martedì 19 luglio 2016

Il feticista

Entra tizio (accompagnato da una tizia, che non aprirà mai parola neanche per salutare), sono intorno ai 40 anni. Ha un orologio di buona marca, costerà sui 350 euro, deve cambiare il cinturino, mi chiede se ho "una buona scelta di cinturini in pelle".

Certo, ne ho almeno 100 per ogni misura, di cinturini. Tiro fuori i DUE raccoglitori per la sua misura, gli dico che vanno tutti bene, può scegliere quello che preferisce come colore e fattura.

Mi chiede ancora se sono di pelle, gli mostro i settori in pelle e cuoio, tralasciando quelli in nylon e gomma.

Inizia ad accarezzarli tutti, uno per uno, fa pelo e contropelo. Poi ne tira fuori uno e lo annusa. Due sniffate. Lo rimette via.
Ne tira fuori altri due, uno lo annusa a fondo ma lo rimette via (male tra l'altro, a testa in giù, ma son cose a cui sono abituato, poi con pazienza finita la vendita rimetto tutto a posto), l'altro lo tiene in mano e se lo rigira mentre cambia il raccoglitore. Ne accarezza ancora qualcuno, poi torna al primo, lo tira fuori, lo accarezza e sceglie quello.

Almeno ha comprato, ecco, altrimenti l'avrei visto come la versione orologistica di un puttan tour.

giovedì 7 luglio 2016

Il tuttologo

Questo me lo segno qui, che promette "bene" nel caso torni: o è un fuori di testa perditempo, o è un compratore seriale (ovviamente io pendo per la prima ipotesi, eh). E' un tizio normale, sui 45 anni, vestito elegante.

"Buonasera, vorrei sapere se fate assistenza su orologi Tissot."
"Sì certo nessun problema, vediamo cosa succede"
"Non ce l'ho qui, è solo per sapere se vi causa problemi fare assistenza Tissot"
"No, nessun problema, me lo porti e vediamo, facciamo un preventivo."
"Molto bene! Poi un'altra cosa, ho un rolex che mi hanno comprato in Cina, ho perso una vite, ce l'avete?"
"No, purtroppo quelle viti sono come quelle dei Rolex originali e io non le ho"
"Nessun problema. Poi questi Citizen che avete, sono quelli a carica solare?"
"Sì, tutti i Citizen ormai sono Eco-Drive, tutti quelli che vede in negozio funzionano con la luce."
"Molto molto bene. E orologi da tasca?"
"Sì, sono lì alle sue spalle, ce n'è di tutti i tipi."
"Ah, molto bene, allora porterò il Tissot."
"Grazie, arrivederci!"

Sulla porta:

"Ah, ma avete anche Casio, sono i migliori per gli orologi digitali, vero? O c'è qualche marca che adesso è meglio per i digitali?"

Mi son sentito come a scuola quando venivo interrogato a raffica con domande casuali.

mercoledì 22 giugno 2016

(Semi)Addio ad alcuni profondimetri antichi


Possessori di profondimetri Citizen antichi, aprite bene le orecchie.
Non-possessori, leggete comunque, che il finale è "da blog" - le prime righe invece potete saltarle...

Comunicazione di servizio: è con estremo rammarico che il centro assistenza Citizen mi ha comunicato che il primissimo modello di Aqualand 1, il profondimetro classicissimo JP2004, è ormai fuori produzione da talmente tanto tempo, che non ci sono più non solo i pezzi di ricambio ma anche le guarnizioni sagomate. Ergo, quando si scaricheranno le pile, non sarà più possibile richiuderlo ermeticamente per utilizzarlo ancora come profondimetro.

OH MIO DIO, E ORA?
E ora, niente: se usavate questo modello per fare immersioni, quando si scaricherà la pila dovrete pensare di cambiare orologio. Il suo successore (identico in tutto, ma con sensore migliore e cassa in titanio) è il JP2000, è sempre in vendita e funziona benissimo e ha tutte le parti di ricambio disponibili.
Se usavate questo orologio solo come orologio perchè vi piace la forma, per voi non cambia niente. L'orologio continuerà a funzionare uguale, perchè la pila ovviamente si può cambiare.

ATTENZIONE, ripeto: da ormai 10 anni viene venduto il modello JP2000, che fisicamente è identico e funziona benissimo e ha tutte le parti di ricambio disponibili. Esternamente è praticamente uguale a quello di prima, ma dentro è diverso, a partire da circuito e guarnizioni.

