sabato 9 ottobre 2010

Approfondimento politico

C'è in negozio un tizio sui 45 anni con la figlia sulla decina. Descriviamo un attimo il personaggio, giusto per inquadrarlo, anche se il fulcro della storia non è la rottura di balle che mi stava provocando. Aveva portato un orologio perchè gli era stato regalato, e non gli piaceva. Ok. Gli era stato regalato in Marzo (sette mesi fa!!!). E non aveva lo scontrino.
E' che, sapete, è difficile passare in centro alla città, c'è poco parcheggio.

Poco parcheggio per sette mesi.

Fattostà, che ad un certo punto ci siamo accordati per cambiargli solamente il cinturino, mettendo un colore diverso che rendeva più moderno l'orologio. Non se lo meritava, ma vabbè, io mi tenevo il marrone classico e lui si portava via un cinturno color osceno.

Comunque, sono al banchetto per cambiare il cinturino, e suonano alla porta. Nel mentre (5 secondi) che arrivo ad aprire al cliente, il tizio pronuncia:

"Ehhh... se ci fosse ancora il duce queste cose non succederebbero!"

Lo ignoro...

"Ha capito no? Lei deve stare chiuso qui dentro per paura delle rapine, quando c'era il duce queste cose non succedevano, la porta delle oreficerie era sempre aperta!"

Sì.Sì.

Ignorato, contento del cinturino, e arrivederci. Grazie per l'approfondimento politico assolutamente realistico e non banale!
Mi spiace per la figlia.

9 commenti:

  1. utente anonimo9 ottobre 2010 18:04

    E poi bisogna considerare che i treni arrivavano talmente in orario che la gente li usava per regolare gli orologi.

    RispondiElimina
  2. sìsì, infatti ho ignorato i commenti sul fascismo proprio perchè all'epoca gli orologiai non servivano, bastava andare in stazione e controllare gli arrivi dei treni! insomma era concorrenza sleale!

    RispondiElimina
  3. E che, per di più, gli orologi non erano prodotti dai fieri camerati nipponici, ma dai demoplutocratici elvetici.

    Comunque, credo che non sia neanche politica, ormai.
    É una specie di favola: c'era una volta un'Italia in cui c'erano le mezze stagioni, i treni arrivavano in orario, e la frutta aveva un altro sapore.
    Gente che non c'è mai stata ci crede come a Babbo Natale.

    Poi, se mai capitasse, sarebbere da rileggere Guareschi: faceva il giornalista di "Nera" a Parma , nel ventennio, e raccontava che c'era l'ordine tassativo di non scrivere più di 32 riche su un qualunque fatto.
    Perchè proprio 32, e non 30 o 36, non l'ha mai saputo.

    E della cronaca raccolta tra caserme e ospedali, non poteva pubblicare quasi niente.

    E in queste 32 righe succedevano cose tipo che un valentuomo trovasse la moglie con un "amico" e la pistola sparasse accidentalmente. Per una coincidenza, moriva l'amico e la moglie, mattuguardachescarogna.
    O gente che -oops- scivolava giù dai ponti e dalle finestre.
    Le rapine, se proprio arrivavano in cronaca, era quando il ladro veniva preso.
    Ma arrivava in cronaca la notizia del barista multato perché serviva un banale amaro spacciandolo per il ferrochina Bisleri.

    Mica per altro, son nate le favole...

    RispondiElimina
  4. eran sempre aperte e si regalavano anelli e oro alla patria!Poi lo stesso duce si è convinto che l'italia avrebbe spezzato le reni ad inghilterra e unione sovietica.Peccato che non le abbia indovinata una !

    ps:come ben sai io sono stalinista,e mi domando:come mai sti fascistelli mi rompono le palle per lo stato di controllo e polizia che c'era in urss e non notano la repressione sociale e politica ducesca!

    RispondiElimina
  5. Ovviamente questo incensare l'epoca del Duce è uscita di bocca ad un tipo sui 45 anni che l'poca del duce non l'ha MAI vissuta...

    RispondiElimina
  6. Ma sto' tipo 45enne l'avesse mai vissuto il fascismo, poi.

    RispondiElimina
  7. eh, questa saggezza popolare... il classico "si stava meglio quando si stava peggio"
    povera bambina

    RispondiElimina

  8. Interessante che un tizio nato nel '65 si ricordi cosi' bene del ventennio...
    ...sei sicuro, visto che a quanto pare la tua città è piena di fulminati, che non ci sia nulla nell'acqua?

    RispondiElimina
  9. Al peggio non c'è mai fine. Sul serio.
    Ma quello lì dove è vissuto per 45 anni? Ha mai letto un libro di storia?
    L'Economa Domestica

    RispondiElimina