Un orologiaio frustrato. Un milione di clienti assurdi. Divertitevi alle mie spalle.
mercoledì 17 ottobre 2007
Le scoregge fan sempre ridere
Ahahah. Padre e figlia di 4-5 anni, il padre deve chiedere un prezzo di un orologio. Glielo mostro, tutto ok. Escono, mentre la porta si chiude colgo questo frammento di dialogo rivolto alla figlia:
"Amore, ma hai fatto un peto, dentro?"
In effetti la risposta è sì, aveva fatto un peto.
LOOOOL.
martedì 16 ottobre 2007
Non posso nemmeno tagliarmi i capelli...
Oggi sono andato a tagliare i capelli. So che non fregherà a nessuno, ma sono andato alle 15.05, parcheggiando ovviamente nel cortile dietro al negozio, e sono tornato alle 15.29. Alle 15.30 ho tirato su la saracinesca, entra immediatamente una signora un po' seccata, perchè mi dice:
"Pensavo aprisse prima, l'ho vista arrivare alle 3 e pensavo aprisse subito, mi ha fatto aspettare mezz'ora!"
Oh aquila, innanzi tutto mi hai visto entrare e non mi hai visto uscire 1 minuto dopo? E poi, se sai che il negozio apre alle 15.30, non sarà mio diritto arrivare all'ora che voglio e farmi i fatti miei fino all'ora giusta?
Assurdo... come sempre. E come sempre doveva lasciarmi una pila.
"Pensavo aprisse prima, l'ho vista arrivare alle 3 e pensavo aprisse subito, mi ha fatto aspettare mezz'ora!"
Oh aquila, innanzi tutto mi hai visto entrare e non mi hai visto uscire 1 minuto dopo? E poi, se sai che il negozio apre alle 15.30, non sarà mio diritto arrivare all'ora che voglio e farmi i fatti miei fino all'ora giusta?
Assurdo... come sempre. E come sempre doveva lasciarmi una pila.
venerdì 12 ottobre 2007
...Ma era una prostituta?
Entra una signora (massì, chiamiamola anche MILF) con un orologio da muro dell'Oktoberfest. Ecco la domanda assurda di oggi.
"Scusi, c'è un modo per fare andare le lancette al contrario, in modo speculare? No, sa, questo orologio è un bellissimo ricordo e ce l'ho appeso sopra al letto, ma quando sono a letto lo posso vedere soltanto guardandolo nello specchio di fronte, e quindi faccio un po' di confusione con le ore, visto che è ribaltato. Se magari si potesse fare in modo che le lancette vadano al contrario...?"
Mia risposta lapidaria: "Er, no, signora, non è possibile invertire il meccanismo dell'orologio, mi spiace."
Miei pensieri tenuti per me e che condivido solo con voi: necessità di guardare l'orologio a letto. Grande specchio davanti al letto. Sarà micauna prostituta una massaggiatrice? LOL.
Commento laterale: ma che cazzo di richiesta assurda.
"Scusi, c'è un modo per fare andare le lancette al contrario, in modo speculare? No, sa, questo orologio è un bellissimo ricordo e ce l'ho appeso sopra al letto, ma quando sono a letto lo posso vedere soltanto guardandolo nello specchio di fronte, e quindi faccio un po' di confusione con le ore, visto che è ribaltato. Se magari si potesse fare in modo che le lancette vadano al contrario...?"
Mia risposta lapidaria: "Er, no, signora, non è possibile invertire il meccanismo dell'orologio, mi spiace."
Miei pensieri tenuti per me e che condivido solo con voi: necessità di guardare l'orologio a letto. Grande specchio davanti al letto. Sarà mica
Commento laterale: ma che cazzo di richiesta assurda.
mercoledì 10 ottobre 2007
A Matter Of Life And Death
Massì, una bella citazione dall'ultimo album degli Iron Maiden, per raccontarvi dell'ultima puttanata che mi è toccato sentire. Vi sottolineo subito che tutto quello che mi ha detto la cliente, è stato pronunciato con il tono più serio possibile, non c'era ironia, citazionismo, voglia di vivere alla leggera.