COME RICONOSCERE SE IL VOSTRO PROFONDIMETRO JP E' "NUOVO" o "VECCHIO"
Si vede immediatamente dal fondello: quelli vecchi erano sagomati, tenuti fermi da sei viti. Quelli nuovi hanno un fondello a vite.
Il problema di cui sto parlando, è relativo solo ai modelli sagomati. Prendete il vostro orologio, giratelo: se ha il fondello tenuto fermo da viti, ci sono cattive notizie pr voi.
Ecco, vi ho anche fatto uno schema.



Perchè vi dico tutto questo, visto che da sempre dico che il blog non parla "di" orologi e orologeria?

Innanzi tutto perchè dai, per una volta in dieci anni cercherò di essere utile alla comunità orologiaia e di appassionati di orologi.
Ma soprattutto, perchè ovviamente questo provocherà pianti, urla, tragedie disumane, e tutta la colpa ricadrà su di me.

Anzi ne ho già avuto una riprova: mi ha chiamato l'ultima persona a cui sono riuscito a far fare la pila e la pressurizzazione, per sapere se era pronto.

"Sì, è pronto!"
"Quanto le devo portare?"
"Sono 40 euro"
"COSA?!?"
"L'avevo avvisata, che era una chiusura speciale per mantenere l'impermeabilità subacquea e che sarebbe costato questa cifra, che è più del solito."
"Ma no!"
"Sì guardi, lo dico a tutti perchè costa di più e avviso prima. Anzi, poi si consideri fortunato perchè lei è l'ultimo cliente a cui ho potuto dare questo servizio, perchè da oggi non ci sono più le guarnizioni per impermeabilizzarlo e non posso più farlo."
"EH? Ma allora a saperlo non l'avrei fatto!"
"Guardi, come l'ha messo a posto ora, dura almeno un paio d'anni, almeno se lo gode ancora anzichè dover cambiare orologio"
"Sì ma fra due anni poi cosa farò?"

FRA DUE ANNI MAGARI MUORI.
Ok?

E' questa la riconoscenza che mi merito, sempre. E questo era quello a cui davo la BUONA notizia. Pensate a cosa succederà quando dovrò dare la brutta notizia che quei modelli non posso più garantirli per sub.
Vi terrò aggiornati, se sopravviverò e non finirò in galera.

Nota Bene: se il vostro orologiaio di quartiere ha ancora in casa le guarnizioni sagomate, bene. Se le trovate importate su Ebay, bene. Se trovate chi vi sa garantire ancora la pressurizzazione per profondità, bene. Se il vostro centro assistenza regionale le ha ancora, bene (ma finiranno, fidatevi). Va TUTTO BENE, l'importante è che non scriviate nei commenti "ma che dici, stai mentendo".
Riporto le parole esatte del centro assistenza Citizen della mia regione, e non è che loro fossero contenti della cosa, mi hanno detto che questo tipo di impermeabilizzazione portava loro circa metà degli incassi per riparazioni, quindi non penso mi stiano mentendo per qualche complotto, credetemi che alla Citizen (almeno al centro assistenza ufficiale) sono meno contenti di me e dei clienti.
Io la responsabilità di mandare qualcuno a fare immersioni con un orologio che potrebbe guastarsi a 50 metri sott'acqua non la prendo. Se trovate chi ancora ve lo aggiusta, molto bene!

Al funerale di questo orologio (ripeto: QUELLO VECCHIO, se li comprate ora sono tutti con il fondello nuovo) dedico a casaccio una canzone che stavo per puro caso ascoltando l'altro giorno, e che per puro caso ho notato (con tragica deformazione professionale) che ad un certo punto un protagonista indossa proprio questo orologio.


Non è un "product placement", perchè dura circa 0.5 secondi e soprattutto il cinturino è modificato e non è quello originale... segno che era proprio l'orologio dell'attore del videoclip. Che, forse, potrebbe lanciarsi in letterali sceneggiate napoletane nello scoprire questa infausta notizia.



