martedì 21 gennaio 2020

La perquisizione

Tizio, sui 70 anni, viene a ritirare un orologio a cui ho cambiato la pila.

Lo tira fuori dalla busta, lo appoggia sul bancone, poi mi paga. Mentre faccio lo scontrino, immagino che indossi l'orologio, lasciando la busta vuota sul bancone.
Gli dò il resto, e lui dice: "Aspetti! Ma dove ho messo l'orologio?"

Gli dico che forse l'ha messo al polso, o in tasca. Al polso non c'è.
Ha un giaccone con circa 350 tasche enormi. Inizia a frugare, ma non lo trova.
Poi: "scusi, potrebbe cercarmi lei in tasca? io ho poca sensibilità nelle dita, magari è in tasca ma non lo sento"

E fu così che mi posizionai alle spalle del soggetto, e prima di trovare l'orologio, le mie mani toccarono un po' di banconote, un fazzoletto umido, delle carte di caramella e altre cose che non voglio nemmeno immaginare cosa fossero.

Tutto, per il servizio al cliente. Ma proprio tutto.

3 commenti:

  1. Oddio, a me già fa schifo frugarmi nelle tasche mie... ma poi l'hai trovato? Mi sarei tenuta una banconota per il disturbo XD

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  2. Hahahahaha questa mi mancava proprio!
    Immagino il lavaggio con amuchina pura dopo questa esperienza!

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  3. Poteva andare peggio, poteva chiederti di controllare anche le tasche del pantalone

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