Allora, c'è una signora che deve fare la dialisi, ha tre appuntamenti la settimana. Deve ovviamente arrivare in ospedale in orario. Ok.
Una decina di mesi fa la figlia le ha comprato una sveglia che deve svegliare non solo la signora, ma tutte le persone della casa (che dormono in altre stanze). Mi disse che deve essere una sveglia fortissima perchè è un caso di vita o di morte.
Oggi è tornata per mettere la pila nuova, perchè era passato quasi un anno, e non potevano permettersi di perdere "un appuntamento con la vita o la morte". Mi complimento per la sua previdenza, in effetti cambiare la pila prima che si scarichi è cosa saggia. Vado a prenderle la pila (ovviamente per una sveglia la cambio subito!), lei si lamenta perchè non è della stessa marca che c'era nella sveglia quando gliel'ho venduta, dice che magari se la pila è di un'altra marca, potrebbe non svegliarsi sua mamma e perderebbe "l'appuntamento con la vita o la morte". Le dico di non preoccuparsi, e che anzi le Energizer sono la marca più longeva di pile. Gliela metto, sistemo l'ora, tutto a posto, lei tutta contenta (come potrebbe essere contenta Morticia Addams) mi fa: "Allora possiamo affidarci per il nostro appuntamento con la vita o la morte?"
Sì, signora, potete affidarvi. Magari cambierei anche la pila del disco rotto che ha in bocca, in 3 minuti ha citato sto problema di vita o di morte 3 volte, e poi magari mi darei una rallegrata.
Allora, c'è una signora che deve fare la dialisi, ha tre appuntamenti la settimana. Deve ovviamente arrivare in ospedale in orario. Ok.
Una decina di mesi fa la figlia le ha comprato una sveglia che deve svegliare non solo la signora, ma tutte le persone della casa (che dormono in altre stanze). Mi disse che deve essere una sveglia fortissima perchè è un caso di vita o di morte.
Oggi è tornata per mettere la pila nuova, perchè era passato quasi un anno, e non potevano permettersi di perdere "un appuntamento con la vita o la morte". Mi complimento per la sua previdenza, in effetti cambiare la pila prima che si scarichi è cosa saggia. Vado a prenderle la pila (ovviamente per una sveglia la cambio subito!), lei si lamenta perchè non è della stessa marca che c'era nella sveglia quando gliel'ho venduta, dice che magari se la pila è di un'altra marca, potrebbe non svegliarsi sua mamma e perderebbe "l'appuntamento con la vita o la morte". Le dico di non preoccuparsi, e che anzi le Energizer sono la marca più longeva di pile. Gliela metto, sistemo l'ora, tutto a posto, lei tutta contenta (come potrebbe essere contenta Morticia Addams) mi fa: "Allora possiamo affidarci per il nostro appuntamento con la vita o la morte?"
Sì, signora, potete affidarvi. Magari cambierei anche la pila del disco rotto che ha in bocca, in 3 minuti ha citato sto problema di vita o di morte 3 volte, e poi magari mi darei una rallegrata.
venerdì 5 ottobre 2007
La freccia grottesca
Allora gente, attenzione alla foto qua sotto, studiatene i dettagli più "nascosti".

Sulla sinistra vedrete il campanello da suonare per entrare nel negozio. Subito accanto, la freccia che indica che c'è un campanello da suonare. E sotto la freccia, per i clienti più ritardati e rompipalle, pure un cartellino "suonare e attendere", che certi si attaccano al campanello e non la finiscono finchè non apri.
Ecco, avete visto bene? Ottimo. Quello è il campanello DEL NEGOZIO ACCANTO AL MIO. Non il mio. Il negozio a destra.