(Sì, vi stupirà scoprire che non ho problemi con il dialetto napoletano, anche stretto: ho guardato senza problemi Gomorra senza sottotitoli, e in effetti dopo il finale della seconda stagione, in cui si parla tanto di Secondigliano, mi è tornato in mente questo video)

martedì 14 giugno 2016

L'enorme problema degli orologi a carica solare

Lo dico subito: gli orologi a carica solare (non sto a dire la marca, ma la sapete tutti) sono gli orologi che vendo di più nel mio negozio, e sembra che in generale in Italia siano fra i modelli più venduti.
Però, gli orologi a carica solare hanno un enorme problema: per andare, devono prendere la luce. Nemmeno tutti i giorni, hanno una riserva di carica di circa 4 mesi (tenendomi basso), quindi se anche li mettete via per un mese, li troverete che vanno ancora.
Se li mettete in un cassetto per due anni, si scaricheranno. E la colpa ovviamente sarà tutta mia, per motivi misteriosi.

Quindi, almeno 2-3-4 volte a settimana, mi trovo a fare il discorsetto al cliente che piange e poi mi accusa perchè "l'orologio comprato tre anni fa e che non uso mai, non funziona". Il discorsetto consiste nel convincerli che un orologio a carica solare, ha bisogno di luce per andare.
Spesso mi guardano come se li stessi prendendo in giro, spesso ho idea che non capiscano di cosa sto parlando, raramente afferrano il concetto così difficile.

Ma oggi, il capolavoro. Il genio, che mi ha illustrato l'ulteriore problema degli orologi a carica solare. Ecco il dialogo.

"Signora, se dice che questo orologio lo indossa raramente, non c'è problema: basta che un paio di volte al mese lo tira fuori dal cassetto e lo mette dietro la finestra, prende un po' di luce del sole e si carica per un altro mese."
"Eh, ma se lo lascio fuori si riempie di polvere."

Ecco, il problema degli orologi a carica solare. Si "riempiono" di polvere.

(di indossarli neanche se ne parla, ovviamente!)

giovedì 9 giugno 2016

Odio i Mercoledì

Mercoledì, giorno di mercato vicino al mio negozio. L'intera cittadina, e 100 limitrofe, si riversano in zona. Si riversano poi nel mio negozio, al 90% per cambiare le pile, ed un 10% per spendere dei soldi.
Questo è uno scatto del bancone del negozio (nella parte dove tengo la cassa, ma comunque vicino al pubblico) alle 11.20 di ieri mattina (Mercoledì 8 Giugno), a due ore dall'apertura. 25 scontrini battuti, almeno 40 persone servite in due ore, nemmeno il tempo di portare nel retro gli orologi presi per cambiare le pile (sono già 19, per la cronaca), e nemmeno per buttare via la plastica di una confezione. O, ad un certo punto, di mettere via i soldi.



Non chiedetemi perchè non scrivo... in realtà odio i Mercoledì, ma anche ogni giorno in cui tiro su la saracinesca del negozio e ho a che fare con le persone. Senza eccezioni.

giovedì 14 aprile 2016

Pausa pranzo - buon appetito!

Son le 12.22 di Giovedì, vi pubblico un qualcosina per favorirvi l'appetito, perchè anche se scrivo poco ultimamente, io vi voglio bene.


Non penso ci sia altro da aggiungere, se non BUON APPETITO.
Dopotutto, il cliente non ha detto niente: una scusa, una parola di imbarazzo quando sono andato a riportargli l'orologio indossando ancora i guanti...

giovedì 24 marzo 2016

Leggere attentamente le avvertenze - 2


Fra la Top 3 delle cose che odio, è l'analfabetismo funzionale legato all'arroganza. Se la vita non ti ha dato opportunità di studiare non è un problema, se l'ultimo libro che hai letto è stato il primo di Fabio Volo 10 anni fa son problemi tuoi, se hai problemi a comprendere semplici testi scritti forse è un problema quando scegli chi vai a votare... ma in ogni caso, la cosa fondamentale (come sempre) è non rompere le palle A ME. A me proprio no, grazie.

Eppure, c'è una correlazione diretta fra analfabetismo di ritorno e arroganza. E' anche il motivo per cui odio Facebook e l'internet intero, più o meno ;)

Caso in questione:

Sto facendo vedere dei cinturini ad una signora, sta scegliendo il colore quando entra un'altra signora. Entra, saluta e subito si avvicina per parlarmi (quando è evidente che sto servendo un'altra persona). Insomma passa davanti alla tizia che stava scegliendo...

