mercoledì 11 febbraio 2026

20 anni

In questo giorno, 20 anni, diventavo "ufficialmente" il gestore dell'orologeria.

Di tutto quello che mi portò in quella posizione ho già parlato dieci anni fa.

In effetti non ho molto da dire o da aggiungere, volevo solo sfruttare l'anniversario (triste non tanto per l'eredità dell'attività, ma perché in effetti la data segna la scomparsa di mio padre) per fare un saluto ai lettori casuali ed eventuali del blog.

Non ho grandi storie per voi, al massimo una riflessione che mi è girata in testa da tempo, soprattutto da Dicembre.

A Dicembre ha piovuto molto, dalle mie parti. Spesso uscivo alle 17 per qualche commissione e la città era completamente deserta. Mi sono ricordato spesso di quando dovevo preoccuparmi che in Dicembre (ma poi anche nel resto dell'anno) ci dovesse essere un costante flusso di gente in negozio, nella speranza di fare soldi, e quando pioveva uscivano SOLO i rompipalle e l'incasso si avvicinava allo zero. Mi son sentito sereno, ad essermi lasciato alle spalle questa mentalità, il bisogno di maledire la pioggia perché portava pochi clienti.

In generale, in 14 mesi che il negozio è chiuso, non c'è mai stato un giorno in cui mi sia mancato qualcosa della mia vita lavorativa precedente. Quindi va bene così.

Nota comica: ogni tanto, per ricevere qualche amico o conoscente quando sono in centro, tiro su la saracinesca del negozio anziché aprire il portone posteriore. Tiro su la saracinesca del negozio, l'amico entra, chiudo immediatamente la saracinesca.

Le poche volte che non ho chiuso subito, qualcuno è venuto a bussare alla porta. Lo so che sembra improbabile e grottesco, ma è successo ogni-singola-volta: dover discutere e spiegare che il negozio è chiuso. La cosa assurda appunto è che quando lasciavo su la saracinesca, era questione veramente di 2-3 minuti. Ma evidentemente esiste ancora la setta segreta di persone che girano con l'orologio in tasca per cambiare la pila solo da me. 

Anche quando si tratta dei 40 secondi per tirare su, far entrare l'amico, tirare giù, noto qualcuno con faccia shockata che guarda dall'altra parte della strada. 

Per tutti quelli che stanno gestendo un negozio: tenete duro. O abbandonate al momento giusto, non c'è niente di male se ci riuscite e avete un Piano B. In entrambe le opzioni, ci vuole coraggio e determinazione, quindi tenete duro.

Io ho saltato il fosso, e sto ancora molto bene.


6 commenti:

  1. Bentornato Orolfrust!
    Questa cosa della gente che si intrufola in un negozio chiuso da 14 mesi mi fa perdere ogni fiducia residua nell'umanità...
    Qui dall'estremo nordest solito inferno, in più mi ha chiuso un diretto concorrente quindi il lavoro, e le rotture di palle, sono aumentati di conseguenza!
    Confermo che la pioggia porta fuori casa solo i peggio clienti, ogni volta che sento suonare il campanello smadonno ancor prima di aver visto chi è.
    Grazie di aver battuto un colpo comunque, eravamo quasi preoccupati!

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    1. Guarda è davvero una cosa incredibile - fosse successo una volta sola, l'avrei raccontato ironicamente qui sul blog, ma io non concepisco come succeda ogni singola volta! Cioè, ma gli ex clienti stazionano davanti al negozio costantemente, presidiandolo nella speranza che io apra per cambiare una pila? La cosa "divertente" (no, è tragica) è che quando dico che ho aperto la saracinesca solo per far entrare un amico, non si danno pace, insistono perché se ho tirato su, vuol dire che sono aperto. Discussioni tirate più in lungo di quanto davvero meriterebbero!

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    2. Non mi stupisco considerando il livello della gente, che come sappiamo rasenta lo zero!
      Immagino le questioni di vita o di morte e tutto il contorno di cazzate, uno ti dice che non fa più quel lavoro che cazzo insisti?

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  2. ogni tanto controllo se c’è un nuovo post. sono contento di leggere che sei sereno

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  3. Caro Orolfrust, torno a postare sul tuo blog dopo tanti anni.
    Tu non mi conosci, ma abbiamo diverse cose in comune.
    Abbiamo interagito qualche volta in passato, quando hai risposto ai miei commenti.
    Abbiamo iniziato praticamente nello stesso biennio (anche se io ho iniziato da zero, non era un'attività di famiglia, ed ero in affitto).
    Abbiamo sopportato la realtà delle piccole attività che diventano magneti per soggetti sui generis (e, quel che è grave, senza nemmeno un ritorno economico adeguato).
    Abbiamo deciso ambedue di darci un taglio, io dopo 11 anni di sforzi immani, dopodichè anche a me è morto il padre e ho dovuto affrontare altre cose, per cui ho chiuso alcuni anni prima di te, dato che non c'erano ormai più spazi di miglioramento.
    Nondimeno abbiamo anche stessi gusti (oi!).
    Ti ho seguito per quasi 20 anni e i tuoi post mi davano un pò di sollievo e senso del mal comune e mezzo gaudio, quando le giornate passavano fra casi umani e incassi altalenanti.
    Anch'io ora passo davanti al locale ogni giorno e non mi manca affatto. Non rimpiango praticamente nulla, se non i pochi periodi in cui le cose sembravano prendere la piega giusta. Il mondo è cambiato e non c'è spazio per queste attività periferiche.
    Non so se leggerai questo messaggio ma ti ringrazio per i momenti di buonumore che mi hai dato.

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    1. Ciao, mi fa molto piacere leggere il tuo commento, che condivide la malinconia per quello che è stato ma anche la fermezza nel sapere che abbiamo preso l'unica scelta possibile e sensata. E' andata così, e dobbiamo farcelo andare bene.
      Se vai a concerti OI!, io nella zona di Milano ne frequento molti, e annuncio che a fine Luglio sarò al Distruggi la Bassa vicino a Ferrara. Non si sa mai che si riesca a incontrare un lettore di antichissima data - questo al di là della nostra età anagrafica, che ai concerti vedo in enorme ricambio generazionale, ma io tengo sempre duro!

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