Oggi suonano alla porta del mio negozio, una sciura con capelli rossi improponibili ma per il resto dell'aspetto normale - ovvero senza segni di squilibrio mentale. Mi guarda interdetta perchè le apro. Apre la porta, e mi dice "ma io devo andare nel negozio qua di fianco!". Io le mostro la mia faccia migliore con l'espressione "E allora che cazzo suoni a me?". Lei capisce la mia faccia e spiega:
"Beh c'era la freccia e c'era scritto di suonare, e allora ho seguito la freccia e sono arrivata qui e ho suonato! Ma questo non è il negozio in cui volevo entrare!"
Inspirate a fondo e cercate di coprendere tutti i retroscena di questa vicenda. La signora ha visto una freccia che indicava il campanello lì accanto (a circa 0,5 centimetri dalla freccia), ma lei l'ha presa alla lunga, ha seguito la freccia fino al primo campanello disponibile sulla sinistra, ovvero il mio, che si trova a circa 6 metri dalla porta a cui lei voleva suonare (e in mezzo c'è pure un cancello!), e l'ha suonato.
Tutto questo è grottesco, penso di aver toccato con mano il fondo della stupidità umana.

Sulla sinistra vedrete il campanello da suonare per entrare nel negozio. Subito accanto, la freccia che indica che c'è un campanello da suonare. E sotto la freccia, per i clienti più ritardati e rompipalle, pure un cartellino "suonare e attendere", che certi si attaccano al campanello e non la finiscono finchè non apri.
Ecco, avete visto bene? Ottimo. Quello è il campanello DEL NEGOZIO ACCANTO AL MIO. Non il mio. Il negozio a destra.
Oggi suonano alla porta del mio negozio, una sciura con capelli rossi improponibili ma per il resto dell'aspetto normale - ovvero senza segni di squilibrio mentale. Mi guarda interdetta perchè le apro. Apre la porta, e mi dice "ma io devo andare nel negozio qua di fianco!". Io le mostro la mia faccia migliore con l'espressione "E allora che cazzo suoni a me?". Lei capisce la mia faccia e spiega:
"Beh c'era la freccia e c'era scritto di suonare, e allora ho seguito la freccia e sono arrivata qui e ho suonato! Ma questo non è il negozio in cui volevo entrare!"
Inspirate a fondo e cercate di coprendere tutti i retroscena di questa vicenda. La signora ha visto una freccia che indicava il campanello lì accanto (a circa 0,5 centimetri dalla freccia), ma lei l'ha presa alla lunga, ha seguito la freccia fino al primo campanello disponibile sulla sinistra, ovvero il mio, che si trova a circa 6 metri dalla porta a cui lei voleva suonare (e in mezzo c'è pure un cancello!), e l'ha suonato.
Tutto questo è grottesco, penso di aver toccato con mano il fondo della stupidità umana.
mercoledì 26 settembre 2007
Mancia???
Erm... oggi un tizio mi ha dato la mancia!!! Gli ho cambiato cinturino e anse al volo, doveva darmi 15 euro, me ne ha mollate 20 e non voleva il resto. Ha detto cose tipo "Quel che è giusto è giusto" (il che non aveva senso, in effetti), ha insistito, e alla fine oh, cosa dovevo fare, me li sono tenuti.
Mi vien da svenire a pensarci. Un cliente gentile! Ok, fuori di zucca perchè non avevo mai sentito di mance date in un negozio, ma comunque un cliente gentile!
Oddio.
Mi vien da svenire a pensarci. Un cliente gentile! Ok, fuori di zucca perchè non avevo mai sentito di mance date in un negozio, ma comunque un cliente gentile!
Oddio.
venerdì 21 settembre 2007
Burocrazia portami via
Ma porca puttana.