"Buongiorno senta, io ho preso questo orologio a carica solare tre anni fa, ma spesso non funziona, è difettoso, la lancetta dei secondi va a scatti e poi si ferma, poi riparte"

"Guardi, è proprio una caratteristica di questi orologi, un buon modo per segnalare che c'è poca carica solare rimasta: la lancetta scatta ogni tre secondi, per dire che va messo sotto la luce"

"Ma mi sembra una cosa impossibile che funzioni in questo modo, secondo me è difettoso"

"Che devo dirle, è fatto così, c'è anche scritto nelle istruzioni, non è un difetto"

"Assolutamente NO! Guardi, ho letto tutte le istruzioni per capire se questo difetto è una cosa che può succedere, ma non c'è scritto niente"

"Cosa le devo dire, saprò bene come son fatti questi orologi, e poi di sicuro nelle istruzioni c'è scritto"

"Le assicuro di no, le ho lette della prima all'ultima pagina e non si parla di questo difetto delle lancette, si vede che è rotto"

"Va bene, comunque: se mi lascia l'orologio un paio di giorni li controllo e le dico"

Alla fine lo ha lasciato, io l'ho messo sotto il sole per due giorni e filava tutto liscio. Quando è venuta a prenderlo, mentre le dicevo che appunto c'era solo bisogno di mettere l'orologio sotto al sole per dargli carica, le ho aperto il libretto delle istruzioni.


E niente, non è nemmeno incapacità di leggere, ma anche incapacità di guardare le figure, siamo scesi anche un gradino più in basso. L'importante è rimanere belli arroganti, però!

giovedì 11 febbraio 2016

Leggere attentamente le avvertenze - 1

A volte (ok, sempre) mi lamento del fatto che se la gente leggesse le istruzioni degli orologi (mediamente) complicati, molte persone eviterebbero di venire in negozio con piagnistei o lamentele "perchè l'orologio non funziona". Ovviamente poi, c'è gente che esagera dall'altra parte.

La Varta è una ditta che produce batterie, ma anche cose elettroniche come torce e sveglie e cose simili. Fine della premessa.

Giorno 1.
Viene una signora, sulla sessantina d'anni. Mi dice che ha bisogno di una pila 2025 della Varta. Io le dico che non tengo quella marca di pile, ma ho le Energizer, che sono anche meglio. Lei dice che ha assolutamente bisogno delle Varta, ringrazia e se ne va.
Quell'assolutamente mi incuriosisce, ma non c'è abbastanza materiale per un post sul blog, e dimentico la questione...

Giorno 2.
Torna la tizia e mi chiede se non posso procurargliela, la pila della Varta. Le dico di no, io posso avere solo Energizer, ribadisco anche che sono migliori come qualità. Lei dice che però ha proprio bisogno della Varta, perchè deve metterla in una sveglia della Varta e nelle istruzioni ha letto che serve una pila 2025 della Varta, altrimenti si rischiano cortocircuiti e incendi.
Mmm, ok, che le devo dire, la Varta non ce l'ho comunque.

Giorno 3.
Torna la tizia con il libretto di istruzioni, perchè mi ero dimostrato scettico. Mi fa leggere il passaggio incriminato e veramente c'è scritto che si consiglia di usare pile Varta 2025 per evitare cortocircuiti e incendi.
Io spiego che probabilmente si riferiscono all'usare il voltaggio giusto ed il modello giusto di pila (2025), ma che la marca è ininfluente. Mentalmente, apprezzo il guerrilla marketing della Varta, che obbliga la gente a usare solo le sue pile, con minacce subliminali.
Eppure niente, la tizia ha paura di rimanere arsa viva e non compra la mia pila.

Io ne ho piene le palle, nel frattempo. Tre visite per due euro mettono alla prova la mia pazienza.

Giorno 4.
La tizia torna, ribadisce per l'ennesima volta che sta cercando ovunque ma nessuno tiene le pile Varta. E allora proverà a prendere una delle mie pile.
Sembra che le tremino le mani quando mi dà le monete per pagare la pila, va via timorosa.

E insomma, ora rimarrò nell'angoscia di leggere nella cronaca locale di un misterioso incendio scaturito da una radiosveglia.
In ogni caso, immagino che la prima notte della signora con la nuova batteria sia stata completamente insonne... questo mi solleva un po' il morale.

giovedì 28 gennaio 2016

MacGyver Spaccatutto



(non è che il mio post precedente fosse "finale"... è solo che ho avuto moltissimo da fare, ma ho una serie di storie pazzesche da raccontare, devo solo trovare il tempo di scriverle, in attesa che la tecnologia consenta di collegare la tastiera al cervello e scrivere automaticamente quello che penso alla velocità della luce)

Era da un po' che non documentavo delle cose degne di MacGyver. Certo, ne vedo spesso di casse rigate o cazzatone clamorose commesse da chi "ma tanto è facile lo faccio io", ma questo forse è uno dei casi peggiori... è quasi un peccato sia accaduto su un orologio da pochi soldi, avrei goduto di più fosse successo a qualcosa di costosissimo.

