

Fortunatamente non posso dire che questo sia il mio "pomeriggio-tipo in negozio", è stato un accumulo di rotture di palle fuori dalla norma anche per questo negozio (la media accettata e attesa è di 3 pazzi/perditempo al giorno). 

Però è sfiancante sapere che, una volta alla settimana, a sorpresa, ci sarà un pomeriggio (o una mattina) pieno così. Pieno di vuoto.

venerdì 28 aprile 2023

Compra-Vendita

 Viene un tizio con una scatola modello vecchissimo di Citizen (per gli appassionati: le scatole rettangolari in legno, roba dei bei tempi quando le ditte avevano i soldi, stiamo parlando di circa 25 anni fa, epoca in cui io non ero minimamente coinvolto in questo negozio). Dentro alla scatola c'è un orologio Citizen che, appunto, potrebbe avere 25 anni, con evidenti segni d'usura.

"Buongiorno, vorrei vendere questo orologio"

"Buongiorno, purtroppo non mi occupo di acquisto e vendita di orologi usati"

"Ma questo l'ho preso qui, guardi, c'è ancora la garanzia e lo scontrino"

(la garanzia è veramente di questo negozio, e l'acquisto è di 24 anni fa)

"Sì, l'ha preso qui, ma 24 anni fa, e in generale non mi occupo di comprare orologi usati"

"Ma me l'ha venduto lei, dovrebbe anche poterlo ricomprare"

Siamo andati avanti ancora un po', il tizio non ne voleva sapere del fatto che io non ricomprassi la merce uscita da questo negozio. Era quasi indignato, quando è uscito. Ma dove cazzo vive, sta gente?

Per la cronaca, il suo orologio usato probabilmente valeva meno della scatola che lo conteneva, dopo 24 anni di usura.


martedì 18 aprile 2023

Persone che aprono la bocca, episodio 2

 "Buongiorno, vorrei un cinturino originale per questo orologio"

"Mi spiace: se lo cerca originale non posso aiutarla, perché non tengo questa marca di orologi da 7 anni"

"Ma allora hanno chiuso tutti i negozi che tenevano questa marca?"


***'Persone che aprono la bocca' è una rubrica "veloce", senza troppi commenti perché non servono: è solo gente che non collega il cervello alla bocca, la apre senza pensare a cosa sta dicendo, alle conseguenze di quel che dice, e soprattutto non si preoccupa se sia una cosa rispettosa o meno.***

giovedì 6 aprile 2023

Amore Fraterno

Antefatto: mesi fa, trovai appena fuori dal negozio una tessera prepagata scalare per una piscina, con 8 ingressi residui. Era nominale e intestato a una donna con un cognome molto ma molto ma molto particolare - l'aveva persa una cliente uscendo dal negozio. Il cognome particolare me lo ricordo da un anno all'altro quando viene a portare la pila, ma la cliente non ricordo che faccia abbia, e non l'ho vista per mesi.

L'altro giorno viene un tizio sui 60 anni con esattamente lo stesso cognome molto ma molto particolare. Lascia una pila, io mi ricordo che avevo in giro questa tessera e la sera gliela metto nella busta, per chiedergli se la tizia è una sua parente.

Oggi torna. Tiro fuori l'orologio e la tessera.

"Scusi la domanda, ma qualche mese fa ho trovato qui fuori questa tessere intestata a xxx Sabrina, può essere una sua parente?"

"Ah no no, io questa roba non la voglio"

"Intendo dire che magari conosce chi l'ha persa, o magari è solo un caso di omonimia"

"Sì, è mia sorella, ma io non voglio avere niente di quella stronza"

"Mi scusi allora"

"Sa come si dice, 'Amore fraterno ti fa scoppiare il cervello', non voglio dare niente a mia sorella"

"Ok mi scusi"

Ecco cosa succede la rara volta che cerco di fare un gesto altruistico verso un cliente. 

Il detto popolare inventato e con rima sbilenca però mi ha quasi fatto scoppiare a ridere davanti al cliente.

mercoledì 29 marzo 2023

Il Sottosopra

 Tizio, 70 anni, deve cambiare il cinturino di silicone all'orologio.

Lo toglie dal polso, perché ovviamente voleva assicurarsi che fosse il più caldo, umido, sudaticcio e meno igienico possibile.