A fine ottobre voglio fare una svendita, ho troppi orologi in magazzino e me ne voglio liberare, in altre parole farò dei SALDI dal 20 al 50%. Per la più tipica delle ipocrisie italiane, però, non posso scrivere sui volantini pubblicitari la parola "saldi", e vorrei sapere quali parole sono autorizzate e quali no. Per questo, devo rivolgermi all'ufficio dell'annonaria.
Lunedì: vado alla sede dell'annonaria. Il palazzo è chiuso, c'è scritto che da luglio tutti gli uffici si sono trasferiti presso il comune. Ok. Vado in comune. Due impiegate dell'ufficio del commercio del comune, alla richiesta "ho bisogno di informazioni riguardo ad una vendita promozionale che devo fare", di guardano come per dire "ma sto qui che cazzo vuole", e mi dicono che devo chiedere all'annonaria. Che scoperta. Comunque, la sede dell'annonaria adesso è presso i vigili. Ok. Vado dai vigili. L'annonaria è aperta con i seguenti orari: martedi e giovedi: 18.30-19.30; mercoledì e venerdì: 15.30-16.30. Per essere un ufficio al servizio dei commercianti, fa un bel servizio del cazzo: fa orari da negozio!
Giovedì: metto sulla porta del negozio il cartello "torno subito" alle 18.25. Alle 18.35 sono all'ufficio annonaria. Chiedo di loro, la reception mi dice che non ci sono. Chiedo di rintracciarli. Mi dicono che se non ci sono non ci sono. Da quel che ne so, è abbandono di ufficio pubblico. Me ne torno in negozio incazzato nero.
Venerdì: Alle 15.35 sono alla reception. La receptionist mi dice che l'ufficio annonaria non è lì in realtà, ma nella sede distaccata, a 200 metri di distanza. Vado alla sede distaccata a 200 metri di distanza. Chiedo alla reception dell'ufficio annonaria. Mi dicono che è nella sede della polizia, ovvero da dove provengo. Chiedo se mi sta pigliando per il culo, la receptionist si incazza. Non tanto con me che sono volgare, ma con la collega che non sa nemmeno dove si trova un ufficio nel suo edificio. Torno incazzato alla sede della polizia. C'è un uomo alla reception. Forse i loro pre-cogs hanno captato le mie intenzioni omicide. Chiedo dell'ufficio dell'annonaria. Quello fa una faccia tipo "ommadonna", poi chiama un numero. Non risponde nessuno a venti squilli. Il tizio mi dice che probabilmente sono fuori a fare indagini. Indagini??? Boh. Mi lamento che devo tenere chiuso il negozio per andare da loro, e se c'è scritto un orario, lo dovrebbero rispettare in ufficio, le indagini possono farle in altri momenti (tipo le altre 7-8 ore di lavoro... o lavorano 1 ora al giorno???). Alla fine il tizio si rompe le palle e mi dà un telefono a cui prendere appuntamento. Ovviamente al telefono non risponde nessuno.
Tutto questo solo perchè ho bisogno di una informazione per fare le cose seguendo le regole. Ma vaffanculo burocrazia italiana, vaffanculo polizia, vaffanculo statalismo, vaffanculo ufficio annonaria. Se prendo una molta perchè ho usato la parola sbagliata nella pubblicità poi chi la paga? Voi? Minchioni.
A fine ottobre voglio fare una svendita, ho troppi orologi in magazzino e me ne voglio liberare, in altre parole farò dei SALDI dal 20 al 50%. Per la più tipica delle ipocrisie italiane, però, non posso scrivere sui volantini pubblicitari la parola "saldi", e vorrei sapere quali parole sono autorizzate e quali no. Per questo, devo rivolgermi all'ufficio dell'annonaria.