Andiamo al caso.

Entra una signora, mi dice che il figlio voleva cambiarle la pila e le ha rotto il vetro, vorrebbe sostituirlo.
Ora, io la signora la conosco e conosco il figlio, che fa l'idraulico. Vorrei sapere quale dei suoi attrezzi ha usato sull'orologio, visto che non ha "solo" rotto il vetro.




Dico alla signora che non solo ha rotto il vetro, ma ha anche staccato un pezzo di quadrante (dalla foto non si vede molto, ma mancava un pezzetto, nella foto si vede solo che il quadrante è staccato rispetto alla cassa), mentre taccio su quanto cavolo ha rigato la cassa (la foto è im-pie-to-sa). Insomma le dico che l'orologio costa 30 euro circa, fra cambiare il vetro e sistemare (se si può) il quadrante spenderebbe la stessa cifra, non vale la pena.

E quindi, la chicca:
"Ma l'orologio è in garanzia, ha meno di due anni!"

Hai voglia a farle capire che la garanzia non copre manomissioni di questo calibro... alla fine mi ha lasciato l'orologio da buttare, molto sconfortata.

martedì 12 gennaio 2016

2016, finalmente (AKA Orologiaio Origins AKA Finalmente Libero)

Esattamente dieci anni fa, esattamente questo giorno, ereditai questo negozio (attività e muri), a causa dell'improvvisa morte di mio padre.
La sua scomparsa non fu immediata, ma nei pochissimi giorni di malattia non mi disse MAI una parola relativa al negozio. Cosa avrebbe voluto che io ne facessi, cosa avrei dovuto fare se avessi preso il suo posto, quanti soldi doveva alle banche. Io all'epoca avevo tutt'altro lavoro, avevo fatto tutt'altri studi e non mi interessava minimamente lavorare in negozio, se non i 20 giorni all'anno in cui a Dicembre aiutavo con le vendite. Ma anche lì, io ero presente principalmente per prendere e ridare pile e riparazioni, in attesa che mio padre finisse una vendita e arrivasse dal cliente. Non mi interessava altro, e non imparavo un granchè - anzi in Dicembre spesso andavo a letto più tardi del solito perchè potevo permettermi di stare in negozio con metà cervello acceso, per quel che dovevo fare.

In ogni caso, nel Gennaio 2006 sono stato obbligato a questa "scelta" di lavorare in negozio "per un po'", perchè ho scoperto quasi subito che negli otto anni di attività con questo negozio, mio padre aveva accumulato oltre 80,000 euro di debiti con lo Stato e le banche. Mi spiace se qualche mio parente mai leggerà questo blog, ma questi sono i dati di fatto: mio padre di questi affari non se ne intendeva (prima si occupava, con enorme successo, di altro), ma non aveva mai detto niente che facesse intuire un problema. Soldi ne faceva abbastanza, ma ne spendeva altrettanti e poi anche di più. Era il sogno dei teorici delle finanze, però: "in caso di crisi, investi ancora più soldi! Vedrai che funziona far girare i soldi!"

80,000 euro non li avevo, da dare alle banche e allo Stato, e rischiavo che mi portassero via tutto. Dovevo lavorare in negozio per dimostrare che l'attività proseguiva, dare fiducia alle banche (che in tre mesi hanno preteso 25,000 euro, per iniziare) e poter ottenere le dilazioni delle tasse arretrate.
Con l'aiuto solo del commercialista e di mia mamma (ex commerciante), ho almeno capito che cazzo dovevo fare, nella quotidianità di un negozio. Davvero, non ne avevo idea e non so ancora adesso come ho fatto a partire e poi ingranare.

I primi due anni ho lavorato gratis, potevo permettermelo in quanto vivevo con mia madre e avevo messo via abbastanza soldi con i lavori precedenti, compreso quello che svolgevo fino al Dicembre 2005 e che ho trasformato in part-time free-lance. In quei due anni ho capito come giravano le cose, ho capito come e dove tagliare i costi, ho abbandonato alcune marche e ho cambiato un po' di cose.
Dal 2009 in poi, circa, ho messo mano alle cartelle esattoriali, ho fatto i conti. Avevo visto che nel 2016, con le dilazioni giuste, avrei finito di pagare il debito con lo Stato. Sembravano infiniti, sette anni, eppure eccomi qui.
Nel 2009, fatti bene tutti i conti (perchè quella è una cosa che so fare molto bene), mi ero detto: "Sarò legato a questo posto fino al 2016, poi avrò finito di pagare tutti i debiti con tutti e potrò decidere se vendere tutto o cosa farmene di questo lavoro".