Ma qui, il colpo di scena.




Il cinturino ha tutte le tradizionali incrostazioni di sporco SULLA PARTE SOPRA.

La parte a contatto con il polso era relativamente ("relativamente", eh) "pulita" (fra due virgolette, "pulita").

Mentre cambio il cinturino, mi si aprono molte domande: come ha fatto a sporcare il cinturino SOPRA? Come si sono formate palle di pelle e sporco nella parte superiore?

A memoria, non avevo mai visto un fenomeno del genere. 

Avete ipotesi?

martedì 21 marzo 2023

L'affronto personale

Avevo già discusso di quanto sia inutile arrabbiarsi per cose stupide come il volere tutto e subito. I clienti, però, continuano a incazzarsi da zero a mille in 0,5 secondi, per cose veramente stupide. Carissimi, questo fa male al cuore. Evitate di farlo. Oppure fatelo sempre e di continuo, anzi in effetti ve lo auguro.

Ecco il caso del giorno.

(premessa: come forse saprete, dal 2020 ho FINALMENTE messo un cartello sulla porta in cui avviso che per cambiare la pila bisogna lasciare l'orologio, e che sarà pronto il giorno dopo. in molti lo leggono, in pochi lo comprendono, ma comunque c'è questo cartello ben leggibile)

Signora di circa 60 anni. Suona alla porta, mentre le apro vedo che sta leggendo il cartello.

Entra con l'orologio in mano, mi dice che ha letto il cartello, ma vorrebbe sapere se magari posso occuparmi subito io della pila. Le dico di no, come c'è scritto sul cartello me lo deve lasciare e sarà pronto domani.

La tizia cambia espressione, è evidentemente seccata dalla mia risposta, dice che non se ne parla. Le dico che va bene, se non puà lasciarlo.

Va via lamentandosi, evidentemente incazzata.

Io penso, sconsolato: ma il cartello non ti aveva preparata per la drammatica notizia? Cioè, evidentemente avevi letto e compreso, speravi che per te, totale sconosciuta, io facessi una eccezione, e nonostante tutto ti incazzi per la risposta?

Ma come stai messa?

17 anni dopo aver iniziato a lavorare in questo negozio, ste cose capitano ancora. E' stata una storiella veloce e senza conseguenze, ma è scoraggiante vedere come si sia incazzata questa tipa, dal nulla. Non riesco a trasmettere a parole come abbia cambiato espressione e tono di voce, quando le ho semplicemente confermato quello che ha letto.

Posso solo trasmettere il riassunto dei miei pensieri: ma vaffanculo, va.

mercoledì 1 marzo 2023

Odontoiatria Portalo Via

1 Marzo, c'è il grandissimo problema di far girare il datario dell'orologio. Tanti, TROPPI clienti vengono in negozio per questo annoso problema. E ok, tiriamo fuori la corona e sistemiamo sta data e godiamoci, al posto del pagamento, i complimenti per le mie "mani magiche mamma mia ma come fa io non riesco proprio". OK.

Ma oggi.

Corona a vite. Magia delle magie, se la svito si apre (non è di quelle incagliate dalla ruggine o dallo sporco, insomma). Quindi: il cliente mi vede che la svito e apro senza problemi, e decide di dirmi una cosa mentre io sto sistemando la data.

"Ma che bravo, come ha fatto, io la trovo sempre così dura che la svito sempre con i denti, ma questa volta neanche con i denti ci sono riuscito"

Ecco, io non ho detto niente, sono stato calmo, tanto parlare con questa gente non serve a niente. Parlare, arrabbiarsi, sbatterli fuori: non serve a niente.

Io avrei voluto, subito e fortemente, tirargli un pugno in pancia, in mondo da piegarlo in due. Poi augurargli buona giornata e vederlo uscire in lacrime dal negozio.

Una volta sta cosa mi avrebbe solo fatto schifo. Adesso, dopo 2 merdosi anni di pandemia in cui IL VEICOLO PRINCIPALE ERANO STI CAZZO DI DROPLETS DELLA SALIVA, devo prendere in mano qualcosa che poco prima è stato nella bocca del tizio.

Il bonus, ovviamente, è pensare a quanto siano sporchi da far vomitare sti orologi, e sto coglione che se lo mette in bocca.

Ti si staccasse un dente la prossima volta che lo fai, stronzo.