Lunedì: vado alla sede dell'annonaria. Il palazzo è chiuso, c'è scritto che da luglio tutti gli uffici si sono trasferiti presso il comune. Ok. Vado in comune. Due impiegate dell'ufficio del commercio del comune, alla richiesta "ho bisogno di informazioni riguardo ad una vendita promozionale che devo fare", di guardano come per dire "ma sto qui che cazzo vuole", e mi dicono che devo chiedere all'annonaria. Che scoperta. Comunque, la sede dell'annonaria adesso è presso i vigili. Ok. Vado dai vigili. L'annonaria è aperta con i seguenti orari: martedi e giovedi: 18.30-19.30; mercoledì e venerdì: 15.30-16.30. Per essere un ufficio al servizio dei commercianti, fa un bel servizio del cazzo: fa orari da negozio!
Giovedì: metto sulla porta del negozio il cartello "torno subito" alle 18.25. Alle 18.35 sono all'ufficio annonaria. Chiedo di loro, la reception mi dice che non ci sono. Chiedo di rintracciarli. Mi dicono che se non ci sono non ci sono. Da quel che ne so, è abbandono di ufficio pubblico. Me ne torno in negozio incazzato nero.
Venerdì: Alle 15.35 sono alla reception. La receptionist mi dice che l'ufficio annonaria non è lì in realtà, ma nella sede distaccata, a 200 metri di distanza. Vado alla sede distaccata a 200 metri di distanza. Chiedo alla reception dell'ufficio annonaria. Mi dicono che è nella sede della polizia, ovvero da dove provengo. Chiedo se mi sta pigliando per il culo, la receptionist si incazza. Non tanto con me che sono volgare, ma con la collega che non sa nemmeno dove si trova un ufficio nel suo edificio. Torno incazzato alla sede della polizia. C'è un uomo alla reception. Forse i loro pre-cogs hanno captato le mie intenzioni omicide. Chiedo dell'ufficio dell'annonaria. Quello fa una faccia tipo "ommadonna", poi chiama un numero. Non risponde nessuno a venti squilli. Il tizio mi dice che probabilmente sono fuori a fare indagini. Indagini??? Boh. Mi lamento che devo tenere chiuso il negozio per andare da loro, e se c'è scritto un orario, lo dovrebbero rispettare in ufficio, le indagini possono farle in altri momenti (tipo le altre 7-8 ore di lavoro... o lavorano 1 ora al giorno???). Alla fine il tizio si rompe le palle e mi dà un telefono a cui prendere appuntamento. Ovviamente al telefono non risponde nessuno.
Tutto questo solo perchè ho bisogno di una informazione per fare le cose seguendo le regole. Ma vaffanculo burocrazia italiana, vaffanculo polizia, vaffanculo statalismo, vaffanculo ufficio annonaria. Se prendo una molta perchè ho usato la parola sbagliata nella pubblicità poi chi la paga? Voi? Minchioni.
sabato 15 settembre 2007
Scherzo??? NO!
Dialogo fra me e il cliente, così come è avvenuto. Riguarda un orologio tutto d'oro automatico, valore approssimativo 3,500 euro, ad occhio.
"Questo orologio mi rimane indietro tre/quattro minuti al giorno, me lo può regolare?"
"Nessun problema, abbiamo un laboratorio apposta. Me lo deve lasciare, ci vogliono circa 15 giorni, il preventivo è circa sui 100 euro."
(Mi guarda negli occhi come John Wayne)
"Lei sta scherzando, vero?"
(Lo guardo negli occhi come Clint Eastwood)
"No, non sto scherzando e la prego di NON andare avanti, se non le sta bene quello che ho detto."
"Ma no, lei sta scherzando. Il mio orologiaio me lo sistema al momento, e non mi fa pagare niente."
"Beh ma allora vada dal suo orologiaio, se fa di questi prezzi! Vada, vada pure, però non torni più grazie, eh! Arrivderci!"
Ovviamente il cretino non ha seguito il mio consiglio di stare zitto, e ha dovuto sparare la sua cazzata. Innanzi tutto non capisco perch se ha un "suo" orologiaio, è venuto da me. E poi trovatemi qualcuno che lavora gratis E riesce a fare "al momento" un lavoro che richiede almeno un'ora di tempo, fra smontare gli ingranaggi, trovare il problema che causa il ritardo, e rimontare il tutto.