Ebbene, il 2016 è arrivato. Con mia enorme soddisfazione, l'ho messa nel culo a tutti quelli che avevo contro. Perdonatemi l'espressione, ma è esattamente come mi sento, e come mi sono sentito in questi anni: solo contro tutti.
Contro le banche, in particolare il figlio di puttana che si era "scordato" che per sottoscrivere un mutuo con la loro banca (Cariplo, per la cronaca) era obbligatorio sottoscrivere una polizza sulla vita - quindi automaticamente con la morte di mio padre, l'assicurazione che lui aveva pagato avrebbe dovuto coprire i 25,000 euro del mutuo, ma siccome io non avevo idea di questa cosa e siccome non sapevo dove mio padre tenesse i documenti, ho dovuto pagare tutti i 25,000 euro in tre mesi, subendo anche le sue pressioni telefoniche. La banca, quando qualche mese dopo ho scoperto di questa "svista" e l'ho denunciata, ha fatto spallucce. Il figlio di puttana è morto due anni fa, per la cronaca. La filiale della sua banca ha chiuso. Cristo quanto ci godo, quando ci penso. Piccola vendetta, ma è un inizio.
Contro lo Stato, che non vorrei fare populismo ma veramente si succhia il sangue, dai negozianti. Chi non la vive questa cosa non la può comprendere, tanto "tutti i negozianti sono ladri".
Contro i clienti, che mi hanno stressato dal giorno uno - ma questo già lo sapete ;)
Contro alcuni commessi viaggiatori, che all'inizio hanno approfittato della mia scarsa preparazione e hanno contribuito a farmi spendere ancora più soldi.
Contro alcuni lettori di un blog chiamato "Clerks", aperto solamente per sfogarmi della immondizia umana con cui ho quotidianamente a che fare. Un ringraziamento invece a chi ha compreso lo spirito del blog (tendenzialmente chi ha capito è un commesso o unmisantropo, a volte un collega dalla mentalità aperta).
E via così. Al di là del commercialista e di mia mamma, non ho avuto aiuti da nessuno, in campo lavorativo. Mai. Solo il mio spirito di metterla nel culo al mondo mi ha sostenuto, e ora sono ad un passo dal raggiungere il mio obiettivo di pareggiare i conti con il passato.

Quindi, 2016, eccomi qua. I conti son quasi saldati.

Nel 2009 pensavo di pareggiare i conti e vendere tutto. Nel frattempo non ho imparato ad amare questo lavoro, come vorrebbero i film più banali. Anzi, probabilmente la mia "passione" si è ancora più spenta. Eufemisticamente, posso dire che non mi interessa granchè degli orologi, e non mi interessa il lavoro a contatto con la gente (sto usando EUFEMISMI ENORMI).

Nel 2009 la famosa "crisi economica" stava solo iniziando, o non se ne conosceva la portata. La gente poteva avere un lavoro, cambiare lavoro, pensare a fare soldi facendo un lavoro. Ora chi ha un lavoro se lo tiene, anche se lo odia.

Quindi che dobbiamo fare. E' un lavoro. Me lo tengo. Se questo fosse un film, sarebbe un film di rivincita sul mondo ma con finale agrodolce, l'eroe che si incammina al tramonto verso un domani che sarà uguale a ieri.
Me lo tengo, ma almeno l'ho messa nel culo a tutti gli altri. Nessuno ci avrebbe scommesso, ma ce l'ho fatta.

Fanculo, me lo tengo. In attesa del famoso "cinese con la valigetta con un milione in contanti per rilevare l'attività". Io ci spero sempre, e non avrei tante remore. Vi posterei la mia foto da un paradiso tropicale, posterei anche l'indirizzo del negozio per far pubblicità a chi l'ha acquistato per un milione di euro.
Brindiamo ad un 2016 di sogni da realizzare, quindi!

NB: nel primo commento qui sotto, un paio di considerazioni ulteriori, ma mi sentivo che il post doveva chiudersi qui