Ma va a cagare pure tu, pezzente mentitore. Avanti il prossimo.
martedì 11 settembre 2007
LE DUE PILE DI SCROOGE
Cambio le pile del telecomando della macchina a un vecchio barbuto. Già ha da questionare che le pile dentro sono due anzichè una, come se fosse colpa mia, o come se lo volessi fregare dicendogli che sono due anzichè una. Vabbè.
Ma poi il tocco di infima classe: mi chiede indietro le pile vecchie (scariche). A me non cambia niente dargliele, rispondo cortesemente con un "Sì, le servono ancora?" (detto in tono gentile, non ironico, ero curioso di sapere per cosa le avrebbe usate).
Risposta: "No, è che ho letto su una rivista che da voi commercianti passa un addetto del Comune a ritirare le pile scariche, e in cambio vi danno pile cariche o soldi, e allora a questo punto preferisco trovare un posto di riciclaggio e lasciarle a loro."
Ma pezzo di merda fumante, levati dal mio negozio... cioè sto stronzo di settant'anni preferisce prendersi la briga di cercarsi un cassonetto per il riciclo delle pile (e son veramente pochi), oppure buttarle civilmente nella spazzatura (cosa DANNOSISSIMA per l'ambiente), piuttosto che rischiare di far "guadagnare" a me circa 0.02 centesimi con le sue pile riciclate e aiutare l'ambiente con il programma di riciclo. Sì, il Comune passa ogni due mesi e per ogni chilo di pile usate (e per fare un chilo di pile da orologi, ce ne vogliono, boh, tipo 300...), mi dà dieci pile nuove. Wow che guadagno che ci faccio, con le due pile del vecchio mi sarei potuto permettere le vacanze di Natale, ora non potrò più andare in ferie.
Ma vecchio taccagno egoista... ma vaffanculo pure te, va.
Ma poi il tocco di infima classe: mi chiede indietro le pile vecchie (scariche). A me non cambia niente dargliele, rispondo cortesemente con un "Sì, le servono ancora?" (detto in tono gentile, non ironico, ero curioso di sapere per cosa le avrebbe usate).
Risposta: "No, è che ho letto su una rivista che da voi commercianti passa un addetto del Comune a ritirare le pile scariche, e in cambio vi danno pile cariche o soldi, e allora a questo punto preferisco trovare un posto di riciclaggio e lasciarle a loro."
Ma pezzo di merda fumante, levati dal mio negozio... cioè sto stronzo di settant'anni preferisce prendersi la briga di cercarsi un cassonetto per il riciclo delle pile (e son veramente pochi), oppure buttarle civilmente nella spazzatura (cosa DANNOSISSIMA per l'ambiente), piuttosto che rischiare di far "guadagnare" a me circa 0.02 centesimi con le sue pile riciclate e aiutare l'ambiente con il programma di riciclo. Sì, il Comune passa ogni due mesi e per ogni chilo di pile usate (e per fare un chilo di pile da orologi, ce ne vogliono, boh, tipo 300...), mi dà dieci pile nuove. Wow che guadagno che ci faccio, con le due pile del vecchio mi sarei potuto permettere le vacanze di Natale, ora non potrò più andare in ferie.
Ma vecchio taccagno egoista... ma vaffanculo pure te, va.
venerdì 7 settembre 2007
Consiglio ai commercianti
Consiglio a chi, per lavoro, intrattiene rapporti con il pubblico: NON BEVETE la Pepsi Twist, fa ruttare di brutto!!! E' una storia tragicamente vera: in una semplice frase ad un cliente ho dovuto mascherare tre rutti.
D'oh!
D'oh!
Iscriviti a:
Post (Atom)